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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Amica, fidanzanta, moglie e al massimo amante… queste sono più o meno le uniche possibilità di rapporto fra un uomo e una donna che ci vengono presentate durante la nostra formazione scolastica.
Da quel momento in poi tendiamo ad avere la necessità di categorizzare i rapporti, di classificargli, di dargli un nome che possa più o meno stabilire quali sono i diritti e doveri della coppia, più si è evoluta la società, più si sono emancipati i rapporti e più siamo diventati prigionieri di migliaia di definizioni, solo facebook ce ne offre 11. Un po’ per la paura di votarsi a una persona sola un po’ per l’altisonanza di quell’impegno a vita ad “amarsi  e onorarsi vicendevolmente finchè morte non ci separi” c’è sempre di più la tendenza definirsi con altre parole come compagno o partner, ma non solo, anche a creare nuove tipologie di relazione mettendo sulla bilancia quello che dovrebbe essere puro istinto: attrazione e affinità, sentimenti e passioni devono essere misurati, pesati con il bilancino e categorizzati… la guerra mente e cuore cantata dal grande Nino è stata abbondantemente vinta dalla Mente e in rare occasioni dal cazzo.

In questo marasma di definizioni ritroviamo due realtà che mi hanno da sempre affascinato: la friendzone e la scopamicizia. Friendzone, termine contemporaneo che indica la situazione in cui un ragazzo è follemente innamorato di una ragazza ma lei, anche se lo adora, non vuole fidanzarsi ma lo considera solo un amico. Scopamicizia, due amici, ma anche semplici conoscenti, che hanno abitualmente rapporti sessuali senza avere nessun impegno.
Se ci pensiamo bene una migliore amica, quando ci fa vivere in quel limbo tremendo che è la friendzone, ci fa tirare fuori il peggio di noi. Non riusciamo mai a essere perfettamente lucidi in sua presenza, non riusciamo mai a dire quello che vorremmo veramente dire, ci comportiamo in modo diverso per piacerle ma niente, non c’è molto da fare, per quanto possiamo applicarci le cose non cambiano, con le non abbiamo grosse speranze e forse stiamo solo perdendo tempo. Al contrario la scopamicizia ci permette di essere più sfrontati, più a nostro agio, la sicurezza di portare a casa il risultato ci permette di essere più brillanti e di cercare di osare qualcosa in più, certo non sempre va bene, ma mal che vada ci abbiamo provato, alla fine sappiamo che andrà a finire come vogliamo.

Ho sempre pensato che il Napoli con il Sassuolo sostanzialmente fosse in frindzone, non si è mai espresso al meglio e quasi mai è riuscito ad avere la meglio, spesso, come l’anno scorso tutto si è risolto in una perdita di tempo… Però oggi il Napoli ha trattato il Sassuolo come una scopamica, ha osato di più, si è divertito, ha cercato la giocata perchè sapeva che comunque avrebbe portato a casa il risultato.

CattiviHamsik deve raggiungere questo record, così riuscirà a giocare a mente sgombra. Albiol ha grosse responsabilità sul goal del Sassuolo ma almeno recupera con l’assist del 3 a 1.  Il peggiore di oggi è probabilmente Chiriches, ha responsabilità su quasi tutte le (poche) occasioni create dai verdeneri.

BuoniAllan migliore in campo, c’è poco da aggiungere, ogni volta che tocca palla esclamo “che ci tiene!”  perchè solo così si rende l’idea delle tante doti del centrocampista brasiliano. Ghoulam inesauribile sulla fascia non è una novità, così come il tiro di destro, dopo un goal e un palo con quello che in teoria sarebbe il suo piede debole inizio a pensare che dovrebbe tirarci anche le punizioni. Migliore di oggi? Il San Paolo, 2 ore di cori ininterrotti, una vera bolgia che non si è ammutolita neanche dopo il momentaneo pareggio come spesso accadeva in passato.

Paolo Sindaco Russo

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Sono sempre stato “il simpatico”, questo non vuol dire essere simpatico ma semplicemente essere quello che all’interno di un gruppo di postadolescenti ha la faccia come il culo. Quello che deve rompere il ghiaccio con le regazze, quello che fa da spalla al “bello” nel primo approccio, quello che cerca di far unire il proprio gruppo in vacanza a quello appena conosciuto solo perchè ce stann’e femmen.

