Tags Posts tagged with "genoa"

genoa

0 638
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

L’alcol è un grande amico.
Un bicchiere in più aiuta a distrarci a rilassarci, spesso ci fa chiarire le idee e tante volte ci scioglie un po’ a ci aiuta a superare i nostri freni inibitori, ci aiuta a digere quando mangiamo troppo, ci offre una scusa per le peggiori stronzate che abbiamo fatto nella vita… Insomma gli alcolici sono un compagno fedele su cui possiamo spesso contare.

Quando invitiamo una ragazza a bere qualcosa e vediamo che regge i nostri ritmi di bevuta di solito prevediamo un grande finale di serata, se una ragazza beve parecchio in nostra compagnia significa o che si fida parecchio del compagno di bevute (leggi friendzone) o che è pronta ad affrontare le conseguenze che di solito coincidono con le nostre speranze.

Ma l’alcool come tutti gli amici, anche i più sinceri, ci può tradire nel momento peggiore, quando meno ce lo aspettiamo. Un bicchiere per rompere il ghiaccio, un altro per creare l’atmosfera, uno ancora per stabilire il contatto… e si va avanti così finchè non arriva il bicchiere di troppo, quello che rovina la serata. Già, perchè bisogna sapere qual è il bicchiere giusto a cui fermarsi il letto in cui speravamo di finire la serata (o anche il sediolino ribaltabile della Panda, la frasca, lo scoglio a riv’e mare etc. etc.) si tramuterà in un letto di vomito, di mal di pancia e figure di merda.
Il Napoli a Genova sul 3 a uno si godeva una serata di brindisi, cicchetti e bagordi alcolici, finchè il Genoa non gli ha offerto il bicchiere di troppo, quello che ci avrebbe distrutto la serata, per fortuna il Napoli è stato bravo a non berlo e a fermarsi sul 3 a 2, finendo la serata come tutti noi speravamo… ed evitando di fenire nel vomito.

Cattivi: Koulibaly liscia il pallone sul primo goal del Genoa e commette il fallo della Punizione da cui parte il secondo, ma per il resto erige il solito muro e imposta spesso l’azione. Ghoulam ha un po’ di responsabilità sul goal di Izzo, ma anche lui è lontano dall’essere il peggiore in campo. Il cattivo della serata forse è Hysaj, non tanto per la prova in generale ma per i due tiri fatti quando poteva facilmente servire un compagno più libero, gli auguro di segnare e di togliersi lo sfizio, ma per noi tifosi anche gli assist vanno più che bene.

 

Buoni: Diawara in alcune partite sembra un giocatore di grande esperienza, uno che ha calcato i maggiori campi d’Europa e sa sempre cosa fare, stasera è stata una di quelle, il lancio per Mertens è una vera perla. Chiriches ha fatto una partita di altissimo livello e non ha fatto sentire la mancanza di Albiol, che affronta un periodo di grazia, ma il migliore in campo è ovviamente quello che ha risolto la partita: Mertens segna una splendida punizione e sul secondo goal scrive una poesia con una metrica di tre passi dove stop e tiro sono una rima baciata… meno male che era stanco.

Paolo Sindaco Russo

0 793
Foto dal profilo facebook SSC Napoli

Josè Maria Callejon, il giocatore più impiegato in assoluto dell’era sarrista, venerdì prossimo c’ha judo e ha provveduto a farsi squalificare a caso per tenersi libero. Se il Napoli se l’è cavata alla grande lo stesso, la questione fa sorgere un interrogativo inedito: come gioca il Napoli senza di lui? Mettiamo a Giaccherini, a Pavoletti, a Rog, a Milik? Cambiamo modulo o restiamo col tridente? Lo scopriremo tra qualche giorno, intanto proviamo a formulare qualche ipotesi basandoci sulla partita di sabato.

SOLUZIONI IN CORSA – Qualche spunto può venire proprio dalla partita col Bologna, in cui il Napoli si è dovuto arrangiare coi giocatori che aveva. La situazione tattica nell’ultima mezz’ora è stata abbastanza insolita per le partite del Napoli: la situazione di 10 vs 10 e il vantaggio immediato hanno permesso di impostare una partita di ripartenze velocissime in spazi molto molto ampi. In questo contesto non sarebbe stato intelligente inserire un giocatore come Pavoletti, perchè la manovra non era orientata ad occupare la metà campo avversaria e mantenere la squadra corta sfruttando il riferimento centrale, ma sul creare ogni volta due – tre tracce divergenti dietro la linea difensiva avversaria attaccata alla massima velocità. L’assenza dell’ala destra era compensata dagli inserimenti dei centrocampisti, in particolare di Hamsik ma anche di Zielinski: le posizioni in attacco erano sempre occupate correttamente grazie alla conoscenza dello spartito, la fase difensiva funzionava grazie al sacrificio del polacco e di Insigne in posizione di esterni di un centrocampo a 4, e in sostanza i giocatori sono riusciti a mantenere intatti i meccanismi dividendosi il lavoro dello spagnolo. In altre parole quella che vediamo è una squadra in cui nessuno ha paura di correre un metro  in più per aiutare i compagni, e tutti i giocatori sono perfettamente inseriti nel contesto tattico. 

