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Il litigio con Sarri

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Qualche tempo fa lo scrittore Maurizio De Giovanni scrisse un articolo chiudendolo con la constatazione (o l’insinuazione) che De Laurentiis non fosse tifoso del Napoli. Si era ai tempi del mancato arrivo di Soriano al Napoli, ne parlammo e poi intervistammo pure lo stesso simpaticissimo De Giovanni. In realtà è sempre la stessa storia: chi è contro De Laurentiis ne dice ogni giorno qualcuna per screditarlo. Difficile poter sapere se il presidente azzurro sia realmente un tifoso del Napoli, ma di certo possiamo dire che con la solita intervista rilasciata questa settimana alla radio ufficiale del Napoli ha dimostrato di non essere tifoso del Napoli.

La querelle con Sarri è stupida. Adesso Aurelio ha persino riaccreditato Benitez pur di andare contro al suo allenatore, reo, secondo le ricostruzioni presidenziali, di non voler giocare con il 4-2-3-1 e di non lanciare i giovani. In maniera molto stupida il presidente ha persino indicato il ruolo che dovrebbe ricoprire Hamsik, trequartista, proprio come faceva con Benitez. E ci sarà un motivo per cui il nostro capitano, solitamente sempre molto molto pacato ed equilibrato, di Benitez ne abbia detto peste e corna non appena il corpulento spagnolo sia andato (finalmente!) via da Napoli.

De Laurentiis ha tutto il diritto di muovere critiche o suggerimenti al proprio allenatore, è lui che paga gli stipendi a fine mese. Ma queste dichiarazioni le si fanno nel chiuso degli uffici di Castelvolturno, non con queste interviste imbecilli che sono solo piazzate che non fanno il bene della squadra.

Il presidente ha pure lanciato la “bomba” di mercato: voleva prendere Aubameyang, ma Sarri non ha voluto. L’ottimo De Laurentiis però non ha specificato se l’arrivo di Aubameyang sarebbe diventato un ulteriore acquisto per il reparto offensivo, o se sarebbe arrivato al posto di Milik. Perché poi andrebbe precisato che così come si è fatto male Milik poteva infortunarsi pure Aubameyang e allora si era punto e daccapo.

Tutte mosse per screditare un allenatore che pure lui ha le proprie colpe. Sarri ha stancato con la tiritera dei giovani, dei fatturati e dei processi di crescita. Dice tutte cose giuste, ma non per forza tutto ciò che si pensa lo si deve dire e ripetere come un mantra ogni volta davanti alle telecamere. Parlassero nel chiuso degli spogliatoi anziché destabilizzare l’ambiente con dichiarazioni di cui non si sente il bisogno. Siamo già sfortunatissimi ultimamente perché a fronte di ottime prestazioni non si riescono ad ottenere i massimi risultati, non c’è proprio la necessità di farci male ancor di più da soli.

Qui lo sapete come la pensiamo: per noi Sarri è un grandissimo allenatore e De Laurentiis è un presidente eccellente. Ma sono entrambi due schifezze di comunicatori (e arrotondiamo per difetto). Hanno rotto le scatole entrambi. Tutti e due fanno dichiarazioni per pararsi il culo di fronte alla piazza, dimenticando però l’interesse principale che è il bene del Napoli.

Sarri fa l’allenatore e può fare tutte le dichiarazioni che vuole. De Laurentiis invece, che pur è un ottimo imprenditore, non solo vanifica tutto il proprio ottimo lavoro aizzando la piazza e facendo dichiarazioni assurde, ma dimostra pure di non volere il bene del Napoli. Con quell’intervista De Laurentiis si palesa come un pessimo imprenditore che marcia contro la sua stessa azienda, ma pure come non tifoso della squadra. A noi non interessa se il presidente sia tifoso del Napoli oppure no, ma se non vuole farlo per amore dei nostri colori, taccia almeno per amore della sua azienda e dei propri interessi.

Qui noi ringraziamo il presidente perché ha allestito un’ottima rosa e veneriamo l’allenatore perché ha portato a Napoli probabilmente il miglior gioco in 90 anni di storia. Ma basta, basta, basta, basta con queste parole al vento. State facendo solo il male della squadra! Che poi De Laurentiis dovrebbe farci la cortesia di non parlare di Verratti e Aubameyang, pensi piuttosto all’evidenza che da anni ci stiamo sciroppando Christian Maggio come terzino destro che è totalmente inadatto al gioco di Sarri perché è uno dei calciatori più scarsi tecnicamente dell’intero panorama professionistico nazionale. Il presidente inizi a comprare un terzino destro per far rifiatare Hysaj e poi parli. Oppure compri un portiere all’altezza di sostituire Reina. Il Napoli è forte, ma ha le proprie pecche nella rosa. Semmai De Laurentiis ringrazi Sarri per aver fatto giocare al più alto livello mai visto il signor Gonzalo Gerardo Higuain che ha consentito al presidente di fare un mercato investendo pochi spiccioli oltre alla vendita dell’attaccante argentino. Il signor Maurizio Sarri ha fruttato 90 milioni alle casse societarie e De Laurentiis dovrebbe solo ringraziare il proprio mister.

