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napoli roma

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Il Napoli ha praticamente dominato nel primo tempo contro la Roma. Prima di farci prendere dallo sconforto enorme delle due sconfitte consecutive e di aver perduto lo scontro diretto, si farebbe bene a ricordarsi quei primi 40 minuti di gioco. Gli azzurri non hanno fatto nulla di trascendentale, ma dominavano il campo, erano veloci nei fraseggi e hanno rischiato praticamente nulla fino alla strepitosa cazzata di Koulibaly.

Non vogliamo buttare la croce addosso a quello che dovrebbe essere potenzialmente il miglior difensore partenopeo. Se fosse stato un errore tecnico, come ad esempio un passaggio sbagliato, neppure ne avremmo parlato. Ma l’errore di Kalidou non è stato tecnico, ma di atteggiamento. Una spavalderia che ormai molto spesso gli fa commettere strepitose cazzate come quella che ci è probabilmente costata la sconfitta in un match decisivo. Non è la prima volta che KK ci delizia con queste indegne sbruffonerie. In una gara casalinga conto il Cagliari, nell’era Benitez, commise una sufficienza simile tentando di dribblare Farias: il Napoli vinceva 3-1,  pareggiò 3-3. E di errori di presunzione ne commette spesso, qualche volta siamo stati solo fortunati o bravi: in altre partite, dopo errori simili, l’attaccante avversario sbagliava il gol o Reina compiva un prodigio. Poi magari il Napoli vinceva e quindi noi ci dimenticavamo dell’errore. Anche perché KK nella stessa partita è capace di fare cazzate gigantesche come quella di ieri, insieme a giocate che fanno sobbalzare il pubblico dal sediolino. Come quando sradica con forza e precisione chirurgica il pallone dai piedi dell’avversario, quando rimonta sull’attaccante in fuga o quando si avventura nei coast to coast fino all’area avversaria.

Quello di ieri è stato un errore pesantissimo. E, lo ripetiamo, se si fosse trattato solo di un errore tecnico non ne avremmo neppure parlato. Invece è un errore di presunzione, di testa e che rende quindi impossibile ogni giustificazione. KK ha avuto almeno 10 secondi per scaricare il pallone su Reina, non lo ha fatto. Voleva saltare Salah, uno degli attaccanti più veloci del nostro campionato. Voleva fare il “bellillo” come dicevamo noi quando giocavamo in strada. Solo che quando noi giocavamo in strada se beccavamo il fenomeno gli entravamo sulle caviglie così lui “imparava a campare”. Nel calcio professionistico questo non è possibile.

E allora Sarri la smetta con questa sua fissità di formazione. I suoi schemi saranno evoluti, ma non li ha scritti la Nasa al punto da essere incomprensibili per i nuovi giocatori o per chi fino ad ora la partita l’ha vista dalla panchina. La rosa è ampia, dalla prossima ci aspettiamo un po’ di pugno di ferro: KK in panchina e che giochino titolari Maksimovic e Albiol. Dare a Koulibaly tre o quattro turni di riposo forse gli farà abbassare un po’ la cresta.

Il Napoli delle ultime settimane sembra bloccato mentalmente. Siamo al punto che ormai serve una scossa: o ci riprendiamo o ci affondiamo completamente. Basta con le rendite di posizione. Jorginho gioca una schifezza? Sarri metta Diawara. Hysaj è fuori condizione? E allora giochi Maggio. A tutto questo si aggiunge che Hamsik per l’ennesima volta ha finito la partita con i crampi. Cosa sta succedendo?

Sarri vuole fare solo l’allenatore? E lo faccia. La smetta di parlare di fatturati, di Juventus e altre stronzate. Faccia l’allenatore. Sia per primo lui all’altezza di una grande squadra. Oggi, ancor di più dopo l’infortunio di Milik, gli azzurri hanno un enorme problema realizzativo. Le avversarie ci hanno studiato e sanno come fermarci. Ieri la Roma è venuta a Napoli con due linee strette in fase di non possesso: quattro difensori, tre mediani e gli esterni a rintuzzare. C’è un serio problema nello sfondare difese così schierate. Poi, dopo l’errore di KK, la Roma ha avuto gioco facile perché ha potuto fare il gioco che le è più congeniale.

