Tags Posts tagged with "napoli sampdoria"

napoli sampdoria

0 1168

Quell'avvertimento ricevuto da un guagliunciello

Quando il San Paolo è una bolgia

In seguito a Napoli – Sampdoria, partita alla quale ho assistito in Curva A, parlai di camorra. Lo scrissi – come si può evincere andando a rileggere – più per istinto che per conoscenza precisa degli accadimenti. Ma la puzza di camorra quella torrida domenica sera la sentii tutta.

Arrivo un’ora prima del fischio d’inizio in un San Paolo semi-deserto. So benissimo che certi settori della curva sono ad appannaggio dei gruppi organizzati, ma c’è così poca gente che ci provo: dico al mio amico Emanuele “sediamoci qua“, indicando il settore centrale della curva. Passa forse un minuto e un ragazzino, sicuramente minorenne, mi dice: “Uagliò ccà nun putite sta”. E allora replico: “Non ti preoccupare frà, la voce non ci manca, facciamo il tifo pure noi”. E lui: “Forse nunn hai capito, nunn è aria, è meglio ca te spuoste cchiù allà”.

Alle prime penso alle solite prepotenze, preferisco non fare discussioni, tanto più che la curva è semi-deserta e ci sono buoni posti da prendere lo stesso per vedere la partita. Così Emanuele ed io ci alziamo e ce ne andiamo in una parte di curva più defilata dove ci sono altri amici. “Nunn è aria” mi aveva detto il guagliunciello. Ripenso a quella frase e vaglio due ipotesi: o ci sarà casino per i volantini distribuiti in città la sera prima della partita oppure lo scugnizzo ha visto la faccia nostra da bravi ragazzi e ha voluto fare il guappetiello. Poi non ci penso più. Lo speaker annuncia la formazione, mi lamento dell’assenza di Chiriches e della presenza di Koulibaly. Non ci penso mentre la partita comincia e mi faccio prendere dalle emozioni che il mio Napoli mi regala. Segna Higuain, poi risegna, 2 a 0. Che bello.

Tra il primo e il secondo tempo vedo la solita confusione: chi sta sopra va sotto, chi sta sotto va sopra. “Cocacola, patatine” urlano come sempre gli ambulanti. Poi vedo che dal settore centrale si forma un po’ più di calca. La partita inizia e scatta un fuggi fuggi generale che si diparte proprio dalla zona centrale della curva. “‘E mazzate!” qualcuno esclama mentre io cerco di ripararmi il più in alto possibile sugli spalti perché una folla che fugge venendoti addosso è come un mare in tempesta che ti sbatte incontro.

Finisce tutto in pochi minuti. Uno dei capi della tifoseria che per tutto il primo tempo aveva scandito e guidato i (discutibili) cori sparisce. Si riprende a tifare, ma quasi come se nulla fosse accaduto. Come se fosse normale per tutti che all’improvviso possano accadere cose del genere mentre si sta assistendo ad una partita. Intanto in campo la Sampdoria praticamente in un minuto riacciuffa il Napoli. 2 a 2. Partono i cori contro De Laurentiis. Anche alcuni estranei ai gruppi ultrà lo cantano.

Il giorno dopo l’articolo che avevo scritto scopro dai quotidiani che quel sentore di “camorra” in curva era più che reale. Il blitz era organizzato: non si trattava di tifosi contro tifosi, ma anche all’interno del San Paolo – secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti – si stabilivano le gerarchie e le connivenze tra i sistemi camorristici. Si regolavano anche le faide sullo spaccio di droga. E allora ho ripensato alla frase del guagliunciello: “Nunn è aria“. Era tutto prestabilito, dovrei ringraziare un ragazzino che ha almeno la metà della mia età se non mi sono ritrovato tra le botte e i coltelli. Io, che quando giocavo a pallone in strada, ero quello che “fiutava” i pericoli prima dei compagni. Oggi invece mi serve il guagliunciello che mi indica dove sedermi in uno stadio.

Poi i fatti più recenti, Genny, la Sanità. Oggi la Procura ha emesso 10 Daspo agli indagati per i disordini di Domenica sera. Uno dei colpiti dal provvedimento figura in una foto su Facebook insieme a Gennaro Cesarano, ucciso a 17 anni, come un uomo grande.

Nunn è aria“. Non era aria per me quella sera, non è stata aria per Genny appena una settimana dopo. Non è aria per il calcio a Napoli, non per quella maggioranza di napoletani che vorrebbe assistere ad una partita di calcio tifando per la propria squadra e per i propri beniamini. Non è aria. Punto. E quando cambierà il vento non lo sappiamo ancora.