ALTERNATIVE DAL PRIMO MINUTO – Il sostituto di Callejon sulla carta dovrebbe essere Emanuele Giaccherini, ma è probabile che l’ex Juve (entrato nel finale contro il Bologna) non trovi spazio dal primo minuto neanche col Genoa. Callejon e Insigne infatti sono perfettamente complementari in posizione di ali perchè l’uno tende a dare ampiezza e muoversi senza palla sul lato debole, mentre l’altro ama associarsi coi compagni e stringersi per cercare l’assist o il tiro; Giaccherini è molto diligente, ma anche lui tende ad andare a giocare dentro al campo col rischio di congestionare il centro creando il classico “imbuto”. Una soluzione più probabile invece è il tridente pesante Insigne – Pavoletti – Mertens, molto più interessante perchè è solo appartentemente un 4-3-3: Mertens infatti ormai pensa e si muove da vero centravanti, e andrebbe a creare con l’ex di turno una coppia che unisce il peso fisico alla tecnica in velocità. I cross di Ghoulam tornerebbero ancora più pericolosi grazie alla presenza di un nove classico, mentre Mertens potrebbe attaccare la linea difensiva senza essere l’unico riferimento per le difese. Tutto ciò viene reso possibile dal sacrificio di Insigne e Zielinski in posizione di esterni di centrocampo, con Hamsik più regista che incursore (posizione nella quale Sarri ha ammesso più volte che lo slovacco “gli dà gusto”) affiancato dalla forza fisica di Diawara.

IN VISTA DEL BERNABEU – Naturalmente nel fare la formazione Sarri dovrà tenere in considerazione l’impegno successivo, quella trasferta a Madrid alla quale afferma di non pensare mentendo spudoratamente. Se Callejon riposerà per forza, è difficile che Insigne possa giocare novanta minuti, soprattutto in caso di risultato favorevole; dovrebbe prendere il suo posto Giaccherini, per permettergli di rifiatare in vista di un match in cui non potrà risparmiare ripiegamenti difensivi. A centrocampo molto dipende dall’idea di Sarri sul ballottaggio Zielinski – Allan: potrebbe essere una buona idea risparmiare il brasiliano per affrontare quei Toni Kroos e Luka Modric che ad oggi compongono indiscutibilmente la coppia di centrocampisti più forte del mondo, ma Sarri potrebbe anche scegliere di limitare i due fenomeni blancos facendo all-in sul sistema di gioco e scommettendo sul polacco per aumentare il peso offensivo in cerca di un gol pesantissimo al Bernabeu. A seconda della sua decisione, chi dei due giocherà potrebbe venire sostituito abbastanza presto, probabilmente da un Marko Rog che strappa applausi ogni volta che mette piede in campo e al quale la posizione di esterno di fascia va a pennello. In difesa verrà per forza risparmiato l’altro squalificato Hysaj, che avrà comunque bisogno di un pieno recupero mentale per affrontare il duello più difficile della sua carriera, posto che la difesa contro il miglior giocatore del mondo è qualcosa che riguarda tutta la squadra e non solo il terzino albanese. Infine potrebbe fare qualche minuto Milik: a seconda di come sta, non sarebbe male concedere una sgambata al polacco per poterlo valutare, per sapere se a Madrid si potrà contare sul suo talento almeno a partita in corso nel caso si mettesse male.

Roberto Palmieri

0 971

A Marassi al Napoli sono mancati due rigori non concessi. Non erano dubbi, non erano discrezionali. Erano due rigori grandi quanto una casa. Sul fallo di mano di Ocampos l’arbitro era a pochi metri dal calciatore rossoblu, in posizione perfetta. Perché non l’abbia concesso alimenta molte molte molte preoccupazioni. Nella seconda circostanza, per la trattenuta continuata su Milik, l’arbitro poteva non vederla. Era invece in posizione ottimale il cosiddetto giudice di linea. Era una decisione semplicissima. Ma gli arbitri di linea intervengono solo per annullarli i rigori al Napoli, non certo per assegnarli. Non ha giocato le sue migliori partite la squadra azzurra sia a Pescara che a Genova. Eppure, numeri alla mano, gli azzurri ora sarebbero a punteggio pieno in classifica se gli arbitri avessero fatto semplicemente il proprio dovere: dare i rigori in favore del Napoli quando c’era da darli. Ed erano falli evidenti sia a Pescara che a Marassi. Scriviamo questo perché LA NOTIZIA è questa: gli enormi torti arbitrali subiti dal Napoli. Punto.

