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saponara

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Quando ero piccolo la pasticceria mignon non si portava assai, si portavano quelle belle paste da mezzo chilo l’una, piene piene di crema o cioccolato.

Il vassoio non era composto da tanti piccoli capolavori, grandi giusto un boccone, di cui puoi mangiarne anche 3 o 4 superando così l’imbarazzo della scelta, nel vassoio c’erano le paste contate, una per commensale e nella scelta non c’era margine d’errore, quella che prendevi quella ti mangiavi. Dovevi fare una scelta. Crema o ciccolato? Perchè non nocciola o caffè?

Non che la scelta sbagliata fosse un guaio, però ti rimaneva sempre quel pensiero che magari ma lo sciù al cioccolato era più buono, che magari il babà era meglio o che il cigno alla crema era perfetto per chiudere il pasto.

Certo, fossero tutti questi i guai della vita, però per me c’è sempre stato un attimo di difficoltà davanti alla guantiera di paste. Difficoltà che ho anche oggi nello scegliere i migliori, tutti troppo buoni, il  Napoli è una guantiera di paste e non so se scegliere i goal e le giocate o la corsa ininterrotta, la quantità o la qualità… Il Napoli oggi ha avuto almeno 7 migliori in campo, ha giocato una partita esaltante e il risultato parla chiaro.

Cattivi: Albiol non ha fatto neanche fallo, ma lo hanno fischiato lo stesso per cui non si può neanche parlare di ingenuità sull’episodio. Reina ha sbagliato un rinvio e ha parato in due tempi un tiro che si poteva bloccare di prima… può bastare a stare nei cattivi? Peggiore in campo? Rafael! Non ha giocato ma se avesse giocato sicuramente lo sarebbe stato! (scusate ma proprio non so chi mettere)

Buoni: Hysaj, Koulibaly, Allan, Jorginho, Hamsik, Higuain, Callejon e Insigne, provate a escluderne uno. Certo Insigne e Callejon un un modo o nell’altro sono stati presenti in tutti i goal, Higuain è Higuain, gli altri hanno fatto una partita di intensità rara… Per cui capire chi è il migliore non è difficile, se la rosa rende così buona parte del merito è dell’allenatore, oggi è stata la partita di Sarri che nonostante la poca esperienza ha dimostrato di non temere le pressioni (Juve vincente alle 12:00 e andare in svantaggio dopo poco) nè le emozione di incontrare la sua ex squadra. Oggi più che mai è la vittoria del Mister.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Se molto si è detto dello scetticismo iniziale della piazza napoletana nei confronti di Maurizio Sarri e di come sia poi subentrato l’entusiasmo quando i giocatori sono riusciti ad eseguire le idee del tecnico con continuità, merita qualche parola anche ciò che è successo nella piazza che l’allenatore bagnolese ha lasciato per venire a trasformare Higuaìn nell’attuale cyborg che sta riscrivendo tutte le certezze sul fatto che sia impossibile avere certe medie gol in Serie A. 

A inizio campionato, di fatto, l’Empoli era data per sicura retrocessa. Sorpresa del campionato precedente chiuso con una tranquillissima salvezza, oltre all’allenatore la squadra toscana ha perso in estate Hysaj, Valdifiori, Sepe, Vecino, Tavano e Verdi; con tutte queste pedine mancanti sembrava impossibile riproporre il gioco spumeggiante che aveva esaltato il talento di Saponara e portato la squadra a un livello superiore della somma dei suoi singoli. La società invece non ha sbagliato un colpo: come nuovo allenatore ha scelto Giampaolo, considerato dai più un “bollito” senza più niente da dare al calcio, che invece ha avuto l’umiltà di non alterare il sistema di Sarri e limitarsi ad adattarlo ai nuovi innesti; le colonne rimaste della stagione passata, ovvero Mario Rui, lo stesso Saponara, Daniele Croce, il centrale-bomber Tonelli, capitan Maccarone e il suo generosissimo partner Pucciarelli sono stati affiancati da alcuni acquisti giovani ma affidabili come Zielinski (da tenere d’occhio anche in orbita Napoli), Paredes che ha risolto il rebus del regista e Buchel, e soprattutti dagli ex gregari di Sarri, come Barba, Costa e Laurini, che hanno contribuito a semplificare l’obiettivo dell’allenatore di riproporre il bel gioco della stagione precedente. Il progetto è riuscitissimo e l’Empoli si conferma una realtà da ammirare. 

