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zizze

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

So che sto per farmi odiare da tutte le donne che mi leggono (che sono almeno 6 o 7) ma quello che sto per dire è una verità assoluta, e come tutte le verità può fare male.

Le donne non sanno dare giudizi obiettivi, soprattutto quando parlano di altre donne.

Sarà capitato a tutti voi di passeggiare con la vostra ragazza/amica/fidanzata/moglie/qualsiasi altra cosa per strada e senza nessuna malizia alcuna incrociare una bella ragazza e, per quanto cerchiate di essere quanto più discreti possibile, farle una TAC totale con lo sguardo.
Nel preciso istante in cui il vostro sguardo torna sulla vostra accompagnatrice le vi chiederà “MA VERAMENTE TI PIACE QUELLA?” Con un tono disgustato come si avesse sorpreso a bere da una saettella con il coppino da brodo.
Magari la sconosciuta che avete appena incrociato non sarà una Top Model, ma è una bellissima ragazza, e alla vostra difesa d’ufficio “Bhe è una bellissima ragazza” vi sentirete rispondere frasi surrealiste tipo “Ma come fa a piacerti una con degli occhiali simili?” o assurdità al livello di “Ma hai visto l’attaccatura dei capelli?“, “No vabè, ti piacciono quelle con i gomiti a punta? Come fanno a piacerti?” o il capolavoro assoluto “Si vabè se le togli le tette grosse, un bel culo, gli occhi azzurri e le labbra carnose è un cesso!“.
Al contrario si lanciano in eroiche difese di loro amiche inequivocabilmente orrende e se per caso vi scappa una battuta atroce sui loro difetti fisici quando cercano di convincervi a presentarle un vostro amico è la fine “Ma che dici? è troppo carina! Ha un sorriso dolcissimo!

Il tifoso in generale è donna, il tifoso del Napoli in particolare è una donna mestruata… dopo una partita come quella con il Feyenoord stiamo guardando il goal subito come la nostra ragazza guarda i gomiti di Belen… poi magari siamo pronti a difendere partite pessime ed errori individuali. Ma in fondo è anche per questo che amo le donne, ed è anche per questo che amo essere tifoso del Napoli.

Cattivi: Per me la prova di Maksimovic non è stata particolarmente negativo, credo abbia bisogno di continuità ma stasera forse qualcosa in più poteva farla. Ghoulam un po’ ingenuo sul rigore e in un’altra occasione in cui è intervenuto fallosamente, ma a parte questo è in un momento di forma straordinario e anche oggi ha brillato. Peggiore della serata? Bella domanda, vorrei poter rispondere nessuno ma mi sa che bisogna rispondere tutti… ovviamente solo dopo il novantaduesimo.

Buoni: Callejon non è più un giocatore, è un ruolo: il Callejon è un terzino veloce, un esterno estremamente tecnico con straordinaria visione di gioco, un’ala con tempi di inserimento perfetti e freddezza sottoporta e forse anche un centravanti… è solo un caso che tutte queste caratteristiche le abbia solo il nostro José, oggi le ha mostrate tutte, sontuoso. Reina adora le critiche, si diverte così probabilmente sono la sua benzina “Non so parare una punizione sul mio palo? Allora paro i rigori, tiè!” ma a parte questo oggi ha regalato anche un intervento decisivo su un tiro deviato. Migliori di oggi? Zielinski! Lo scherzo a Insigne, credo sia stato uno scherzo, credo sia stato apprezzato da Milik più della stessa dedica, chi ha il coraggio e la forza di fare cazzate anche nei momenti di tensione ha vinto, sempre!

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Comprendere le donne non è mai facile, già non è facile capire, quando parlano, se sottintendono qualcosa, ma quando si tratta di interpretare i gesti, i segnali e tutto quanto possa essere considerato comunicazione non verbale il rischio di fraintendere e di fare una figura di merda è enorme, e bisogna necessariamente correre il rischio di apparire o rattusi o freddi di chiamata.

