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san giovanni

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La frenesia. Assoluta, costante. L’arteteca, quella violenta. La corsa contro il tempo per arrivare al traguardo, il solo che fa ingrassare.

L’ansia del “piacerà”? E per chi è malato come me del: “come lo impacchetto!?”

Passeggini che si sorpassano, bambini che piangono, mamme che imprecano, papà che sbadigliano, commesse che hanno quel sorriso a trecentossessantasei denti, finto, come quello delle ballerine di danza classica quando stanno per un quarto d’ora sulle punte.

Questa era la situazione di via toledo, a Napoli stamattina. Nel periodo del Santo Natale, festa, ricordiamolo, religiosa, il momento più calmo l’ho vissuto in una chiesa, nella quale non c’era neanche un presepe. La Chiesa di San giovanni a Carbonara. Passavo li per caso, e spinta da semplice curiosità pagana e artistica mi sono ritrovata dinanzi ad un incanto del millecinquecento. Era li, silenziosa, nella sua timida bellezza, apprezzata da sei persone, in totale.

Via foria, traffico. Urla simpatiche dei bambini, che si sa, il Natale è per loro. Forse per questo gli adulti, certi adulti, perdono il senno e regrediscono all’età della prima infanzia. Per poter godere dell’aria natalizia in maniera giustificata.
Aria, poi. Polveri sottili che attraversano Napoli silenti, ci toccano, ci trapassano e ci benedicono. Afa, non è il dicembre di un anno fa. Quello innevato e magico che ci sorprese, non si sono presentati “tutti i sentimenti” in questo 2015! Il sole sta facendo la sua parte. L’inquinamento la sta edulcorando ancora di più.
Comunque, dicevo Via Foria, Piazza Dante, Via Toledo, Via Chiaia, Piazza Dei Martiri. Mi sono tuffata nel fiume della frenesia, nello “struscio” dello shopping. Ho visto l’evento dell’anno: la fila per un negozio molta in voga negli ultimi tempi. Ed ho sentito saluti, baci, abbracci e auguri.

E clacson. Tantissimi clacson, quelli di chi si incazza perchè ” cristo! ti sto sorpassando a destra, che tieni da dire?!”
Perchè il Natale è sacro, ma il codice della strada mica l’ha dettato il signore!

Chiara Arcone

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Parco Troisi - Foto di Gianfranco Irlanda

Ogni zona di Napoli ha le sue caratteristiche e i cittadini dei diversi paesi, quartieri o rioni hanno abitusini, tradizioni e usi diversi. Ecco un divertente elenco di cose in cui si riconosceranno gli abitanti di Napoli Est.

Sei di Napoli Est se…

Se quando ci sono le prove dei gigli di Barra aspetti ansiosamente con la tua paranza le 106 portate della magnata dei gigli.

Se per fare le flirtiate a Mergellina quando il motorino tu ha lasciato a piedi, aspetti in stazione per 40 minuti la vesuviana… e passa sempre quella di fronte.

Se quando vuoi un cornetto non sai decidere tra El Diablo e Il Diavoletto e alla fine scegli quello con meno fila.

– Se quando fai filone e ci sta una renza di sole, affianco ai libri metti asciugamano, abbronzante e costume per andare al Granatello Beach ad abbronzarti gratis.

– Se la pizza la mangi dai Fratelli Percuoco, anche quando sei a Londra.

 Se quando guardi Made in Sud aspetti solo i tuoi concittadini Monica ed Enzo, Pasquale Di Palma e Mino Abacuccio. Pecchè nuije spaccammo cu stu shatush.

– Se sai che si va a mare solo dopo il 24 giugno.

– Se alla festa della Madonna della Neve mangi le melanzane’mbuttunate, cu a ciucculata, fritte, indorate e fritte, fritte e cu a sarza, uoglio sale e pepe, a fungetielli, a parmiggiana, a scarpone, sott uoglio, arrostite (per chi vuole restare leggero), ma soprattutto a uocchie ra Maronn’.

Niky, Kratos, K-Pink