Il gioco dei toscani è meno verticale rispetto al passato e in effetti somiglia a tratti a quello attuale del Napoli. Il modulo è rimasto quello della scorsa stagione, un 4-3-1-2 che esalta il dinamismo del generoso Pucciarelli e soprattutto le qualità di Saponara, in questo momento il più forte trequartista del campionato. Paredes, inizialmente impiegato mezzala col giovane Dioussè in mediana, spostato davanti alla difesa ha offerto una diversa interpretazione del ruolo del regista rispetto a quella di Valdifiori, giocatore chiave dell’anno scorso con le sue continue verticalizzazioni; il giovane di proprietà della Roma preferisce tenere il pallone a terra, e l’importanza di Zielinski come mezzala di possesso con grande doti tecniche contribuisce a rendere il gioco dell’Empoli più orizzontale senza perdere aggressività. In difesa, i dogmi sono gli stessi di Sarri: difesa alta, movimenti a elastico per mantenere perfette le distanze tra i reparti, pressing (anche se l’Empoli non applica volentieri il “gegenpressing”, ovvero l’attacco immediato al pallone perso per riconquistarlo più in alto possibile).

Domani i toscani schiereranno la formazione titolare, a eccezione forse di Barba vicino allo Stoccarda (nel caso la trattativa si concretizzasse in queste ore il ragazzo sarà sostituito da Cosic o Camporese, visto che Costa è indisponibile). Il Napoli invece confermerà la formazione titolare, per giocare al meglio lo scontro tra le due formazioni più spettacolari del torneo. L’unico assente per gli azzurri è Grassi, indisponibile, mentre Regini non dovrebbe essere convocato.

PROBABILI FORMAZIONI

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuaìn, Insigne.

EMPOLI (4-3-1-2): Skorupski, Laurini, Barba, Tonelli, Rui, Zielinski, Paredes, Buchel, Saponara, Pucciarelli, Maccarone.

Roberto Palmieri

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Navigazione a vista

Di come ho visto il Napoli ad Empoli ne ho scritto ieri sera. Ho aspettato qualche ora per smaltire la delusione e ho buttato giù i miei pensieri. Perché, comunque la si guardi, è certamente deludente vedere il Napoli con soli due punti in classifica dopo tre giornate. Certo, c’è chi sta peggio. Ma abbiamo fatto tanto per sprovincializzarci e non guardare alle altre che adesso guardare i guai che sta passando la Juve può far piacere, ma non consola.

In queste ore ognuno ha detto la sua. Chi se l’è presa con De Laurentiis (ca va sans dire), chi con Sarri, chi con il modulo, chi con la preparazione atletica. Ogni valutazione è rispettabile. Quello che però non si è compreso (e la società non lo ha comunicato) è quali sono gli obiettivi del Napoli quest’anno.

Insomma lo scorso anno Benitez era perentorio: “il Napoli deve fare sempre il massimo per vincere“. Questo avrà creato aspettative, delusioni, discussioni ma almeno sapevamo quale doveva essere la dimensione e le aspirazioni del nostro club. E lo stesso avveniva prima con Mazzarri quando fissava gli obiettivi “una partita per volta“. C’era una chiarezza sui traguardi e, a seconda se questi si raggiungevano, la critica e i tifosi formavano il proprio giudizio.

Quest’anno sia Sarri che De Laurentiis ci hanno solo detto che dobbiamo aspettare. Il problema è che non ci hanno detto COSA dobbiamo aspettare. Per cosa dovrà lottare il Napoli per capire se alla fine della stagione gli obiettivi saranno stati raggiunti oppure no? Puntiamo allo scudetto, alla Champions, alla Uefa? E cosa ne faremo dell’Europa League che ci vedrà protagonisti a partire da giovedì? Sarà una competizione che snobberemo o punteremo a fare il massimo per superare i turni?

