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Il ritiro del Napoli si conclude con un’altra vittoria rotonda. La squadra, anche se provata fisicamente, dimostra di avere grandi valori tecnici e di stare assorbendo il gioco del mister, vincendo e convincendo contro un avversario discreto (appena retrocesso dalla Serie B) in attesa della prima amichevole internazionale. Ecco le nostre pagelle di Napoli-Cittadella.

RAFAEL 6: puntuale sull’unica conclusione subita, niente danni. (Gabriel 6: Incolpevole sul gol subito, si riabilita nel finale con un paio di parate abbastanza difficili)

MAGGIO 6: posto che non sa crossare, con la sua velocità è indispensabile. Ancora ad alti livelli. (DEZI 6: stavolta impiegato a destra, un paio di chiusure efficaci)

KOULIBALY 6: stanco, ma gioca una partita pulita. (LUPERTO 6: confermiamo, il ragazzo ha talento. In attesa di Chiriches, è un quarto centrale di lusso)

ALBIOL 6.5: si fa male ed esce nel primo tempo, ma fa in tempo a segnare un gol (che bello tornare a segnare sui calci da fermo) e dà una sensazione di solidità. Ai suoi livelli. (HENRIQUE 5.5: colpevole sul gol subito)

GHOULAM 6: fa una fase sola, ma la fa bene. Rivedibile in difesa.

ALLAN 5.5: buoni recuperi e un paio di belle giocate ma si fa saltare un po’ troppo facilmente. Giù di forma. (DE GUZMAN 6: ottimo l’assist per il secondo gol di Insigne. Mobile e utilissimo in entrambe le fasi)

VALDIFIORI 7: Una catapulta, verticalizza continuamente ed è sempre pericoloso. Aiuta i centrali nel far uscire il pallone, lancia per Insigne (suo il lancio per il primo gol e anche quello per il terzo annullato) e fa anche l’assist per Albiol su calcio d’angolo. Devastante. (JORGINHO 6: regia più orizzontale, ma l’unico lancio che si inventa porta al gol di El Kaddouri. Diverso dal compagno, ma utile)

LOPEZ 6: Lavoro oscuro, ma anche una conclusione pericolosa. (INLER 5.5: Nel dubbio, tira. E non sempre è la cosa migliore da fare)

INSIGNE 8: migliore in campo in tre amichevoli su tre. Due gol bellissimi, un terzo annullato forse ingiustamente. I gol fatti diventano sei in tre amichevoli. Il giocatore più in forma del Napoli. (EL KADDOURI 6: un gol, molta voglia e qualche invenzione. Sempre meglio)

MERTENS 7: mezzo voto in più per il gol di rapina. Marcato molto stretto e meno brillante di Insigne, non gioca una grandissima partita, ma per ottantacinque minuti mantiene una grande intensità. (BIFULCO S.V.)

GABBIADINI 6: polveri bagnate. Grande tecnica, ma fisicamente sembra provato. Su punizione ci si aspetta di più da lui. (CALLEJON 6.5: voglia enorme, si dimena come un’anguilla su tutto il fronte offensivo e in entrambe le fasi. Non trova il gol ma ci va vicino e fa l’assist per El Kaddouri)

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Foto dal profilo Facebook della SSC Napoli

Una Coppa America giocata da riserva, un gol bellissimo, un rigore pessimo che costa una finale, un paio di centinaia di meme di dileggio, diverse sbronze, qualche chiavata, vari mal di pancia da clausola rescissoria, un incontro per rinnovare con adeguamento un contratto che scade fra tre anni, rumors di mercato che lo hanno accostato a metà delle big europee, una rissa sfiorata e una campagna mediatica che lo ha reso un nemico pubblico sul territorio argentino: questa la tranquilla e ordinaria estate di Gonzalo Higuaìn, appena unitosi ai compagni dopo le vacanze per iniziare la preparazione.

L’attacco del Napoli ritrova così il suo campione, dopo gli ottimi segnali dati da Insigne&Co nelle prime amichevoli. Se Sarri si era augurato che Gonzalo si calmasse e “tornasse a divertirsi”, la sensazione è che il Pipita abbia bisogno di un bel corso di yoga dopo gli ultimi due mesi. Lo conosciamo bene: è un giocatore di livello mondiale, ma è anche un ragazzo umorale, irascibile, che quando si innervosisce perde lucidità, se la prende con i compagni e fa errori che quando è calmo non farebbe mai. Se dalla squadra sono arrivate buonissime indicazioni, avremo bisogno fin da subito del miglior Higuaìn per capitalizzare il lavoro del nostro centrocampo nuovo di zecca (che bella sensazione avere un centrocampo, eh?). È insostituibile, ma deve essere al massimo da subito per trascinarci verso i nostri obiettivi.

