Tags Posts tagged with "Luperto"

Luperto

0 319
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Il Grande Dibattito della Serie A 2015/2016 ruota intorno a una semplice domanda: è più forte la Juve o il Napoli? O meglio: al di là del gioco, quale squadra ha i titolari migliori, le alternative più affidabili, i reparti meglio assortiti? La questione della profondità delle rose, in particolare, è in effetti un discorso abbastanza vago andato molto di moda nel mercato di Gennaio. Proviamo a vedere perchè e a confrontare con oggettività le rose di Juve e Napoli.

LA BUFALA DELLA ROSA PROFONDA – Una discriminante che si è usata spesso è in effetti la questione della profondità della rosa, ovvero della quantità di alternative affidabili a disposizione di ciascuna squadra. Molti tifosi spingevano per fino per una massiccia campagna acquisti invernale per colmare il gap con la Juve, dimenticando che i bianconeri:

1) hanno costruito la rosa attuale, che ha degli equilibri precisi, nel corso di diversi anni, non certo in una sola sessione;

2) hanno fatto giocare molti più giocatori del Napoli nel complesso a causa delle difficoltà di inizio stagione, quando non trovavano un assetto tattico;

3) hanno avuto diversi infortuni in stagione che hanno costretto Allegri a fare affidamento su giocatori che non sarebbero stati titolari in diverse circostanze.

In effetti, la quantità di giocatori di cui Allegri e Sarri si “fidano” non è così dissimile. Andiamo a vedere nel dettaglio, reparto per reparto, tralasciando i portieri.

DIFESA – Allegri naturalmente può contare su un trio di centrali affidabilissimi come Barzagli (miglior difensore del campionato con margine), il regista basso Bonucci e Chiellini. Insieme compongono il trio più affiatato del campionato; nessuno dei tre copre molto bene la profondità anche se Barzagli è discretamente veloce, per cui la Juve compensa tenendo un blocco basso. La prima alternativa ai tre (o meglio ai due marcatori perchè Bonucci è inamovibile) sarebbe Martin Caceres; le sue condizioni fisiche però sono precarie, e Allegri ha dimostrato di non fidarsi affatto di Rugani. Sarri da parte sua ha in Albiol e Koulibaly la coppia più migliorata dall’anno scorso, con il franco-senegalese in particolare assolutamente irriconoscibile, e un’alternativa di discreta affidabilità come Chiriches, in attesa di vedere come si integrerà Regini. Il giovane Luperto non fa parte delle rotazioni. In sostanza il trio della Juve è innegabilmente più forte, ma Sarri può contare su difensori di sistema più che competitivi; non dimentichiamo che Albiol è pur sempre un campione del mondo.

ESTERNI – In questo reparto la Juventus ha a disposizione quattro potenziali titolari assolutamente alla pari e con caratteristiche complementari come Lichtsteiner, Evra, Alex Sandro e Cuadrado: un destro a tutta fascia che può fare il terzino, un mancino difensivo, un altro mancino tecnico e abile nelle due fasi e un destro offensivo dal grande dribbling. Nel complesso, una delle batterie di esterni meglio assortite d’Europa. Il Napoli dalla sua può contare sulla vera rivelazione della squadra, l’albanese Hysaj, che si sta dimostrando un interprete fenomenale del ruolo, e su un Ghoulam indispensabile in fase offensiva sulla catena di sinistra. Strinic e Maggio più che alternative tattiche sono dei veri e propri rimpiazzi, ma rimangono dei giocatori di grande professionalità e buon livello; la Juve vince in questo reparto per la profondità, ma coi titolari in campo il Napoli regge tranquillamente il confronto.

