Tags Posts tagged with "mancini"

mancini

0 741
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

La settimana in corso è stata particolarmente destabilizzante per l’ambiente Napoli: la sconfitta con l’Inter, l’eliminazione dalla Coppa Italia e i fatti che tutti conosciamo (e che non sono degni di ulteriore menzione) sono tutti eventi capaci -e a tratti pensati apposta- di togliere stabilità a uno spogliatoio che finora aveva fatto dell’unità e della compattezza un grande punto di forza, tale da lanciarci in testa alla classifica. Ora che la bufera è conclusa, sarà fondamentale per gli azzurri ripartire velocemente contro una Sampdoria tutto sommato non imbattibile, quattordicesima in classifica e in grosse difficoltà di gioco.

SAMP I blucerchiati non potranno contare su uno dei tre giocatori chiave: Soriano, vecchio obiettivo di mercato azzurro, è infatti squalificato. Al suo posto più Ivan di Carbonero nel ruolo di mezzala al fianco di Barreto. Gli altri due, Eder e Cassano, saranno invece regolarmente al loro posto: il barese sta vivendo un grande momento di forma e con i suoi assist per l’italo-brasiliano e per Correa è il vero motore di una Samp altrimenti intrappolata in contropiedi solitari e tentativi sterili di gioco di possesso. In difesa De Silvestri è ormai recuperato dall’infortunio estivo, con Silvestre e Zukanovic centrali.

NAPOLI – Formazione titolare confermata, con i vari Ghoulam, Insigne, Hamsik, Jorginho, Albiol e Higuaìn al ritorno dal primo minuto. L’uragano Gonzalo, che come ben sappiamo soffre molto le sconfitte, è pronto ad abbattersi su Viviano e compagni; a sinistra, il rientro della catena titolare al completo garantisce ben altro rendimento e intesa rispetto alle riserve, in particolare Mertens manca della visione di gioco e degli accentramenti da “trequartista laterale” di Insigne Lopez nel ruolo di giocatore associativo è completamente inadatto. Aspettando Grassi…

PROBABILI FORMAZIONI

SAMPDORIA (4-3-3) – Viviano, De Silvestri, Silvestre, Zukanovic, Regini, Barreto, Fernando, Ivan, Correa, Cassano, Eder.

NAPOLI (4-3-3) – Reina,  Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuaìn, Insigne.

Roberto Palmieri

0 690
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ci aveva provato Mancini, forse per invidia o forse perchè qualcosa non gli era piaciuto. La Rai ha rincarato la dose, in fondo di calcio le è rimasto la poco seguita Coppa Italia, l’opportunità di creare un caso per fare audience era troppo ghiotto. I giornalisti si sono poi schierati, tutti a puntare il dito contro l’ex allenatore dell’empoli e trasformarsi in poco credibili paladini della lotta all’omofobia.

Eppure tutto partiva da accuse verbali dell’allenatore dell’Inter, Sarri si era scusato di persona e pubblicamente e a quel punto spettava a chi di competenza (arbitri) testimoniare e stabilire l’eventuale intento discriminatorio del tecnico azzurro.

Sarri non ha mai negato di aver offeso Mancini ma ha sempre negato di aver avuto un atteggiamento omofobo, ora che la giustizia sportiva, il referto del quarto uomo e i documenti degli ispettori generali della federazione gli danno ragione cosa accadrà?

Qualcuno chiederà per lo meno scusa per aver dipinto il toscano (mezzo napoletano) come un mostro omofobo? Le pesanti accuse di razzismo lanciate da Mancini e proseguite da giornalisti faziosi verranno ritirate ora che la questione è stata chiarita? Probabilmente no, ma almeno il baraccone mediatico partito in questi giorni dovrà fermarsi.

Non voglio tirare in ballo i precedenti di Mancini, è roba vecchia e per fortuna la gente può cambiare, può migliorare, e anche se ho i miei sospetti non mi permetto di dare dell’ipocrita al’ex fantasista di Lazio e Samp. Ma a questo punto l’uso strumentale dell’accaduto appare sempre più chiaro e per fortuna la gente se ne sta rendendo conto.