Il simpatico è un ruolo quasi peggiore del chitarrista di falò, perchè il simpatico non può avere cali, deve tenere alto il livello per tutta la serata, deve creare una piccola folla intorno a sé in modo da permettere ai propri amici di fare gli splendidi con le ragazze appena conosciute “Uà Paolò racconta cillu fatt’…“, “Sindaco che ne penzi degli juventini?” e partivo a ruota libera mentre intorno a me succedeva di tutto, la mattina dopo qualche amico mi ringraziava e io sentivo di aver fatto tanta fatica per niente, le ragazze appena conosciute si infrattavano con gli altri e io rimanevo con due sconosciuti che ridevano come imbecilli e dicevano “Cioè te sei troppo forte…” e se pure avevo puntato una ragazza, neanche la più bella del gruppo si era già data per dispersa, è stato difficile imparare a capire quando era il momento di staccarmi un attimo e dedicarmi a un lavoro diverso. Diciamo che in tante sere ho sempre pensato che avrei potuto combinare qualcosa, ho iniziato a combinare qualcosa solo quando mi sono reso conto dovevo farlo e non limitandomi semplicemente a constatare che potevo farlo.

Tutti i giocatori del Napoli possono segnare, i centrali qualche goal ogni stagione lo fanno, i terzini si inseriscono e il tiro lo provano, i centrocampisti bene o male qualche goal in corriera lo hanno tutti e tirano spesso da fuori o si inseriscono, gli attaccanti, anche se nessuna prima punta sono tutti sempre molto pericolosi. Forse il problema è proprio questo, nel Napoli tutti possono segnare ma nessuno DEVE segnare, sembra che nessuno abbia la responsabilità del goal. Paradossalmente tutti fanno il loro lavoro, il Napoli gioca e si muove bene, ma in partite che in altre situazioni avremmo chiuso con 4 o 5 goal all’attivo a stento ne segniamo uno. Perchè? Forse perchè questo Napoli è troppo simpatico, forse è il caso di capire quando è il caso di smettere di scherzare e di concentrarsi sull’obiettivo e capire finalmente che bisogna segnare.

Cattivi: Mertens appena entrato ha fatto più confusione che altro, l’ammonizione è stata una leggerezza pesantissima. Chiriches si perde Defrel, forse non è neanche colpa sua, ma prendere un goal a difesa schierata con cross neanche dalla linea di fondo è scandaloso. Peggiore di stasera però è di nuovo, purtroppo Sarri, non si sa bene cosa stia succedendo ma sembra non avere più il polso della situazione.

Buoni: Koulibaly è una certezza, sempre attento e bravo a ripartire, così come Hamsik, sempre nel vivo dell’azione. Migliore di stasera è probabilmente Insigne, non solo per il goal ma ha anche giocato con intelligenza e cercato di fare la differenza, ma purtroppo lì davanti manca qualcosa, o qualcuno.

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XXVIII – A SE STESSO

Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l’inganno estremo,
Ch’eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T’acqueta omai. Dispera
L’ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l’infinita vanità del tutto.

Giacomo Leopardi

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L'eterno oggi delle trattative

Se nei migliori film di sempre il protagonista in un attimo rivive tutti i momenti salienti della propria vita – Nuovo cinema paradiso o C’era una volta in America, ad esempio – nel calciomercato si rivive ogni volta il solito, uguale, identico giorno. Una sospensione del tempo, un fermo immagine pressoché infinito. Si tratta dell’eterno oggi delle trattative con i siti web e i quotidiani che annunciano ogni mattina “Oggi l’incontro”, “Oggi si chiude”, “Oggi la decisione”. Incontri, trattative, chiusure che però non avvengono mai. Quell’oggi non accade, si ripete pure il giorno dopo. Per comprendere il meccanismo basta prendere un articolo di 10 giorni fa sulla trattativa tra il Napoli e il centrocampista messicano Herrera ed uno di oggi. Dove l’oggi è sempre il giorno decisivo. Pure se quell’oggi non arriva mai.

E’ la dura vita dei giornalisti di calciomercato. Un argomento che da anni appassiona il popolo del calcio, ancor più che la stessa partita giocata. E’ pure l’evidenza insindacabile di una mutazione genetica degli appassionati di questo sport: se prima si era tutti allenatori, oggi si è tutti direttori sportivi. Nei bar e fuori le edicole si parla sempre meno di schemi, sostituzioni, opzioni di gioco: è invece tutto un ragionamento su quali calciatori acquistare, in quale ruolo, sciorinando caratteristiche tecniche e costi. Oggi il tifoso del Napoli, e non solo, è assai più esperto di “diritti d’immagine” che di diagonali e fuorigioco.