Un caso troppo spesso sottovalutato è quello della donna (o ragazza) con cui hai quotidianamente a che fare per motivi professionali, scolastici o qualsiasi altra cosa ti poggia le tette addosso. Aspettate, non fraintendete, non parlo di sbattertele in faccia, ma di quando per una serie di casi ti trovi addosso una tetta (o anche entrambe) con la propriataria che imperterrita ti continua a parlare come se nulla fosse. Tu sei seduto al pc e lei, in piedi, vuole farti vedere una cosa sul monitor, e piegandosi le appoggia sulla spalla o sull’avambraccio, è un classico esempio da ufficio, ma anche mezzi pubblici, o quando dai un passaggio in motorino… insomma nella vostra esperienza di uomini vi sarà capitato di sentire una zizza poggiata senza malizia.. e che fai? La valuti, la sondi, ti fai un’opinione sulla qualità ma ovviamente la spalla o il gomito non ha la sensibilità della mano, ma soprattutto cerchi di stabilire cosa può voler dire e cerchi di comportarti di conseguenza… ma comunque rimane tutto in dubbio.

Il precampionato è così: puoi fare delle valutazioni, sondare, avere un’opinione ma ovviamente le amichevoli non possono darti le stesse informazioni di una partita di campionato, per cui puoi solo intuire qualcosa su come andrà il campionato e ti rimangono ovviamente dei dubbi.

I risultati in campionato lasciano il tempo che trovano, le partite servono a sperimentare, a provare, a cercare di capire i movimenti e a creare nuove possibilità. Sarri è un maniaco della tattica e queste partite ne sono spesso state la prova, provo quindi a trovare elementi negativi e positivi di questa estate calcistica: in poche parole Buoni & Cattivi summer edition.

Cattivi: Milik sta segnando e sta facendo bene, ha tanta voglia di fare e va benissimo, qualche problema si crea quando vuole strafare e perde lucidità, con un po’ di calma sarà il vero acquisto di questo napoli. Chiriches segna un goal da 70 metri ma non offre grosse sicurezze in difesa, Maksimovic non ha fatto neanche il goal da antologia e continua a rimanere un oggetto misterioso, sarà il suo anno? La cosa peggiore di questo Napoli estivo però è il terzino destro, sostanzialmente il Napoli ha solo Hysaj, che va benissimo, ma Tonelli adattato (ammesso che resti) e la buona volontà di Maggio non bastano, l’unica vera mancanza di questo Napoli è proprio questa.

Buoni: vado contro il mio amico Valentino ma Reina conferma in precampionato le sue qualità, mentre tutti dopo la partita con l’Atletico bestemmiavano contro il portiere spagnoli per i due goal sul web diventavano virale un disimpegno difensivo Tiki Taka che si concludeva con un tiro di Ghoulam. Senza Reina questo il Napoli non lo può fare, avere un portiere che somiglia a un libero degli anni ’80 è un vero lusso, significa avere 11 giocatori di movimento in campo, avere un uomo in più in fase di impostazione e di alleggerimento, come tutti i lussi anche Reina ha un prezzo: la poca reattività tra i pali. Pepe ha il merito di farci subire pochissimi tiri in porta, ma ha la colpa che molti di quei pochi tiri diventano goal, se aggiungiamo a questo quanto detto prima la bilancia per lui pende nettamente dalla parte dei pro.

Rog stravedo per questo ragazzo e, al netto della sua capacità di farsi ammonire ogni partita, credo che ci siano buone possibilità di vederlo spesso in campo, bei piedi, intelligenza tattica e umiltà conditi con una capacità di inserimento che ricordano il primo Hamsik, un anno di gavetta gli sarà bastato? Dal precampionato sembrerebbe di si.

Ghoulam non sa crossare? è un po’ come la nomità di zoccola al liceo, ti ammocchi con un paio di ragazzi e tutti ti chiamano zoccola per 5 anni… oramai i suoi cross sono spesso pericoloso e molte volte produttivi: un rigore e un goal contro l’atletico sono figli dei suoi cross.

