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luigi de magistriis

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Le chiacchiere del sindaco

Tra i miei mille difetti, ne ho uno imperdonabile: non adoro le mezze misure, o 1 o 90 si dice a Napoli. E questo è uno dei motivi per cui – per dirla con un’espressione social – ho una relazione complicata con la politica che, per antonomasia, è l’arte del compromesso. Per tutta la durata della campagna elettorale qui su soldatoinnamorato ci siamo astenuti dal fare qualsiasi tipo di commento, la nostra è una testata libera e così deve restare. Oggi però, a urne chiuse e a risultato acquisito, se ne può parlare e scrivere in libertà.

Luigi De Magistris ha vinto e chi vince ha sempre ragione, tanto più guardando il resto della pletora di candidati. La sua, come quella dei suoi avversari, è stata però una campagna elettorale senza fatti, non se ne è praticamente parlato. Cosa ha intenzione di fare il sindaco confermato per i prossimi 5 anni? A parte questo movimento sinistroide anti-renziano che vuole imporsi a livello nazionale che, per noi cittadini che viviamo la città, ce ne frega quanto il risultato di una partita di calcio di terza serie svedese. Veniamo quindi alle “mezze misure” di cui accennavo. Il sindaco del “lungomare liberato” ha fatto una campagna elettorale tutta fondata sull’indipendentismo. Devo dire che la sera dei risultati del primo turno mi sono persino vergognato dell’immagine che Luigi De Magistris ha dato di Napoli intervenendo a Porta a Porta. Non tanto per quello che diceva, ma per i nomi dei simboli di lista che lo sostenevano. A noi non fa effetto, ma che deve pensare dei napoletani uno dell’alta Italia nel vedere alle spalle del sindaco quei simboli così stucchevolmente campanilistici: “Ce simm sfasteriati”, “Mò”, un simbolo con la maschera di Pulcinella. Ancora con queste immagini stereotipate? O a Napoli esiste pure altro?

Pulcinellate per l’appunto e con le pulcinellate, i “cacati sotto”, “rivoluzione” non si può governare. De Magistris la sera dell’elezione ha detto “Ci avete detto per 150 anni cosa dovevamo fare, oggi decidiamo noi. Gli altri sono una CHIAVICA”. Discorso bello, emozionante, persino condivisibile se non fosse per qull’aggettivo finale. E allora, se l’indipendenza vuole, il sindaco confermato la ottenga per davvero. Ed ecco il discorso della “mezza misura”: De Magistris rinunci, ad esempio ai fondi del governo per Bagnoli e non versi più le tasse dei napoletani allo Stato centrale. Ammesso che Napoli sia economicamente autosufficiente. Questa è l’indipendenza. Il resto sono solo chiacchiere che prendono in giro quei poveri cristi che davvero ci credono.

Le parole sono belle, i fatti però sono questi e rappresentano il tutt’altro. E allora, nei prossimi 5 anni, De Magistris ci dica davvero cosa vuole farne di Napoli. Potrà farlo in tutta tranquillità visto che non dovrà essere più in campagna elettorale e raccontare sciocchezze alla gente. Vuole una Napoli indipendente? Crei il suo regno. E sia fatta la sua volontà. Perché, alla fin fine, oltre perché probabilmente era il “meno peggio”, è stato votato proprio in virtù di certi sentimenti. Li metta in atto se ne è capace. Altrimenti è “tutto chiacchiere e distintivo”. Da ex magistrato la definizione calza proprio a pennello.

Valentino Di Giacomo

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Superare lo stallo

Prima o poi converrà a tutti trovare un accordo sull’ammodernamento dello stadio San Paolo. Innanzitutto converrà ai tifosi del Napoli che finalmente potranno usufruire di un impianto moderno, poi a De Laurentiis che potrà progettare il futuro del Napoli con un immobile in gestione per consolidare il bilancio del club. Converrebbe un accordo anche al sindaco di Napoli che farebbe così felici i napoletani su una questione di cui si dibatte da troppo tempo. Il San Paolo è patrimonio del Comune di Napoli, quindi di tutti i cittadini partenopei. E’ un impianto che certamente non può essere svenduto, il sindaco è tenuto anzi a valorizzarlo e cercare di mettere lo stadio a disposizione della comunità secondo criteri economici ben ponderati. Eppure non è possibile più continuare in questo scontro ad oltranza.