Se prima in un pub si muovevano i boccali di birra per raccontare una fase difensiva sbagliata o un gol, oggi si è tutti con il cellulare fra le mani computando sulla calcolatrice gli sgravi di ammortamento dell’acquisto di un giocatore. Il calciomercato, come già abbiamo raccontato, è diventato un genere letterario con i suoi vocaboli e le sue frasi fatte ripetute fino allo stremo. Ma la colpa non è dei giornalisti, è degli utenti. Non è cambiato il giornalismo e, se è mutato, lo ha fatto in virtù delle scelte dei lettori.

Il calcio di oggi ha perso l’erotismo di 90° minuto quando si aspettavano le 18.10 per vedere le immagini di ciò che avevamo potuto solo immaginare ascoltando le partite alla radio. Oggi il calcio è un film porno: tutto è visibile nel minimo particolare, soprattutto ciò che non vogliamo vedere e che magari neppure ci emoziona. Il calcio giocato, senza erotismo, ha perso appeal. Ecco l’invenzione mediatica del calciomercato che appassiona di più del “vero calcio” perché quell’eterno oggi che mai accade lascia ancora spazio alle nostre immaginazioni, alla nostra fantasia.

Ci appassiona sapere oggi come si comporterà il Napoli con Koulibaly oppure interrogarci se Herrera farà al caso di Sarri. Se ci potrà essere un colpo di scena su Vrsalijko che magari possa annunciare a sorpresa: “Napoli, non mi interessa Madrid, voglio solo te”. Storie d’amore, di tradimenti, spy story ci appassionano più che al grande schermo.

E’ tutto molto vivace, ma poco concreto. Perdonateci se qui su soldatoinnamorato abbiamo deciso di non pubblicare notizie di “voci”, “sussurri”, “inciuci”. Vi diciamo che, ad oggi, De Laurentiis ha acquistato Tonelli per 7,5 milioni. Ma, nell’eterno oggi del web, questa notizia qui non fa gola. E, se volete tirare avanti con la masturbazione mentale delle “voci che circolano”, potete andare su ogni altro angolo di web. Per noi non è gol finché non l’hai messa dentro. La metafora sul sesso ve la risparmiamo. Immaginatela, c’è più godimento.

Valentino Di Giacomo

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

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Tra tutti i gesti tecnici possibili nel gioco del calcio penso che niente faccia incazzare i tifosi più del retropassaggio al portiere. I tifosi del Napoli, per la verità, sono tra i più comprensivi in Italia, anche perchè tra i più preparati tatticamente. In effetti si tratta di una manovra fondamentale nel calcio moderno, che contro squadre molto aggressive come il Sassuolo può capovolgere la manovra a favore del Napoli. Vediamo nel dettaglio come.

Il Sassuolo di Di Francesco è una squadra di ispirazione zemaniana, che (come abbiamo potuto constatare ieri sera) gioca a ritmi altissimi e con un pressing asfissiante che parte dai tre attaccanti. Lo scopo di questo pressing alto (come del resto succede nel Napoli) è recuperare palla più in alto possibile: la differenza tra i neroverdi e i ragazzi di Sarri è che, mentre noi tendiamo a giocare di più il pallone, loro verticalizzano immediatamente attaccando la porta. Una squadra come il Napoli che tende a impostare la manovra da dietro è molto esposta a questo tipo di tattica. Guardate queste lavagne tattiche:

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In questa prima situazione le due ali avversarie marcano i terzini del Napoli, mentre la punta centrale, favorita dal fatto che i centrali del Napoli non tendono ad allargarsi in questa fase (come fanno ad esempio Pique e Mascherano al Barcellona), disturba entrambi i centrali. Il regista (che non compare) sarà marcato  da una mezzala. Reina, per non buttare via il pallone, è costretto a giocare corto e i difensori devono avventurarsi in un palleggio basso complicatissimo. Questa situazione si è verificata spesso ieri sera con diversi palloni persi in zona pericolosa.

sassuolo2Qui i tre attaccanti optano per lo scivolamento laterale, marcando a uomo i due centrali e un terzino. Lo scopo di questo tipo di pressing è “guidare” l’avversario sulle corsie, dove i confini del campo gli tolgono spazio per giocare forzandolo all’errore o al lancio alla cieca. Che si fa? Se solo ci fosse un terzo centrale…

Ah, aspetta un attimo.

