Tags Posts tagged with "tshirt"

tshirt

0 4258

Natale è tempo di regali, si passano ore a cercare il pensiero giusto non solo ad amici e parenti ma anche a persone con cui siamo spesso in contatto per vari motivi: colleghi di lavoro, dipendenti, il medico, professori, l’avvocato, il commercialista etc. etc.
Sia con gli affetti più cari che con i contatti più formali si finisce spesso con il regalare oggetti inutili e di dubbio gusto pur di non presentarsi a mani vuote. Oltre alle realtà note già affermate come le cravatte di Marinella o il cioccolato di Gay Odin e Gallucci, qui vi proponiamo 10 idee tutte Napoletane per un regalo originale e di sicuro successo.

Birrificio flegreo
Birrificio flegreo

Birre artigianali: sono un po’ la moda del momento e grazie alla varietà e qualità dei nostri prodotti in campania si possono ottenere birre dal gusto sorprendente. Noi abbiamo provato quelle del Birrificio Flegreo e sono squisite ma non sono gli unici a Napoli, il consiglio è di provarne tante per scegliere.

Una bottiglia di liquore: è un regalo che fa sempre piacere, anche un astemio la apprezza perchè avrà qualcosa da offrire agli ospiti improvvisi. Limoncello, nocino etc. fanno sempre la loro figura, ma per essere originali una bottiglia di Guappa è la soluzione migliore, un cremoso liquore prodotto con latte di Bufala, sicuramente un regalo unico.

Un pacco: l’idea di “pacco” di solito non evoca bei ricordi e riceverne uno fa sempre pensare che dentro possa esserci un mattone, ma non è così. Ma da qualche anno a questa parte è possibile regalare un pacco pieno di prodotti tipici di alta qualità aiutando anche associazioni e piccoli produttori locali, Facciamo un pacco alla camorra è forse l’esempio migliore di regalo per chi ama la nostra terra.

Dischi: siamo il paese della musica, la città delle canzoni ma spesso non sappiamo valutare il grande patrimonio musicale che abbiamo. Abbiamo più volte parlato di quanto Napoli sia viva  musicalmente parlando, e regalare un disco di artisti Napoletani affermati o emergenti è un modo per tenere viva l’arte nella nostra città, soprattutto se si sceglie un disco prodotto da un’etichetta indipendete tutta napoletana come Full Heads che offre una scelta ampia e di grande qualità.

10681666_10153319425350963_139693901_nCesto di Natale: abbiamo dei prodotti meravigliosi e piccole aziende agricole e masserie che li trasformano in modo artigianale in prodotti straordinari. Farsi un giro in campagna per masserie o in qualche mercatino può aiutarci a creare un cesto unico e realmente gradito, senza la classica frutta esotica finta, il cotechino sottovuoto e altri prodotti che a Pasqua staranno ancora in uno scaffale. Abbiamo provatto lo sciroppo di agrumi della Masseria Sardo, i succhi della Masseria Giosole, per non parlare di marmellate e altre conserve. Sono solo due esempi ma fra salumi, formaggi, frutta secca e fresca, verdure e prodotti lavorati si può comporre un cesto originale e sicuramente apprezzatissimo… e poi lo dice il proverbio “Augurie senza canisto fa ‘a bberè ca no l’à visto”

Interior Design: restauratori, artigiani, designer ma anche ricicloni. Questa la ricetta vincente di La Casa Brutta, una serie di articoli per l’arredo della casa tutti realmente unici, un regalo insolito di sicuro effetto.

Ombrello artigianale: sembra quasi anacronistico pensare che in una strada come via Toledo dove oramai imperversano solo grandi marchi internazionali ci sia un artigiano che realizza a mano meravigliosi ombrelli. Mario Talarico tiene in vita una tradizione quasi scomparsa, un ombrello artigianale può essere il regalo perfetto per l’amico “Che ha già tutto”, e nel consegnare il pacchetto potrete omaggiare Il grande Eduardo cantando la sua versione di Tu scendi dalle stelle.

T-shirt Napoletane: un modo divertente per rivendicare il proprio orgoglio e lo spirito più ironico dell’essere Napoletani. I ragazzi di Napoli Ta-Ttà realizzano divertenti t-shirt ispirate alla nostra cultura. Ce ne sono per tutti i gusti.

artigianoStampe artigianali: Nel documentario Resistenza Artigiana Antonio Manco racconta il lavoro di Carmine Cervone un artigiano tipografo che tiene in vita una piccola tipografia utilizzando strumentazioni antiche che. Nella sua Bottega a via Anticaglia è possibile trovare taccuini, libri e libri tutti realizzati artigianalmente. La bottega è un luogo estremamente affascinante e tiene viva un’arte ormai purtroppo quasi scomparsa

Libri: un libro è un regalo che va sempre scelto cultura. Fra gli scrittori Napoletani, da De Giovanni a Luca Delgado, editori Napoletani ce ne sono per tutti i gusti. Dai libri di cucina a quelli sulla nostra cultura, dai saggi storici ai romanzi Napoli offre a tutti i lettori grande varietà di scelta.

Teniamo a precisare che non ci ha pagato nessuna delle ditte qui nominate, abbiamo citato prodotti che conosciamo e che in un modo o nell’altro ci hanno colpito, saremo lieti di leggere vostre segnalazioni di altri prodotti e attività sul nostro territorio. La nostra intenzione è far conoscere il fermento culturale della nostra città e tutte le bellissime realtà che popolano Napoli.

