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icardi

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Screenshot Gazzetta

Carissimi colleghi della Gazzetta dello Sport,

il vostro è il quotidiano sportivo più celebre d’Italia ed è veramente triste osservare che, per pur importanti ragioni commerciali, vi prestate molto spesso a trattare il Napoli e i suoi tifosi alla stregua di una squadretta provinciale. Ben conosciamo che di copie in città ne vendete pochine, così come siamo consapevoli che i rapporti tra la Rosea e il club partenopeo sono tutt’altro che idilliaci. Comprendiamo, inoltre, che può essere mortificante per una squadra milanese (Inter o Milan non fa differenza), vale a dire il vostro principale pubblico di riferimento, che una “squadretta” del sud possa far recapitare nella capitale finanziaria del Paese un’offerta per il capitano (e calciatore più rappresentativo) dell’F.C. Internazionale.

Sopportate questa intraprendenza meridionale da parte di un presidente di calcio che ha raccolto le ceneri di un club, glorioso e tormentato, come la Ssc Napoli e ha portato questa squadra stabilmente al di sopra delle compagini milanesi e finanche tra le prime quindici europee.

Per questi motivi vi comunichiamo che guardiamo con molto divertimento il vostro articolo odierno comparso sulla vostra testata online che titola “Higuain-Juve con lo sconto: il prezzo cala a 90 milioni. L’ultima beffa ai napoletani”. Ci sembra strano che proprio il giornale che, ripetiamo, è parte integrante della capitale finanziaria del Paese, possa considerare una BEFFA il recepimento da parte della Ssc Napoli di 90 milioni per un calciatore che, seppur forte, ha pur sempre 29 anni.

Siamo ancora più divertiti dell’evidenza che gli stessi scrupoli e uguale intento nel voler “fare le pulci” di una trattativa non li avete avuti per la cessione di Pogba al Manchester United. Vi informiamo, semmai non lo sapeste, che neppure la Juventus recepirà per intero i  120 milioni che pare offrire lo United. No, perché il 20% della cifra lo intascherà direttamente Pogba e il suo abilissimo procuratore Mino Raiola, guarda caso anch’egli campano. Eppure questa notizia non è stata rappresentata come una BEFFA per i tifosi juventini, anzi, tutt’altro.

Ci divertite tantissimo con i vostri titoli e in questa ostinata descrizione dei napoletani che si stracciano le vesti per la cessione di Higuain. Per carità, qualcuno ci sarà pure. Ma i napoletani ben ricorderanno anche i precedenti delle cessioni di Lavezzi e Cavani e ben sanno che, dopo una cessione illustre, il Napoli è abituato a rinforzare in egual misura la squadra. E forse questa volta toccherà rinforzarsi con il capitano dell’Inter e con la sua gentile signora che potrebbero trasferirsi alle pendici di un Vesuvio che ancora non ha “lavato” la città con il suo fuoco.

E su, non ci vuole mica molto per comprendere che vendere un calciatore di 29 anni alla cifra più alta mai realizzata nella storia del calcio italiano sia un gran colpo per la Juve, ma anche e soprattutto per il Napoli?

Ci perdonerete di questa intromissione nelle vostre liberissime iniziative editoriali. Anzi, da vostro lettore vi auguro di cuore di ritornare all’autorevolezza e ai fasti di un tempo ormai passato. Grazie per questo titolo così divertente. Qui da Napoli ringraziamo per questo minuto di gaudente ilarità.

E perdonateci nel caso dovessimo portar via da Milano anche Wanda Nara, vero core-business della nuova comunicazione sportiva nazionale.

Con divertita stima, cordiali saluti

Valentino Di Giacomo 

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

E’ inutile addolcire la pillola. La scelta bianconera di GH ci dice due cose che non possono essere sottaciute se si vuole affrontare la vicenda con un minimo di onestà intellettuale. GH alla giuve ridimensiona, di molto, il Napoli e forse può finalmente far poggiare un po’ i piedi per terra ai tanti tifosi del “Devi vincere” ed “Aurelio Pappone” a cui tanto piace volare con la fantasia. La Juve in questa sessione di mercato ha acquistato i due calciatori più forti dalle sue dirette concorrenti, prima Pjanic e poi GH. Li ha ingaggiati con la clausola, li ha voluti e li ha presi senza fare troppe storie. Il Napoli è il Napoli, la Juve è la Juve. Il Napoli può coltivare i propri progetti vincenti nel lungo periodo, la Juve no. Perché chi “Deve vincere”, subito, sono i bianconeri, non noi.  La differenza sta tutta qui: loro comprano il campione di 29 anni pagandolo la cifra più alta mai vista nella storia del calcio italiano e noi questo tipi di acquisti non possiamo farne. Addossare ora colpe a De Laurentiis è da incapaci autentici. Il presidente ha fatto di tutto per trattenerlo, ma GH ha preso la propria decisione. Ad Aurelio va dato il merito di aver tenuto duro fino all’ultimo e di aver realizzato un affare sensazionale che assicurerà un futuro altrettanto importante al club.

