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Manca meno di una settimana alle elezioni e, per poter compiere al meglio il mio dovere di cittadino, ho cercato on line il programma dei candidati, almeno quello dei 4 principali. Come ho fatto a cercarli? Come farebbero tutti: sono andato su google e ho cercato il cognome del sindaco seguito dalla parola programma. Sembrava così semplice… Invece c’è stata qualche sorpresa. Non voglio assolutamente entrare nel merito dei contenuti delle proposte, mi limito a raccontare l’avventurosa ricerca di quello che dovrebbe essere la base di una campagna elettorale.

Con Brambilla escono articoli di giornale anche piuttosto vecchi e la sua pagina FB come quarto risultato. Riesci ad arrivare al programma solo dopo un po’ di ricerche, peccato perchè “I 20 Passi per Napoli” sono ben presentati e abbastanza dettagliati,ma ci si arriva solo cercando il nome del partito, non del candidato.

Cercando con Valente programma, il primo link che trovi è il suo sito, e in home in bella vista ti trovi il programma sia da leggere online che da scaricare in PDF. Il programma è ben sviluppato e parecchio lungo ma per facilitarne la lettura i punti sul sito sono stati sintetizzati e possono essere espansi. Sotto questo aspetto la migliore in assoluto.

Lettieri programma ci riporta subito al suo sito dove non c’è una voce esplicita “programma” ma “I 10 obiettivi comuni per Napoli” sono immagini, tipo manifesti elettorali che devono essere aperte una per volta, non si può neanche fare uno slideshow, i titoli sono hashtag scelti a caso e la scelta di usare come forma il manifesto elettorale limita molto i contenuti.

Con De Magistris arriva il capolavoro, il primo link è il suo blog, l’ultimo articolo è del 18 maggio, non c’è nessuna voce che indichi chiaramente dove è il programma. su Google come terzo risultato esce il programma del 2011. La cosa più simile a un programma che sono riuscito a trovare l’ho trovata attraverso un giornale online (formiche.net) che rimanda a un documento su sindacopernapoli.it (sito che non compare facendo le ricerche di cui sopra) il pdf è su due pagine, sembra il volantino con le offerte di un supermercato, è praticamente illegibile per me come è costruito. A questo punto ho pensato bene di andare nella home dello stesso sito e qui ho trovato la voce “Cosa vogliamo fare con il programma anche qui abbastanza ben organizzato e diviso in punti sintetici che si possono approfondire nel dettaglio cliccando.

Provate adesso a cercare “Domenico Esposito Programma“, qui addirittura si parte da preambolo.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

6691 candidati.

46 liste.

11 Candidati a sindaco, praticamente una squadra di Pallone.

Non voglio pensare che lo si faccia per clientelismo, per strategia, per i voti dei parenti. Sarebbe abbastanza triste pensare che le elezioni le vinca chi ha la famiglia più grande. Preferisco pensare che si sia voglia di partecipare, il cittadino medio sente la necessità di dire la propria, perchè lui lo sa quello che ci vuole e l’anna sta a sentì!
Ma se ci sono 6691 persone da stare a sentire si crea un bordello di pazzi, se di queste persone solo 48 diventano consiglieri, le altre 6643 stanno con il sangue agli occhi e non attenderanno altro che un falso passo per dire la loro, per lamentarsi, per dire che loro sapevano quello che ci vuole… e l’avevano sta a sentì!

Ora sostituite ai candidati i tifosi, i calciatori mancati, i commentatori da bar, gli opinionisti delle trasmissioni locali, i procuratori di ex calciatori del Napoli e pensate a quanto ci avrebbero sfasteriato e fatto due palle tante se oggi il Napoli non avesse vinto.
Temevo più le loro lamentale che gli sfottò dei tifosi avversari. Per grazia di Dio Sarri è stato un ottimo sindaco e gli 11 in campo hanno portato a casa i 3 punti, fondamentali, da Torino.

