Tags Posts tagged with "mercato"

mercato

0 429

Buongiorno e bentornati su Calciomercatino, la rassegna settimanale di Soldato Innamorato sulle trattative inventate di Tuttosport e compagnia. Questa settimana tiene banco, anche giustamente, il caso Donnarumma: per tutto il mondo destinato al Real, allo United o a rimanere al Milan, per il quotidiano torinese già a Torino per le visite mediche.

La supercazzola della settimana infatti, direttamente dal nostro giornale preferito per arravogliare il pesce al mercato, teorizza un allineamento dei pianeti da far vergognare Neil Degrasse Tyson con Cristiano Ronaldo che va a Manchester, De Gea che fa il percorso inverso come contropartita tecnica e Donnarumma che, non potendo più andare a Madrid, va ovviamente alla Juventus dove sono destinati tutti i calciatori forti del pianeta. Non sfiora nessuno l’idea che in caso di scenario simile lo United potrebbe voler comprare un portiere migliore di Romero. E vabbè.

Ovviamente non è finita qui, con il ritorno di Douglas Costa (trattativa in effetti possibile ma ricordiamo che la settimana scorsa era data per chiusa) e l’ennesimo tentativo per De Sciglio in cambio di un Dani Alves che sta facendo di tutto per portare via i coglioni dal capoluogo piemontese. Forse lo spogliatoio più solido d’Italia non è poi un ambiente così sano…

Per il resto, milanesi a manetta: l’Inter su Rudiger (blindato da Monchi) e sul brasiliano Tete, nonché su Borja Valero in vista dell’ennesima rivoluzione a centrocampo. Aspettiamo i proclami di scudetto per poi finire fuori dalle coppe europee come al solito. Il Milan invece ha comprato Musacchio e Kessiè e si sente di nuovo regina d’Europa, quindi via a contendersi Belotti col PSG; in realtà il centravanti del Toro potrebbe non essere così entusiasta di fare la riserva di Cavani nell’anno del mondiale, ma per trattare con Cairo ci vogliono almeno 70 milioni.

Per finire, grandi notizie sul Napoli:

Non è vero, manco o’ cazz. Il mercato degli azzurri non promette botti e i colpi principali sono stati i rinnovi dei migliori, ma se le trattative delle altre squadre sono inventate allora vogliamo almeno un titolone su Ibra al San Paolo…

Roberto Palmieri

0 864

Il nostro esperto di mercato, nonchè barman di fiducia, la aveva data come ipotesi ma a parte questo nulla ha mai fatto pensare che l’affare fosse possibile.

Ma si sa, escludendo i comunicati ufficiali, il 50% delle notizie di calciomercato sono stronzate e il restante 50% cazzate, per cui lecito sognare anche quando è inutile sperare. Ma, proprio quando tutto sembra perduto, sul web spunta l’incredibile iniziativa di un tifoso: una colletta per comprare Messi.

Il titolo è tutto un programma “Operazione Messia, il figlio di D10” ma al di là dello scherzo la raccolta fondi sembra essere reale (anche se al momento non c’è nessuna offerta) e con quote più o meno alte si potrà anche ricevere alcuni omaggi: autografi, maglia autografata ma non solo, con 20000 euro potrai organizzare un’amichevole al San Paolo con gli amici e schierare Messi nella tua squadra. 

Qualcuno potrebbe avere dei dubbi sulla serietà della cosa, ma noi siamo dei sognatori, per cui ci uniamo all’invito degli organizzatori Giacomo & Co.chi ha soldi da investire e un cuore per sognare, allunghi velocemente la mano…de Dios”

Paolo Sindaco Russo

0 3604

La notizia è talmente assurda da sembrare vera, non si trovano molti riscontri in rete ma come si sa nel calciomercato le notizie che circolano sono tutte infondate, ma la fonte è accreditata e le motivazioni tanto credibili quanto fondate: insomma, Messi a Napoli non sarebbe un sogno.

Dopo la terza finale persa con la maglia della Nazionale, il rigore sbagliato e la seguente crisi di fiducia in sé stesso Messi vuole dimostrare al mondo di essere il più forte anche senza la maglia del Barcellona. Non vuole essere ricordato come il giocatore più forte della squadra più forte della storia del calcio. Ma come il più forte, senza discussioni.