La “fuffa” che poi fuffa non è, sta nella querelle a distanza tra Sarri e De Laurentiis. Il mister ha detto una cosa condivisibile e un’altra esecrabile. Di opportuno c’è la richiesta alla società di intervenire nelle sedi opportune. Perché queste robe le deve fare la società, l’allenatore deve allenare. Sarri vuole fare l’allenatore, non lo show-man. Insomma, il mister non è e non si sente Mourinho ed avrà pure il diritto di agire secondo le sue naturali predisposizioni. E’ censurabile Sarri, invece, quando parla di fatturati. In questo ci ricorda il peggior Mazzarri e l’insopportabile Benitez che ci facevano venir voglia di prenderli a cazzotti quando si presentavano in tv a piangere. Se si parla di fatturati e monte-ingaggi allora qualcuno avrebbe dovuto replicare a mister Sarri che il Napoli avrebbe dovuto strapazzare di gol sia il Pescara che il Genoa. E’ un ragionamento che ha la sua validità, ma tirarlo fuori dopo appena 4 giornate ci sembra abbastanza deleterio. Bene ha fatto De Laurentiis a ricordare a Sarri che il Napoli è una grande squadra e che ha investito oltre 100 milioni sul mercato. Che poi siano investimenti frutto anche della cessione di Higuain conta poco. Insomma il Napoli, in difesa e a centrocampo (sulla carta) è seconda solo alla Juve. In attacco c’è quella che dobbiamo per cautela definire una scommessa, Milik, che comunque sta dimostrando pure oltre le sue potenzialità.

Da censurare pure quell’uscita su Giuntoli: “Non so se sia autorizzato a parlare”. Sono panni sporchi e si lavano in famiglia. Eppure Sarri mostra un nervo scoperto della società calcio Napoli che nei fatti è una ditta a conduzione familiare. Lo abbiamo scritto pure in passato che al Napoli serve un uomo-immagine capace di fare da raccordo tra squadra, società e stampa. Pure se siamo spesso accusati di difendere spesso il “Pappone”, qui le critiche al presidente non le abbiamo mai fatte mancare. Ma devono essere, a nostro avviso, critiche figlie di un’analisi oggettiva, non preconcette o strumentali come l’imbecille storia del presidente-pappone buona per far fare la voce grossa a qualche tifoso un po’ frustrato e un po’ geneticamente juventino.

Al Napoli manca un direttore generale che va davanti alle telecamere e mette a tacere le polemiche, un uomo forte. Ma purtroppo il presidente è abile nel circondarsi solo di professionisti, seppur capacissimi, che però devono sottostare ai suoi diktat comunicativi. Parliamo spesso del salto qualitativo che deve fare il tifo partenopeo, il cosiddetto ambiente, ma poi il salto in avanti deve saperlo fare pure la società. Non esiste al mondo che davanti alle telecamere si esibisca Sarri in quel modo. Non esiste al mondo che il presidente replichi in pubblico al proprio allenatore con quelle frasi.

Intanto la polemica dai rigori non concessi si è spostata alla “fuffa”, quella che piace tanto alle tv e ai giornali. Tutto questo accade perché nel Napoli manca una personalità di spicco che sappia gestire momenti del genere. E la colpa è del presidente. Già era successo con l’espulsione assurda di Higuain a Udine lo scorso anno. La squadra era nella bufera e il presidente era beatamente, quanto meritatamente, alle Maldive a fare le sue vacanze. Mentre qui in Italia infuriava la polemica e il club era esposto al pubblico ludibrio di opinionisti e tv senza potersi difendere perché la linea la può dare solo Mast’Aurelio da Castelvolturno. Roba da squadretta di eccellenza o promozione. Altro che Champions League.

Ecco perché ha ragione Sarri. Ottimo allenatore, ma che forse un piccolo corso di comunicazione dovrebbe pur farlo se vuole allenare a certi livelli. Oggi il ruolo dell’allenatore è cambiato. Mourinho fa benissimo il suo mestiere. Sennò poi si fa la fine di Mazzarri che incautamente adduce i motivi di una sconfitta con una frase che ha fatto storia “A un certo punto si è messo pure a piovere”. Del resto, da secondo di Ulivieri a Napoli, il buon Walter aveva iniziato la sua carriera davanti alle telecamere dicendo di aver perso perché aveva “un giocatore con la diarrea” (cliccare per credere). Ecco, la diarrea non fatecela venire a noi. Perché queste polemiche – detto brutalmente – ci fanno un po’ cagare.