Cattivi: El Kaddouri in 10 minuti ha perso due palloni ottimi, certo non si può considerare peggiore in campo chi ha giocato così poco. Insigne si sacrifica parecchio e mette lo zampino ne secondo goal, ma sicuramente da lui ci si aspetta di più. Peggiore di oggi però è Ghoulam, a parte che le sue punizioni sono la nobile eredità di quelle di Gargano, ma oggi in copertura si è fatto saltare spesso e facilmente dalle sue parti arrivano vari cross, per fortuna tutti innoqui.

Buoni: Allan oggi era in giornata si, non lascia ragionare nessuno, riece ad stare con il fiato sul collo di tutti i granata e ha ancora fiato per farsi vedere in avanti. Su Higuain non sappiamo più cosa dire, segna, costrusce crea e libera Callejon, su secondo goal fermando la corsa e ingannando i difensori che perdono l’attimo per intervenire. Migliore in campo è di nuovo Hamsik, sbaglia un passaggio ne primo tempo ma i due goal partono dai suoi piedi e, anche se non segna da un po’, è arrivato ad 11 e non è cosa da poco.

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Imprevisto estivo, via Caracciolo, 1995 - -® Gianfranco Irlanda
Foto di Gianfranco Irlanda

Sembra un motivetto semplice, uno di quelli che si canta dalle ultime file dell’autobus quando vai in gita con la parrocchia, un coro folkloristico, ma per me è sempre stato un punto di partenza quando mi sono trovato a riflettere su cosa volesse realmente dire essere Napoletano. Da ragazzo a volte mi sembrava quasi una condanna:
Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto,
chi ha dato, ha dato, ha dato,
scurdámmoce ‘o ppassato,
simmo ‘e Napule paisá!

Ma sì, dimentichiamoci tutto, cancelliamo i problemi senza risolverli, facciamo finta che non esistano almeno finché non ci coinvolgono direttamente. Tanto abbiamo il sole, tanto abbiamo il mare!

Così progettavo la mia vita per andarmene all’estero, borse di studio, piccoli lavori, appena avevo soldi da parte me ne andavo per quanto più tempo possibile, a Lisbona principalmente. Perché troppo lontano dal mare proprio non ci so stare.
Quando però mi sono trovato a dover scegliere dove fermarmi, dove decidere di passare la mia vita e magari mettere su famiglia mi sono trovato ad escludere città come Madrid e Berlino per il motivo di cui sopra: non hanno il mare. Sono tornato qui e qui è nata la mia famiglia.

Ho iniziato a prendermi per il culo da solo: ma allora è vero che Basta ca ce sta ‘o sole, ca c’è rimasto ‘o mare? Erano gli anni della grande emergenza rifiuti, poco dopo la faida di Scampia, Napoli era le peggiore che avessi mai visto eppure ero qua, mi ero trovato un lavoro e avevo preso casa in una città in condizioni a dir poco vergognose. Cercavo di impegnarmi allora, fra mille attività, movimenti, proposte per la città, eravamo (e siamo) in tanti con voglia di fare tanto per questa città.

Napoli è migliorata, è cresciuta tantissimo, è sempre più bella, sia per merito di chi la gestisce sia dei cittadini che hanno in un modo o nell’altro sviluppato in senso positivo l’orgoglio identitario. Oggi le sue bellezze sono apprezzate da tutti, sono gestite e valorizzate come meritano e i turisti la premiano costantemente.

Ma contemporaneamente c’è una parte di Napoli che rimane ferma, immobile su stessa, anzi, a volte sembra proprio voler peggiorare.

In questi giorni il Telegraph incoronava Napoli come città più bella d’Italia, in questi giorni sono stati sparati 25 colpi di Kalashnikov contro un commissariato, ieri sono sono state uccide due persone e ferite tre in una sparatoria. Può essere la stessa città, si può vivere in un simile paradosso?

