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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Mi sono mio malgrado abituato al calcio moderno, certo non lo amo molto ma credo sia anche questione di età e forse di maturità. Mi esalto ancora come un bambino quando il Napoli gioca, gioisco e piango per la maglia azzurra allo stesso modo da circa 30 anni, ma d’estate da qualche anno a questa parte preferisco pensare al mare, mi guardo le amichevoli, mi piace vedere chi ha comprato il Napoli, ma del resto non me ne fotte più di tanto.

Mi rendo perfettamente che Higuain è un campione, è in assoluto il giocatore più forte che c’è in Italia, tecnicamente è fra i più forti al mondo ed è un professionista. Per quanto possiate amare l’azienda per cui lavorate, dubito che se un’azienda più grande vi offrisse il doppio, qualche premio produzione e magari condizioni migliori di lavoro e nuovi stimoli voi non firmereste il contratto dopo 10 minuti. Ecco, questo è quello che ha fatto Higuain, nulla di più e nulla di meno… Se non fosse che l’azienda per cui lavorava ha 6 milioni di persone che la amano follemente, che la considerano parte di sé stessi e che vivono per lei… E questo rende il Pipita oltre che un campione, oltre che un grande professionista, anche un po’ una lota. Ma è solo un giudizio di forma, perché la sostanza non cambia.

Il Napoli per noi è una squadra, per il presidente e per pochi altri un’azienda. Non sono uno di quelli che odia a prescindere De Laurentiis ma non sono neanche uno di quelli che lo difende a spada tratta, credo che abbia il merito di aver portato il Napoli a vivere uno dei periodi più esaltanti della sua storia, di aver creato una società economicamente stabile ma lo condanno per aver trasformato il Napoli in tutto e per tutto in un’azienda e aver quasi del tutto dimenticato cosa significa quell’SSC prima di Napoli: Società Sportiva Calcio, e di conseguenza per aver trasformato il pubblico in spettatori.

Non sono uno di quelli che si sta strappando i peli da petto per la partenza di Higuain, non mi dispiace neanche particolarmente che sia andato alla Juve, aspetto il 21 agosto per riprendere a urlare, cantare, bestemmiare e festeggiare, sapendo che uno dei giocatori più forti che abbia vestito la nostra maglia non c’è più e sperando che qualcuno possa fare di meglio… perché il punto è proprio quello: chi sarà questo qualcuno?

De Laurentiis come abbiamo detto è un imprenditore, fra il premio della qualificazione in champions e la clausola di Higuain ha in mano una cifra mostruosa e, come espresso nel titolo, le opzioni rimaste sono 3. Sarebbe un suicidio non reinvestire, almeno se vuole continuare ad essere il presidente del Napoli, e di certo non può farlo comprando un paio di nomi che tengono buona la piazza, ci vuole almeno un campione affermato, non necessariamente un centravanti, ma un giocatore che possa fare la differenza in ogni partita, non uno di quelli che risolve una partita, uno di quelli che ti dà certezze per stagione intera, più altri nomi che possano essere sostituti validi per il centrocampo titolare e magari offrire anche ulteriori alternative tattiche. Non faccio nomi, perché non servirebbe. Ma il Napoli ha l’occasione per creare una rosa competitiva per almeno altri 3 anni, non dico per vincere, perché per me non è la priorità, ma per giocare ad alti livelli e combattere fino alla fine.