Ounas: inutile girarci intorno, la star del precampionato è lui. Ha quella leziosità, o se vogliamo tamarraggine, che fa impazzire noi napoletani, il gusto per la giocata, lo scatto che lascia sul posto l’avversario sono quelle doti alla Lavezzi o alla Mertens che fanno impazzire il pubblico azzurro. Ho il sospetto che lo vedremo spesso da subentrante con il conseguente borbottio dei tifosi “Ma pecchè nun ‘o fa jucà titolar’?” PErchè un po’ come con Insigne e Mertens gli allenatori preferiscono il tattico e disciplinato all’estroso spericolato e un po’ perchè i giocatori così da subentranti fanno sfaceli contro difese già stanche ma soprattutto perchè… voi lo togliereste mai a Callejon??

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Succede di innamorarsi di innamorarsi di chi ti sembra inarrivabile, una ragazza molto più bella di quelle che sei abituato a frequentare, una ragazza abituata ad ambienti più alti di quelli che frequenti tu mediamente, ma per una serie di strane congiunzioni astrali e per quegli strani incroci di destini che solo la vita ti può regalare ti trovi a vivere una storia d’amore bellissima con una di quelle donne che avresti solo sognato… un po’ come cantava il grande Max Pezzali in Sei un mito.

Lei è bella, molto, un corpo statuario e, con decenza parlando, tiene due zizze che parono di marmo. Per i tuoi amici diventano l’argomento di conversazione principale, ti guardano con aria di soddisfazione per complimentarsi ogni volta che possono. Purtroppo certe storie, quando alla base ci sono troppe differenze, sono destinate a finire con la stessa rapidità con cui sono nate… basta una sera, una notte, una parola fuori posto e inizi a vivere di rimpianti.

Allora confidi in una cosa: la gravità e l’età, quelle zizze se ne devono scendere prima o poi, dovrà rifarsele ma saranno contornate da rughe, i tuoi amici te lo dicono, “l’ho incontrata, secondo me le zizze se ne sono scese, è pure ingrassata” provi a convincerti che sia così, che si è imbruttita che effettivamente con quelle belle zizze adesso ci palleggia con le ginocchia, ci credi veramente e inizi a fartene una ragione… finchè non la incontri e ti rendi conto che magari è un minimo ingrassata, ma roba di pochi etti, che forse si veste in modo diversa, che in qualcosa è cambiata, ma che è sempre bona e soprattutto che le zizze stanno sempre là, tu adesso hai le tue storie e sei felice e non hai nessun rimorso, nessun rimpianto, sempre come cantava Max Pezzali, ma certe notti ti sembra di sentire il suo ricordo che ti bussa e ti fa male un po’.

Higuain tiene la pancia, è più lento, non li fa 36 goal etc. etc. eppure quando si è girato senza guardare la porta e l’ha messa sul primo palo non ho potuto fare a meno di pensare a quante volte mi sono arrapato per quella sua giocata, certo Chiriches e Reina hanno dato una mano, ma la tecnica è quella c’è poco da fare.

Per il resto la partita si commenta con un’altra canzone di Max Pezzali: la dura legge del goal, una vittoria un po’ amara ma che tutto sommato ci ha divertito.

Cattivi: Zielinski oggi ha più o meno passeggiato, si è visto poco in impostazione e meno in copertura, Reina ha le sue colpe sul tiro di Higuain e probabilmente sarebbe il peggiore in campo se non ci fosse chi ha fatto peggio di lui: Chiriches oggi inguardabile, non solo per i capelli che ricordano quelli di Pandev, ma anche e soprattutto per le giocate suicide per le responsabilità su entrambi i goal e quel meraviglioso destro da 40 metri all’ottantesimo, con Prunier contro la Roma una delle peggiore prestazioni di un difensore in maglia azzurra.

Buoni: Quanti Diawara c’erano in campo? uno davanti alla difesa a raddoppiare, uno a impostare a centrocampo e uno a inserirsi in avanti, senza contare i due sulle fasce che davano una mano, splendida prestazione del giovane centrocampista che se riesce a trovare la continuità può arrivare veramente in alto. Koulibaly oggi era in versione muro, interventi puliti di classe e spesso risolutivi. Migliore della serata? Qualcuno non sarà d’accordo, ma per me Callejon, la reazione sulla simulazione di Cuadrado (che la juve ha comprato solo perchè cade) è stata un segnale importante per la partita, al di là della solita prestazione a tutto campo, al di là dell’assist meraviglioso al di là dei 96 minuti di corsa ha cacciato una cazzimma che neanche nelle peggiori classi delle scuole medie di periferia, forse quello che mancava al Napoli.