Non c’è nessun problema nell’aspettare che il lavoro del nuovo tecnico e degli innesti comincino a dare i loro frutti. Lo abbiamo scritto più volte, bisogna aspettare, ci è chiaro il concetto. Ma poi dopo bisogna capire dove vuole arrivare questo Napoli. De Laurentiis del resto è un uomo di impresa e, persino in una città passionale come la nostra, ha imposto determinate regole. Il fair play finanziario, il rispetto dei parametri di bilancio sono mantra che abbiamo compreso fin troppo bene. Ma poi bisogna darsi delle coordinate anche per i risultati sportivi. Il Napoli da due anni non gioca la Champions League, anche questo ha un chiaro impatto sul bilancio. De Laurentiis vuole tornare a calcare certi palcoscenici oppure ormai, dopo la scommessa Benitez, ha deciso di abdicare? E’ il progetto aziendale che non ci è chiaro. Passavamo la scorsa estate ad inseguire calciatori come Mascherano e Fellaini ed oggi ci ritroviamo con Hysaj e Valdifiori. Non è l’aspetto tecnico dei calciatori che preoccupa, ma la dimensione che vuole darsi il club.

Lo avevo scritto quest’estate, ancor prima che chiudesse il calciomercato, che senso ha trattenere un top-player come Higuain se poi la società non è in grado di supportarlo con calciatori all’altezza del suo talento e della sua fama? Qualcuno aveva storto il naso, ma forse con la cessione di Higuain si sarebbe potuto attuare un altro tipo di ridimensionamento più ragionato. Perché alla fine se passi da Mascherano a Valdifiori il ridimensionamento è nei fatti. A Napoli sarebbero arrivati gli Immobile, gli Astori, i Saponara, forse i Darmian. Sarri avrebbe avuto la squadra che voleva adatta anche a quella che è la sua di dimensione. Invece così sembra una “via di mezzo” che non accontenta nessuno. Non accontenta persino i tifosi che forse, con una migliore comunicazione da parte della società, avrebbero metabolizzato persino una cessione del Pipita.

E’ vero, a Napoli si respira una brutta aria, ogni pretesto è utile per aprire una contestazione. Ma i napoletani non sono degli sprovveduti. Se le cose vengono ben spiegate, si fissano degli obiettivi e si ha un rapporto chiaro e genuino con la piazza, poi il napoletano capisce. Tanto per le polemiche e i cori offensivi c’è sempre spazio. A prescindere.

Noi aspettiamo. Aspettiamo Sarri, il suo gioco e i suoi acquisti. Ma più di tutto aspettiamo che De Laurentiis e Sarri ci dicano cosa vogliono fare, dove vogliono andare e come intendono raggiungere i loro obiettivi. Tutto il resto è polemica, dibattito insulso, materiale per riempire siti e giornali.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

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LE PAGELLE DEL GRUPPO FACEBOOK DIDI’ VAVA’ PELE’ SITE ‘A UALLERA ‘E CANE’ – CAZZEGGIAZZURRO.

Per usare un detto napoletano si potrebbe dire che “cagna ‘o manico, ma ‘a scopa è sempe ‘a stessa”. Non c’è nessuna differenza tra il peggior Napoli di Benitez e il Napoli di Sarri. Per ora è così. Solite amnesie difensive e una squadra che non dà l’impressione di saper mai prendere con autorevolezza il pallino del gioco. Funziona tutto a tratti. E una grande squadra ha la necessità di essere continua per un match intero e costruire da qui le proprie certezze. Non accade ancora. Ma bisogna aspettare. Il Napoli pareggia ad Empoli per 2 a 2, rimontando per due volte i toscani grazie a un Insigne meraviglioso e un bel gol di Allan. Ma è ancora troppo poco per una squadra che vuole puntare a stare in alto in classifica.

REINA 6 Non può nulla sui due gol. Anche stavolta due occasioni pericolose e due reti subite. Normale amministrazione per tutto il resto.

MAGGIO 4,5 Soliti imbarazzi quando c’è da controllare il pallone. Per padronanza tecnica un calciatore di almeno due categorie inferiori rispetto alla Serie A. Emblematico il tiro da fuori al 32’ quando tira sbilenco in maniera pessima. Non era un granché qualche anno fa, assurdo che il club gli abbia rinnovato il contratto per altri 3 (TRE) anni… Che brutto calciatore per una squadra che vuole puntare in alto.

RAUL ALBIOL 5  Indecente sul secondo gol empolese. Campione del mondo e campione d’Europa solo con la Spagna. A Napoli per alcuni tratti sembra un Prunier qualsiasi. Si ritrova nella ripresa con alcuni interventi intelligenti, ma il tasso di errori incide troppo sulla sua prestazione e sul risultato degli azzurri. Non va.

