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Ai miei tempi non c’era la friendzone, o meglio c’era, ma aveva altri nomi. Da sempre le migliori amiche hanno distrutto cuori e infranto sogni di poveri ragazzi troppo timidi, troppo insicuri o semplicemente troppo innamorati per fare il primo passo e che quando lo facevano era sempre troppo tardi.

Grignani ci ha fatto piangere con la sua storia fra le dita, Max Pezzali ci ha fatto sorridere con la sua regola dell’amico ed Elio ci ha ricordato che siamo tutti servi della gleba ma la storia non cambia: faccia a faccia, via lettera, via email o in chat quando dichiari il tuo amore nel momento sbagliato rovini tutto e fa male… cazzo se fa male.

Non mi nascondo e parlo per esperienza: quando investi tutto ciò che il tuo cuore può dare in una relazione mai consumata sarà quella  non-relazione a consumare te, a ucciderti lentamente, perchè per molti è così: non si esce vivi dalla friendzone.

Ma la vita a volte prende e a volte dà, e noi possiamo fare una sola cosa: imparare dalle esperienze e ascoltare chi quelle esperienze le ha vissute. Per questo dopo le prime traumatiche esperienze ho capito una cosa: che quando il cuore lo dai a una che ti vuole bene ma che quando le dichiare l’amore ti risponde che ti vede solo come un amico allora è bene superare il trauma con lucidità:  bisogna capire che lei il cuore se lo è preso, questo è certo, ma il pesce non lo ha voluto, quindi puoi darlo a tutte le altre, senza nessun problema di sorta. Rimane il rimpianto certo, ma il divertimento cancellerà pian piano il ricordo.

Il Napoli ci ha provato in tutti i modi con il Palermo, e come se ci ha provato! Eppure dopo decine di tentativi non è andata come volevamo che andasse, abbiamo dato il cuore al Palermo ma non è bastato. Di conseguenza al Bologna gli abbiamo dato altro, e ci siamo divertiti come pazzi.

Mertens sul finale li ha palesemente sfottuti… rimane il rimpianto di Palermo? Si, ma staser’ pariamm’ alla grande!

Cattivi: Mertens e Hamsik! Cazzo se giocate così facendo quello che volete e segnando goal capolavoro 3 a testa sembra che avete fatto tutto da soli, invece il Napoli ha fatto paura. Domani se prendete meno di 9 è uno scandalo ma io vi metto qui perchè altrimenti non posso mettere altri nomi nei buoni… mi serviva una scusa. L’unico cattivo è Callejon, c’è poco da dire, rigore e espulsione, ma che tenevi in testa?

Buoni: Insigne ha un solo difetto: i procuratori. Si sacrifica che pare Madre Teresa di Calcutta è il primo ad abbracciare chiunque segni, oggi segna il goal che chiude la partita al quinto minuto e mezza città lo schifa perchè i suoi 75 procuratori a turno dicono una cazzata, oggi ha fatto un partitone. Reina para anche un rigore e come sempre la sua esperienza è fondamentale nella gestione della difesa, non va dimenticato mai. Migliore di oggi dire senza dubbio Zieliński (sempre escludendo quei due) è un talento impressionante per tecnica, visione di gioco e fisicità e oggi ha cacciato il meglio di sé.

Paolo Sindaco Russo

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Insigne in azione con la maglia del Napoli

Forse un termine desueto ma le profumiere sono state e saranno sempre un problema per l’uomo e per la sua autostima, la loro frequentazione è una tortura che per una distrazione hanno dimenticato di inserire nella lista dei crimini contro l’umanità e nelle cose esplicitamente vietate nella convenzione di Ginevra.

Più letale di una che “ti vede solo come un amico”, la profumiera fa di tutto per farti capire (o immaginare) il contrario. Accetta volentieri di uscire con te, si prepara al meglio, sorride alle tue battute, le più esperte fanno anche qualche battuta maliziosa, occhiate beve e finge di essere brilla (ma in realtà reggono l’alcol meglio di un camionista Ungherese), sembra lasciarti spazi ma al primo affondo chiude ogni possibilità con un devastante “Hai frainteso tutto!”
Non lo fa per farsi offrire una cena, non lo fa perchè in realtà in realtà ci starebbe ma a paura (come spesso ci illudiamo che sia), non lo fa per un secondo fine o altro… Lo fa per crogiolarsi nella sua cazzimma.

Oggi il Napoli ne ha incontrata una, sembrava tutto facile, sembrava possibile trovare gli spazi giusti, sembravamo avere più di qualche possibilità invece… Avevamo Frainteso tutto! Il Carpi non lascia spazio neanche alle illusioni.

Cattivi:  Valdifiori non è ancora in forma e questo è un problema, una partita come questa dovrebbe essere assolutamente alla sua portata. Higuain e Gabbialdini in partite così non dovrebbero sprecare le uniche occasioni che capitano, quando non ci sono spazi ogni occasione deve essere sfruttata al meglio. Ma chi ha deluso di più stasera è Mertens, nelle partite in cui deve essere protagonista difficilmente viene fuori, da subentrante è sempre devastante dal primo minuto fa più caos che altro, cerca di strafare ma se la giocata non gli riesce allora diventa controproducente.