Paolo Sindaco Russo

P.s. un piccolo appunto al mio amico Valentino: la scaramanzia è una cosa seria, per questo articolo dovevi aspettare anche la seconda partita!

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INTERVISTA ESCLUSIVA

Giusy Cristiano

E’ una ragazza che pian piano sta venendo alla ribalta del palcoscenico partenopeo/nazionale. Vanta proposte da Playboy, da tanti settimanali patinati ed è spesso ospite di qualche programma sportivo delle reti campane. Lei è Giusy Cristiano, napoletana di 29 anni che non ha molte remore nel lasciarsi fotografare con pochi vestiti addosso. Devo ammettere che, nonostante Giusy abbia presentato un proprio filmato al Festival del Cinema di Venezia, di non conoscerla fino a quando non mi è arrivata una sua richiesta di amicizia su Facebook. Inizialmente credevo si trattasse di uno dei tanti “fake” che tentano attraverso falsi profili di carpire le informazioni contenute sulle pagine Facebook di altri utenti. Poi ho scoperto che la “maggiorata fisica” made in Naples è una grandissima appassionata del Napoli e, sempre dal suo profilo Facebook, si sia lanciata in una foto desnuda in seguito ad una vittoria degli azzurri.

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)
Fonte: sscnapoli.it – (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Le chiedo con quale calciatore le piacerebbe uscire a cena e lei criptica mi risponde: «Uscire o ci ESCO? Ahahaha, sappi anche su questo avrò tanto da dire». Le chiedo allora di darmi un indizio e mi dice soltanto di «sapere molte più cose di quante ne conoscono i giornalisti». Subito dopo la nostra conversazione posta sul suo profilo una foto di Gonzalo Higuain inserendo la didascalia: «Sei stanco lo so, ma tutti crediamo in te… Niente gol niente ragù». Poi, discutendo con il suo manager fa intendere che potrebbe già essere a Verona per assistere alla partita contro gli scaligeri. Poi in chiusura di intervista precisa: «Non esco con nessuno in particolare». 

Su questo gioco del “dico e non dico” Giusy tenta probabilmente di suscitare maggiore attenzione. Eppure non sembra una “sgallettata”, bensì un personaggio complesso: il suo corpo non è usato solo per mero esibizionismo, dice di sé che questo sia un modo anche per sensibilizzare contro la violenza sulle donne, tema sul quale ha presentato un proprio corto a Venezia (cliccare qui per vedere il video). «Mi prefiggo – dice in esclusiva a SoldatoInnamorato la costituzione di qualcosa di importante a favore delle donne e per il gentil sesso. Il mio è un progetto programmatico, ma il mio corpo ha molto più significato al suo interno per questo motivo farò molte apparizioni TV anche in ambiti calcistici parlando di me e del mio mio ampio progetto». 

Giusy non esclude nemmeno un ingresso in politica: «La osservo e tanto anche se molto per le sue grandi lacune. Il mio futuro in politica è come il sogno di chiunque ,ma io lo farei solo per determinare un qualcosa rispetto a tutto quello che sto portando avanti». 

«Sono un personaggio – prosegue – che appare e che poi ha invece una sua quotidianità dove tassello per tassello sta mettendo su una fondazione, un progetto aggressivo per essere ascoltata su tematiche che ho ampiamente annunciato nel mio video “Ancor prima di nascere” che ho presentato nello scorso Festival del cinema di Venezia».

Giusy Cristiano
Giusy Cristiano

Le dico che prima di lei anche altre si sono spogliate per le vittorie del Napoli, fra queste si annovera Marika Fruscio. Ma lei dice di non ispirarsi alla “maggioratissima” valletta: «Marika Fruscio e chi è? Io non credo che siate giunti nell intervistarmi perché mi sono spogliata per il Napoli. Pertanto chiarito ciò non mi confronto e faccio polemica con nessuno. Sono Giusy Cristiano calcio o no”. E aggiunge: «Il mio modello non è da ricercare nel mondo dello spettacolo ma in ben altri campi. Adoro la donna determinata poi in qualsiasi campo lei lo esprima non importa». 

