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Il litigio con Sarri

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Qualche tempo fa lo scrittore Maurizio De Giovanni scrisse un articolo chiudendolo con la constatazione (o l’insinuazione) che De Laurentiis non fosse tifoso del Napoli. Si era ai tempi del mancato arrivo di Soriano al Napoli, ne parlammo e poi intervistammo pure lo stesso simpaticissimo De Giovanni. In realtà è sempre la stessa storia: chi è contro De Laurentiis ne dice ogni giorno qualcuna per screditarlo. Difficile poter sapere se il presidente azzurro sia realmente un tifoso del Napoli, ma di certo possiamo dire che con la solita intervista rilasciata questa settimana alla radio ufficiale del Napoli ha dimostrato di non essere tifoso del Napoli.

La querelle con Sarri è stupida. Adesso Aurelio ha persino riaccreditato Benitez pur di andare contro al suo allenatore, reo, secondo le ricostruzioni presidenziali, di non voler giocare con il 4-2-3-1 e di non lanciare i giovani. In maniera molto stupida il presidente ha persino indicato il ruolo che dovrebbe ricoprire Hamsik, trequartista, proprio come faceva con Benitez. E ci sarà un motivo per cui il nostro capitano, solitamente sempre molto molto pacato ed equilibrato, di Benitez ne abbia detto peste e corna non appena il corpulento spagnolo sia andato (finalmente!) via da Napoli.

De Laurentiis ha tutto il diritto di muovere critiche o suggerimenti al proprio allenatore, è lui che paga gli stipendi a fine mese. Ma queste dichiarazioni le si fanno nel chiuso degli uffici di Castelvolturno, non con queste interviste imbecilli che sono solo piazzate che non fanno il bene della squadra.

Il presidente ha pure lanciato la “bomba” di mercato: voleva prendere Aubameyang, ma Sarri non ha voluto. L’ottimo De Laurentiis però non ha specificato se l’arrivo di Aubameyang sarebbe diventato un ulteriore acquisto per il reparto offensivo, o se sarebbe arrivato al posto di Milik. Perché poi andrebbe precisato che così come si è fatto male Milik poteva infortunarsi pure Aubameyang e allora si era punto e daccapo.

Tutte mosse per screditare un allenatore che pure lui ha le proprie colpe. Sarri ha stancato con la tiritera dei giovani, dei fatturati e dei processi di crescita. Dice tutte cose giuste, ma non per forza tutto ciò che si pensa lo si deve dire e ripetere come un mantra ogni volta davanti alle telecamere. Parlassero nel chiuso degli spogliatoi anziché destabilizzare l’ambiente con dichiarazioni di cui non si sente il bisogno. Siamo già sfortunatissimi ultimamente perché a fronte di ottime prestazioni non si riescono ad ottenere i massimi risultati, non c’è proprio la necessità di farci male ancor di più da soli.

Qui lo sapete come la pensiamo: per noi Sarri è un grandissimo allenatore e De Laurentiis è un presidente eccellente. Ma sono entrambi due schifezze di comunicatori (e arrotondiamo per difetto). Hanno rotto le scatole entrambi. Tutti e due fanno dichiarazioni per pararsi il culo di fronte alla piazza, dimenticando però l’interesse principale che è il bene del Napoli.

Sarri fa l’allenatore e può fare tutte le dichiarazioni che vuole. De Laurentiis invece, che pur è un ottimo imprenditore, non solo vanifica tutto il proprio ottimo lavoro aizzando la piazza e facendo dichiarazioni assurde, ma dimostra pure di non volere il bene del Napoli. Con quell’intervista De Laurentiis si palesa come un pessimo imprenditore che marcia contro la sua stessa azienda, ma pure come non tifoso della squadra. A noi non interessa se il presidente sia tifoso del Napoli oppure no, ma se non vuole farlo per amore dei nostri colori, taccia almeno per amore della sua azienda e dei propri interessi.

Qui noi ringraziamo il presidente perché ha allestito un’ottima rosa e veneriamo l’allenatore perché ha portato a Napoli probabilmente il miglior gioco in 90 anni di storia. Ma basta, basta, basta, basta con queste parole al vento. State facendo solo il male della squadra! Che poi De Laurentiis dovrebbe farci la cortesia di non parlare di Verratti e Aubameyang, pensi piuttosto all’evidenza che da anni ci stiamo sciroppando Christian Maggio come terzino destro che è totalmente inadatto al gioco di Sarri perché è uno dei calciatori più scarsi tecnicamente dell’intero panorama professionistico nazionale. Il presidente inizi a comprare un terzino destro per far rifiatare Hysaj e poi parli. Oppure compri un portiere all’altezza di sostituire Reina. Il Napoli è forte, ma ha le proprie pecche nella rosa. Semmai De Laurentiis ringrazi Sarri per aver fatto giocare al più alto livello mai visto il signor Gonzalo Gerardo Higuain che ha consentito al presidente di fare un mercato investendo pochi spiccioli oltre alla vendita dell’attaccante argentino. Il signor Maurizio Sarri ha fruttato 90 milioni alle casse societarie e De Laurentiis dovrebbe solo ringraziare il proprio mister.

