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Vargas

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Edu Vargas

Iniziamo con una parentesi: il Pallone d’Oro è una buffonata. Il premio, che si propone di eleggere ogni anno colui che nella stagione precedente è stato il miglior calciatore del mondo, negli anni ha dimostrato di seguire criteri totalmente a cazzo di cane, riservandosi di non premiare giocatori che in base alle decisioni dell’anno prima erano candidati ovvi. Seconda parentesi: inutile girarci attorno, vince di nuovo Messi, che la spunterà su Ronaldo e uno tra Neymar e Suarez (lo slot lasciato libero dai due fuoriclasse del calcio mondiale di solito viene occupato dal giocatore più rappresentativo della squadra che vince la Champions, il Mondiale o l’Europeo, che in questo caso sarebbe lo stesso argentino il quale libera così il posto a uno dei suoi compagni di merende). Si tratta comunque di un verdetto più giusto rispetto ad altre vittorie del fuoriclasse di Rosario, basti pensare a quelli del 2010 e del 2012 in cui scippò il premio a Xavi Hernandez e Andrès Iniesta eroi del Mondiale e dell’Europeo: quest’anno Messi ha guidato il Barcellona alla conquista del Triplete come miglior giocatore ed è arrivato in finale di Copa America con l’Argentina, poi battuta dal Cile in finale.

VARGAS E I CILENI – La Copa America, la competizione più importante per nazionali maggiori svoltasi quest’anno, ha premiato i cileni Gary Medel e appunto Edu Vargas, oltre ad Arturo Vidal, Alexis Sanchez e Claudio Bravo: si può obbiettare che nella selezione cilena ci fossero giocatori forse più decisivi, come Valdivia e Aranguiz, ma tant’è. Il buon Vargas ha effettivamente giocato un’ottima coppa, soprattutto grazie all’allenatore che lo ha lanciato, quel Jorge Sampaoli con il quale all’U de Chile sembrava il miglior talento sudamericano in circolazione. Personalmente, ho ancora negli occhi la palla persa a centrocampo contro il Dnipro che portò il Napoli in svantaggio nella partita dei quattro gol di Cavani (peraltro presente anche lui): uno che fa una cosa del genere per me in questa lista c’entra come Ghandi ad un comizio di Donald Trump e del resto il fatto che in nessun club nel quale ha giocato abbia fatto particolarmente bene da quando ha lasciato il Cile dovrebbe parlare da sè, ma a quanto pare per i selezionatori le coppe sono più importanti della stagione regolare. 

I CAMPIONIOvviamente il grosso della lista è occupato dalle vere stelle del calcio mondiale. Messi e Ronaldo sono accompagnati ciascuno da sei dei loro mastini della guerra nei rispettivi club: Neymar, Rakitic, Suarez, Iniesta, Mascherano e Bravo per i blaugrana, Ramos, James, Modric, Benzema, Bale e Kroos per i blancos. Tutti e quattordici insieme hanno una valutazione di mercato totale pari a 855 (OTTOCENTOCINQUANTACINQUE) milioni: roba da far impallidire gli sceicchi. Anche la Juventus piazza diversi giocatori, tra cui il già citato Vidal, Pogba, Pirlo e Morata. Completano la parata delle stelle la truppa del Bayern (Muller, Alaba, Neuer, Robben e Lewandowski), e poi Hazard, Courtois, Ibrahimovic, Cavani, Pastore, Tourè, Aguero, Bacca, De Gea, Rooney, Otamendi, De Bruyne, Coutinho, Alexis Sanchez, Bacca e Griezmann.