Valentino Di Giacomo

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER@SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

0 807
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Da bambini gli amici sono i compagni di giochi, quelli che guardano i nostri stessi cartoni animati, si amano gli stessi giochi e magari si fanno ci compiti insieme. Da bambini un vero amico è quello che divide la merendina con te senza neanche che glieli chiedi.

Da ragazzi l’amico è quello con cui fa le peggiori stronzate, quello che si ubriaca con te, quello che rompe il ghiaccio con la ragazza che ti piace quando tu ti metti vergogna, quello che quando sei nella merda non viene ad aiutarti, perchè è già vicino a te, perchè nella merda ci siete finiti insieme. Da ragazzi un vero amico è quello che ti aiuta nella colletta per comprare la birra di nascosto.

Quando si matura l’amico assume un ruolo diverso, spesso difficile, un amico diventa quello che ti riesce a riportare con i piedi per terra, quello che ti dice la verità, quello che non ha paura di farti male sapendo che ti aiuterà a reagire. Quando si matura un vero amico è pronto a prenderti a schiaffi se sa che questo ti darà la scossa e potrà svegliarti.

Oggi il Genova ci ha dato un bello schiaffo con il goal di Rincon che ci ha ricordato che non bisogna mai e poi mai perdere la concentrazione. Finire il primo tempo in svantaggio e senza segnare ci ha fatto rendere conto che siamo forti, fortissimi ma comunque umani e tutti gli obiettivi che possiamo raggiungere ce li dobbiamo guadagnare centimetro dopo centimetro. Il Napoli è una squadra matura, la nostra amicizia con il Genoa forse serve proprio a questo: ad avere qualcuno più duro degli altri con cui confrontarci per crescere. E il Napoli oggi è cresciuto tantissimo.

Cattivi: Koulibaly ha sbagliato sul goal, poi la sua partita è migliorata ed è stato determinante in qualche occasione. Callejon ha avuto due occasioni molto importanti che avrebbe dovuto sfruttare meglio ma anche per lui la prova non è stata negativa. Dovendo trovare un cattivo della serata indicherei Reina, lo amiamo tutti, ma sul tiro di Rincon ha molta responsabilità, mentre il suo collega dirimpettaio faceva gli straordinari lui non si è fatto trovare pronto nell’ultima volta in cui è stato chiamato in causa.

Buoni: Gabbiadini entra per dare peso all’attacco, centra una traversa e regala un assist che vale un goal, Sarri aveva detto che avrebbe avuto le sue occasioni e così è stato. Jorginho continua a ianellare prestazioni di carattere e qualità, ma il migliore di oggi che ve lo dico a fare? Oggi la partita l’ha vinta lui!

Paolo Sindaco Russo

0 754
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Da novembre in avanti lo sport preferito degli opinionisti calcistici è stato uno e uno solo: elogiare il muccuso bianconero. E com’è forte Dybala, e com’è tecnico Dybala, e com’è intelligente Dybala, e che sinistro ha Dybala. Praticamente ascoltando loro Dybala sarebbe qualcosa tipo Messi che incontra Cristiano Ronaldo a casa di Crujff. E allora viene da chiedersi: cosa si direbbe di questo Gonzalo Higuaìn se avesse la maglia a strisce? 

IL MIGLIOR HIGUAìN DI SEMPRE – Gonzalo in questa stagione ha stracciato tutti i suoi record personali, compresa la stagione 2009/2010 del tridente con CR7 e Benzema da oltre 100 gol in tre, quando segnò 27 gol in campionato. Oggi è a 29, ma in data 20 marzo. In 30 partite. Numeri assolutamente paragonabili a quelli stagionali di Ronaldo, Suarez e Lewandowski (lasciando da parte Messi che è stato infortunato per un po’), anzi migliori se ci fermiamo al solo campionato: il portoghese ha marcato il tabellino 27 volte, l’uruguagio 26, il polacco 25; e lui, nonostante il Napoli giochi bene, non può certo contare su Bale, Benzema, Iniesta, Messi o Muller. La verità è che questo Gonzalo Higuaìn 2.0, prima punta vera che non svaria più sugli esterni ma costruisce gioco per poi attaccare la porta da solo o combinando coi compagni, è uno degli attaccanti più forti della storia (non solo recente) della Serie A, un mostro incontenibile, ingestibile, che sta facendo sembrare normale giocare un campionato su una media di un gol a partita. Come Ronaldo e Messi. Se avesse la maglia a strisce, come ci chiedevamo prima, si parlerebbe solo di lui. E invece no, parliamo di Dybala.