Sarri è una persona serie e probabilmente da grande signore quale è lascerà correre, ma in molti dovrebbero se non altro chiedere scusa, come ha fatto lui senza mai negare il suo errore.

Purtroppo però in italia si pensa che l’eleganza sia stare in giacca e cravatta, quando per imparare a vivere serve una tuta e tanto lavoro.

Paolo Sindaco Russo

0 1079

Alessandro Cecchi Paone rappresenta da anni il volto noto della battaglia per i diritti dei gay in Italia.
Dopo i fatti di Napoli-Inter abbiamo intervistato Cecchi Paone proprio sulla vicenda Sarri-Mancini

Cosa pensi di questa vicenda?
“Che non tutti i mali vengono per nuocere. Se da questa storia triste si riesce a trarre un esempio positivo di tolleranza io sono felice. Il fatto che un allenatore famoso come Mancini abbia affermato che per lui essere gay non è motivo di vergogna ma di vanto, è un fatto positivo. Certo non occorre buttare la croce sul povero Sarri che da uomo italiano della sua età non si rende conto che una parola come quella può ferire tante persone che soffrono per tali stereotipi.”

Non pensi che Mancini l’abbia strumentalizzata per fini sportivi?
“Non lo so e non mi interessa. Ripeto, guardo al lato positivo della vicenda. Finalmente dopo Pirandelli e Marchisio anche un personaggio mediaticamente influente come Mancini si è schierato a favori dei LGBT.
Il calcio in Italia è uno potente strumento mediatico e spero che questo possa portare benefici.”

Come mai si fa tanta fatica a fare outing?
“Non lo so, ma penso che sia un fatto di ipocrisia. Quando all’epoca uscì il mio libro l’atleta innamorato dove dicevo che c’erano diversi calciatori gay la gente mi fermava per strada e mi chiedeva conferme su vari nomi. Sono cose risapute, ma nessuno esce allo scoperto.”

Pensi che un movimento rappresentato da Tavecchio possa tutelare la diversità di un calciatore?
“Personalmente non mi sento rappresentato in quanto tesserato (come presidente di una squadra di calcio) da personaggio come Tavecchio che si lascia andare ad espressioni sessiste omofobe e antisemite.
Detto ciò vedo che nel calcio ci sono persone sensibili al problema e penso che la maggioranza dell’opinione pubblica difenderebbe il calciatore.

Cosa proponi per mettere fine a questa stucchevole querelle Sarri-Mancini?
“Propongo a Sarri e al Napoli un’amichevole tra la mia squadra e gli Azzurri. Proporrei l’annullamento della squalifica a Sarri in cambio di un grande gesto di sensibilizzazione verso un tema che sta a cuore a tantissime persone. Sarebbe una bella festa di civiltà. ”

A proposito il 28 va in discussione in parlamento la legge Cirinnà, come credi andrà a finire?
“Spero che venga approvato. Il nostro paese è in enorme ritardo sui diritti civili. Penso che la maggioranza dei cittadini italiani sia favorevole a riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali.”

Gennaro Prezioso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 2061

Aurelio scambia l'addetto stampa per un body guard

Guido Baldari

Quando il Napoli si è laureato campione d’inverno, Aurelio De Laurentiis ha deciso di andare in sala stampa per gridare ai quattro venti che la scelta di Maurizio Sarri è stata una sua intuizione. La settimana successiva, dopo la vittoria contro il Sassuolo, il presidente è corso ancora una volta davanti alle telecamere per bearsi della riuscita dei suoi progetti.

Dopo Napoli – Inter e le polemiche furiose tra Sarri e Mancini la SSC Napoli ha invece mostrato la sua totale inadeguatezza. Perché nel calcio moderno si può essere primi in classifica e si può finanche giocare un bel calcio, ma oggi una società per essere realmente considerata da vertice ha il dovere di dotarsi pure di un potente ufficio stampa che sappia far fronte a certe emergenze che possono destabilizzare squadra e tifosi al pari di infortuni, cambi tecnici sbagliati e acquisti fallimentari.

