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marenna

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In una mitica pubblicità di Tony Tamarro un ragazzino chiedeva alla madre “Mammà aggia ‘i a spiaggia, che me port’ ‘a magnà?” e una voce fuoricampo esclamava “Fatt’ na marenn’!
La marenna, come vedremo, è una delle soluzioni più pratiche per andare a mare, ma la cultura napoletana ci offre altre 4 valide alternative che vedremo nel dettaglio, qual è la vostra preferita?

Gattò di Patate – Lo sformato di patate farcito noto come Gattò (che da uno sparuto gruppo di persone viene ancora elegantemente pronunciato Cattò) è un tipico piatto estivo in quanto, oltre ad essere pratico da portare, è ottimo da mangiare anche freddo. L’impasto di patate, uova, latte e burro (anche se ne esistono diverse varianti) e il ripieno di salumi, formaggi grattugiati e a pezzi, e per gli amanti del macrobiotico, anche di uova sode lo rendono un piatto leggero, un simpatico pasto da fare al volo per poi correre a divertirsi con il gioco da spiaggia più amato da tutti: il 4 bastoni sotto l’ombrellone.
Frittata di Maccheroni – La regina è lei. Bianca o rossa, farcita o vuota, pasta lunga o pasta corta, alta o bassa, arruscata o sciuliariella, ogni mamma sa come piace al figlio e se i figli sono due ne fa una metà più bruciacchiata per il maggiore e una più crudarella per il piccolo. La frittata di pasta è pratica e veloce ma anche poetica, ricordate cosa stringeva nella mano la mitica Patrizia? La frittata di maccheroni ha una caratteristica unica nel suo genere: puoi portartene 146 spicchi fatti con 143 kg di pasta e 1460 uova, ma non ne riporterai indietro neanche un pezzettino.
MarennaAltrove ho scritto una famoso decalogo sulla marenna da stadio, articolo copiato un po’ ovunque, bene la marenna da mare è leggermente diversa, c’è più elasticità sui salumi per esempio, un must è il panino tonno e pomodoro. Nella marenna estiva sono graditissime le verdure di stagione: melanzane arrostite, parmigiana di melanzane, puparuolilli di ciumme, peperoni etc. le polpette al sugo sono perfette in ogni stagione, cotoletta e salsiccia sono energia per fare e per pensare ma, permettetemi un omaggio a mia nonna, la marenna con alici indorate e fritte con la spruzzata di limone rendeva spettacolare e meglio dei Caraibi anche un bagno fra gli scarichi delle navi da crociera al molo beverello (non l’ho mai provato ma immagino sia così). La marenna d’estate permette una vera sciccheria, sui cofani arroventati delle macchine si può ricreare un effetto panino alla piastra che rende la marenna più fragrante e gustosa.
Ruoto al forno – La pasta al forno, che il napoletano ha trasformato con una metonimia in Ruoto al Forno, è un piatto tipico della domenica in spiaggia. Fa contenti grandi e piccini, è comodo da portare e porzionare, si prepara rapidamente (bastano pochi minuti per preparare la salsa, friggere le melanzane, friggere le polpette, tagliare il fiordilatte, o altro latticino, grattugiare il formaggio, cuocere la pasta, assemblare il tutto e cuocerlo), per cui ogni mamma per praticità si sveglia alle 4 del mattino e lo prepara per tutta la famiglia, ne fa un po’ più pe’ chissà. Ovviamente non compare tutte le domeniche, e la famiglia che sfodera il suo ruoto al forno è la più invidiata della spiaggia, i meno timidi riescono anche a ottenere quella parte in più preparata pe’ chissà.
Frutti di mare – Purtroppo è una tradizione che sta sparendo, sono veramente pochissimi, praticamente nessuno, quelli che si armano di maschera pinne, coltello da cucina e retino per farfalle e vanno a staccare dagli scogli qualsiasi forma di vita, anche apparente. Tutto ai limiti della legalità, principianti si fermano alle cozze per cena, qualche patella o riccio per pranzo, i professionisti cacciano un repertorio di cozze pelose, uocchie ‘e Santa Lucia, carnumm’, patella reale etc. e tornati a riva (o in barca, perché di solito i migliori vanno in barca) armati di solo coltello e limone pasteggiano con eleganza. Ci si mette un po’ di fatica, ma quando oltre le cozze si raccoglie anche un polipetto o un rancio fellone, la gioia e doppia perché anche la cena è a posto, anche se il polipetto arriverà a casa senza ranfetelle, perché mangiate crude sono deliziose!

Paolo Sindaco Russo

 

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La maglia per chiattoni ridisegnata da Francesca Rao

Come ogni luglio è ripartita un’altra stagione calcistica e come ogni anno il Napoli da Dimaro presenta la nuova maglia, quest’anno realizzata dalla Kappa.

Ancora una volta, tessuto e modello  sembrano essere stati realizzati solo per quelle poche persone che la usano per giocarci a calcio, maglia aderente, traspirante, materiale molto tecnico etc. Eppure i giocatori del Napoli, giovanili incluse, sono pochissimi rispetto alla stragrande maggioranza delle persone che indosseranno la maglia azzurra: i tifosi.

Fra i tifosi poi c’è un’altra grandissima maggioranza, di cui fa parte anche chi vi scrive, che non potrà sfruttare al meglio il comfort della maglia proprio perché, inspiegabilmente, disegnata per gli atleti: i tifosi chiatti. Noi che vantiamo un perfetto fisico da Orangina sappiamo onorare la maglia al San Paolo evitando di macchiarla di sugo o olio mentre mangiamo la marenna, noi che passiamo il weekend a preparare il ragù quando il Napoli gioca fuori casa, noi che compriamo i vestititi da dechatlon perché ha le felpe con il capuccio xxxl, noi che compriamo i borghetti minimo 5 alla volta, noi che consideriamo una margherita l’antipasto della pizza fritta, noi meritiamo e pretendiamo che la società faccia le maglie da gioco a misura di chiattone.

Per questo lanciamo questa petizione rivolta al presidente De Laurentiis: stop immediato alla produzione di magliette attillate! O almeno inizia a produrre magliette per chi ha il giro vita superiore al metro e venti.

Fallo per quei tantissimi tifosi che sostituiscono la palestra con sane ripetute di sollevamento taralli, quelli che anche a 40 gradi all’ombra non sanno dire di no a un piatto di pasta e patate con la provola appena fatto.

PRESIDENTE, NO ALLA MAGLIA ATTILLATA

Firmate in tanti (CLICCANDO QUI)

Paolo “Sindaco” Russo & Luigi Aiello