Siamo ancora in tempo per raddrizzare la baracca, ma deve essere Sarri a capirlo per primo facendo delle scelte. E a volte servono pure scelte brusche. Il posto da “titolarissimo”, in una rosa così assortita, non dovrebbe avercelo nessuno. Chi gioca meglio, chi sta meglio, chi si mostra più concentrato va in campo. Punto. Intanto si cominci già da Koulibaly: tre partite in panca e poi vediamo se ha imparato la lezione.

Valentino Di Giacomo

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La conferenza stampa del presidente

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Bella e vivace conferenza stampa di Aurelio De Laurentiis a Castelvolturno nel pre-match di Napoli-Roma. Il passaggio più interessante è stato quello in cui il presidente ha chiesto ai giornalisti di parlare bene del calcio per far rinnovare l’amore vesto questo bellissimo gioco. Un aspetto condivisibile, anche per questo è nato con passione Soldatoinnamorato, proprio per riappropriarci dell’amore verso questo sport bellissimo che troppo spesso si perde tra polemiche e polveroni.

DeLa ha poi dato un’altra stoccata a Benitez. Chi scrive vuole sottolineare questo aspetto perché lo spagnolo lo ha sempre mal digerito: il numero 1 azzurro ha detto che Rafa voleva portare Damiao a Napoli invece di Higuain. Se non arrivassero smentite dall’Inghilterra sarebbe l’ennesima dimostrazione di quanto il signor “prendetemi Michu” abbia superato ampiamente il picco della propria carriera per scivolare sempre più in basso. In fondo non è un caso se un tecnico che ha vinto la Champions League ed ha avuto l’opportunità di allenare il Real Madrid sia finito relegato nella Premiership inglese. In serie B. Dove attualmente merita di militare.

Ma, oltre questo, De Laurentiis ha attaccato Sky e Mediaset dicendo l’ovvietà che i due broadcaster che detengono i diritti del nostro campionato invitino in veste di opinionisti solo ex stelle di Juve, Milan ed Inter. Un’ovvietà come dicevamo che dovrebbe far riflettere di quanto il nostro club sia sempre sotto pressione anche perché il più delle volte chi commenta le partite non lo fa sempre con obiettività. Salvando la pace di Adani per Sky e di Sacchi per Mediaset il resto della pletora di commentatori sono spesso inadeguati al ruolo che sono chiamati a ricoprire, al di là delle faziosità sempre più ricorrenti che di certo non giovano il Napoli.

Bella denuncia quella di Aurelio, ma c’è un PERO’ grande quanto una casa. Ma se per primo lui, nel suo club, non ritiene indispensabile inserire in organico delle vecchie glorie azzurre, perché dovrebbero farlo delle aziende private che tra l’altro pagano fior di milioni alla sua società? Qui abbiamo sempre sostenuto che il Napoli avrebbe bisogno come il pane di un dirigente “parafulmine” per affrontare i periodi più turbolenti. Sia per creare un dialogo responsabile tra squadra, società e allenatore che per ammansire i media che molto spesso ci massacrano. Senza dover per forza rispolverare la polemica di Sarri sugli arbitri che dovrebbe essere un esempio principe di come all’interno del club ci sia comunque un malessere da questo punto di vista.

Chi scrive ritiene che Maradona possa essere ampiamente all’altezza del compito, anche solo come ambasciatore dei nostri colori farebbe grandi cose. Oggi De Laurentiis ha detto pure che vuole aprirsi al mercato cinese e chi più di Diego potrebbe, con la sua immagine, portare il club Napoli in giro per il mondo? Ma anche se non fosse Maradona, De Laurentiis dovrebbe comunque provvedere nell’inserire in organico un dirigente che sappia fare filtro e che sia stimato dai media. Decida lui un nome, ma lo faccia. Altrimenti poi non può lamentarsi se anche le pay tv fanno altrettanto. E’ un controsenso. Un controsenso come tanti del vulcanico De Laurentiis che, lo ribadiamo, resta per distacco il miglior presidente di questa società dal 90 anni a questa parte. Noi siamo per la critica, non per la delegittimazione. E speriamo ogni giorno di fare una critica costruttiva. Che sia condivisibile o no ci importa meno. Ma se scriviamo ciò è perché questo club ha tante tante tante potenzialità ancora inespresse che è obbligatorio sfruttare.