E, per favore, non mi dite che ho fatto la scoperta dell’acqua calda. Lo sapevo pure prima della scorsa settimana che la camorra è ovunque. È solo che tutto questo proprio non riesce ad essermi indifferente.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 1863

Diamo un nome alle cose

L’ho vista dalla curva A Napoli – Sampdoria. Nel primo tempo mi sono goduto un Albiol pressoché perfetto, i due gol di Higuain li ho visti in lontananza segnati sotto la curva B. Nel secondo tempo Albiol, sotto l’altra curva, ha fatto l’esatto contrario di quanto aveva fatto nella prima frazione, un po’ come tutto il Napoli. Eder ha imitato Higuain e segnato i suoi due gol sotto la B.

Ma non voglio soffermarmi solo sulla partita. C’è stato un calo fisico da parte di quasi tutti i giocatori azzurri. Se Sarri avesse avuto sette o otto cambi li avrebbe consumati tutti. La tanto sbandierata preparazione “lavoro e sudore” porterà pure benefici nel prossimo futuro, per adesso gli azzurri si sono fatti rimontare due volte su due. Se con il Sassuolo, come analizzammo dopo la prima giornata, il calo fisico e mentale ci portò a perdere, contro la Samp ne è venuto fuori un pareggio forse ancor più pesante di una sconfitta. Un pareggio che comunque è frutto di errori individuali, non di disposizione tattica. E questo mi lascia personalmente fiducioso per il futuro.

Ma, come dicevo, non vorrei parlare solo della partita: ognuno vede il calcio a modo proprio. Tutti per un giorno hanno torto o ragione. Vorrei approfondire invece del rapporto che si sta consumando tra il pubblico del San Paolo, le frecciate che leggiamo ogni giorno sui social network e il presidente Aurelio De Laurentiis. 

E’ esecrabile quanto sta avvenendo in città. Ieri in curva A, tafferugli a parte (e su questi sta indagando la Polizia), si è manifestato da subito un clima ostile nei confronti del presidente. “Abbiamo un sogno nel cuore, vincere il tricolore” si cantava al San Paolo sin dai primi minuti. I ragazzi erano in campo, ma i primi minuti sono trascorsi tutti per intonare prima i cori per i “diffidati” e poi per il presidente.

Pian piano però il Napoli macinava gioco e sono arrivati i due gol del Pipita. Sembrava tutto rientrato. Al rigore di Eder che accorciava le distanze si è alzato forte il coro dalla A: “Forza ragazzi“. Al secondo gol della Samp che pareggiava i conti nessuno ha più resistito, come se non si vedesse l’ora di trovare un capro espiatorio di quanto stava accadendo. E l’accusato era sempre lui: “De Laurentiis pezzo di merda“. I ragazzi in campo erano nuovamente scomparsi per chi era sugli spalti. Non bisognava più incoraggiare i nostri giocatori, ormai il colpevole era stato trovato, anzi quel gol di Eder era servito semplicemente per accomunarsi in quel coro quasi catartico che in tanti volevano cantare. Negli ultimissimi minuti il Napoli tentava gli ultimi assalti, due calci d’angolo si battevano proprio sotto la A che incitava nuovamente gli azzurri che invece arrancavano stanchi in mezzo al campo.

Gli ultrà non sono indispettiti con la squadra, né con Sarri (oggi in prima pagina la Gazzetta titolava di un “Sarri contestato”, poco di vero). Quando Hamsik e altri sono venuti sotto la curva a fine partita per salutare il pubblico sono stati applauditi. Il bersaglio era ed è chiaro: Aurelio De Laurentiis. Non è una novità, ma forse quest’anno, complice una campagna acquisti non proprio scoppiettante, è un pensiero che fa breccia non più soltanto tra la Napoli degli spalti, ma anche in città e sui social network si fa sempre più spazio questo trend di malcontento e di accusa.

Non mi va di prendere le difese di De Laurentiis, pur riconoscendo al nostro presidente di aver riportato il Napoli dove merita. Ma c’è bisogno di un argine altrimenti le cose prenderanno sempre di più una brutta piega. “O scudetto o nulla” sembra dire questo pubblico napoletano. Senza però ricordare che di scudetti il Napoli ne ha vinti solo due, mentre entriamo nel novantesimo anno dalla nascita del club, solo quando c’era Lui. Il presidente difetta certamente in comunicazione, “Noi vogliamo vincere” lo ha detto proprio lui più per accontentare il pubblico. Non doveva. Non se era ed è consapevole che il suo club, la nostra città e la nostra storia non sono quelle di chi “deve vincere” come il coro che si canta allo stadio.

