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L'impresa di Ancelotti

Vince il Napoli, vince Ancelotti. In circa due mesi, Carletto è passato dall’essere una specie di politico “trombato” che magnanimamente viene riciclato dai suoi dirigenti di partito in qualche consiglio di amministrazione – piazzandoci pure figlio e cognato, che non guasta per dare stura alle congetture – a genio assoluto della tattica e della strategia. Carletto doveva battere il Liverpool per consacrarsi pure a Napoli, come fece a suo tempo con il Milan. Del resto gli “Umori della Piazza” furono inclementi anche con Sarri agli esordi. Persino Maradona gli si afferrò contro, lo definì “un vecchio zio”. Poi sappiamo tutti come è andata a finire: “o Zì” è diventato il magnifico tormento della torçida napoletana. Senza “Il Comandante” non era possibile “il Sogno”, “il Collettivismo”. A Napoli due mesi fa era finito il Calcio e non c’erano speranze per campare. L’unica soluzione era fare come quei ragazzi laureati che se ne vanno a Londra. A cercare “Bellezza” invece che “Fatica”, ca va sans dire.

Tra l’altro il Napoli batte il Liverpool presentando in campo uno che fu mandato in Russia, come in un confino siberiano, in una sorta di spedizione punitiva. Quel Nikola Maksimovic il cui acquisto per 23 milioni di euro fu caldeggiato proprio dal “Vate del Bel Calcio”, ma senza profitto. Nikolino Il Serbo aveva il difetto di non integrarsi nei machiavellici ingranaggi del “Sarri-Ball”. Ieri sera, tomo tomo cacchio cacchio, Nikolino si è messo diligentemente su Mané senza fargli vedere palla. E anche quando sfuggiva, nel sistema ingegnoso di Super Carletto, c’era sempre qualcuno a raddoppiare. Callejon, Allan, Koulibaly a supplirsi l’uno con l’altro per creare una gabbia contro le maglie rosse. Mission accomplished. 

Tutto questo per dare l’ennesima dimostrazione di come gli “Umori della Piazza” a Napoli non trovino fondamento nel calcio. Se in politica questa città riesce ad anticipare ed essere preconizzatrice dei processi di cambiamento in atto nella società italiana, nel calcio si vive in una bolla. Perché nel calcio c’è un presidente che degli “Umori della Piazza” se ne fotte bellamente. De Laurentiis, in fondo, ha il vantaggio di gestire un’azienda privata e non deve dare conto “alla ggente”. La politica invece funziona al contrario: tanto peggio è la popolazione, tanto peggio è la classe politica. E VICEVERSA. Peggio saranno i desideri, peggio saranno le promesse. Nel calcio napoletano invece il feedback tra chi porta il vapore e chi ci si deve far portare non c’è. Vivaddio. 

E su questo aspetto sovviene un altro ragionamento: ma siamo sicuri che il San Paolo non ci serva così com’è? Un cesso, come lo ebbe a definire l’Aurelio. Ieri, in curva B, ci riflettevo. Immaginate che domani si costruisca uno stadio nuovo o si ristrutturi il San Paolo, cosa avverrebbe nelle curve? Siete sicuri che gli ultrà (ieri FANTASTICI) si metterebbero comodi in poltroncina a gustarsi la partita sgranocchiando pop corn? La tematica tanto dibattuta dei sediolini, almeno nella parte centrale delle curve, non dovrebbe neppure crearsi. In quei settori ci vorrebbero scaloni e basta, senza poltroncine. A cosa servirebbero i sediolini se poi la gente – giustamente – ci si mette coi piedi sopra? Senza contare quelle cape gloriose che, come accaduto a Torino, hanno ben pensato di scagliare un sediolino dello Juventus Stadium direttamente in campo. Fatto che deve passare sotto silenzio perché Napoli, in fondo, secondo una certa retorica e una certa narrazione, deve pur sempre essere una specie di culla della civiltà dove tutto è stato inventato e tutto si è fatto prima. Tutto prima che fosse fatto da altre parti, nel bene e nel male.  

Io sono certo che quel lontano giorno in cui verrà inaugurato un nuovo stadio a Napoli non mancherebbe la polemica sul “presidente pappone” che vuole imborghesire il tifo. Un tifo che, in verità, si è già imborghesito. Tifosi che tengono la panza piena e la mangiatoia vascia. Perché in fondo a questi tifosi del Napoli non va bene niente. Non va bene Sarri, salvo incensarlo quando se ne va. Non va bene Ancelotti che pure, quando sarà, verrà rimpianto. Non va bene De Laurentiis che da consumato “lenone” lucra sulla passione dei tifosi portando questa squadra per 10 volte consecutive in Europa a controbattere corazzate come Liverpool, Manchester City, Borussia Dortmund, Bayern Monaco, Real Madrid, Chelsea. E in Italia prova, con i pochi mezzi a disposizione, a contrastare lo strapotere assoluto bianconero.

Un potere bianconero che è fatto non solo di acquisti come Ronaldo, Emre Can o Cancelo, ma soprattutto di relazioni. Come quelle relazioni mediatiche che di qui a breve configureranno Marotta come il “male assoluto”, cacciato dal club delle meraviglie che fa dell’etica in tutti i settori un proprio vanto. Ci arriveremo, ne parleremo tra non molti giorni quando finalmente si inizierà a parlare di loschi rapporti tra dirigenti, ndranghetisti e suicidi sospetti. Ci arriveremo come finalmente si è arrivati a parlare delle accuse di stupro contro Ronaldo. L’altro giorno – per dire – parlavo con un collega portoghese che mi diceva che i media lusitani non scrivevano d’altro. Mi chiedeva – ingenuamente – se in Italia avveniva lo stesso. Poverino lui che non sa. 