Valentino Di Giacomo

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Il presidente ci dà ragione

Finalmente qualcosa si muove. Qui su SoldatoInnamorato avevamo criticato le politiche del Napoli sui prezzi dei biglietti allo stadio. 25 euro per vedere in curva Napoli-Chievo ci sembravano francamente eccessivi, come abbiamo scritto. Ora c’è un’inversione di tendenza. Per la prossima partita casalinga contro la Roma i prezzi saranno gli stessi di quelli per il match contro il Chievo. Curve a 25 euro, Distinti a 35. Una bella notizia. Anche se forse denota una certa schizofrenia nella scelta dei prezzi dei tagliandi. Forse se una curva per la gara contro il Chievo fosse stata messa a 20 euro e la prossima con la Roma a 30, il risultato sarebbe stato migliore. Due stadi comunque maggiormente pieni e non si sarebbero generate polemiche inutili. Comunque meglio tardi che mai. Ricredersi è sintomo di intelligenza.

Questi i prezzi dei biglietti per Napoli-Roma, anticipo dell’ottava giornata di Serie A di sabato 15 ottobre alle ore 15.00 al San Paolo. In attesa di comunicazione dell’Osservatorio, successivamente saranno rese note le modalità e i tempi di acquisto dei tagliandi

SETTORE Prezzo
Tribuna d’Onore Euro 90
Tribuna Posillipo Euro   65
Tribuna Nisida Euro   45
Distinti Euro   35
Tribuna Family Euro   10
Curve Euro   25

Ridotto Tribuna Family: Euro 5

Valentino Di Giacomo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Era il primo novembre del 2015, si giocava Napoli – Roma. Il Napoli di Benitez aveva balbettato ad inizio campionato, ecco arrivare i giallorossi per recuperare il cammino. Gli azzurri giocano un primo tempo da accademia, passano in vantaggio con un gol di Higuain in mezza rovesciata al volo. Saranno le prove generali per quel suo ultimo gol in maglia azzurra contro il Frosinone. Ma noi allora non lo sapevamo.

Il Napoli soffre, ma il Pipita gioca una partita di sacrificio per aiutare i compagni a rintuzzare gli attacchi romanisti. A guardare c’è il solito San Paolo degli ultimi anni: un pubblico diventato nel tempo, per varie ragioni, più silente ed esigente rispetto a tutta la sua storia. Con le curve che cantano cori un po’ autorefenziali, un po’ “incantabili” che non riescono a trascinare l’intero stadio alla “guerra sportiva”. Io quel primo novembre sono in tribuna con il mio amico Luigi. Le curve negli ultimi anni le evito sempre di più perché mi fa un po’ rabbia e un po’ tristezza assistere a quello che sono diventate: un gruppetto di 100/200 persone che canta i propri motivetti un po’ sciocchi e tutto il resto che guarda la partita tra urla, imprecazioni, i soliti “esperti” di tattica che suggeriscono sostituzioni, disposizioni tattiche ecc.