Avrà difetti, tanti, troppi Aurelio De Laurentiis, ma anche tanti tantissimi meriti. Oggi il Napoli è considerato stabilmente una “grande” del nostro campionato, gli azzurri oltre ad essere gli unici negli ultimi anni ad aver sottratto trofei alla Juventus, sono quelli che appena lo scorso anno hanno giocato (dopo 26 anni) una semifinale di Uefa. Troppo poco? Non lo so, non credo.

Ma la Napoli civile, anche quella che non condivide le scelte societarie del presidente, dovrebbe solidarizzare con De Laurentiis. E’ una questione di civiltà e di riconoscere una credibilità al presidente che comunque, al di là delle chiacchiere, questi si è conquistato con dei risultati.

E se dietro i cori allo stadio ci fossero macchinazioni ben più profonde? Se quel sentimento di avversità nei confronti di De Laurentiis fosse mosso per vili interessi. Ieri, come vi abbiamo riferito, in curva A sono avvenuti dei tafferugli: la tesi più probabile è che degli ultrà del Rione Sanità fossero ai ferri corti con i Mastiffs. Era un’azione premeditata quella di entrare nel San Paolo tra il primo e il secondo tempo ed aggredire quelli che già erano sugli spalti. L’altra tesi è che coloro che hanno posto in essere l’aggressione volessero che i gruppi ultrà disertassero lo stadio. Vogliamo dare credibilità a chi ancora compie questi gesti di violenza? E se De Laurentiis non scende a patti con queste persone compie un atto coraggioso o vile?

Solo per questo gesto di civiltà e di buon senso Aurelio De Laurentiis merita riconoscenza da parte della città, almeno da quella Napoli che si considera civile. Ci sta la critica, si può non essere d’accordo con le scelte societarie, ma quello che sta avvenendo è un accanimento bello e buono. Un accanimento che ha poche ragioni di esistere visti i risultati conseguiti dal Napoli “aureliano” negli ultimi anni.

Napoli vuole vincere? Sappia vincere prima fuori dal campo di calcio. “Il Dela figlio di put.. l’ha cantato il distinto, la curva e la tribuna insieme. Tutti hanno cantato anche non comprendendo bene il perché” – scrive Peppe Sorrentino nell’articolo che abbiamo pubblicato oggi. Ecco, non comprendendo bene il perché. E quando non ci si chiede i motivi per cui si compiono delle azioni non è mai un bene. Si ponga un freno agli istinti, prima che sia davvero troppo tardi. Bisogna scindere la legittima critica dall’accanimento. E se non lo si vuol fare per ragioni di logica, lo si faccia per amore della squadra. E’ De Laurentiis il presidente del Napoli. E’ un fatto di cui bisogna prendere atto. Rendere la vita impossibile a lui significa renderla difficile ai ragazzi che scendono in campo indossando la NOSTRA maglia. E in questo c’è tutto quel tipico autolesionismo tutto partenopeo. Un giorno lo scrittore Erri De Luca, in un carteggio privato, mi scrisse che Napoli i nemici li ha avuti sempre di più in casa che fuori. Lui si riferiva alla camorra. Non vorrei farlo io. E, soprattutto, non vorrei esserne mai complice. Vabbè, ma adesso bisogna parlare delle ultime ore di calciomercato. Meglio tacere. 

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 891

Vista dalla Curva B

Curva B - Magnammancill- (Napoli - Dnipro)

Il Dela figlio di put.. l’ha cantato il distinto, la curva e la tribuna insieme. Tutti hanno cantato anche non comprendendo bene il perchè. Sono sentimenti e mi piace scrivere di sentimenti e di quel pizzico di romanticismo che ancora si intravede al san paolo. E’ successo questo al San Paolo. Se ne può prendere atto o meno ma questa è la realtà allo stadio di ieri sera.