LE ASSURDITA’ – Sui nomi di cui sopra nessuno può discutere; nel club, tuttavia, ci sono alcune assenze clamorose e una manciata di nomi abbastanza scandalosi. Ha fatto parecchia notizia l’esclusione di Buffon: abbastanza ridicolo escluderlo dopo una stagione straordinaria, soprattutto se al suo posto ci devono essere la riserva del Barcellona e Ospina. Tuttavia credo che i tifosi della Juve che piagnucolano debbano riflettere un pò sulla presenza imbarazzante di Chiellini: vero che la Juve dell’anno scorso aveva una grande difesa che va premiata, ma un macellaio coi piedi quadrati che usa il destro solo per correre ha veramente una ragione per essere candidato al premio di miglior calciatore della stagione? Dal campionato italiano altre due esclusioni abbastanza incomprensibili sono quelle di Icardi, capocannoniere di uno dei maggiori campionati del mondo, e Higuaìn, semifinalista di Europa League e finalista di Coppa America: se qualcuno volesse discutere sull’opportunità di presentarli, mi piace citare la presenza di Christian Atsu dell’Everton, Giovani dos Santos del Villareal e i due gettoni dei campionati sudamericani Paolo Guerrero (Corinthians) e Carlos Sanchez (River Plate, che quantomeno ha vinto la Libertadores anche se non è neanche nel giro della Nazionale), ma soprattutto di MASSIMO LUONGO, australiano del QPR. Massimo Luongo e non Higuaìn. Verament facimm? Le altre stelle escluse sono Mesut Ozil dell’Arsenal e soprattutto David Silva del City, al quale è stato incomprensibilmente preferito Wilfred Bony. Insomma, il Pallone d’Oro è sempre più ridicolo e ormai non vale neanche più la pena di seguire le premiazioni; comunque, congratulazioni con largo anticipo a Messi, per quello che vale. 

Roberto Palmieri

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Vargas e la Friendzone

Vargas, la nostra migliore amica
Foto di Jimmy Baikovicius

Notte fonda, sei a letto e guardi il soffitto mentre i tuoi pensieri viaggiano. Hai sonno e non riesci a dormire, i pensieri ti fanno sorridere di felicità, ti fanno andare lontano e guardare la vita che hai sempre sognato. Ma gli stessi pensieri poi ti si ritorcono contro e ti fanno apparire anche tutte le ipotesi negative. Speranze e paure viaggiano sottobraccio e tu diventi uno spettatore della tua stessa vita. Immobile nel tuo letto vittima dei pensieri e assalito dai dubbi… Hai paura di esserti innamorato della tua migliore amica.

Con Vargas purtroppo è così, sono ormai quasi 4 anni che ci frequentiamo in un modo nell’altro, siamo tutti convinti che non possa nascere nulla, che siamo solo amici ma ogni tanto succede qualcosa che fa nascere dei dubbi e sembra che dal nostro rapporto possa nascere qualcosa di più.

Come quella sera con l’AEK Stoccolma, fu la classica serata in cui,  che complice qualche bicchiere di troppo, la mattina ci si sveglia nello stesso letto esclamando “Oddio, che cazzo ho fatto?!?!?!“. Dopo abbiamo anche provato a vedere se poteva andare avanti, se c’erano i presupposti per creare qualcosa ma invece niente, abbiamo avuto almeno la lucidità di rimanere amici.

Con la migliore amica è così, lei si fa le sue storie, tu le tue, però lo vedi che lei non è contenta, che in fondo le storie che sta vivendo non sono nulla di importante e in qualche modo alla fine di ogni storia torna da te.

Ecco adesso Vargas ha appena concluso una di quelle storie e in Copa america si sta mettendo in mostra alla grande, alla volte non ci fai neanche caso a quanto la tua migliore amica possa essere bella, e quando te ne accorgi è la fine. Vargas è capocannoniere, segna più di Higuain, di Aguero, di Vidal, di Neymar, e il goal di ieri non è uno di quei goal che fa chiunque.

Per noi adesso è di nuovo notte fonda, siamo sul letto, guardiamo il soffitto, sappiamo che potrebbe finire male, sappiamo che potremmo rovinare tutto, sappiamo che sarebbe la cosa peggiore per entrambi e che ci abbiamo già provato, non può funzionare. Ma se fossimo tutti più maturi? Se non siamo più quelli di 3 anni fa magari adesso potrebbe funzionare.

Ma allora perchè stiamo semplicemente pensando che sia possibile?

Paolo “Sindaco” Russo

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