GENOA AFFONDATO – Siamo dipendenti dal Pipita? Sì, assolutamente, e francamente non ce ne frega un cazzo. Per essere dipendenti dai campioni bisogna prima averli, e noi abbiamo la fortuna di avere il più forte della Serie A. Più forte degli errori di Gervasoni, più forte delle disattenzioni difensive che ci condannano a una partita in salita, più forte di Perin in serata, della sfortuna, della difesa densa del Genoa e della presunta pressione psicologica in seguito al risultato della Juventus, con un secondo gol da lasciare senza fiato: controllo guardando la porta su un passaggio difficile dalla fascia, palla sul destro e un tiro a giro difficilissimo, col corpo quasi sbilanciato e a distanza ravvicinata col pallone che sbatte sul palo ed entra in porta per uno dei gol più belli della stagione. La partita era difficile, e Higuaìn l’ha risolta. Perchè è il più forte di tutti. Semplice e chiaro.

VINCERE SEMPRE – Vincere sempre è difficilissimo, vincere sempre senza recuperare uno straccio di punto alla Juventus ancora di più. Ma questo Napoli è forte davvero. Che vinca o non vinca, ci stiamo divertendo. E abbiamo, ormai è chiaro, il più forte attaccante centrale del mondo. Grazie Gonzalo, grazie Sarri, e comunque vada ci stiamo divertendo assai.

Roberto Palmieri

0 276
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Se è noto che il mercato invernale difficilmente porta rinforzi che spostano gli equilibri, molte squadre stanno comunque cercando di puntellare i loro organici: per allungare la rosa e competere su più fronti, compensare una cessione o provare a mettere a segno un colpo in ottica salvezza. Vediamo insieme gli affarti conclusi e quelli più concreti, per farci un’idea della situazione a metà sessione.

NAPOLI: FORTE SU HERRERA – Come titola stamattina il giornale portoghese A Bola (qui il link), la trattativa tra il Napoli e il Porto per il centrocampista messicano esiste, ma le pretese dei Dragões sembrano fuori parametro: ben 25 milioni per sedersi al tavolo delle trattative, contro un’offerta (sempre secondo il quotidiano lusitano) intorno ai 18 milioni. Il calciatore, come vi raccontavamo qualche giorno fa, è giocatore vero ma non certo un fuoriclasse: mettendo in conto un periodo di adattamento al campionato e apprendimento degli schemi di Sarri, non ha tutti i torti il presidente quando dice che in certe situazioni un acquisto può non servire a niente. Uno come Soriano, tralaltro, fascino esotico a parte non ha niente da invidiare a Herrera.

Sul fronte cessioni ufficiale Henrique al Fluminense, quasi fatta per Zuniga al Bologna che ha già preso Sergio Floccari dal Sassuolo. In uscita anche De Guzman che però continua a rifiutare tutte le destinazioni: si vede che aspetta che lo chiami il Real Madrid. Gabbiadini e Mertens bloccati, congelata la pista André Gomes. 

VALZER DEGLI ALLENATORI – In questa sessione sono saltate ben due panchine. Una è quella storicamente bollente del Palermo, dove la mossa di Zamparini di cacciare uno Iachini leader dello spogliatoio per il taciturno Ballardini ha avuto come risultato l’ammutinamento di capitan Sorrentino, che secondo la sua versione dei fatti si sarebbe opposto, come giocatore più anziano della squadra, alle accuse di scarso impegno dell’allenatore nei confronti del gruppo. Al suo posto dentro Barros Schelotto, poco conosciuto in Europa ma leggenda del campionato argentino: si tratta di un allenatore molto giovane e con poca esperienza, si dice che abbia molte qualità, ma il salto tattico tra il calcio sudamericano e la Serie A non è da poco. Alla porta anche Rudi Garcia, palesemente non in grado di risolvere i problemi tattici dei giallorossi col risultato di non permettere a una rosa forse assemblata male, ma certamente fortissima, di rendere. Al suo posto l’ex Luciano Spalletti, ultimo allenatore a vincere un titolo alla Roma: il suo arrivo renderà i giallorossi una squadra molto più pericolosa la prossima stagione, ma come tutti gli allenatori con solide idee di gioco farà certamente fatica in questi sei mesi, un pò come accadde a Mancini l’anno scorso (che poi a giugno abbia deciso di costruire una squadra insolita per i suoi canoni è un altro discorso).

