Tags Posts tagged with "polipo"

polipo

0 1218

Un amico mi suggerisce di seguire il profilo del nostro paesano, pluripremiato chef partenopeo, Cannavacciuolo, girando trovo decine di ricette particolari, leggendo mi viene in mente la storia culinaria che mi raccontava mia nonna.

All’inizio era tutta dieta mediterranea, non perché fossimo salutisti, era dovuto al fatto che oltre alle cose coltivate nei nostri orti, difficilmente ci si poteva permettere di comprare altri prodotti. Ricordo la mano di mia nonna che faceva girare la bottiglia di olio come se stesse disegnando un cerchio sopra alla pentola, a guardarla sembrava che con quel gesto chi sa quanto olio stesse versando, quando poi alla fine erano solo alcune gocce, manco fosse Chanel numero 5.

Lei mi raccontava che per nutrirsi bastava l’essenziale, pane e latte la mattina, una marenna con una scelta tra le verdure di stagione: Friarielli, Melenzane, Peperoni, pasta asciutta la sera, con la carne che si vedeva solo la domenica e il lunedì quando si riproponevano gli avanzi. In questo saggio menù era compresa anche la merenda pomeridiana per i più piccoli: Frutta di stagione oppure fette di pane condite sale e olio. Poi le cose sono cambiate, con il benessere e l’industrializzazione sono apparse le merendine, gli snak, i cibi in scatola, i lavorati e pronti a cuocere.

Come è già successo per altri beni, tipo: Macchine, cellulari , vestiti, anche per il cibo non è più essenziale possedere un prodotto, adesso si deve andare oltre, si cerca l’esclusività, anche nutrirsi è diventato uno strumento per fare tendenza. Allora ecco che spuntano ristoranti che propongono stili e metodi alternativi: Salutista, Vegana, Bracerie, Orientale, Tradizionale, Futurista e alternativa. Basta guardare la tv e tutti i programmi che ci propinano la propria genialità. Il cuoco è passato dall’essere un lavoratore anonimo a diventare quasi una rock star, e proprio come i rockettari anni 70 si fa a gara a chi la spara più grossa : Jim Morrison piscia sul palco, Ozzy Osbourne per risposta stacca la testa di un pipistrello a morsi.

Lo chef alternativo esordisce con pasta alla crema di miele, quello originale risponde con dessert di arance con peperoncino di Calabria. La mia non è una critica a chi segue le mode e le tendenze, forse sono io che non riesco a capire la vera arte, essendo una persona pratica mi limito all’essenziale, sono sicuro che queste persone sono dei geni nel loro campo, ma personalmente continuo a preferire la pasta e fagioli con le cotiche, come una pasta è patate con scorza di formaggio, i frutti di mare li mangio crudi con il limone, oppure a souté . Ad essere sincero qualche volta mi sono concesso una serata particolare per capire queste nuove versioni culinarie, ad essere sincero non ho mangiato malissimo , però la differenza tra quello che si consuma e sul quanto si spende e abissale, trovo assurdo che oltre al cibo venga conteggiato l’aspetto mediatico del locale. Per una macchina non potrei mai indebitarmi a vita, lo stesso vale per uno smartphone e per un vestito, sarà pure chic come nella foto di Cannavacciuolo, vedere nel piatto due tentacoli di polipo, accompagnate da dadini di cocomero con valeriana ed aromi, ma io resto tradizionalista, u Purp preferisco affogarlo dentro al sugo di pomodoro, con le mie mani

Marco Manna

0 968
Foto di Paolo Russo

“Nonna sta genovese è la guerra!”
“Fa accussì schif’?”
“No nonna, è la guerra è un modo per dire che è ottima, si usa per le cose bellissime, straordinarie”
Ma pecchè a te a ‘uerra te par na cosa bella?

