Tags Posts tagged with "Formazioni"

Formazioni

0 754
Dalla pagina Facebook della A.C. Milan

Nel calcio italiano (non solo in realtà) abbiamo questa brutta tendenza a ricordarci solo l’ultima prestazione di un giocatore o di una squadra. E in generale ci ricordiamo soltanto del risultato. La vittoria del Milan contro il Torino e il pareggio del Napoli a Pescara dunque hanno fatto sembrare le gerarchie dell’anno scorso capovolte e praticamente rilanciato i rossoneri come candidata allo scudetto (rispetto all’anno scorso sono sicuro che Pasalic e Gustavo Gomez hanno rivoltato la squadra come un calzino…). Guardando invece alle prestazioni, che non mentono, il Milan ha vinto senza rubare niente grazie a due ottimi giocatori come Bacca e Donnarumma ma è calato molto nel secondo tempo dimostrando una tenuta fisica ancora non eccellente, e nel finale ha subito davvero tanto. Il Napoli invece ha sbagliato completamente l’approccio alla partita ma ha anche dimostrato la forza tecnica per riprendersi un incontro che si metteva davvero molto male, grazie anche alle sostituzioni.

Dite che siamo senza centravanti? Io non direi proprio. Gabbiadini, come specificato da Sarri in conferenza stampa ma anche osservato l’anno scorso in questo periodo, ci mette un po’ a smaltire i carichi di lavoro estivi e ottenere una certa brillantezza fisica. Inoltre ve lo ricordate il primo anno dell’innominabile con Benitez? Era sempre in fuorigioco, e lui giocava ogni domenica… I giocatori non nascono predestinati a un ruolo, devono impararlo, e non sempre ci vuole poco tempo. In ogni caso abbiamo Milik, di cui tutti dicono “non è una punta” solo perchè all’Europeo ha giocato dietro Lewandowski ma in realtà viene da due anni molto proficui da unica punta all’Ajax… Forse la squadra non è ancora completa, ma di sicuro possiamo gestire la situazione stasera.

Ovviamente con questo non voglio dire che il Napoli ha la vittoria in tasca, anzi, sarà una partita dura e molto tattica contro una squadra di cui per ovvi motivi non si conoscono ancora bene le particolarità. Dovrebbe essere sicura invece la formazione: Donnarumma in porta, Abate e De Sciglio ai lati di Gomez e Romagnoli, centrocampo con Kucka, Montolivo e Bonaventura e Niang-Suso a supporto di Bacca. Il Napoli invece dovrebbe schierare la formazione tipo con Jorginho al posto di Valdifiori, probabilmente Mertens dal primo minuto e Milik papabile titolare al posto di Gabbiadini.

Vero, Carlos Bacca è un grande giocatore e ha fatto tre gol all’esordio, ma non può essere lui lo spauracchio del Napoli. In Champions dovremmo confrontarci con attaccanti molto più forti del colombiano; la partita con Milan, in questo inizio di campionato partito non col piede giusto, sarà un ottimo primo test per verificare la nostra tenuta fisica e mentale.

Roberto Palmieri

0 629
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

L’Inter arriva a questo quarto di Coppa Italia decisamente non al massimo della forma: un solo punto in due partite, giocatori importanti in discussione (Kondogbia, Jovetic, Melo, per motivi diversi) e una gran voglia di riscattare una sconfitta che ai nerazzurri non è davvero andata giù, quella dello scorso 30 novembre al San Paolo.

In effetti il trattamento riservato dalla stampa a quella partita è stato molto discutibile: l’Inter di fatto giocò solo gli ultimi quindici minuti sul calo fisico del Napoli (seppure, va ricordato, in inferiorità numerica) e poco prima aveva rischiato il terzo gol sulla spettacolare progressione di Higuaìn, ma i giornalisti “gasarono” quella prestazione fino a far sentire i tifosi e la squadra come se il palo all’ultimo minuto fosse stato l’unica differenza tra le due contendenti, mentre il Napoli sentiva delegittimato il primato in classifica (poi subito perso).

Stasera in questa sfida sono invece gli azzurri la capolista, nonchè i vincitori di due delle ultime edizioni del trofeo: c’è da scommettere che a Sarri non dispiacerebbe per niente vincere la Coppa al primo anno, anche se giustamente non la metterebbe mai davanti al campionato. L’Inter, da parte sua, lamenta non una crisi di gioco (che raramente è stato di alta qualità) ma di episodi: come si faccia a lamentarsi degli episodi con sette vittorie per 1-0 e un Handanovic stabilmente da 7 in pagella, è un mistero… fatto sta che la squadra di Mancini se la giocherà di sicuro col coltello tra i denti.

