Tags Posts tagged with "polonia"

polonia

0 2449

Dal nostro inviato a Mosca

Il polverone scatenato dalla trasmissione Rai “Parliamone sabato” sulle fidanzate dell’est Europa, oltre ad essere stupido, indice di razzismo e orientalismo su cui si potrebbero a lungo citare Frantz Fanon e Edward Said, non tiene conto di un fatto: quanto elencato dai poco scrupolosi autori del programma non corrisponde a verità. E qui non parlo di quante meravigliose donne qui siano delle vere professioniste dei propri settori, riescano a insegnare, curare, dirigere con grande abilità. No, vorrei andare a smontare gli odiosi stereotipi della trasmissione. Non inizio nemmeno dal punto 2, dove si vede che non si è mai stati in Russia o in Polonia: il concetto di “abiti per casa” (домашняя одежда) esiste e per uomo e per donna. Ecco la mia rettifica semiseria.
Il punto 3: non sono gelose, e io sono biondo e magro. Ho avuto sceneggiate degne di Regina Bianchi per aver scambiato due chiacchiere con colleghe; un mio caro amico, per venire a farsi un paio di birre con me e un altro moscovita partenopeo, si è visto piombare l’allora partner in birreria per “controllare”.
Prendiamo poi il punto 4, dove si legge che “sono disposte a far comandare il proprio uomo”: chi scrive conosce personalmente illustri colonnelli delle Forze Armate russe, esimi accademici, egregi medici, tremebondi di fronte all’ennesima ramanzina della Nadya o Tanya di turno. D’altronde, non è sorprendente, in una situazione sociale dove negli ultimi venticinque anni il numero di divorzi è aumentato, e dove la “femminilizzazione” della famiglia è argomento assai studiato; inoltre, quanto asserito dal programma presenta uno stigma di certo poco positivo.
Il punto 6 poi è fantascientifico: non hanno mai assistito a capricci, polemiche, che spesso non sono legate a dinamiche di relazioni amorose. Chi scrive più volte ha visto quanto sia difficile, per un’impiegata o collega donna, ammettere di aver commesso un banale errore.
Insomma, non solo razzista, sessista e patriarcale ma anche bugiardi. Complimenti al servizio pubblico, e non fate le valigie: qui non troverete geishe ubbidienti e innamorate di voi, come siete chiaviche là, lo sarete qua, mai però quanto gli autori di quella trasmissione.

Giovanni Savino

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER@SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 2512

Radiografia degli ultras

Non serve praticamente a nulla la partita di stasera tra Napoli e Legia Varsavia. Eppure, nonostante tutto, la scorsa notte si sono registrati scontri tra napoletani e polacchi. Le cronache raccontano di 16 arresti, 14 feriti tra cui 9 agenti delle Forze dell’Ordine.

Ormai le partite sono il pretesto per fare a mazzate. Non è una novità, non è una notizia. Non si può chiamarli tifosi, non perché non lo siano. E’ che sono prima teppisti, disadattati, incivili. Lo stadio e gli eventi sportivi sono solo il pretesto.

Questi soggetti non sono la maggioranza della tifoseria, anzi, sono pochi e isolati. Fanno solo più rumore. A Napoli poi è fortissimo l’intreccio tra il mondo ultras e la delinquenza di ogni tipo, anche di stampo camorristico. Alla prima in casa stagionale contro la Sampdoria in Curva A ci fu pure un accoltellamento. Ero lì allo stadio: circa 5000 persone restarono a guardare quello che combinavano una maniata di deficienti.

Non appartengono al mondo del calcio questi personaggi, sono laterali. Gli stadi e quello che c’è intorno sono soltanto il pretesto, il palcoscenico designato per fare un po’ di macello. Ragazzini dai 14-15 anni in su che giocano a sentirsi uomini in questo modo, visto che per il resto dei giorni sono il nessuno generalizzato. Gente invisibile che esiste solo in queste occasioni: quando siti e giornali riportano le loro gesta e si fa la corsa a pubblicare foto e video di questi scontri. E’ possibile incontrarli pure al centro storico quando camminano la sera in gruppi di 15-20 persone solo per spaventare i passanti con canti e spintoni. Vivono e cacciano in branco, da soli sarebbero nessuno. Magari qualcuno di questi guagliuncielli va pure bene a scuola, ma in gruppo si trasforma e fa il tipo con la capa spostata che si porta assai.