Ieri sera era la prima del San Paolo. Faceva un fottio di caldo e gli unici ad avere il cazzo tosto erano i ragazzi delle paranze dei ferri. Faceva tanto caldo che tutti hanno pensato di entrare dopo le 20:00, con conseguente intaso ai gate. I primi a disperarsi per l’incontro sono stati proprio i borghettari. Faceva caldo. La Sambuca e il Borghetto di contrabbando avrebbe ulcerato qualsiasi stomaco foderato di amianto. Ma di amianto c’era la nostra difesa che tanto dal caldo si è sbriciolata con il culo a terra. Con quel caldo e’ facile alzare bandiera bianca davanti ad un paio di finte doriane ed è altrettanto facile innamorarsi di quanto siamo forti lì davanti. La scioltezza di quei 45’ min iniziali palla al piede era la stessa scioltezza che aveva l’espansione della macchia di sudore dietro le mie spalle. All’intervallo c’era una folla confidente, appaciata c’era tanta guapparia nell’aria. Sarà stata l’abbronzatura e le ferie appena concluse ma non ho sentito un kitammuorto volare sugli spalti. Così confidenti che addirittura eravamo pronti a festeggiare il 30 esimo di un amico accendendo le candele del 3-0. Non l’abbiamo fatto, scaramanzia docet. Ma riti scaramantici a parte, quante altre cose non avremmo voluto fare o vedere nel secondo tempo. A partire dagli svenimenti per il caldo in aria di rigore o alle palle mosce dei nostri ultra-milionari lì davanti. Al 90esimo si è ingrossato il nervo e si sono infiammate le corde vocali. A memoria era da almeno 15-16 anni che non sentivo una contestazione così trasversale a mezzo coro. Tutta la curva ha cantato Dela figlio di puttana. Compatto, deciso e liberatorio, complimenti ai ragazzi. L’ho cantato anche io, con tutta l’aria accumulata nello stomaco ed era la prima volta dai tempi di Ferlaino che non lo facevo. E ad essere sinceri, non mi sono proprio pentito.

Peppe Sorrentino

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 2348

All'inizio del secondo tempo contro la Samp

Curva A. Coreografia "autostrada" in Napoli - Dnipro

Tafferugli nella zona centrale della Curva A all’inizio del secondo tempo di Napoli – Sampdoria. Proprio allo scoccare della seconda frazione di gioco un gruppo di circa trenta persone ha fatto una sorta di irruzione sugli spalti e da lì sono nate brevi ma violente colluttazioni.

Difficile comprendere le cause. Secondo quanto veniva riferito da alcuni tifosi in curva si tratterebbe di liti all’interno dei gruppi organizzati. Il motivo della discordia pare sia avvenuto perché alcuni di questi tifosi avrebbero preferito che si disertasse lo stadio. Come avevamo riferito, sabato in città erano stati distribuiti dei volantini che invitavano i tifosi a non recarsi allo stadio per criticare le scelte di De Laurentiis e della società. Evidentemente la scelta di altri gruppi di non aderire a questa forma di protesta ha scatenato la violenta reazione.

Difficile venire a sapere in realtà i reali motivi della lite. Altri tifosi presenti in Curva A riferivano invece che la rissa fosse scoppiata per ragioni “territoriali” su chi dovesse occupare particolari settori della curva.

I tafferugli sono durati pochi minuti. Per i tifosi che erano ai lati della curva ci sono stati attimi di spavento causati dal fuggi-fuggi che si alimentava dalla zona centrale degli spalti. Momenti di panico fortunatamente rientrati in poco tempo. Nei primi dieci minuti infatti la curva A non ha cantato alcun coro. Solo quando la situazione si è tranquillizzata si è ripreso a cantare.

Ad ogni modo, se qualcuno conoscesse più dettagliatamente i motivi della lite, può comunicarceli commentando qui in basso all’articolo o sulla nostra pagina Facebook.

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 848

Aspettiamo per giudicare

Stadio San Paolo

Quando c’era Mazzarri i tifosi applaudivano ai risultati ottenuti (qualificazioni in Champions e vittoria della Coppa Italia), ma si lamentavano del fatto che con la mentalità provinciale dell’allenatore toscano non si sarebbe vinto mai.

Quando c’era Benitez i tifosi applaudivano per la vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa, ma consideravano il tecnico spagnolo troppo “europeo” per il calcio italiano.

Ora che c’è Sarri i tifosi non se la prendono più con l’allenatore (almeno non ancora), ma direttamente con il presidente. Anche se i cambi del tecnico azzurro nella partita contro la Sampdoria sono stati aspramente e diffusamente criticati.

Quando il Napoli comprava giovani promesse sudamericane i tifosi del Napoli contestavano perché servivano calciatori affermati.