CENTROCAMPO – Qualità contro quantità. Il Napoli ha davvero i giocatori contati nel reparto nevralgico: il trio Allan-Jorginho-Hamsik è perfettamente assortito e di altissimo livello tecnico con un box-to-box di rottura, tecnica e inserimento, un infallibile acceleratore di palleggio e un incursore di primo livello europeo riscopertosi straordinaria mezzala di possesso. Purtroppo cambi all’altezza non esistono, in quanto Lopez è davvero troppo poco tecnico (anche se è utilissimo sulla difesa dei calci piazzati), Valdifiori non è adatto al gioco del Napoli (che non è quello dell’Empoli), Chalobah non gode di grande fiducia per i suoi limiti in fase difensiva e Grassi è appena arrivato. La Juve ha un trio titolare assolutamente all’altezza con Khedira-Marchisio-Pogba, di enorme fisicità e tecnica, peccato che raramente possa contare sul tedesco soggetto a frequenti infortuni. Le alternative sono sulla carta numerosissime ma di livello non assoluto: Hernanes, Pereyra, Padoin, Sturaro, Lemina, Asamoah. Al netto degli infortuni, Sturaro sembra il principale candidato a prendere il posto di Khedira, dove dovrà affrontare Hamsik. Vinca il migliore…

ATTACCO – Se c’è un reparto in cui il Napoli è nettamente migliore, questo è l’attacco, e a spostare l’ago della bilancia basta e avanza la presenza del miglior Gonzalo Higuaìn di sempre. L’argentino sotto la guida di Sarri ha raggiunto il livello dei migliori attaccanti del mondo e regge ormai il confronto con Suarez, Ibrahimovic e Lewandowski; Dybala, per quanto promettente, deve ancora mangiarne di pane per poter pensare di competere con Gonzalo. Semmai i numeri del ragazzino ex Palermo si avvicinano di più a quelli di Lorenzo Insigne, che ha caratteristiche completamente diverse ma un’incisività simile nel gioco della squadra col suo ruolo di regista offensivo. Completano la batteria del Napoli l’inesauribile Callejon, Mertens e Gabbiadini; più che abbastanza per reggere il confronto con Mandzukic, Morata e Zaza, che compongono comunque un reparto ben assortito e con tante alternative.

In definitiva la Juventus può sicuramente contare su una rosa più collaudata, costruita negli anni e con tante alternative, ma in un ipotetico undici titolare nessuna delle due squadre prevale nettamente sull’altra. Anche sul lungo periodo, la differenza la faranno soltanto la solidità, il gioco, la tenuta mentale e le capacità tecniche, piuttosto che avere in panchina più calciatori in attesa di una chance.

Roberto Palmieri

0 871
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

In conferenza stampa Sarri è stato molto chiaro: tutti i venti giocatori che ha portato con sè ( Reina, Rafael, Gabriel, Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Strinic, Chiriches, Luperto, Allan, Valdifiori, Jorginho, David Lopez, Chalobah, Callejon, Gabbiadini, Mertens, El Kaddouri e Higuain) potrebbero partire titolari. Si tratta di un modo per motivare il gruppo oppure l’allenatore è seriamente intenzionato a fare delle rotazioni più ampie del solito? Già in precedenza il tecnico toscano aveva fatto notare che alcuni giocatori avevano in effetti bisogno di rifiatare, ma venivano schierati lo stesso perchè la squadra aveva bisogno di certezze tecniche (ti dice niente Rafè?); dunque, considerata la quantità di partite ravvicinate in questa parte della stagione e l’impegno incombente contro il Milan, questa potrebbe essere l’occasione per dare spazio a qualche seconda linea. Caso per caso, proviamo a immaginare chi potrebbero essere le sorprese dell’undici iniziale.

CHI CI DOVREBBE ESSERE – Le prime riserve dei non convocati Hysaj, Insigne e Hamsik sono, come ha evidenziato la prima parte di stagione, Maggio, Mertens e Lopez. Il terzino italiano è stato scalzato dal collega albanese dopo aver iniziato la stagione da titolare e non è più nemmeno subentrato; il belga fa parte delle rotazioni per un posto da titolare e ovviamente è tenuto in grande considerazione, mentre Lopez è un’opzione alla quale Sarri ricorre spesso a partita in corso grazie alle sue doti difensive e nel gioco aereo (utilissime considerato che gli unici saltatori tra i titolari sono Albiol e Koulibaly). Loro tre saranno quasi sicuramente della partita.