La Redazione

0 561

L'esperienza a Repubblica

@lapresse Cronaca 20/03/2011 Blindato il comando operativo di Napoli - Capdodichino dove si coordinano le operazioni aero-marittime e sottomarine di attacco alla Libia.

Quando collaboravo con Repubblica riuscii a scovare una notizia facendo un giro alla base della US Navy di Gricignano d’Aversa. Era il 2008 e in piena crisi rifiuti indagavo su una segnalazione che mi era giunta di un rapporto del Dipartimento per la Salute statunitense in cui si consigliava ai militari americani di dismettere le basi Nato nella “terra dei fuochi”. Fu poi intimato ai militari di stanza a Napoli che abitavano sul litorale domitio di non usare l’acqua del rubinetto nemmeno per cucinare o lavarsi a causa dell’altissimo inquinamento delle falde acquifere in alcune zone. Infatti in quel periodo scrissi diversi articoli sull’argomento. Uno riportava di una ricerca americana in cui si confrontava il tasso di malformazioni dei neonati concepiti nelle basi campane con quelli concepiti nelle basi all’estero. Un altro dava notizia di una torre di controllo costruita sempre dagli americani per monitorare la qualità dell’acqua e dell’aria in Campania. (Non vi fa male se date uno sguardo ai link in azzurro per farvene un’idea).

Articoli che non mi diedero né fama, né particolare attenzione, tranne da parte di qualche movimento ambientalista. Allora avevo compiuto da poco 26 anni, fresco laureato. Per sostenermi in quegli anni prestai servizio civile proprio nell’epicentro della Terra dei Fuochi, al Villaggio Coppola, lavorando con i minori a rischio in situazioni familiari difficili: figli di immigrati, prostitute, carcerati. Riscosse invece attenzione un altro articolo che pubblicò sempre Repubblica. Mi chiamarono persino dal Tg1 per sapere se potevano utilizzare il mio articolo per confezionare un servizio e per avere da me maggiori informazioni. Diedi l’assenso. Per giunta senza chiedere nulla in cambio.

i survivedSapete di cosa parlava quell’articolo? Di alcune t-shirt in vendita nella base di Gricignano sulle quali erano raffigurati per mezzo di alcune vignette i problemi di Napoli. Su una c’era scritto persino “I survived in Naples”… Su un’altra il decalogo sullo stile di guida degli italiani: inversioni in autostrada, abbaglianti sempre accesi, mancato utilizzo delle frecce direzionali… Per la prima volta una mia notizia venne persino ripresa dal portale nazionale di Repubblica tra le news più virali nell’homepage del sito web italiano maggiormente visitato.

Fu per me un orgoglio. Oggi con qualche anno in più, con una carriera che bene o male ha preso la propria strada, alimenta invece in me più di qualche inquietudine questa storia.

maglietta drivingMi fa capire che il web genera spesso mostri. Notizie realmente importanti e cruciali per la cittadinanza vengono relegate in secondo piano. Mentre episodi di mero folklore, con un carattere di originalità e più “terra terra” hanno assai più risalto. E la colpa probabilmente non è dei quotidiani. Loro le notizie le pubblicano, magari senza darne il giusto risalto, come accadde a me per gli articoli sugli allarmi lanciati dai marines americani. La colpa, se di colpa si può parlare, è invece nostra che alimentiamo tutto un mercato indirizzando i nostri click e la nostra attenzione su cose di poco conto. Anche Roberto Saviano, ad esempio, ha avuto un ruolo meritorio nel portare all’attenzione determinati meccanismi. Eppure in Gomorra non c’era scritto quasi nulla di nuovo di ciò che si poteva leggere sfogliando con attenzione uno dei quotidiani della nostra città.

Questo episodio personale fa poi riflettere su come la nostra città riesca a far parlare di sé sempre e solo per episodi legati al folklore, alla ammuina. Come se Napoli fosse da sempre una città immobile, senza pretese di poter essere considerata, pur nelle sue specialità e unicità, un luogo normale dove le persone si svegliano la mattina e vanno a lavorare, prelevano i figli a scuola e magari a sera si concedono pure di cenare con una cotoletta milanese.

Anche per questo disdegno spesso certi racconti romanzati sulla nostra città. Come quella del pianoforte di Piazza Garibaldi che, come scrissi, sta diventando sui social una nenia insopportabile peggio delle foto dei gattini.

A Napoli c’è tanto altro, nel bene e nel male. E se di quel male non sapremo parlarne, non sapremo dedicargli la dovuta attenzione, allora si che questa resterà per sempre una città immobile, senza scatti, senza emancipazione dai propri peccati. E pensare che l’unico luogo di diritto deputato al folklore, lo stadio, è proprio il posto dove invece i colori e le ironie partenopee stanno scomparendo. Anche per questo il nostro sito web abbiamo deciso di chiamarlo soldatoinnamorato. Perché almeno allo stadio lasciateci cantare. Fuori dal San Paolo lasciateci invece campare. Oggi i social e il web rivestono un’importanza fondamentale nella nostra società. Non bisogna demonizzarli, basta saperli usare. Questa storia che vi ho raccontato non è un tentativo autocelebrativo, per fortuna non ne ho bisogno. Ma se ancora attraverso il giornalismo si può fare qualcosa per cambiare le cose nella città che amo, allora forse ne è valsa la pena a parlarne.

Valentino Di Giacomo

@valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore, della fonte e del LINK, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it