Ed ecco che, tanto per cambiare, Napoli si spacca in due. Da una parte chi difende la città bellissima e piena di turisti. Chi non smette di dire che Napoli è meravigliosa, di elencare i servizi per i cittadini. Di tessere le lodi di musei, monumenti, di esaltarne la storia. Sempre pronto a ribattere che la criminalità c’è ovunque, Mica si spara solo a Napoli? Le classifiche sulla qualità della vita non tengono conto del sole e del mare! Chi parla solo dei mali di Napoli lo fa per interesse personale, non vuole il bene della città. Chi parla così è miope, o forse addirittura cieco.

Dire che Napoli sia come altre città Europee è incredibilmente falso, dire che si spara un po’ ovunque come a Napoli mi sembra a dir poco forzato. A Napoli il quotidiano non si vive male, ma neanche particolarmente bene. Non è normale che chi si muove dalla periferia non abbia un orario dei mezzi pubblici o spesso addirittura i mezzi stessi, non è normale che chi spinge un passeggino debba fare slalom fra buche, marciapiedi dissestati e inciviltà e menefreghismo di chi parcheggia ovunque… e si potrebbe continuare per ore.

Dall’altro lato c’è chi dice che a Napoli non è cambiato nulla, che tutto quanto è stato fatto sono solo operazioni di facciata, che la nostra città è totalmente invivibile e che i turisti che vengono poi scappano per non tornare più. Parlano di una Napoli da terzo mondo e che il sole, il mare, Higuain e quant’altro sono solo una scusa.  Chi parla così è miope, o forse addirittura cieco.

Napoli si sta valorizzando come non mai, forse solo durante il G7 del ’94 è stata tirata così a lucido, la stampa internazionale la sta spingendo al massimo e si sta dando una dimensione moderna e internazionale al turismo. Alcuni servizi sono migliorati e nella maggior parte dei cittadini sta nascendo la consapevolezza di essere responsabili del destino della propria città.

Chi ha ragione allora? Tutti!

Tutti perché la ragione si dà agli sciocchi, e a Napoli un po’ lo siamo tutti.
Complice la campagna elettorale, oggi stiamo tutti a puntare il dito fra di noi più per lo sfizio di avere ragione che per il bene della città, più per una partigianeria estrema che per costruire qualcosa.

Ogni giorno porto mio figlio a scuola, facciamo una breve passeggiata in un quartiere tutto sommato tranquillo, pochi passi però che ti fanno notare come la noncuranza e l’abbandono stiano rovinando questa città.
Dalla finestra della sua classe si vede il mare, una piccola spiaggia che ospita le barchette durante l’inverno. Si vede Nisida, si vede Miseno, si vede Capri. Ogni mattina io e lui non rinunciamo a un’affacciata di finestra e a quel piccolo momento di serenità per incominciare la giornata.

Basta ca ce sta ‘o sole, ca c’è rimasto ‘o mare?

Forse, o forse è giusto che quel panorama, quell’angolo di paradiso, quella meraviglia sia in una scuola. Perché dopo quell’attimo di serenità ripenso alle parole di Peppino impastato:

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”

E i fondo è quello che vorrei che impari mio figlio, e gli altri bambini di quella scuola, vorrei che capissero che estetica ed etica viaggiano di pari passo, vorrei che educandoli al bello possano rendere Napoli migliore.

Perché a Napoli se vogliamo il buono dobbiamo necessariamente agire sul bello e ricominciare da lì. Bello e buono, bello è buono.

E allora una volta e per tutte… Basta ca ce sta ‘o sole, ca c’è rimasto ‘o mare?

Diciamo che non basta, ma che sicuramente è un buon inizio.