Quando il Napoli comprava giocatori affermati come Albiol (campione d’Europa e del Mondo con la Spagna) il tifoso azzurro si è esaltato. Salvo poi ricredersi nel giro di pochi mesi. Lo stesso dicasi per Callejon. E qualche mal di pancia lo si è avuto persino contro Higuain per i suoi rigori sbagliati.

Quando il Napoli quest’anno ha comprato calciatori che già conoscono il campionato italiano e graditi all’allenatore come Allan, Hysaj, Valdifiori, i tifosi del Napoli hanno criticato queste scelte asserendo di “meritare di più”, che servono giocatori già affermati.

Da questi fattori è evidente una certa “schizofrenia” societaria che fa e disfa progetti nell’arco non solo di pochi mesi, ma anche di poche ore. Basti pensare che la prima scelta di De Laurentiis, dopo l’addio di Benitez, fu l’allenatore del Siviglia Unai Emery che però non accettò la panchina azzurra. Poi Aurelio virò su Montella, forse Spalletti e chissà se anche altri tecnici. Fino ad arrivare a Maurizio Sarri che si discosta tantissimo dal profilo di allenatore che la società aveva inizialmente vagliato come Unai Emery, per il quale De Laurentiis volò fino in Spagna per cercare di convincere lo spagnolo.

Ad una “schizofrenia” del club però si aggiunge quella dei tifosi. C’è sempre qualcosa o qualcuno da criticare. Il caso di Albiol è esemplare: è il giocatore “affermato” che voleva la piazza o che reclama la piazza oggi, che poi però non convince con le sue prestazioni. E’ il caso di Koulibaly che da “nuovo Thuram” – come si leggeva diffusamente su tante bacheche di Facebook lo scorso anno – è diventato un brocco pauroso.

Questa società e questa tifoseria non hanno equilibrio. Vale tutto e il contrario di tutto. Certo, va detta una cosa: se alla seconda giornata già si parla di annata fallimentare e si critica in maniera così aspra questo equilibrio non si troverà mai. Lasciamo lavorare Sarri e la squadra. Perché bisogna giudicare sempre prima, invece di aspettare il momento giusto?

Aspettiamo. Siamo soltanto alla seconda giornata. Per di più gli azzurri hanno giocato una signora partita contro la Sampdoria fino alla sciocchezza di Albiol. Il Napoli ha concesso poco o niente ai blucerchiati e fino a quel momento aveva fatto azioni offensive strabilianti. I segnali incoraggianti ci sono. Aspettiamo. Perché mettere questa assurda pressione alla squadra quando anche altre big, vedere la Juve, hanno palesato difficoltà alle prime due giornate? Con questi strali pessimistici non arriveremo da nessuna parte, ma soprattutto viviamo male la nostra condizione di tifosi. Se la squadra è in difficoltà va incitata. Per criticare c’è sempre tempo.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

 

0 725

La conferenza stampa prima di Napoli - Samp

 

E’ un Sarri carico, riflessivo, deciso quello visto nella conferenza stampa che precede il match di domani sera al San Paolo contro la Sampdoria. Qualche mugugno della piazza e qualche isolata protesta (come i volantini che invitano a disertare lo stadio) deve essere arrivata anche a Castelvolturno, perché il mister tiene subito a precisare una cosa:  “Dobbiamo metterci del nostro per cercare di avere un San Paolo pieno. E’ la squadra che deve trainare il pubblico”. 

Spazio poi all’analisi della sconfitta contro il Sassuolo: “Non credo che il problema del Napoli riguardi solo la tenuta fisica. Non si può finire la benzina dopo 20 minuti. Il Napoli deve crescere dal punto di vista della personalità, deve trovare la cattiveria di chiudere le gare. E’ un problema mentale e non fisico, anche se non siamo in grande condizione”.

Un chiarimento arriva da Sarri anche per quanto concerne l’esclusione di Gabbiadini contro il Sassuolo e sulle sue caratteristiche : “Può giocare accanto ad Higuain, ma ha sofferto molto la preparazione, sta iniziando adesso a dare segnali di crescita. Mertens e Callejon sono diversi tra loro e quindi si sceglie di volta in volta”. 

Sui problemi difensivi denotati a Sassuolo, Sarri è molto chiaro: “Stiamo lavorando, la linea è più ordinata, ma non vuol dire che sarà più efficace. In certe letture che ci danno due secondi di tempo per avere delle reazioni siamo già ad un buon punto. Sbagliamo ancora un po’ troppo sulle palle scoperte. In questo momento sarebbe delittuoso lavorare su un modulo e poi abbandonarlo dopo una partita, mi darebbe l’idea di aver perso tempo”. 