L’altra verità che non è possibile sottacere è la scelta di GH. Ha scelto il club dove ha più possibilità di vincere, è un suo diritto. Ha scelto la strada più semplice, la vittoria sicura, a quella più difficile e che, se fosse accaduta, lo avrebbe consacrato nella storia del calcio e di questa città. GH nella storia del campionato italiano ci è già entrato lo scorso anno segnando 36 reti, nessuno meglio di lui. Lo ha fatto con la nostra maglia e di questo possiamo solo ringraziarlo, così come lui dovrà ringraziare noi. Dovrà essere grato a De Laurentiis che gli ha dato la possibilità di guadagnare TANTO e di averlo portato a Napoli quando a Madrid era un giocatore importante, ma non fondamentale. Deve ringraziare Sarri che lo ha messo al centro del progetto di gioco e che gli ha consentito di segnare una caterva di gol. Deve ringraziare Hamisk, Insigne, Callejon che tanto lo hanno agevolato. Dopo i ringraziamenti, però, si volta pagina.

Il Napoli, pur senza la sua stella, è una squadra già molto forte. Probabilmente a fare le veci di GH arriverà Bacca, ma questo lo vedremo e giudicheremo a tempo debito. Eppure, se proprio Bacca arrivasse, sarebbe la conferma ulteriore della poca chiarezza di De Laurentiis. Bacca costa 30 milioni ed ha 29 anni. I 30 milioni che spenderebbe il Napoli per Bacca equivarrebbero in proporzione ai 94 che spenderà la Juve per acquistare un giocatore che ha 29 anni come GH. Se De Laurentiis ha le idee chiare e non ha accusato troppo il colpo della cessione, dovrà necessariamente comprare un calciatore giovane e affermato. Icardi o Lukaku solo per fare due nomi. Oppure, se arrivasse Bacca, allora qui ci aspettiamo pure un Belotti o un Berardi: due dei giocatori più validi del nostro campionato.

Ad ogni modo la cessione di GH consente al Napoli di rinforzare per bene tutti i reparti. Ma il club azzurro dovrà essere intelligente nel non buttare soldi a casaccio. Servono giocatori già fatti, ma giovani e di prospettiva se si vuole salvaguardare sia l’aspetto sportivo che economico della società. Certo, ora da De Laurentiis ci aspettiamo veri investimenti. Vale a dire: spenda i soldi della clausola e pure quelli della Champions.  Fino ad ora ha acquistato Tonelli per 7,5 milioni e Giaccherini per 1,5. Qualche altro soldino oltre a quelli di GH, insomma, avanza. Altrimenti darà credito alle lagnanze “papponiste”. Almeno io, fino ad ora, ho sempre difeso il presidente. Oggi è lui che deve mettersi nelle condizioni di farsi difendere.

L’altra soluzione, che però certamente i coristi del “Devi vincere” non contemplano, è che il Napoli investa anche delle risorse per strutturarsi in maniera seria come club. E’ possibile investire nello stadio, in un centro sportivo all’avanguardia per far crescere i giovani. Certo, ne risentirebbero gli investimenti per la prima squadra, ma il club farebbe un passo ulteriore per guardare al futuro con ancor maggiore stabilità.

Mi fareste sicuramente notare che ho omesso di scrivere che la Juve per comprare il 29enne GH deve necessariamente vendere il 22enne Pogba. E’ vero. Ma un centrocampista, pur se bravo, non farà mai la differenza quanto un attaccante. La Juve fa un affare a vendere alle cifre che si leggono, così come lo fa il Napoli a vendere GH. Il sacrificio bianconero è intelligente nell’ottica di chi deve vincere SUBITO. Ai ripianamenti societari poi ci penseranno tra qualche anno. La loro squadra può permettersi di essere più vecchia della nostra. Noi, al momento, non possiamo.