Paolo Sindaco Russo

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Scontro continuo

Continua la querelle a distanza tra De Magistriis e De Laurentiis. Stavolta la stoccata la lancia per primo il sindaco con un’opinabilissima dichiarazione “Nel San Paolo il Napoli ci ha vinto due scudetti“. Quasi 30 anni fa, caro sindaco, ricorderemmo. E’ il segnale che ormai lo scontro ha raggiunto picchi molto alti e toni duri. Eppure, nell’interesse dei napoletani, sarebbe ora di sedersi ad un tavolo in maniera definitiva e decidere – come scritto ieri – quali progetti sindaco e presidente hanno in mente per realizzare finalmente quella che può diventare un’opera strategica sia per il club che per la città. Queste le dichiarazioni rilasciate oggi dal sindaco:

Rispetto da parte di tutti quando si parla della città anche perchè nello stadio che de Laurentiis chiama ‘cesso’ il Napoli di Maradona ha vinto due scudetti“. Lo dice il sindaco, Luigi de Magistris, replicando al patron del Napoli che ha definito in quel modo il San Paolo. Per il sindaco serve “abbassare la tensione, si sta lavorando per degli obiettivi“; però, se De Laurentiis considera realmente lo stadio così, “faccia presto a mettere i soldi per farlo diventare un salotto; abbiamo creato le condizioni perché investa“.

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20 milioni troppo pochi per avere in gestione l'impianto per 100 anni

Non tarda ad arrivare la replica di De Magistriis ad Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli oggi ha attaccato duramente – in un’intervista alla radio ufficiale – il sindaco di Napoli. “Il San Paolo è un cesso” aveva tuonato il presidente, ora arriva la risposta di De Magistriis. I venti milioni offerti dal Calcio Napoli per la ristrutturazione sono largamente insufficienti rispetto ai progetti realizzati.

”La convenzione definitiva con il Calcio Napoli va approvata entro la fine del 2015; intanto sto personalmente lavorando a un’opzione alternativa qualora non ci fossero le condizioni”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in relazione al tema della ristrutturazione del San Paolo e alla stipula della convenzione ponte che sarà discussa in Consiglio comunale il prossimo 7 ottobre. Secondo de Magistris i 20 milioni di euro messi sul piatto dalla società ”non garantiscono una ristrutturazione adeguata e significativa della struttura; basta vedere le risorse che per operazioni simili sono state impiegate in altre città d’Italia e, inoltre, non costituiscono una condizione accettabile per avere in proprietà l’impianto per circa un secolo”. Il sindaco, sottolineando che le sue parole ”non sono un ultimatum” alla società calcistica, ha tuttavia affermato che
”è arrivato il momento di decidere. Noi ? ha proseguito ? non consentiremo che si sposti la partita a dopo le elezioni amministrative perchè è un impegno che ho preso con la città e perchè questa Amministrazione ha creato tutte le condizioni perchè il presidente De Laurentiis possa investire seriamente”. Il primo cittadino lascia la porta aperta e afferma che ”il dialogo con il presidente c’è e c’è sempre stato” e che ”l’ideale sarebbe lavorare insieme alla società calcistica”. Per quanto riguarda l’opzione alternativa che sarebbe messa in campo qualora il Calcio Napoli non presenti un piano economico adeguato, de Magistris ha precisato che ”si tratta di un’opzione pubblica”.

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A Radio Kiss Kiss

Fonte: sscnapoli.it

“Il Comune mi sta dando a disposizione un grande cesso. Io sono Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli. Mi hanno fatto strapagare lo stadio, ma me lo dovrebbero dare gratis il San Paolo”. E’ l’ennesimo duro sfogo del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis sulla questione stadio San Paolo. “L’affitto che chiede il Comune è stratosferico, l’ha detto il Coni interpellato dal Comune per stabilire i parametri economici”, aggiunge il patron azzurro a Radio Kiss Kiss. “Ho portato il Napoli per sei anni consecutivi in Europa e tutta la ‘monnezza’ della napoletanità non di livello l’abbiamo ammortizzata nel mondo con l’immagine del Calcio Napoli che è diventata la sedicesima squadra a livello mondiale, lo dice il Ranking. Milan, Lazio e Roma sono molto lontane dal Napoli”, ricorda ancora.