Tra De Magistriis e De Laurentiis, per il sottoscritto, ha tutte le ragioni il presidente azzurro. Vi spiego il perché.

– GESTIONE  ATTUALE Secondo l’attuale convenzione il Napoli è tenuto a preservare il manto erboso del San Paolo, al comune spetta quasi tutto il resto. Certo, è assai più difficile gestire un intero stadio che curare semplicemente l’erba verde del campo. Ma basta citare solo l’ultimo caso per comprendere quanto il Comune, per volontà, impossibilità o incapacità, non riesca a garantire la propria parte. Arrivare persino ad un big-match come Napoli – Juventus e creare un danno al club di non poter vendere i biglietti con largo anticipo a causa dei dispositivi di sicurezza non funzionanti è una figura oltremodo pessima. Il Comune ha costretto il Napoli a poter vendere i tagliandi per Napoli – Juve solo 48 ore prima della partita. Quanto alla gestione ordinaria basta osservare le condizioni dei bagni pubblici e degli spalti del San Paolo per rendersi conto dell’inefficienza del Comune. Non ci sono soldi? E allora, caro Comune, mettiti in condizione di venderlo questo impianto se non hai i mezzi per gestirlo.

– GESTIONE FUTURA Difficile capire se i 20 milioni messi a disposizione da De Laurentiis – come sostiene De Magistriis – siano pochi o molti. Tanto più se al progetto stadio si aggiunge la pedonalizzazione di Piazzale Tecchio e la creazione di un centro commerciale. Spesso si obietta che il San Paolo è utilizzato anche per le gare e gli allenamenti di atletica leggera. Ecco, vorrei innanzitutto sottolineare che con i soldi risparmiati dal Comune per gestire il San Paolo e con quelli che verserebbe il Calcio Napoli nelle casse comunali, di piste di atletica se ne potrebbero costruire a profusione.

Quanto a tutto il resto, senza addentrarsi in tecnicismi, sono certo che se si facesse un referendum se dare lo stadio in gestione al club, vincerebbe a larga maggioranza il Si. Persino un passaggio di consegne gratuito troverebbe l’appoggio dei napoletani. Ora, bene fa De Magistriis a cercare di tutelare il più possibile le casse del Comune, ma non si può continuare in questo battibecco perpetuo!

Lo stadio è patrimonio pubblico? E allora si organizzi un pubblico confronto tra il Club e il Comune che possano far comprendere a tutti le ragioni dell’uno e dell’altro, le richieste avanzate da una parte e dalla controparte. Così come si sta facendo nessuno ci sta capendo nulla e in pochi possono realmente formarsi un’opinione fondata su fatti concreti.

Resta l’evidenza che le parole di De Laurentiis e le accuse che il presidente lancia con frequenza al sindaco siano abbastanza fondate. Almeno per quanto concerne la situazione esistente. Per quello che accadrà in futuro se ne parli senza tatticismi che non servono né ai tifosi né ai cittadini di Napoli. E’ chiaro a tutti che, comunque, un accordo convenga assai più a De Laurentiis. Anche un successo sulla questione San Paolo difficilmente rimetterebbe in gioco De Magistriis alle future elezioni, ha pochissime chance il sindaco di essere rieletto. Al di là di come abbia gestito la città, è evidente a tutti che lui poté salire a Palazzo San Giacomo perché il Movimento 5 Stelle, che insiste su un elettorato concorrente al suo, non era ancora una forza parlamentare. Alle prossime elezioni, stadio o non stadio, avrà assai meno probabilità di essere rieletto.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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Il tribunale civile di Napoli, prima sezione, presidente Umberto Antico, relatore Ornella Mincione, ha accolto il ricorso presentato dai legali del sindaco Luigi
de Magistris contro la sospensione dalla carica per effetto della legge Severino, dopo la condanna per abuso d’ufficio. Gia’ il Tar a ottobre scorso si era pronunciato in questa direzione, inviato alla Corte Costituzionale gli atti.