Queste le parole rivelateci in esclusiva da Peppe Fiorillo, esperto di calcio internazionale, che continua “De Laurentiis quando venne un top player è abituato a comprarne uno più forte, da Quagliarella a Cavani, da Cavani a Higuain… e Chi c’è in giro oggi più forte di Higuain? Messi, Cristiano Ronaldo e pochi altri

E in effetti le dichiarazioni del mio Barman di fiducia sembrano più convincenti, e mentre mi prepara il suo cocktail “Cosa Viola” dietro al bancone del Birrificio Flegreo continuiamo a parlare di questo scoop che va oltre la suggestione.

Messi è più forte di Maradona? In nazionale non è riuscito a dimostrarlo, al punto dal non voler più indossare quella maglia, allora non gli resta che indossare l’altra maglia che ha vestito Diego: quella del Napoli.

Anni di Fantacalcio, Bollette sul calcio internazionale, giornate a parlare di campionati stranieri dietro al Bancone e soprattutto ascoltare le confessioni dei clienti, hanno reso Peppe un punto di riferimento per chi vuole seguire il calciomercato lontano dal gossip acchiappaclick… Non dimentichiamoci che Peppe ha lavorato per anni in Spagna… proprio a Barcellona.
Considerando poi che in Italia gli esperti di mercato più accreditati davano per ufficiali scambi come Hamsik per Guarin, davano per certo l’arrivo di Candreva, di Fellaini, di Gonalons, sostenevano che per Mascherano mancavano solo le firme... Bé io preferisco sognare insieme a Peppe fra un cocktail e una birra.

Paolo Sindaco Russo

0 1003
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Comprerò due top player“. Non si può che partire dalle parole di ADL alla vigilia di questa sessione di calciomercato.
Dichiarazioni che, ex post, si sono rivelate poco felici per due ragioni essenziali: da una parte, hanno creato aspettative nei tifosi e negli addetti ai lavori; dall’altra, hanno alimentato le velleità milionarie di presidenti che hanno intravisto nell’altrui necessità uno spiraglio per fare grandi fortune. Un errore che il presidente aveva già commesso in passato.

E così ecco che per Maksimovic-un prospetto interessante reduce però da un grave infortunio- ci vogliono 25 milioni di euro, per Rugani idem, per Tonelli non meno di 15 e così via. Valutazioni evidentemente sballate che sono figlie almeno in parte di una tendenza recente, originatasi con l’ingresso nel mercato del pallone di magnati, sceicchi e simili.
Questi colossi, lungi dal possedere le necessarie competenze calcistiche e con le blande sanzioni del fair play finanziario quale unico deterrente alla propria azione, non hanno esitato a spendere cifre esose, spesso e volentieri fuori mercato, pur di assecondare i capricci dei propri allenatori.

De Laurentiis ha tentato comunque il grande colpo sia in difesa, ma soprattutto a centrocampo, dove maggiormente si sentiva la necessità di una valida alternativa alle mezzali titolari Hamsik e Allan.
Ma giocatori di prima fascia -i vari Herrera, Kramer e Andrè Gomes a lungo inseguiti- difficilmente partono a gennaio se non per cifre folli, quelle che il Napoli, a torto o a ragione, non ha voluto spendere.
Da una parte c’era il bisogno di rinforzare la squadra per alimentare il sogno scudetto, dall’altra c’era il rischio concreto di rompere un meccanismo delicato come quello del Napoli con nomi altisonanti che malvolentieri si sarebbero accomodati in panchina.
Alla fine sono arrivati Grassi a centrocampo e Regini come quarto centrale di difesa. Profili certo funzionali al progetto e ben disposti ad accettare anche un ruolo da comprimari, ma lontani da quei top player che avrebbero consentito un salto di qualità ulteriore ad una squadra già forte.