CHIRICHES 6,5 Non si riesce a comprendere se sembra che non faccia errori perché “si fa i fatti suoi” e non si va a impelagare in problemi, oppure se davvero sia, come appare, un difensore diligente e ordinato. Nessuna sbavatura eccessiva. Ammonito per un fallo inesistente.

HYSAJ 5 Proprio lui, fedelissimo di Sarri, sbaglia la posizione per mettere in fuorigioco Saponara sul primo gol dell’empolese. Difende male e attacca peggio, ma c’era proprio bisogno di andarsi a prendere questo terzinaccio che tra l’altro mal si adatta sulla corsia sinistra? Speriamo che Sarri ci rifletta. Per ora sembra un acquisto davvero sbagliato.

ALLAN 6,5 Si busca un giallo evitabilissimo per un fallo inutile a centrocampo, anche se l’arbitro è eccessivamente indulgente. Segna un gol da attaccante consumato che vale il pareggio azzurro. Al 7’ del secondo tempo perde un pallone sanguinoso che costa un tiro pericoloso di Maccarone. Mezzo punto in più per la rete segnata.

VALDIFIORI 5,5 Nessun grave errore, ma nessuna grande giocata. Non corre nemmeno così tanto, ma inspiegabilmente esce con i crampi. Mah. Conclude la sua partita con un cartellino giallo, l’unico evento degno di nota in una partita piuttosto anonima. (Dal 58’ JORGINHO È un calciatore a personalità zero, la passa sempre indietro e non riesce mai a verticalizzare in maniera degna. Anche lui si fa notare solo per un cartellino giallo. Inutile come lui.)    

HAMSIK 5,5 Al 21’ del primo tempo si busca un irriverente tunnel da Zielinsky, oltre a subire i cambi di passo dell’empolese per molte volte nel corso del match. All’ultimo secondo ha il pallino per prendere i tre punti, ma il suo tiro finisce tra le braccia del portiere che respinge su Callejon, lo spagnolo pur se gli viene fischiato un inesistente fuorigioco, calcia sul palo. Luci ed ombre.

INSIGNE  7,5 Il migliore. Un gol da cineteca per pareggiare i conti con l’Empoli: un tiro di prima a giro che rende appieno le potenzialità del folletto partenopeo. Al 31’ tenta la conclusione ravvicinata tutto solo davanti a Skorupski, ma gliela tira addosso sul primo palo. Arricchisce la sua partita con rifiniture che non vanno a buon fine solo per la bravura dei difensori empolesi. Stanco per aver dato tutto se stesso, esce dal campo dopo una prestazione sontuosa. (Dal 70’ CALLEJON 5 Con lui in campo il Napoli prova il 4-3-3. Non offre nessuna soluzione propositiva quando invece potrebbe incidere assai di più).

GABBIADINI 6,5 Due assist, passaggio per Insigne facile facile e magia sul filtrante per Allan. Al 35’ si invola in solitudine verso il portiere empolese ma si allunga troppo il pallone e se lo fa intercettare. Dopo un minuto tenta la conclusione da fuori che esce di poco a lato. Alla prima da titolare incide a modo suo. (dal 65’ MERTENS 6,5 Comincia da seconda punta, poi con l’ingresso di Callejon si sposta in posizione di attaccante esterno e offre maggiore vitalità al reparto avanzato azzurro. A volte insiste troppo nel dribbling fidandosi poco delle sovrapposizioni di Hysaj. Almeno ci prova, ma senza troppa fortuna).

HIGUAIN 6 Nel primo tempo non riceve molti palloni giocabili e, come suo solito, si irrita con i compagni. L’occasione più ghiotta arriva al 60’ grazie all’ennesima magia di Insigne che gli serve un pallone d’oro, ma da posizione leggermente defilata, la mette fuori sul secondo palo. Al 75’ non intercetta un assist al bacio di Mertens quando era tutto solo davanti alla porta. Paga colpe non sue, se non gli arrivano tanti palloni non può farci molto.

ALL. SARRI 5 Due tiri pericolosi subiti e due gol con meccanismi difensivi che, soprattutto sul primo gol, non sembrano per nulla assimilati. Grave dopo oltre due mesi di lavoro. La preparazione atletica tanto sbandierata “fatica&sudore” sembra più una spedizione punitiva o una manovra “lacrime e sangue” stile governo Monti. I crampi di Valdifiori e la stanchezza di Insigne lo testimoniano. Il Napoli non aveva mai vinto ad Empoli, non ci riesce nemmeno quest’anno. Inutile dargli addosso. Serve tempo. Bisogna darglielo. Per ora sono due punti in tre partite e 6 gol subiti. Male male.