Ma come si fa a criticare un allenatore che fa giocare la squadra così bene? Come si fa a criticare un presidente che da anni ha portato il Napoli ai vertici del calcio europeo? Se non parlassero sia Sarri che De Laurentiis sarebbero due fenomeni. Purtroppo la bocca è fatta per parlare e quindi pure per dire una marea di cazzate. Se vogliono bene al Napoli ce le risparmino. Noi siamo tifosi del Napoli, ci interessa il bene del Napoli. Così dovrebbe essere pure per il presidente e l’allenatore. Ma entrambi, con certe dichiarazioni, offendono la loro stessa intelligenza, oltre che la nostra. Alzate il telefono e parlatevi. Fare queste piazzate in pubblico è da bambini di terza elementare. Gli uomini si parlano faccia a faccia.

Valentino Di Giacomo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Si sa, in amore come nello sport, dopo una delusione l’importante è rialzarsi prima possibile. Il match di coppa di stasera contro il Villarreal è un’ottima occasione per il Napoli: una sfida ricca di stimoli, contro un grande club europeo tornato in auge e ora al quarto posto della Liga, dalla quale uscirà sicuramente una candidata alla vittoria finale dell’Europa League nonostante siamo soltanto ai sedicesimi.

VILLARREAL – Marcelino non è certo di poter schierare dal primo minuto il capitano Bruno Soriano, centrocampista centrale chiave del sistema del Sottomarino Giallo, vittima di un affaticamento muscolare; di sicuro il capitano farà tutto il possibile per esserci e affiancare Trigueros nel 4-4-2 degli spagnoli, con Suarez e l’ex Barcellona Dos Santos esterni. Il reparto forte dei gialli però è la difesa, dove i due centrali sono l’ex per niente rimpianto Victor Ruiz e l’oggetto del desiderio di qualche stagione fa Musacchio, con Costa e Gaspar sulle fasce.  Davanti sicuro del posto Cedric Bakambu, capocannoniere stagionale della squadra, con a fianco uno tra Soldado e Baptistao. Il Napoli dovrà fare una grandissima partita offensiva per scardinare la rocciosa difesa del Villarreal, che in casa è inferiore soltanto a quella dell’Atletico Madrid di Simeone.

NAPOLI – Sarri tiene molto all’Europa League ma dopo le fatiche di sabato scorso e in vista della partita con il Milan farà sicuramente almeno tre cambi, uno per reparto: Strinic, Lopez e Mertens gli innesti più probabili al posto di Ghoulam, Allan e Insigne. Possibile anche la presenza dal primo minuto di Chiriches al posto di uno dei due centrali titolari. In dubbio Higuaìn: se partisse titolare il Pipita difficilmente giocherà più di un’ora. Nel caso è pronto Gabbiadini che scalpita per una serata da titolare.

PROBABILI FORMAZIONI

VILLAREAL (4-4-2): Areola, Costa, Musacchio, Ruiz, Gaspar, Dos Santos, Soriano, Trigueros, Suarez, Baptistao, Bakambu.

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Chiriches, Strinic, Lopez, Jorginho, Hamsik, Callejon, Gabbiadini, Mertens.

Roberto Palmieri

 

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

La settimana in corso è stata particolarmente destabilizzante per l’ambiente Napoli: la sconfitta con l’Inter, l’eliminazione dalla Coppa Italia e i fatti che tutti conosciamo (e che non sono degni di ulteriore menzione) sono tutti eventi capaci -e a tratti pensati apposta- di togliere stabilità a uno spogliatoio che finora aveva fatto dell’unità e della compattezza un grande punto di forza, tale da lanciarci in testa alla classifica. Ora che la bufera è conclusa, sarà fondamentale per gli azzurri ripartire velocemente contro una Sampdoria tutto sommato non imbattibile, quattordicesima in classifica e in grosse difficoltà di gioco.

SAMP I blucerchiati non potranno contare su uno dei tre giocatori chiave: Soriano, vecchio obiettivo di mercato azzurro, è infatti squalificato. Al suo posto più Ivan di Carbonero nel ruolo di mezzala al fianco di Barreto. Gli altri due, Eder e Cassano, saranno invece regolarmente al loro posto: il barese sta vivendo un grande momento di forma e con i suoi assist per l’italo-brasiliano e per Correa è il vero motore di una Samp altrimenti intrappolata in contropiedi solitari e tentativi sterili di gioco di possesso. In difesa De Silvestri è ormai recuperato dall’infortunio estivo, con Silvestre e Zukanovic centrali.

NAPOLI – Formazione titolare confermata, con i vari Ghoulam, Insigne, Hamsik, Jorginho, Albiol e Higuaìn al ritorno dal primo minuto. L’uragano Gonzalo, che come ben sappiamo soffre molto le sconfitte, è pronto ad abbattersi su Viviano e compagni; a sinistra, il rientro della catena titolare al completo garantisce ben altro rendimento e intesa rispetto alle riserve, in particolare Mertens manca della visione di gioco e degli accentramenti da “trequartista laterale” di Insigne Lopez nel ruolo di giocatore associativo è completamente inadatto. Aspettando Grassi…

PROBABILI FORMAZIONI

SAMPDORIA (4-3-3) – Viviano, De Silvestri, Silvestre, Zukanovic, Regini, Barreto, Fernando, Ivan, Correa, Cassano, Eder.