Sotto la nostra tribuna ci sono i soliti ragazzini delle scuole che il Napoli invita tutte le domeniche ad assistere alla partita. Higuain prende la palla e i bambini iniziano ad incitarlo: “HIGUAIN – HIGUAIN – HIGUAIN”. Non so se quella sia stata la prima volta di quel coro, ma dovrebbe essere proprio quel Napoli – Roma ad aver dato inizio a quella cantilena che sarebbe durata ancora per quasi 2 anni. Il Napoli tiene l’1-0, soffre, il pubblico lo capisce. HIGUAIN – HIGUAIN – HIGUAIN. Riprendono a cantare i bambini e poi comincia la tribuna, prima il lato inferiore, poi la Nisida e la Posillipo, poi i Distinti. A poco più di 10 minuti dalla fine della partita, Gonzalo prende la palla e serve con il contagiri un pallone per l’inserimento di Callejon che segna il 2-0. HIGUAIN – HIGUAIN – HIGUAIN, stavolta è quasi tutto lo stadio a cantare per lui. Credo sia la prima volta che un coro nasca dalla tribuna e poi si propaga allo stadio intero. Un coro di bambini, un coro bambinesco, ma efficace. E soprattutto un coro utile perché Gonzalo sente finalmente di essere un idolo di questa città. Basti pensare che se Lavezzi ha avuto quel “BLASFEMO” coro “Olè olè olè olè Pocho Pocho” sul motivetto che cantavamo per Diego, Edinson Cavani l’extraterrestre al San Paolo non ha mai avuto un proprio coro.

E’ la nuova politica del tifo “organizzato” (sarebbe meglio definirlo disorganizzato) di non cantare più cori per i calciatori, perché esiste “Solo la maglia”. Una convinzione che ora, dopo la partenza del vigliacco, si rafforzerà ancora di più. E invece no! Non deve essere così!

Lo sappiamo tutti che la maggior parte dei calciatori sono “mercenari”. Eppure resto convinto che questi vadano incitati anche singolarmente. Loro sfruttano la nostra maglia per accrescere il proprio prestigio? Ecco, noi sfruttiamo loro per farli rendere al massimo con la nostra maglia. E’ un discorso di convenienze, come quei vecchi matrimoni di un tempo. Un calciatore che riceve un coro è stimolato mille volte di più e rende assai di più. Basta tornare indietro a quando “l’odiato” Palummella faceva cantare sul motivo di Ricky Martin “Gol gol gol, alè alè alè, Scwoch Scwoch Scwoch alè alè alè”. E ricordiamo tutti cosa abbia fatto Stefan in maglia azzurra, oppure Roberto Stellone alè ooo, Roberto Stellone alè ooo.

E poi c’è anche un altro motivo per cui bisogna incitare i singoli calciatori. Per i bambini che trasformano i ragazzi in maglia azzurra in propri eroi e hanno una voglia matta di manifestare quel loro amore. Proprio come accadde quel primo novembre del 2015.

E così mi torna alla mente il bimbo che ero, quando in un cortile da solo con il pallone creavo azioni e nella mia mente inscenavo una telecronaca con i miei eroi: “Alemao imposta, la gira a destra per Crippa, di nuovo al centro per Maradona. Maradona, Maradona, dribbling, la mette al centro, Carecaaaaaaaaaa gooooooool”. Erano i miei Batman, i miei Superman, i miei Spiderman. Ecco, non credo che tutti debbano avere un coro. Ma un ragazzo che da 10 anni veste la nostra maglia, il nostro capitano ormai mezzo napoletano e mezzo slovacco, un coro lo meriterebbe. Un po’ per lui, un po’ per noi e tantissimo per quei bimbi che vedono Marek come un idolo assoluto. E soprattutto un po’ per quel bimbo che ci vive dentro e che ci fa ancora impazzire il cuore quando vediamo un pallone rotolare su un campo verde e una maglia azzurra come il cielo che corre insieme a tutte le nostre emozioni.

Valentino Di Giacomo

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Stadio San Paolo

Amici tifosi, vedo in giro un po’ di sconforto. Del resto non potrebbe essere altrimenti dopo che il Napoli ha fatto appena un punto in due partite. Noi tifosi facciamo i tifosi e quindi, come è giusto, ci lasciamo spesso prendere dall’esaltazione o dallo sconforto a seconda dei risultati. E’ legittimo. Al tifoso non si può chiedere coerenza, solo amore. E l’amore contempla pure la delusione, sennò amore vero non sarebbe.

Però, proprio perché ci conosciamo, guardiamoci in faccia. Noi siamo quelli (mi ci metto pure io, anche se non l’ho mai fatto, perché siamo una sorta di famiglia come cantava Nino) che fischiavano Insigne appena un anno fa, tanto che dopo un gol al Torino il ragazzo scoppiò in lacrime di liberazione. Noi siamo quelli che inneggiavano all’incendio della barca di De Laurentiis e che in Napoli Sampdoria gli gridammo qualsiasi cosa: dal pappone all’infame con tutto quello che ci sta nel mezzo.

