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Scena tratta dalla vita reale di Giulietta

Oramai è una verità assodata, non più solo relegata a un semplice ma meraviglioso striscione. Vignette, battute, sfottò, articoli e libri ci ricordano inequivocabilmente che, al di là dei testi Shakespeariani, Giulietta è una grandissima zoccola, e Romeo tiene più corna di un cato di maruzze (secchio di lumache per chi ci legge da fuori regione).

Cerchiamo di capire però perchè al povero Romeo sia toccata questa sorte, forse anche più triste del tragico finale che gli tocca in teatro. Io una mia idea me la sono fatta e a quanto pare il buon William ha le sue responsabilità!

Potrà sembrare eretico dirlo ma se Giulietta ama concedersi a tutti, con una particolare predilezione per i Napoletani, Shakespeare ha le sue innegabili colpe. Non dovete sorprendervi, ma semplicemente guardare la realtà dei fatti: Romeo viene costretto dal poeta inglese ad usare frasi romantiche lunghissime, pensieri poco concreti e noiose elucubrazioni senza mai arrivare al sodo, e va bene che le donne amano la posia, va benissimo essere romantici, è sacrosanto cercare la parole più belle… Ma anche le donne sono fatte di carne e forse trovare un giusto equilibro fra poesia e istinto le rende ben più felici.

Ed ecco che la cultura e la musica Napoletana riesce a far ben coniugare le due cose, così mentre il buon Romeo perde tempo con gli sproloqui che gli impone l’autore, arriva, per esempio Franco Ricciardi, che dice la stessa cosa, in meno parole e rapidamente, senza perdere eleganza e poesia, passa ai fatti.

Non mi credete?

Ecco un esempio, se Romeo sotto al Balcone della sua amata si ferma a decantare questi stupendi versi

“Ma, piano! Quale luce spunta lassù da quella finestra? Quella finestra è l’oriente e Giulietta è il sole! Sorgi, o bell’astro, e spengi la invidiosa luna, che già langue pallida di dolore, perché tu, sua ancella, sei molto più vaga di lei. Non esser più sua ancella, giacché essa ha invidia di te. La sua assisa di vestale non è che pallida e verde e non la indossano che i matti; gettala.”

Perde solo tempo! Il nostro Franco Ricciardi può usare la stessa immagine in modo più chiaro e concludere con un invito galante, come fa nella canzone Luna (Album – Fuoco 1995)

Stanott’ a luna nun’é asciuta, ma pecchè?
S’è mis’ scuorno ca nun é chiù bella ‘e te!
E si vuò tu facimm’ammore senza luna ‘a riva ‘e mare

Insomma, Giulietta da donna moderna ed emancipata apprezza le belle parole, ma a un certo punto anche lei va alla ricerca di piaceri più carnali,  che evidentemente noi Napoletani sappiamo regalarle più e meglio dei suoi compaesani!

Paolo Sindaco Russo

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   C’era una volta una statale, un castello e la luna.

La statale in questione era la 658, il castello quello di Melfi e la luna quella solita. Certo era luna piena, ed era sorta da poco. Avevamo da non molto lasciato la cittadina per tornare al nostro alloggio, un B&B nei pressi di Lagopesole, altro luogo con un castello scenografico almeno quanto quello di Melfi, e ci eravamo appunto immessi sulla statale 658 in direzione sud. Non era molto tardi e il cielo non era ancora troppo scuro. A un tratto dando un’occhiata a sinistra eccola lì, la luna. Sbucava esattamente alle spalle del castello, illuminato sopra la collina. Magnifico, bellissimo, da fotografare, ma… ma in quel momento ero alla guida, e quella statale proprio non consente di accostarsi un momento in corsia di emergenza per provare a scattare una foto.

Quante volte vi siete trovati in una situazione simile a questa? Magari non avevate la macchina fotografica con voi, oppure si era da poco scaricata la batteria, o più semplicemente la “foto della vita” risultava in un nulla di fatto per mille altri motivi che nulla avevano a che fare con la fotografia.

L’esempio classico è dato proprio dalla luna che sorge, una difficoltà tecnica quasi insormontabile a livello di valori di esposizione, con un cielo e una terra che richiederebbero sempre e comunque tempi che farebbero diventare la luna una palla bianca informe (e per questo motivo già tanti anni fa si ricorreva spudoratamente alla esposizione multipla per rendere quanto era visibile e perfettamente percepibile a occhio nudo, come ho fatto pure io, in maniera anche più truffaldina, l’anno scorso). Molto spesso succede che, anche avendo con sé il cellulare migliore (ma il discorso vale anche per le fotocamere sofisticate, eh…) si riesce a riprodurre solo al 90% la scena che si ha davanti, e quasi sempre qualcosa non torna.
In altri casi, la difficoltà è di ben diversa natura. Qualche giorno fa si è verificato un evento eccezionale, una eclissi totale di luna con il satellite quasi al suo perigeo. Anche attrezzati per bene, c’era una differenza di esposizione tra le varie fasi dell’eclissi per cui non era affatto facile restituirle in maniera corretta. Ma la difficoltà enorme in questi casi è altra: le variabili atmosferiche in agguato. Nel mio caso sono stato fortunato, e ho potuto scattare tutte le fasi dell’eclissi (fino all’oscuramento totale, poi mi sono “sfasteriato” e sono andato a dormire, ormai alle 5 del mattino…) anche grazie al diradarsi completo delle nuvole. Qualcun altro magari non si è svegliato, oppure s’è anche premurato di mettere la sveglia e poi si è ritrovato con il cielo coperto.