NAPOLI (4-3-3) – Reina,  Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuaìn, Insigne.

Roberto Palmieri

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Se è noto che il mercato invernale difficilmente porta rinforzi che spostano gli equilibri, molte squadre stanno comunque cercando di puntellare i loro organici: per allungare la rosa e competere su più fronti, compensare una cessione o provare a mettere a segno un colpo in ottica salvezza. Vediamo insieme gli affarti conclusi e quelli più concreti, per farci un’idea della situazione a metà sessione.

NAPOLI: FORTE SU HERRERA – Come titola stamattina il giornale portoghese A Bola (qui il link), la trattativa tra il Napoli e il Porto per il centrocampista messicano esiste, ma le pretese dei Dragões sembrano fuori parametro: ben 25 milioni per sedersi al tavolo delle trattative, contro un’offerta (sempre secondo il quotidiano lusitano) intorno ai 18 milioni. Il calciatore, come vi raccontavamo qualche giorno fa, è giocatore vero ma non certo un fuoriclasse: mettendo in conto un periodo di adattamento al campionato e apprendimento degli schemi di Sarri, non ha tutti i torti il presidente quando dice che in certe situazioni un acquisto può non servire a niente. Uno come Soriano, tralaltro, fascino esotico a parte non ha niente da invidiare a Herrera.

Sul fronte cessioni ufficiale Henrique al Fluminense, quasi fatta per Zuniga al Bologna che ha già preso Sergio Floccari dal Sassuolo. In uscita anche De Guzman che però continua a rifiutare tutte le destinazioni: si vede che aspetta che lo chiami il Real Madrid. Gabbiadini e Mertens bloccati, congelata la pista André Gomes. 

VALZER DEGLI ALLENATORI – In questa sessione sono saltate ben due panchine. Una è quella storicamente bollente del Palermo, dove la mossa di Zamparini di cacciare uno Iachini leader dello spogliatoio per il taciturno Ballardini ha avuto come risultato l’ammutinamento di capitan Sorrentino, che secondo la sua versione dei fatti si sarebbe opposto, come giocatore più anziano della squadra, alle accuse di scarso impegno dell’allenatore nei confronti del gruppo. Al suo posto dentro Barros Schelotto, poco conosciuto in Europa ma leggenda del campionato argentino: si tratta di un allenatore molto giovane e con poca esperienza, si dice che abbia molte qualità, ma il salto tattico tra il calcio sudamericano e la Serie A non è da poco. Alla porta anche Rudi Garcia, palesemente non in grado di risolvere i problemi tattici dei giallorossi col risultato di non permettere a una rosa forse assemblata male, ma certamente fortissima, di rendere. Al suo posto l’ex Luciano Spalletti, ultimo allenatore a vincere un titolo alla Roma: il suo arrivo renderà i giallorossi una squadra molto più pericolosa la prossima stagione, ma come tutti gli allenatori con solide idee di gioco farà certamente fatica in questi sei mesi, un pò come accadde a Mancini l’anno scorso (che poi a giugno abbia deciso di costruire una squadra insolita per i suoi canoni è un altro discorso).

LE BIG – Pochi movimenti per i top team del nostro campionato. Se del Napoli abbiamo già detto, la Lazio si è coperta in difesa con Bisevac del Lione e alla Fiorentina è quasi ufficiale Tino Costa del Genova per rimpiazzare l’infortunato Badelj (infortunio molto pesante che -speriamo- costerà punti ai viola); l’Inter cerca un centrocampista (pare Lassana Diarra), e nel frattempo svincola Vidic. Il Sassuolo occupa lo slot lasciato libero da Floccari per prendere Trotta dell’Avellino, uno dei più promettenti giovani centravanti italiani, e si assicura inoltre per la prossima stagione le prestazioni di Stefano Sensi del Cesena, il “nuovo Verratti”, che come Berardi e Zaza si farà le ossa in neroverde per poi passare alla Juventus (a fare la quarta riserva…). La Roma ha ceduto Iturbe e preso Gerson del Fluminense che non potrà essere schierato fino a giugno per le norme sugli extracomunitari, e non dovrebbe fare altro considerato il recupero di Totti e Strootman e le prestazioni convincenti di Sadiq (anche se servirebbe oggettivamente un terzino destro).

LE ALTREIl colpo del giorno è il ritorno di Immobile in granata, dopo avventure deludenti a Dortmund e Siviglia in cui è stato ostacolato da problemi di ambientamento: non voglio discutere la professionalità dell’attaccante, che del resto è pure tifoso del Napoli, ma poteva farlo uno sforzo per imparare lo spagnolo… Il Milan ha ufficializzato il ritorno di Boateng e la cessione di Suso al Genoa, mentre per Luiz Adriano si parla di Cina. I rossoblù hanno preso anche Rigoni, finito fuori rosa a Palermo per i soliti capricci di Zamparini; lo stesso è successo a Daprelà, ceduto al Carpi. I rosanero si sono rinforzati con Arteaga, l’ex promessa del Milan Cristante e Cionek del Modena. L’Atalanta ha ceduto Suagher e soprattutto Maxi Moralez. Niente da segnalare per quanto riguarda Chievo, Empoli e Udinese; la Sampdoria ha ufficializzato Ricky Alvarez.