La SSC Napoli ha invece deliberatamente deciso di farsi massacrare dai media senza offrire alcun argine e nessuna protezione al proprio tecnico. Quando Maurizio Sarri l’altra sera si è presentato davanti alle telecamere era visibilmente scosso, colpito dalla polemica che stava nascendo. Gli opinionisti Rai, con il direttore del Guerin Sportivo in testa, Giampiero Timossi, sembrava che avessero di fronte Hannibal Lecter e non un uomo di calcio che, avrà pure sbagliato, ma come possono sbagliare tutti quando si è poco lucidi.

Dov’è l’ufficio stampa del Napoli, dov’è Guido Baldari? La sua stazza gli consentirà probabilmente di cacciare in malo modo i giornalisti impertinenti da qualche conferenza, ma dov’è la stazza del comunicatore che prende di petto la situazione e cerca di offrire una sponda ai propri tesserati per evitare il massacro pubblico?

Gli esempi di altre illustri società sportive insegnano che non si vince mai per caso: le vittorie sono sempre frutto di lavoro e organizzazione. Un lavoro e un’organizzazione che non si può non riconoscere alla società di De Laurentiis sul piano sportivo, ma che è ignobilmente fallimentare per altri fattori. Se il marketing con la sapiente regia di Formisano ottiene risultati eccezionali, la comunicazione istituzionale del Calcio Napoli è di livello infimo. Ed è un elemento gravissimo in questo mondo del calcio che diventa sempre meno sport e sempre più show-business che si basa sulla comunicazione.

Cosa aspetta De Laurentiis per migliorare anche questo aspetto del suo club? La querelle Sarri-Mancini, se non sarà debitamente gestita, rischia di minare nel profondo tutto il lavoro svolto in questi anni dal settore sportivo della società.

Sarri è stato mandato in pasto a giornalisti, che molto spesso hanno aderenze e amicizie con club concorrenti al nostro, senza alcun filtro, senza difesa, senza un’adeguata protezione da parte del club.

E questa, tristemente, è una storia che si ripete sempre, ogni anno. Dalla figura infima di Benitez dopo un Juve-Napoli al cospetto di Conte, agli interminabili silenzi stampa della scorsa stagione che hanno contribuito a mettere il Napoli ancora di più nell’occhio del ciclone dei media.

Il peggio, dal punto di vista della comunicazione istituzionale del club, è ormai accaduto ed è difficile porvi rimedio. Magari un ufficio stampa con i contro-coglioni dopodomani, quando ci saranno le manifestazioni delle associazioni Lgbt per le unioni civili, porterebbe Sarri a fare due foto con qualche attivista per far comprendere al mondo intero che il nostro mister non è un omofobo. Ma per fare scelte del genere c’è bisogno di competenza, professionalità, fantasia, prontezza di riflessi: tutto ciò che occorre ad un ufficio stampa all’avanguardia. Ma De Laurentiis confonde il ruolo di un addetto stampa, con quello di un body-guard. Almeno sapesse fare la seconda cosa… Certo, a criticare siamo bravi tutti, ma quando è troppo è troppo. E possiamo assicurare che non c’è nulla di personale verso Guido Baldari che resta comunque un valido professionista. Ma per certe sfide che si presentano oggi, al momento, per paradossale che sia, non si sta rivelando all’altezza della situazione.

Arturo Santaniello

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

 

0 3049
Mario Zazzaro al Pride napoletano del 2010

Dopo i fatti di Napoli-Inter abbiamo chiesto un commento a Mario Zazzaro, storico attivista LGBT napoletano, uno che ci ha sempre messo la faccia (nel vero senso della parola: era lui a invitare i napoletani al Pride del 2010 con un manifesto semplicemente stupendo):