Personalmente, ho una lunga e preziosa collezione di immagini mai scattate che sono, però, rimaste impresse nella memoria, e più delle altre contribuiscono alla pulsione continua a cercare di fare sempre meglio. Se non ci si fa prendere dallo sconforto, dalla frustrazione, e si riconosce l’immagine “impossibile” come qualcosa di realmente valido, quella foto, quello scatto mai nato diventa parte di un archivio della memoria che risulta utilissimo. Ormai tante foto non ci provo nemmeno più a scattarle, ben sapendo che il risultato a livello tecnico non sarebbe all’altezza delle aspettative. Ricordo ai lettori che la fotografia, in napoletano giustamente definita ‘a tale e quale, è “tale e quale” al soggetto fintanto che i limiti tecnici dello strumento non si mettono in mezzo (al di là di una miriade di altre cose), e che il nostro sguardo ha una capacità di registrazione, principalmente in ambito tonale e in condizioni complesse, quasi sempre superiore alla registrazione meccanica della fotocamera. In qualche caso l’impossibilità è stata a posteriori (foto rovinate dallo sviluppo, oppure che hanno preso luce – una ventina di rullini di ritorno dalla Sardegna ancora mi bruciano per essersi bruciati da un’infiltrazione dal dorso della macchinetta…); in altri casi, invece, le foto non si scattano perché, purtroppo, il tempo di reazione nostro combinato a quello della fotocamera diventa un impedimento insormontabile.

Di recente mi è capitato di vedere, a Ravello, una bambina che camminava su un marciapiede grigio, sotto un tunnel dalle pareti abbastanza scure, vestita di colori sgargianti e con un ombrellino arancione che agitava avanti e indietro. Sarebbe stata una foto meravigliosa, alla Bob Sacha o forse alla Franco Fontana nella serie di scatti di New York. Per come ero equipaggiato in quel momento, solo con una compatta, per quanto sofisticata, quella foto sarebbe stata al massimo “alla Ernst Haas”, una bella chiazza di colore in movimento, pittoricamente molto bella, ma non quello che avrei voluto. E comunque forse non avrei avuto il tempo tecnico. Un po’ rimpiango i tempi in cui giravo con la Kodak Instamatic pronta all’uso nella tasca del giaccone, caricata a 400 ASA e cubo flash, vagando nei corridoi dell’università occupata sentendomi più Weegee che Salgado o Cartier-Bresson, consapevole che avrei solo dovuto cacciarla dalla tasca e puntarla sul soggetto per avere una foto nel momento giusto.

Già con la prima evoluzione successiva, una fotocamera per l’epoca (si era nel 1990…) parecchio sofisticata, con autofocus a ultrasuoni e flash incorporato, tempi lenti fino a 1/3 di secondo mi sembrava di poter fare tantissimo in più, ed era vero, ma, un po’ l’obiettivo non era forse all’altezza, un po’ l’autofocus si mangiava un po’ di tempo di troppo, i risultati non erano adeguati alle attese. Facevo sì quei bei tramonti (bleah!!!) e scatti al fogliame autunnale che prima non mi venivano mai bene, oppure foto da vicino messe a fuoco come si deve (miracolo!!), ma la velocità operativa si era andata a prendere un periodo di aspettativa… C’è voluta una successiva evoluzione (la mitica Kiev A4m a telemetro acquistata a Porta Nolana dai polacchi che vendevano materiale ex sovietico nei primi anni ’90) e molte altre foto perse per riuscire a riprendere un minimo di prontezza. Di quel periodo ricordo ancora con eccezionale lucidità l’immagine di un gatto che camminava indolente tra tanti piccioni che riposavano… Lui, il gattone nero, ai piccioni non ci pensava proprio, ma essi per precauzione si aprivano a dargli spazio per poi richiudersi dopo il suo passaggio. Successe a Napoli, a via Caccavello, proprio alle spalle di castel Sant’Elmo, verso il 1991. Non ricordo per quale motivo non scattai, forse era uno dei pochi giorni che non avevo la macchina con me (dubito), oppure semplicemente l’ho presa e nel frattempo la situazione si è modificata, non so più. Comunque sia, nonostante i miei sforzi e ripetuti passaggi in loco, quella situazione non mi si è più presentata davanti. Ma sta lì, nella memoria, sonnecchiante. Aspetta solo il momento per ripresentarsi, anche in altre forme, e permettermi di riprovarci.
Ammesso che abbia portato la macchina adatta con me, e che sia carica. E con abbastanza spazio sulla scheda…