Non ricordo se fosse proprio una genovese, ma ho voluto citare il piatto che a mia nonna riusciva meglio, quello che quando lo faceva si fermava tutto il palazzo e doveva farne un po’ di più per qualche vicino più faccia tosta che veniva a chiederne un po’.
Fu un po’ una lezione di vita; al di là del fatto che noi riusciamo a trovare un’accezione positiva al termine guerra, forse perché non l’abbiamo mai vissuta, ma quel giorno mia nonna mi fece un po’ riflettere su una cosa: perché alle volte le metafore capovolgono il significato?

Perché indichiamo qualcosa di estremamente buono o bello con “la fine del mondo”? Pianto, stridore di denti, dolore, morte e violenza per dire che la vostra torta è riuscita bene mi sembra eccessivo, anche supponendo che la torta sia talmente buona che dopo non valga più la pena vivere, perché dire “la fine del mondo” e condannare così l’intera umanità all’estinzione e non limitarsi a un semplice “Pozz’ pur’ murì“?

Così ho pensato anche al contrario perché dobbiamo usare come insulto cose straordinariamente belle?
Pensavo per esempio a Babà utilizzato per indicare una persona poco sveglia, un fessacchiotto, eppure parliamo di uno dei dolci più complessi da fare in pasticceria, come tutte le cose semplici all’apparenza sbagliarle è un attimo. Per me una persona designata come babà, oltre a essere dolce e buona, accezioni con cui il termine è spesso utilizzato, dovrebbe essere un qualcuno tutt’altro che fesso, qualcuno che per arrivare dov’è non ha avuto possibilità di errore.

E che dire del Puparuolo? Ma vi pare sciocco un puparuolo? Dà più gusto all’estate si può cucinare in mille modi, se mi dici puparuolo penso a incredibili marenne a mare, penso a serate con amici, penso a grigliate e a tanto divertimento, se mi dici puparuolo penso più a Mast’e fest’ che a un insulto.

Se magari il baccalà così, fermo sotto sale può dare l’idea di un tipo un po’ abbonato e il provolone appeso al suo destino di certo non può essere usato come icona dell’astuzia, eppure a tavola ambedue diventano protagonisti, e a meno che non stiamo parlando di un provolone fatto con latte in polvere io non lo userei mai come insulto.

Viene anche da chiedersi perché il porco sia più rattuso degli altri animali e anche perché il ciuccio sia considerato ignorante. Ora non conosco le abitudini sessuali del primo e quelle culturali del secondo, ma dubito siano particolarmente diverse da quelle delle altre bestie.

Infine spostiamoci a mare dove, poverini, Purpo e Scorfano sono diventati emblema della bruttezza. Ma avete mai visto un polpo a mare? Mimetismo estremo, cambia forma e colore con una rapidità impressionante, si muove sinuoso fra gli scogli e nuota con movimenti quasi ipnotici. Voglio andare controcorrente e dirlo ‘O purp’ è bell!
Così come lo scorfano, provate a fare una zuppa di pesce senza scorfano e riparliamone. Sarà pure brutto ma è fondamentale.

Tutto questo sproloquio per dire cosa? Non ne ho idea, forse volevo solo dar un po’ di giustizia al puparuolo e ai suoi compagni di sventura. Certo stasera evitate di approcciare una ragazza dicendo “Si nu purp'”, o magari si, se non vi vatte avrete un buon argomento di conversazione a passerete una sarà che sarà la fine del mondo! Pardon, una serata che sia la guerra proprio! Ehm no… vabbuò Divertitevi!

 

Paolo “Sindaco” Russo

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 3787

In una mitica pubblicità di Tony Tamarro un ragazzino chiedeva alla madre “Mammà aggia ‘i a spiaggia, che me port’ ‘a magnà?” e una voce fuoricampo esclamava “Fatt’ na marenn’!
La marenna, come vedremo, è una delle soluzioni più pratiche per andare a mare, ma la cultura napoletana ci offre altre 4 valide alternative che vedremo nel dettaglio, qual è la vostra preferita?