Forse si spiega anche in quest’ottica il profilo basso tenuto da Sarri nelle interviste delle ultime settimane: “pensiamo solo a crescere”, “la squadra non ha pressioni per il primo posto, non abbiamo nessun obbligo”, “la Juve è di un altro pianeta”, aveva dichiarato a più riprese il mister. Chiariamoci, Sarri non si sarebbe comunque mai sbilanciato, ma il mercato azzurro probabilmente lo ha indotto verso posizioni ancora più prudenti. Il Napoli non ha ambizioni di scudetto.

Il mercato del Napoli è stato deludente? Forse sì, forse no, ma la risposta più logica è una sola: dipende dalle premesse iniziali.
Le dichiarazioni del patron hanno creato certe aspettative, poi puntualmente disattese. Se si prescinde da quelle parole e si guarda al contesto di sei mesi fa, allora il quadro cambia e le mosse di Giuntoli appaiono in linea con quello che Sarri stesso ha definito “un anno di costruzione”.

E’ chiaro però che il campo ha detto altro: una squadra che gioca un calcio moderno, efficace in difesa e spietata davanti.
Una squadra che ad oggi, pur senza le risorse e la rosa ampia della Juventus, guarda tutti dall’alto in basso.
Il mese di febbraio, quanto mai intenso e ostico, ci dirà forse qualcosa in più sulle ambizioni di questo Napoli.

I tifosi intanto continuino a cantare e a sostenere la squadra, accarezzando l’idea più dolce:
che duri fino alla fine.
Sognare, almeno quello, non costa nulla.

Lorenzo Sorrentino

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 260
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Se molto si è detto dello scetticismo iniziale della piazza napoletana nei confronti di Maurizio Sarri e di come sia poi subentrato l’entusiasmo quando i giocatori sono riusciti ad eseguire le idee del tecnico con continuità, merita qualche parola anche ciò che è successo nella piazza che l’allenatore bagnolese ha lasciato per venire a trasformare Higuaìn nell’attuale cyborg che sta riscrivendo tutte le certezze sul fatto che sia impossibile avere certe medie gol in Serie A. 

A inizio campionato, di fatto, l’Empoli era data per sicura retrocessa. Sorpresa del campionato precedente chiuso con una tranquillissima salvezza, oltre all’allenatore la squadra toscana ha perso in estate Hysaj, Valdifiori, Sepe, Vecino, Tavano e Verdi; con tutte queste pedine mancanti sembrava impossibile riproporre il gioco spumeggiante che aveva esaltato il talento di Saponara e portato la squadra a un livello superiore della somma dei suoi singoli. La società invece non ha sbagliato un colpo: come nuovo allenatore ha scelto Giampaolo, considerato dai più un “bollito” senza più niente da dare al calcio, che invece ha avuto l’umiltà di non alterare il sistema di Sarri e limitarsi ad adattarlo ai nuovi innesti; le colonne rimaste della stagione passata, ovvero Mario Rui, lo stesso Saponara, Daniele Croce, il centrale-bomber Tonelli, capitan Maccarone e il suo generosissimo partner Pucciarelli sono stati affiancati da alcuni acquisti giovani ma affidabili come Zielinski (da tenere d’occhio anche in orbita Napoli), Paredes che ha risolto il rebus del regista e Buchel, e soprattutti dagli ex gregari di Sarri, come Barba, Costa e Laurini, che hanno contribuito a semplificare l’obiettivo dell’allenatore di riproporre il bel gioco della stagione precedente. Il progetto è riuscitissimo e l’Empoli si conferma una realtà da ammirare. 

Il gioco dei toscani è meno verticale rispetto al passato e in effetti somiglia a tratti a quello attuale del Napoli. Il modulo è rimasto quello della scorsa stagione, un 4-3-1-2 che esalta il dinamismo del generoso Pucciarelli e soprattutto le qualità di Saponara, in questo momento il più forte trequartista del campionato. Paredes, inizialmente impiegato mezzala col giovane Dioussè in mediana, spostato davanti alla difesa ha offerto una diversa interpretazione del ruolo del regista rispetto a quella di Valdifiori, giocatore chiave dell’anno scorso con le sue continue verticalizzazioni; il giovane di proprietà della Roma preferisce tenere il pallone a terra, e l’importanza di Zielinski come mezzala di possesso con grande doti tecniche contribuisce a rendere il gioco dell’Empoli più orizzontale senza perdere aggressività. In difesa, i dogmi sono gli stessi di Sarri: difesa alta, movimenti a elastico per mantenere perfette le distanze tra i reparti, pressing (anche se l’Empoli non applica volentieri il “gegenpressing”, ovvero l’attacco immediato al pallone perso per riconquistarlo più in alto possibile).