In zona retrocessione il Bologna oltre ai movimenti già citati in entrata ha venduto al Carpi Crimi e Mancosu; la squadra di Castori potrebbe cedere Borriello. Il Frosinone ha comprato il tedesco Kragl dal Ried, già visto contro il Napoli; l’Hellas ha preso Emanuelson, ma sono partiti Matuzalem e Rafa Marquez.

Roberto Palmieri

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Strane strategie

Ogni volta che il Napoli opera sul mercato c’è sempre qualcosa che non fa comprendere appieno le strategie societarie. E’ evidente a tutti che Sarri avrebbe la necessità di rinforzare il centrocampo con almeno un nuovo centrocampista capace di far rifiatare sia Allan che Hamsik e che disponga sia di capacità di corsa che di piedi discreti. Un calciatore che faccia meglio del David Lopez visto contro il Torino.

Il calciatore che prenderà il Napoli non sarà un titolare, perché allora cercare calciatori che costano oltre 20 milioni e difficili da prendere come André Gomes, Herrera, Kramer? Per carità: sempre che le indiscrezioni che fanno filtrare i giornalisti siano vere…

In realtà il profilo ideale per gli azzurri dovrebbe essere un ragazzo giovane e che non abbia troppe pretese di giocare tutte le partite, ma con potenzialità idonee per giocarsi il posto nelle tre competizioni in cui è impegnato il Napoli quando il calendario diverrà più fitto che mai.

Penso su tutti al giovane Alberto Grassi dell’Atalanta: piedi buoni, corsa, personalità. Un classe 95′ che non solo rappresenterebbe una valida alternativa ai nostri titolari, ma anche un sicuro investimento per il futuro così come lo fu Jorginho due anni fa.

Penso, ma a cifre assai superiori, a Daniele Baselli del Torino, sempre scuola Atalanta e classe 92: un piccolo potenziale Hamsik.

Penso allo stesso Soriano della Sampdoria, sfumato in estate, che fino al 15 Gennaio ha una clausola rescissoria relativamente bassa di 12 milioni di euro che consentirebbe a De Laurentiis di non doversi impelagare in trattative al rialzo e aste complicate.

Oppure si potrebbe virare su calciatori che Sarri conosce o di sicuro affidamento: penso a Vecino (che la Fiorentina pare non voglia cedere) oppure a Missiroli del Sassuolo che a 30 anni riuscirebbe a consacrare una carriera vissuta in provincia vestendo la maglia azzurra.

Kramer su tutti, poi André Gomes ed Herrera sono ottimi calciatori, magari arrivasse uno di questi. Ma sono stranieri, dovranno ambientarsi e integrarsi in un nuovo campionato, ad una lingua sconosciuta e a metodi differenti.

Il mercato è appena iniziato, vedremo cosa deciderà il Napoli per rinforzarsi. Anche se certi nomi che sono spuntati fino ad ora restano comunque incomprensibili. Perché spendere di più per calciatori che di certo non verranno in azzurro per giocarsi il posto? Penso ad esempio a Kramer che, come Gabbiadini, ambirà certamente a giocare più partite possibili per prepararsi in vista dell’Europeo in Francia. Chi vivrà vedrà. Ma sembra tutto molto strano e i nomi che stanno circolando sembrano più acquisti da fare a Giugno che per un mercato di Gennaio che una volta era chiamato “mercato di riparazione”.

vDG

Twitter: @valdigiacomo

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Gli eterni scontenti

Fonte: sscnapoli.it

Nomi su nomi, indicazioni su indicazioni, polemiche su polemiche. Il calciomercato non è ancora iniziato, ma basta fare un giro sui social che ci sono sempre i tifosi delusi. “Il pappone – come ormai consuetudine di appellativo – non comprerà nessuno o al massimo qualche terza scelta“. Così si legge in alcuni commenti sui social e sui forum. Sono rispuntati i critici e sapientoni, sono bastati una sconfitta e un pareggio uno dopo l’altro che sono riapparsi nuovamente i fenomeni. Sono gli stessi che si strappavano le vesti per il mancato arrivo di Soriano, quelli che alla prima in casa contro la Sampdoria urlavano qualsiasi improperio vero il presidente, quelli che “Sarri pensa di stare all’Empoli, non ha capito che qua siamo a Napoli“. E via così. Sono gli stessi che un anno fa costringevano alle lacrime Insigne fischiandolo sonoramente, sono gli stessi che “Higuain pensa solo ad andare a femmine e non si vuole impegnare“, sono gli stessi degli striscioni e dei murales di quest’estate. Sono gli stessi che, comunque vada, hanno sempre qualcosa da ridire.

Eh già. Sono quelli che pensano di tifare per la Juve, per il Real Madrid o per il Barcellona. Quelli del “noi vogliamo vincere”. Quelli che la Coppa Italia è una coppetta e la Supercoppa è solo una partita secca.

