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Favole metropolitane

“La vicenda Reina dimostra ancora una volta tutta l’assenza di programmazione e i problemi di gestione di De Laurentiis”. Su SoldatoInnamorato in questi giorni abbiamo provato a spiegare la vicenda Reina. Certo, non ci riteniamo depositari della verità assoluta, ma abbiamo voluto dimostrare un impegno nell’offrire degli spunti di riflessione. Alcuni commenti sul caso del portiere del Napoli mi hanno però fatto trasecolare. “Assenza di programmazione” hanno scritto alcuni. Molti hanno giudicato così la Ssc Napoli e a me non sembrava vero, tanto più se si parla dell’aspetto sportivo del club.

Commenti che fanno il pari con la convinzione tutta napoletana che De Laurentiis abbia culo. I risultati conseguiti fino ad ora non sarebbero quindi frutto di capacità, di programmazione, di talento. È tutto culo. Mazzo, se vogliamo dirla alla maniera nostra. Le scelte degli ultimi anni di allenatori validi, l’individuazione di calciatori potenzialmente forti, l’abilità di saper vendere e comprare bene sarebbe quindi solo il frutto di fortuna. L’esplosione di Lavezzi? L’investimento su Cavani? La scoperta di Hamsik? E Mertens, Insigne, Callejon, Higuain, Koulibaly? Tutto culo, mazzo. Oppure, nella migliore delle ipotesi, è merito del direttore sportivo o dell’allenatore. Come se il Ds e il mister non fossero stati scelti dalla società. Ma le scelte di De Laurentiis sono frutto del mazzo, quelle degli altri sono abili strategie di mercato e conoscenza calcistica. Come se gli altri non avessero mai sbagliato un colpo. Vogliamo ricordarci i Fideleff, i Chavez, i Navarro o i Datolo di Pierpaolo Marino? Vogliamo ricordarci del Britos espressamente richiesto da Mazzarri o del Michu di Rafa Benitez? Ma no, in quel caso gli errori sono da ascrivere al “Pappone”.

È mazzo portare un club di calcio, in soli 10 anni, dal 150esimo posto del ranking uefa al 14esimo. Culo nel disputare consecutivamente 8 volte coppe europee, culo fare 4 volte la Champions e essere eliminati due volte dai campioni finali e una con 12 punti ai gironi. Aspettiamo la Champions in corso come finirà, ma sarà sempre questione di culo comunque vada. Come se a Napoli negli ultimi dieci anni ne avessimo viste a migliaia di imprese che hanno fatto exploit del genere. Ma evidentemente gli imprenditori napoletani non hanno il culo di De Laurentiis perché questi risultati sono innegabilmente il frutto di “Assenza di programmazione”.

E poiché ormai è uno sport quasi piacevole andare contro al presidente, ci si beve pure la favoletta di Reina che ha rifiutato il Paris Saint Germain e un pacco di milioni di euro perché si è commosso dell’amore dei napoletani. La squadra che in un solo mercato ha fatto gli acquisti più costosi della storia con Neymar e Mbappé e vuole rinforzarsi ulteriormente comprando un portiere, fatalmente, si arrende all’AMORE di Pepe. Perché l’amore vince sempre. Che bella favola. Perfettamente in linea con tutta la narrazione oleografica del napoletano che tiene ‘o core bbuono. Nonostante tra la cricca di nati sotto il Vesuvio si annidino le persone più schifose del pianeta. Sono talmente di core bbuono alcuni napoletani che infatti sono persino capaci di avvelenare con i rifiuti industriali i terreni agricoli. Ma questo sfugge alla narrazione, si preferisce omettere.

Così come si preferisce omettere che le uniche offerte (chissà a questo punto quanto reali) sono giunte una volta dal compagniello di Reina, Pep Guardiola. Poi è stato il turno di due allenatori che hanno lo stesso procuratore del capopopolo azzurro… Sia Emery che Benitez hanno Quillon per agente. Ma anche qui sarà un caso, un caso fortuito. Forse si tratta di fortuna, di mazzo. Come il mazzo scassato di De Laurentiis che, in assenza di una programmazione, ha potuto inchiodare il signor Reina a rispettare un contratto firmato senza che nessuno gli avesse puntato una pistola alla tempia. È tutto mazzo, fortuna. E sarà sempre culo se questo portiere che il prossimo anno compirà anni 36 potrà essere rimpiazzato da un portiere più giovane e magari più capace. Chissà se pure quello avrà tutto questo AMORE per la maglia azzurra e il popolo “napolitano”. Chissà se pure lui avrà la moglie che posta su Instagram queste foto “eleganti” e piene d’amore…

Per inciso: a noi fa piacere che Reina sia rimasto. A pochi giorni dalla fine del mercato è la soluzione tecnica più idonea. Se però un po’ tutti cominciassero ad emanciparsi da questo tifo infantile ed entrassero in una fase più adulta forse ne gioveremmo tutti. Una domanda: ma tre anni fa quando il signore andò al Bayern pure era amore? Io pensavo fosse amore, invece era un calesse.