Domani i toscani schiereranno la formazione titolare, a eccezione forse di Barba vicino allo Stoccarda (nel caso la trattativa si concretizzasse in queste ore il ragazzo sarà sostituito da Cosic o Camporese, visto che Costa è indisponibile). Il Napoli invece confermerà la formazione titolare, per giocare al meglio lo scontro tra le due formazioni più spettacolari del torneo. L’unico assente per gli azzurri è Grassi, indisponibile, mentre Regini non dovrebbe essere convocato.

PROBABILI FORMAZIONI

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuaìn, Insigne.

EMPOLI (4-3-1-2): Skorupski, Laurini, Barba, Tonelli, Rui, Zielinski, Paredes, Buchel, Saponara, Pucciarelli, Maccarone.

Roberto Palmieri

0 790
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

I malumori dei tifosi azzurri in questa sessione di mercato sono palpabili e sotto certi aspetti anche giustificabili. Ad oggi, 29 gennaio, con la sessione praticamente chiusa, l’unico acquisto è stato Alberto Grassi, classe 1995 dall’Atalanta (peraltro subito ai box per infortunio) ed è data in dirittura d’arrivo per l’ultimo giorno di mercato la trattativa per Federico Barba, classe 1993 dell’Empoli. Con il Napoli primo in classifica ma inseguito con forza da una Juventus solidissima la piazza chiedeva qualcosa di più; ma sarebbe stato intelligente o comunque fattibile puntare a un top player o mosse di questo tipo sono sufficienti?

GOMES E GLI ALTRI – Chiariamo subito una cosa, cioè che De Laurentiis ha ancora una volta delle grosse colpe nella delusione della piazza per il modo in cui ha gestito la situazione dal punto di vista mediatico. L’acquisto di Grassi, giocatore futuribile ma già abituato al campionato italiano e di qualità indiscutibili, sarebbe stato probabilmente accolto con molto più entusiasmo se si fossero evitate sparate su grandi nomi internazionali quasi impossibili da raggiungere. Detto questo però, Andrè Gomes o Hector Herrera sarebbero stati acquisti intelligenti? A mio umile parere, fino a un certo punto. Infatti, se è vero che Lopez si è dimostrato inadeguato a certi livelli e Chalobah manca ancora di intensità difensiva, il gioco del Napoli è comunque cucito sulle caratteristiche degli inamovibili Allan e Hamsik; giocatori come il portoghese e il messicano sono di ottimo livello, ma bisogna non farsi prendere dall’esterofilia e tenere presente che non si tratta di campioni assoluti capaci di fare la differenza in qualunque contesto e scalare le gerarchie. In altre parole, non bisogna pensare di aver trattato Modric o Thiago Alcantara…

Considerando un periodo fisiologico di apprendimento del gioco di Sarri e uno di adattamento al campionato italiano, probabilmente il Gomes della situazione sarebbe finito, almeno per questa seconda parte di stagione, in panchina a fare il primo cambio delle mezzali. E tutti ci chiederemmo “perchè pagare un giocatore venticinque milioni per tenerlo in panca?”. Ecco. A questo punto meglio un giovane pronto ma senza troppe pretese.

LE CONCORRENTI – A ben guardare le dirette concorrenti del Napoli per le prime posizioni hanno scelto strategie abbastanza eterogenee, ma sinceramente nessuna sembra essersi rinforzata in modo netto in questa finestra di riparazione. La Juventus non ha toccato la rosa della prima squadra limitandosi ad opzionare dei giovani, l’Inter ha aggiunto un uomo di qualità (Eder) a un reparto già abbondantemente sovraffollato del quale non sfrutta gran parte della potenzialità e cerca disperatamente la qualità che manca a centrocampo, la Roma ha preso l’ennesimo esterno offensivo (El Shaarawy) nonostante una rosa incompleta in altri ruoli (un vice Dzeko, un terzino destro affidabile e un centrale da alternare a Rudiger viste le condizioni di Castan non sarebbero stati più utili?), la Fiorentina ha scommesso su Tello e Zarate per avere alcune alternative tattiche ma non è che abbia preso Bale e Suarez ed è ancora scoperta per quanto riguarda il terzo centrale difensivo (perchè Roncaglia a certi livelli è semplicemente impresentabile). Di fatto non solo a fine mercato il livello delle squadre è sostanzialmente inalterato, ma molti non hanno nemmeno riempito i veri buchi delle loro rose. 