Gianfranco Irlanda

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Prima di iniziare l’oroscopo scientifico di questa settimana, vorrei farmi un’auto-adulazione. La settimana scorsa ho fatto la mia prima vera predizione basata su fatti scientifici inconfutabili e… ci ho preso! Il sangue di San Gennaro si e’ sciolto e il miracolo è avvenuto. Ora possiamo contare sulla buona sorte fino alla prossima volta perché fede e scaramanzia a Napoli sono strettamente apparentate. Proprio come non lo sono la scienza e le previsioni del futuro nei miei articoli. Buh!

22-28 settembre 2015 Siamo giunti dopo tanti annunci alla settimana in cui si verificherà l’eclissi di Luna. Lunedì prossimo assisteremo allo spettacolo della Luna di Sangue. Cosa sia un’eclissi e come si verifichi è stato l’argomento della puntata della settimana scorsa di questa rubrica ma sulla Luna ci sono ancora tantissime cose da dire. Prima di tutto, nella sua carta d’identità e’ scritto che è l’unico e solo satellite della Terra (definizione di satellite: un qualunque corpo celeste che orbita attorno ad un corpo diverso da una stella) mentre altri pianeti ne hanno anche molti di più: il record lo detiene Giove con ben 67 satelliti, tra cui Io, Europa, Ganimede e Callisto, detti satelliti galileiani perché scoperti da Galileo con l’utilizzo del telescopio di sua invenzione. Una cosa che mi ha sempre affascinato è che la Luna rivolge sempre la stessa faccia alla Terra. Del nostro romantico satellite noi vediamo solamente una faccia mentre l’altra è osservabile solo dallo spazio. Questo perché è in rotazione sincrona, cioè il periodo di rotazione intorno al suo asse è esattamente uguale al suo periodo orbitale (intorno alla Terra). Questa cosa ricordo che l’ho capita solo al liceo e poi ho costretto due amici a mimare i moti del sistema Terra-Luna per farla capire a tutta la classe. Sì, ero una secchiona però sono sempre stata simpatica. Bella solo dalla terza liceo.

22-28 settembre 2015 Avviso: anche stavolta ce l’ho con la cattiva informazione. Chiamatemi pesante ma giudicate voi, come si fa a comportarsi così? In concomitanza con la Luna di Sangue, strane teorie complottistiche hanno iniziato a diffondersi in rete. Bene, fin quando le leggo nei soliti siti inneggianti alla fine del mondo, sorrido e vado avanti ma quando ci si mettono quotidiani di tutto rispetto e non solo italiani ma anche stranieri, mi parte l’embolo.
Ecco cosa ho letto solo nelle prime righe di un articolo italiano: “LONDRA – La Terra potrebbe essere spazzata via da un meteorite tra meno di una settimana. La tesi choc proviene da un gruppo di scienziati coordinati dal professor taldeitali, direttore esecutivo della ricerca alla University of taldeitali, nel Regno Unito. Come riporta il famoso quotidiano inglese taldeitali, lo studioso sostiene che ci potrebbe essere un pericolo imminente per il nostro pianeta e dunque per le nostre vite.” Apro il link al famoso quotidiano inglese taldeitali e leggo (ebbene sì, so leggere in inglese… buah!) che il professore non solo non parla di un pericolo imminente ma rassicura anche sul fatto che la rete di monitoraggio della NASA non potrebbe mai farsi sfuggire un meteorite dalle dimensioni di quello che potrebbe distruggere il pianeta. Conclusione: ‘mparatevi le lingue, leggete gli articoli fino alla fine e non solo i titoli e, soprattutto, leggete cose serie (eh! E come si fa ora a distinguere un giornale serio? Persino quello inglese titolava così “Expert says meteor could wipe out Earth next week despite Nasa’s reassurance that we’re safe” mentre nel corpo dell’articolo diceva tutt’altro.) Rileggete ora la prima parte di quest’articolo. Non vi sembra che sia da ricercarsi proprio nella Luna, l’abitudine di alcuni giornali di mostrare sempre la stessa faccia tosta pur di avere qualche click in più? Potremmo coniare l’espressione Faccia di Luna. Alla faccia!