Oggi gli “Umori della Piazza” subiscono una nuova battuta d’arresto. Smentiti. O per dirla con Mameli: “calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi”. Torneranno presto, al primo passo falso. Se non sarà la squadra, il problema sarà lo stadio, il prezzo del biglietto, la “scugnizzeria”.  Aspettiamo finché – per dirla sempre con l’amico Goffredo – “raccolgaci un’unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l’ora suonò”. 

Valentino Di Giacomo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Se ti piace una ragazza fidanzata e non hai le doti di George Clooney, Rocco Siffredi o Silvio Berlusconi hai una sola possibilità per conquistarla: diventare suo amico.

Lo so, può sembrare un suicidio, nessuno sano di mente si lancerebbe mai da solo nella peggiore friendzone eppure, se seguite il mio ragionamento, vi renderete conto che è una cosa sensata. Pensateci un attimo, quali sono le reali alternative? Provarci sfacciatamente ovviamente no, salvo non avere le caratteristiche di cui sopra, per cui non ci rimane che diventare sui amici, farla sfogare, capire le pecche del suo ragazzo e dimostrare che non siamo così, ma anzi siamo l’esatto opposto, farle capire, ma chiaramente senza dirglielo mai e sembrando anche disinteressati, che noi siamo il ragazzo giusto per lei… e quando sarà il mondo giocarsi il tutto e per tutto e conquistarla o perderla per sempre, non dipenderà tutto da noi, il nostro destino sarà anche nelle sue mani e in quelle del suo ragazzo (Speriamo ex) ma noi sapremo di non aver lasciato nulla di intentato.

Il Napoli probabilmente vuole gli ottavi di Champions, ma fino ad oggi le possibilità di qualificarsi erano poche, pochissime, gli Ottavi erano saldamente fra le braccia dello Shakhtar, ma noi zitti zitti e piano piano ci stiamo avvicinando e oggi ci abbiamo provato sfacciatamente facendo vacillare il rapporto fra gli Ucraini e il secondo posto nel girone… certo adesso il nostro destino e nelle loro mani e in quelle di Guardiola, non solo in quelle di Sarri, però finalmente possiamo dire che ci abbiamo provato e creduto e comunque vada finirà senza rimpianti.

Cattivi

Buoni – Nessun miracolo vero ma tanti ottimi interventi per Reina che chiude la saracinesca contro gli attacchi di Tyson e compagni, la sua esperienza è un’arma in più. Mertens segna un goal e regala un altro assist che chiudono  definitivamente la partita, dopo una partita in fuorigioco si trasforma in eroe, forse sarebbe l’uomo partita se davanti a lui non ci fosse l’altro funambolo azzurro: Insigne, una partita come questa poteva sbloccarsi solo con un lampo di genio, con una giocata da fuoriclasse, e così è stato. Chiudiamo il suo cartellino nel Caveau del Banco di Napoli!

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

L’uomo è rattuso. Questa è una verità riconosciuta e data oramai per scontata anche dai più grandi scienziati che studiano il fenomeno. Ognuno a suo modo e in diversa misura ma comunque in ognuno di noi c’è un fondo di rattusaggine. Da chi si sofferma facendo zapping su una pubblicità dove si vede un culo a chi ancora conserva con orgoglio la proprio collezione di videocassette sporche, da chi guarda senza ritegno nella scollatura delle colleghe a chi timidamente butta l’occhio quando è sicuro di non essere sgamato, ogni uomo esprime il proprio essere rattuso seguendo la propria indole. Nel rapporto con le donne però il vero rattuso, quello puro al 100% viene fuori e si riconosce, è quello fastidioso, viscido, insistente e costante. Appena si inserisce in un nuovo ambiente il rattuso puro ci prova con tutte, senza distinzione di età o caratteristiche estetiche, lui si presenta, cerca di conoscerle con una scusa e appena intravede uno spiraglio di possibilità di successo parte a tamburo senza ritegno, mettendo in conto l’ennesima figura di merda della sua vita pur di apparare una situazione.
Per un qualche misterioso motivo il rattuso vero alla fine ce la fa, cessi inguardabili, comò scartati da Concetta Mobili, guai di notte che passano le giornate dall’analista… non importa, alla fine basta che si chiava!

Il Napoli a Chievo è stato troppo poco rattuso, troppo schizzinoso, a volte bisogna capire che anche se non segni dopo 25 passaggi come Callejon contro la Lazio, anche se non fai uno stop capolavoro come Mertens contro il Genoa, anche se non tiri a volo come Zielinski contro l’Atalanta, anche se non ne fai almeno 3… a volte si può vincere anche 1 a 0 con un lancio lungo spizzato male e un tiro sporco dopo due rimpalli, l’importante e non smettere mai di provarci… come dei rattusi veri!

CattiviJorginho si è emozionato per la convocazione, gli spazi sono pochissimi e lui non riesce a sfruttarli, poco lucido. Zielinski oggi in ombra, si vede solo per qualche tiro dalla distanza ma nulla di rilevante. Mertens è stato il più inzipito di tutti, non trovi spazi e gli manca il guizzo decisivo.