CHI E’ IN CERCA DI SPAZIOChiriches, Gabbiadini, El Kaddouri e Valdifiori sono tutti giocatori stimati dal tecnico, ma che sono chiusi da compagni più forti o in forma: il rumeno è stato messo da parte a causa dell’exploit di Koulibaly, l’italiano ex-Samp è considerato il vice-Higuaìn e dunque non gioca mai titolare anche se subentra spesso con ottimi risultati, il marocchino ha perso spazio col cambio di modulo (anche se a Torino giocava spesso mezzala…), Valdifiori ha deluso parecchio per questioni prevalentemente tattiche (che approfondiremo nei prossimi giorni). In ogni caso si tratta di quattro buoni giocatori che non aspettano altro che un’occasione per mettersi in mostra, e che nel caso venissero schierati titolari stasera darebbero certamente il massimo. I due italiani, in particolare, hanno discrete possibilità di giocare dal primo minuto.

CHI IL CAMPO NON L’HA ANCORA VISTOStrinic sembrava uscito completamente dai radar a causa di problemi fisici nella preparazione, Gabriel non ha ancora giocato un minuto (oggettivamente il carisma e le abilità di Reina sono abbastanza grandi da occupare gli slot di primo, secondo e terzo portiere), Luperto ha ben figurato nel precampionato ma non è ancora abbastanza maturo da prendere in mano una difesa che sembra aver trovato dei delicati equilibri, Chalobah è ancora un oggetto misterioso. Per la verità, nessuno dei quattro sembra avere grandissime chances di giocare stasera; l’unico davvero papabile è il terzino croato, che potrebbe far rifiatare Ghoulam (e che per la verità, se sta bene, garantisce un equilibrio maggiore dell’algerino e potrebbe tornare dannatamente utile nelle rotazioni nel corso della stagione). Gabriel probabilmente sperava di avere spazio almeno in coppa, ma Sarri come il sottoscritto sembra considerare un’assurdità il turnover dei portieri (se ho due giocatori per lo stesso ruolo, un ruolo in cui di fatto si corre pochissimo, perchè non dovrei far giocare sempre il più forte?). Per quanto riguarda i due giovani, Sarri non è Mazzarri e a Empoli ha valorizzato vari ragazzi, da Rugani a Saponara passando per Vecino, Verdi e lo stesso Hysaj, ma evidentemente in questa fase non ritiene che sia il caso di rischiare. Contro il Brugge, a risultato acquisito, sono usciti Higuaìn e Hamsik per preservarne le forze; con lo slovacco indisponibile, se l’argentino non dovesse giocare e tutto andasse bene, sarebbe possibile giocarsi un cambio per l’esordio stagionale di uno dei due. 

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 934
Maksimovic in azione. Foto da commons.wikipedia.org

Il gruppo su Facebook della redazione di qualsiasi rivista online a volte non è molto diverso da un bar: qualcuno butta lì una notizia, chi c’è dice la sua, e inevitabilmente si finisce a fare discussioni da bar. L’ultima risale a ieri e la notizia era che la valutazione di Nikola Maksimovic del Torino, al quale il Napoli è fortemente interessato, ammonta alla bellezza di venti milioni di euro (a facc’ ro cazz, come si dice a Parigi). Inevitabile il pensiero: ma ha senso sopravvalutare un difensore in questa maniera quando con dieci milioni si può fare un settore giovanile coi controcazzi, che in tanti anni abbiamo aggregato stabilmente alla prima squadra UN giocatore dalla primavera (ovviamente parliamo di Insigne) per poi regalare Izzo al Genoa e non puntare su ragazzi giovani ma bravi come Dezi e Luperto? Sarebbe utile costruire un settore giovanile come quello dell’Inter che sforna due o tre talenti all’anno per poi rivenderli a poco o nulla appena sono pronti per giocare? Ed effettivamente, quanto è forte Maksimovic e di quanto è sopravvalutato?

Probabilmente sono domande che diversi tifosi del Napoli si sono posti in questi giorni, quindi ho deciso di provare a dare le mie risposte personali in questo articolo, sperando di contribuire a più discussioni da bar possibile e magari generarne qualcun’altra sulla nostra pagina.