E proprio in difesa potrebbero esserci dei problemi a causa di alcune defezioni e delle trattative di calciomercato: “Chiriches – dice Sarri – è tornato ad allenarsi in campo per valutare le sue condizioni fisiche. Ghoulam sta crescendo bene a livello di condizione, vorrei un po’ più di tempo per renderlo più efficace in fase difensiva. Ha caratteristiche fisiche importanti per poter migliorare. E’ un giocatore che sta imparando ciò che gli sto chiedendo, ci vuole un po’ di pazienza. In questo momento va in campo chi sta meglio, escluso Higuain che è troppo determinante per noi. Il Pipita non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, è come se stesse ancora a fine luglio, massimo inizi di agosto. Non ha avuto troppo tempo per lavorare e raggiungere la forma migliore”. 

Su Allan: “Sembrava affaticato la settimana scorsa, era spento dal punto di vista fisico ed è per questo che l’ho tenuto fuori. In settimana ha dato segnali di miglioramento, in fondo ha fatto mezza preparazione ad Udine, mezza con noi. Vediamo se posso buttarlo dentro domani o alla prossima”. 

Spazio poi al rincorrersi di voci sul trequartista cercato in sede di calciomercato e sul ruolo di Insigne: “Saponara, il primo anno che lo conoscevo faceva l’esterno. Prima di avere un’idea definitiva su Insigne in questo ruolo vorrei vedere un calciatore al 100% fisicamente. Si sta parlando di un ragazzo che viene da una stagione in cui ha giocato pochissimo. Che può fare il trequartista ne sono certo, non so se può essere devastante in quella posizione”. 

Una velatissima richiesta di un calciatore a centrocampo sembra poi emergere quando gli si chiede dell’inserimento di Valdifiori nel Napoli: “Valdifiori ha fatto fatica in quell’occasione perchè la linea difensiva era troppo distante dal centrocampo. Valdifiori in questi tre anni non è mai stato sostenuto da un incontrista, l’anno scorso giocava con Vecino e Croce ai fianchi. Per caratteristiche soffre sempre nei primi mesi. Il primo anno che lo allenavo, alla prima partita stagionale, dovetti sostituirlo al 18′ perchè non ce la faceva. E’ il primo anno che in organico ho molti più centrocampisti difensivi che offensivi. Se andiamo su tutti i campi con una predisposizione a voler fare la partita, possiamo subire le ripartenze. Poi il discorso riguarda l’equilibrio complessivo, se uno solo non partecipa alla fase difensiva c’è un problema. È il primo anno in cui ho centrocampisti con tanta predisposizione difensiva come David Lopez o Allan, è chiaro che se andiamo ovunque con la voglia di fare la partita rischiamo di prendere ripartenze se sbagliamo qualcosa”.

Bocciatura, almeno per il momento, arriva invece per il 4-3-3: “L’abbiamo provato per una settimana, ma perdevamo venti metri di baricentro. Il vertice basso degli avversari giocava con troppa facilità, poi abbiamo deciso di seguire un’altra strada, non è detto che sia definitiva, ma dopo una partita non posso cambiare subito e dare l’impressione di aver scherzato. Penso che bisogna avere fiducia e continuare a lavorare così”.

Una domanda è giunta a Sarri sulla preparazione fisica, in questo marca sempre più la differenza da Benitez e ci tiene a farlo: “E’ come passare dall’i-Phone al Samsung, c’è chi capisce subito e chi ci mette più tempo. Dal punto di vista fisico ha cambiato modo di lavorare e questo può dare difficoltà a scaricare il lavoro. Questo succede sempre quando si cambiano le modalità di allenamento. Quanto ci vorrà dipenderà dalle reazioni del gruppo, la preparazione fisica non è matematica, è una domanda a cui è difficile rispondere. Spero il meno possibile, contro il Sassuolo mi è sembrato strano che si sia giocati a ritmi più bassi rispetto agli allenamenti”.

Sulla Sampdoria: “Eder e Muriel sono rapidissimi, molto forti. Hanno iniziato la preparazione prima, sono in ottime condizioni fisiche. Ho visto il primo tempo contro il Carpi, impressionante. Poi hanno concesso qualcosa nella seconda metà di gara”. 