Il portiere sloveno, tra parentesi, non ci sarà: è una fortuna per il Napoli, con tutto il rispetto per il sostituto Carrizo, perchè Handanovic è in condizioni incredibili di forma. I terzini dovrebbero essere Nagatomo e D’Ambrosio di fianco alla solita coppia centrale Miranda-Murillo; a centrocampo probabile Melo, a riposo forzato in campionato, mentre davanti difficilmente si rivedrà Jovetic: Mancini va verso il tridente Perisic-Icardi-Ljajic, davvero ben assortito con la fisicità del croato, il senso del gol dell’argentino e la tecnica del serbo. Quanto al Napoli, sicuri di giocare Reina, Koulibaly, Hamsik, Callejon e Higuaìn. Probabili dal primo minuto Strinic, Lopez e Mertens, dubbio in regia tra Valdifiori e Jorginho.

PROBABILI FORMAZIONI

NAPOLI (4-3-3): Reina, Maggio, Chiriches, Koulibaly, Strinic, Lopez, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuain, Mertens.

INTER (4-3-3): Carrizo, Nagatomo, Miranda, Murillo, D’Ambrosio, Brozovic, Melo, Kondogbia, Ljajic, Icardi, Perisic.

Roberto Palmieri

0 255
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

La simbologia dei muscoli contro il cervello trova riferimenti fin dagli albori della cultura umana, attraverso un filo rosso che giunge fino a Hysaj che annulla Pogba un paio di mesi fa. Lunedì sera si scriverà un altro capitolo di questa storia: Napoli – Inter, il gioco contro i muscoli, le idee contro il cinismo, la seconda contro la capolista. Un classico.

L’importanza della partita ai fini della classifica è inutile sottolinearla. Con una vittoria il Napoli a fine giornata si troverebbe al primo posto in classifica (eventualmente insieme alla Fiorentina impegnata contro il Sassuolo) e sarebbe padrone del proprio destino, senza più il bisogno di inseguire e con la possibilità di allungare la classifica nelle prossime giornate tenendo lontane -si spera- Roma e Juventus; inoltre i punti messi da parte contro le big in questo girone di andata faranno assolutamente la differenza a fine campionato, visto che quasi tutti gli scontri diretti del girone di ritorno saranno in trasferta e sarà fisiologico lasciare qualche punto per strada. Il pareggio, in sostanza, non ci serve a niente.

Mancini sa che il Napoli non rinuncia mai a fare la partita e dunque non ha speranze di ripetere il match contro la Juventus, quando le due squadre portarono fino al novantesimo lo zero a zero evitando di farsi troppo male, e si organizzerà di conseguenza. La sua squadra è di fatto ancora incompleta per quanto riguarda la proposta di gioco: non tanto per il modulo non ben definito quanto per le scarse capacità offensive. L’Inter è una squadra difensiva che non sa giocare in contropiede, costretta ad attaccare con molti uomini per supplire ai limiti di fantasia: tutti i centrocampisti offensivi e le seconde punte nerazzurre sono portatori di palla che vogliono il passaggio sui piedi per attaccare il campo, con il risultato di una circolazione troppo lenta per fare male. A questi limiti però fa da contraltare un’enorme attenzione agli episodi: le poche occasioni che ha, l’Inter raramente le spreca e tanto basta se sei tanto concentrato da non prendere mai gol su calcio piazzato e difendere con il massimo ordine.

I nerazzurri, insomma, non saranno una squadra spettacolare ma se sono primi in classifica dopo tredici partite non è un caso. Mancini è solito adattare la formazione all’avversario e si può provare ad anticipare le sue scelte: la pronosticata esclusione di Icardi a favore di Jovetic punta centrale avrebbe ragioni tattiche, perchè il montenegrino potrebbe abbassarsi in marcatura su Jorginho in fase di possesso per creare delle coppie fisse a centrocampo (Guarin contro Hamsik, Melo contro Allan) limitando così il palleggio del Napoli, prevedendo inoltre il depotenziamento di Icardi causato dalla linea alta del Napoli (i difensori azzurri sono difficili da attaccare alle spalle partendo da dietro o con movimenti in orizzontale a causa della loro ottima sincronia e quando anche ci si riuscisse bisogna fare i conti con la velocità di Koulibaly nel recupero: l’attaccante nerazzurro è devastante negli ultimi quindici metri ma soffre molto quando è lontano dalla porta, e inoltre manca di movimenti a venire incontro per proteggere il pallone e far salire la squadra). Per contrastare Lorenzo Insigne il tecnico si affiderà a Nagatomo, il terzino più veloce in rosa, come già fece con la Roma; a sinistra Alex Telles potrebbe essere una scelta per tenere basso Callejòn, con i centrali Miranda e Murillo a occuparsi di Higuaìn. Ljajic e Perisic supporteranno il falso nueve, con il croato chiamato a dare anche un grande apporto in fase di non possesso.