Buoni: Koulibaly sembra un altro, prende palla e riparte con facilità, non che dalle sue parti avesse a che fare con Messi e Ronaldo, ma comunque ha dimostrato ordine. Jorginho sembra un altro, il suo ingresso ha risvegliato il Napoli, sta attraversando un ottimo periodo di forma e presumibilmente lo vedremo sempre più spesso titolare. Ma il migliore di stasera per me è Letizia, il siparietto con l’idratante è stata sicuramente l’emozione più forte di una partita senza brividi.

Paolo Sindaco Russo

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Foto di Michela Castiglione https://www.flickr.com/photos/micheycast/

Valentino lo chiama il TAC, quel momento in cui calciando un rigore un attaccante sa già se sarà goal o meno, sa già cosa sta per accadere. Sarà così per i rigori, sarà così per i rigoristi, ma di certo per tutti gli altri tiri non è così, o almeno non lo è per noi tifosi e di certo non lo è per noi attaccanti da amichevole aziendale.

Da quel TAC, da quel tocco, il viaggio della palla fino a superare la linea di porta è eterno. Da tifoso lo segui con gli occhi e il tuo cuore batte almeno un migliaia di volte in quelle frazioni di secondo, da giocatore (anche nei campetti parrocchiali) è anche peggio, il pallone viaggia più lento di un tir sulla Salerno Reggio Calabria a metà Agosto. È un tempo mentale, un spazio emotivo da colmare che la vita ti regala solo un’altra volta: nei primi baci.

Da guardarsi negli occhi fino al baciarsi c’è un abisso di pochi istanti che ci separa dalla gioia totale o dalla completa delusione. Eros o Thanatos, successo o fallimento, bacio o palo… Ecco, non è un caso che quello che in quasi tutta Italia venga identificato come 2 di Picche, da noi è un palo. Perché non c’è margine, anche il palo è un fallimento.

Quell’attimo prima in cui non puoi sbagliare, ma non puoi neanche pensare troppo. Devi fare la cosa giusta senza neanche sapere bene qual è. Se perdi l’attimo, perdi tutto: il goal, il bacio, è lo stesso, stiamo parlando sempre del tuo corpo che esplode di gioia, dei pensieri che spariscono e sei tutt’uno con quello che ami. La tua squadra, il tuo popolo, la tua ragazza.

La verità è che chi ama veramente il Napoli lo sa, il Napoli ci bacia ogni volta che segna e non è un bacio normale, ogni volta è un primo bacio.

Il Napoli di gioie me ne ha regalante tante, un po’ meno ne ho vissute nei polverosi campetti di periferia dove per dirla tutta facevo (e oggi è ancora peggio) ridere. Anche le ragazze le ho sempre fatte ridere, il che non è del tutto un male visto che secondo alcuni è il modo migliore per farle innamorare.

Paolo “Sindaco” Russo (un po’ pirata un po’ signore professionista dell’amore)

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Vargas e la Friendzone

Vargas, la nostra migliore amica
Foto di Jimmy Baikovicius

Notte fonda, sei a letto e guardi il soffitto mentre i tuoi pensieri viaggiano. Hai sonno e non riesci a dormire, i pensieri ti fanno sorridere di felicità, ti fanno andare lontano e guardare la vita che hai sempre sognato. Ma gli stessi pensieri poi ti si ritorcono contro e ti fanno apparire anche tutte le ipotesi negative. Speranze e paure viaggiano sottobraccio e tu diventi uno spettatore della tua stessa vita. Immobile nel tuo letto vittima dei pensieri e assalito dai dubbi… Hai paura di esserti innamorato della tua migliore amica.

Con Vargas purtroppo è così, sono ormai quasi 4 anni che ci frequentiamo in un modo nell’altro, siamo tutti convinti che non possa nascere nulla, che siamo solo amici ma ogni tanto succede qualcosa che fa nascere dei dubbi e sembra che dal nostro rapporto possa nascere qualcosa di più.

Come quella sera con l’AEK Stoccolma, fu la classica serata in cui,  che complice qualche bicchiere di troppo, la mattina ci si sveglia nello stesso letto esclamando “Oddio, che cazzo ho fatto?!?!?!“. Dopo abbiamo anche provato a vedere se poteva andare avanti, se c’erano i presupposti per creare qualcosa ma invece niente, abbiamo avuto almeno la lucidità di rimanere amici.

Con la migliore amica è così, lei si fa le sue storie, tu le tue, però lo vedi che lei non è contenta, che in fondo le storie che sta vivendo non sono nulla di importante e in qualche modo alla fine di ogni storia torna da te.

Ecco adesso Vargas ha appena concluso una di quelle storie e in Copa america si sta mettendo in mostra alla grande, alla volte non ci fai neanche caso a quanto la tua migliore amica possa essere bella, e quando te ne accorgi è la fine. Vargas è capocannoniere, segna più di Higuain, di Aguero, di Vidal, di Neymar, e il goal di ieri non è uno di quei goal che fa chiunque.

Per noi adesso è di nuovo notte fonda, siamo sul letto, guardiamo il soffitto, sappiamo che potrebbe finire male, sappiamo che potremmo rovinare tutto, sappiamo che sarebbe la cosa peggiore per entrambi e che ci abbiamo già provato, non può funzionare. Ma se fossimo tutti più maturi? Se non siamo più quelli di 3 anni fa magari adesso potrebbe funzionare.

Ma allora perchè stiamo semplicemente pensando che sia possibile?

Paolo “Sindaco” Russo

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