ALTERNATIVE TECNICHE – Infine, quando si dice che la rosa del Napoli non è completa si dice di fatto una mezza falsità giustificata dal fatto che Sarri si affida spesso all’ormai solito undici. In realtà la situazione non è così grave: il Napoli può contare su riserve di lusso come Gabriel, Strinic, Maggio, Chiriches, Mertens e Gabbiadini, giocatori che farebbero panchina forse solo nella Juventus in Serie A. Considerata l’affidabilità fisica di alcuni giocatori per molte partite di fila, come Jorginho e Hysaj, il problema non è così grosso. Il vero buco è di fatto a centrocampo, e l’arrivo di Grassi sperabilmente lo ha colmato (anche se continuo a sperare in una crescita miracolosa di Chalobah che lo trasformi in un centrocampista box-to-box che porti fisicità senza perdere le sue immense qualità tecniche); naturalmente può sempre capitare l’imponderabile, come un infortunio di lungo corso o un cambio sfortunato come quello di Hamsik per Allan contro l’Inter seguito dall’infortunio di Lopez, ma non si può nemmeno tenere in panchina due top player “just in case”.

Roberto Palmieri

0 676
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Abbiamo iniziato con Kramer ed Herrera e sappiamo che, nonostante i numeri, febbraio sarà un mese molto lungo e pieno di Scoop! Esclusiva! Incredibile! ADL Sorprende tutti! Manca solo la firma! Siamo ai dettagli!

Il tanto povero quanto ripetitivo vocabolario dei Social Media Editor che gestiscono le pagine dei siti di informazione sportiva dedicati al Napoli è già stato esaurito e probabilmente hanno già deciso quale sarà la telenovela da portare avanti durante la sessione di calcio mercato. Il copione è sempre lo stesso

Nella prima puntata “Giuntoli vola a…”
Nella seconda “Il club non cede ma potrebbe trovarsi l’accordo”
Nella terza “Si trova l’accordo”
Nella quarta “Si curano i dettagli del contratto”
Nella quinta “Manca solo la firma” o “Atteso domani per le visite mediche”
e poi puntualmente arriva un altro nome.

Nel titolo ho scelto Gonalons perchè è stato il nome protagonista della versione Calciomercato di Sentieri, una trattativa durata anni con aggiornamenti quotidiani ripetuti ciclicamente. Con quello che (stando ai giornali) è stato speso fra voli, cene e hotel per questa trattativa credo ci avremmo, non dico assai, ma preso un centrocampista di medio livello.

Noi Scoop di mercato non ne diamo, riportiamo qualche notizia, proponiamo qualche scheda sui nomi che vengono avvicinati, ma sui nomi non ci sbilanciamo, perchè è molto, molto difficile, per non dire impossibile, avere qualche nome vero e no ngiocare sulla fantasia.

Quando ci sarà una notizia la vedremo pubblicata sulle fonti ufficiali… il resto sono solo puntate della solita, ripetitiva, telenovela.

Paolo Sindaco Russo

0 276
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Se è noto che il mercato invernale difficilmente porta rinforzi che spostano gli equilibri, molte squadre stanno comunque cercando di puntellare i loro organici: per allungare la rosa e competere su più fronti, compensare una cessione o provare a mettere a segno un colpo in ottica salvezza. Vediamo insieme gli affarti conclusi e quelli più concreti, per farci un’idea della situazione a metà sessione.