La camorra al San Paolo ci sta da sempre. Questi episodi non sono afferibili però alla malavita organizzata. Sono solo dei delinquenti organizzati che giocano a fare i guappi bardandosi di sciarpe e bandiere. Se chiedete ad uno di questi chi era Zurlini, Panzanato o Mistone non sanno nemmeno chi siano, perché non sono tifosi.

Non è così soltanto a Napoli, anzi la nostra città, per una volta, non è neppure l’epicentro di questo genere di fenomeno. In tutta Italia e in Europa è cominciato questo gioco di “fare gli hooligans”, gli ultras di “mentalità” da diversi anni. Quasi ogni tifoseria ha i suoi imbecilli delinquenti. Spesso si danno appuntamento su internet e si incontrano nelle stazioni di servizio, nelle stazioni ferroviarie, anche in qualche posto sperduto e si prendono a mazzate. Ci sono codici che vietano le armi eppure le ferite di coltello non sono rare in questi scontri. Si gioca con i gemellaggi, quelli del Legia ad esempio sono gemellati con i tifosi della Juve. Si fanno gemellaggi non per senso sportivo, ma per procurarsi altri nemici con cui scontrarsi.

Sono estranei al mondo del calcio. Ma il mondo del calcio nulla fa per modificare lo stato delle cose. I club difficilmente ne parlano. Sono affari che riguardano lo Stato. E nulla si fa nemmeno sotto il profilo dell’educazione allo sport, della civiltà, del vivere contrapposti ma rispettandosi. La Lega Calcio o la Figc se ne fregano. Meno se ne parla meglio è.

Per tanti anni il San Paolo è stato un luogo di colori, di folklore, di sfottò. Allo stadio ci si poteva andare con i bambini che al massimo sarebbero ritornati a casa ripetendo qualche parolaccia. Oggi il folklore non deve esistere, non si possono nemmeno cantare cori per i singoli calciatori perché sono “mercenari”. I cori per Higuain partono dalle tribune perché in curva si violerebbero i codici di questi quaqquaraqquà.

Vedere questi personaggi mi ha allontanato dallo stadio. Io che per il Napoli ci campo e che la curva era casa mia. Non si può ignorarli. Perché, come me, chissà quanti ce ne sono che allo stadio ormai ci vanno malvolentieri proprio per non incrociare questi personaggi e subire i loro assurdi diktat. Per non parlare di quella bruttissima sensazione che ti prende quando ripensi alla bellezza di quello stesso stadio appena 15 anni fa, quando il Napoli era in B e con i gol di Schwoch volava in A in un San Paolo colorato e sempre pronto a sostenere la maglia e i calciatori nella buona e nella cattiva sorte. E oggi che il Napoli ottiene tra i migliori risultati della sua storia dobbiamo andare in uno stadio che è solo gremito, ma che spesso non è capace di fare il tifo. E per di più non sa divertire e non si diverte.

Ci sono tante forme di guerra nel calcio di oggi, gli scontri tra napoletani e polacchi per una partita che non vale niente, raccontano solo una parte della brutta aria che si respira nei nostri stadi.

vDG

@valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore, della fonte e del LINK, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 1035
Striscione del battaglione Azov, composto di volontari d'estrema destra, durante Dnipro-Napoli

Dal nostro inviato a Mosca:

Lunedì mattina, momento già critico per chi scrive (la combo lunedì e mattina poi è micidiale), e tra le pagine Facebook di alcuni amici russi una notizia assurda ma non troppo, per chi ha un po’ di dimestichezza con le tifoserie dell’Europa orientale: dopo l’aggressione a quattro tifosi inglesi (colpevoli di essere neri) del Chelsea all’Olimpico di Kiev durante il match con la Dinamo, il direttore dello stadio ha proposto di istituire un settore riservato ai tifosi di colore. Sì, avete capito bene: a 21 anni dalla fine definitiva dell’apartheid in Sudafrica, e a 60 dal boicottaggio dei bus a Montgomery negli USA, la divisione per colore della pelle sembra tornare in Ucraina. Ma gli ultras della Dinamo Kiev non sono soli in questa odiosa caccia al nero: a Pietroburgo le frange più radicali della tifoseria dello Zenit non vuole giocatori “africani” in squadra, e nel 2011 dagli spalti dello stadio Petrov volarono banane all’indirizzo di Roberto Carlos, allora giocatore dell’Andzhi. Un anno dopo, un gruppo di ultras della città russa uscì con un comunicato dove si affermava come non sarebbero mai stati accettati giocatori gay o di colore tra le fila dello Zenit. In Russia, paese dove si celebra ogni 9 maggio la vittoria sovietica sul regime nazista, gruppi con svastiche e celtiche sono presenti praticamente in ogni tifoseria, e le aggressioni razziste contro immigrati dell’Asia Centrale e “diversi” di ogni tipo sono spesso e volentieri commesse dai cosiddetti futbolnye fanaty.