Lungi da me il non condannare la violenza o la discriminazione, fosse pure solo verbale attraverso appellativi poco felici, ma esistono sempre i <<ma>>. Non sono un integralista del linguaggio, ma credo di avere un pesante bagaglio di esperienze tale da consentirmi qualche riflessione in merito all’omofobia o presunta tale. Se ogni giorno dovessi offendermi e sentirmi vittima di omofobia la mia vita sarebbe finita e lo dico per i tanti giovani che ne soffrono per ogni barzelletta, per ogni automobilista inferocito, per ogni amico scherzoso o bullo… Oggi (ieri per chi legge, ndr) commentavo così la vicenda Sarri-Mancini con un mio manifesto nazionale del Pride 2010 che si svolse a Napoli, nel quale c’era scritto : ” Vado al Pride perché so ricchione, embè? ” correlato dal commento: << Devo essere sincero è ‪‎omofobo‬ chi si offende nell’essere chiamato ‪‎ricchione‬ perché forse lo reputa un orientamento sessuale subalterno a quello eterosessuale, se sei autodeterminato e sereno dici semplicemente “Si, embè? Grazie, ne vado fiero”. Il vero problema è per chi non ha ancora raggiunto certe sicurezze… quindi bene le scuse di ‪‎Sarri‬, male questa politica che non fa nulla, in nessun “campo” per far crescere sereni fin da piccoli tanti uomini e tante donne, dall’‪istruzione‬ alla ‪‎sanità‬, dal ‪‎lavoro‬ alla ‪‎pensione‬ e allo ‪‎sport‬>>. Qualche polemica italiota si è sollevata, finanche su montaggi di un Mancini truccato o foto di fruttivendoli che scrivevano sulle cassette dei finocchi <<Mancini a 2 euro al kg>> o a far scendere in piazza accanto al movimento LGBT i due allenatori, molto strumentale, poco utile se deve essere una ostentazione prodotta da una provocazione. Molti sinistrorsi scrivevano “je suis Charlie Hebdo”: chissà se lo scrivevano solo per condannare attentati e morti o se lo scrivevano anche in difesa di una satira fumettistica che ritraeva finanche Maometto in rapporti anali da passivo. Spero non scadremo nel dare ragione all’indignazione musulmana e conseguenti integralismi o ai vari politici che se la prendono con satira, ritrattisti e sfottò… La discussione attraversa vari piani a mio giudizio. Mancini si è sentito offeso perché si è eretto difensore di milioni di gay o perché ritiene il termine <<ricchione>> offensivo e quindi subalterno, inferiore agli eterosessuali o allo stereotipo di macho calciatore quale dovrebbe essere? Sarri ha chiesto scusa solo a Mancini e al mondo calcistico per gli stessi motivi o ai tanti giovani indifesi che si sono spinti fino al suicidio? Le associazioni lgbt dopo anni, purtroppo, possiamo dire che hanno fallito, non solo perché non sono state capaci di rivendicare proficuamente diritti, ma soprattutto perché hanno dimenticato di aiutare le tante persone ad <<essere>>, ad autodeterminarsi, a costruire quindi la lotta di classe, perdendosi fra i progetti pagati dagli enti e nella sensibilizzazione più degli eterosessuali che degli omosessuali, negandogli la consapevolezza politica e relegandoli nella mera emulazione. E allora sì che ci si offende, allora sì che il distrattore è il termine utilizzato, piuttosto che l’atto da rivendicare. Ciò non significa che si è liberi di insultare, ma che forse possiamo togliere non un’arma offensiva dalle mani degli omofobi, ma togliere dalle mani di tutti il concetto legato alla sudditanza di uno all’altro. Forse possiamo far crescere persone piuttosto che automi, forse possiamo capire che le vere responsabilità sono legate alla mancanza di vere e proprie politiche volte a cancellare la discriminazione e non di certo elevando il calcio ed il suo entourage ad esempio per la costruzione di una società più giusta e solidale. Non si risolve di certo appellandosi a moralismo e perbenismo, dove scandalizza l’ira di un allenatore che perde la propria partita piuttosto che la latitanza di diritti sociali e civili per milioni di persone. Perciò chiamatemi pure ricchione non trovereste miglior complimento!

Giovanni Savino

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 5544
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ho portato la mia famiglia al Gay Pride, la mia bellissima famiglia tradizionale, l’ho portata a manifestare per i diritti degli omosessuali, perchè voglio che vengano riconosciute le unioni di fatto, perchè credo che chiunque abbia il diritto di costruire una famiglia.