Sempre pronti a sminuire, a differenziarsi, insoddisfatti e abbrutiti da chissà quali convinzioni. Il Napoli compie un record storico vincendo tutte le partite di Europa League? E giù con i commenti che tanto le squadre avversarie erano dei morti che camminano. Non va mai bene nulla. Nulla. E loro ne sanno sempre di più degli altri, guai a contraddirli.

Inutile spiegare che il Napoli di De Laurentiis – quello che di suo non mette un euro perché i soldi glieli danno il grande cuore dei napoletani – è tra le prime quindici squadre europee. EUROPEE! No italiane. I tempi dei Caccia e degli Aglietti, dei Baldini e dei Sergio o dei Dionigi e dei Montezine chi se li ricorda più!Noi siamo il Napoli!“. IL NAPOLI. Mica cotica!

Dei difetti di De Laurentiis ne abbiamo parlato. Abbiamo approfittato a parlarne quando ormai nessuno ci pensava più perché il Napoli vinceva e convinceva. Basta leggere qui. Ma è mai possibile dover continuare in questa infinita tiritera???

Chi scrive non è innamorato di De Laurentiis. Semplicemente basta prendere i numeri dei risultati sportivi conseguiti e uno può rendersi conto – a meno che non si abbiano i paraocchi – dei traguardi raggiunti dal Napoli in questi anni. Non è il presidente perfetto, e va bene, sono d’accordo! Ma non è nemmeno la schifezza, causa di tutti i mali di cui parlate voi! 

Ma è così difficile tifare, sostenere e poi a fine anno giudicare il lavoro di una squadra? Ed è così difficile, invece che lagnarsi, godere e gioire per le bellissime partite che sta disputando il Napoli da mesi?

Ma voi vi guardate un po’ attorno? Si, la Juve è ritornata, ma dopo la sconfitta di Napoli cosa dicevano i tifosi della Juve di Allegri e delle cessioni di Tevez, Vidal e Pirlo? E vogliamo parlare del Milan oppure della Roma? E, vedrete, che pure la Roma che oggi sfottiamo ritornerà ai livelli che le competono, anche se non me lo auguro.

Io oggi sui social ho letto persino di un tifoso napoletano che sentenziava “Ah, però se si fa male Higuain…“. Ma perché il Real Madrid chi mette al posto di Benzema, o il Bayern al posto di Levandoski? E, ammesso che esista, il Napoli dovrebbe comprare un giocatore del pari livello di Higuain e relegarlo in panchina? E poi Gabbiadini, GABBIADINI, non è proprio nessuno??

Io non lo so come si faccia a scrivere certe cose, in realtà non so nemmeno come si possa pensarle. Rispetto le opinioni di tutti. Ma per quanto mi riguarda, al mercato di Gennaio, De Laurentiis non dovrebbe acquistare dei calciatori, ma nuovi tifosi! Questi si possono cedere tranquillamente alla Juve o al Barcellona, ne sarebbero pure più felici. E scusate eh, ma quanno ce vo, ce vo.

Valentino Di Giacomo

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Da Kalinic a Rabiot: chi la spara più grossa?

Mentre il Napoli si avvicina alla delicatissima trasferta a Bergamo contro l’Atalanta di mister Reja, rispuntano le solite voci di calciomercato. La sessione invernale del mercato aprirà ormai tra pochi giorni e il Napoli si muoverà sicuramente per rinforzare e puntellare la propria rosa. Ce n’è bisogno, soprattutto a centrocampo dove Allan e Hamsik avrebbero bisogno di alternative più rispondenti alle loro caratteristiche. C’è da capire se Giuntoli interverrà acquistando un solo centrocampista che possa coniugare sia l’intensità di Allan che la tecnica e le geometrie di Hamsik (un miracolo, più che un acquisto…) oppure se si deciderà di acquistare due giocatori: uno per rimpiazzare Allan e uno per far rifiatare Hamsik. In lista di sbarco ci sono sicuramente Henrique, De Guzman e Zuniga.

I nomi accostati all’azzurro, come sempre accade in questi casi, sono tantissimi. Pedullà, da Sportitalia, la spara grossa: il Napoli avrebbe offerto 35 milioni alla Fiorentina per accaparrarsi sia Kalinic che Vecino. C’è poi chi insiste sui fedelissimi di Sarri, su tutti si fa avanti Rugani dalla Juve in difesa, oppure Barba che è rimasto all’Empoli. E poi tanti nomi dal mercato estero: Propper del Feyenoord, il 22enne Klaassen dell’Ajax (presentato come il nuovo Dennis Bergkamp, mica pizza e fichi…), André Gomes del Valencia. C’è poi chi spara su Rabiot del Paris Saint Germain. E poi, perché no? Una riapertura con la Sampdoria della trattativa saltata in extremis ad Agosto per Soriano.

Questi sono solo alcuni dei tanti nomi accostati al Napoli in queste ore. Tanti altri ne verranno fuori. Tutti annunciati come già in procinto di vestire la maglia azzurra, tutti descritti come fortissimi, i migliori del mondo.

E intanto il Napoli con un presidente “pappone”, un allenatore di provincia e senza quel fenomeno di Soriano è attualmente secondo in classifica ed è in corsa su tre fronti avendo passato addirittura il girone di Europa League a punteggio pieno. Ah se al calciomercato i tifosi potessero acquistare un poco di saggezza!