E noi? A prescindere dai gusti personali, è nostro dovere di tifosi in questo momento sostenere il nostro miglior giocatore, farlo sentire il bentornato, subito al centro del nuovo progetto. Per mettere a tacere le voci che lo vogliono ancora partente nonostante le rassicurazioni di De Laurentiis, voci fatte girare dai soliti inaffidabili quotidiani inglesi e naturalmente dai giornali filonordisti a cui importa soltanto di destabilizzare la piazza, quelli che dal 2010 danno Hamsik partente ogni estate e che non possono che rosicare vedendo l’attaccante dei loro sogni vestire la maglia azzurra (chiunque abbia fatto un giro per le pagine dei tifosi di Roma, Juventus, Milan eccetera da giugno in avanti sa di cosa parlo). Per metterlo nelle condizioni mentali ideali per allenarsi al massimo e giocare al 100% delle sue enormi possibilità. Qualche tempo fa avevo scritto che con un centrocampo all’altezza può cambiare da solo le sorti del campionato: ora che il centrocampo all’altezza c’è, con il giusto ambiente può dare al progetto Sarri le ambizioni che tutti quanti vogliamo.

Bentornato Gonzalo.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Le pagelle

Lorenzo Insigne, autore di un gol magnifico contro il Feralpi

Da una partita terminata cinque a due sarebbe lecito aspettarsi di veder fioccare 8 e 9. Tuttavia con questo esordio delle PAGELLE di soldatoinnamorato.it rimarremo fedeli alla nostra politica: niente entusiasmi prematuri, niente catastrofismo alla prima sconfitta. Ecco le nostre valutazioni su NAPOLI – FERALPI SALO’.

GABRIEL 5.5 impegnato seriamente una volta sola, si fa trovare impreparato. (RAFAEL 6: anche lui poco sollecitato, incolpevole sul gol)

MAGGIO 6: Spinge con continuità sulla destra. (HENRIQUE 6: non fa danni a destra né al centro)

ALBIOL 6: Guida la linea difensiva grazie alla sua esperienza, ma deve limitare gli errori. Fuori posizione sul gol di Romero. (LUPERTO 6: ottimo senso della posizione. Merita una chance in prestito)

KOULIBALY 6: Mezzo voto in più per il gol. Anche lui fuori posizione in occasione del primo gol. (ALLEGRA S.V.)

GHOULAM 5.5: Meriterebbe la sufficienza più di Maggio, ma quella diagonale mancata avrebbe potuto evitare un gol. Deve migliorare tanto in fase difensiva. (DEZI: altro giovane interessante. L’esterno basso a sinistra non è il suo ruolo, ma ha qualità e si spende in pressing.

JORGINHO 6.5: Gioca ancora un po’ troppo orizzontale, ma le poche verticalizzazioni sono quasi sempre efficaci. Ha tanta qualità e tornato nel suo ruolo può finalmente esprimerla. (VALDIFIORI 6: Cerca con insistenza la verticalizzazione come sempre ma i ritmi bassi del secondo tempo non lo valorizzano)

LOPEZ 6: lavoro oscuro molto prezioso in fase passiva, un paio di recuperi impediscono al Feralpi di attaccare la difesa schierata. Ottimi break. (ALLAN 6: tanta intensità e un paio di buone giocate. Ha bisogno di entrare nei meccanismi ma le premesse sono positive)

HAMSIK 6: sfrutta sempre bene gli spazi e arriva al tiro ma sembra un po’ in ritardo di condizione rispetto ai compagni. Lo aspettiamo al massimo della forma. In fase offensiva è su un altro livello rispetto ai compagni di reparto. (INLER 5.5: Non contribuisce a velocizzare la manovra lenta del secondo tempo. Va al tiro con pericolosità ma senza concretizzare)

INSIGNE 7: mezzo voto il più per il gol geniale, un sontuoso tiro da fermo sotto la traversa. Moto perpetuo. (EL KADDOURI 5.5: il ragazzo ha qualità e volontà ma poca disciplina: spesso pesta i piedi a Gabbiadini e gioca molto più stretto di De Guzman dal lato opposto)