Nonostante questo mi capita di usare il termine Ricchione come insulto. So che è scoretto, so che è un’espressione che viene da una cultura sbagliata ma, per quanto io cerchi di evitarlo, mi capita di usarlo. Forse sbaglio, ma ricchione lo uso quando qualcuno viene meno alla parola data, quando qualcuno viola quei codici non scritti dei rapporti interpersonali, quando qualcuno si dimostra particolarmente vile o codardo, insomma quando qualcuno nun fa l’omm‘. In un certo senso ricchione viene usato non tanto per indicare i più che legittimi gusti sessuali della vittima del colorito epiteto quanto per indicare il contrario di “uomo”, altra espressione senz’altro figlia di un cliché di genere  ma sicuramente chiara e comprensibile a tutti.

Mi ero appena diplomato e cullando il sogno poi abbandonato di fare il giornalista andavo in giro per campetti di periferia a seguire partite delle serie minori e di altri campionati federali, il mio preferito era il Matusa che vedeva in campo calciatori over 60.

Un giorno scherzando con i giocatori con cui avevo un po’ più di confidenza dissi che trovavo divertentissimo il loro comportamento: arrivavano negli spogliatoi ed erano tutti amici, baci abbracci “Come stanno i figli?” “Un giorno di questi ci dobbiamo vedere” e altri convenevoli, poi iniziava la partita e il bon ton lasciava spazio al turpiloquio, 90 minuti di maleparole, insulti e frasi irripetibili fino al fischio finale, poi si tornava negli spogliatoi e tutti tornavano amici, e lo trovavo un fatto esilarante.

Uno di loro mi disse “Si vede che non ha mai giocato a pallone, la prima cosa che impari è che le parole muoiono in mezzo al campo“, in effetti non ho mai giocato a calcio a livelli superiori al torneo parrocchiale, e anche lì ci si insultava amorevolmente. Ma mai nessuno aveva neanche lontanamente pensato di portare fuori dal campo gli insulti. Se lo fai rompi quell’accordo non scritto, violi un codice valido su tutti i campi, non fai l’uomo… Insomma Sei un ricchione!

Avrei voluto parlare di calcio, dei miracoli del portiere nerazzurro, dell’occasione mancata da Gabbiadini e del calo di concentrazione nel secondo tempo e di come nonostante il dispiacere per la sconfitta ora più che mai bisogna guardare avanti. Invece no, Mancini ha voluto portare l’attenzione altrove, ha deciso che oggi era il momento di rompere quel codice non scritto per cui ci si chiarisce negli spogliatoi e ha portato in tv ciò che è accaduto in campo… E già abbiamo visto come si può apostrofare chi si comporta così.

Dopo però si è meritato un altro epiteto, perchè si è comportato da Zoccola Vecchia (e adesso ho guadagnato la simpatia anche delle femministe), ovvero donna che grazie all’esperienza riesce a sfruttare al meglio ogni occasione anche con mezzucci bassi e meschini. E l’allenatore dell’Inter che sfrutta le telecamere della Rai per raccontare tutto, per chiedere che Sarri venga allontanato dai campi di gioco perchè lo ha chiamato finocchio! Il tutto mentre il settore ospiti continuava a la solita nenia dei colerosi e terremotati.

Se volessi pensare male direi che cercava un pretesto per destabilizzare l’ambiente azzurro, se volessi pensare male direi che visto che Sarri in questo momento è simpatico a tutti e che vista la sua inesperienza nelle interviste forse lo avrebbe messo in difficoltà, se volessi pensare male direi che visto che Sarri sta dando lezioni di calcio e Mancini di non calcio, ossia di distruggere il gioco avversario cercando l’1 a 0, quest’ultimo sia un po’ invidioso… ma non voglio fare la zitella acida (ed eccovi servito il quarto cliché della serata) per cui le lascio solo come ipotesi per i malpensanti.

A questo punto il mio ruolo prevede che io dica chi sono i buoni e chi i cattivi di questo quarto di finale di Coppa Italia. Mai come oggi è difficile, Sarri ha sbagliato? Si, ma come sempre in Italia serve qualcuno che scoperchia un pentolone, fa venire fuori tanto fumo, si sfoderano belle parole e luoghi comuni e tutto torna come prima. Se da questo episodio il tecnico dell’Inter farà partire una crociata contro l’omofobia a TUTTI i livelli, se è pronto a schierarsi per i diritti civili sarò al suo fianco, ma se, come temo ha sfruttato l’evento in modo strumentale, sta compiendo un atto tanto triste quanto patetico.

