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Sono ormai anni che ogni tanto si diffonde qualche notizia su un’eruzione imminente del Vesuvio e fa impazzire la popolazione che vive alle sue pendici.
Quando era piccolina ricordo che si trattava di una voce che piano piano prendeva piede e maggiori dettagli ed arrivava a tutta quanta la città. Qualcuno, dopo che si era rivelata infondata, mi diceva che era per far scendere il prezzo delle case. Si sa, noi napoletani ne pensiamo una più del diavolo (io da napoletana posso dirlo, voi da non napoletani, no!) e il panico diffuso valeva un guadagno economico.

Oggi la situazione non è tanto diversa, cambia però il modo in cui si diffonde la “voce” e il tipo di guadagno. Insomma cambiano i burattinai ma sempre, a mio parere dovrebbero essere denunciati per procurato allarme. Il veicolo odierno per la diffusione della qualunque sono i social network. Un potente mezzo di diffusione delle notizie e una grande risorsa se usati con criterio ma, appunto, solo se usati con criterio.
Passo al racconto di cosa è accaduto qualche giorno fa ma e’ solo per dirne una. Notizie di questo tipo, purtroppo, si diffondono spesso.
In settimana, è iniziato a girare su Facebook, un articolo dello scorso anno in cui si raccontava di un terremoto di bassa magnitudo che aveva avuto come epicentro il Vesuvio (normale attività sismica per il nostro vulcano). Qualche giornalista (stamattina mi sono svegliata diritta, altrimenti altro che giornalista avrei scritto!!!) ha intercettato la notizia e, senza verificare la data o non volendolo fare o, ancora, ignorando volutamente il piccolo particolare, ha ripreso e ricopiato la notizia aggiornandone la data.

A Torre del Greco si è diffuso il panico e ho saputo addirittura di due scuole evacuate.Il mio primo pensiero è stato quello di andare sul sito dell’Osservatorio Vesuviano e su quello dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) per verificare la veridicità della notizia perché questi siti riportano l’elenco dei terremoti in tempo reale. Visto che l’articolo dava anche magnitudo ed epicentro, doveva essere per forza stato registrato da loro. Beh, di questo terremoto non ce n’era traccia.
Andando a ritroso nella catena delle notizie, ho poi scoperto la vecchia notizia dello scorso anno e come era stata trasformata.
Come ho già scritto, le notizie allarmistiche che girano sono quasi sempre le stesse ma il guadagno su internet è dato dalla visualizzazione della notizia e dai click sui banner pubblicitari che la circondano nella stessa pagina. E’ la caccia al click disperato di rete. E non si guarda in faccia a nessuno. Prima il click e poi l’etica e tutte le altre belle morali.

Quella del terremoto non è stata l’unica bufala circolata in settimana ma ce n’è stata un’altra (anche questa vecchia, trita e ritrita) che riguardava un fantomatico studio fatto da scienziati americani sulla pericolosità della prossima eruzione del Vesuvio. La mia risposta è: e c’era bisogno degli americani?!?
Lo scenario più probabile (si può parlare solo di probabilità) è un’eruzione sub-pliniana o pliniana (quindi quella più distruttiva) ma che dovrebbe mostrare segni premonitori che la scienza al giorno d’oggi è in grado di interpretare abbastanza tempo prima da poter evacuare le zone interessate. Il problema principale, e questo è un mio parere personale, sarà proprio nei segni premonitori, che potrebbero essere costituiti da terremoti di forte intensità e fare morti e danni nelle nostre zone super-densamente popolate e con costruzioni decisamente non-antisismiche.

Clementina Sasso

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Due campioni a confronto

Holly e il poster "Diego Nick"

Il calcio che ho amato da bambino, per me che sono nato agli inizi degli anni ’80, aveva due simboli, due eroi, due icone: Holly Hutton e Diego Armando Maradona. Due figure, una immaginaria, l’altra reale, che hanno caratterizzato il mio amore per il calcio. E, come me, hanno riempito i sogni e le fantasie di milioni di ragazzini che piazzando cartelle o sassi in mezzo alla strada giocavano a calcio immedesimandosi nella storia e nelle storie di questi due campioni.

Loro vogliono sfondare e campioni diventare per poter così giocare nella squadra nazionale“. La sigla di Holly e Benji può essere riferita a loro due, portiere e attaccante, ma pure a Holly e Diego che in comune hanno tantissimi avvenimenti.