MERTENS 7.5: Semplicemente un incubo per la difesa del Feralpi, le sue accelerazioni fanno paura. In grandissima condizione. Dobbiamo proprio cederlo per forza? (GABBIADINI 6: fatica un po’ col nuovo modulo, non è una vera punta centrale, ma senza i due folletti malefici e con i ritmi più blandi non poteva fare molto meglio. È comunque una validissima alternativa aspettando Higuaìn)

CALLEJON 6: Esterno puro, non sembra per niente a suo agio né da prima punta né da seconda, tendendo ad allargarsi sempre. Combina comunque bene con Insigne e Mertens, ma quando tornerà Higuaìn difficilmente sarà preferito ai due piccoletti e a Gabbiadini. (DE GUZMAN 6: interpreta bene il ruolo di “falsa ala” e segna nel finale. Soluzione interessante)

Roberto Palmieri

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Il nostro soldato innamorato ad honorem

Immagine di altissima qualità realizzata con straordinari programmi di grafica

Era toccato al capitano, a Marek Hamsik, far capire a tutti che Rafa Benitez non era ben visto da gran parte della squadra. “Se fosse rimasto a Napoli sarei andato via io – aveva detto lo slovacco, aggiungendo – con Sarri si lavora molto di più rispetto a quando c’era Benitez“. E ieri sera nel teatro di Dimaro, nel confronto tra la squadra e i tifosi, anche Maurizio Sarri ha lanciato qualche punzecchiatura nei confronti del tecnico spagnolo. “Il Napoli – ha dichiarato l’ex allenatore dell’Empoli – ha preso qualche gol di troppo lo scorso anno per essere una grande squadra“. E poi una stoccata ancora più velenosa rispondendo alla domanda di un tifoso sul turn-over: “Non ci credo – ha detto Sarri – i turn-over programmati sono inutili, bisogna fare le valutazioni sulla condizione dei calciatori di settimana in settimana“. E giù applausi dalla platea.

Eh già, perché oltre alle stilettate verso Benitez, va riconosciuto che da ieri è cominciata una vera e propria operazione-simpatia di Maurizio Sarri. Un personaggio affascinante, un po’ napoletano, un po’ toscano, uomo di cultura e di lettura ma che non lesina di dire qualche parolaccia per rendere più verace e scherzoso il suo personaggio. Insomma, Maurizio Sarri – che non se la prenda a male – ha uno stile molto simile a quello del nostro web-magazine soldatoinnamorato.it. Potremmo definire il nuovo allenatore del Napoli un soldato innamorato ad honorem.

Lo avevamo scritto anche ieri, in città serpeggia un certo scetticismo nei confronti del nuovo tecnico, la squadra si è rinforzata però pendono sul mister un po’ di incertezze: sarà all’altezza di una grande piazza come Napoli? Noi, nel dubbio, come già fece il nostro Paolo Sindaco Russo, ci siamo dichiarati “sarristi”. Non per un amore preconcetto nei confronti di Sarri, ma per amore della maglia. Da quest’anno sarà lui il nostro condottiero e noi gli staremo accanto. Se il nostro mister riuscirà ad inculcare il proprio gioco anche a Napoli, quello che tutta Italia ha potuto ammirare ad Empoli, ne vedremo delle belle.

Si è aperto un nuovo ciclo, nuove speranze. Sarà un Napoli meno “presuntuoso”, magari anche meno accreditato dagli “esperti”, ma un Napoli più in sintonia con i sentimenti della piazza. Ieri sera – sempre al teatro di Dimaro – i tifosi hanno chiesto che la squadra fosse più combattiva e meno leziosa così come troppo spesso era capitato sotto la gestione Benitez. E poi sarà certamente un Napoli più duttile, meno radicale e ostinato nel praticare soltanto uno schema di gioco come quel 4-2-3-1 inossidabile che proponeva Rafa. “Non giocheremo soltanto con un modulo – ha detto ieri Sarri – sto provando sia il 4-3-2-1 che il 4-3-1-2, il 4-3-3 l’ho accantonato perché non si riusciva a coprire tutti i buchi che si creavano a centrocampo“. Ed è una bella notizia, Sarri (pur se Sacchiano), non cercherà a tutti i costi di imporre un solo schema di gioco, ma si adatterà anche a quelle che sono le esigenze della squadra e dei singoli calciatori. Al momento l’operazione-simpatia è partita nel segno della contrapposizione a Benitez, presto speriamo che la squadra riesca ad attirare sostegno anche per le sue prestazioni.