Per De Laurentiis “questi risultati sono arrivati nonostante la schifezza della schifezza, della schifezza della straschifezza del San Paolo che ci viene dato in concessione il giorno dell’evento, il Napoli non è responsabile dell’intera manutenzione, ma solo del prato dove si gioca. Prato definito come il migliore d’Italia. Il Napoli quando interviene sa lavorare, altrimenti non sarebbe da sei anni costantemente in Europa. Giocare in uno stadio dove mi vergogno di andare, e chiedo scusa ai napoletani, dove non ci sono i bagni e c’è sempre un problema è grave”. Un grido di dolore quello lanciato dal presidente del Napoli. “Quando entro allo stadio sento le vibrazioni dei tifosi e non mi ci fanno pensare. Vi prego di capire e di comprendere il mio disagio quando vengono delle squadre straniere da noi. L’altro giorno c’era Andrea Agnelli, abituato allo Juventus Stadium, è normale che entrando al San Paolo rimane smarrito”, dichiara.

Quindi l’attacco al sindaco De Magistris. “C’era un impegno sacrosanto verbale del sindaco di darmi una convenzione ponte dal 1 agosto per far sì che questo progetto andasse avanti. Non mi resta niente, ci resta una convenzione che scade il 30 settembre. Come faccio ad investire altri 20-30 milioni nei giocatori a gennaio? Mi viene voglia di vendere tutti i miei giocatori”, attacca ancora. Quindi De Laurentiis avverte: “Se entro il 31 ottobre se non ho una convenzione ponte, quanto è vero Iddio il 2 novembre dichiarerò il de profundis del San Paolo con la morte nel cuore e mi vado a cercare un terreno e vado a costruire subito. Stadio nuovo? Volevo ristrutturare uno stadio facendolo più bello che nuovo. Bisogna ripartire da una Napoli vincente e seria”.

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Un compleanno da festeggiare

Paolo (immagine di repertorio)

Quel 6 Settembre di qualche anno fa… nacque una leggenda, magari non da tutti conosciuta, ma che tutti dovrebbero conoscere. Si, oggi è il compleanno di Paolo “Sindaco” Russo, amico, mito, fratello con cui tutti noi di soldatoinnamorato abbiamo l’onore, il piacere e il divertimento costante di collaborare.

Di Paolo tutti conoscono gli aspetti goliardici, la genialità graffiante che si consuma nell’ironia. Eppure Paolo è tanto altro: un lavoratore scrupoloso, un viaggiatore, un uomo che coltiva la propria curiosità verso il mondo da renderlo un posto migliore, un lusitanista raffinato che conosce a menadito Pessoa, un padre eccezionale, un amico fidato, uno che è capace di inventarti il sole a mezzanotte. Paolo sa far ridere, sa far commuovere, Paolo è unico nella sua unicità.

A Paolo dico grazie perché è nato insieme a lui questo progetto bellissimo che è soldatoinnamorato. Ci pensavamo da tempo alla creazione di un contentitore che potesse raccontare l’amore per la nostra città, per la nostra squadra del cuore, per i nostri gusti della vita. Ce l’abbiamo fatta, Paolone mio! E insieme continueremo.

Auguri con tutto il cuore da tutta la redazione, dai nostri lettori per i quali sei diventato un punto di riferimento irrinunciabile, per me che sei un amico di battaglie passate, presenti e future. Ci siamo conosciuti perché volevamo migliorare con l’amore questa nostra città, lo faremo ancora nel nostro piccolo, da soldati innamorati della nostra Napoli e di una napoletanità che ci abita dentro e che dura a morire.

Auguri Paolone!

Valentino

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Il tribunale civile di Napoli, prima sezione, presidente Umberto Antico, relatore Ornella Mincione, ha accolto il ricorso presentato dai legali del sindaco Luigi
de Magistris contro la sospensione dalla carica per effetto della legge Severino, dopo la condanna per abuso d’ufficio. Gia’ il Tar a ottobre scorso si era pronunciato in questa direzione, inviato alla Corte Costituzionale gli atti.