In Polonia, altro paese che ha subito distruzioni immani durante la Seconda guerra mondiale, nel centro di Varsavia non è raro trovare celtiche, sigle del Ku Klux Klan e altri graffiti razzisti a firma dei supporter del Legia Varsavia, che si sono introdotti anche recentemente nel nostro amato San Paolo. Altri fenomeni di xenofobia sono presenti in quasi tutte le curve dell’Est europa, e l’odio verso i “neri” spesso si intreccia alle storiche ostilità interetniche di tutti contro tutti: russi contro polacchi, ucraini contro russi e polacchi, ceceni contro slavi, ungheresi contro romeni e slovacchi, bulgari contro turchi, albanesi contro serbi…

Il razzismo odierno è sempre la paura dell’altro, il terrore di perdere qualcosa. E il gioco più bello del mondo si trasforma in un’occasione per regolare conti irrazionali e ingiustificati. Le tribune per i tifosi di colore, però, potrebbero essere anche rivendicate da alcuni gruppi italiani, sempre pronti a invocare il Vesuvio e a bollare noi napoletani in ogni modo. Pensateci, e abbiatene paura.

Giovanni Savino

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 811

Maurizio "Sarx" alla conquista della Polonia

Come consuetudine eccoci alle pagelle del frizzantissimo gruppo Facebook “Didì, Vavà, Pelé site ‘a uallera ‘e Canè”. Questa settimana è toccato di stilare le graduatorie di Legia Varsavia – Napoli a Giovanni Abbatecola. Una rivisitazione del match in chiave storica che merita davvero gli elogi di Soldato Innamorato!

