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A Marassi al Napoli sono mancati due rigori non concessi. Non erano dubbi, non erano discrezionali. Erano due rigori grandi quanto una casa. Sul fallo di mano di Ocampos l’arbitro era a pochi metri dal calciatore rossoblu, in posizione perfetta. Perché non l’abbia concesso alimenta molte molte molte preoccupazioni. Nella seconda circostanza, per la trattenuta continuata su Milik, l’arbitro poteva non vederla. Era invece in posizione ottimale il cosiddetto giudice di linea. Era una decisione semplicissima. Ma gli arbitri di linea intervengono solo per annullarli i rigori al Napoli, non certo per assegnarli. Non ha giocato le sue migliori partite la squadra azzurra sia a Pescara che a Genova. Eppure, numeri alla mano, gli azzurri ora sarebbero a punteggio pieno in classifica se gli arbitri avessero fatto semplicemente il proprio dovere: dare i rigori in favore del Napoli quando c’era da darli. Ed erano falli evidenti sia a Pescara che a Marassi. Scriviamo questo perché LA NOTIZIA è questa: gli enormi torti arbitrali subiti dal Napoli. Punto.

La “fuffa” che poi fuffa non è, sta nella querelle a distanza tra Sarri e De Laurentiis. Il mister ha detto una cosa condivisibile e un’altra esecrabile. Di opportuno c’è la richiesta alla società di intervenire nelle sedi opportune. Perché queste robe le deve fare la società, l’allenatore deve allenare. Sarri vuole fare l’allenatore, non lo show-man. Insomma, il mister non è e non si sente Mourinho ed avrà pure il diritto di agire secondo le sue naturali predisposizioni. E’ censurabile Sarri, invece, quando parla di fatturati. In questo ci ricorda il peggior Mazzarri e l’insopportabile Benitez che ci facevano venir voglia di prenderli a cazzotti quando si presentavano in tv a piangere. Se si parla di fatturati e monte-ingaggi allora qualcuno avrebbe dovuto replicare a mister Sarri che il Napoli avrebbe dovuto strapazzare di gol sia il Pescara che il Genoa. E’ un ragionamento che ha la sua validità, ma tirarlo fuori dopo appena 4 giornate ci sembra abbastanza deleterio. Bene ha fatto De Laurentiis a ricordare a Sarri che il Napoli è una grande squadra e che ha investito oltre 100 milioni sul mercato. Che poi siano investimenti frutto anche della cessione di Higuain conta poco. Insomma il Napoli, in difesa e a centrocampo (sulla carta) è seconda solo alla Juve. In attacco c’è quella che dobbiamo per cautela definire una scommessa, Milik, che comunque sta dimostrando pure oltre le sue potenzialità.

Da censurare pure quell’uscita su Giuntoli: “Non so se sia autorizzato a parlare”. Sono panni sporchi e si lavano in famiglia. Eppure Sarri mostra un nervo scoperto della società calcio Napoli che nei fatti è una ditta a conduzione familiare. Lo abbiamo scritto pure in passato che al Napoli serve un uomo-immagine capace di fare da raccordo tra squadra, società e stampa. Pure se siamo spesso accusati di difendere spesso il “Pappone”, qui le critiche al presidente non le abbiamo mai fatte mancare. Ma devono essere, a nostro avviso, critiche figlie di un’analisi oggettiva, non preconcette o strumentali come l’imbecille storia del presidente-pappone buona per far fare la voce grossa a qualche tifoso un po’ frustrato e un po’ geneticamente juventino.

Al Napoli manca un direttore generale che va davanti alle telecamere e mette a tacere le polemiche, un uomo forte. Ma purtroppo il presidente è abile nel circondarsi solo di professionisti, seppur capacissimi, che però devono sottostare ai suoi diktat comunicativi. Parliamo spesso del salto qualitativo che deve fare il tifo partenopeo, il cosiddetto ambiente, ma poi il salto in avanti deve saperlo fare pure la società. Non esiste al mondo che davanti alle telecamere si esibisca Sarri in quel modo. Non esiste al mondo che il presidente replichi in pubblico al proprio allenatore con quelle frasi.

Intanto la polemica dai rigori non concessi si è spostata alla “fuffa”, quella che piace tanto alle tv e ai giornali. Tutto questo accade perché nel Napoli manca una personalità di spicco che sappia gestire momenti del genere. E la colpa è del presidente. Già era successo con l’espulsione assurda di Higuain a Udine lo scorso anno. La squadra era nella bufera e il presidente era beatamente, quanto meritatamente, alle Maldive a fare le sue vacanze. Mentre qui in Italia infuriava la polemica e il club era esposto al pubblico ludibrio di opinionisti e tv senza potersi difendere perché la linea la può dare solo Mast’Aurelio da Castelvolturno. Roba da squadretta di eccellenza o promozione. Altro che Champions League.