NAPOLI: FORTE SU HERRERA – Come titola stamattina il giornale portoghese A Bola (qui il link), la trattativa tra il Napoli e il Porto per il centrocampista messicano esiste, ma le pretese dei Dragões sembrano fuori parametro: ben 25 milioni per sedersi al tavolo delle trattative, contro un’offerta (sempre secondo il quotidiano lusitano) intorno ai 18 milioni. Il calciatore, come vi raccontavamo qualche giorno fa, è giocatore vero ma non certo un fuoriclasse: mettendo in conto un periodo di adattamento al campionato e apprendimento degli schemi di Sarri, non ha tutti i torti il presidente quando dice che in certe situazioni un acquisto può non servire a niente. Uno come Soriano, tralaltro, fascino esotico a parte non ha niente da invidiare a Herrera.

Sul fronte cessioni ufficiale Henrique al Fluminense, quasi fatta per Zuniga al Bologna che ha già preso Sergio Floccari dal Sassuolo. In uscita anche De Guzman che però continua a rifiutare tutte le destinazioni: si vede che aspetta che lo chiami il Real Madrid. Gabbiadini e Mertens bloccati, congelata la pista André Gomes. 

VALZER DEGLI ALLENATORI – In questa sessione sono saltate ben due panchine. Una è quella storicamente bollente del Palermo, dove la mossa di Zamparini di cacciare uno Iachini leader dello spogliatoio per il taciturno Ballardini ha avuto come risultato l’ammutinamento di capitan Sorrentino, che secondo la sua versione dei fatti si sarebbe opposto, come giocatore più anziano della squadra, alle accuse di scarso impegno dell’allenatore nei confronti del gruppo. Al suo posto dentro Barros Schelotto, poco conosciuto in Europa ma leggenda del campionato argentino: si tratta di un allenatore molto giovane e con poca esperienza, si dice che abbia molte qualità, ma il salto tattico tra il calcio sudamericano e la Serie A non è da poco. Alla porta anche Rudi Garcia, palesemente non in grado di risolvere i problemi tattici dei giallorossi col risultato di non permettere a una rosa forse assemblata male, ma certamente fortissima, di rendere. Al suo posto l’ex Luciano Spalletti, ultimo allenatore a vincere un titolo alla Roma: il suo arrivo renderà i giallorossi una squadra molto più pericolosa la prossima stagione, ma come tutti gli allenatori con solide idee di gioco farà certamente fatica in questi sei mesi, un pò come accadde a Mancini l’anno scorso (che poi a giugno abbia deciso di costruire una squadra insolita per i suoi canoni è un altro discorso).

LE BIG – Pochi movimenti per i top team del nostro campionato. Se del Napoli abbiamo già detto, la Lazio si è coperta in difesa con Bisevac del Lione e alla Fiorentina è quasi ufficiale Tino Costa del Genova per rimpiazzare l’infortunato Badelj (infortunio molto pesante che -speriamo- costerà punti ai viola); l’Inter cerca un centrocampista (pare Lassana Diarra), e nel frattempo svincola Vidic. Il Sassuolo occupa lo slot lasciato libero da Floccari per prendere Trotta dell’Avellino, uno dei più promettenti giovani centravanti italiani, e si assicura inoltre per la prossima stagione le prestazioni di Stefano Sensi del Cesena, il “nuovo Verratti”, che come Berardi e Zaza si farà le ossa in neroverde per poi passare alla Juventus (a fare la quarta riserva…). La Roma ha ceduto Iturbe e preso Gerson del Fluminense che non potrà essere schierato fino a giugno per le norme sugli extracomunitari, e non dovrebbe fare altro considerato il recupero di Totti e Strootman e le prestazioni convincenti di Sadiq (anche se servirebbe oggettivamente un terzino destro).

LE ALTREIl colpo del giorno è il ritorno di Immobile in granata, dopo avventure deludenti a Dortmund e Siviglia in cui è stato ostacolato da problemi di ambientamento: non voglio discutere la professionalità dell’attaccante, che del resto è pure tifoso del Napoli, ma poteva farlo uno sforzo per imparare lo spagnolo… Il Milan ha ufficializzato il ritorno di Boateng e la cessione di Suso al Genoa, mentre per Luiz Adriano si parla di Cina. I rossoblù hanno preso anche Rigoni, finito fuori rosa a Palermo per i soliti capricci di Zamparini; lo stesso è successo a Daprelà, ceduto al Carpi. I rosanero si sono rinforzati con Arteaga, l’ex promessa del Milan Cristante e Cionek del Modena. L’Atalanta ha ceduto Suagher e soprattutto Maxi Moralez. Niente da segnalare per quanto riguarda Chievo, Empoli e Udinese; la Sampdoria ha ufficializzato Ricky Alvarez.