Queste sono le chiacchiere estive. Bei segnali, ma che lasciano il tempo che trovano. Poi toccherà al campo. Ma le sensazioni sono molto molto positive.

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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Il test contro l’Anaune Val di Non di ieri non deve suscitare entusiasmi eccessivi. Si trattava di un’amichevole di agosto, con le gambe pesanti, gli schemi ancora parzialmente compresi e contro un avversario tutt’altro che probante. Per questo, piuttosto che sperticarci in lodi nei confronti dei singoli (prendendo comunque atto di diverse prestazioni assolutamente incoraggianti), analizziamo le indicazioni tattiche che arrivano da questo match per cercare di capire in che direzione si evolverà il gioco della nostra squadra una volta completamente assorbito dai giocatori.

Il modulo di partenza alla fine è stato il 4-3-1-2 e non è cambiato per tutta la durata dell’incontro. Ciò sembra cancellare tutti i dubbi sul modulo base: con la contemporanea presenza tra i titolari di Lorenzo Insigne, Manolo Gabbiadini e Josè Maria Callejon il 4-3-3 avrebbe potuto essere una strada percorribile e il fatto che non sia mai stato adoperato è eloquente. Senza gli acciaccati Reina, Strinic e Hamsik e ovviamente Allan e Higuaìn, in porta c’è Rafael con Maggio, Albiol, Luperto e Ghoulam in difesa, Inler e De Guzman ai fianchi di Strinic e appunto Insigne alle spalle di Gabbiadini centravanti e Callejòn seconda punta.

Il gioco di Sarri non è cambiato nei suoi concetti fondamentali. Valdifiori è il vero faro della manovra: anche se esagerare con gli aggettivi può essere controproducente in questa fase, la sua puntualità nel verticalizzare è sembrata davvero impressionante. Il regista ex Empoli infatti non toccava mai la palla più di due volte e non scaricava mai ai lati, cercando costantemente il lancio, la profondità. La giocata “tipica” è quindi semplicissima: retropassaggio di una mezzala per Valdifiori che verticalizza di prima sul movimento della seconda punta in profondità, mentre la punta centrale viene incontro per creare lo spazio.

Questo tipo di giocate avanti-dietro-avanti è effettivamente una costante nel gioco di Sarri. Il movimento senza palla è continuo e ragionato, mai lasciato all’improvvisazione, in modo che gli schemi siano più fluidi possibile: sotto questo aspetto l’allenatore italiano che è sembrato maggiormente influenzare il suo gioco è Antonio Conte, un altro fautore degli schemi mandati a memoria contro l’affidarsi all’estro dei singoli. I terzini accompagnano l’azione rigorosamente uno alla volta, privilegiando la copertura piuttosto che l’ampiezza: la scelta ha senso perchè il calcio di Sarri non è avvolgente, ma sempre verticale e molto aggressivo. La sovrapposizione del terzino lo spinge a dialogare con la mezzala formando catene laterali che permettono una transizione veloce del pallone. Queste combinazioni che alternano passaggi avanti e indietro, lunghi e corti, sempre di prima sono cercate con insistenza.

In fase di impostazione bassa, Valdifiori non si abbassa tra i centrali ma forma con loro un triangolo. I centrali difensivi del Napoli non sono mai stati pressati con convinzione, ma è facile pensare che ci saranno degli errori contro formazioni più aggressive: sarebbe maledettamente utile un centrale più bravo col pallone. Quando non è possibile dare palla a Valdifiori generalmente appoggiano per un terzino; quasi mai giocano indietro sul portiere, soluzione che invece Benitez adottava spesso e volentieri, e soprattutto non fanno mai circolare il pallone da un lato all’altro del reparto senza riuscire a trovare sbocchi, preferendo sempre soluzioni verticali. Una volta completata la velocissima transizione offensiva la squadra ha cercato spesso di attaccare la difesa per vie centrali sfruttando i movimenti sincronizzati dei due attaccanti e del trequartista. È una grossa differenza col gioco di Benitez, che preferiva scardinare i reparti arretrati sfruttando gli esterni e il dribbling; ne è un esempio il bellissimo primo gol di Insigne, realizzato dopo uno scambio in velocità con Gabbiadini.