1. CI SERVE UN ALTRO DIFENSORE CENTRALE?
Al momento la rosa del Napoli conta cinque centrali di ruolo: i probabili titolari attuali Albiol e Chiriches, Koulibaly, Luperto ed Henrique (jolly perchè può giocare anche come terzino destro, mentre considerando il sistema di gioco probabilmente Sarri si farebbe cavare un occhio prima di schierarlo davanti alla difesa). Ora: considerando i primi due inamovibili (non fosse altro che Albiol è un campione del mondo e Chiriches è appena arrivato), gli altri tre sono passibili di cessione. Koulibaly è un difensore di enorme fisicità e molte delle sue “distrazioni” sono dovute più alla giovane età e soprattutto alla costanza nel cercare l’anticipo più che a limiti suoi, ma il sistema di Sarri esige dai difensori centrali movimenti assolutamente automatici e sistematici con pochissima improvvisazione e soprattutto concentrazione totale, perchè per tenere una linea così alta senza un vero scattista sul breve bisogna davvero non sbagliare nulla in fatto di diagonali e chiusure. Inoltre, con la palla tra i piedi Koulibaly è decisamente il più ignorante del lotto. In questo senso, la notizia di un’offerta abbastanza croccante del Southampton se verificata potrebbe davvero sbloccare la situazione, portando denaro fresco nelle casse della società un po’ come accadde con Fernandez, prendendo però un sostituto decisamente più pronto per il campionato italiano (appunto Maksimovic). Quanto a Henrique è cedibile ma ha poco mercato e con la sua duttilità può tornare utile, mentre Luperto, tenuto in una notevole considerazione sia da Benitez (che lo ha fatto esordire in Serie A) che da Sarri nel precampionato (è vero che hanno giocato anche Dezi, Allegra, Bifulco e Romano, ma l’allenatore ha dimostrato di fidarsi maggiormente di lui), ha decisamente bisogno di giocare andando in prestito, possibilmente in Serie B. Vediamo di non perdere l’ennesimo ragazzo promettente.

2. MA SPENDERE STI SOLDI PER UN SETTORE GIOVANILE COME SI DEVE?
Il settore giovanile del Napoli fa cagare e questo è un dato di fatto. Il Napoli ha una storia di difensori di altissimo livello e sicuramente è suggestivo immaginare Bruscolotti e Ferrara che insegnano ai ragazzi come si marca l’uomo: tuttavia, senza voler dare un giudizio di merito in positivo né in negativo, la storia ci insegna che Napoli è una piazza esigente. Supponiamo di vendere Koulibaly e mandare in prestito Luperto: putacaso (facimm e’corn) Albiol a metà stagione si fa male, vi immaginate la reazione dei tifosi se scendiamo in campo contro la Juve con un parco difensori composto da Chiriches, Henrique e un trentenne preso al risparmio con cinque milioni? La spiegazione “abbiamo investito sul settore giovanile” potrebbe non soddisfare del tutto molte frange della tifoseria, non solo quelle irragionevoli. L’ideale ovviamente sarebbe fare entrambe le cose; la palla in questo senso passa alla società, ma un difensore buono ci serve come il pane e Maksimovic lo è. Solo vediamo di non sprecare i pochi talenti che abbiamo, almeno finchè non dimostrano quanto valgono effettivamente.

3. MA STU MAKSIMOVIC E’ BUON O E’ MALAMENT’?
A questa è molto più facile rispondere: Maksimovic è buono. Avendo visionato parecchie partite del Toro nella scorsa stagione e anche qualcuna delle solite compilation su youtube con la musica truzza in sottofondo (che possono far sembrare fenomeni dei giocatori mediocri, è vero, ma con le dovute misure danno un’idea di che tipo di calciatore abbiamo davanti), posso dire che il serbo ha delle qualità davvero interessanti: è forte nell’anticipo, bravo nel gioco aereo (e occhio perchè senza Lopez titolare e con Ghoulam e Hysaj titolari ci serve un centrale che sappia marcare i lungagnoni sui calci d’angolo) e ha una sorprendente abilità nell’uscire palla al piede dalla difesa (penso vi ricordiate tutti il risultato quando ci provava Koulibaly). Il suo pezzo forte è comunque la marcatura, e nel sistema di Sarri con la difesa così alta è importante riuscire ad anticipare gli attaccanti che attaccano la profondità senza concedergli la prateria in caso di errore. Quindi, considerato che è un ’91, che il Torino è una bottega notoriamente carissima e che siamo nella sessione di mercato in cui Romagnoli con una stagione da titolare costa venticinque milioni e Raheem Sterling viene pagato 68 senza aver combinato ancora assolutamente nulla in carriera direi che il prezzo, se si è disposti a pagarlo, non è niente di illegale.