LE BIG – Pochi movimenti per i top team del nostro campionato. Se del Napoli abbiamo già detto, la Lazio si è coperta in difesa con Bisevac del Lione e alla Fiorentina è quasi ufficiale Tino Costa del Genova per rimpiazzare l’infortunato Badelj (infortunio molto pesante che -speriamo- costerà punti ai viola); l’Inter cerca un centrocampista (pare Lassana Diarra), e nel frattempo svincola Vidic. Il Sassuolo occupa lo slot lasciato libero da Floccari per prendere Trotta dell’Avellino, uno dei più promettenti giovani centravanti italiani, e si assicura inoltre per la prossima stagione le prestazioni di Stefano Sensi del Cesena, il “nuovo Verratti”, che come Berardi e Zaza si farà le ossa in neroverde per poi passare alla Juventus (a fare la quarta riserva…). La Roma ha ceduto Iturbe e preso Gerson del Fluminense che non potrà essere schierato fino a giugno per le norme sugli extracomunitari, e non dovrebbe fare altro considerato il recupero di Totti e Strootman e le prestazioni convincenti di Sadiq (anche se servirebbe oggettivamente un terzino destro).

LE ALTREIl colpo del giorno è il ritorno di Immobile in granata, dopo avventure deludenti a Dortmund e Siviglia in cui è stato ostacolato da problemi di ambientamento: non voglio discutere la professionalità dell’attaccante, che del resto è pure tifoso del Napoli, ma poteva farlo uno sforzo per imparare lo spagnolo… Il Milan ha ufficializzato il ritorno di Boateng e la cessione di Suso al Genoa, mentre per Luiz Adriano si parla di Cina. I rossoblù hanno preso anche Rigoni, finito fuori rosa a Palermo per i soliti capricci di Zamparini; lo stesso è successo a Daprelà, ceduto al Carpi. I rosanero si sono rinforzati con Arteaga, l’ex promessa del Milan Cristante e Cionek del Modena. L’Atalanta ha ceduto Suagher e soprattutto Maxi Moralez. Niente da segnalare per quanto riguarda Chievo, Empoli e Udinese; la Sampdoria ha ufficializzato Ricky Alvarez.

In zona retrocessione il Bologna oltre ai movimenti già citati in entrata ha venduto al Carpi Crimi e Mancosu; la squadra di Castori potrebbe cedere Borriello. Il Frosinone ha comprato il tedesco Kragl dal Ried, già visto contro il Napoli; l’Hellas ha preso Emanuelson, ma sono partiti Matuzalem e Rafa Marquez.

Roberto Palmieri

0 283
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Per quelli della mia generazione la vita ha avuto un passaggio molto importante, uno di quegli eventi di transizione fra l’essere bambini e l’essere adulti che non ha un rito, o una cerimonia di passaggio, avviene naturalmente come lo spuntare dei primi baffetti.
Come avete intuito stiamo parlando del momento in cui smetti di vedere cartoni giapponesi e inizi a vedere Telefilm americani, non è un passaggio da poco, non stiamo parlando semplicemente di cartoni animati e telefilm, di animazione e recitazioni, di disegnatori e registi, di personaggio e attori, il punto focale non è formale ma geografico. Da bambini sapevamo perfettamente come erano le case giapponesi, i loro zoccoli, tremendi e parole, come sushi, ramen, samurai o ninja erano per noi chiarissime, con l’adolescenza i nostri riferimenti culturali si spostano nel nuovo continente ed ecco che iniziamo a famigliarizzare con bottiglioni da 5 litri di succo d’arancia o latte, con l’immancabile burro d’arachidi, con i pancake a colazione e altre amenità molto lontane dalla nostra cultura. Ma soprattutto da Ultraman a SuperVicky, da Willy il Principe di Bal Air a Otto sotto un tetto, da Bayside School a Beverly Hills, ti trovavi una puntata dedicata ad Halloween. Se adesso anche nostra nonna conosce questa festa prima non era così, e la puntata di Halloween la schifavi un po’ perchè era tale e quale in tutti i telefilm e perchè se era stata calcolata per andare in onda il 30 ottobre in america a noi mediamente capitava durante la settimana santa. Magari il telefilm era bello, qualcosa di buono da quella puntata pure ci usciva e passavi la tua onesta mezz’ora di nullafacenza, però continuavi a capirci poco e sapevi che dalla prossima puntata sarebbe ripreso tutto come doveva andare.

Mo il Napoli è il Napoli e non è un telefilm americano, Sarri non è Tori Spelling, Higuain non è Brandon Walsh e Koulibaly non è Willy Smith… Ma oggi abbiamo visto la puntata di Halloween di questo Napoli, non possiamo dire che non ci è piaciuta, speravamo in qualcosa di diverso ma speriamo che dalla prossima tutto riprenderà come prima.