La seconda opzioni è un investimento in infrastrutture e nel settore giovanile. Vi confesso che ho sofferto di più nel vedere l’A.C.D. Boys Posillipo entrare a far parte della J Academy della Juve che vedere il passaggio di Higuain. Nulla contro la scelta della scuola calcio, anzi, la loro scelta è giusta e sacrosanta e mi auguro possa offrire il meglio ai ragazzi, ma mi dispiace che il Napoli non possa e non sappia offrire un’alternativa a questo. Dopo 12 anni il Napoli si allena ancora in una struttura inadeguata a Castelvolturno, la primavera non ha praticamente una sede, il settore giovanile tantomeno, la rete di scouting è nulla e non c’è un giro di scuole calcio affiliate. Se tutti questi soldi fossero trasformati in investimenti SERI per la scugnizzeria di cui ogni tanto si riempie la bocca sarei entusiasta. Avere scuole calcio che crescono ragazzi da proporre a un settore giovanile che si allena in un centro d’avanguardia insieme alla prima squadra… avere nel giro di 5 o 6 anni una squadra che si tiene in piedi da sola e che ogni anno fa esordire ragazzi pronti alla serie A…. Sarebbe un sogno ma mai come in questo momento realizzabile.

La terza opzione? Bé, se non fa la squadra, se non fa gli impianti… fa schifo! Nulla di più e nulla di meno, voglio augurarmi che non sarà così, perché se tiene il malloppo e sparisce dubito che ci siano cinesi o sceicchi pronti a prendere il suo posto e purtroppo il panorama è povero di alternative.

Paolo Sindaco Russo

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Higuain se ne vuole andare?
Lo ha detto lui, che vuole andare alla Juve, cioè la detto il frattelo, o meglio il fratello ha detto che se ne vuole andare ma non ha detto che vuole andare alla Juve.

Ma se se ne vuole andare è meglio che se ne va, non merita il pubblico napoletano, però non deve andare alla Juve. Che poi la Juve è scema se si toglie Pogba di 23 anni per comprare uno di 30.

Ma quello è tutta una manovra, già stanno parlati, ci fanno credere che va alla Juve così non ci arrabbiamo se lo vende all’estero.

Ma ha detto Adl che non lo vende, gli devono pagare tutta la clausola, che è pure scaduta.
Ma tu veramente lo stai a sentire a quel pappone? Quella ha detto che 12 anni fa stavamo nella merda!

E gli dai torto? Non tenevamo manco i palloni! Poi ha detto a Gennaro Montuori che stava nella merda non lo ha detto a te.

Quello si vende pure la mamma figuriamoci a Higuain, meglio in C che con un presidente così. Noi vogliamo vincere.

Che poi coi soldi di Higuain facciamo il centro sportivo e rifacciamo la squadra.

Che poi Napoli e provincia bruciano e tu pienz a sti strunzat’? Tutti appresso ai pokemon vi siete rincoglioniti. Ai mei tempi andavamo appresso alla pucchiacca, altro che pokemon. Che poi Adl è un Pappone, ha messo l’abbonamento a 80 euro in più e vende pure Higuain.

Ho messo insieme un po’ di frasi a caso che sto sentendo e leggendo ininterrottamente da qualche settimana. Se la vita da tifoso mi ha insegnato una cosa è che le telenovela di mercato e le dichiarazioni di De Laurentiis servono a riempire il vuoto di notizie nel mese in cui il calcio giocato si ferma.

Non mi interessa leggere notizie infondate, non mi scandalizza l’ennessima cazzata sparata dal presidente, non me ne fotte di sapere cosa ne pensano esperti affermati e improvvisati di una situazione priva di ogni fondamento e quando fra le chiacchiere da bar mi viene chiesta un’opinione mi piacerebbe fare come la piccola Gaia, che alle insistenti domande del giornalista sul suo zainetto risponde con un tanto lapidario quanto efficace.

‘O cazz’!

Ecco, questo è più o meno tutto quello che ho da dire, nel frattempo aspetto il primo agosto per rivedere finalmente il calcio al San Paolo e magari me ne vado a mare lavoro permettendo.

Voi fate lo stesso, pure se andate a caccia di pokemon o di pucchiacca, tanto una non esclude l’altra.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it

Ci risiamo, come ogni dicembre torna nelle sale il Film di Natale e, nonostante Aurelio De Laurentiis sia il presidente del Napoli da più di dieci anni, continua a spopolare il termine Cinepanettone.