Spero di aver dato qualche spunto alle vostre prossime discussioni da bar. Ovviamente se pensate che abbia torto marcio, volete dire la vostra o semplicemente non c’è nessuno con cui dibattere al vostro baretto di fiducia, lasciate pure un commento!

Roberto Palmieri (grazie a Cristiano De Falco)

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 1013
I giocatori del Napoli scendono in campo per l'allenamento

Analizziamo la rosa del Napoli con gli ultimi acquisti e le ultime cessioni, provando a identificare per ciascun giocatore i possibili ruoli e l’uso che ne farà Mister Sarri, nel giorno della prima amchevole contro l’Anaune Val di Non.

RAFAEL – Portiere. Non ha nessuna intenzione di fare il vice-Reina; il prestito di Gabriel è un chiaro segnale del fatto che il brasiliano, dopo la pessima scorsa annata, andrà via da Napoli.

PEPE REINA (definitivo, Bayern Monaco) – Portiere. Pepe è un graditissimo ritorno e sarà sicuramente titolare inamovibile fra i pali: il suo carattere, la sua leadership e le sue abilità tecniche saranno fondamentali per mettere a posto un reparto arretrato quantomeno barcollante. Tuttavia, ricordiamoci che nell’ultima stagione ha giocato pochissimo: potrebbe non ingranare subito. Bentornato Josè.

MARIANO ANDUJAR – Portiere. Vale lo stesso discorso di Rafael: non farà il secondo di Reina, e non è abbastanza bravo per togliergli il posto.

GABRIEL (prestito, AC Milan) – Portiere. Prelevato esplicitamente per fare la riserva. Avrà spazio in coppa Italia ma eventuali problemi fisici di Reina potrebbero regalargli minuti in più: speriamo bene.

KALIDOU KOULIBALY – Difensore centrale. All’occorrenza l’anno scorso ha giocato terzino destro con discreti risultati. Ha bisogno di maggiore concentrazione, ma è un potenziale titolare.

RAUL ALBIOL – Difensore centrale. Anche lui può eventualmente giocare da terzino destro. È il difensore di maggiore esperienza, e dovrebbe essere sicuro di un posto da titolare, considerato che ci sarà molto meno turnover con Sarri.

HENRIQUE – Difensore centrale, terzino destro o mediano. Il ruolo in cui si è fatto preferire in questi anni è probabilmente quello di esterno basso, ma non è affatto sicuro che rimanga; nel caso, sarebbe una utile riserva “duttile”.

SEBASTIANO LUPERTO – Difensore centrale. Giovanissimo, classe ’96, era osservato con interesse già da Rafa. Probabilmente andrà in prestito, ma se dovesse rimanere a Napoli ci piace immaginarlo in prima squadra piuttosto che in Primavera.

FAOUZI GHOULAM – Terzino sinistro. Uno dei migliori della Serie A quando si tratta di spingere, meno in fase difensiva: si spera che le correzioni di reparto di Sarri gli facciano bene. Titolare quasi certo.

IVAN STRINIC – Terzino sinistro. Probabilmente prima alternativa a Ghoulam. Qualche problema fisico di troppo, ma sulla carta con loro due sulla fascia sinistra siamo a posto.

CAMILO ZUNIGA – Terzino. Se guarisse dal suo male oscuro, sarebbe un potenziale titolare su entrambe le fasce; il problema serio è che non ci sono garanzie di vederlo in campo. Se gioca come in Coppa America, è un terzino da scudetto.

CHRISTIAN MAGGIO – Terzino destro. Anche lui probabile titolare per la sua velocità straordinaria, dovrà fare da chioccia a un giovane (Vrsaljko?). Esperienza e sostanza, ma non è mai troppo tardi per imparare a crossare.