BuoniSepe subisce un solo tiro nello specchio, da dietro al centrcampo, e riesce ad evitare un esordio alla Bandieri. Mario Rui merita di essere citato fra i buoni per l’esordio, sostituire Ghoulam oggi è praticamente impossibile, lui comunque, fin quando regge fisicamente, offre una buona prova. Migliore per azzurri è Insigne, è forse l’unico che non smette mai di provarci ed è da lui che passano le occasioni più interessanti della gara.

Paolo Sindaco Russo

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L'ottovolante azzurro

Le belle giornate vanno vissute. Un giorno come questo, pieno di sole come se fosse ancora estate, va goduto. Così come bisogna godere di questo ottovolante azzurro che infila otto vittorie consecutive riuscendo ad imporsi per l’ennesima volta in due circostanze all’Olimpico: prima contro la Lazio e poi con la Roma. La Juve ha invece perduto in casa contro i biancocelesti nonostante ormai il Var sembra essere stato creato per dare ai bianconeri un rigore al 90esimo. Se quello di Bergamo era inesistente, quello di ieri era quantomeno dubbio perché lo scellerato Patric (che fossi in Inzaghi non farei più giocare da qui fino alla fine del mondo) era comunque sul pallone. Un intervento sconsiderato, ma non un fallo chiarissimo. E ricordiamo che il Var dovrebbe intervenire solo per le situazioni molto chiare, non per azioni dubbie. Ma Mazzoleni, che tra l’altro ha arbitrato l’intero match privilegiando sempre i bianconeri sui “mezzi falli” (come si dice in gergo), era lì apposta per dare quel rigore. Noi ce lo ricordiamo bene dai tempi di Pechino quando diede sfoggio persino di comprendere perfettamente il macedone di Pandev…  Poi quel Dybala, del quale quasi l’intera pletora di giornalisti italiani hanno scritto che Messi aveva sin da bambino il suo poster nella cameretta, ha sbagliato l’ennesimo tiro dagli 11 metri. Quello che ci piace è che sembra quasi che il Padreterno abbia voltato le spalle sul più bello ai bianconeri. Gli altri anni i non colorati sembravano 11 Ned Flanders (gli appassionati dei Simpson capiranno): bastava che invocassero l’aiuto divino e quell’aiuto arrivava puntuale. E’ forse la cosa più interessante di queste prime otto giornate.

Otto giornate sono però appena un quarto del campionato. Il Napoli non sta facendo né più né meno di quanto aveva fatto per tutta la seconda parte della scorsa stagione. Resta da capire se riusciranno a mantenere questa lucidità per l’intero arco del campionato. E non sarà semplice. Anche perché ieri ogni volta che Mertens era a terra dolorante eravamo in apprensione come quando si ha un figlio in sala operatoria ad operarsi di appendicite. Pensi sia una sciocchezza, ma poi vengono in mente mille brutti pensieri. 

L’infortunio di Milik può pesare. Così come potrà pesare non aver preso un esterno offensivo più incisivo di Giaccherini. Sul discorso del vice-Hysaj, che pure secondo noi era un ruolo da migliorare, faremo il tifo per Maggio che da quasi 10 anni veste la nostra maglia e ce ne faremo una ragione. Si tratta di particolari, ma con i particolari si vincono i campionati. Da un lato notiamo questi peccatucci veniali da parte della società, dall’altro non possiamo non notare che ieri, appena il Napoli è calato un po’ dopo il 70esimo, sono entrati giocatori come Diawara, Zielinski e Rog. Non proprio robetta. Ieri Allegri ha tolto Lichtesteiner per mettere Sturaro… Ah l’alternativa naturale sarebbe De Sciglio.. che però è infortunato. 

Otto vittorie in otto partite non significano molto. Sono un segnale. Come rappresenta un segnale il vantaggio di 5 punti sui bianconeri. Ma due anni fa i non colorati finirono persino a meno 11 da noi e poi sappiamo tutti come sia andata a finire. Dobbiamo godere di tutta questa bellezza, ma dobbiamo essere pure consapevoli che questo sole di ottobre presto potrà essere spazzato via dal freddo invernale. 

Resta, della partita di ieri, l’impressione di un Napoli che sa gestire i momenti. Di Francesco è stato quasi ridicolo davanti alle telecamere quando ha detto che la Roma ha fatto meglio del Napoli nel secondo tempo. Ricorderemmo al tecnico romanista che questo grande dominio giallorosso del secondo tempo contemplava un rigore per il Napoli nettissimo su Mertens (ma noi siamo fessi e non protestiamo, non fermiamo il gioco e quindi con noi il Var non si usa), un’occasione a tu per tu di Mertens con Allison scelleratamente sbagliata e un tiro di Hamsik dai 16 metri che per troppa fretta è stato calciato tra le mani del portiere. Noi non ricordiamo abbia fatto altrettanto la Roma nel primo tempo… Parlare di una partita a due volti non ha senso. Il Napoli ha dominato nel primo e nel secondo tempo. Soffrendo il giusto nella ripresa e concedendo occasioni alla Roma solo su calci piazzati. 

L’errore adesso sarebbe pensare però che di qui in avanti la pratica sia in discesa, non lo sarà. Come sarebbe un errore pensare che il Napoli debba vincere tutte le partite demolendo puntualmente gli avversari. Serviranno pure le vittorie sofferte, come quella con la Spal ad esempio. 