Clementina Sasso

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Foto di Paolo Russo

28 Settembre 2015 e più precisamente dalle 2:11 del mattino si potrà ammirare lo spettacolo della Luna Rossa o di Sangue. Eccola qua la complottista della fine del mondo, starete pensando voi e, invece, no! Il 28 settembre ci sarà solo una banalissima eclissi totale di Luna ed io non sono una complottista ma sono solo quella che dopo aver distrutto la vostra idea romantica di stella cadente (in una qualche puntata precedente di questa rubrica), farà lo stesso con la super-romantica Luna Rossa. Cosa accade durante un’eclissi di Luna? Accade che la Terra, che si viene a trovare tra il Sole e la Luna piena, oscura quest’ultima con la sua ombra. I tre astri devono trovarsi allineati perché ciò accada. Quella del 28 settembre sarà un’eclissi totale perché la Luna transiterà completamente attraverso l’ombra proiettata della Terra. La Luna apparirà rossa, perché i raggi solari che la illumineranno, vengono rifratti dall’atmosfera terrestre che attraversano, assumendo per questo una colorazione rossastra. Lo spettacolo sarà visibile in tutta Italia anche se l’orario è effettivamente abbastanza scomodo ma, credetemi, vale davvero la pena di assistervi se riuscite a stare svegli. Quando accadono questi fenomeni “magici” penso sempre a cosa ne dovevano pensare gli uomini primitivi o le popolazioni antiche che ancora non avevano ancora conoscenza dei moti degli astri. Immagino l’impatto che doveva avere un evento del genere su di loro e come influenzasse tutte le loro credenze, soprattutto quelle legate alla divinità. Poi leggo un articolo su di un famoso quotidiano che recita: “Il fenomeno è definito “Luna di sangue” e si verificherà perchè intorno alle 2 di notte, tra la domenica e il lunedì, la Luna si avvicinerà particolarmente alla Terra. Verso le 3 del mattino la Luna sarà offuscata dalla Terra e in linea con il Sole e questo le darà il colore purpureo che alcuni vedono come presagio di sciagure. Intorno alle 4,30 la luna sarà di nuovo visibile del colore con cui l’abbiamo sempre vista, senza conseguenza alcuna, secondo gli scienziati.” e credo che forse qualcuno è rimasto ancora primitivo. E sono stata una signora.

19 Settembre 2015 Avviso. Astenersi lettori sensibili alle discussioni scientifiche in ambito religioso. Quanto contenuto in questo testo potrebbe urtare la vostra sensibilità. Come ogni S. Gennaro che si rispetti anche quest’anno il popolo napoletano attende con ansia il miracolo dello scioglimento del sangue. La reliquia, custodita gelosamente nella cassaforte dietro l’altare della Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli, si liquefa tre volte l’anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre ed il 16 dicembre). Io, purtroppo o per fortuna, nel bene o nel male, simpaticamente o antipaticamente, soffro di una grave forma di deformazione professionale e appena ho deciso di scrivere del miracolo, mi sono subito chiesta se si fosse mai cercata una spiegazione razionale al fatto o, comunque, se fossero stati eseguiti degli esami per capire almeno che tipo di sostanza ci sia all’interno delle ampolle. Ho cercato un po’ in rete ed effettivamente qualche studio, di cui il primo risalente nientepopodimenoche al 1902, pare confermi la presenza di sangue umano ma, per avere sicurezze, le ampolle dovrebbero essere aperte e il contenuto sottoposto ad esami specifici ma questo sembra sia impossibile. Un altro studio, pubblicato sulla rivista scientifica per eccellenza, Nature, spiega come sia possibile riprodurre con i soli elementi presenti all’epoca a cui sarebbero risalenti le ampolle, un materiale tissotropico, cioe’ un materiale che diventa più fluido se sottoposto a una piccole scossa o vibrazione e torna allo stato precedente se lasciato indisturbato. Anche in questo caso però ci sono degli aspetti non proprio chiari, come la durata di queste proprietà tissotropiche (sono più di 600 anni che si assiste al miracolo mentre pare queste sostanze cambierebbero stato solo per una decina d’anni). Rileggete ora la prima parte di questo post e… penso abbiate già capito dove voglio andare a parare. Dicevo che quando leggo di fenomeni scientifici penso a che impatto abbiano avuto sulle popolazioni primitive. Beh, quando leggo di miracoli penso a che impatto abbiano sulla popolazione odierna e immagino che magari sia solo questione di non-conoscenza che ce li fa chiamare così, essendo anche noi, in questo momento, solo degli ignari primitivi. Trovato il parallelismo eclissi di Luna-miracolo di San Gennaro diventa obbligatorio fare una previsione. Troppo facile: mi sembra ovvio che sia scritto nella Luna di Sangue che anche quest’anno si scioglierà il sangue. Per la prima volta ho fatto una previsione vera per il 19 Settembre, basata su un evento futuro, l’eclissi di Luna. Divento sempre più brava. Un miracolo!

Clementina Sasso