Se da una parte il presidente continua a vantarsi delle sue origine campane dall’altra insiste a mettere da parte la nostra splendida cultura culinaria a favore del dolce milanessissimo, ignorando la vastissima scelta delle dolcezze natalizie nostrane.

Cineroccocò, cinemustacciulo, cineraffiuolo ocinesusamiello? Tutti nomi bellissimi, ma quando si parla di dolci di natale gli struffoli la fanno da padrona, se poi consideriamo che su web il termine Cinestruffolo è stato già utilizzato (Qui un blog che raccoglie film comici napoletani sotto questo nome, qui un divertente video)  non abbiamo dubbi: il film di Natale sarà il cinestruffolo.

Il Cinestruffolo è sicuramente più simpatico e accattivante di cinepanettone e soprattutto è napoletano, e il buon De Laurentiis non può non tenerne conto, deve onorare gli struffoli!

Se siete d’accordo con Noi e anche voi volete combattere questa ingiustizia firmate la nostra petizione!

FIRMA QUI LA PETIZIONE!!!

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A Radio Kiss Kiss

Fonte: sscnapoli.it

“Il Comune mi sta dando a disposizione un grande cesso. Io sono Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli. Mi hanno fatto strapagare lo stadio, ma me lo dovrebbero dare gratis il San Paolo”. E’ l’ennesimo duro sfogo del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis sulla questione stadio San Paolo. “L’affitto che chiede il Comune è stratosferico, l’ha detto il Coni interpellato dal Comune per stabilire i parametri economici”, aggiunge il patron azzurro a Radio Kiss Kiss. “Ho portato il Napoli per sei anni consecutivi in Europa e tutta la ‘monnezza’ della napoletanità non di livello l’abbiamo ammortizzata nel mondo con l’immagine del Calcio Napoli che è diventata la sedicesima squadra a livello mondiale, lo dice il Ranking. Milan, Lazio e Roma sono molto lontane dal Napoli”, ricorda ancora.

Per De Laurentiis “questi risultati sono arrivati nonostante la schifezza della schifezza, della schifezza della straschifezza del San Paolo che ci viene dato in concessione il giorno dell’evento, il Napoli non è responsabile dell’intera manutenzione, ma solo del prato dove si gioca. Prato definito come il migliore d’Italia. Il Napoli quando interviene sa lavorare, altrimenti non sarebbe da sei anni costantemente in Europa. Giocare in uno stadio dove mi vergogno di andare, e chiedo scusa ai napoletani, dove non ci sono i bagni e c’è sempre un problema è grave”. Un grido di dolore quello lanciato dal presidente del Napoli. “Quando entro allo stadio sento le vibrazioni dei tifosi e non mi ci fanno pensare. Vi prego di capire e di comprendere il mio disagio quando vengono delle squadre straniere da noi. L’altro giorno c’era Andrea Agnelli, abituato allo Juventus Stadium, è normale che entrando al San Paolo rimane smarrito”, dichiara.

Quindi l’attacco al sindaco De Magistris. “C’era un impegno sacrosanto verbale del sindaco di darmi una convenzione ponte dal 1 agosto per far sì che questo progetto andasse avanti. Non mi resta niente, ci resta una convenzione che scade il 30 settembre. Come faccio ad investire altri 20-30 milioni nei giocatori a gennaio? Mi viene voglia di vendere tutti i miei giocatori”, attacca ancora. Quindi De Laurentiis avverte: “Se entro il 31 ottobre se non ho una convenzione ponte, quanto è vero Iddio il 2 novembre dichiarerò il de profundis del San Paolo con la morte nel cuore e mi vado a cercare un terreno e vado a costruire subito. Stadio nuovo? Volevo ristrutturare uno stadio facendolo più bello che nuovo. Bisogna ripartire da una Napoli vincente e seria”.