E per il futuro dice: «Non escludo un libro , non escludo un ampliamento dello short video già realizzato e che magari diventi un film». E noi siamo curiosi di vedere dove l’ambizione, i progetti e le curve di questa ragazza porteranno. Di sicuro ne sentiremo presto parlare.

Twitter: @valdigiacomo

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La soluzione napoletana al terrorismo

Secondo un’interpretazione del Corano, probabilmente distorta, i kamikaze islamici che si uccidono negli attentati otterranno in paradiso di poter restare con 72 donne vergini. Vergini eh, si nun so’ vergini nun sò bbone… Addirittura in alcuni versi del Corano si fa accenno a donne dai seni “cresciuti”, “gonfi”, a “forma di pera”, “alte 60 cubiti” (circa 27 metri), “larghe 7 cubiti” (circa 3,2 metri)… Un container praticamente…

Sarà che il sottoscritto ha un approccio alle religioni certamente intimistico, ma anche abbastanza scettico allo stesso tempo: mi chiedo se certe “storie”, come pure quelle della mela di Eva e del serpente, della costola di Adamo e di tutto l’armamentario biblico possano essere considerate metafore o tuttalpiù favole. Insomma: si può credere a queste ricostruzioni di migliaia di anni fa?

E allora ogni tanto mi capita di voler fare le pulci a questi testi sacri. E, con tutto il rispetto, per dirla con il celebre tormentone dei Tre 3: “A mme me pare na strunzat!”. E volendo approfondire la questione ci sono alcune domande che mi sovvengono in merito a questa leggenda delle 72 vergini.

1) Se queste signorine sono in paradiso, saranno signorine morte. E se sono morte vergini una ragione ci dovrà pure essere… E’ assai probabile che non siano proprio delle top model…

2)Non so i musulmani, ma io ho difficoltà a gestire i rapporti con una sola donna che sinceramente mi sembrerebbe una condanna capitale dover avere a che fare contemporaneamente con 72 donne. Per non aprire l’argomento suocere…

3)Mettiamo il caso che queste 72 donne siano realmente vergini. Il terrorista mette fine alla propria vita per fare sesso 72 volte con una donna vergine? Perché la verginità dura una volta, fatta quella cosa là poi è tutto finito…

A questi interrogativi si aprono poi delle controproposte. Se invece di fare la guerra in Siria o in Iraq gli occidentali, invece dei soldati, assoldassero delle signorine per calmare un po’ i bollenti spiriti di questi kapikaz… mmm cioè kamikaze?? Certo, avremmo una certa difficoltà a reperire ben 72 signorine vergini…  Ma una soluzione si trova sempre: oggi la chirurgia fa miracoli e riesce a ricostruire pure quel pezzettino là. E non fa nulla se costa un po’ l’operazione, sicuramente avrà un costo minore di bombe, carri armati, droni e tutta quella roba là.

Chiedo scusa se ho affrontato questo argomento certamente serio e drammatico con un po’ di ironia napoletana. Ma dubito fortemente che qualsiasi Dio possa premiare, tanto più con zizze grosse o imeni spessi, chi uccidendosi uccide altre persone. Questo uccidere nel nome di un Dio, qualsiasi Egli sia, è una delle più grandi assurdità della razza umana.

E, per tornare ai nostri scherzi, rivolgiamo a questi potenziali kamikaze una domanda bellavistiana: “Ma vi conviene? Ne siete proprio sicuri?”. A questo punto facciamo tutti una colletta per comprare a questi ragazzi “Nu bell abbonamento da Natascia”…

vDG

Twitter: @valdigiacomo

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Foto Flickr di Chris & Diana

La famosa rivista americana Playboy annuncia che dal prossimo marzo le conigliette non poseranno più nude, con questa scelta si chiude un epoca d’oro, nel 1953 il fondatore “Hugh Hefner” diede vita a quella che sarebbe diventata un icona intergenerazionale .
Quando da ragazzino cominciai ad appassionarmi al mondo dell’autotrasporto, il primo elemento he mi fece avvicinare a questo mestiere, furono le foto di donne nude che tutti gli autisti esibivano fieri nelle loro cabine.