Ecco perché ha ragione Sarri. Ottimo allenatore, ma che forse un piccolo corso di comunicazione dovrebbe pur farlo se vuole allenare a certi livelli. Oggi il ruolo dell’allenatore è cambiato. Mourinho fa benissimo il suo mestiere. Sennò poi si fa la fine di Mazzarri che incautamente adduce i motivi di una sconfitta con una frase che ha fatto storia “A un certo punto si è messo pure a piovere”. Del resto, da secondo di Ulivieri a Napoli, il buon Walter aveva iniziato la sua carriera davanti alle telecamere dicendo di aver perso perché aveva “un giocatore con la diarrea” (cliccare per credere). Ecco, la diarrea non fatecela venire a noi. Perché queste polemiche – detto brutalmente – ci fanno un po’ cagare.

Valentino Di Giacomo

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Continuità e buon gioco

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Non riesce l’aggancio alla vetta da parte del Napoli che viene fermato sullo 0-0 da un ottimo Genoa. Un risultato a reti inviolate che però inganna largamente chi potrebbe immaginare una partita scialba e povera di emozioni. Soltanto la sfortuna stavolta ha impedito agli azzurri di inanellare la sesta vittoria consecutiva in campionato. Molte sono le palle gol sprecate dai partenopei: su tutte grida vendetta un tiro ravvicinato di Hamsik nel secondo tempo che impatta male il pallone su un assist delizioso del subentrante Insigne consentendo la parata di Perin.

Subentrato Insigne perché il titolare sulla fascia sinistra oggi è stato un ottimo Mertens che ha più volte messo in difficoltà la difesa rossoblu. Ma le palle più ghiotte le ha avute probabilmente Callejon che ha sbagliato diverse conclusioni propizie. Un peccato questo pareggio, ma il Napoli continua a dare segnali incoraggianti. Contro questo Genoa in poche squadre sarebbero riuscite ad uscire indenni da Marassi. Se non si è riuscito a segnare e ottenere l’ennesima vittoria, c’è però la lieta notizia che la squadra di Sarri anche oggi ha concluso la partita senza subire gol e subendo davvero poco le folate di un ottimo Perotti. Koulibaly sembra davvero rinato, un calciatore lontanissimo parente del difensore disordinato e approssimativo dello scorso anno.

La querelle tra Mertens e Insigne ha fatto bene ad entrambi, sia il belga che lo scugnizzo hanno dato un ottimo apporto. Spiace che Driees abbia dovuto chiedere il cambio a partita in corso a causa di un ennesimo fastidio muscolare. Meno bene invece è subentrato Gabbiadini, troppo indolente e poco partecipativo della fase difensiva, oltre ad essere stato impreciso in più di una giocata. E’ uno dei motivi per cui Sarri gli preferisce sempre Callejon che riesce sempre ad essere preziosissimo anche in fase difensiva, sarà una delle ragioni per cui lo spagnolo non riesce ad essere più lucidissimo sotto porta.

Altra nota lieta è la prova di Jorginho che ha padroneggiato a centrocampo. Un fattore di merito ulteriore perché il Genoa gioca, come si dice in gergo, uomo su uomo lasciando pochissimi spazi di manovra in tutte le zone del campo.

E’ un Napoli che pareggia, ma che paradossalmente aggiunge un mattoncino di solidità alle fondamenta del proprio progetto: dà con un punto continuità di risultati e convince per l’ennesima volta sul piano del gioco. L’unico vero interrogativo per questa squadra è l’efficacia dei propri ricambi se si esclude Mertens. Ad esempio se Gabbiadini si convincesse di poter diventare realmente un calciatore moderno potrebbe imparare più utilmente la fase difensiva così come la svolge Callejon.

Ora gli azzurri sono attesi dalla partita interna di Europa League contro il Midtyjlland per chiudere il discorso qualificazione. Poi al San Paolo arriverà l’Udinese. La rimonta a Inter, Fiorentina e Roma è solo rimandata. In attesa del match della Lazio nel posticipo contro il Milan. Un pareggio con un bicchiere mezzo pieno, ma senza brindisi.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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Rivendicazioni senza animosità

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Si lamenta il Napoli per il rigore non concesso su Higuain, ma lo fa con la pacatezza e il sorriso. Senza esagitare troppo gli animi.

A Sky Sarri è perentorio: “Su Higuain c’era rigore ed espulsione, lo dico molto chiaramente. Per parlare del campo ho deciso di inserire Mertens dall’inizio perché l’ho visto più pronto in allenamento, oltre che Insigne (col quale ero incazzato dopo la partita con il Palermo) risente dei soliti problemi al ginocchio. Penso che Perotti lo soffrono tutte le squadre, è un grande giocatore che riesce sempre a puntare in uno contro uno e saltare l’avversario. In due o tre situazioni ci ha messo in difficoltà, ma difensivamente abbiamo concesso pochissimo.  Allenare questi ragazzi è fantastico perché mi danno una disponibilità assoluta, anche in allenamento si divertono tanto tra di loro e anche in partitella non si risparmiano mai perché tutti vogliono vincere“.

Dallo studio chiedono un paragone con la prima Juve di Lippi, essendoci Del Piero nel parterre, ma Sarri si schernisce: “Mi sembra che noi abbiamo fatto molto meno“.

E’ intervenuto a Sky anche Pepe Reina è categorico: “Su Higuain c’era rigore, io ero lontano dall’azione, ma vedendo le immagini in tv appare evidente che sia rigore. Comunque continueremo a lavorare. La nostra difesa sta lavorando talmente bene che non devo nemmeno più gridare. Stiamo facendo un ottimo campionato“.