E adesso pensiamo all’Atalanta!

Valentino Di Giacomo

@valdigiacomo

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Montella non è sprecato alla Sampdoria, ho lavorato cinque giorni per portarlo dove voleva il mio ed il suo cuore e me lo sono meritato. De Laurentiis lo voleva al Napoli, ma io sono stato più bravo di lui questa volta. Ma voi avete Sarri, che è un grande allenatore”. Firmato Massimo Ferrero, l’esuberante, incontenibile presidente della Sampdoria, lo showman del calcio italiano che ieri pomeriggio ha presentato la sua biografia “Una vita al Massimo” presso il Centro Commerciale La Cartiera di Pompei. Er Viperetta, come è soprannominato dai tempi in cui si faceva le ossa distribuendo i cestini pranzo ai divi di Cinecittà, si è reso protagonista di uno spettacolo esilarante nella promozione del libro, durante la quale non sono mancate le occasioni per commentare il mancato arrivo di Roberto Soriano al Napoli durante l’ultima sessione di calciomercato estiva:

La trattativa per Soriano è stata un romanzo popolare. Forse non c’era la voglia di comprarlo o c’è stato un misunderstanding. Il fax è arrivato alle 23:04, io in otto minuti ho fatto dodici contratti, non credo che Soriano venga più a Napoli. Ha una clausola rescissoria, l’altra volta ho fatto resistenza con il Milan. Se qualcuno lo vuole, deve pagare quindici milioni. Zuniga l’avrei preso, per me era un grande talento, il contratto di Zuniga era pronto, chiedetevi perché quello di Soriano è arrivato dopo quattro minuti. L’affare è saltato perché si è defilato il Napoli. A gennaio ci provo di nuovo però a portarlo alla Samp”.

Massimo Ferrero

Nato nella Capitale e cresciuto a Napoli, Ferrero rivela che nonostante la carica di Presidente della Sampdoria resta tifoso d’a Roma e, per “arruffianarsi” il pubblico pompeiano, si dichiara simpatizzante dei colori azzurri, riconoscendo alla squadra di Sarri tutti i requisiti per fare bene fino alla fine del campionato:

La mia opinione è che se gli azzurri ci credono e cambiano un po’ la mentalità andranno lontano perché Higuain è fortissimo e Sarri è un bravo allenatore. In estate ho parlato con Sarri e Sousa prima di prendere Zenga. Ho detto a De Laurentiis che ha fatto un grande acquisto, sono l’unico che l’ha sostenuto quando ad inizio stagione tutti lo criticavano”.

Vincenzo Arcella

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Il dialogo tra tifosi

Maurizio De Giovanni

Doveva essere un’intervista, invece poi è diventato un lungo dialogo tra due tifosi, due innamorati pazzi del Napoli. Lui non era più il celebre Maurizio De Giovanni, scrittore e creatore di personaggi meravigliosi come Lojacono e Ricciardi. Io non ero più il giornalista che voleva conoscere fatti, dettagli e retroscena della querelle tra lui e Il Mattino di cui avevo scritto – non concordando con le posizioni dello scrittore partenopeo – due giorni fa. Eravamo due persone che volevano chiarirsi, parlare.

Squilla il telefono, De Giovanni risponde: “Ah signor Di Giacomo, se preferisce chiamarmi sul fisso, le do il numero di casa, 081…“. Gli chiedo subito se fosse riferito a Il Mattino quel post su Facebook scritto nel corso di Napoli – Lazio: “Non perdonerò mai chi non ha lasciato che scrivessi tutto questo. Mai”. “Io ero a Taormina per il festival, in albergo ad urlare come un pazzo per i gol del Napoli – racconta –  sull’onda dell’entusiasmo ho scritto quel post. Mi sarebbe piaciuto scrivere sul Mattino di Sarri, della sua umiltà nel rivedere le proprie scelte passando dal 4-3-1-2 al 4-3-3. Ma guardi – mi confessa – io uso i social network in maniera disinvolta. Non mi sento depositario di nessuna verità universale, non mi rendo conto che certe mie frasi messe su Facebook possano avere risalto. Io non mi sento un personaggio noto, lo sono semmai i miei personaggi, Ricciardi e Lojacono“.

De Giovanni mi ribadisce il suo piacere nel poter condividere sul quotidiano più importante della città i propri sentimenti di tifoso. Io gli faccio notare che però un giornale ha codici e regole da rispettare e che forse quella sua frase finale in cui indicava Juliano e Ferlaino tifosi del Napoli, intendendo che probabilmente De Laurentiis non lo fosse, non poteva passare così facilmente. Soprattutto in un contesto in cui in città si respira un bruttissimo clima nei confronti del presidente del Napoli che viene costantemente minacciato. “Si, questo lo capisco – replica – però bisogna separare chi come me compie una critica da chi invece minaccia ed insulta, ad esempio, per l’incendio del suo yacht“. Concordiamo.