E allora, guardandoci in faccia, dobbiamo dire che fino ad ora il Napoli sta facendo un campionato eccezionale. Abbiamo affrontato tutte le “grandi” e le abbiamo vinte tutte, solo ieri con la Roma abbiamo raccolto solo un punto. Ma era una Roma versione Carpi o Verona: sono venuti per prendersi il punto e se lo sono portati a casa. Noi abbiamo mancato di cinismo, quel tiro di un soffio fuori del capitano poteva oggi tenerci da soli al secondo posto.

Sempre guardandoci in faccia, diciamoci la verità, il Napoli non lotta per lo scudetto. Non è tenuto a farlo, blasone a parte. E’ una bellissima ipotesi, ma non è un qualcosa da raggiungere a tutti i costi. Io spero che quel canto a fine partita, dopo il pareggio casalingo con la Roma, duri per tante altre partite nella buona e nella cattiva sorte. I ragazzi stanno dando tutto quello che hanno in campo. Adesso hanno in corpo un po’ meno benzina rispetto a qualche settimana fa. E per questo dobbiamo essere noi la benzina senza piombo delle loro gambe.

Non facciamoci prendere da scoramenti, da polemiche inutili, da sconforti che non hanno senso. Deve ancora concludersi il girone d’andata, la corsa fino alla fine sarà lunga ed estenuante. E’ in questi momenti che la città deve stringersi ancora di più attorno ai ragazzi. Né dobbiamo farci impressionare dalle altre squadre: il campionato è lungo, vedrete che chi ha corso rallenterà e chi ha dovuto fare estenuanti rimonte ne pagherà gli sforzi.

Dopo il brutto inizio di campionato ora il clima in città è bellissimo. Non ci sono troppe polemiche. Eh si che qualcuno qualche zizzania ha cercato di metterla, come la storiella della festa di Higuain… Lasciamo stare, i nostri ragazzi sono dei professionisti, lo stanno dimostrando.

Non sappiamo dove il Napoli potrà arrivare. C’è di sicuro che siamo lì, e ci siamo in un campionato che è assai più difficile degli altri anni perché è molto più equilibrato. Si deciderà ai dettagli, ai colpi di fortuna che fino ad ora hanno premiato di più una squadra rispetto alle altre, avete capito quale, no?. Il Napoli gioca un gran calcio quando ne ha la possibilità. E’ questo forse tra i migliori Napoli di sempre per gioco e padronanza delle partite. Godiamocelo! Godiamoci ogni momento. Nella buona e nella cattiva sorte. Quando è amore vero si fa così.

vDG

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Come spesso facciamo accogliamo qui le pagelle dal Gruppo Facebook “Didì Vavà Pelè site ‘a uallera ‘e Canè”. Questa sera, per LA PARTITA, l’onore e l’onore di stilare le pagelle è del mitico Prof. Carlo Pontorieri, che ringraziamo di cuore! 

Partita dura, e si sapeva. Arbitraggio scorbutico, e in dubio pro Roma, anche questo era prevedibile. Erano vent’anni che Napoli e Roma non pareggiavano 0-0 al San Paolo e la statistica non a caso è una scienza. Il pareggio non delude né Napoli né Roma, ma i nostri sembrano aver perso quella imprevedibilità e brillantezza sfoggiate fino a poco tempo fa.

Del resto, il Napoli di Sarri ormai si studia nelle università e anche le contromisure adottate dalle squadre avversarie cominciano ad essere accademiche e a somigliarsi.

Quelli dell’Inter non avevano detto che per fermare il Napoli bisogna picchiare duro i giocatori in campo? E Garcia ha seguito il raffinatissimo schema tattico inventato da Mancini: barricate e fallo duro sistematico, fidando nel fatto di essere una “grande”, e dunque di non poter subire cartellini gialli o addirittura rossi se non a fine partita (la famosa prassi costituzionale invocata ex post da Mancini a proposito del “Caso Nakatomo”). Come si sa, in questi casi Higuaìn si innervosisce e metà del lavoro è fatto.