In zona retrocessione il Bologna oltre ai movimenti già citati in entrata ha venduto al Carpi Crimi e Mancosu; la squadra di Castori potrebbe cedere Borriello. Il Frosinone ha comprato il tedesco Kragl dal Ried, già visto contro il Napoli; l’Hellas ha preso Emanuelson, ma sono partiti Matuzalem e Rafa Marquez.

Roberto Palmieri

0 1553
Dal profilo Facebook di FC Porto

Dopo la scheda di André Gomes, torniamo ad occuparci dei possibili obiettivi  del Napoli senza speculazioni su trattative farlocche, ma provando a darvi un’idea di che tipo di giocatori sono quelli accostati agli azzurri anche se non seguite i campionati di riferimento.

Ormai è chiaro che Giuntoli è sulle tracce di un centrocampista. Se arrivare a Gomes è complicato e Kramer è fuori mercato, il nome in teoria più realistico è quello del centrale del Porto Héctor Herrera, messicano classe 1990, mezzala destra dello scacchiere dell’appena esonerato Lopetegui nelle ultime due stagioni.

CARATTERISTICHE TECNICHE – Herrera nell’eccellente stagione 2014-2015 della squadra portoghese (ricorderete di quando misero paura al Bayern di Guardiola, salvo poi essere sconfitti all’Allianz Arena) è stato il giocatore più impiegato in assoluto della rosa dopo Jackson Martinez, Danilo e Alex Sandro: ciò dimostra l’assoluta fiducia che aveva in lui l’allenatore spagnolo, che lo ha anche nominato vice capitano. Quest’anno è fermo a dodici presenze con 4 gol e 2 assist, numeri affatto negativi per un centrocampista in un campionato tutt’altro che arioso come quello portoghese. Si tratta di una mezzala schierabile anche come “trequartista tattico” (pensate al Vidal della scorsa stagione juventina), sgraziato e non bello da vedere col suo stile di corsa disordinato, ma dotato di un notevole controllo del corpo: quando protegge palla usa ogni centimetro delle sue leve con movimenti quasi esagerati, che gli permettono di liberarsi nello stretto in modo sorprendente. Non è particolarmente veloce nel giropalla ma è abituato al gioco di posizione e sarebbe all’altezza della situazione nella fase offensiva di Sarri per la sua capacità di giocare semplice nello stretto e le buone doti di inserimento. Tecnicamente ha qualche limite, in particolare nel primo controllo che a volte gli fa perdere un tempo di gioco. In fase difensiva invece è un vero mastino, dotato di garra e corsa, che non si risparmia nell’inseguire gli avversari anche per venti o trenta metri.

VALUTAZIONETransfermarkt valuta il cartellino di Herrera 16,50 milioni, tutto sommato un buon prezzo per un centrocampista box-to-box che potrebbe egregiamente alternarsi con Allan dopo un breve periodo di adattamento e tornerebbe utile anche nelle prossime stagioni. Anche l’età (25 anni) rende la valutazione accettabile. Il grosso problema di trattare con il Porto è che gran parte dei giocatori della squadra dipendono da fondi d’investimento, proprietari di parte del cartellino, che hanno grosso potere decisionale nei movimenti dei loro assistiti e intascano parte delle plusvalenze, spingendo i Dragões ad alzare i prezzi per trarre profitto dalle cessioni (ecco perchè si dice che il Porto è una bottega cara). Nello specifico Herrera è il gioiello della tedesca BBC Management GmbH, proprietaria anche dei cartellini di Alberto Moreno del Liverpool e Luiz Adriano del Milan: la trattativa, dunque, potrebbe essere meno facile di quanto sembra.