In ogni caso, a proposito di razzismo, mi aspetto che si scusi per i cori provenienti dal settore ospiti e che chieda provvedimenti seri anche per quei tifosi, altrimenti si conferma essere molto poco uomo.

Paolo Sindaco Russo

0 689
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

La sconfitta del Napoli di stasera tutto sommato non è una tragedia: certamente avrebbe fatto piacere fare strada in Coppa Italia, ma era necessario fare turnover due giorni dopo la faticosa partita col Sassuolo. Priorità al campionato dunque, con un centrocampo poco assortito con Lopez, Valdifiori e Allan, Mertens e Gabbiadini in attacco e Strinic e Chiriches in difesa. Sarri ha sicuramente fatto le sue valutazioni ma il suo piano tattico, ovvero quello di imporre al solito la propria idea di gioco, non poteva funzionare: Gabbiadini ha faticato molto finendo spesso in fuorigioco (ricordate il primo anno di Higuaìn? E lui giocava ogni domenica…) e senza Insigne e il Pipita mancava completamente il gioco tra le linee, mentre l’assenza di Hamsik ha spento completamente la fascia sinistra lasciata alle folate di un volenteroso ma dispersivo Mertens.

L’Inter da parte sua ha giocato la sua partita: brutta, sporca e cattiva, ma correggendo il tiro rispetto alla sconfitta in campionato, con più pressione e la fisicità garantita da Medel e Kondogbia. Di fatto i nerazzurri non avevano avuto palle gol fino alla rete di Jovetic, quando una palla persa a centrocampo ha portato a un contropiede con la difesa scoperta e Koulibaly, autore di una partita a tratti imprecisa, non è uscito con prontezza. La situazione è però stata figlia di una coincidenza sfortunata: Sarri aveva preferito lasciare in campo Lopez togliendo Allan per Hamsik, salvo dover sostituire subito dopo lo spagnolo ferito al volto dalla gomitata (assolutamente fortuita) di Perisic. L’ingresso di Joginho ha così creato una mediana molto leggera e soprattutto poco compatibile, con il brasiliano e l’italiano per niente abituati a giocare insieme. Tardivo a quel punto l’ingresso del Pipita Higuaìn, che pure ha sfiorato il gol con un tiro a giro miracolosamente deviato da Handanovic; l’espulsione di Mertens (inesistente) e il gol di Ljajic hanno definitivamente chiuso i giochi.

Il pubblico del San Paolo, però, ha dimostrato di aver apprezzato l’impegno della squadra: gli azzurri non hanno giocato bene dal punto di vista tattico, con una manovra confusa e poco oliata, ma nessuno può rimproverarli di non aver “sudato la maglia”, e le curve hanno riconosciuto loro l’impegno. Col senno di poi, forse, una mezzala affidabile in più a disposizione avrebbe potuto evitare l’episodio dello svantaggio, ma la circostanza sfortunata che ha portato a quella disposizione anomala non si può certo rimproverare all’allenatore o al presidente. Gli azzurri ripartiranno con la seconda giornata del girone di ritorno contro la Sampdoria, pronti a rialzarsi immediatamente e continuare la fuga in testa alla classifica.

Roberto Palmieri

0 625
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

L’Inter arriva a questo quarto di Coppa Italia decisamente non al massimo della forma: un solo punto in due partite, giocatori importanti in discussione (Kondogbia, Jovetic, Melo, per motivi diversi) e una gran voglia di riscattare una sconfitta che ai nerazzurri non è davvero andata giù, quella dello scorso 30 novembre al San Paolo.

In effetti il trattamento riservato dalla stampa a quella partita è stato molto discutibile: l’Inter di fatto giocò solo gli ultimi quindici minuti sul calo fisico del Napoli (seppure, va ricordato, in inferiorità numerica) e poco prima aveva rischiato il terzo gol sulla spettacolare progressione di Higuaìn, ma i giornalisti “gasarono” quella prestazione fino a far sentire i tifosi e la squadra come se il palo all’ultimo minuto fosse stato l’unica differenza tra le due contendenti, mentre il Napoli sentiva delegittimato il primato in classifica (poi subito perso).