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“Guagliu’, vuie site uommene! Stateme a sentí. Ccà sta ’a ggente: ’o munno. ’O munno cu’ tutt’ ’e llegge e cu tutt’ ’e diritte… ’O munno ca se difende c’ ’a carta e c’ ’a penna. Domenico Soriano e l’avvocato… E ccà ce sto io: Filumena Marturano, chella ca ’a leggia soia e ca nun sape chiàgnere”. Parla Filumena Marturano, ma queste parole avrebbe potuto proferirle anche Aurelio De Laurentiis. La clamorosa trattativa di Soriano, sfumata per motivi burocratici, mi ha ricordato infatti un altro Soriano, Don Domenico: il protagonista di una delle più celebri commedie di Eduardo.
Il colpo di mercato per il Napoli è sfumato all’ultimo minuto perché il club partenopeo non ha fatto in tempo a depositare in Lega i contratti. Un club, quello azzurro, che – per dirla con Filumena – “conosce solo la legge sua, non quella del mondo”. Quel cognome, Soriano – per citare invece Don Domenico – “non si poteva smentire”. Era forse destino che dovesse finire così. Nonostante poi, almeno nella commedia eduardiana, il lieto fine dopo tanti travagli si realizza con il matrimonio tra Dummì e Filumena. Questa volta il matrimonio non c’è stato. Il Napoli conosce solo la legge sua, quella che non fa depositare i contratti. Ma, al di là della legge e della burocrazia, mentre tutte le emittenti e i siti web parlavano soltanto della figuraccia del Napoli, l’errore forse più grande è stato quello di non far intervenire nessuno per spiegare le cose come erano andate. Non un tweet, non un comunicato, nessuna dichiarazione ufficiale. Mentre il club azzurro incassava, come un pugile nell’angolo, le critiche e le risatine dell’Italia mediatico-pallonara.
Tutto questo si aggiunge a tanti altri casi in cui il club azzurro ha manifestato palesi difficoltà nella propria comunicazione d’impresa. Oggi, nell’epoca dei social media, è un aspetto assai più grave della sconfitta contro il Sassuolo o il pareggio contro la Samp. Persino salumerie, parrucchieri, macellai, fruttivendoli oggi sono costretti dalla concorrenza non solo a vendere prodotti di qualità, ma a saper comunicare. Perché sempre più spesso l’immagine conta quasi più della sostanza. Un club che negli ultimi anni è stabilmente tra i primi venti di Europa non può permettersi queste figuracce. Lo diciamo muovendo una critica, senza accodarci a quel pericoloso accanimento che pure registriamo nei confronti di De Laurentiis.
Va bene conoscere la legge propria, ma a tutto c’è un limite. La legge del mondo, la legge della comunicazione soprattutto, non ammette certe approssimazioni. Mi si farà notare che proprio ieri anche il Real Madrid di Benitez non ha concluso al fotofinish la trattativa per De Gea a causa di intoppi burocratici. A Madrid però se ne faranno una ragione, probabilmente. “Dummì, sto chiagnenno”. Ma, a differenza della strepitosa Filumena, nunn è bello chiàgnere.

Valentino Di Giacomo

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Stadio San Paolo

C’è uno splendido romanzo che segnalo agli appassionati di “noir”. Si intitola “A sangue Freddo”.
Si tratta della trasposizione giornalistica di un fatto di sangue realmente accaduto negli USA negli anni ’50. L’autore era Truman Capote, uno scrittore che si era sempre occupato di cose frivole ed aveva fino ad allora scritto racconti e commedie brillati (fra tutte la celebre “Colazione da Tiffany”), e che dopo aver riportato fedelmente la narrazione di quel tragico evento non fu mai più la stessa persona. Qualche anno, fa da quella narrazione, cioè, non dal fatto di sangue in se , ma da quella che fu la vita di Capote dopo aver scritto quel romanzo, fu tratto un film intitolato appunto “Truman Capote, a sangue freddo”: Sarà un caso, ma poco dopo aver interpetrato quel film, e vinto l’Oscar nel 2005 quale miglior attore protagonista, il magnifico Philip Seymour Hoffman, morì suicida. Questo per dire che ci sono dgli avvenimenti che sconvolgono la vita delle persone.