Vedendola da un altro punto di vista, non dobbiamo neppure troppo soffermarci a guardarci l’ombelico e pensare troppo ai nostri punti deboli. Guardiamola pure dalla prospettiva dei nostri avversari. Siamo una squadra che, per giocarci contro, le altre devono fare una partita PERFETTA, non buona, PERFETTA. Ieri il Napoli ha punito l’unico grande errore dei giallorossi, quel tocco di De Rossi (che per decreto del Presidente della Repubblica, al pari di Montolivo, deve essere convocato in nazionale). 

Il resto dei miei pensieri li affido a Jorginho. Tre anni fa tremava ogni volta che gli passavano il pallone, ricordo la semifinale d’andata con il Dnipro quando era letteralmente terrorizzato ogni volta che doveva giocare la palla. Oggi è diventato leader dentro e fuori dal campo. Il miglior centrocampista, per distacco, del nostro campionato. Ha pure un nome straniero, i giornalisti di casa nostra dovrebbero celebrarlo. Tipo quelle robe di Caressa quando parla di “Juve illegale”… per quanto è forte… mica per altro… che vi aspettavate? Oggi il Napoli è cresciuto come Jorginho, grazie a Jorginho. Un giocatore specchio di questa squadra. E l’ultimo pensiero va al capitano che pure quando non si vede c’è. Bene fa Sarri a preservarcelo. Lui si che è un patrimonio Unesco. 

Ora però non esaltiamoci troppo. Una partita per volta. Cuoncio cuoncio. Però godiamo. 

Valentino Di Giacomo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Una signora va dal dottore e con tono molto preoccupato esclama:
– Dottore! Dottore! Mio figlio ha la varicella!
– Quanti ha suo figlio?
– 2
– E a duje ann’ o vulivev’ fa avè na varra tant’?

In certi ambienti molti ricercati e raffinati che ero solito frequentare ai tempi delle medie questa barzelletta era sempre di sicuro successo, meglio ancora se accompagnata da gesti plateali su “varra tanta”.

Questa barzelletta mi è tornata in mente da quando si parla di VAR, e aspettavo il momento per poterla citare in un articolo. Perchè vi confesso una cosa: secondo me la VAR serve a poco, e probabilmente genererà ulteriori polemiche, forse anche peggiori di quando non c’era.
Non amo il calcio parlato, le polemiche mi hanno abbondantemente fatto l’ernia in padella con pomodoro, aglio e una spruzzata di origano (la uallera alla pizzaiola praticamente) e credo che la moviola in campo farà la gioia dei fan di Biscardi e di chi ama processi e appelli, un po’ meno di preferisce il calcio alle chiacchiere. Dopottutto dopo solo due partite già ci stiamo chiedendo perchè in un caso è stata usata e nell’altro no…

Come dire la Var tiene appena due giorni e già vulessem’ avé na varra tanta? Inutile illudersi, meglio goderci il pallone, perchè il Napoli sa farcelo godere!

Cattivi: Sul rigore di Pazzini ho urlato a ReinaNun te Mover’!“, purtroppo il portierone spagnolo non mi è stato a sentire, oggi comunque è stato assolutamente impeccabile, ma lo metto qui perchè ci tenevo a spararmi la posa dicendo che avevo intuito il rigore centrale. Chiriches non ha giocato male, ma sicuramente ha giocato peggio degli altri, una sua insicurezza stava per costarci un goal e quindi probabilmente un posto qui se lo merita. Peggiore della serata è sicuramente Hysaj, proprio qualche giorno fa scrivevo che è l’unico a non avere una vera riserva, un’ingenuità del genere sul 3 a 0 è piuttosto grave e la sua squalifica proprio non ci voleva.

Buoni: Insigne a Verona non è mai il numero del 24 del Napoli, l’esterno di sinistra della formazione di Sarri, Insigne a Verona è un Napoletano qualsiasi a cui viene data la maglia del Napoli per giocare contro il verona, gioca con la stessa cazzima, freva, voglia di fargli il mazzo a tarallo che avrebbe qualsiasi di noi, con la differenza che lui è anche uno dei giocatori più forti d’Italia in questo momento, il risultato è devastante, Lorenzo oggi è ovunque, decide lui la partita. Che Diawara abbia personalità da vendere non è una novità e oggi all’esordi lo ha dimostrato ulteriormente, sicuro di sé, padrone del campo e con un grande senso della posizione, oggi sicuramente è fra i migliori. Il podio però lo regaliamo a Milik e Ghoulam, il primo perchè con un goal ha messo tacere le polemiche tanto sterili quanto controproducenti del post-Nizza, il secondo perchè finalmente trova la rete che desiderava da tempo… sicuro non l’ultima e forse un giorno segnerà addirittura su punizione.

 

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Gli uomini troppo spesso sono egoisti, non si prendono il giusto tempo per fare le cose e cercano subito di metterlo dentro. Magari chi ci troviamo di fronte non è ancora al momento giusto, bisogna abbandonare la foga e cercare di fare le cose con lentezza, godendosi ogni passaggio, ogni step. I preliminari servono proprio a questo ad amplificare il piacere a prepararsi con piccoli momenti di godimento al piacere massimo: buttarlo dentro ripetutamente e lasciarsi andare senza più pensare a nulla… Ma nei preliminari è inutile infilarlo dentro, bisogna procurarsi piacere in altro modo. Sto usando solo pronomi perchè penso sia chiaro a tutti che buttarlo, metterlo e infilarlo fanno riferimento al Pallone.