Ad ogni modo, tanto più in questo momento, stringiamoci forte intorno alla squadra. Non serve a nessuno cominciare un’altra stagione tra strali di polemiche inutili e, come accaduto lo scorso anno, totalmente infondate. Qui giudicheremo con attenzione l’operato di De Laurentiis e non faremo sconti. Proprio come lui ha avuto il merito di non farne alla Juve.

Un argentino può giocare a Torino tanto più se si è come GH. Il bomber 29enne ha dimostrato benissimo la differenza che c’è tra l’essere corazon della Boca o del River. Lui è un Riverista squallido. Lui è lontano anni luce da Diego Armando Maradona. E ditemela adesso la storiella del drogato. Diego Armando Maradona è stato uno dei più grandi UOMINI sulla faccia della Terra, prima ancora di essere il più grande calciatore. Diego è l’essere umano migliore dell’Universo. E ora spero l’abbiano capito tutti. Altro che quel tipo che non merita neppure di essere nominato. Il calcio è cambiato, il cuore degli uomini piccoli non ha bandiere.

Valentino Di Giacomo

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Il culo di Mancini

Perdete ogni speranza, cari amici tifosi del Napoli. Lo scudetto lo ha vinto già l’Inter e non conta nulla se gli azzurri hanno battuto la squadra di Mancini al San Paolo dominando per quasi l’intera partita. Non c’è nulla da fare. Ci sono episodi, momenti nel calcio in cui una squadra gioca in discesa, sospinta da forze che non oserei definire sovrannaturali. Si potrebbe finanche scomodare la parola “culo”, una delle componenti più sottovalutate nel calcio.

Chi ha potuto assistere ieri sera al match tra Udinese e Inter ha potuto rendersene conto in pieno di quanto sto dicendo. I friulani nel primo tempo hanno dominato, tirato in porta, costretto Handanovic a parate complesse. Ma non c’è stato nulla da fare contro quelle forze invisibili che agiscono in maniera ignota.

L’Inter al Friuli ha vinto per 4-0. Sui primi tre gol gli assist al bacio per i gol di Icardi e Jovetic portano tutti la firma di calciatori dell’Udinese. Un mirabile passaggio filtrante di Bruno Fernandes per Icardi sul primo gol, un fantastico passaggio di Domizzi per Jovetic sul secondo gol e un altro pregevole assist di Lodi per Icardi sul terzo gol. L’unico gol buono, quello più inutile, lo ha segnato Brozovic all’86esimo.

Tutti questi regali seguono la scia di un Inter che dall’inizio del campionato gioca il peggior calcio della Serie A e riesce lo stesso a vincere partite su partite. Nove vittorie su undici sono arrivate con il minimo scarto: tutti 1-0 e un 2-1 al Carpi. Spesso con gol giunti al novantesimo ed oltre mostrando di frequente un calcio senza picchi di bel gioco. Ieri Sarri in conferenza stampa diceva che il Napoli difficilmente può vincere “partite sporche”. L’Inter le vince tutte così. E pensare che Mancini aveva persino recriminato nella partita contro gli azzurri per i due pali presi: l’unica gara dove la Dea bendata si è distratta per qualche minuto e si è voltata dall’altra parte.

Oggi tutti incoronano l’Inter ed è giusto così. Del resto solo contro il Napoli i vari Cigarini, Lodi, Domizzi giocano le partite della vita. Anche Bruno Fernandes sapete contro chi ha segnato il suo primo (di appena 7) gol in Seria A? Eh, contro il Napoli. Perché contro le altre si possono regalare impunemente gol regalando così la vittoria del campionato ad una delle squadre più brutte che abbiano calcato il palcoscenico della nostra Serie A. Mettetevi l’anima in pace! Contro il cul ragion non vale.

vDG

Twitter: @valdigiacomo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

La simbologia dei muscoli contro il cervello trova riferimenti fin dagli albori della cultura umana, attraverso un filo rosso che giunge fino a Hysaj che annulla Pogba un paio di mesi fa. Lunedì sera si scriverà un altro capitolo di questa storia: Napoli – Inter, il gioco contro i muscoli, le idee contro il cinismo, la seconda contro la capolista. Un classico.