Cominciai a sognare di guidare un bestione della strada e, soprattutto di poter esibire anche io delle foto di playboy, quando parlavo con i vecchi autisti, mi raccontavano storie di turiste/autostoppiste straniere, tutte innamorate del maschio Italico e camionaro.
Con il tempo mi sono accorto che le storie erano leggermente pompate, negli ultimi anni anche i famosi calendari di donne nude sono quasi scomparsi, anche questa SANA ABITUDINE è stata vittima della crisi, le aziende un tempo riservavano gadget fatti apposta per i trasportatori, oggi per colpa dei tagli anche questa usanze è scomparsa.

Per quelli della mia generazione ( 35-45enni ) Playboy faceva parte di un percorso editoriale che gradualmente, in fase adolescenziale, riusciva a darti quelle risposte sulla sfera sessuale, la prima della serie era il postal market, rivista di moda per corrispondenza, che nella categoria intimo sfoggiava bellissime modelle con addosso una provocante biancheria intima.
Giornate intere chiusi in bagno con la scusa di scegliere un pantalone e una maglietta, l’ultima della serie “ Le Ore” era quella che ti dava la possibilità di dimostrare esperienza anche al primo approccio, queste era senza freni, tra le sue star c’erano Cicciolina e Moana Pozzi.
Oggi tutto questo può sembrare banale rispetto a quello che si può trovare sul web, siti come Youporn la fanno da padrone, comprare una rivista fatta solo di foto non ha più senso.

Eppure nonostante tutto rimango legato a quel periodo, quando per farti perdere la testa bastava una scollatura, un ginocchio femminile poteva diventare qualcosa di eccitante, oggi invece in questa società sempre più frenetica, pure l’eros è diventato qualcosa ridotto all’estremo, oggi ci sono persone alle quali non basta più l’immaginazione, c’è chi addirittura sceglie le donne per categorie : Milf, Teen , Big Ass, Big Tits e cosi via con un infinita di termini e acronimi pronti a soddisfare tutti i gusti e tutte le tendenze sessuali.
Noi nostalgici , nonostante tutto rimaniamo legati ad un altro modo di fare, siamo rimasti fedeli a quello stile che c’ha fatto diventare uomini, ancora oggi ricordo con gioia le pubblicità di Monika Sport, quando guardo le vecchie televendite su youtube , mi capita di vedere le maestose esibizioni di Patrizia e Marzia intente ad usare il vibro massaggiatore a fasce, in quell’isatante ti senti il cuore in gola come se stessi rincontrando una vecchia fidanzata.

Con Playboy se ne va un pezzo di noi, per lasciare posto a qualcosa che non potrà mai avere quell’alone romantico con il quale siamo cresciuti, tutti i tuoi sostenitori ti saluteranno chiusi in bagno con il pugno chiuso e con le lacrime agli occhi, addio Playboy.

Marco Manna

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Attenti alla zoccola

Chella s’è tenuta ‘a mano ‘nculo!“. Da ragazzino bastava una frase così, perentoria, per dare un giudizio modello Cassazione che riusciva, per i secoli nei secoli a venire, nello stabilire che tale generosa piccerella fosse irrimediabilmente una zoccola. E chi diceva quella frase, solitamente, era riuscito magari a sfiorare le terga della ragazzina senza farsene accorgere con movimenti abili e vellutati tipo scassinatore di cassaforte. A volte la ragazza in questione manco se ne accorgeva. Ma da quel momento ormai il giudizio era già bello che formulato.

Mi tornano alla mente questi ricordi leggendo che oggi per migliaia di bambini e ragazzi napoletani è ricominciata la scuola. Sveglia, acquisto libri, cartelle, compiti, tarantelle con genitori e professori torneranno ad essere abitudine quotidiana da qui ai prossimi mesi. Ma, oltre alle routine, torneranno pure i compagni e le compagne di classe. Litigi, inciuci, amori incofessati e tutto quello che si vive a certe età.