Spazio poi alle considerazioni sull’Europa League e sull’ampiezza della rosa per affrontare la competizione europea: “In certe zone di campo credo che il nostro organico sia a posto, abbiamo una rosa adeguata per fare due competizioni. A centrocampo non siamo tantissimi, aspettiamo l’evoluzione di Dezi, vediamo se resta. Ho sempre tirato fuori qualcosa dalle giovanili negli anni. Aspettiamo la chiusura del mercato”. 

Sul sorteggio“Incontreremo squadre poco blasonate, ma comunque di sostanza. I danesi sono primi in campionato, hanno messo fuori il Southamphton. Il Legia è secondo in campionato e il Bruges lo conosciamo tutti”. 

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

 

 

 

 

 

 

 

0 2648

Tra figurine e radiolina

Walter Zenga (Italia 90)

Domani sera il Napoli è chiamato alla sua prima partita casalinga dopo la sconfitta di Sassuolo, affronterà la Sampdoria di Walter Zenga. Il tecnico blucerchiato non ha avuto grandi fortune da quando ha smesso di indossare i guanti da portiere e ha intrapreso la carriera da allenatore iniziata a New York, nei Revolutions, ultima squadra in cui ha militato da calciatore. Dopo essere passato ad allenare in Romania, Serbia, Turchia, Emirati Arabi, nel 2008 arriva finalmente una chiamata dall’Italia: esordisce nel Catania di Pulvirenti proprio contro il Napoli, battendo gli azzurri per 3-0. L’anno dopo è a Palermo dove si contraddistingue per una conferenza stampa di presentazione stile Mourinho, dicendo che i rosanero dovevano “puntare allo scudetto“. Ma, nonostante le sue dichiarazioni ad effetto, la sua avventura con Zamparini dura appena cinque mesi.

Ma Walter Zenga non è soltanto un allenatore: è l’icona dei portieri per i ragazzi che oggi hanno dai 30 ai 40 anni. Per chi giocava in strada da bambino era usuale dire, se il portiere ti parava un tiro difficile: “Uààà ma chi sì? Walter Zenga“. Un po’ come quando si faceva una giocata incredibile e si diceva “Uààà ma chi sì Maradona?“o dopo una bellissima azione “Uààà ma che è ‘o Brasile?“. Insomma, “Uàààà” a parte, Walter Zenga è nell’immaginario collettivo di una generazione il portiere per eccellenza. Assai più di Buffon e come lo sono stati forse solo Lev Yashin e Dino Zoff.

Astutillo
Astutillo

Quando il Napoli affrontava l’Inter noi ragazzini non temevamo la forza di Brehme, la classe di Mattehus o i colpi di testa di Klinsmann. Quando il Napoli affrontava l’Inter avevamo paura di lui, di Zenga, nonostante Diego e i nostri azzurri a quei tempi gliene avevano rifilati di gol in tante partite. Ma la gara che più resterà impressa nella mia memoria è un Napoli – Inter del 1989, l’anno del secondo scudetto azzurro. Allora le pay-tv non c’erano, le partite le ascoltavamo alla radio con l’immancabile “Tutto il calcio minuto per minuto“. Era una giornata di sole quasi estiva nonostante fosse il 22 Ottobre, giocavo in strada a “mignolino” (il gioco più gettonato che si faceva con le figurine Panini) con un mio vicino di casa, Gianluca. Avevamo piazzato la radio a terra e intanto ci sfidavamo a colpi di mignolo, ma il match del Napoli proprio non si sbloccava, a un certo punto Gianluca emette una sentenza che mi fa rabbrividire: “Con Zenga in campo non c’è nulla da fare, finirà 0-0“. E il primo tempo finì proprio a reti inviolate. Alla ripresa però il radiocronista annuncia che il numero uno nerazzurro non era rientrato in campo, al suo posto il mitologico Astutillo Malgioglio. A quel punto Gianluca ed io siamo sicuri: “E’ fatta!“. Arrivarono così i gol di Careca e Maradona, 2-0 e l’Inter se ne tornò a casa con la coda tra le gambe.