ALTRO – Vabbè che tra Allan, Valdifiori e Hamsik i nostri centrocampisti non sono proprio degli adoni, però quanto è brutto.

Roberto Palmieri

0 781
Manolo Gabbiadini con la maglia del Napoli (foto da Facebook)

Madrid, Luglio 2016. Dopo due estati di mal di pancia, voci di sceicchi pronti a fare follie e una stagione fallimentare in cui Zidane con la sua inesperienza distrugge quanto di buono (neanche tantissimo) fatto da Benitez, Cristiano Ronaldo decide di abbandonare il Real Madrid dopo sette stagioni, un titolo nazionale, due coppe di lega, una Champions League, una Supercoppa spagnola, due Palloni d’oro di fila e un Mondiale per club. Con lui parte anche Benzema, sempre meno ben voluto dopo l’affare Valbuena. Perez decide di ricostruire la squadra daccapo per contrastare lo strapotere del Barça in Spagna, cede altri sei giocatori, riassume Mourinho con un contratto da far vergognare un consigliere della General Motors e riparte da due nuovi Galacticos: Eden Hazard, che solo dopo la partenza del portoghese ha capito di aver raggiunto con lui i massimi picchi del suo gioco, e Robert Lewandowski del Bayern Monaco. I due affiancano Gareth Bale nel nuovo spettacolare tridente che verrà chiamato semplicemente “il tridente del Real Madrid” perchè nessuna combinazione delle lettere BHL vuol dire un cazzo.

In Baviera i tifosi non si flagellano, sapendo di avere comunque dei grandi giocatori, ma Ancelotti chiede garanzie adeguate: dopo aver valutato Cavani (che rifiuta perchè finalmente tornato punta centrale per il pensionamento di Ibrahimovic, ma soprattutto perchè si è innamorato di una cassiera di Montmartre), Aguero (incedibile del nuovo allenatore Guardiola salvo poi essere venduto l’estate successiva perchè troppo alto) e Kane (nuova star dell’Arsenal), decide di puntare su Gonzalo Higuaìn, autore di un fottìo di gol che hanno portato il Napoli a vincere due titoli (scegliete voi quali) e ufficialmente erede di Maradona. Le manifestazioni di piazza e i sit-in davanti a casa sua non servono: il pagamento della clausola taglia fuori il presidente (che da lì in poi sarà solo “il pappone” per il resto dei suoi giorni), il contratto da quindici milioni l’anno convince il giocatore, e l’affare si conclude prima di agosto.

La strategia a quel punto è chiara: fare come la Juve post-Zidane e rifare la squadra con l’enorme budget a disposizione. L’arrivo del Difensore Definitivo è salutato dalla piazza con entusiasmo, l’Eccellente Esterno e il Magnifico Mediano fanno fare finalmente il salto di qualità; ma il centravanti? Quelli forti sono tutti presi, bolliti o incedibili. Quando sta per concretizzarsi l’acquisto di Radamel Falcao, però, Sarri ferma tutto: non prendiamo nessuno, abbiamo Gabbiadini. Tutti sono molto perplessi, ma il credito illimitato di cui gode l’allenatore toscano dopo l’ultima trionfale stagione (si dice passeggi per Napoli levitando a mezzo metro da terra) porta a fare come dice lui. Coi soldi rimasti Giuntoli compra Vecino e Tonelli come prime riserve di Koulibaly e Hamsik, i tre grandi acquisti di cui sopra alzano il livello, il Napoli arriva in semifinale di Champions, Gabbiadini fa 25 gol.

——————————

Ok, questo scenario è abbastanza fantasioso e tutti questi eventi, a partire dalle voci di mercato, sono pura invenzione. Ma con i costi dei giocatori di questi tempi e la liquidità delle grandi squadre, siamo proprio sicuri di poter trattenere Higuaìn un altro anno? E se così non fosse, non sarebbe meglio rinforzare la squadra piuttosto che provare a sostituire un giocatore insostituibile? Per questo è fondamentale tenerci Gabbiadini ancora a lungo: Manolo è il futuro del calcio italiano, e può esplodere per davvero se messo nelle giuste condizioni. In Manolo we trust.

Roberto Palmieri