Valentino Di Giacomo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Diciamolo subito: si poteva fare di più.
Siamo usciti contro una squadra di buon livello ma comunque alla portata del Napoli e se sul piano del gioco non c’è molto da recriminare a questo Napoli rimane il fatto che loro hanno fatto un goal più di noi e nel calcio è quello che conta.

Il Napoli parte bene, pressing alto e tanto gioco ma la prima occasione vera della partita è per gli spegnali, serve un miracolo di Reina su Bakambu che ben lanciato entra in area e cerca il palo più lontano. Pochi minuti dopo è Hamisk a trovare la porta e a portare il Napoli sull’1-0, pareggiando i conti con l’andata.
Da quel momento inizia il monolgo azzurro, arrivano in tanti alla conclusione, David Lopez centra il portiere e Higuain la manda alta, poi il tiro/cross di Mertens deviato da un difensore del Villareal finisce sul palo.

Si va negli spogliatoi sul pareggio e al rientro il Napoli parte bene e continua a insistere, fino al decimo minuto, quando per qualche minuto concede il pallino del gioco agli avversari. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo Tomas Pina recupera il pallone sull’esterno dell’area di rigore, rimette in mezzo il pallone e il suo cross si infila nell’angolino, 1 a 1 e doccia fredda per il San Paolo. Da quel momento va in onda l’assedio azzurro che però non avrà fortuna.

Inutile dire quello che viene ripetuto spesso: necessità di una rosa più ampia, mancanza di alternative, disattenzione etc. Sono tutte cose vere ma relativamente è un periodo che sicuramente il Napoli ha delle colpe, ma la fortuna ci mette del suo: fra legni e tiri deviati, fra squadre che segnano nell’unico tiro in porta che fanno… forse sarebbe il caso che la ruota girasse pure per noi!

Personalmente non ho mai provato, non conosco le abitudine sessuali dei preti che mi hanno benedetto, ma credo che nei proverbi ci sia sempre un po’ di verità… per cui se qualcuno conosce un prete dichiaratamente ricchione lo porti a CastelVolturno, Urge una benedizione!

Paolo Sindaco Russo

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Il culo di Mancini

Perdete ogni speranza, cari amici tifosi del Napoli. Lo scudetto lo ha vinto già l’Inter e non conta nulla se gli azzurri hanno battuto la squadra di Mancini al San Paolo dominando per quasi l’intera partita. Non c’è nulla da fare. Ci sono episodi, momenti nel calcio in cui una squadra gioca in discesa, sospinta da forze che non oserei definire sovrannaturali. Si potrebbe finanche scomodare la parola “culo”, una delle componenti più sottovalutate nel calcio.

Chi ha potuto assistere ieri sera al match tra Udinese e Inter ha potuto rendersene conto in pieno di quanto sto dicendo. I friulani nel primo tempo hanno dominato, tirato in porta, costretto Handanovic a parate complesse. Ma non c’è stato nulla da fare contro quelle forze invisibili che agiscono in maniera ignota.

L’Inter al Friuli ha vinto per 4-0. Sui primi tre gol gli assist al bacio per i gol di Icardi e Jovetic portano tutti la firma di calciatori dell’Udinese. Un mirabile passaggio filtrante di Bruno Fernandes per Icardi sul primo gol, un fantastico passaggio di Domizzi per Jovetic sul secondo gol e un altro pregevole assist di Lodi per Icardi sul terzo gol. L’unico gol buono, quello più inutile, lo ha segnato Brozovic all’86esimo.

Tutti questi regali seguono la scia di un Inter che dall’inizio del campionato gioca il peggior calcio della Serie A e riesce lo stesso a vincere partite su partite. Nove vittorie su undici sono arrivate con il minimo scarto: tutti 1-0 e un 2-1 al Carpi. Spesso con gol giunti al novantesimo ed oltre mostrando di frequente un calcio senza picchi di bel gioco. Ieri Sarri in conferenza stampa diceva che il Napoli difficilmente può vincere “partite sporche”. L’Inter le vince tutte così. E pensare che Mancini aveva persino recriminato nella partita contro gli azzurri per i due pali presi: l’unica gara dove la Dea bendata si è distratta per qualche minuto e si è voltata dall’altra parte.

Oggi tutti incoronano l’Inter ed è giusto così. Del resto solo contro il Napoli i vari Cigarini, Lodi, Domizzi giocano le partite della vita. Anche Bruno Fernandes sapete contro chi ha segnato il suo primo (di appena 7) gol in Seria A? Eh, contro il Napoli. Perché contro le altre si possono regalare impunemente gol regalando così la vittoria del campionato ad una delle squadre più brutte che abbiano calcato il palcoscenico della nostra Serie A. Mettetevi l’anima in pace! Contro il cul ragion non vale.

vDG

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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