Ma è giustificato questo odio verso De Laurentiis? Gli chiedo. “Il tifoso deve fare il tifoso – mi risponde – deve sostenere la squadra fino al 90′, ma dal minuto successivo ha il diritto di criticare, certo, senza offendere. Io dico solo che De Laurentiis è un imprenditore che non rischia di suo, basti pensare che l’85% del bilancio della Filmauro è costituito dal Calcio Napoli. Nelle ultime due partite in casa – contro Bruges e Lazio – si sono registrati 12.000 e 20.000 spettatori. Un motivo per questa disaffezione ci sarà”.

 Si, ma non si può non considerare che negli ormai 90 anni di storia del club, De Laurentiis abbia raggiunto risultati straordinari: sei qualificazioni consecutive in Europa, tre trofei, una semifinale di Europa League Invece allo stadio, a differenza di qualche anno fa, si canta sempre quel “Devi vincere”, un coro che contrasta con la storia del club. “Su questo non c’è dubbio – e aggiunge – ormai in tutti i settori c’è questa triste convinzione che se non si vince si perde. Certo, bisogna sempre vedere in che modo si perde: perché perdere ottenendo un secondo o un terzo posto è completamente differente che farlo se si arriva più giù. Vi è una proporzionalità anche nelle sconfitte”.

 E quando De Laurentiis rivendica i successi del club, rispetto al declino della città? “Ma chi l’ha detto che Napoli sia una città in declino? Ma ora vorrei sapere quante volte lui è passato davanti alla 167 a Secondigliano o a Scampia, che ne sa lui della nostra città se non la vive? Il club non ha una sede in città, i calciatori sono rintanati in provincia di Caserta a Castelvolturno, non si consente mai ad un giocatore di essere ospite in qualche programma televisivo come accade altrove. È un discorso che non ha senso: De Laurentiis è presidente di una squadra che si chiama Napoli e che a Napoli viene solo a giocare due partite al mese, per il resto è totalmente avulso dalla città. Lui non può considerare la squadra di calcio come qualcosa di estraneo al contesto. Cosa fa il Napoli per la città? C’è qualche progetto o iniziativa sociale del club per migliorare il posto in cui opera? Io sono napoletano e, anche se mi converrebbe per lavoro vivere a Roma, non lascerò mai questa città. Allora potrei dire anch’io che sono tra i primi cinque scrittori italiani e che sono meglio del resto della città. Ma che razza di ragionamento è? Non riesco proprio a capirlo”.

 Cerco di riportare il dialogo sul calcio, ma secondo lei il Napoli dove si piazzerà quest’anno? “Roma, Juve e Inter sono più forti di noi, i nerazzurri hanno anche il vantaggio enorme di non giocare le coppe. Penso che potremmo arrivare dal terzo al sesto posto”. E allora gli confesso, ma le fa così schifo che il nostro Napoli parta ad inizio campionato per arrivare dal terzo al sesto posto? Sarebbe questo lo scandalo? Raccontandogli poi la mia storia di tifoso poco più che trentenne, di quelli che hanno visto Diego e poi tutto il declino fino alla serie C. E che quindi non mi fa così schifo la statura attuale del Napoli. “Ma lei su questo ha ragione, a me non fa assolutamente schifo la dimensione attuale del Napoli. Il calcio è qualcosa di effimero, eppure è quella cosa che ci fa ridere, piangere di gioia, ci fa urlare, disperare. Insomma il tifo ci fa emozionare e le emozioni sono una parte essenziale della nostra vita, non sono effimere. Io non posso ragionare solo parlando di soldi, bilanci ed essere razionale di fronte alla serietà delle emozioni. Il Napoli non è solo un’impresa è una realtà che ha a che fare con le emozioni della gente, è una passione collettiva e non si può consentire che qualcuno giochi con le nostre emozioni”. Non concordo completamente, però mi emoziono mentre dice queste cose. Tanto. Ci sono momenti in cui due persone non solo si conoscono, ma si riconoscono, magari non concordano. Però sintonizzano le anime su una stessa frequenza.

Gli racconto il motivo per cui è nato soldatoinnamorato, un modo per cercare di ragionare su Napoli e sul Napoli senza eccessivi clamori. Perché resto convinto che il modo di presentare le notizie da parte dei tantissimi siti web e testate sia uno dei motivi della frenesia dei tifosi. Titoli eclatanti rispetto a minime notizie che raccontano di un accanimento che forse non ha diritto di esistere. E poi che soldatoinnamorato vuole raccontare la città a proprio modo. “Certo, purché non si pretenda di raccontare la “vera Napoli” – e qui il discorso lambisce il caso Bindi – perché la “vera Napoli” non esiste. C’è la Napoli di Saviano, quella di Erri De Luca, quella di Salvatore Di Giacomo, quella di Benedetto Croce, quella di Eduardo, di Pino Daniele, di Totò, la mia. Ma non esiste la vera Napoli, una città multiforme che sfugge a qualsiasi catalogazione”. Si, cerchiamo di raccontare anche questo gli dico. Un po’ come quando Paolo Sindaco Russo scrisse che il ragù è il Santo Graal dei napoletani perché in realtà non esiste una vera ricetta. Sorride. “Lo so lo so. E aggiungerei che il vero ragù è quello che deve bruciare lo stomaco per giorni. Perché una cosa tanto buona va pagata con qualche sacrificio”. Sorridiamo, io con qualche languore.