Alla notizia dell’arrivo del Napoli a Varsavia, vedendo chi li allenava, i polacchi hanno esclamato:” Cazzo! Sono tornati i comunisti!”. La paura è aumentata quando i giocatori di lingua spagnola, Pipita, Pepe, Callejon, Albiol e Lopez, intervistati sulla partita hanno auspicato la vittoria gridando: “Hasta la Victoria siempre!”. A quel punto hanno riposto le immagini di Papa Wojtyla e hanno rispolverato quelle di Lenin e Stalin. Entrato in campo l’allenatore Sarx ha chiesto, chiudendo le dita della mano, alla difesa di stare chiusi, gesto male interpretato dal pubblico che ha risposto con il pugno chiuso. E noi fedeli a questo richiamo rispondiamo: ”Cazzeggiatori di tutto il mondo, UNITEVI!”.
All’ingresso vedendo striscioni e sciarpe tricolori i giocatori napoletani capiscono di giocare fuori casa.
Uno spettro si aggira per il campo… la sfiga di Gentili e Marchegiani!
Un primo tempo accademico e francamente più noioso di Delitto e Castigo di Dostoievskij. Un secondo tempo decisamente più brioso soprattutto dopo il primo goal quando la difesa a “pugno chiuso” polacca si apre di più.
GABRIEL Il compagno portiere praticamente inoperoso per tutto il primo tempo (un’uscita al 32° e qualche parata facile sui tiri dei troppo scarsi attaccanti polacchi) ne approfitta appoggiandosi al palo per rivedersi comodamente “Il Manifesto del Partito Comunista” di Marx ed Engels. Nel secondo tempo un po’ di lavoro in più in quei 10 minuti di sfuriata dei polacchi dopo il goal del Napoli. Esce e da sicurezza. VOTO: 6.5
KOULIBALY Impone il suo fisico sugli attaccanti avversari. La sua fisiologica cazzata quotidiana la fa al 15° passando indietro un corto pallone al portiere. Ma è un vero e proprio muro contro cui vanno a sbattere i pur atletici e fisici attaccanti polacchi. VOTO: 6.5
CHIRICHES Gioca con personalità e pressa alto sugli attaccanti. Al 57° interviene da dietro su un attaccante avversario impedendogli una facile conclusione. Più sveglio e reattivo dell’ebetino Albiol. VOTO: 7
GHOULAM Buone le sovrapposizioni con Maertens sulla sinistra e sempre ben posizionato in difesa. Salta l’avversario più spesso di Maertens e si propone più del collega dell’altra fascia. VOTO: 7
MAGGIO Azzecca un cross rasoterra al 14° che diventa una pericolosa palla vagante in area che Maertens non riesce a trasformare. Gioco accademico e davvero al minimo del salario. I suoi cross sono in realtà degli eventi-cross. La cosa più riuscita è un autopalo al 58°. VOTO: 6 (per la fascia di capitano).
DAVID LOPEZ Non solo svolge un ottimo ruolo di incontrista, spesso bloccando le azioni già nella metà campo avversaria, ma tira almeno tre volte da fuori (27° dopo fraseggio Callejon /Maertens, 50°e 65°). Sempre presente sul centro sinistra, merita un bel VOTO 7
ALLAN Quei due goal mangiati in contropiede meritano una punizione: assistere ad un film polacco con sottotitoli in Cecoslovacco! Ma è stato davvero forte: disponibile al cross a sinistra (ne ha fatti più di Maggio), propone gioco e secondo me è fra quelli che tocca più palle (e non facciamo i soliti sarcastici commenti!). VOTO 6.5
VALDIFIORI Meglio, decisamente meglio delle altre volte. Nel primo tempo troppo accademico e timido, anche se inventa un bel lancio al 22° per Callejon che non controlla in area. Nel secondo tempo cresce specie dopo il primo goal chiamando gli schemi con personalità e facendo più lanci lunghi. Promette bene, forse ha solo bisogno di un po’ più di fiducia. VOTO 6.5
CALLEJON Il migliore in campo per lucidità, agilità e determinazione. Suo il cross per il goal di Maertens al 52°. Innesta un contropiede al 70° e lancia Allan verso la porta tutto solo al 74°. Tutt’altra cosa rispetto al fantasma dello scorso anno. VOTO: 7.5
MERTENS Non mi è piaciuto. Ha saltato poco l’uomo, ha avuto due ottime occasioni nel primo tempo non trasformate (al 14° su evento-cross di Maggio e al 17° su lancio da punizione di Valdifiori). Ma il goal è suo e merita un VOTO 6 (anche per un aggancio da acrobata del calcio al 60°)
GABBIADINI ha fatto un lavoro sporco, spesso di spalle alla porta, difendendo con i denti il pallone facendo salire la squadra e procurandosi una quantità industriale (da vero operaio) di punizioni. Poche conclusioni in porta e tutte nel secondo tempo. VOTO 6.5
EL KADDOURI Entra al 71° per Maertens e dimostra quanto è cresciuto sia come personalità che come qualità. Un paio di passaggi infiltranti in area e un bello scambio con Higuain. Gioca nella posizione di Maertens e non come tre quartista. VOTO 6.5
CHALOBAT non trovate che assomigli a Little Richard? SV
HIGUAIN Il mio “dulcis in fundo”. In una serata proletaria l’unico lampo di Capitalismo! Un goal di lusso per la globalizzazione del calcio. Forse non sarete d’accordo ma il VOTO 8 mi viene spontaneo.
SARRI Se fai giocare bene una squadra con un turn-over così vuol dire che gli schemi li ha spiegati bene. Bene Compagno Sarri, ora possiamo avanzare compatti per la rivoluzione proletaria… ehm, scusate forse sto esagerando! Tornando a noi, il dubbio non è mai stato se il Napoli avesse vinto la partita, ma con quanti goal l’avrebbe fatto. VOTO 7,5
E lasciatemi alla fine dare al pubblico polacco un VOTO DUE… PALLE COSI’!!! N’ hannn stat zitt nu moment! M’ann fatt na capa accussì!!! E che cazzoski!
Beh statev buon.