Valentino Di Giacomo

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Bentornati alla rubrica prepartita di Soldatoinnamorato.it! Domenica alle 15.00 il Napoli sfiderà l’Empoli al Castellani, dopo un avvio di campionato deludente e un solo punto conquistato sui sei disponibili. La partita, oltre ai tre punti, offre parecchi spunti di interesse: la necessità di vincere del Napoli per evitare che le polemiche di queste settimane degenerino; la prima da ex di Hysaj e Valdifiori, oltre che naturalmente di Sarri, tutti e tre perni del miracoloso Empoli che da sicura retrocessa stupì tutti salvandosi senza patemi ed esprimendo il miglior gioco del campionato; la rivincita per la sconfitta nel girone di ritorno della stagione scorsa, quando il palleggio dei toscani, per un tempo in formato Bayern Monaco, umiliò il Napoli di Benitez; l’applicazione della squadra di Giampaolo che ha messo alle corde l’Inter nel turno precedente contro i dubbi sulla tenuta del Napoli, devastante finchè tutto gira per il verso giusto, ma che sistematicamente si sgonfia quando cala fisicamente.

Veniamo alle formazioni: i padroni di casa schiereranno la formazione tipo, con Skorupski tra i pali (reduce da una pessima prestazione contro l’Inter), la difesa a quattro formata da Zambelli, il goleador Tonelli, Barba e Mario Rui, il centrocampo con Zielinski e Croce ai lati del giovane talento Dioussè e infine il giocatore chiave della squadra Saponara a supporto di Pucciarelli e Max Maccarone. Il Napoli si schiererà a specchio con Reina in porta, Maggio e probabilmente Ghoulam esterni, Koulibaly in vantaggio su Chiriches nonostante gli impegni in Nazionale per un posto di fianco ad Albiol, il centrocampo titolare Allan-Valdifiori-Hamsik e Insigne alle spalle di Higuaìn e uno tra Callejòn e Gabbiadini con lo spagnolo favorito per essere rimasto a Napoli durante la pausa a studiare gli avversari insieme all’allenatore.

Tatticamente la partita sarà molto dura: l’Empoli non può contare su un uomo come Eder che due settimane fa ha letteralmente umiliato Albiol e lanciato la Sampdoria verso un pareggio che appariva impronosticabile, ma si difende con grandissimo ordine e ha un’ossatura centrale notevole; Tonelli è concentrato e non lento sul breve oltre a essere pericoloso sui calci piazzati, di Dioussè si parla come uno dei migliori esordienti in assoluto di questa stagione e Saponara è una sicurezza. Proprio da quest’ultimo il Napoli dovrà guardarsi: né Maccarone né Pucciarelli hanno grande accelerazione e per i nostri centrali è più facile marcare uomini del genere che giocatori veloci e tecnici, ma Saponara con i suoi inserimenti può tagliare a fette qualsiasi difesa deconcentrata oltre a essere un ottimo “collante” tra attacco e centrocampo. Per il resto occhio a Mario Rui, uno dei migliori terzini della passata stagione, anche se sul suo lato troverà la catena Allan-Maggio più che affidabile per dinamismo e velocità.

Il Napoli ha bisogno, per vincere questa partita, di tenuta fisica e mentale. L’Empoli, quando perde palla, cerca di recuperarla velocemente ma una volta sfumato il pressing è capace di chiudersi in un blocco alto, stretto e ordinato molto difficile da superare: il Napoli dovrà eludere la prima pressione con il palleggio, affidandosi in particolare ad Hamsik che si sta dimostrando più che adatto a questo ruolo, e poi riuscire a far girare il pallone più velocemente di come ha fatto nelle ultime uscite, dando ampiezza con la spinta dei terzini, imprevedibilità con le accelerazioni di Insigne e le aperture di Valdifiori e profondità con la coppia d’attacco (per questa partita Callejòn è probabilmente più adatto di Gabbiadini visto che ci dovrebbe essere spazio dietro la difesa, spazio che lui può attaccare coi suoi inserimenti alle spalle del terzino per poi finalizzare velocemente, magari con uno dei suoi destri al volo). Per concludere, Insigne nelle prime due partite di campionato ha tentato la conclusione 14 volte e il Napoli è la squadra che è andata più spesso al tiro, segnando tre gol in due partite, niente di eccezionale ma nemmeno sintomo di un attacco sterile; è necessario che aumenti l’efficacia, per poter supplire ai problemi in difesa (sperando che comunque Sarri riesca a ridurli).