DAVID LOPEZ – Mediano, interno. Dovrebbe essere un’alternativa ai due interni di centrocampo, visto che Sarri non gradisce i giocatori di pura rottura davanti alla difesa. Non è certo un fenomeno, ma potrebbe essere utile nel gioco del mister: forza fisica e preferenza per il gioco corto. Inoltre potrebbe essere l’ariete giusto per gli schemi su calcio da fermo.

GOKHAN INLER – Mediano. Partente quasi sicuro: le sue caratteristiche non si conciliano col gioco di Sarri, in cui il centrocampo deve giocare il pallone più velocemente possibile.

MIRKO VALDIFIORI (definitivo, Empoli) – Mediano. Vero regista basso. Sicuro titolare, conosce già alla perfezione il gioco di Sarri ed è perfetto nel dettare i tempi con i suoi lanci e la sua visione di gioco.

JORGINHO – Mediano, interno. Riportato nel ruolo in cui aveva brillato a Verona potrebbe tornare il giocatore che era, divenendo un’alternativa di lusso a Valdifiori.

ALLAN – Interno, mediano. Il nuovo acquisto assicurerà il dinamismo che manca al nostro nuovo centrocampo tutto tecnica, ma non è affatto il classico mastino incapace col pallone. “Garra” e tecnica brasiliana, un recuperapalloni di prim’ordine. Titolare inamovibile.

OMAR EL KADDOURI (fine prestito, Torino) – Interno, trequartista. Forse Raiola esagerò un filo vendendocelo come “il nuovo Zidane”, ma è un buon giocatore e potrebbe essere utile come riserva di Hamsik e Insigne; comunque con ogni probabilità verrà ceduto.

JACOPO DEZI (riscattato, Crotone) – Interno. Il presidente stavolta non ha voluto ripetere l’errore fatto con Izzo e ha riscattato il ragazzo ex Primavera. Speriamo che venga mandato in prestito, stavolta in Serie A, per mettersi in mostra: lo aspettiamo.

MAREK HAMSIK – Interno, trequartista. Il nostro Capitano è finalmente tornato nel suo ruolo naturale dove potrà tornare a fare a pezzi le difese con i suoi inserimenti da dietro. Più titolare di così non si può. Bentornato.

JONATHAN DE GUZMAN – Interno, trequartista. Se rimarrà, sarà la prima riserva di Hamsik: ha dinamismo e tecnica, anche se ha deluso con Rafa si tratta di un giocatore utilissimo. Certo, preferirlo ad Hamsik è un crimine.

DRIES MERTENS – Trequartista, ala sinistra, seconda punta. Mertens sarà il vero jolly dell’attacco napoletano, potendo adattarsi a tanti ruoli. Contro le difese chiuse saranno fondamentali le sue capacità nello stretto: quando si tratta di saltare l’uomo, è il migliore della rosa. Si alternerà con Insigne, ma la sensazione è che il suo impiego possa essere “dinamico” e riguardare vari ruoli.

LORENZO INSIGNE – Trequartista, ala sinistra, seconda punta. Spesso è stato definito un doppione di Mertens, ma potenzialmente è meno ala e più numero 10. Lo aspettiamo dietro le punte. Forza Lorenzo.

JOSE’ CALLEJON – Ala destra, seconda punta. Non è detto che rimanga: probabilmente nell’attacco a due gli verrebbe preferito Gabbiadini. Nel tridente probabilmente avrebbe più probabilità di essere impiegato, anche per la grande applicazione difensiva.

MANOLO GABBIADINI – Seconda punta, ala destra, centravanti. Manolo ci piace assai. In tandem con Higuaìn forma una coppia d’attacco senza pari in Italia. Probabilissimo titolare, anche perchè sui calci piazzati è fenomenale.

EDUARDO VARGAS (fine prestito, QPR) – Seconda punta, centravanti. Ormai è chiaro: è un fenomeno solo quando in panchina c’è Sampaoli. Andrà quasi sicuramente altrove.

GONZALO HIGUAIN – Seconda punta, centravanti. In attacco sarà lui il punto fermo. In una squadra che oltre alla qualità in attacco ha anche schemi e regia, lo aspettiamo in vetta alla classifica marcatori. Gonzalo è pronto a tornare nel posto che gli spetta: in cima.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it