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Il 15 ottobre è la giornata di consapevolezza del lutto prenatale e perinatale. Ottobre è il mese in cui le associazioni di volontari che offrono sostegno ai genitori per superare il lutto della morte di un bambino prima del parto o nei primi giorni di vita, si confrontano e condividono le loro esperienze promuovendo in tutto il mondo una serie di attività coordinate.

Per tutta la giornata del 15 Ottobre un’onda di luce attraverserà il globo: alle ore 19 (in Italia), e per un’ora, accenderemo delle candele in modo che, per via dei fusi orari, il Pianeta sia illuminato. Si tratta di un modo simbolico per sentirsi idealmente uniti con molte altre persone nel Mondo, accomunate da un lutto che invece abitualmente isola: la morte di un bambino.

Giornata della consapevolezza perchè non è vero che un bimbo che non ha respirato, o che lo ha fatto per pochi minuti, o poche ore, non debba essere riconosciuto come FIGLIO di quella coppia che troppo presto l’ha dovuto salutare; perchè non è vero che la morte in utero è rara (in media, 5 bimbi al minuto, nel mondo!); perchè un lutto riconosciuto (e, purtroppo, il lutto di una coppia che per mef o per itg perde il proprio figlio, non è considerato tale dalla maggior parte dei loro familiari ed amici, che pensano di consolare affermando “meglio ora che dopo“, “ora pensate a farne un altro“, “pensate all’ altro/ agli atri figli che avete“) ed attraversato è un lutto che non si complica, con buona pace degli operatori non specializzati che affermano- e questo è successo a noi!- “ora vivete il dolore come sentite, ma se, dopo sei mesi, continuerete così, interverremo“, senza considerare che il lutto prenatale e perinatale si attraversa in un periodo che va da un MINIMO di sei mesi ad un massimo di due anni, alternando fasi di benessere a ricadute in periodi più difficili (penso alla data in cui la gravidanza si è interrotta, a quella della data presunta del parto, a quella del parto di neonati prematuri che vola via, a quella del parto abortivo indotto, a quella del l’ecografia in cui si è evidenziata la malformazione che ha poi condotto all’itg).

Poter condividere i passi del lutto senza doversi occupare di nascondersi o di negare la propria esperienza di perdita, rende il processo più semplice. Ed è proprio in quest’ottica che il 15 ottobre diventa data fondamentale: essere consapevoli significa trovare spazi di sostegno e condivisione, significa lasciare che il lutto faccia il suo corso (non a caso, dico sempre che lo sto attraversando), fare in modo che il lutto stesso dia un momento di svolta e maturazione.

Nella nostra società si tende a banalizzare il lutto, come ad esorcizzare perdita e dolore. Ciò però è controproducente: il lutto è un percorso dinamico e infatti, proprio mentre si impara ad accettare questa nuova realtà della perdita, aumentano consapevolezza e capacità di affrontare esperienze dolorose; il dolore via via di attenua e si riprende a vivere, colmando i vuoti ed integrando il passato al presente. Anche il rapporto col figlio che non è tra le nostre braccia si evolve e matura: si sviluppa una nuova relazione col bambino perduto. Si affievolisce il dolore, o meglio, si impara a conviverci, e si trasforma in estrema nostalgia ed infinito amore. Il 15 ottobre, a Napoli, in Piazza Dante, CiaoLapo onlus, la prima associazione in Italia ad occuparsi di sostegno alle famiglie orfane dei propri figli, ha organizzato un evento per celebrare il Babyloss Day Awareness. Il programma è il seguente: Ore 16 banchetto informativo Ore 17 animazione per bambini, balloon art, costruiamo insieme una farfalla con la tecnica dell’origami Ore 17.30 lancio di palloncini con i nomi dei bimbi meteora Ore 18.30 fiaba animata con pupazzi, per bambini e adulti Ore 19 onda di luce.

Luisa Sorrentino