PROBABILI FORMAZIONI

EMPOLI (4-3-1-2): Skorupski, Zambelli, Tonelli, Barba, Rui, Zielinski, Dioussè, Croce, Saponara, Pucciarelli, Maccarone.

NAPOLI (4-3-1-2): Reina, Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Valdifiori, Hamsik, Insigne, Callejòn, Higuaìn.

Roberto Palmieri

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Sapevo che non dovevo prenderla. La linea 10, quella che collega il litorale Flegreo al Centro storico, è sempre piena, affollata dei turisti di Bagnoli. Avrei dovuto prendere la bici, con la pista ciclabile è un attimo, ma non volevo perdermi la nuova stazione San Paolo, quella che ti porta a 50 metri dal nuovo stadio. Da lì a pochi passi arrivi al museo del Napoli, semplicemente fantastico, con la hall of fame, da Sivori a Pesaola, da Bruscolotti a Renica, da Maldonado a Britos.

Invece mi tocca stare in piedi accanto a questa signora antipatica, con gli occhietti piccoli e cattivi, con addosso l’odore di sudore e crema solare tipico di chi torna da una giornata al mare. Devo sentirmi i suoi improperi verso la figlia, che sembrano parafrasare fatalmente il Leopardi: “Silvia, t’arriccuord ancora a paliata che he avuto l’atu juorno?Vir e nun’abbuscà nata vota?”.
Sono finalmente arrivato allo stadio. Il nostro nuovo tempio, un vero gioiello. Prima di sedermi al mio posto numerato, passo al bar del settore, come al solito affollato di famiglie con bambini, a prendere una delle nuove bibite alla spina del Napoli, vino con le Percoche col Pizzo I.G.P.
Ci siamo, parte la musica e sul maxischermo del Nuovo San Paolo appaiono le foto dei calciatori azzurri, mentre la voce dello specker annuncia, tra il boato e le mie urla unite alle altre 39.998, la formazione:

Julio Cesar, Vrsaljko, Mascherano, Astori, Coentrao, Fellaini, Gonalons, Saponara, Perotti, Immobile.

All. Unay Emery.

No, non sono ubriaco (non ancora), non ho le allucinazioni da digestione del pranzo da spiaggia di Paolo Sindaco Russo. Probabilmente a 1400 anni luce da qui, nel pianeta gemello della terra, nella Nea-Neapolis tutto ciò esiste già (insieme ad altre meraviglia trovate da noi in esclusiva).

Io, invece, ho semplicemente dato retta alle decine di “notizie esclusive”, “anticipazioni” e “bombe di mercato”, riguardanti il calciomercato del Napoli degli ultimi due anni.
Ho provato ad immaginare come potesse essere la nuova zona di Campi Flegrei dopo la fantomatica ristrutturazione dello stadio e la riqualificazione di Fuorigrotta, annunciata da anni e che ancora attende il via.
Ma torniamo al mercato. Non c’è uno solo dei nomi che ho citato (ce ne sarebbero degli altri, tanti da formare la cosiddetta “panchina lunga”) che in negli ultimi mesi non sia stato accostato al Napoli in maniera incessante. Tutti questi nomi ci sono stati annunciati come in “dirittura di arrivo”, dopo “l’accordo totale con il giocatore e con il club” e noi tifosi ad aspettare “ solo il tweet da ADL”.