CattiviMertens caro, diamoci una calmata, non cercare di strafare quando basterebbe fare il tuo compito e soprattutto qualche volta sarebbe meglio cercare il compagno libero invece di tirare, prova assolutamente non negativa , ma il belga è ancora troppo confusionario. Hamsik, ti sembra un goal da divorare quello? Di solito in quella situazione mandi in porta il pallone, il portiere e un difensore, il pareggio te lo porti un po’ sulla coscienza. Il peggiore di oggi però è stato probabilmente Callejon, due occasioni limpide sprecate, una dalla sua mattonella, poco propositivo e anche in copertura non lucido come sempre, una partita così può capitare a tutti.

Buoni – Albiol non solo non faceva passare nessuno, non solo raddoppiava costantemente su Perotti con Hysaj in netta sofferenza ma ogni tanto si prendeva la licenza di salire e impostare, ritrovato. Jorginho oramai è una certezza, altra bellissima prova e stavolta ci ha regalato anche un momento di cazzimma quando ha fatto ammonire l’avversario per una manata, cresce bene. Migliore oggi senza dubbio Koulibaly, si sa che il senegalese quando gioca bene è devastante e oggi ha giocato bene, invalicabile in difesa, sempre ben posizionato e in anticipo, si è proposto spesso in avanti e anche segnato in fuorigioco, straordinario.

Paolo Sindaco Russo

0 720

Continuità e buon gioco

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Non riesce l’aggancio alla vetta da parte del Napoli che viene fermato sullo 0-0 da un ottimo Genoa. Un risultato a reti inviolate che però inganna largamente chi potrebbe immaginare una partita scialba e povera di emozioni. Soltanto la sfortuna stavolta ha impedito agli azzurri di inanellare la sesta vittoria consecutiva in campionato. Molte sono le palle gol sprecate dai partenopei: su tutte grida vendetta un tiro ravvicinato di Hamsik nel secondo tempo che impatta male il pallone su un assist delizioso del subentrante Insigne consentendo la parata di Perin.

Subentrato Insigne perché il titolare sulla fascia sinistra oggi è stato un ottimo Mertens che ha più volte messo in difficoltà la difesa rossoblu. Ma le palle più ghiotte le ha avute probabilmente Callejon che ha sbagliato diverse conclusioni propizie. Un peccato questo pareggio, ma il Napoli continua a dare segnali incoraggianti. Contro questo Genoa in poche squadre sarebbero riuscite ad uscire indenni da Marassi. Se non si è riuscito a segnare e ottenere l’ennesima vittoria, c’è però la lieta notizia che la squadra di Sarri anche oggi ha concluso la partita senza subire gol e subendo davvero poco le folate di un ottimo Perotti. Koulibaly sembra davvero rinato, un calciatore lontanissimo parente del difensore disordinato e approssimativo dello scorso anno.

La querelle tra Mertens e Insigne ha fatto bene ad entrambi, sia il belga che lo scugnizzo hanno dato un ottimo apporto. Spiace che Driees abbia dovuto chiedere il cambio a partita in corso a causa di un ennesimo fastidio muscolare. Meno bene invece è subentrato Gabbiadini, troppo indolente e poco partecipativo della fase difensiva, oltre ad essere stato impreciso in più di una giocata. E’ uno dei motivi per cui Sarri gli preferisce sempre Callejon che riesce sempre ad essere preziosissimo anche in fase difensiva, sarà una delle ragioni per cui lo spagnolo non riesce ad essere più lucidissimo sotto porta.

Altra nota lieta è la prova di Jorginho che ha padroneggiato a centrocampo. Un fattore di merito ulteriore perché il Genoa gioca, come si dice in gergo, uomo su uomo lasciando pochissimi spazi di manovra in tutte le zone del campo.

E’ un Napoli che pareggia, ma che paradossalmente aggiunge un mattoncino di solidità alle fondamenta del proprio progetto: dà con un punto continuità di risultati e convince per l’ennesima volta sul piano del gioco. L’unico vero interrogativo per questa squadra è l’efficacia dei propri ricambi se si esclude Mertens. Ad esempio se Gabbiadini si convincesse di poter diventare realmente un calciatore moderno potrebbe imparare più utilmente la fase difensiva così come la svolge Callejon.

Ora gli azzurri sono attesi dalla partita interna di Europa League contro il Midtyjlland per chiudere il discorso qualificazione. Poi al San Paolo arriverà l’Udinese. La rimonta a Inter, Fiorentina e Roma è solo rimandata. In attesa del match della Lazio nel posticipo contro il Milan. Un pareggio con un bicchiere mezzo pieno, ma senza brindisi.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER@SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 1151

Rivendicazioni senza animosità

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Si lamenta il Napoli per il rigore non concesso su Higuain, ma lo fa con la pacatezza e il sorriso. Senza esagitare troppo gli animi.