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Ogni volta che il Napoli passava il pallone al portiere, con la difesa molto alta, il centravanti Falcinelli era costretto a uno scatto di venti metri per andarlo a pressare lasciando soli Politano e Sansone contro i quattro difensori del Napoli. I due interni non possono mollare Jorginho e Hamsik, i due giocatori di qualità del Napoli, e i terzini sono bloccati da Callejon e Insigne; a Reina basta giocare semplice su Chiriches, che avrà spazio per lanciare la catena di sinistra (il pallino azzurro più avanzato del Napoli rappresenta Insigne, sul quale sarà diretto il prossimo scambio). Scacco matto.

Se vi è piaciuta questa analisi, commentate o condividete!

Roberto Palmieri

(Le lavagne tattiche sono state fatte con l’app Football Coach)

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

“Auguri Nicola!”
“Grazie! Ma perchè?”
“Come? Oggi è il tuo onomastico!”

Era un 6 dicembre sul finire del secolo scorso quando chiamai un amico conosciuto in estate per fargli gli auguri, in quel momento venni a sapere che il resto d’Italia non festeggia l’onomastico.

Più deluso di quando avevo scoperto che Babbo Natale non esiste mi ero trovato di fronte a questa verità che proprio non riuscivo a capire: perchè la gente non festeggia il proprio nome?
Io, Paolo, il 29 giugno ho il piacere di festeggiare con tutti i Paolo e Pietro del mondo e quando non c’erano i social network a ricordarci i compleanni di tutti l’onomastico era l’occasione per sentire qualcuno che non sentivi da un po’ ed era bello vedere quanta gente si ricordava di te e ne approfittava per farti gli auguri e scambiare due chiacchiere.

Ricordare i compleanni di tutti non è  facile, ne ricordi una decina e quando la tecnologia non era così diffusa e invasiva invece il nome… come te lo dimentichi un nome? Ed ecco che l’onomastico è  un’occasione in più per fare festa.

Si, perchè mentre il resto del mondo festeggia solo il compleanno noi facciamo una festa in più, l’onomastico, mentre gli altri ci chiedono perchè, noi gli rispondiamo “Perchè no?” Se voi siete allergici alla gioia e alieni alla felicità non ci scassate il sasiccio, noi vogliamo festeggiare anche il fatto che qualche secolo fa è morta una persona con il mio stesso nome, problemi?
Noi vogliamo festeggiare anche il fatto di aver battuto il Sassuolo in casa… Coccos’ a deciere?

Le gioie vanno godute, succhiate fino al midollo finchè durano, se non vi piace il problema è vostro, non nostro!

Cattivi: Reina, ti vogli bene, ti amo ma con quell’uscita mi hai tolto 20 anni di vita! Visti i risultati hai fatto bene ma alla prossima ti mando la ricevuta della farmacia a casa. Jorginho oggi ha sbagliato un po’ troppo ci ha abituato a prestazioni migliori. Il peggiore Albiol, non ha giocato male ma l’ingenuità sul rigore per un attimo ha fatto risvegliare i fantasmi del passato.

Buoni: anche oggi 3 nomi sono veramente pochi Hamsik onnipresente e i goal passano dai suoi piedi, su Higuain che altro dobbiamo dire? Cos’altro si può aggiungere? I numeri sono formidali ma non rendono l’idea della bellezza di tutto quello che fa, aggiungiamo che oggi ha fatto anche un goal normale… una furia. Migliore di stasera però e Callejon, come sempre macina km e tatticamente è l’ago della bilancia di squadra, oggi trova finalmente il goal e l’assist, uno così fa la differenza.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ammettiamolo, dopo l’andata alla prima giornata eravamo tutti parecchio dubbiosi sul progetto Sarri-Napoli. Il Napoli quel pomeriggio d’agosto giocò molto bene per venti minuti e passò anche in vantaggio, salvo poi perdersi completamente per l’intensità dei neroverdi e finire sconfitto. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia nelle successive diciotto giornate: il Napoli deve difendere il primo posto dalle inseguitrici che rincorrono con la bava alla bocca, mentre il Sassuolo è ormai ufficialmente una realtà importante del campionato italiano ed è addirittura in lizza per un posto in Europa League.