Ma come si fa a criticare un allenatore che fa giocare la squadra così bene? Come si fa a criticare un presidente che da anni ha portato il Napoli ai vertici del calcio europeo? Se non parlassero sia Sarri che De Laurentiis sarebbero due fenomeni. Purtroppo la bocca è fatta per parlare e quindi pure per dire una marea di cazzate. Se vogliono bene al Napoli ce le risparmino. Noi siamo tifosi del Napoli, ci interessa il bene del Napoli. Così dovrebbe essere pure per il presidente e l’allenatore. Ma entrambi, con certe dichiarazioni, offendono la loro stessa intelligenza, oltre che la nostra. Alzate il telefono e parlatevi. Fare queste piazzate in pubblico è da bambini di terza elementare. Gli uomini si parlano faccia a faccia.

Valentino Di Giacomo

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A Marassi al Napoli sono mancati due rigori non concessi. Non erano dubbi, non erano discrezionali. Erano due rigori grandi quanto una casa. Sul fallo di mano di Ocampos l’arbitro era a pochi metri dal calciatore rossoblu, in posizione perfetta. Perché non l’abbia concesso alimenta molte molte molte preoccupazioni. Nella seconda circostanza, per la trattenuta continuata su Milik, l’arbitro poteva non vederla. Era invece in posizione ottimale il cosiddetto giudice di linea. Era una decisione semplicissima. Ma gli arbitri di linea intervengono solo per annullarli i rigori al Napoli, non certo per assegnarli. Non ha giocato le sue migliori partite la squadra azzurra sia a Pescara che a Genova. Eppure, numeri alla mano, gli azzurri ora sarebbero a punteggio pieno in classifica se gli arbitri avessero fatto semplicemente il proprio dovere: dare i rigori in favore del Napoli quando c’era da darli. Ed erano falli evidenti sia a Pescara che a Marassi. Scriviamo questo perché LA NOTIZIA è questa: gli enormi torti arbitrali subiti dal Napoli. Punto.

La “fuffa” che poi fuffa non è, sta nella querelle a distanza tra Sarri e De Laurentiis. Il mister ha detto una cosa condivisibile e un’altra esecrabile. Di opportuno c’è la richiesta alla società di intervenire nelle sedi opportune. Perché queste robe le deve fare la società, l’allenatore deve allenare. Sarri vuole fare l’allenatore, non lo show-man. Insomma, il mister non è e non si sente Mourinho ed avrà pure il diritto di agire secondo le sue naturali predisposizioni. E’ censurabile Sarri, invece, quando parla di fatturati. In questo ci ricorda il peggior Mazzarri e l’insopportabile Benitez che ci facevano venir voglia di prenderli a cazzotti quando si presentavano in tv a piangere. Se si parla di fatturati e monte-ingaggi allora qualcuno avrebbe dovuto replicare a mister Sarri che il Napoli avrebbe dovuto strapazzare di gol sia il Pescara che il Genoa. E’ un ragionamento che ha la sua validità, ma tirarlo fuori dopo appena 4 giornate ci sembra abbastanza deleterio. Bene ha fatto De Laurentiis a ricordare a Sarri che il Napoli è una grande squadra e che ha investito oltre 100 milioni sul mercato. Che poi siano investimenti frutto anche della cessione di Higuain conta poco. Insomma il Napoli, in difesa e a centrocampo (sulla carta) è seconda solo alla Juve. In attacco c’è quella che dobbiamo per cautela definire una scommessa, Milik, che comunque sta dimostrando pure oltre le sue potenzialità.

Da censurare pure quell’uscita su Giuntoli: “Non so se sia autorizzato a parlare”. Sono panni sporchi e si lavano in famiglia. Eppure Sarri mostra un nervo scoperto della società calcio Napoli che nei fatti è una ditta a conduzione familiare. Lo abbiamo scritto pure in passato che al Napoli serve un uomo-immagine capace di fare da raccordo tra squadra, società e stampa. Pure se siamo spesso accusati di difendere spesso il “Pappone”, qui le critiche al presidente non le abbiamo mai fatte mancare. Ma devono essere, a nostro avviso, critiche figlie di un’analisi oggettiva, non preconcette o strumentali come l’imbecille storia del presidente-pappone buona per far fare la voce grossa a qualche tifoso un po’ frustrato e un po’ geneticamente juventino.