Il ricorso presentato dal sindaco Luigi de Magistris e’ stato accolto in considerazione dell'”interesse pubblico sotteso”, essendo pendente un ricorso di legittimita’ della legge Severino dinanzi alla Corte Costituzionale. Nel frattempo il sindaco di Napoli potra’ esercitare appieno le sue funzioni. I legali delle associazioni di cittadini, che si sono costituiti ad opponendum contro il sindaco di Napoli ricorreranno in Cassazione.

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“L’Amministrazione comunale di Napoli si vede costretta per l’ennesima volta a chiarire la questione relativa al manto erboso dello stadio San Paolo in vista dei due importanti appuntamenti musicali di Luglio, attesi da decine e decine di migliaia di appassionati di musica ed avviati da questa Amministrazione fin dal Novembre 2014 con la SSC Naspoli puntualmente informata”. E’ quanto si legge in una nota di precisazione del comune partenopeo. “Vale solo la pena di ricordare che il Comune di Napoli, e quindi la Citta’ con i suoi abitanti, e’ proprietario dell’impianto di Fuorigrotta e che lo sono quindi anche tutti coloro che non amano in modo particolare il calcio e che attendono da anni un concerto come quello di Vasco o di Jovanotti, un concerto che certo sarebbe stato oltremodo difficoltoso ospitare, vista l’enorme affluenza attesa allo Stadio, in una piazza cittadina – continua il Comune – Detto cio’ l’Amministrazione vuole sgomberare il campo da inutili allarmismi e correggere le molte imprecisioni che stanno purtroppo circolando da giorni ed in ultimo con il comunicato del Napoli di poche ore fa. L’Amministrazione comunale e’ impegnata a mantenere la qualita’ del manto erboso dello Stadio che ha raggiunto in questi anni livelli di eccellenza e sono state adottate tutte le cautele sostanziali e giuridiche per non alterare questo livello”.

“Inoltre – prosegue la nota del comune di Napoli – e’ stato chiesto agli organizzatori dei concerti di provvedere al pagamento degli interventi eventualmente necessari per il ripristino della piena e corretta funzionalita’ del manto erboso dopo lo svolgimento degli eventi e la garanzia della disponibilita’ dei metri quadrati di manto erboso necessari all’eventuale suo ripristino, attraverso la disponibilita’ di una prelazione rilasciata dal fornitore delle zolle.

Va inoltre puntualizzato che si e’ scelto un sistema di protezione del manto erboso denominato TERRA FLOOR, un tappetino plastico microforato di ultimissima generazione che consente la traspirazione del manto erboso; un prodotto che viene usato in tutti i tour nazionali ed internazionali (compreso quello di Vasco e Jovanotti ) e che, a differenza delle coperture in alluminio che creano condensa e che in alcuni casi hanno ” bruciato” l’erba, non hanno mai dato problemi di sorta. Una protezione che tutti gli addetti ai lavori – musicali e sportivi – conoscono bene. Infine prima e dopo gli eventi sono stati gia’ previsti sopralluoghi sul manto erboso con gli agronomi della SSC Napoli, del Comune e degli organizzatori per valutare lo stato dei luoghi. Nessun problema, quindi, e nessun timore. Tutti i passaggi sono stati portati a conoscenza della societa’ nel corso degli innumerevoli contatti con lo staff dirigenziale del Presidente e con lo stesso De Laurentiis. Ribadiamo che lo stadio e’ di tutti: di chi ama il calcio e di chi ama la musica e che l’Amministrazione comunale non azzarderebbe mai un rischio per la societa’ sportiva e che quindi si e’ cautelata nel migliore dei modi. Ma l’Amministrazione non puo’ e non deve dimenticare di essere la proprietaria dell’impianto e di dover rispondere alle legittime richieste di chi vuole trascorre una magica serata di musica”.