GLI AZZURRI – Per il Napoli solita formazione, con Ghoulam e Insigne al rientro per ricomporre la catena di sinistra titolare con un Hamsik in forma smagliante dal punto di vista realizzativo. Gabbiadini, pienamente recuperato, parte dalla panchina. Higuaìn, che non segna in casa da due partite, non vede l’ora di allungare una classifica cannonieri che lo vede in testa di ben sette gol (!!!) sul secondo, Eder.

SASSUOLO – La squadra di Di Francesco è penalizzata da due squalifiche pesantissime, quella dei gioiello Berardi e del grande ex Cannavaro. I tagli verso l’interno del nazionale Under 21 e il suo grande dinamismo sono fondamentali per la fase offensiva e l’esperienza dell’ex capitano del Napoli è quella che dà qualità a una difesa sempre molto alta e aggressiva. Se queste due assenze ridimensionano parzialmente il Sassuolo, non bisogna pensare che la partita sia per questo facile: il Sassuolo è ancora considerato una “piccola” ma in realtà gode di una rosa sorprendentemente lunga e con giocatori di qualità, e i sostituti Politano e Ariaudo non sono certo scarsi. Per il resto confermata la formazione titolare, con Defrel che dovrebbe essere preferito a Falcinelli fresco di rinnovo per la sua migliore progressione che potrebbe attaccare la linea alta azzurra.

DA TENERE D’OCCHIO – Da giovani di assoluto livello come Vrsaljko a giocatori d’esperienza come Magnanelli e Missiroli non è facile trovare un solo giocatore da seguire con attenzione in questo Sassuolo; alla fine ho deciso di segnalarvi il nome di Alfred Duncan, ventiduenne ghanese, centrocampista di quantità apparso semplicemente incontenibile contro l’Inter al punto da costringere Mancini a cambiare fascia a Brozovic per opporgli la forza fisica di Kondogbia.

PROBABILI FORMAZIONI

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuain, Insigne.

SASSUOLO (4-3-3): Consigli, Vrsaljko, Ariaudo, Acerbi, Peluso, Missiroli, Magnanelli, Duncan, Politano, Defrel, Sansone.

Roberto Palmieri

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Se è noto che il mercato invernale difficilmente porta rinforzi che spostano gli equilibri, molte squadre stanno comunque cercando di puntellare i loro organici: per allungare la rosa e competere su più fronti, compensare una cessione o provare a mettere a segno un colpo in ottica salvezza. Vediamo insieme gli affarti conclusi e quelli più concreti, per farci un’idea della situazione a metà sessione.

NAPOLI: FORTE SU HERRERA – Come titola stamattina il giornale portoghese A Bola (qui il link), la trattativa tra il Napoli e il Porto per il centrocampista messicano esiste, ma le pretese dei Dragões sembrano fuori parametro: ben 25 milioni per sedersi al tavolo delle trattative, contro un’offerta (sempre secondo il quotidiano lusitano) intorno ai 18 milioni. Il calciatore, come vi raccontavamo qualche giorno fa, è giocatore vero ma non certo un fuoriclasse: mettendo in conto un periodo di adattamento al campionato e apprendimento degli schemi di Sarri, non ha tutti i torti il presidente quando dice che in certe situazioni un acquisto può non servire a niente. Uno come Soriano, tralaltro, fascino esotico a parte non ha niente da invidiare a Herrera.

Sul fronte cessioni ufficiale Henrique al Fluminense, quasi fatta per Zuniga al Bologna che ha già preso Sergio Floccari dal Sassuolo. In uscita anche De Guzman che però continua a rifiutare tutte le destinazioni: si vede che aspetta che lo chiami il Real Madrid. Gabbiadini e Mertens bloccati, congelata la pista André Gomes. 