Il Napoli oggi ha fatto quello che si fa nei preliminari: ha evitato in ogni modo di metterlo dentro, due volte però lo ha infilato e ci è piaciuto molto... soprattutto, la cosa migliore è stata non averlo preso, perchè prenderlo quando non sei d’accordo e non sei pronto è bruttissimo! Parliamo ovviamente sempre di goal!

A Napoli siamo riusciti a non prenderlo a Nizza bisognerà metterlo, più volte possibile.

Cattivi: vinci due a zero, praticamente non corri pericoli reali, Reina viene in chiamato in causa praticamente solo per un rinvio di pugno, ci si può lamentare per qualche imprecisione e per qualche palla persa ma poco più. Possiamo lamentarci di non aver vinto 3 o 4 a zero? Probabilmente sì ma sarebbe creare una polemica inutile quando hai iniziato una stagione con una partita storicamente difficile (guardiamoci i precedenti delle italiane ai preliminari prima di parlare) per cui fra i cattivi io non mi sento di metterci nessuno, forse solo le maglie del Nizza: sembrano undici arbitri con una scritta cinese in petto e soprattutto sono già grondanti di sudore al terzo minuto di gioco, più brutte della quarta maglia del primo anno di Benitez.

 

Buoni: se tanti oggi meritano di essere fra i tre di questa selezione è merito di uno: Sarri, oggi interpreta la partita in modo perfetto con una squadra non ancora al top, viene citato sempre troppo poco, anche se si parla sempre di lui. Per non fare sempre i soliti nomi direi che oggi una menzione particolare la merita Albiol, preciso, sicuro in difesa e pericoloso quando si affaccia in avanti, il migliore di oggi però è Jorginho, si assume la responsabilità del rigore, che al Napoli è una enorme spada di Damocle appesa a un sottilissimo pelo di uallera che pende sulla testa di chi calcia, lo trasforma con freddezza granitica, sbaglia pochissimo in impostazione, è sempre sulla traiettoria dei passaggi avversari e in una delle rare occasione dei francesi stoppa la palla nell’area piccola e fa ripartire l’azione, una prova superlativa.

 

Paolo “Sindaco” Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Comprendere le donne non è mai facile, già non è facile capire, quando parlano, se sottintendono qualcosa, ma quando si tratta di interpretare i gesti, i segnali e tutto quanto possa essere considerato comunicazione non verbale il rischio di fraintendere e di fare una figura di merda è enorme, e bisogna necessariamente correre il rischio di apparire o rattusi o freddi di chiamata.

Un caso troppo spesso sottovalutato è quello della donna (o ragazza) con cui hai quotidianamente a che fare per motivi professionali, scolastici o qualsiasi altra cosa ti poggia le tette addosso. Aspettate, non fraintendete, non parlo di sbattertele in faccia, ma di quando per una serie di casi ti trovi addosso una tetta (o anche entrambe) con la propriataria che imperterrita ti continua a parlare come se nulla fosse. Tu sei seduto al pc e lei, in piedi, vuole farti vedere una cosa sul monitor, e piegandosi le appoggia sulla spalla o sull’avambraccio, è un classico esempio da ufficio, ma anche mezzi pubblici, o quando dai un passaggio in motorino… insomma nella vostra esperienza di uomini vi sarà capitato di sentire una zizza poggiata senza malizia.. e che fai? La valuti, la sondi, ti fai un’opinione sulla qualità ma ovviamente la spalla o il gomito non ha la sensibilità della mano, ma soprattutto cerchi di stabilire cosa può voler dire e cerchi di comportarti di conseguenza… ma comunque rimane tutto in dubbio.

Il precampionato è così: puoi fare delle valutazioni, sondare, avere un’opinione ma ovviamente le amichevoli non possono darti le stesse informazioni di una partita di campionato, per cui puoi solo intuire qualcosa su come andrà il campionato e ti rimangono ovviamente dei dubbi.

I risultati in campionato lasciano il tempo che trovano, le partite servono a sperimentare, a provare, a cercare di capire i movimenti e a creare nuove possibilità. Sarri è un maniaco della tattica e queste partite ne sono spesso state la prova, provo quindi a trovare elementi negativi e positivi di questa estate calcistica: in poche parole Buoni & Cattivi summer edition.

Cattivi: Milik sta segnando e sta facendo bene, ha tanta voglia di fare e va benissimo, qualche problema si crea quando vuole strafare e perde lucidità, con un po’ di calma sarà il vero acquisto di questo napoli. Chiriches segna un goal da 70 metri ma non offre grosse sicurezze in difesa, Maksimovic non ha fatto neanche il goal da antologia e continua a rimanere un oggetto misterioso, sarà il suo anno? La cosa peggiore di questo Napoli estivo però è il terzino destro, sostanzialmente il Napoli ha solo Hysaj, che va benissimo, ma Tonelli adattato (ammesso che resti) e la buona volontà di Maggio non bastano, l’unica vera mancanza di questo Napoli è proprio questa.