Il ricorso presentato dal sindaco Luigi de Magistris e’ stato accolto in considerazione dell'”interesse pubblico sotteso”, essendo pendente un ricorso di legittimita’ della legge Severino dinanzi alla Corte Costituzionale. Nel frattempo il sindaco di Napoli potra’ esercitare appieno le sue funzioni. I legali delle associazioni di cittadini, che si sono costituiti ad opponendum contro il sindaco di Napoli ricorreranno in Cassazione.

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“L’Amministrazione comunale di Napoli si vede costretta per l’ennesima volta a chiarire la questione relativa al manto erboso dello stadio San Paolo in vista dei due importanti appuntamenti musicali di Luglio, attesi da decine e decine di migliaia di appassionati di musica ed avviati da questa Amministrazione fin dal Novembre 2014 con la SSC Naspoli puntualmente informata”. E’ quanto si legge in una nota di precisazione del comune partenopeo. “Vale solo la pena di ricordare che il Comune di Napoli, e quindi la Citta’ con i suoi abitanti, e’ proprietario dell’impianto di Fuorigrotta e che lo sono quindi anche tutti coloro che non amano in modo particolare il calcio e che attendono da anni un concerto come quello di Vasco o di Jovanotti, un concerto che certo sarebbe stato oltremodo difficoltoso ospitare, vista l’enorme affluenza attesa allo Stadio, in una piazza cittadina – continua il Comune – Detto cio’ l’Amministrazione vuole sgomberare il campo da inutili allarmismi e correggere le molte imprecisioni che stanno purtroppo circolando da giorni ed in ultimo con il comunicato del Napoli di poche ore fa. L’Amministrazione comunale e’ impegnata a mantenere la qualita’ del manto erboso dello Stadio che ha raggiunto in questi anni livelli di eccellenza e sono state adottate tutte le cautele sostanziali e giuridiche per non alterare questo livello”.

“Inoltre – prosegue la nota del comune di Napoli – e’ stato chiesto agli organizzatori dei concerti di provvedere al pagamento degli interventi eventualmente necessari per il ripristino della piena e corretta funzionalita’ del manto erboso dopo lo svolgimento degli eventi e la garanzia della disponibilita’ dei metri quadrati di manto erboso necessari all’eventuale suo ripristino, attraverso la disponibilita’ di una prelazione rilasciata dal fornitore delle zolle.

Va inoltre puntualizzato che si e’ scelto un sistema di protezione del manto erboso denominato TERRA FLOOR, un tappetino plastico microforato di ultimissima generazione che consente la traspirazione del manto erboso; un prodotto che viene usato in tutti i tour nazionali ed internazionali (compreso quello di Vasco e Jovanotti ) e che, a differenza delle coperture in alluminio che creano condensa e che in alcuni casi hanno ” bruciato” l’erba, non hanno mai dato problemi di sorta. Una protezione che tutti gli addetti ai lavori – musicali e sportivi – conoscono bene. Infine prima e dopo gli eventi sono stati gia’ previsti sopralluoghi sul manto erboso con gli agronomi della SSC Napoli, del Comune e degli organizzatori per valutare lo stato dei luoghi. Nessun problema, quindi, e nessun timore. Tutti i passaggi sono stati portati a conoscenza della societa’ nel corso degli innumerevoli contatti con lo staff dirigenziale del Presidente e con lo stesso De Laurentiis. Ribadiamo che lo stadio e’ di tutti: di chi ama il calcio e di chi ama la musica e che l’Amministrazione comunale non azzarderebbe mai un rischio per la societa’ sportiva e che quindi si e’ cautelata nel migliore dei modi. Ma l’Amministrazione non puo’ e non deve dimenticare di essere la proprietaria dell’impianto e di dover rispondere alle legittime richieste di chi vuole trascorre una magica serata di musica”.