Per noi tifosi del Napoli è presto per parlare di sconvolgimenti, anche perchè siamo già abbastanza sconvolti. Veniamo da cento e passa gol subiti in due anni. Cosa volete che siano due gol in una sola partita. Si, lo so, Reina è stato il migliore in campo. Ma lui è stato preso per questo: una volta tanto che si fa una cosa giusta. Anche se la cosa giusta sarebbe stata di non lasciarlo mai andare via.

A ovest nulla di nuovo, tanto per citare un altro celebre film. Con chi ce la vogliamo prendere? Con Maggio che non sa fare la diagonale? Con Sarri che non lo butta fuori e sposta Hysaj a destra (a sinistra sembrava un pesce in barile alla mercè di Berardi) e sostituirlo su quella fascia con Strinic, che se va in panchina – Santoiddio!- si suppone possa essere in grado di giocare almeno un tempo? Se fossi colpito da improvviso ed alquanto improbabile benessere, tanto da potermi permettere l’acquisto di una villa da ristrutturare in riva al mare, con chi me la dovrei prendere se poi me la ristrutturano manc ‘a chiavica? Col fravecatore che non sa fravecare i muri? Col pittore che non sa pittare le pareti? Col carpentiere che non sa inchiovare le chiancarelle? Certo molte colpe sarebbero del direttore dei lavori, ‘o ‘ngigniere, come si dice dalle nostre parti. Ma il maggiore responsabile resterebbe l’appaltatore. Con l’aggravante che l’appaltatore te lo puoi scegliere, il presidente di una squadra di calcio te lo puoi solo tenere. Con tutti i suoi difetti. Con tutte le sue balle. Con tutte le sue contraddizioni. Con tutte le sue menzogne. Si menzogne! Con tutte le sue chiazzate a ripetizione. Con tutte le sue continue dichiarazioni di guerra contro tutto e tutti. Senza avere però le palle (intese non solo come munizioni) per combattere le battaglie.

Come fruitore ultimo di questo scempio, di una cosa però sono preoccupato: ieri non mi sono nemmeno incazzato più di tanto. L’anno scorso non ci avrei dormito, sarei stato male per tutta la settimana. Oggi la sconfitta di Sassuolo (cazzo di Sassuolo!) mi è quasi già scivolata alle spalle. Non a caso quest’anno, per la prima volta da quando esiste la pay tv, non ho ancora deciso quale sia il male minore tra Sky e Mediaset Premium. Sarei tentato di mandare tutti affanculo e andare a mangiarmi i soldi risparmiati da Giuseppone a mare, avendo da tempo scartato l’ipotesi di un abbonamento da Natascia. E poi mi sono scocciato di vedere le facce contrite degli ex napoletani privati dalla gioia di poter esultare dopo aver segnato un gol. Dopo Floro Flores non vorrei che la nostra difesa desse un dispiacere pure a Denis e Quagliarella. Senza contare che adesso c’è anche Zapata pronto ad allungare la lista degli scienziati per una notte.

Pasquale Di Fenzo

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Foto di Daniele Pesaresi https://www.flickr.com/photos/danielepesaresi/3364269585/in/photolist-68hL92