L’importanza della partita ai fini della classifica è inutile sottolinearla. Con una vittoria il Napoli a fine giornata si troverebbe al primo posto in classifica (eventualmente insieme alla Fiorentina impegnata contro il Sassuolo) e sarebbe padrone del proprio destino, senza più il bisogno di inseguire e con la possibilità di allungare la classifica nelle prossime giornate tenendo lontane -si spera- Roma e Juventus; inoltre i punti messi da parte contro le big in questo girone di andata faranno assolutamente la differenza a fine campionato, visto che quasi tutti gli scontri diretti del girone di ritorno saranno in trasferta e sarà fisiologico lasciare qualche punto per strada. Il pareggio, in sostanza, non ci serve a niente.

Mancini sa che il Napoli non rinuncia mai a fare la partita e dunque non ha speranze di ripetere il match contro la Juventus, quando le due squadre portarono fino al novantesimo lo zero a zero evitando di farsi troppo male, e si organizzerà di conseguenza. La sua squadra è di fatto ancora incompleta per quanto riguarda la proposta di gioco: non tanto per il modulo non ben definito quanto per le scarse capacità offensive. L’Inter è una squadra difensiva che non sa giocare in contropiede, costretta ad attaccare con molti uomini per supplire ai limiti di fantasia: tutti i centrocampisti offensivi e le seconde punte nerazzurre sono portatori di palla che vogliono il passaggio sui piedi per attaccare il campo, con il risultato di una circolazione troppo lenta per fare male. A questi limiti però fa da contraltare un’enorme attenzione agli episodi: le poche occasioni che ha, l’Inter raramente le spreca e tanto basta se sei tanto concentrato da non prendere mai gol su calcio piazzato e difendere con il massimo ordine.

I nerazzurri, insomma, non saranno una squadra spettacolare ma se sono primi in classifica dopo tredici partite non è un caso. Mancini è solito adattare la formazione all’avversario e si può provare ad anticipare le sue scelte: la pronosticata esclusione di Icardi a favore di Jovetic punta centrale avrebbe ragioni tattiche, perchè il montenegrino potrebbe abbassarsi in marcatura su Jorginho in fase di possesso per creare delle coppie fisse a centrocampo (Guarin contro Hamsik, Melo contro Allan) limitando così il palleggio del Napoli, prevedendo inoltre il depotenziamento di Icardi causato dalla linea alta del Napoli (i difensori azzurri sono difficili da attaccare alle spalle partendo da dietro o con movimenti in orizzontale a causa della loro ottima sincronia e quando anche ci si riuscisse bisogna fare i conti con la velocità di Koulibaly nel recupero: l’attaccante nerazzurro è devastante negli ultimi quindici metri ma soffre molto quando è lontano dalla porta, e inoltre manca di movimenti a venire incontro per proteggere il pallone e far salire la squadra). Per contrastare Lorenzo Insigne il tecnico si affiderà a Nagatomo, il terzino più veloce in rosa, come già fece con la Roma; a sinistra Alex Telles potrebbe essere una scelta per tenere basso Callejòn, con i centrali Miranda e Murillo a occuparsi di Higuaìn. Ljajic e Perisic supporteranno il falso nueve, con il croato chiamato a dare anche un grande apporto in fase di non possesso.

Sarri avrà sicuramente previsto la tattica di Mancini e sa che la possibilità di passare in vantaggio dipenderà dal riuscire a dare sbocchi al possesso. Oltre ovviamente alla qualità dei singoli, l’arma in più sarà l’aiuto di Higuaìn per dare superiorità numerica a centrocampo; il nuovo Gonzalo 2.0 non spazia più sugli esterni (non serve, grazie al contributo di Insigne come playmaker offensivo) ma si muove da trequartista, offrendo un passaggio al centrocampo in modo da superare la prima delle due linee, per poi voltarsi e attaccare la porta, cercare l’uno-due con Insigne o servire un centrocampista che si inserisce. Questo tipo di lavoro dell’argentino sarà fondamentale anche per superare una coppia di centrali di altissimo livello: Murillo fisicamente è un mostro di esplosività e difende da solo negli spazi ampi, Miranda è lucido e concentrato e offre sempre sicurezza al compagno. Se lo sturm und drang di Higuaìn è un martello da fabbro, Insigne sarà invece il grimaldello per aprire la porta: il suo lavoro di regia offensiva, sia a sinistra che al centro, potrebbe essere quello che serve per sorprendere Telles alle spalle con gli inserimenti di Allan e Callejòn serviti con un passaggio filtrante sul lato debole. Se al posto del brasiliano giocasse Juan Jesus la situazione si complicherebbe, ma la catena di destra del Napoli dovrebbe occuparsi del solo Ljajic con dei grossi vantaggi in fase difensiva.