E invece niente, manca solo la firma, una firma che nessuno ha mai messo che probabilmente non ha mai pensato sul serio di mettere. Se fosse dipeso da noi, se avessimo avuto la penna, qualche “scippo” lo avremmo messo volentieri.
A noi non interessa del perché non siano stati presi, i motivi possono essere tanti: ingaggio, diritti di immagine, bizze di presidenti altrui, scelte tecniche o virate su altri obiettivi. Quello che vorremmo sapere è perché? Perché dare per chiuse trattative mai decollate, perché fingersi esperti di mercato, o perché dare l’impressione di sedere nelle segrete stanze di Castel Volturno? Per vendere due copie in più, per attirare qualche click? Noi non vogliamo discutere la professionalità di nessuno, anche perché qualche responsabilità,forse, ce le ha anche la Società Calcio Napoli, la quale frequentemente lascia trapelare troppi “spifferi”. Quello che vorremo è trasparenza, senza l’ansia dell’”annuncite” di alcuni esperti di mercato, senza le velleità e manie di grandezza fine a se stesse. Perché in fondo questa squadra l’amiamo indipendentemente dalle lusinghe e dai proclami, che rischiano come dice il nostro Valentino di Giacomo, di alimentare false e speranze ed accrescere il malcontento, che per ora domina una minoranza rumorosa del tifo azzurro.

Forse molte cose da me immaginate rimarranno irrealizzabili, ma la giarretella con la percoca, dentro o fuori allo stadio a putessene pure vennere…

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Manca solo il tweet

Tutta n’at Astori-a…  che torna a venì… L’avrebbe cantata forse così il nostro Pinuccio.

Davide Astori è l’ultimo acquisto del Napoli. Manca ormai soltanto il tweet presidenziale, ma già domani il difensore che ha militato nell’ultima stagione nella Roma potrebbe sostenere le visite mediche e firmare un contratto che lo legherà per 5 anni al club azzurro. Il tutto avverrà probabilmente direttamente a Dimaro, dove il Napoli comincerà proprio a partire da domani il ritiro pre-campionato dopo i giorni trascorsi nel caldo e nell’afa di Castelvolturno.

Come annuncia Sky Sport 24 la trattativa è ormai conclusa tra il Napoli e il Cagliari: il cartellino sarebbe costato a De Laurentiis 5,5 milioni di euro. E conclusa anche la questione ingaggio tra gli azzurri e il giocatore bergamasco che percepirà 900 mila euro all’anno a salire per i prossimi 4 anni, più i bonus per obiettivi.

Classe ’87(28 anni), centrale difensivo mancino, è dotato di una buona tecnica di base che si unisce alle ottime caratteristiche fisiche e all’abilità nei colpi di testa, che gli permette di essere pericoloso in fase offensiva su punizioni e calci d’angolo. A Roma non si è segnalato per una delle più eccellenti stagioni, in giallorosso ha ottenuto 24 presenze siglando una rete. Una rete anche con la maglia della Nazionale nelle sue 10 presenze tricolori.

Astori andrà a sostituire con ogni probabilità il partente Britos, mancino di piede anche l’uruguaiano, che radio-mercato segnala verso Watford, il club inglese dei Pozzo, nell’affare che porterà il centrocampista brasiliano Allan a vestirsi d’azzurro. Astori sarà il terzo acquisto ufficiale del Napoli, dopo Valdifiori e Reina.

Molti tifosi a Napoli hanno storto un po’ il naso già in fase di trattativa. Eppure Davide Astori, che non sarà Beckenbauer, non è assolutamente un cattivo acquisto. Tanto più con i prezzi folli che girano in questa fase del calciomercato… E il Napoli ne sa qualcosa per Darmian, Vrsaljko, Saponara ecc. L’acquisto a 5,5 milioni di euro significa che gli azzurri sono riusciti ad accaparrarsi un discreto difensore ad una cifra modesta (per intenderci il Britos reclamato da Mazzarri costò quasi 9 milioni di euro per prelevarlo dal Bologna).

A Davide Astori diamo il benvenuto con fiducia e leggero entusiasmo. Certi che non sarà un fenomeno, ma che di sicuro sarà un po’ meglio di altri difensori che abbiamo o avevamo in rosa. Poi il resto toccherà a Sarri nel metterlo in condizione di esprimersi al meglio e di indottrinarlo secondo il tipo di calcio che il nuovo tecnico partenopeo vorrà giocare.

Napoli deve qualcosa ad Astori. Vi è infatti un tristissimo precedente nella carriera del 28enne bergamasco legato alla nostra squadra. Subì la frattura del perone a seguito di un intervento di Ezequiel Lavezzi, nella gara Cagliari-Napoli del 23 ottobre 2011, l’incidente gli causò uno stop di circa tre mesi.

Ora è il tempo di rialzarsi e ricominciare. Napoli ha un nuovo difensore, Astori ha un nuovo popolo per raccontare tutta n’at Astori-a…