Stasera in questa sfida sono invece gli azzurri la capolista, nonchè i vincitori di due delle ultime edizioni del trofeo: c’è da scommettere che a Sarri non dispiacerebbe per niente vincere la Coppa al primo anno, anche se giustamente non la metterebbe mai davanti al campionato. L’Inter, da parte sua, lamenta non una crisi di gioco (che raramente è stato di alta qualità) ma di episodi: come si faccia a lamentarsi degli episodi con sette vittorie per 1-0 e un Handanovic stabilmente da 7 in pagella, è un mistero… fatto sta che la squadra di Mancini se la giocherà di sicuro col coltello tra i denti.

Il portiere sloveno, tra parentesi, non ci sarà: è una fortuna per il Napoli, con tutto il rispetto per il sostituto Carrizo, perchè Handanovic è in condizioni incredibili di forma. I terzini dovrebbero essere Nagatomo e D’Ambrosio di fianco alla solita coppia centrale Miranda-Murillo; a centrocampo probabile Melo, a riposo forzato in campionato, mentre davanti difficilmente si rivedrà Jovetic: Mancini va verso il tridente Perisic-Icardi-Ljajic, davvero ben assortito con la fisicità del croato, il senso del gol dell’argentino e la tecnica del serbo. Quanto al Napoli, sicuri di giocare Reina, Koulibaly, Hamsik, Callejon e Higuaìn. Probabili dal primo minuto Strinic, Lopez e Mertens, dubbio in regia tra Valdifiori e Jorginho.

PROBABILI FORMAZIONI

NAPOLI (4-3-3): Reina, Maggio, Chiriches, Koulibaly, Strinic, Lopez, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuain, Mertens.

INTER (4-3-3): Carrizo, Nagatomo, Miranda, Murillo, D’Ambrosio, Brozovic, Melo, Kondogbia, Ljajic, Icardi, Perisic.

Roberto Palmieri

0 1617

Il culo di Mancini

Perdete ogni speranza, cari amici tifosi del Napoli. Lo scudetto lo ha vinto già l’Inter e non conta nulla se gli azzurri hanno battuto la squadra di Mancini al San Paolo dominando per quasi l’intera partita. Non c’è nulla da fare. Ci sono episodi, momenti nel calcio in cui una squadra gioca in discesa, sospinta da forze che non oserei definire sovrannaturali. Si potrebbe finanche scomodare la parola “culo”, una delle componenti più sottovalutate nel calcio.

Chi ha potuto assistere ieri sera al match tra Udinese e Inter ha potuto rendersene conto in pieno di quanto sto dicendo. I friulani nel primo tempo hanno dominato, tirato in porta, costretto Handanovic a parate complesse. Ma non c’è stato nulla da fare contro quelle forze invisibili che agiscono in maniera ignota.

L’Inter al Friuli ha vinto per 4-0. Sui primi tre gol gli assist al bacio per i gol di Icardi e Jovetic portano tutti la firma di calciatori dell’Udinese. Un mirabile passaggio filtrante di Bruno Fernandes per Icardi sul primo gol, un fantastico passaggio di Domizzi per Jovetic sul secondo gol e un altro pregevole assist di Lodi per Icardi sul terzo gol. L’unico gol buono, quello più inutile, lo ha segnato Brozovic all’86esimo.

Tutti questi regali seguono la scia di un Inter che dall’inizio del campionato gioca il peggior calcio della Serie A e riesce lo stesso a vincere partite su partite. Nove vittorie su undici sono arrivate con il minimo scarto: tutti 1-0 e un 2-1 al Carpi. Spesso con gol giunti al novantesimo ed oltre mostrando di frequente un calcio senza picchi di bel gioco. Ieri Sarri in conferenza stampa diceva che il Napoli difficilmente può vincere “partite sporche”. L’Inter le vince tutte così. E pensare che Mancini aveva persino recriminato nella partita contro gli azzurri per i due pali presi: l’unica gara dove la Dea bendata si è distratta per qualche minuto e si è voltata dall’altra parte.