Gattò di Patate – Lo sformato di patate farcito noto come Gattò (che da uno sparuto gruppo di persone viene ancora elegantemente pronunciato Cattò) è un tipico piatto estivo in quanto, oltre ad essere pratico da portare, è ottimo da mangiare anche freddo. L’impasto di patate, uova, latte e burro (anche se ne esistono diverse varianti) e il ripieno di salumi, formaggi grattugiati e a pezzi, e per gli amanti del macrobiotico, anche di uova sode lo rendono un piatto leggero, un simpatico pasto da fare al volo per poi correre a divertirsi con il gioco da spiaggia più amato da tutti: il 4 bastoni sotto l’ombrellone.
Frittata di Maccheroni – La regina è lei. Bianca o rossa, farcita o vuota, pasta lunga o pasta corta, alta o bassa, arruscata o sciuliariella, ogni mamma sa come piace al figlio e se i figli sono due ne fa una metà più bruciacchiata per il maggiore e una più crudarella per il piccolo. La frittata di pasta è pratica e veloce ma anche poetica, ricordate cosa stringeva nella mano la mitica Patrizia? La frittata di maccheroni ha una caratteristica unica nel suo genere: puoi portartene 146 spicchi fatti con 143 kg di pasta e 1460 uova, ma non ne riporterai indietro neanche un pezzettino.
MarennaAltrove ho scritto una famoso decalogo sulla marenna da stadio, articolo copiato un po’ ovunque, bene la marenna da mare è leggermente diversa, c’è più elasticità sui salumi per esempio, un must è il panino tonno e pomodoro. Nella marenna estiva sono graditissime le verdure di stagione: melanzane arrostite, parmigiana di melanzane, puparuolilli di ciumme, peperoni etc. le polpette al sugo sono perfette in ogni stagione, cotoletta e salsiccia sono energia per fare e per pensare ma, permettetemi un omaggio a mia nonna, la marenna con alici indorate e fritte con la spruzzata di limone rendeva spettacolare e meglio dei Caraibi anche un bagno fra gli scarichi delle navi da crociera al molo beverello (non l’ho mai provato ma immagino sia così). La marenna d’estate permette una vera sciccheria, sui cofani arroventati delle macchine si può ricreare un effetto panino alla piastra che rende la marenna più fragrante e gustosa.
Ruoto al forno – La pasta al forno, che il napoletano ha trasformato con una metonimia in Ruoto al Forno, è un piatto tipico della domenica in spiaggia. Fa contenti grandi e piccini, è comodo da portare e porzionare, si prepara rapidamente (bastano pochi minuti per preparare la salsa, friggere le melanzane, friggere le polpette, tagliare il fiordilatte, o altro latticino, grattugiare il formaggio, cuocere la pasta, assemblare il tutto e cuocerlo), per cui ogni mamma per praticità si sveglia alle 4 del mattino e lo prepara per tutta la famiglia, ne fa un po’ più pe’ chissà. Ovviamente non compare tutte le domeniche, e la famiglia che sfodera il suo ruoto al forno è la più invidiata della spiaggia, i meno timidi riescono anche a ottenere quella parte in più preparata pe’ chissà.
Frutti di mare – Purtroppo è una tradizione che sta sparendo, sono veramente pochissimi, praticamente nessuno, quelli che si armano di maschera pinne, coltello da cucina e retino per farfalle e vanno a staccare dagli scogli qualsiasi forma di vita, anche apparente. Tutto ai limiti della legalità, principianti si fermano alle cozze per cena, qualche patella o riccio per pranzo, i professionisti cacciano un repertorio di cozze pelose, uocchie ‘e Santa Lucia, carnumm’, patella reale etc. e tornati a riva (o in barca, perché di solito i migliori vanno in barca) armati di solo coltello e limone pasteggiano con eleganza. Ci si mette un po’ di fatica, ma quando oltre le cozze si raccoglie anche un polipetto o un rancio fellone, la gioia e doppia perché anche la cena è a posto, anche se il polipetto arriverà a casa senza ranfetelle, perché mangiate crude sono deliziose!

Paolo Sindaco Russo

 

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER@SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it