10 Agosto 2015 Anche quest’anno, per la notte di San Lorenzo, saremo tutti con gli occhi al cielo per ammirare lo spettacolo delle stelle cadenti, alle quali affidare i nostri desideri. Questo è un anno fortunato perché, nel giorno di massimo (il 13 agosto), sono previste circa 50 meteore per ora. Terminato quest’incipit romantico fatto per attirare il vostro animo tutto “I love you”, eccovene uno scientifico (quello che vi tengono volutamente nascosto!). Vi avviso, non leggete se volete continuare a sognare. Sarò nuda e cruda. Ehm… si dice così? Come ogni anno di questi tempi, nel suo giro intorno al Sole, la Terra si trova ad attraversare una zona dello spazio occupata da detriti. Questi, che non sono altro che polveri e rimasugli di una cometa (una vera però, non quella che mettete sul Presepe a Natale), quando cadono sulla Terra sembrano provenire da una zona del cielo dov’è ubicata la costellazione di Perseo e per questo prendono il nome di Perseidi… non so, magari anche qualche tg o qualche giornale è andato oltre la prima parte romantica e avete già sentito questa parola. I detriti, a contatto con l’atmosfera terrestre si trasformano in oggetti incandescenti e sembrano appunto “stelle cadenti”. Dunque, chiarito il fatto che state per affidare i vostri desideri più reconditi ad un indeterminato quanto anonimo rimasuglio spaziale, voglio darvi un suggerimento per vederlo, almeno. Le previsioni, come già anticipato, sono di una cinquantina di oggetti per ora nel giorno di massimo ma le Perseidi saranno visibili per tutto il mese. Queste stime dipendono dalla zona in cui vi trovate. Nel senso che: ci saranno una cinquantina di stelle cadenti per ora ma se vi mettete sotto ad un palo della luce, probabilmente non ne vedrete neanche una in tutta la nottata. Non vi consiglio neanche di stare in prossimità di una città. Dovreste trovare una zona poco o per niente illuminata ma visto l’inquinamento luminoso di Napoli e provincia potrebbe risultare impossibile. Consiglio: tenete il vostro desiderio pronto a portata di mente perché la vostra bella e un’unica stella cadente potrebbe apparire e sparire in un attimo e, sono sicura, non potete permettervi di farvi trovare impreparati.

10 Agosto 2014 In due luoghi diversi ma non troppo distanti, due uomini scrutano il cielo in attesa di esprimere un desiderio. Il primo: “Sono nervioso. Presidente, io ho bisogno de un giocatore forte. Perché non me lo compri un giocatore forte. Io come faccio a vincere campionado con questa equipo senza giocatore forte. Come faccio a passare preliminari Champions senza giocatore forte. E non lo puedo prendere nunca dalla cantera, dal settore giovanile. Es poco curato. Ecco il mio desiderio per questa notte. Un giocatore grande como Messi, Maradona, la mano de Dios. Ci può stare. E tutto andrà bene. L’idillio continuerà.” Il secondo: “Domani gli dico che farò l’affare dell’anno. Così lo tengo ancora legato. Questo invece di pensare ad allenare sti ragazzi che non si reggono in piedi, pensa a come deve farmi spendere dei soldi. Ma che me ne importa a me dello scudetto, una bella qualificazione diretta alle Coppe e il bilancio è salvato. Ecco il mio desiderio: allena e stai tranquillo che al calciomercato ci penso io. Eccome se ci penso io. Come penserò al settore giovanile. Perché nessuno capisce che in Italia è tutto gestito da vecchi? Bisogna riformare tutto! Pure il calcio! E tutto andrà bene. L’idillio continuerà.” Due uomini, un unico desiderio: che l’intesa tra di loro continui per parecchi anni a venire. Due uomini e lo stesso cielo notturno da scrutare e in cui avvistare la stella cadente a cui affidare questo desiderio, proprio lì, in piena città, nelle vicinanze del San Paolo illuminato. Proprio lì, in quel cielo così densamente inquinato che sarebbe facilissimo scambiare un aereo per una stella cadente… Ora, rileggete il consiglio che vi ho dato nella prima parte di quest’articolo. Non vi sembra che il fallimento della coppia DeLa-Rafa fosse già scritto nelle stelle (cadenti)? Due uomini. Un unico desiderio. Una sola stella cadente. Quella sbagliata.

Clementina Sasso

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Morandi Soldato Innamorato

Tutti noi che collaboriamo con questo sito amiamo definirci Soldati Innamorati, il motivo è molto semplice e credo anche facilmente comprensibile ai nostri lettori: siamo innamorati della nostra città e del suo popolo e siamo soldati che la difendono con le armi che ci ha messo a disposizione la napoletanità stessa: cultura, ironia, bellezza e poesia.