Buoni: vado contro il mio amico Valentino ma Reina conferma in precampionato le sue qualità, mentre tutti dopo la partita con l’Atletico bestemmiavano contro il portiere spagnoli per i due goal sul web diventavano virale un disimpegno difensivo Tiki Taka che si concludeva con un tiro di Ghoulam. Senza Reina questo il Napoli non lo può fare, avere un portiere che somiglia a un libero degli anni ’80 è un vero lusso, significa avere 11 giocatori di movimento in campo, avere un uomo in più in fase di impostazione e di alleggerimento, come tutti i lussi anche Reina ha un prezzo: la poca reattività tra i pali. Pepe ha il merito di farci subire pochissimi tiri in porta, ma ha la colpa che molti di quei pochi tiri diventano goal, se aggiungiamo a questo quanto detto prima la bilancia per lui pende nettamente dalla parte dei pro.

Rog stravedo per questo ragazzo e, al netto della sua capacità di farsi ammonire ogni partita, credo che ci siano buone possibilità di vederlo spesso in campo, bei piedi, intelligenza tattica e umiltà conditi con una capacità di inserimento che ricordano il primo Hamsik, un anno di gavetta gli sarà bastato? Dal precampionato sembrerebbe di si.

Ghoulam non sa crossare? è un po’ come la nomità di zoccola al liceo, ti ammocchi con un paio di ragazzi e tutti ti chiamano zoccola per 5 anni… oramai i suoi cross sono spesso pericoloso e molte volte produttivi: un rigore e un goal contro l’atletico sono figli dei suoi cross.

Ounas: inutile girarci intorno, la star del precampionato è lui. Ha quella leziosità, o se vogliamo tamarraggine, che fa impazzire noi napoletani, il gusto per la giocata, lo scatto che lascia sul posto l’avversario sono quelle doti alla Lavezzi o alla Mertens che fanno impazzire il pubblico azzurro. Ho il sospetto che lo vedremo spesso da subentrante con il conseguente borbottio dei tifosi “Ma pecchè nun ‘o fa jucà titolar’?” PErchè un po’ come con Insigne e Mertens gli allenatori preferiscono il tattico e disciplinato all’estroso spericolato e un po’ perchè i giocatori così da subentranti fanno sfaceli contro difese già stanche ma soprattutto perchè… voi lo togliereste mai a Callejon??

Paolo Sindaco Russo

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La polemica social

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Nelle ultime ore tengono banco le polemiche sui social network sollevate da Reina e dalla sua strepitosa consorte Yolanda. Frasi al vetriolo probabilmente indirizzate contro Aurelio De Laurentiis, reo di averlo bacchettato per alcune prestazioni non proprio lusinghiere nell’arco della stagione.

Qui a Napoli tutti vogliamo bene a Reina. Paraculo – in senso positivo – come pochi nel sapersi ingraziare la piazza con le interviste in cui cita Benvenuti al Sud (A Napoli piangi due volte ecc. ecc. e tutta quella serie di cazzate che sappiamo auto-costruirci su misura), le esultanze sotto la curva, i tweet core a core con i tifosi.

Reina però fa il portiere di calcio, per fare questo è lautamente pagato da quell’orco, pappone, spilorcio (aggiungete voi aggettivi che vi piacciono tanto) di Aurelio De Laurentiis. Insomma non voglio rispolverare le massime alla cummenda milanese “Lavoro, Pago, Pretendo”, epperò io vorrei sapere quanti di voi tifosi non hanno quantomeno bestemmiato le parentele più lontane del numero 25 partenopeo in una delle sue defaillance (purtroppo frequenti) nell’arco della stagione. Cosa avete detto allo stadio o alla tv quando “Pallummella” Reina si è fatto passare la palla sotto il braccio dal tiro di Keita al San Paolo? Giusto per citare una delle paperelle del nuovo capo-ultrà ispanico-partenopeo.

Non voglio farla lunga. A me Pepe sta simpatico e (a dirla tutta) la moglie ancora di più. Calcisticamente credo sia un fenomeno nel giocare con i piedi e nelle uscite basse. Però è un portiere limitato su tanti altri aspetti e non possiamo non ricordare che in Inghilterra per lui coniarono l’appellativo di “Calamity Reina”. No, Reina non sarà una calamità, ma di sicuro qualche puntarello per strada in questo campionato lo abbiamo perso pure per causa sua. Poi è normale, dei portieri ci si ricorda sempre quando sbagliano e non, come pure accaduto, quando ti fanno vincere le partite: all’Olimpico la parata al 90esimo fu un capolavoro decisivo.

Detto questo, credo che un presidente possa avere tutto il diritto di criticare un proprio giocatore. Poi di cosa abbia detto precisamente Aurelio l’altra sera nessuno lo sa oltre ai diretti interessati, ma conoscendo il personaggio non ci sarà andato per il sottile, né avrà avuto “eleganza” nei modi. Ma non posso che stare (si, ancora una volta) dalla parte del presidente. Soprattutto per quanto riguarda Reina.

Chi è Reina? Quello che 3 anni fa, nonostante il suo grande AMORE per Napoli, decise (LEGITTIMAMENTE) di andare a fare il secondo di Neuer al Bayern per 4 milioni all’anno. Perché Reina è un calciatore professionista e, GIUSTAMENTE, fa le sue scelte in base alle proprie convenienze di carriera. Dall’altro lato c’è un presidente che ha sotto contratto un calciatore e che, valutandone il rendimento, può altrettanto LEGITTIMAMENTE e GIUSTAMENTE fare le proprie scelte ricercando un altro portiere. Si parla di Sczesny o Skorupsky per la prossima stagione.