Non so come funzioni ora, credo però che i ragazzini di oggi siano assai più smaliziati di quanto lo ero io fino a quasi 15 anni fa, quando anche io diedi finalmente addio alle aule di scuola per andare all’università.

Era tutto un superare limiti a quelle età: dal bacio a timbro, alla “sola in ganna”, alle mani piazzate con cautela e circospezione per non perdere i primi due vantaggi. Il codice determinava che alle prime battute, se tu cercavi di sfiorare certe parti, la ragazza doveva guardarti schifato e con aria arrabbiata nemmeno se gli avessi ucciso un parente. E però non bisognava lasciarsi intimidire. Si doveva insistere fino a quando la guagliona, avendo dimostrato la propria serietà, cedeva e lasciava passare senza troppe storie una mano in culo o sulla zizza. Questo era essere adolescenti al sud fino a qualche tempo fa.

Eppure oggi le cose non sono cambiate così tanto. Anche ad età maggiori. Una ragazza che ci si concede subito diventa anche nel 2015 irrimediabilmente una “zoccola”. Non so se esista ancora la regola della terza uscita… Ma io non ho mai capito il motivo per cui se una ragazza ha piacere di fare certe cose, come accade a noi uomini, debba essere considerata in maniera negativa.

Credo che gli uomini debbano cambiare completamente impostazione. E’ sbagliato ragionare così, oltre che antiquato. Ma, soprattutto, ed è quello che più mi interessa, se non cambia questo tipo di mentalità mi troverò sempre costretto a dover aspettare più appuntamenti per raggiungere “l’agognata”. Mettiamo nelle condizioni culturali le donne di darla a piacimento senza essere considerate zoccole. Si evitano spese di uscite inutili e si raggiunge prima l’obiettivo. Meditate gente, meditate! W le donne!

vDG

P.S. Il contenuto di questo articolo è riflessivamente ironico. 

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Disco degli Shampoo

Sono passati 6 anni dall’uscita dell’ultimo album, ma l’assenza ha fatto aumentare ancora di più la passione e la venerazione dei fan. Claudia e Roberto erano troppo piccoli all’epoca e non erano riusciti ad assistere a nessun concerto. Poi Yoko, gli avvocati, il guru Maharishi, il padre di Linda, il litigio in presa diretta tra Paul e John, il muro del suono, la voglia di mettersi in proprio…la favola era finita!

E i due si erano dovuti accontentare di consumare i dischi che avevano, gettarsi alla ricerca di improbabili Bootleg, annusare l’aria e avvistare apparizioni singole, articoli di giornale, indiscrezioni, poster e foto. Si era creato un network parallelo che, con TamTam di telefonate, lettere, cartoline, smistava novità, primizie, inediti, rarità. Finché, un giorno, Pietro, il padre di Roberto, vide finalmente la possibilità di riscattarsi agli occhi del figlio, che da qualche tempo lo trattava con la sufficienza che i figli adolescenti riservano ai genitori. Stava facendo firmare delle carte all’ingegnere, suo capoarea alla Olivetti di Pozzuoli. Senza volere, ascoltò la telefonata. L’ingegnere stava avvisando i figli a Milano e li invitava a “scendere” a Napoli, perché a metà Novembre ci sarebbe stato un evento straordinario. Alla parola “Beatles” l’uomo sobbalzò. Forse era la forza dell’abitudine, la suggestione di averli sempre nelle orecchie, di vederli “attaccati” in ogni angolo di casa.