VALZER DEGLI ALLENATORI – In questa sessione sono saltate ben due panchine. Una è quella storicamente bollente del Palermo, dove la mossa di Zamparini di cacciare uno Iachini leader dello spogliatoio per il taciturno Ballardini ha avuto come risultato l’ammutinamento di capitan Sorrentino, che secondo la sua versione dei fatti si sarebbe opposto, come giocatore più anziano della squadra, alle accuse di scarso impegno dell’allenatore nei confronti del gruppo. Al suo posto dentro Barros Schelotto, poco conosciuto in Europa ma leggenda del campionato argentino: si tratta di un allenatore molto giovane e con poca esperienza, si dice che abbia molte qualità, ma il salto tattico tra il calcio sudamericano e la Serie A non è da poco. Alla porta anche Rudi Garcia, palesemente non in grado di risolvere i problemi tattici dei giallorossi col risultato di non permettere a una rosa forse assemblata male, ma certamente fortissima, di rendere. Al suo posto l’ex Luciano Spalletti, ultimo allenatore a vincere un titolo alla Roma: il suo arrivo renderà i giallorossi una squadra molto più pericolosa la prossima stagione, ma come tutti gli allenatori con solide idee di gioco farà certamente fatica in questi sei mesi, un pò come accadde a Mancini l’anno scorso (che poi a giugno abbia deciso di costruire una squadra insolita per i suoi canoni è un altro discorso).

LE BIG – Pochi movimenti per i top team del nostro campionato. Se del Napoli abbiamo già detto, la Lazio si è coperta in difesa con Bisevac del Lione e alla Fiorentina è quasi ufficiale Tino Costa del Genova per rimpiazzare l’infortunato Badelj (infortunio molto pesante che -speriamo- costerà punti ai viola); l’Inter cerca un centrocampista (pare Lassana Diarra), e nel frattempo svincola Vidic. Il Sassuolo occupa lo slot lasciato libero da Floccari per prendere Trotta dell’Avellino, uno dei più promettenti giovani centravanti italiani, e si assicura inoltre per la prossima stagione le prestazioni di Stefano Sensi del Cesena, il “nuovo Verratti”, che come Berardi e Zaza si farà le ossa in neroverde per poi passare alla Juventus (a fare la quarta riserva…). La Roma ha ceduto Iturbe e preso Gerson del Fluminense che non potrà essere schierato fino a giugno per le norme sugli extracomunitari, e non dovrebbe fare altro considerato il recupero di Totti e Strootman e le prestazioni convincenti di Sadiq (anche se servirebbe oggettivamente un terzino destro).

LE ALTREIl colpo del giorno è il ritorno di Immobile in granata, dopo avventure deludenti a Dortmund e Siviglia in cui è stato ostacolato da problemi di ambientamento: non voglio discutere la professionalità dell’attaccante, che del resto è pure tifoso del Napoli, ma poteva farlo uno sforzo per imparare lo spagnolo… Il Milan ha ufficializzato il ritorno di Boateng e la cessione di Suso al Genoa, mentre per Luiz Adriano si parla di Cina. I rossoblù hanno preso anche Rigoni, finito fuori rosa a Palermo per i soliti capricci di Zamparini; lo stesso è successo a Daprelà, ceduto al Carpi. I rosanero si sono rinforzati con Arteaga, l’ex promessa del Milan Cristante e Cionek del Modena. L’Atalanta ha ceduto Suagher e soprattutto Maxi Moralez. Niente da segnalare per quanto riguarda Chievo, Empoli e Udinese; la Sampdoria ha ufficializzato Ricky Alvarez.

In zona retrocessione il Bologna oltre ai movimenti già citati in entrata ha venduto al Carpi Crimi e Mancosu; la squadra di Castori potrebbe cedere Borriello. Il Frosinone ha comprato il tedesco Kragl dal Ried, già visto contro il Napoli; l’Hellas ha preso Emanuelson, ma sono partiti Matuzalem e Rafa Marquez.

Roberto Palmieri

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Un punto in 4 partite, 5 goal fatti e 10 subiti e un campionato che in questo momento non promette nulla di più di una salvezza all’ultima giornata nella più rosea delle previsioni.
Ecco il profilo di una squadra perfetta per fermare il Napoli.
Sono uno scaramantico ai confini con l’animismo e sono bene il rischio di scrivere un articolo simile ma purtroppo è una fredda e dura realtà cui non possiamo sottrarci, i corsi e i ricorsi storici riportano alla nostra memoria momenti in cui i sogni di gloria si sono infranti contro il muro di una difesa a 6 protetta da 3 interditori spaccacaviglie di una provinciale che difendeva l’1 a 0 ottenuto per puro caso.