Sarri avrà sicuramente previsto la tattica di Mancini e sa che la possibilità di passare in vantaggio dipenderà dal riuscire a dare sbocchi al possesso. Oltre ovviamente alla qualità dei singoli, l’arma in più sarà l’aiuto di Higuaìn per dare superiorità numerica a centrocampo; il nuovo Gonzalo 2.0 non spazia più sugli esterni (non serve, grazie al contributo di Insigne come playmaker offensivo) ma si muove da trequartista, offrendo un passaggio al centrocampo in modo da superare la prima delle due linee, per poi voltarsi e attaccare la porta, cercare l’uno-due con Insigne o servire un centrocampista che si inserisce. Questo tipo di lavoro dell’argentino sarà fondamentale anche per superare una coppia di centrali di altissimo livello: Murillo fisicamente è un mostro di esplosività e difende da solo negli spazi ampi, Miranda è lucido e concentrato e offre sempre sicurezza al compagno. Se lo sturm und drang di Higuaìn è un martello da fabbro, Insigne sarà invece il grimaldello per aprire la porta: il suo lavoro di regia offensiva, sia a sinistra che al centro, potrebbe essere quello che serve per sorprendere Telles alle spalle con gli inserimenti di Allan e Callejòn serviti con un passaggio filtrante sul lato debole. Se al posto del brasiliano giocasse Juan Jesus la situazione si complicherebbe, ma la catena di destra del Napoli dovrebbe occuparsi del solo Ljajic con dei grossi vantaggi in fase difensiva.

Nel calcio, si sa, la tattica arriva solo fino a un certo punto: ci sono gli episodi, le qualità tecniche, i colpi dei campioni e i cali di concentrazione e qualunque partita può finire contro il pronostico. Al Napoli, tuttavia, non manca niente per vincere e guadagnarsi un meritatissimo primo posto in classifica.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 724
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

La partita di Brugge di domani sera si giocherà nel clima surreale dello stadio a porte chiuse a causa dei noti eventi che hanno sostanzialmente portato a militarizzare il territorio belga. Il Napoli ha perfino rischiato di non scendere in campo, e forse Maurizio Sarri avrebbe preferito così: con la fondamentale partita con l’Inter alle porte e gli infortuni di Mertens e Gabbiadini una partita del genere era oggettivamente l’ultima cosa di cui i suoi avevano bisogno. Con la qualificazione acquisita e il primo posto in cassaforte (anche facendo zero punti nelle prossime due partite e supponendo che il Midtjylland le vinca entrambe ci sono comunque differenza reti e scontri diretti a favore) il Mister ha dunque preferito lasciare a casa Reina, Albiol, Jorginho e Higuaìn, convocando i giovani Gionta e Negro dalla primavera.

Tatticamente è probabile che il mister farà realpolitik e, senza nemmeno i tifosi a spronare la squadra ad attaccare, cercherà semplicemente di difendere il pallone con il consueto palleggio e andare in porta con lo stretto necessario di verticalizzazioni: la superiorità dimostrata finora nei confronti delle avversarie nel girone permette anche una strategia sparagnina come questa senza correre troppi rischi, e anche in caso di svantaggio potrebbe non essere comunque il caso di forzare.

Insigne e Callejon in particolare, sicuri titolari con l’Inter, hanno in vantaggio di aver riposato durante la sosta delle Nazionali ma la loro prima preoccupazione dovrà essere non forzare al punto di arrivare spenti al prossimo impegno; una soluzione probabile è quella che vede Lorenzo a sinistra ed El Kaddouri a destra con Callejon centravanti (ruolo che giocava già all’Español e anche a volte con Benitez), sostituendo magari in corsa il frattese con il giovane Negro o anche con un centrocampista come Chalobah.

Completeranno la formazione Gabriel in porta, Koulibaly e Chiriches in difesa affiancati da Maggio e Strinic, Valdifiori in cabina di regia con ai lati Lopez e Hamsik (che difficilmente giocherà novanta minuti).