Invece aveva proprio sentito bene, l’ingegnere stava dicendo di averlo saputo da una fonte certa, un suo amico con cui giocava a tennis, socio del Napoli Calcio. Sì, perché l’evento era organizzato proprio dal presidente Ferlaino. Ci sarebbe stata una partita con il Liverpool e in quella occasione i Fab Four si sarebbero finalmente riuniti, per un’evento unico e imperdibile. Ma la notizia veramente importante e esclusiva, e l’ingegnere la sussurrò alla cornetta quasi fosse un segreto di Stato, era un’altra. Pietro si concentrò e riuscì ad ascoltare anche l’ultima parte della telefonata: i Beatles sarebbero stati ospiti di Radio Antenna Capri, dove, oltre ad un’intervista, avrebbero tenuto un mini concerto, tipo il live di qualche anno prima alla BBC. L’uomo raccolse le carte firmate e si fiondò al telefono del suo ufficio. Si godette la reazione del figlio alle sue parole: all’inizio dubbioso, esitante, sospettoso, poi interessato, sorpreso, entusiasta. Incassò il “Tivogliobene” finale come il meritato premio per la sua azione di controspionaggio, sentendosi definitivamente affrancato dalla condizione di “matusa”, in cui si sentiva confinato negli ultimi tempi. Roberto dal canto suo avvertì subito Claudia, con la quale condivideva la sua pazza passione per i ragazzi di Liverpool, per organizzare la “veglia”, pensando di essere tra i pochi a conoscenza della notizia.
A novembre a Napoli si sta ancora bene, il giubbino non serve. Così armati di maglioncini di filo, zainetto e polaroid i due ragazzi si dirigono verso via Annella di Massimo, cantando, mano nella mano, godendosi la bellezza della serata e l’emozione dell’attesa. Ma già ad Antignano si accorgono che qualcosa non va: ad attenderli una marea umana. Lungo via Luca Giordano, fino a piazza Quattro Giornate, una folla enorme, 150.000 persone, forse di più. E meno male che la notizia era segreta. Lo stadio Collana non avrebbe mai potuto accogliere tutta quella gente, tanto meno la piccola radio privata napoletana. Bisognava accontentarsi di ascoltare il programma, che da lì a poco sarebbe andato in onda. Per fortuna in molti si erano premuniti di radiolina e, sintonizzati su Radio Antenna Capri, si apprestavano a vivere una singolare Woodstoock autunnale napoletana. Il Vomero invaso da un fiume umano, chiassoso e colorato, che aspettava con ansia, impazienza e entusiasmo. Qualcuno intonava i vecchi successi, altri fumavano, bevevano, ballavano. Dai balconi le signore guardavano sospettose quei ragazzi, non capendo il perché di quell’assembramento improvviso.

Verso le 20, scortata dai Vigili, una Rolls Royce bianca si fa strada tra la folla: gridolini, svenimenti, urla. Sono loro, stanno entrando, tra poco si comincia. Alle 21 in punto, si parte! Gli scettici devono subito ricredersi. Non ci sono dubbi: è la chitarra di George. Un boato accoglie l’inconfondibile riff di “Day Tripper”. Niente male come inizio. Roberto e Claudia non stanno nella pelle. Alla fine ce l’hanno fatta. Loro, che si erano sentiti sempre ammiratori “ritardatari”, avevano finalmente centrato l’appuntamento con la storia. L’orecchio del ragazzo si gusta l’attacco di Paul, le armonie, i cori. Niente da dire sono in gran forma. A un certo punto però qualcosa comincia a suonargli strano, gli sembra che stiano sbagliando le parole, forse biascicate, forse cambiate. Gli arrangiamenti, le armonie, le voci sono quelle…ma i suoni, per quanto simili, sembrano diversi. Sembra quasi che stiano cantando in napoletano e al posto di …no non può essere, eppure l’arpeggio è quello. Forse è una base. Ma John e Paul che implorano “famme vere ‘e zizze“? Può mai essere? Roberto si volta verso Claudia, quindi si guarda intorno e riconosce negli altri lo stesso suo smarrimento. Ma che sta succedendo? Poi qualcuno comincia a ridere, applausi e sorrisi. Sicuramente non sono i baronetti, ma bravi lo sono…ed anche napoletani a giudicare dalle loro parole. Certo non è come assistere alla reunion dei Beatles, ma quei ragazzi stanno comunque prendendo parte ad un momento che entrerà nella storia musicale italiana, godendosi la nascita di un gruppo geniale e straordinario: un giorno potranno raccontare” chi erano gli Shampoo”.

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Abacuc Pisacane

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