Bisogna essere Napoletani per essere dei Soldati Innamorati? Decisamente no!
Innamorarsi di Napoli non è difficile, anzi potremmo dire che per chi conosce Napoli esistono due opzioni: o la ami o la odi. Tante persone che ci sono venute per poco tempo se ne sono innamorate, Goethe e Stendhal, solo per citare due nomi su tutti, hanno scritto potentissime dichiarazioni d’amore alla nostra città.

In epoca più recente c’è poi una persona che non ha mai perso occasione di dimostrare il proprio amore verso Napoli e la sua cultura e ha così palesato di essere un vero Soldato, difendendo la città come avrebbe fatto qualunque napoletano, anzi, forse con più coraggio.

Quando durante la partita Bologna-Napoli ebbe la bellissima idea di proporre prima della partita la meravigliosa Caruso cantata da Lucio Dalla, scomparso pochi giorni prima, per dimostrare quanto Napoletani e Bolognesi fossero vicini, alcuni tifosi rossoblu pensarono bene di fischiare la voce di Dalla e insultare i napoletani e la stessa memoria di Lucio con i soliti cori che conosciamo tutti.

La reazione di Gianni Morandi fu esemplare e perentoria, se solo Tosel o chi per essi avesse lo stesso coraggio forse gli stadi sarebbero posti migliori. Gianni dalla sua seguitissima pagina Facebook non solo se la prese con chi aveva fischiato:

Non so quanti fossero ieri quegli incivili, capaci di un simile comportamento, razzista ed offensivo, spero fossero pochi, ma certamente io non mi riconosco in loro, che oltraggiano la figura di Lucio e insultano gli avversari con questa maleducazione deficiente“.

Ma prese anche la decisione di dimettersi da presidente onorario del Bologna:

Essere il presidente onorario, anche se è una carica simbolica e forse inutile, non mi piace più“.

Parlando di Maradona diciamo che chi ama non dimentica, parlando di Gianni Morandi possiamo dire che chi è amato non dimentica, e noi Napoletani vogliamo ringraziare Gianni per il suo affetto e non potendolo fare prima (il giornale esiste da meno di un mese) nominiamo Gianni Morandi Soldato innamorato honoris causa!

Fra tutti i premi e riconoscimenti vinti, il nostro sicuramente non vale nulla, ma è una dimostrazione di affetto che sentiamo di dovergli, inoltre ci impegniamo, qualora volesse, a migliorare la sua pronuncia napoletana che a giudicare dal clippino in cui canta il pezzo di Rocco Hunt non è delle migliori.

Paolo Sindaco Russo

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Allenamento Ritiro Dimaro 2015 Foto di Pierfilippo Cutrì

Eccoci qua, come ogni anno De Laurentiis a Dimaro non resiste a fare i suoi proclami e anche quest’anno, in modo meno diretto  il presidente ha tenuto a far sapere ai tifosi che “Abbiamo messo due volte sulla maglia il tricolore della Coppa Italia, adesso vogliamo vincere qualcos’altro.”

Certo, chi lo nega che dopo le Coppe Italia e la Supercoppa anche noi tifosi vogliamo vincere qualcos’altro? Ma un conto è che noi tifosi invasati ci speriamo, un conto è che il presidente lo dichiari. Come ho detto più volte Sarri ha la mia fiducia, la rosa con pochi innesti e, soprattutto, senza cessioni importanti può senza dubbio diventare competitiva ma questo non basta a poter puntare in alto e ancor di più non è sufficiente perchè un presidente faccia certe dichiarazioni.

Già a luglio 2012 aveva dichiarato “Voglio vincere lo scudetto” e se non ricordo male non lo abbiamo vinto, ma forse è la mia memoria che si sbaglia, e i proclami sono arrivati fino allo scorso anno quando dichiarò apertamente che avremmo lottato per lo scudetto fino all’ultimo.