Ma se ci fosse stato Zenga chissà come sarebbe andata a finire” – mi disse Gianluca. Era il nostro calcio da bambini dove i calciatori non erano solo tali, ma figure mitologiche. Tra Benji Price e Walter Zenga c’erano poche differenze e spesso anche questi scendeva in campo con il cappellino. Domani sera Zenga ci sarà, per fortuna in panchina. Allo stadio porterò qualche vecchia figurina e una radiolina. Non si sa mai… Non è vero ma ci credo.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

0 883

Per fortuna che sta per finire questo nomificio spudorato

Per fortuna che questo maledettissimo calciomercato sta per finire! Anche perché il Napoli non ci sta facendo capire nulla delle sue strategie. Poi, per carità, se abbiamo deciso qui a soldatoinnamorato di trattare con il contagocce le trattative di calciomercato è anche perché siti, tv e quotidiani fanno la gara a chi la spara più grossa. E noi a questa gara non partecipiamo. Vorremmo solo capire se è il Napoli ad avere le idee confuse oppure i giornalisti, nella loro corsa allo scoop, hanno iniziato ormai a sparare i nomi tipo slot-machine.

Leggiamo che il Napoli in queste ore sta trattando almeno una decina di calciatori e nei ruoli più svariati: da Maksimovic a De Maio, da Soriano a Vecino, da Samir a Kucka, da Klaassen a Lemina. Ne avremo certamente dimenticato qualcuno perché è diventato ormai impossibile star dietro a tutta questa valanga di nomi. La particolarità è che sono tutti calciatori con caratteristiche e ruoli differenti. Nessuno somiglia ad un altro. Un po’ come se il Napoli dovesse compare tanto per comprare, senza avere un identikit preciso di cosa gli occorra realmente.

A quanto pare, ad ascoltare radiomercato, Giuntoli non è più alla ricerca di un terzino. E’ una notizia. Tanto più se il Napoli ha inseguito Vrsalijko e Sala per settimane. Significa che sugli esterni resteremo così e che Ghoulam resterà in azzurro.

Nel ruolo di centrale, dopo aver inseguito Maksimovic per tanto tempo si sta virando su De Maio (a me piace). Ma c’è da segnalare che entrambi hanno dato il meglio di sè in una difesa schierata a tre. Scelte originali.

A centrocampo lo hanno capito pure i muri che il reparto è sguarnito. I titolari sono Valdifiori (sostituto Jorginho), Allan (sostituto David Lopez) e Hamsik che non ha alternative. Vecino potrebbe essere una soluzione, tanto più che Sarri lo ha già avuto con sé ad Empoli. Ci fanno però strabuzzare gli occhi le cifre di cui si parla: tra i 10 e i 12 milioni più bonus. Ma ormai tra un po’ ci abitueranno ad andare a fare la spesa e comprare il prosciutto a 2 euro l’etto più bonus…

Sembra poi che non sia tramontata l’idea di prendere un trequartista di ruolo: Klaassen dell’Ajax è un altro nome che è circolato tanto nelle ultime ore. Soriano la mattina è dato SICURAMENTE in arrivo e al pomeriggio boh.

Il capitolo cessioni è anche questo intricato: Zuniga dovrebbe andare via, ma non si è capito se qualcuno lo vuole (il signorino busca oltre 3 milioni di ingaggio). Ghoulam un giorno viene dato in partenza e un altro titolare già nella prossima partita di campionato. Di Strinic non si parla proprio: deve essere affetto da invisibilità. De Guzman se ne deve andare, lui non si è capito se se ne vuole andare e dove. Henrique resterà, forse no. Koulibaly, che il sottoscritto venderebbe anche solo per i bonus, ma pure gratis eh, non si è capito nemmeno lui cosa farà. Bisognerà trovare allenatori masochisti che hanno tanto tempo da perdere per insegnargli come si gioca a calcio, come si legge un’azione, come si difende… Però il fisico ci sta eh… E pensare che qualcuno lo definiva “più forte di Thuram“. Spero mi smentisca. Ma ormai non ci credo più.

Si lo so, faccio il giornalista, questo è un sito internet che parla anche di calcio e quindi vi aspettereste di leggere delle risposte, più che degli interrogativi. E invece ve lo devo proprio confessare: non ci sto capendo nulla! Per fortuna manca davvero poco alla fine di questo nomificio che è diventato il calciomercato. E in tutto ciò vorrei capire come i nostri ragazzi possano concentrarsi per giocare una partita importante come quella che ci aspetta domenica contro la Sampdoria. Perché, al di là di quel nome o di quell’altro, fondamentalmente a noi tifosi adesso interessa solo una cosa: fare quel fatto Domenica. Quale fatto? E’ un fatto che ci porterebbe al numero perfetto in classifica… Forza guagliù, domenica vogliamo vinc… (si è capito?): può segnare pure Zuniga o De Guzman all’ultimo minuto. A noi ci sta bene lo stesso.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it