Questo è il calcio. Le bandiere sono poche. Persino Totti probabilmente continuerà a giocare lontano da Roma (forse all’estero) dopo l’ultima gara con i giallorossi di domenica prossima. Nel Napoli c’è Hamsik che ne incarna questo concetto, forse Insigne. Punto. Se Reina tre anni fa non fosse andato al Bayern avrei compreso il suo sfogo. Oggi non posso sintonizzarmi sulle sue stesse frequenze. Se vuole andare vada via. Lo ringrazieremo per tutto quanto ha fatto e ci ha dato in questi anni. Ma la vita va avanti e la maglia nostra resta a prescindere dai nomi. Certo, non se ne sentiva proprio il bisogno di questa polemica. In prima battuta da parte del presidente che prima o poi dovrà pure imparare l’arte della continenza verbale. Ma pure Reina, se ci avesse tenuto così tanto alla maglia, questa polemicuccia avrebbe pure potuto esternarla tra qualche giorno, a stagione conclusa. Statt bbuon Pepe, che la Madonna t’accumpagn.

Valentino Di Giacomo

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Il punto

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Lo sapete, qui sin dal giorno del suo arrivo (e anche prima) ci siamo sempre detti “Sarristi”. Eppure personalmente ho sempre rifuggito ogni “ismo”, a meno che non sia il maradon-ismo, unica religione di cui resto e resterò fedele fino alla fine dei miei giorni. Sarri è un grandissimo allenatore, il Napoli nei suoi novanta anni di storia probabilmente non ha mai giocato così bene e quindi dobbiamo volere bene al mister.

Fatte le premesse d’obbligo, ieri, ancora una volta, sono rimasto deluso da come è stata gestita la partita da Sarri. Al netto dei pali, delle traverse, del rigore solare (l’ennesimo) non dato a Mertens, rigore che poi non avrebbe spostato l’equilibrio della gara perché il Napoli in vantaggio ci era passato lo stesso. E’ che non ha saputo gestirlo.

Io ora mi vergogno un poco a scrivere quanto sto per scrivere perché resto convinto che chi lavora tutti i giorni sul campo conosce meglio degli osservatori esterni cosa fare, quando farlo e perché farlo. Eppure, a mio avviso, il pur eccellente Sarri qualche step in più dovrebbe farlo nella lettura delle partite. E’ un’opinione la mia, però confortata da alcuni dati di fatto. Mi sta bene che il Napoli non sappia gestire un vantaggio contro la Juve (a Torino in Coppa) o a Madrid. Mi sta molto meno bene che una squadra forte – perché il Napoli al di là delle narrazioni che vanno per la maggiore in città è dotato di una signora squadra – non sappia gestire il risultato contro il Sassuolo o, peggio ancora, contro l’Empoli dove poche settimane fa abbiamo persino rischiato di riaprire un match stra-chiuso e stra-dominato beccando due gol fessi.

Non è vero – a mio umilissimo parere – che il Napoli non possa gestire i risultati, i tempi della partita. Il Napoli, mi ripeto, ha dei signori calciatori che tante altre squadre non hanno. Per cui il problema o è di impostazione tattica o mentale. Non so se propendere per la prima o la seconda ipotesi, so però che entrambe le componenti sono opera dell’allenatore. Un allenatore che dopo mesi di gestione non può presentarsi ogni volta alle telecamere ripetendo che facciamo sempre gli stessi errori. Se il problema è nella testa oppure tattico bisogna intervenire. Punto. Perché Albiol e Koulibaly sono due centrali di difesa che possono tranquillamente sopportare e supportare un determinato tipo di atteggiamento. Senza dover per forza giocare a mille all’ora ogni volta per aver ragione anche di squadre nettamente inferiori al Napoli.

A proposito: ma il Sassuolo che fatturato ha? E il Palermo? E il Pescara? E l’Atalanta? Quando la smetterà Sarri di parlare ad ogni intervista di fatturato? E quando la finirà di parlare, come una vedova inconsolabile, della cessione di Higuain? Ragionamenti che non esistono perché, proprio grazie alla bravura del mister, il Napoli quest’anno ha sopperito ampiamente all’assenza di Higuain e persino di Milik che si è infortunato dopo pochissime giornate e che ieri è ritornato finalmente al gol.

Se il Napoli ha necessità ancora di crescere, deve farlo in primis il suo allenatore. Sarri dovrebbe essere più coerente con le sue stesse dichiarazioni, ad esempio. In precampionato tutti ad applaudirlo perché disse: “Mi fanno girare i coglioni gli allenatori che parlano di calciomercato”. Dopo poche settimane, alla seconda giornata, elemosinava davanti alle telecamere l’acquisto di un centrale difensivo: “Koulibaly partirà per la Coppa d’Africa – disse Sarri – e Tonelli non so quando sarà recuperabile, numericamente ci manca un difensore”. Aveva ragione. Arrivò Maksimovic per 23 milioni, giocatore che – ne sono certo – ci tornerà utile la prossima stagione, ma che quest’ anno ha visto il campo col binocolo nonostante l’investimento molto consistente.

Ieri – e ripeto mi vergogno un po’ a scrivere di questo – il cambio Milik-Jorginho mi è parso molto tardivo. Il Napoli era sull’1-1, un pareggio che serve quasi a nulla a questo punto della stagione. Perché non farlo prima quel cambio? Cosa c’era da difendere ormai dopo la cappellata di Hamsik?