Detto tutto ciò, fatto salvo un certo calo fisico, il Napoli nel complesso non ha demeritato, confezionando un buon numero di palle gol, non concretizzatesi grazie ad errori di mira in fondo scusabili o a interventi miracolosi del portiere romanista nome-polacco-tutto-consonanti.
Veniamo ai voti. Come mio solito, guardo alle prestazioni individuali, non tenendo troppo conto del contesto generale e del risultato finale (anch’io ho le mie prassi…).

REINA – Nulla di che. In fondo ordinaria amministrazione, solita sicurezza per tutto il reparto, e sontuosi lanci di piede. L’erede attuale di Rudy Krol è lui – 7

HYSAJ – Partita principesca del difensore destro napoletano. Trottolino amoroso su tutta la fascia destra dello scacchiere, costringe sistematicamente Salah sulla difensiva, cancellandolo dal campo. Alla fine Garcia non può che prenderne atto e lo sostituisce. Studia da Tassotti, con grande profitto. 7,5

ALBIOL – Buona partita del centrale ispanico, accorcia, anticipa, commette fallo quando necessario, tiene la linea. Un suo lancio distratto e sbilenco non mi consente però di dargli un voto molto alto. Per cui 6,5.

KOULIBALY – E’ ormai un idolo del San Paolo. Lo scontro al fulmicotone con la roccia Dzeko lo vince alla stragrande, anche con momenti di autoesaltazione dionisiaca. Dalle sue parti non si passa, opponendosi di potenza ma pure con classe: il Panzanato Nero, The Black Wall, troviamogli un soprannome che lo renda leggendario, perché forse qui stiamo assistendo alla nascita di una leggenda azzurra. Se avessimo vinto, una sua malattia nel primo tempo lo avrebbe messo sugli scudi e lo avremmo portato in trionfo per via Toledo. Non abbiamo vinto, e noi gli mettiamo lo stesso: 8

GHOULAM – Un altro che ha fatto una gran bella partita. Tamponando, correndo, crossando, sovrapponendosi con Hamsik o Insigne, ragionando. È ormai un giocatore non banale, la crescita impetuosa di KK sotto la direzione del m.o Sarri ha dato sicurezza anche a lui. 7

CALLEJON – Si tratta di vera e propria involuzione oppure il ragazzo soffre di essere in campionato di fatto il 4’ di centrocampo? Certo, fa massa, densità, copre lo spazio, ma non è più il Callejon che conoscevamo e che ogni tanto vediamo in EL. I tagli sontuosi e geniali sono quelli di sempre, ma… 5,5.

ALLAN – Mi sembra abbastanza in calo di condizione, oppure soffre molto, forse troppo, le marcature ad hominem che costantemente gli sono dedicate. Ma certo non è più il rubapalloni di qualche settimana fa, né l’onda impetuosa che frantuma ogni resistenza. 6 ma insomma.

JORGINHO – Lo stesso discorso fatto per Allan. Il giocatore che tocca più volte la palla nei campionati europei non c’è più. Ora sembra troppo spesso in procinto di annegare nel centrocampo e nelle contromisure avversarie. È solo calo atletico o Sarri si deve inventare qualcosa per liberare da gabbie e marcature strette uno dei giocatori più incisivi di inizio stagione? Di certo il ragazzo appare un po’ appannato. 5,5

HAMSIK – In assenza di J8 in cabina di regia, chi si assume l’onere di cantare e portare la croce? Chi raddoppia, marca, imposta, fa lanci geniali e millimetrici, diventa punto di riferimento per i compagni in ogni zona del campo e alla fine va pure al tiro? Se il Napoli incide a sinistra, e solo a sinistra, gran parte del merito è suo. Il vecchio (?) Capitano si carica il centrocampo sulle spalle dimostrando urbi et orbi che il Genio Mozartiano si mostra con leggerezza, ma anche la leggerezza ha un suo preciso peso specifico e sa assumersi le responsabilità. Stasera ha provato persino a segnare, anche se non è stato fortunato. Ma per noi la sua prestazione resta da 8.