Ormai la conversazione, dimenticata la querelle sul Mattino, è in discesa. Gli chiedo allora a quale tradizione napoletana lui si sente più legato: “Il casatiello – risponde perentoriamente – una prova posteriore dell’esistenza di Dio – la crosta del casatiello…”. Lo fermo, gli chiedo se fosse disponibile a parlarne con l’esperto, Paolo Sindaco Russo, per la sua rubrica “Il pranzo della Domenica”. Ne è felice.

E invece, tornando al calcio, tra i mortali, a quale giocatore del Napoli è più legato. “Tra i mortali certamente Bruno Giordano, classe ribalda, scugnizza, follia del campione unita ad una situazione personale e familiare straziante. Lui in campo parlava la stessa lingua di Diego. Mentre tra i giocatori recenti mi sono innamorato di Lavezzi, della sua follia inutile. Quando segnò quel gol a Cagliari all’ultimo minuto provai emozioni che non sentivo da anni. Ho amato Lavezzi”.

Progetti futuri? “La Rai inizierà a girare il prossimo mese “I bastardi di Pizzofalcone” che andrà in onda il prossimo anno. E così avverrà più in là per Ricciardi e Lojacono. Ma per il momento il progetto più importante è battere sabato la Juventus!”.

Me l’ha raccontata come è andata con Il Mattino. Ma ormai è acqua passata. Parliamo della brutta vicenda che ha coinvolto Erri De Luca, processato per aver espresso un’opinione. Discutiamo di tanto altro mentre in sottofondo sento in casa sua un cane che abbaia. E poi, soprattutto, gli ho riconosciuto più volte nel corso della conversazione una signorilità d’animo e una galanteria poco comune nel concedermi un’intervista dopo che il sottoscritto lo aveva aspramente criticato per quella vicenda. Restiamo ognuno con le proprie ragioni, ma in fondo non interessava a nessuno dei due “tenere ragione”. Siamo due persone che per un’ora della loro vita hanno parlato di alcune passioni comuni: Napoli, il Napoli, la bellezza, il cibo, la scrittura e tanto altro. Lui però era Maurizio De Giovanni. Ed è un regalo raro poter trascorrere un’ora così con una persona bella. Al di là di qualsiasi notorietà. Grazie.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

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maurizio de giovanni

Sulla propria pagina Facebook, Maurizio De Giovanni ha replicato all’articolo di Valentino Di Giacomo scritto su Soldato Innamorato. (Cliccare QUI per leggerlo)

Peccato, signor Di Giacomo. Peccato per le gravissime inesattezze che scrive. Se avesse letto il mio articolo, avrebbe visto che i toni erano tutt’altro che livorosi verso l’attuale società: e che non avevo, e non ho, alcun motivo di antipatia e tantomeno odio nei confronti di De Laurentiis, al quale nello stesso articolo tributo gratitudine per aver tirato il Napoli fuori dalla palude. Resta il fatto che il caso Soriano è stata la figura peggiore che il Napoli abbia fatto fuori dal campo da tempo remoto: e che scrivere sul giornale della mia città, parlando alla mia gente, è cosa diversa dal pubblicare articoli sui siti, con tutto l’affettuoso rispetto che devo a questi ultimi. Io non ho affatto bisogno del Mattino, è vero, né tantomeno il Mattino ha bisogno di me. Ma era bello poter parlare alle persone da quelle colonne, e le testimonianze di stima e di affetto, che sono tantissime, ne sono la prova indiscutibile. Nessun vittimismo, per carità: e spazio ai giovani, molto volentieri. Tutto lo spazio che meritano. Ovviamente.

Maurizio De Giovani

Controreplica dell’autore:

Innanzitutto la ringrazio per la lettura e la risposta. Non so quali siano le “gravi inesattezze” contenute nel mio articolo. Non ho nemmeno io livore nei suoi confronti, anzi, ribadisco stima e ammirazione nei suoi riguardi. Mi consenta solo di notare che se nel suo articolo sul Domenicale (che ho certamente letto prima di scriverne) si paragona l’acquisto di Maradona a quello mancato di Soriano, tanto più in un momento in cui De Laurentiis vive pressioni e minacce molto pericolose, un po’ di livore o di attacco strumentale ci sia. Ma è un mio punto di vista, convincente o meno. Se lei conclude l’articolo sul Domenicale – intitolato “L’ultima mortificazione” – con la frase “Ma già, dimenticavamo. Ferlaino e Juliano erano tifosi del Napoli“, lei in questo modo attacca surrettiziamente De Laurentiis di non essere tifoso del Napoli. E non so quali informazioni abbia in possesso per poter insinuare tale ipotesi. Per cui resto della mia opinione che un quotidiano come Il Mattino possa aver avuto tutto il diritto di scegliere di non pubblicare quel suo articolo. Ad ogni modo questo mio scritto non voleva essere una disamina del suo pensiero pubblicato poi sul Domenicale, ma affrontava altre questioni assai più importanti con le quali spero converrà. E tengo a ribadire l’ospitalità, anche se in piccolo, di Soldato Innamorato per ogni sua replica, o idea. La saluto caramente.

Valentino Di Giacomo

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