Holly e Diego
Holly e Diego

Holly e Benji, in Giappone “Captain Tsubasa“, è un cartone animato prodotto nel 1983 e che viene trasmesso in Italia, da Fininvest, solo nel 1986. Quando Diego diverrà per la prima volta campione del Mondo con l’Argentina e campione d’Italia per la prima volta con il Napoli. Ma Diego e la sua storia, nonostante quando viene realizzato il cartone animato Maradona non fosse ancora diventato un idolo assoluto del calcio, occupa già un posto all’interno del cartone giapponese. Ed è proprio nella prima puntata che lo scopriamo, quando sulle pareti della stanza di Holly (come si evince dalla foto in alto) compare un imprecisato calciatore con la maglia dell’Argentina che si chiama Diego Nick. Così come nei primi secondi della prima puntata Holly guarda sognante un poster della nazionale italiana campione del Mondo nel Mundial di Spagna ’82. E’ plausibile che Diego sia diventato un idolo in Giappone perché nel 1979 Maradona vinse i campionati mondiali under 20 in terra nipponica battendo in finale l’Unione Sovietica e realizzando nel corso del torneo sei reti. Diego segnò in tutte le partite, tranne nella gara dei gironi contro la Jugoslavia.

Ma veniamo a tutte le similitudini tra Holly e Maradona. Similitudini che non solo sono divertenti, ma che danno la misura di quanto sia stato grande Diego Armando Maradona per essere stato non solo il miglior calciatore di tutti i tempi, ma quanto sia stato nell’immaginario collettivo un personaggio così “magico” da poter essere accostato persino ad un supereroe frutto della fantasia. Ho trovato 5 similitudini, ma ce ne sarebbero tante altre. Holly è l’idolo di Diego, Diego è l’idolo di Holly.

1) VESUVIO E FUJI Come detto Holly e Benji viene prodotto nel 1983, un anno prima dell’arrivo di Diego a Napoli. Eppure c’è un caso in cui è stato Diego ad “imitare” Holly Hutton. Il numero 10 della Newppy si trasferisce nell’immaginaria città di Nankatsu, ai piedi di un vulcano molto somigliante al Monte Fuji che domina le regioni dello Yamanashi e di Shizuoka. Il Fuji è il Vesuvio giapponese, l’ultima sua eruzione risale al 1708, per gli scintoisti è un luogo da visitare almeno una volta nella vita. E alle pendici di un vulcano arriverà pure Diego, a Napoli. Entrambi ai piedi di due vulcani, probabilmente i due più importanti e rappresentativi del mondo, per scrivere la storia del calcio.

2) I SOGNI «Ho due sogni: il primo è giocare la Coppa del Mondo, il secondo è vincerla». E’ la prima intervista, a soli otto anni di Diego Armando Maradona. Il bambino Diego è come il bambino Holly. Diego però – a differenza di Hutton – raggiungerà nella propria vita entrambi gli obiettivi.

3) LA SQUADRA Al di là di qualsiasi bizza caratteriale c’è una caratteristica che tutti hanno sempre riconosciuto a Maradona: saper coinvolgere e far sentire importanti anche i propri compagni incoraggiandoli e motivandoli. E’ una componente che sin dalle prime puntate emerge anche in Holly Hutton il quale, proprio nel corso della sua prima partita contro il Saint Francis di Benji Price, dà proprio questo insegnamento al suo avversario che poi diverrà compagno di tante battaglie. Per Benji la sfida con Holly era quella di non farsi segnare dal numero 10 della Newppy, per Holly era fondamentale che la sua squadra vincesse, anche se lui non fosse riuscito a segnare. Una lezione che Benji capirà soltanto nel corso del match tra Newppy e Saint Francis, nel corso del secondo tempo della partita. Anche se fenomeni sia Diego che Holly sono due uomini-squadra.

4) AMICI-AVVERSARI Nella prima squadra di Diego, l’Estrella Roja, il suo più grande avversario della squadra concorrente era il suo più grande amico Goyo Carrizo. Entrambi nati a Villa Fiorito. Diego e Goyo, proprio come Holly e Benji, faranno poi la storia militando nella stessa squadra: i due scugnizzi argentini nelle Cebollitas, i due giapponesi nella New Team. Goyo Carrizo, considerato un fenomeno anch’egli, terminerà la sua carriera a soli 20 anni per un bruttissimo infortunio al ginocchio.

5) LA PALLA E’ TUA AMICA Tra le frasi più celebri di Holly c’è proprio “La palla è tua amica”, rivolta al portiere Alan dopo un brutta pallonata che colpisce l’estremo difensore sul viso. Ma è anche l’insegnamento che Roberto Sedinho rivolge ad Holly. La vita di Holly è stata salvata proprio dal pallone, rincorrendo la “sua amica” eviterà a 5 anni di essere investito da un camion. E’ una storia, non vera, che è stata ripresa anche nel film su Diego di Marco Risi quando un piccolo Diego cerca di recuperare il pallone finito in un pozzo. Così come Holly dorme con il pallone e fa ogni passo insieme alla palla, così Diego racconterà nella sua autobiografia di non separarsi mai dalla magica sfera. Sia per Diego che per Holly l’attrezzo, il pallone, erano prolungamenti del proprio corpo.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

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