INSIGNE – Il Magnifico stasera è stato ingabbiato. La Roma non voleva perdere, Garcia non poteva perdere, da ciò una gabbia asfissiante intorno al talentuoso ragazzo di Frattamaggiore. Certo il piede è sempre quello, ma anche lui appare affaticato o quanto meno provato dall’attenzione che ormai gli dedicano gli avversari. Non incide, come altre volte, peccato. 6,5.

HIGUAIN – Lo schema, come detto, è quello annunciato da Melo e reiterato da Guarin: picchiare Higuaìn, provocarlo, guastargli l’umore e rovinargli la serata. Beh, stasera è perfettamente riuscito. Svagato, inveisce contro tutto & tutti e non è determinante, se non nell’occasione in cui, da trequartista col piede caldo, lancia in verticale il Capitano verso la rete. Del resto, anche in questo caso la statistica è una scienza: aveva segnato una caterva di gol al S. Paolo fino ad oggi, ci può anche stare una serata-no. 5,5

MERTENS – E’ in gran spolvero. Ha visto dalla panchina i romanisti fare i furbi e picchiare i compagni e non gli è parso giusto. Entra al posto di Callejon e fa valere ben presto la sua buona luna, ma quando è il caso mostra pure qualche artiglio. Del resto, i belgi hanno visto nel ‘900 invaso il loro paese per ben due volte, sembravano aver perduto tutto, ma poi alla fine hanno vinto la guerra loro. Peccato stavolta non sia stato risolutivo, magari la prossima. 6,5

EL KADDOURI – In una delle concitate azioni finali avrebbe persino potuto segnare. Ma il ragazzo, che pure mi sta simpatico assai, per varie sue prese di posizione, che lo mostrano come un uomo vero e non il solito giocatore ignorante e viziatello, non è riuscito a buttarla dentro. Nel caso, gli avrei messo un bel 7, per come è andata, mi pare più corretta un’astensione dal giudizio. S.V.

SARRI – Come detto, il Napoli non mostra scricchiolii significativi, ma non è più la “squadra perfetta col gioco perfetto” vista fino a qualche settimana fa. Il Maestro di Bagnoli saprà il perché e troverà gli adattamenti necessari. Qualcuno lo abbiamo già visto: il trio d’attacco con Mertens a sinistra e Lorenzinho a destra. Altri, verosimilmente, ne verranno. La squadra ha creato varie palle gol abbastanza nitide, non gli si può rimproverare niente. Sarebbe paradossale. 7

Carlo Pontorieri

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Recriminazioni di chi non gioca a calcio

Giallo sul gol della Roma. Difficile capire se il cross di Rudiger poi indirizzato in rete da De Rossi abbia varcato o meno la linea di fondo. A noi pare di si. Così non fosse ci facciamo una sonora risata alla faccia dei giallorossi! Come raccontato in settimana, secondo la controclassifica di una nota agenzia di scommesse, il Napoli è la squadra di vertice che è stata più bistrattata dagli arbitri (ne è la dimostrazione che alla sedicesima giornata deve ancora ricevere l’assegnazione di un rigore a favore), mentre la Roma è stata la squadra più favorita.

Ma poi, osserviamo, cari tifosi giallorossi, ma la volevate pure vincere la partita dopo essere venuti a Napoli come un Carpi qualsiasi? Tutti dietro la linea della palla e con cinque difensori bloccati: ai 4 di difesa si aggiungeva spesso De Rossi. Manco vi mettete scuorno?