A Sky Sarri è perentorio: “Su Higuain c’era rigore ed espulsione, lo dico molto chiaramente. Per parlare del campo ho deciso di inserire Mertens dall’inizio perché l’ho visto più pronto in allenamento, oltre che Insigne (col quale ero incazzato dopo la partita con il Palermo) risente dei soliti problemi al ginocchio. Penso che Perotti lo soffrono tutte le squadre, è un grande giocatore che riesce sempre a puntare in uno contro uno e saltare l’avversario. In due o tre situazioni ci ha messo in difficoltà, ma difensivamente abbiamo concesso pochissimo.  Allenare questi ragazzi è fantastico perché mi danno una disponibilità assoluta, anche in allenamento si divertono tanto tra di loro e anche in partitella non si risparmiano mai perché tutti vogliono vincere“.

Dallo studio chiedono un paragone con la prima Juve di Lippi, essendoci Del Piero nel parterre, ma Sarri si schernisce: “Mi sembra che noi abbiamo fatto molto meno“.

E’ intervenuto a Sky anche Pepe Reina è categorico: “Su Higuain c’era rigore, io ero lontano dall’azione, ma vedendo le immagini in tv appare evidente che sia rigore. Comunque continueremo a lavorare. La nostra difesa sta lavorando talmente bene che non devo nemmeno più gridare. Stiamo facendo un ottimo campionato“.

0 241

Gian Piero Gasperini fa parte di quella categoria che oggi viene definita “maestri di campagna” o “maestri di calcio”, che comprende anche Ventura, Zeman e ovviamente il nostro Sarri fino agli esempi più illustri come Marcelo Bielsa e i suoi vari epigoni: allenatori, cioè, che propongono la loro idea di gioco in qualsiasi condizione e contro qualunque avversario, che giocano un calcio d’autore, e che ottengono grandissimi risultati ma soltanto se seguiti al 100% dalla squadra. Spesso i maestri di calcio hanno stagioni altalenanti, in genere le loro squadre carburano tardi per dare il tempo ai giocatori di assorbire i loro dettami, ma sanno anche tirare fuori il meglio da diamanti grezzi e vecchi leoni. Domani due maestri di campagna, con collettivi molto diversi per valore ma la stessa fiducia nelle proprio idee, si sfideranno nella bellissima cornice del gemellaggio tra le tifoserie di Genoa e Napoli.

GENOA L’idea di gioco di Gasperini è molto semplice sulla carta: pressing a tutto campo, verticalità estrema favorita da un 3-4-3 con gli esterni di centrocampo molto coinvolti nella manovra e tanta, tanta corsa. Il giocatore chiave è sicuramente Diego Perotti, accostato al Napoli in estate, calciatore dal tasso tecnico superiore che l’anno scorso agiva da falso nueve e quest’anno è stato riportato sull’out mancino per fare spazio a Pavoletti, centravanti molto sottovalutato ma pericoloso di testa e molto generoso nel gioco di squadra e nel pressing. A destra il giovane talento Ntcham, mezzapunta con un fisico da centrocampista, strutturato ed esplosivo ma tecnicamente tutt’altro che ignorante. Tino Costa e l’ex Dzemaili giocheranno davanti al trio difensivo formato da De Maio, Burdisso e il figliol prodigo Izzo, grande talento napoletano che pecca un pò di supponenza e concentrazione, con Rincon e Laxalt esterni a tutto campo.

NAPOLI – Il Napoli, conscio che la sfida tra Inter e Roma permetterà sicuramente di fare un passo avanti in caso di vittoria, non ha nessuna intenzione di sprecare l’occasione e dovrebbe scendere in campo con la formazione tipo, con Allan e Koulibaly di ritorno nei rispettivi ruoli al posto di Lopez e Chiriches. Il Genoa è un tipo di avversario particolarmente rognoso per una squadra abituata a difendere alto come la nostra: sarà importante essere molto lucidi nel giropalla e lasciar sfogare la loro pressione facendoli correre a vuoto, e soprattutto un’applicazione attenta fino alla maniacalità della tattica del fuorigioco e delle diagonali difensive: Pavoletti offre sì un punto di riferimento, ma gli attacchi alla profondità di Ntcham e Perotti possono fare davvero davvero male.

PROBABILI FORMAZIONI:

GENOA (3-4-3): Perin, De Maio, Burdisso, Izzo, Rincon, Dzemaili, Tino Costa, Laxalt, Perotti, Pavoletti, Ntcham.

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuaìn, Insigne.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it