Vale la pena di spendere due parole sulla prestazione di Insigne. Il folletto di Frattamaggiore ha effettivamente giocato un’ottima partita, con tre gol in quarantacinque minuti, sembrando imprendibile per tutti gli altri; pur essendo un sostenitore della prima ora del suo schieramento dietro le punte, credo che sia però opportuno frenare gli entusiasmi. Insigne è un brevilineo, piccolo ed esplosivo, tipologia di giocatore che tende a entrare in forma più velocemente degli altri, ragione per cui ha giocato ad un ritmo diverso, così come lo stesso Mertens quando è entrato. Il belga ha mostrato peraltro di tendere ad allargarsi maggiormente a sinistra e sfruttare le sue doti nel dribbling, mentre Insigne sembra adattarsi di più alle richieste di Sarri. Come lo stesso allenatore ha detto nel dopopartita, bisognerà vedere se confermerà questi segnali quando avrà più da fare in fase difensiva.

In fase di non possesso la squadra tende a rimanere sempre molto corta e aggredire il portatore di palla, circondandolo. Considerato che questa strategia di solito paga dividendi ma ad alti livelli rischia di essere controproducente per alcuni difetti strutturali, come il dispendio energetico e la possibilità di essere elusa da ottimi palleggiatori, è probabile che contro avversari più blasonati Sarri studierà un pressing organizzato volto ad aggredire con più decisione i giocatori meno dotati tecnicamente e ad isolare invece quelli più abili privandoli delle linee di passaggio piuttosto che inseguirli a vuoto. La linea difensiva non si “rompe” con l’uscita di un centrale come accadeva con Benitez in contropiede, ma rimane sempre in posizione e alta: lo stesso Sarri ha richiamato più volte Albiol quando usciva sugli avversari. Valdifiori da parte sua pur non essendo molto fisico dà il suo contributo, uscendo coi tempi giusti quando l’avversario che porta palla è in difficoltà per ribaltare immediatamente l’azione.

Un dato molto incoraggiante è stato l’atteggiamento della squadra. Il Napoli ha continuato per tutta la partita ad attaccare direttamente la porta, senza mai fare melina; è vero che ci sono state parecchie sostituzioni (ben sette all’intervallo, praticamente un’altra squadra in campo), ma c’è da dire che i giocatori venivano da dieci giorni di lavoro fisico molto tassante che non si sono fatti sentire più di tanto: la pochezza dell’avversario non c’entra molto, vista la continuità con cui è stata espressa questa fase offensiva diretta e dispendiosa. Il nuovo Napoli è sempre diretto verso la porta avversaria, non gioca mai col cronometro, ha tecnica e finalmente degli schemi e delle transizioni davvero organizzati e mandati a memoria. Ha i campioni che possono risolvere le partite più difficili. Dovrà dimostrare soltanto di saper soffrire: al di là dello scarso valore di un test di questo tipo, questo nuovo stile di gioco ha già impressionato in positivo molti tifosi. E pensare che, secondo Sarri, è ancora “lento e blando”… Se si raggiungesse il livello di funzionamento degli automatismi toccato a Empoli, con una rosa formidabile come quella del Napoli, il potenziale è semplicemente devastante.

Nota di merito: oggi hanno giocato i giovani Luperto (titolare), Romano, Allegra, Dezi e Bifulco (autore di un gol e acclamato dai tifosi). Sarri ha già lanciato giovani come Verdi, Saponara e Rugani. Chissà che qualcuno di questi ragazzi non abbia una vera possibilità in prima squadra.

Roberto Palmieri

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È il motivo per cui vengo qui. Ci pensavo oggi mentre ero incolonnato sotto al sole cocente alla malefica uscita di Peschiera del Garda.
Per un Napoletano vivere al Nord è diverso, perché ci sentiamo competitivi e vorremmo dimostrarlo a tutti sempre ma in realtà non facciamo altro che scontrarci continuamente con luoghi comuni, maldicenze e continui atteggiamenti diffidenti che puoi cancellare solo col tempo, facendoti conoscere e non sbagliando mai.
Dimaro, oggi sembra una NAPOLI in miniatura senza mare e circondata dal verde.
Dimaro sa accoglierti con l’azzurro ovunque e con sorrisi veri perché ormai qui tifano tutti NAPOLI!
A Dimaro, sei tanto al Nord ma riesci a sentirti tanto importante… Semplicemente perché sei Napoletano.
Vi lascio qualche scatto di oggi.
Un abbraccio azzurro!

Pierfilippo Cutrì

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