Giovanni Abbatecola

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 765
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Gli azzurri stasera proseguiranno il loro cammino in Europa League in casa dei polacchi del Legia Varsavia per dare continuità alla vittoria contro il Brugge, sulle ali dell’entusiasmo per aver battuto la Juventus nella scorsa giornata di campionato

LE ASSENZESarri non ha convocato Insigne, che ha lasciato il campo nel primo tempo contro la Juventus per un fastidio al ginocchio: Lorenzo sta bene, ma per precauzione e anche per farlo riposare l’allenatore ha deciso di rinunciare a lui. Mancheranno anche Hamsik, apparso poco brillante fisicamente nelle ultime uscite, e Hysaj, che contro i bianconeri ha letteralmente azzerato Pogba con una prestazione difensiva eccellente. Al loro posto spazio a Maggio, Lopez e Mertens. Non ci dovrebbe essere altro turnover, dunque spazio a Reina tra i pali (alla 144esima presenza nelle competizioni UEFA, alla pari con Roberto Carlos al nono posto nella classifica di tutti i tempi come ricorda il sito della competizione), Albiol e Koulibaly in difesa con Ghoulam a sinistra, Allan e Jorginho a centrocampo, Callejon e Higuaìn in attacco.

GLI AVVERSARI – Il Legia in questo momento è a zero punti nella classifica del girone, sconfitto in trasferta dal Midtjylland nella scorsa giornata per uno a zero, e terzo nel campionato polacco con 16 punti in dieci partite, con ben otto punti di distacco dalla capolista Piast Gliwice. Tuttavia, come sempre, si tratta di un avversario da non prendere sotto gamba; i polacchi sono una squadra aggressiva con una buona fase offensiva, basata su un 4-2-3-1 con due esterni veloci, Guilherme e Kucharczyk, e soprattutto il centravanti ungherese Nemanja Nikolics, autentico top player del campionato polacco che ha già all’attivo dodici gol e quattro assist in diciannove partite tra tutte le competizioni: non inganni lo scarso livello del campionato, si tratta di un giocatore pericoloso al quale non bisogna concedere spazio. Grazie soprattutto a lui il Legia ha il miglior attacco del campionato polacco, con ben 22 gol segnati in 10 partite, subendone undici (seconda miglior difesa). Una curiosità: nella sfida di stasera mancherà Ondrej Duda, ventenne slovacco che Transfermarkt valuta ben quattro milioni (il valore più alto di tutta la rosa) e che in patria è considerato “il nuovo Hamsik”. 

CHE PARTITA SARA’ – Sulla carta non c’è sfida. Il Napoli è molto più forte del Legia a livello di organico, basti pensare che il solo Gonzalo Higuaìn vale sul mercato quasi il doppio dell’intera rosa avversaria. Tuttavia bisognerà difendere con ordine, perchè in Europa nessuna squadra ci arriva per caso e anche la squadra apparentemente più semplice da affrontare ha sempre giocatori di valore e soprattutto tanta organizzazione. I nostri terzini dovranno essere bravi ad alzarsi a turno per non concedere mai la superiorità numerica sul contropiede avversario, applicando bene quelle scalate che permettono al Napoli di passare in scioltezza alla difesa a tre. Come sempre sarà fondamentale l’apporto difensivo delle ali, soprattutto del sempre generosissimo Callejon, mentre a Higuaìn sarà affidato il compito di aprire spazi; i due difensori avversari, strutturati ma non colossali, non sono lentissimi e sarà importante fargli perdere la posizione con i movimenti senza palla dell’argentino se dovessero mancare gli spazi alle loro spalle per attaccare la profondità. Per quanto riguarda il controllo del gioco, il Napoli a centrocampo è in superiorità numerica soltanto sulla carta; i due esterni avversari si schiereranno sulla linea dei centrocampisti formando una linea a quattro come accadeva a noi con Benitez, mossa alla quale il Napoli dovrebbe rispondere con i movimenti a venire incontro del Pipita per offrire una linea di passaggio in avanti (e ovviamente il taglio dentro di Callejon, come sempre) e un palleggio veloce e lucido che nasconda la palla agli avversari.

PROBABILI FORMAZIONI

LEGIA (4-2-3-1): Kuciak, Broz, Rzezniczak, Pazdan, Brzyski, Vranjes, Furman, Guilherme, Prijovic, Kucharczyk, Nikolics.

NAPOLI (4-3-3): Reina, Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Lopez, Callejon, Higuaìn, Mertens.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it