Roberto Palmieri

0 757
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Il Napoli arriva al secondo big match della stagione dopo una prova di maturità in Europa e il morale alle stelle, contro un Milan che cambia allenatore ogni anno e dati alla mano fa sempre peggio anche con Mihajlovic sembra almeno esserci qualche concetto di gioco in più. I temi della partita riguardano soprattutto le due difese, una in crollo verticale, l’altra in crescita, e la coppia d’attacco del Milan, con Bacca, Adriano e Balotelli per due maglie da titolare.

MILAN: DUBBI E INFORTUNATI – La squadra di casa è priva di Romagnoli e Abate ma recupera Antonelli, che va a comporre con De Sciglio quella che sulla carta è la coppia titolare. Molte più preoccupazioni desta la coppia centrale, con Ely e Zapata dal primo minuto: si tratta di una coppia sulla carta ben assortita (un giocatore bravo nell’anticipo e uno portato a difendere con molto campo alle spalle, entrambi molto bravi nel gioco aereo), ma il brasiliano ha ancora grossi limiti di esperienza (giustificati ovviamente dalla giovane età) e il colombiano ha regolarmente amnesie gravissime che, non c’è bisogno di dirlo, potrebbero costare carissime contro l’attacco del Napoli. Davanti alla difesa Montolivo sarà protetto ai fianchi dal dinamismo di De Jong, con Bertolacci pronto a inserirsi da dietro per attaccare la porta, Bonaventura farà da raccordo con la coppia d’attacco, probabilmente Bacca-Adriano, con Balotelli pronto a subentrare.

NAPOLI: SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA – Il Napoli ha tutti a disposizione e schiererà quello che ormai è chiaramente il migliore undici: Reina fra i pali, i recuperati Hysaj, Hamsik e Insigne nelle rispettive posizioni, Albiol e Koulibaly centrali con Ghoulam a sinistra, Jorginho in regia affiancato da Allan e Callejòn e Higuaìn a completare il tridente. Gabbiadini e Mertens sono pronti come sempre a dare il loro contributo dalla panchina, scalpita per una chance a partita in corso anche El Kaddouri che ha avuto un impatto impressionante sulla partita con il Legia.

CHE PARTITA SARA’ – Come assortimento delle squadre non c’è assolutamente paragone. Il centrocampo del Milan ha poca qualità (in De Jong in particolare, ma anche Bertolacci non ha caratteristiche da costruttore di gioco, mentre Montolivo ha grandi limiti di dinamismo) e soffrirà tantissimo il pressing alto tipico del gioco di Sarri, con il potenzialmente utile Bonaventura in una posizione che gli impedisce di essere nel vivo del gioco in fase di costruzione bassa anche se in compenso potrà infastidire Jorginho. De Jong sarà incaricato di annullare Hamsik, Bertolacci dovrà tenere d’occhio Allan (tanti auguri), ma il punto debole dello schieramento è Montolivo: di fatto il Napoli gioca ancora col trequartista, che sia Higuaìn ad abbassarsi o un esterno a tagliare dentro, e se il pallone supera la linea di centrocampo la discutibilissima linea difensiva dovrà affrontare le combinazioni dei nostri attaccanti, contro le quali onestamente non ha speranze a lungo andare. La chiave, dunque, sarà schiacciare il Milan nella sua metà campo impedendogli di impostare con ordine, anche perchè Mihajlovic non ama buttare via il pallone e chiede sempre ai suoi giocatori di tenerlo basso: in questo caso questa volontà di essere propositivi potrebbe fare la nostra fortuna. In fase di non possesso, per la verità, con Bertolacci non ancora ben integrato la minaccia più grossa è Bacca: il colombiano ha un’accelerazione pazzesca sul breve e bisogna assolutamente impedirgli di affrontare uno contro uno Albiol, raddoppiandolo o meglio ancora anticipandolo (importante studiare con attenzione le sue combinazioni con Luiz Adriano, attaccante molto associativo e di buone capacità tecniche): Koulibaly dovrà aiutare il compagno con diagonali perfette e anticipi coi tempi giusti. Un problema potrebbero essere i calci piazzati: Bonaventura è un ottimo tiratore, così come Balotelli nel caso subentrasse, e Zapata è fortissimo di testa anche se in compenso Ely è poco efficace in questo tipo di situazioni.

PROBABILI FORMAZIONI

MILAN (4-3-1-2): Lopez, Antonelli, Ely, Zapata, De Sciglio, De Jong, Montolivo, Bertolacci, Bonaventura, Luiz Adriano, Bacca.