Non sono uno di quelli fedeli alla litania del “Pappone posa i soldi” ma questo non vuol dire che io sia un sostenitore del presidente. Anche se sono il più invasato dei tifosi ogni tanto riesco a giudicare le cose basandomi sui fatti. De Laurentiis ha sicuramente dei grandi meriti e difficilmente il Napoli potrà trovare un presidente migliore (al di là di ipotetiche cordate cinesi e di fantomatici sceicchi), ma è anche vero che il Napoli di #ADL sembra essere arrivato a un punto che difficilmente supererà. E, a pensarci bene analizzando i numeri, è comunque il livello che mediamente il Napoli ha occupato nella sua storia (fatto salvo il Napoli di Maradona). Non parlo di risultati, perchè negli ultimi anni abbiamo visto 3 trofei, un secondo e un terzo posto e una semifinale di Europa League (e pochi si rendono realmente conto della portata di questo evento), ma probabilmente con un po’ di fortuna e molta attenzione in più possiamo realmente vincere qualcosa di importante, ma sarà un caso, un bellissimo caso, un caso che aspetto da 25 anni, un caso che mi porterà a festeggiare in strada per qualche settimana, ma pur sempre un caso.

Sarà un caso perchè fra le tante promesse fatte da De Laurentiis, c’era la famosa scugnizzeria e invece il Napoli in 11 anni ha prodotto di rilevante solo Insigne (ma la mano di Zeman prima e Benitez poi è stata fondamentale) e altri ragazzi talentuosi non sono sfruttati a pieno. Così come i famosi acquisti di prospettiva di certo non hanno reso quello che ci si aspettava, se con Vargas almeno si è rientrati nella spesa grazie ai prestiti Radosevic rimane uno dei tanti fallimenti di uno scouting pressoché inesistente.

Fra le tante promesse c’erano le infrastrutture, e se per lo stadio c’è l’attenuante (o la scusa?) dei mancati accordi con il comune, per il centro sportivo di certo non a livello di una squadra di dimensione europea attenuanti non ce ne sono, anzi, c’è l’aggravante di una Primavera che praticamente cambia stadio e campo di allenamento ogni stagione e che non lavora con la prima squadra.

Mai come quest’anno, nonostante la grande ammirazione che ho per Sarri e nonostante creda che Giuntoli sia una persona di grandissimo valore, ho la sensazione che si stia ragionando alla giornata, che non ci sia quel minimo di programmazione necessaria a puntare un alto.

Per quanto riguarda il “pos’è sord’” la penso come Sarri: non è con il mercato che si risolvono i problemi, ma con il lavoro. Serviranno di sicuro giocatori di qualità e con determinate caratteristiche per ogni ruolo. La resa di un giocatore nuovo è soggetta a tante di quelle variabili che spesso anche comprare un campione di comprovata esperienza può non rendere quanto sperato, il prezzo non fa il valore di un giocatore e spendere soldi non è sempre garanzia di qualità. Ricordate i fantomatici 18 milioni per Inler? Se andate a rivedere i forum dell’epoca tutti (e non potete negarlo) prendevano per il culo la Juve per aver preso Vidal che non conosceva il campionato Italiano. 

Pierfilippo in un articolo si domandava Chi sostiene il presidente? Io non sono fra quelli, io sostengo il Napoli. Trovo inutili le polemiche e credo che noi tifosi dovremmo concentrarci di più a sostenere la squadra, ma è innegabile che il presidente dovrebbe cercare di essere meno imprenditore di spettacolo e più imprenditore sportivo per creare un grande Napoli. Ma soprattutto dovrebbe limitarsi con le promesse, perchè lo promesse sono la base (corna facendo) delle delusioni.

Paolo “Sindaco” Russo

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De Laurentis Ritiro Dimaro 2015 Foto di Pierfilippo Cutrì