E, a proposito del capitano, oggi sono tornati alla carica quelli del “Viene meno nelle partite importanti, non ha carattere”. Dimenticandosi che se abbiamo passato il turno in Champions lo dobbiamo a lui con quel gol di sinistro in Turchia, che i gol più importanti li ha segnati lui. Dimenticando che dobbiamo ritenerci solo fortunati se un FENOMENO  del calcio moderno abbia deciso di scegliere Napoli e il Napoli a vita.

Un altro che ha scelto Napoli a vita è stato Lorenzo Insigne. Ma il mister anziché accompagnare l’entusiasmo in una conferenza successiva di poche ore dalla firma del contratto ha raggelato tutti dicendo che potrebbe prendersi a “testate sul naso” con De Laurentiis e che non sa quanto resterà sulla nostra panchina. E fare dichiarazioni del genere in questo momento della stagione vi sembra una cosa intelligente? Gli sembra una cosa intelligente? A cosa serve? Se ha qualcosa da dire al presidente lo facesse nel chiuso degli uffici societari. Non destabilizzi un ambiente che è assai incline a ragionare con la pancia. Ecco, ha ragione De Laurentiis, il Napoli ha bisogno di più cazzimma. E questa cazzimma ce la deve dare pure Sarri. Altrimenti resterà sempre un’eterna bella ed incompiuta, lui e la sua squadra. Il mister può diventare un allenatore ai livelli di Ancelotti, Conte, Guardiola o Capello. Ma ci vuole umiltà per migliorare e tanta capacità di auto-analisi per superare dei limiti che ci sono, evidenti. Recriminare ancora una volta su arbitri, fatturati e l’eterno lutto di Higuain è da provinciali. Sarri tenga bene a mente che ora si trova a Napoli, in un grande club. Anche se l’eterno malcontento verso De Laurentiis vuole sminuire la portata di un lavoro che è stato costruito da oltre 10 anni a questa parte. Un patrimonio da salvaguardare: con Sarri o senza. Caro Maurizio siamo con te, ma migliorare si può e lo possiamo fare insieme. Perché quando parli così – per usare il tuo linguaggio – ci fai girare i coglioni. Con stima.

Valentino Di Giacomo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ho appena finito di mettere a lievitare il criscito, esattamente una settimana prima, devo imparare a conoscerlo bene, devo capire come si comporta, e deve essere forte abbastanza da reggere tutto il ripieno è un impasto carico di formaggi e nzogna. Se non lo conosci bene corri troppi rischi, il pericolo numero uno è che venga troppo ammazzaruto.

Mercoledì invece vado a ritirare il salame e il necessario per il ripieno, in realtà vado a ritirare il capretto da Tony, il mio amico macellaio di vecchia scuola, di quelli che segue l’animale dalla stalla al piatto, e visto che mi sto trezziando da un po’ di tempo i salami che ha messo a stagionare ne prendo due, uno per il piatto santo e uno per il casatiello.

Il Pranzo di Pasqua è una cosa seria, che richiede grande concentrazione e preparazione, non è come a Natale dove hai modo di ripetere e recuperare, fra cene, cenoni e pranzi le feste natalizie offrono più spunti, mentre Pasqua no, hai solo il pranzo e la Pasquetta il giorno dopo, dove però al massimo si integrano gli avanzi.

Sbagliare il casatiello, bruciare la pastiera, fare l’agnello (o il capretto) troppo secco significa rovinarsi la festa e quindi bisogna preparare tutto con calma, perizia e devozione per ottenere un buon risultato. L’esperienza di certo aiuta, anche l’abitudine e la familiarità con le ricette può rendere tutto meccanico, ma l’eccesso di sicurezza è un limite che può costare caro, divertirsi senza però perdere la concentrazione è la soluzione.

Il Napoli oggi era chiamato a blindare il terzo posto, una partita importante e da non sottovalutare, la Lazio è una squadra ostica e anche se il Napoli, in questo momento, è nettamente più forte non era detto che avremmo portato i tre punti a casa. Il Napoli invece l’ha preparata bene in ogni dettaglio, ha eseguito tutto alla perfezione senza perdere mai la concentrazione e così il Casatiello è perfetto, la pastiera squisita e il capretto ci fa conzolare…

Cattivi: scusate ma di chi posso parlare male? Jorginho ha sbagliato un paio di passaggi ma prendersela con lui sarebbe piuttosto pretestuoso, Reina ci ha regalato un brivido in un’uscita azzardata su Immobile ma quello 0 nel tabellino alla voce goal della Lazio parla chiaro… Forse il peggiore di ieri sera è chi ama il circo come spettacolo e lo preferisce al calcio, noi continuiamo a preferire il pallone.

Buoni: A volte mi pare brutto mettere sempre gli stessi nomi, ma Hamsik, Callejon, Mertens e Koulibaly oggi come si fa a non metterli? Facciamo così, parliamo di Strinic che fa un’ottima prova sulla fascia, Allan che forse gioca una delle migliori partite in questo campionato e Albiol che garantisce  sicurezza da campione del mondo e chiudiamo qui i buoni. Dimentico qualcuno? Non credo, se qualcuno avesse corso per tutta la partita, partecipando a tutte le principali azioni di gioco, magari segnando una doppietta decisiva e salvando un goal sulla linea me lo ricorderei, ma in realtà credo di essermi appisolato e aver sognato che Insigne faceva tutto questo.

Paolo Sindaco Russo