Oggi tutti incoronano l’Inter ed è giusto così. Del resto solo contro il Napoli i vari Cigarini, Lodi, Domizzi giocano le partite della vita. Anche Bruno Fernandes sapete contro chi ha segnato il suo primo (di appena 7) gol in Seria A? Eh, contro il Napoli. Perché contro le altre si possono regalare impunemente gol regalando così la vittoria del campionato ad una delle squadre più brutte che abbiano calcato il palcoscenico della nostra Serie A. Mettetevi l’anima in pace! Contro il cul ragion non vale.

vDG

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore, della fonte e del link Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 1772

E in serata arriva una frecciatina a Roberto Mancini persino dall’Ansa che, in un pezzo di Daniela Simonetti, da MILANO, dice al tecnico nerazzurro di non fare “il piangina” come Mazzarri.

Gli allenatori cambiano, i vizi restano: l’Inter esce sconfitta dal San Paolo nonostante una
delle migliori partite del campionato. L’orgoglio come le ambizioni dunque sono salve, eppure, alla fine, prevale un’antica sindrome da vittimismo. Roberto Mancini se la prende con Daniele Orsato in seguito all’espulsione per somma di gialli di Nagatomo, uno scandalo secondo lui. Le immagini e il regolamento – in realta’ – sembrano non confermare la granitica tesi del tecnico nerazzurro. Non siamo ai tempi di Mazzarri detto il ‘piangina’ ma forse per diventare una squadra da vertice bisogna anche incassare le sconfitte, perfino accettare le critiche con un filo in più di compostezza, a tutto vantaggio dell’ambiente e della squadra. Intanto il campo ieri ha detto che il Napoli ha vinto guidando la partita per 70 minuti, trascinata da un fuoriclasse assoluto come Higuain, lasciandosi andare solo sul finale cullandosi colpevolmente sul vantaggio di due reti a zero. Paradossalmente, l’Inter ha ‘giocato’ – specie in 10 – come spesso le è stato rimproverato di non fare, eppure non e’ bastato. Meglio il ‘gioco antico’, come l’ha etichettato Sacchi, e i tanti 1-0 fin qui collezionati. In ogni caso, in avvio Mancini aveva schierato una formazione azzardata con Guarin, apparso più peso che risorsa, Icardi ancora corpo estraneo, Nagatomo, decisamente un giocatore non da grande squadra. Poi quando tutto sembrava perduto, ha prevalso l’orgoglio e i nerazzurri hanno cercato coraggiosamente il pari, colpendo ben due pali. Una prova che, alla fine, sa di beffa per i punti lasciati sul campo tanto che Mancini perde le staffe: come avviene ormai da un po’ prova a sentire il rumore dei nemici, per dirla con un altro tecnico nerazzurro: prima i giornalisti accusati di criticare, ora gli arbitri. Sull’altro fronte c’e’ Maurizio Sarri, maturato attraverso lunghi e difficili anni di gavetta: profilo basso e tanto lavoro. Ha saputo motivare e accendere Higuain, ha migliorato l’assetto difensivo del Napoli, ha rivoluzionato il centrocampo, ha saggiamente ignorato le critiche, come quelle – le piu’ dolorose – che gli sono arrivate da Maradona. La costanza e la passione hanno fatto il resto. Dietro il Napoli capolista dopo 25 anni, c’e’ il lavoro di un uomo di molta sostanza, a volte ruvido e poco diplomatico, pronto ad assumersi le proprie responsabilità. L’Inter dal canto suo può essere contenta e fiera di quanto ha fatto vedere ieri a Napoli, una squadra viva che può lottare per lo scudetto e il cui unico nemico può essere solo se stessa. I nerazzurri giocano meglio in dieci e questa non e’ una novita’: resta inspiegabile l’ostinazione di Mancini a voler schierare titolare un giocatore misterioso come Guarin, un handicap nella mediana. Ha segnato nel derby ma non basta. Bene Liajic che surclassa Icardi, perdente nel duello con Higuain sia sul piano tecnico che su quello umano. L’argentino di Milano dà l’impressione di un ragazzino capriccioso, lamentoso e poco generoso verso i compagni. Le qualita’ di un campione e di un capitano sono altre; Mancini lo sa, a lui il compito di farlo crescere.

Daniela Simonetti (ANSA MILANO)