Facciamo così, il gol era regolare! Non ve l’hanno dato valido. Ma ‘o juoco è senza ì ‘nfreva. Così si dice dalle parti nostre. Non lo capite? E non fa niente! Dai su, che se viene esonerato il mago francese, prendete Carletto Mazzone sulla panchina e potete fare un gioco all’italiana un po’ più spumeggiante. Alla faccia di tutti i soldi che l’americano ha speso per mettervi a disposizione la rosa più forte del campionato…

vDG

Twitter: @valdigiacomo

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A noi la Roma ha fatto piagne… Come si dice a Roma. Solo per curiosità siamo andati a dare uno sguardo a due forum di tifosi giallorossi… A quanto pare nemmeno ai tifosi romanisti è piaciuta la prestazione della squadra di Garcia. E’ vero, il Napoli non ha vinto, ma se la squadra con la rosa più forte del campionato compie queste prestazioni… Leggete che è divertente… 
Luis da Romaforever.it : E’ questa sarebbe una squadra da scudetto? Ma fatemi il piacere…..io credo che la Roma se non fa un mercato di gennaio importante correggendo evidenti squilibri di ruoli ,sara’ un miracolo se arriva quarta,ormai e,’la copia esatta della Roma del girone di ritorno dello scorso campionato ovvero incapace di ripartire di riproporre gioco,lenta ,involuta,brutta da vedere: pianic e de rossi passeggiano sul campo,naingolann fa km a vuoto ,ci si ostina a vedere florenzi come terzino ma con risultati pietosi,meno male che oggi ha retto la difesa ed il portiere ,altrimenti …eppure vedere giocare la Roma come una provinciale fa male,garzia e’ strafelice per questo punticino che la Roma ha ottenuto dimostrando comunque limiti tecnici e tattici impressionanti: comunque pallotta e & tirano a campare ,l’ amara verità e’ a mio modesto avvisoche ci si avvia verso un campionato fallimentare a luce degli obbiettivi di partenza,salvo ripeto un grosso mercato di gennaio( a proposito ma vendiamolo questo pianic che non e’ questo fenomeno che si vuole far credere se non altro come personalita’)insomma io come tifoso sono molto deluso perche’ siamo ripiombato nel grigiore del girone di ritorno e ci vuole una scossa forte per ripartire.

Da Romanews

De Lupis: Solito pianto, ormai non ci sono piu’ parole. È la stessa partita con il Barcellona, solo difendere, questa è una squadra che se digende non attacca. Siamo la squadra peggiore della serie A,.anche il Verona gioca meglio di noi.

Franz: Dzeko nun tiene na palla è prorio un lampione spento, aridatece Borriello.

Foffol: Incredibile neanche un tiro, non dico in porta, dico neanche un tiro, meglio guardare il Carpi o il Chievo.

Stefano Soma: a questa squadra manca una cerniera a centrocampo tra difesa e attacco…..magari il miglior strottmann……quanti lanci lunghi alla cieca…..sembriamo una squadra allo sbaraglio magari con tanto impegno ma con una disorganizazzione e una confusione ormai troppo evidente

Lucio: Continuiamo a giocare il calcio più brutto della serie A. Non facciamo più di due passaggi di seguito e Florenzi terzino è la sua e la nostra rovina.

Enzo: Neanche più il palleggio ci riesce. Non si fanno più di tre passaggi consecutivi. A questo punto non so più che pensare, fino a che punto la colpa è di Garcia?

Furio (di nome e di fatto… aggiungiamo noi…): pare che stamo a gioca’ in 10….. famo schifo pure oggi…. pallotta i soldi del biglietto aereo te li potevi risparmia’ che so’ de coccio… li stanno a pia’ a pallonate pure stasera

Paolo: Ma te hai visto la partita? Reina giocava oppure no? Hai visto qualche tiro della Roma nella porta avversaria? Io ho visto la partita è avevo i chicchi del rosario in mano e invocavo i Santi affinché pregassero per noi. Oggi è andata bene ma le prossime partite ma………… Cmq facciamo schifo non abbiamo un gioco e con questo pagliaccio non vinciamo neanche la coppa del nonno. Voi potete essere anche contenti io no e le racchette per la partita di tennis serviranno presto lo stesso statene certi

Mauro: Il nulla……… zero tiri, zero passaggi per Dzeko, -7 dall’inter, – 3 dal Napoli e con molta probabilità con la Juve che ci passerà sopra.
Quindi ricapitolando dopo questa giornata la roma sarà quinta.
…… e ancora si sente dire in dovere radio che non è finita per lo scudetto…. direi per la roma il campionato è chiuso e anche i primi tre posti