Troisi è stato il primo grande artista a sottolineare questa storica caratteristica del Napoli. La storica battuta “C’è che il Napoli sta perdendo col Cesena” fa infatti riferimento a una Napoli Cesena 2 a 2 in cui i romagnoli avevano bisogno di punti salvezza e il Napoli puntava alla zona UEFA.

La storia è piena di esempi simili, ricordate lo scorso campionato? Il Napoli lottava per la Champions e il Parma era retrocesso, fallito, con giocatori senza stipendio e totalmente privo di qualsivoglia motivazione… Quale fu il risultato? 2 a 2 ovviamente.

Stesso risultato contro l’Atalanta nell’86 ’87 quando il Napoli lottava per  il primo scudetto (che poi vinse) e l’Atalanta venne retrocessa.

Non siete ancora convinti?

Pensiamo al Napoli di Boskov che a dicembre puntava alla zona UEFA contro un Brescia saldamente ultimo in classifica, uno fisso su tutte le schedine d’Italia e ovviamente l’ex di turno porta in vantaggio il Brescia, poi l’incredibile palo di Cadete (un goal in 13 partite) salva il Napoli dal 2 a 0 e solo Cruz riesce a raggiungere un pareggio che stava strettissimo agli azzurri.

Vogliamo poi parlare del Sassuolo? il suo primo punto in serie a fu proprio contro il Napoli di Benitez che aveva sempre vinto fino a quel momento.

L’elenco è veramente lungo e il Chievo ci compare spesso, è veramente difficile trovare un campionato in cui il Napoli non abbia fatto beneficienza a una squadra che aveva bisogno di punti, a un goleador fermo da mesi o a un difensore giù di morale che per puro caso si trovare a saltare su un calcio d’angolo nell’area avversaria trovando così il primo goal in carriera.

Non so se sia sfortuna, non so se sia mancanza di concentrazione o troppa sufficienza nell’affrontare certe partite, ma fatto sta che troppo spesso certe sfide non riusciamo a vincerle e anche se il Napoli viene da due prestazioni superlative e il Carpi è quello che è… io mi caco letteralmente sotto.

Paolo Sindaco Russo

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Partita già decisiva

Poche ore e sarà Napoli – Lazio. A guardare la classifica si rischia la depressione, attualmente gli azzurri sono a soli 2 punti e in piena zona retrocessione. Certo, sono trascorse soltanto tre giornate, ma i punti persi cominciano già a pesare in qualche modo. Del resto anche in caso di esito positivo nella partita di stasera i partenopei sarebbero staccati già di 7 punti dalla capolista Inter che, dopo la vittoria con il minimo vantaggio a Chievo, viaggia a punteggio pieno.

Ma è un campionato che per il momento, Inter a parte, rallenta molto. Oggi anche la Roma è inciampata in casa contro un Sassuolo che sembra ormai non conoscere ostacoli. Tra l’altro i giallorossi sono riusciti a pareggiare grazie ad un gol in fuorigioco di Totti che si aggiunge al mancato rigore in favore del Frosinone la settimana scorsa per un evidente fallo di mano di Digne.

E restando agli arbitraggi, la Juve con un uomo in più ed un rigore a favore riesce ad espugnare il Marassi sponda rossoblu. Per i bianconeri è la prima vittoria in campionato ottenendo così il quarto punto in quattro partite.

Il Milan ha battuto ieri il Palermo portandosi a 6 punti. Ma sono le cosiddette “piccole” a farla da padrone in queste prime giornate: il Torino grazie ad un mercato intelligente è secondo in classifica a 10 punti. Il Chievo, nonostante la sconfitta di oggi, è a 7 punti, come la Sampdoria. Si attende la prova della Fiorentina contro il Carpi.

Il campionato viaggia ancora a basso ritmo, ma il Napoli questa sera deve dimostrare di essere una grande. Non accadrà nulla di irrimediabile, ma la casella delle vittorie è ancora a 0. Nella sciagurata ipotesi di una vittoria laziale, i biancocelesti correrebbero a 9 punti in classifica, ne diventerebbero 7 più del Napoli. La situazione comincerebbe a farsi seria. Non per ragioni meramente numeriche, ma la destabilizzazione di stampa e tifosi raggiungerebbe picchi insormontabili. Insomma quella di stasera non sarà una partita per “ballerine”. Grinta, lucidità, personalità sono tre ingredienti, tre precondizioni indispensabili prima ancora di moduli e giocate. Forza Sarri, forza ragazzi.

vDG

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