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuaìn, Insigne.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 789

Bentornati alla rubrica prepartita di Soldatoinnamorato.it! Domenica alle 15.00 il Napoli sfiderà l’Empoli al Castellani, dopo un avvio di campionato deludente e un solo punto conquistato sui sei disponibili. La partita, oltre ai tre punti, offre parecchi spunti di interesse: la necessità di vincere del Napoli per evitare che le polemiche di queste settimane degenerino; la prima da ex di Hysaj e Valdifiori, oltre che naturalmente di Sarri, tutti e tre perni del miracoloso Empoli che da sicura retrocessa stupì tutti salvandosi senza patemi ed esprimendo il miglior gioco del campionato; la rivincita per la sconfitta nel girone di ritorno della stagione scorsa, quando il palleggio dei toscani, per un tempo in formato Bayern Monaco, umiliò il Napoli di Benitez; l’applicazione della squadra di Giampaolo che ha messo alle corde l’Inter nel turno precedente contro i dubbi sulla tenuta del Napoli, devastante finchè tutto gira per il verso giusto, ma che sistematicamente si sgonfia quando cala fisicamente.

Veniamo alle formazioni: i padroni di casa schiereranno la formazione tipo, con Skorupski tra i pali (reduce da una pessima prestazione contro l’Inter), la difesa a quattro formata da Zambelli, il goleador Tonelli, Barba e Mario Rui, il centrocampo con Zielinski e Croce ai lati del giovane talento Dioussè e infine il giocatore chiave della squadra Saponara a supporto di Pucciarelli e Max Maccarone. Il Napoli si schiererà a specchio con Reina in porta, Maggio e probabilmente Ghoulam esterni, Koulibaly in vantaggio su Chiriches nonostante gli impegni in Nazionale per un posto di fianco ad Albiol, il centrocampo titolare Allan-Valdifiori-Hamsik e Insigne alle spalle di Higuaìn e uno tra Callejòn e Gabbiadini con lo spagnolo favorito per essere rimasto a Napoli durante la pausa a studiare gli avversari insieme all’allenatore.

Tatticamente la partita sarà molto dura: l’Empoli non può contare su un uomo come Eder che due settimane fa ha letteralmente umiliato Albiol e lanciato la Sampdoria verso un pareggio che appariva impronosticabile, ma si difende con grandissimo ordine e ha un’ossatura centrale notevole; Tonelli è concentrato e non lento sul breve oltre a essere pericoloso sui calci piazzati, di Dioussè si parla come uno dei migliori esordienti in assoluto di questa stagione e Saponara è una sicurezza. Proprio da quest’ultimo il Napoli dovrà guardarsi: né Maccarone né Pucciarelli hanno grande accelerazione e per i nostri centrali è più facile marcare uomini del genere che giocatori veloci e tecnici, ma Saponara con i suoi inserimenti può tagliare a fette qualsiasi difesa deconcentrata oltre a essere un ottimo “collante” tra attacco e centrocampo. Per il resto occhio a Mario Rui, uno dei migliori terzini della passata stagione, anche se sul suo lato troverà la catena Allan-Maggio più che affidabile per dinamismo e velocità.

Il Napoli ha bisogno, per vincere questa partita, di tenuta fisica e mentale. L’Empoli, quando perde palla, cerca di recuperarla velocemente ma una volta sfumato il pressing è capace di chiudersi in un blocco alto, stretto e ordinato molto difficile da superare: il Napoli dovrà eludere la prima pressione con il palleggio, affidandosi in particolare ad Hamsik che si sta dimostrando più che adatto a questo ruolo, e poi riuscire a far girare il pallone più velocemente di come ha fatto nelle ultime uscite, dando ampiezza con la spinta dei terzini, imprevedibilità con le accelerazioni di Insigne e le aperture di Valdifiori e profondità con la coppia d’attacco (per questa partita Callejòn è probabilmente più adatto di Gabbiadini visto che ci dovrebbe essere spazio dietro la difesa, spazio che lui può attaccare coi suoi inserimenti alle spalle del terzino per poi finalizzare velocemente, magari con uno dei suoi destri al volo). Per concludere, Insigne nelle prime due partite di campionato ha tentato la conclusione 14 volte e il Napoli è la squadra che è andata più spesso al tiro, segnando tre gol in due partite, niente di eccezionale ma nemmeno sintomo di un attacco sterile; è necessario che aumenti l’efficacia, per poter supplire ai problemi in difesa (sperando che comunque Sarri riesca a ridurli).

PROBABILI FORMAZIONI

EMPOLI (4-3-1-2): Skorupski, Zambelli, Tonelli, Barba, Rui, Zielinski, Dioussè, Croce, Saponara, Pucciarelli, Maccarone.

NAPOLI (4-3-1-2): Reina, Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Valdifiori, Hamsik, Insigne, Callejòn, Higuaìn.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it