Nel calcio, si sa, la tattica arriva solo fino a un certo punto: ci sono gli episodi, le qualità tecniche, i colpi dei campioni e i cali di concentrazione e qualunque partita può finire contro il pronostico. Al Napoli, tuttavia, non manca niente per vincere e guadagnarsi un meritatissimo primo posto in classifica.

Roberto Palmieri

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A Higuain ci piace Natascia

Foto da Flickr - Nazionale Calcio

E insomma, a quanto pare, a Higuain ci piace la ciaccarella. E va ormai avanti da mesi ogni genere di retroscena sulla vita privata del Pipita. Non gli danno pace per un attimo: dalle frequentazioni dell’attaccante argentino in qualche locale della provincia di Napoli, fino ad oggi quando una modella argentina ha svelato nuovi piccanti particolari del Pipita fuori dal campo. Il nuovo attacco arriva da Natacha Jaitt, showgirl argentina. “Higuain è sempre stato così – ha detto al portale scandalistico diarioshow.com – E’ sempre in giro per locali in cerca di ragazze. E’ il più scatenato di tutti, è malato di ragazze dell’ambiente“. “E’ molto arrogante e non mi interessava – ha aggiunto la ragazza -. ci è rimasto male, non capiva perché non gli dessi retta. Ma io non sono così. Non mi importa se è Pipita, o Pepito, o altro. Sono fatti tutti allo stesso modo. E’ un ragazzino“.

casillo
Benedetto Casillo in “Così parlò Bellavista”

Certo, le dichiarazioni di De Laurentiis di qualche tempo fa sulla “città rapace” verso i giocatori del Napoli ha in qualche modo agevolato il diffondersi di certe notizie. Eppure ormai non passa settimana senza che si facciano questo genere di riferimenti.

Ma di tutta questa faccenda, l’aspetto più originale è che la gente se ne meravigli. Come se i calciatori dovessero essere dei robot senza pulsioni. Come se questi non fossero pur sempre dei ragazzi belli, prestanti fisicamente, milionari, famosi. Come se non fossero ragazzi di 20 o 30 anni come tutti gli altri, ma con assai più possibilità.

Angela Luce con Totò  in "Signori si nasce"
Angela Luce con Totò in “Signori si nasce”

E ci si meraviglia ancora nonostante la storia del calcio sia piena zeppa di queste storie. Maradona ne ha disparso di seme in giro per il mondo! Per non parlare delle mai sedate voci dell’ex calciatore azzurro Antonio La Palma e della procacissima “maggiorata fisica” (definizione coniata da Vittorio De Sica) Angela Luce. Fino ad arrivare a giorni più recenti con le varie Ronaldinha di Luis Nazario de Lima, al secolo Ronaldo, oppure alla telenovela a colori del trio Maxi Lopez- Wanda Nara – Icardi.

Non riusciamo davvero a capire perchè i tifosi riescano ancora a meravigliarsi di questo genere di notizie. Per carità, stimiamo tantissimo i calciatori alla Javier Zanetti tutti casa e chiesa, ma non ci stupisce nemmeno sapere che i calciatori, quando possono, vanno a donne. Tanto più se single. Alla fine conta quello che fanno in campo e il signor Gonzalo Higuain, al netto dei rigori sbagliati, solo lo scorso anno ha segnato 29 reti in 58 partite. 29 reti in 58 partite… Lo ripetiamo per tenere bene a mente i numeri, che nel calcio contano pur qualcosa.

nata
Natacha Jaitt

E, a proposito di numeri, preferiamo assai di più che El Pipita si faccia un bell’abbonamento completo da Natascia (che per modernità si chiama Natacha) che con 10.000 lire ti fa servizio completo… sopra e sotto…  Purché continui a segnare per noi così come ha fatto negli ultimi due anni. E poco importa se oltre ai gol segnati in campo… Ne faccia qualcuno pure fuori dal triangolo… pardon… RETTANGOLO di gioco… Anche perchè “Mò premesso che Natascia tene ddoje zizze tante – per dirla con Benedetto Casillo ce vuless dicere a sti giovani moderni, due punti: nè strunz!“, ma che vi scandalizzate a fare??

Valentino Di Giacomo

#ilCaffèMirendeTifoso

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