Al Napoli manca un direttore generale che va davanti alle telecamere e mette a tacere le polemiche, un uomo forte. Ma purtroppo il presidente è abile nel circondarsi solo di professionisti, seppur capacissimi, che però devono sottostare ai suoi diktat comunicativi. Parliamo spesso del salto qualitativo che deve fare il tifo partenopeo, il cosiddetto ambiente, ma poi il salto in avanti deve saperlo fare pure la società. Non esiste al mondo che davanti alle telecamere si esibisca Sarri in quel modo. Non esiste al mondo che il presidente replichi in pubblico al proprio allenatore con quelle frasi.

Intanto la polemica dai rigori non concessi si è spostata alla “fuffa”, quella che piace tanto alle tv e ai giornali. Tutto questo accade perché nel Napoli manca una personalità di spicco che sappia gestire momenti del genere. E la colpa è del presidente. Già era successo con l’espulsione assurda di Higuain a Udine lo scorso anno. La squadra era nella bufera e il presidente era beatamente, quanto meritatamente, alle Maldive a fare le sue vacanze. Mentre qui in Italia infuriava la polemica e il club era esposto al pubblico ludibrio di opinionisti e tv senza potersi difendere perché la linea la può dare solo Mast’Aurelio da Castelvolturno. Roba da squadretta di eccellenza o promozione. Altro che Champions League.

Ecco perché ha ragione Sarri. Ottimo allenatore, ma che forse un piccolo corso di comunicazione dovrebbe pur farlo se vuole allenare a certi livelli. Oggi il ruolo dell’allenatore è cambiato. Mourinho fa benissimo il suo mestiere. Sennò poi si fa la fine di Mazzarri che incautamente adduce i motivi di una sconfitta con una frase che ha fatto storia “A un certo punto si è messo pure a piovere”. Del resto, da secondo di Ulivieri a Napoli, il buon Walter aveva iniziato la sua carriera davanti alle telecamere dicendo di aver perso perché aveva “un giocatore con la diarrea” (cliccare per credere). Ecco, la diarrea non fatecela venire a noi. Perché queste polemiche – detto brutalmente – ci fanno un po’ cagare.

Valentino Di Giacomo

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Salta in aria deposito fuochi... E un matrimonio

Uno scoppio fragoroso, con un rimbombo che è giunto ben oltre i 15 chilometri di distanza.  È accaduto questa sera intorno alle 20 nei pressi di Lago Patria, cittadina del litorale giuglianese. Un deposito di fuochi d’artificio è esploso, il boato oltre a Giugliano è stato avvertito in tutta la zona flegrea e fino al centro di Pozzuoli. Al momento non si registrano morti, ma un vigile del fuoco sarebbe rimasto ferito in seguito ad una seconda esplosione avvenuta mentre avvenivano le operazioni di messa in sicurezza del luogo.

Il deposito è situato nei pressi del Marcantonio Hotel, ritrovo molto noto tra le giovani coppie napoletane. Secondo alcune testimonianze raccolte sul luogo il potentissimo boato avrebbe causato, oltre ad attimi di paura nelle immediate vicinanze al deposito, anche un risvolto piccante e polemico. Un uomo e una donna, scappando dal Marcantonio, sono infatti corsi in strada senza alcun vestito lasciando sbigottiti gli automobilisti che transitavano da quelle parti. Automobilisti che non sapevano più se preoccuparsi per lo scoppio o se indugiare sulle parti intime dei due amanti. Nel trambusto degli attimi successivi all’esplosione è arrivato poi il più classico dei colpi di scena. La coppia corsa in strada, secondo quanto viene riferito, non era una coppia ufficiale, bensì si trattava di due amanti. La donna, una bionda molto procace – secondo quanto affermano i testimoni  – non era né la fidanzata, né la moglie dell’uomo. La vera moglie, per vera sfortuna dell’uomo nudo, stava transitando con la propria auto all’esterno dell’hotel proprio in quei frangenti. La signora, una volta avvistato suo marito nudo in strada con un’altra donna, avrebbe inveito contro i due amanti con una serie di irripetibili epiteti. Il contatto tra la signora e l’amante, che già si conoscevano, sarebbe stato evitato solo grazie all’intervento di alcune persone che hanno assistito alla scena. I due amanti hanno poi raggiunto nuovamente l’hotel per rivestirsi mentre i passanti cercavano di trattenere la moglie. L’uomo avrebbe riferito ai presenti di sentirsi veramente sfortunato: non solo è stato beccato dalla moglie, ma non ha nemmeno consumato per intero il proprio amplesso a causa della violenta esplosione.

A saltare in aria è stato il deposito di fuochi della famiglia Liccardo, una delle depositarie dell’antica tradizione dell’arte pirotecnica mugnanese. Un boato tremendo, più o meno simile a quello udito settanta giorni fa, che causò la distruzione di una fabbrica e la morte di quattro persone: Salvatore Schiattarella, Gabriele Vallefuoco, Luigi Capasso e Raffaele Schiattarella.