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La conferenza stampa prima di Napoli - Samp

 

E’ un Sarri carico, riflessivo, deciso quello visto nella conferenza stampa che precede il match di domani sera al San Paolo contro la Sampdoria. Qualche mugugno della piazza e qualche isolata protesta (come i volantini che invitano a disertare lo stadio) deve essere arrivata anche a Castelvolturno, perché il mister tiene subito a precisare una cosa:  “Dobbiamo metterci del nostro per cercare di avere un San Paolo pieno. E’ la squadra che deve trainare il pubblico”. 

Spazio poi all’analisi della sconfitta contro il Sassuolo: “Non credo che il problema del Napoli riguardi solo la tenuta fisica. Non si può finire la benzina dopo 20 minuti. Il Napoli deve crescere dal punto di vista della personalità, deve trovare la cattiveria di chiudere le gare. E’ un problema mentale e non fisico, anche se non siamo in grande condizione”.

Un chiarimento arriva da Sarri anche per quanto concerne l’esclusione di Gabbiadini contro il Sassuolo e sulle sue caratteristiche : “Può giocare accanto ad Higuain, ma ha sofferto molto la preparazione, sta iniziando adesso a dare segnali di crescita. Mertens e Callejon sono diversi tra loro e quindi si sceglie di volta in volta”. 

Sui problemi difensivi denotati a Sassuolo, Sarri è molto chiaro: “Stiamo lavorando, la linea è più ordinata, ma non vuol dire che sarà più efficace. In certe letture che ci danno due secondi di tempo per avere delle reazioni siamo già ad un buon punto. Sbagliamo ancora un po’ troppo sulle palle scoperte. In questo momento sarebbe delittuoso lavorare su un modulo e poi abbandonarlo dopo una partita, mi darebbe l’idea di aver perso tempo”. 

E proprio in difesa potrebbero esserci dei problemi a causa di alcune defezioni e delle trattative di calciomercato: “Chiriches – dice Sarri – è tornato ad allenarsi in campo per valutare le sue condizioni fisiche. Ghoulam sta crescendo bene a livello di condizione, vorrei un po’ più di tempo per renderlo più efficace in fase difensiva. Ha caratteristiche fisiche importanti per poter migliorare. E’ un giocatore che sta imparando ciò che gli sto chiedendo, ci vuole un po’ di pazienza. In questo momento va in campo chi sta meglio, escluso Higuain che è troppo determinante per noi. Il Pipita non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, è come se stesse ancora a fine luglio, massimo inizi di agosto. Non ha avuto troppo tempo per lavorare e raggiungere la forma migliore”. 

Su Allan: “Sembrava affaticato la settimana scorsa, era spento dal punto di vista fisico ed è per questo che l’ho tenuto fuori. In settimana ha dato segnali di miglioramento, in fondo ha fatto mezza preparazione ad Udine, mezza con noi. Vediamo se posso buttarlo dentro domani o alla prossima”. 

Spazio poi al rincorrersi di voci sul trequartista cercato in sede di calciomercato e sul ruolo di Insigne: “Saponara, il primo anno che lo conoscevo faceva l’esterno. Prima di avere un’idea definitiva su Insigne in questo ruolo vorrei vedere un calciatore al 100% fisicamente. Si sta parlando di un ragazzo che viene da una stagione in cui ha giocato pochissimo. Che può fare il trequartista ne sono certo, non so se può essere devastante in quella posizione”. 

Una velatissima richiesta di un calciatore a centrocampo sembra poi emergere quando gli si chiede dell’inserimento di Valdifiori nel Napoli: “Valdifiori ha fatto fatica in quell’occasione perchè la linea difensiva era troppo distante dal centrocampo. Valdifiori in questi tre anni non è mai stato sostenuto da un incontrista, l’anno scorso giocava con Vecino e Croce ai fianchi. Per caratteristiche soffre sempre nei primi mesi. Il primo anno che lo allenavo, alla prima partita stagionale, dovetti sostituirlo al 18′ perchè non ce la faceva. E’ il primo anno che in organico ho molti più centrocampisti difensivi che offensivi. Se andiamo su tutti i campi con una predisposizione a voler fare la partita, possiamo subire le ripartenze. Poi il discorso riguarda l’equilibrio complessivo, se uno solo non partecipa alla fase difensiva c’è un problema. È il primo anno in cui ho centrocampisti con tanta predisposizione difensiva come David Lopez o Allan, è chiaro che se andiamo ovunque con la voglia di fare la partita rischiamo di prendere ripartenze se sbagliamo qualcosa”.

Bocciatura, almeno per il momento, arriva invece per il 4-3-3: “L’abbiamo provato per una settimana, ma perdevamo venti metri di baricentro. Il vertice basso degli avversari giocava con troppa facilità, poi abbiamo deciso di seguire un’altra strada, non è detto che sia definitiva, ma dopo una partita non posso cambiare subito e dare l’impressione di aver scherzato. Penso che bisogna avere fiducia e continuare a lavorare così”.

Una domanda è giunta a Sarri sulla preparazione fisica, in questo marca sempre più la differenza da Benitez e ci tiene a farlo: “E’ come passare dall’i-Phone al Samsung, c’è chi capisce subito e chi ci mette più tempo. Dal punto di vista fisico ha cambiato modo di lavorare e questo può dare difficoltà a scaricare il lavoro. Questo succede sempre quando si cambiano le modalità di allenamento. Quanto ci vorrà dipenderà dalle reazioni del gruppo, la preparazione fisica non è matematica, è una domanda a cui è difficile rispondere. Spero il meno possibile, contro il Sassuolo mi è sembrato strano che si sia giocati a ritmi più bassi rispetto agli allenamenti”.

Sulla Sampdoria: “Eder e Muriel sono rapidissimi, molto forti. Hanno iniziato la preparazione prima, sono in ottime condizioni fisiche. Ho visto il primo tempo contro il Carpi, impressionante. Poi hanno concesso qualcosa nella seconda metà di gara”. 

Spazio poi alle considerazioni sull’Europa League e sull’ampiezza della rosa per affrontare la competizione europea: “In certe zone di campo credo che il nostro organico sia a posto, abbiamo una rosa adeguata per fare due competizioni. A centrocampo non siamo tantissimi, aspettiamo l’evoluzione di Dezi, vediamo se resta. Ho sempre tirato fuori qualcosa dalle giovanili negli anni. Aspettiamo la chiusura del mercato”. 

Sul sorteggio“Incontreremo squadre poco blasonate, ma comunque di sostanza. I danesi sono primi in campionato, hanno messo fuori il Southamphton. Il Legia è secondo in campionato e il Bruges lo conosciamo tutti”. 

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Il ridimensionamento è psicologico

Che delusione, sarà perché ti amo“. Forse i Ricchi&Poveri più di tutti sanno raccontare i sentimenti dei tifosi del Napoli dopo il pessimo esordio in campionato contro il Sassuolo. Con la forza della razionalità ce lo si poteva aspettare questo inizio traballante degli azzurri, con la forza dell’amore ci si attendeva legittimamente qualcosina in più. E così ecco la delusione, oltre alla confusione. La razionalità impone di ricordare che se nel volgere di una sola stagione passi dal potere acquistare Gonalons o Mascherano e poi ti ritrovi Valdifiori, se tratti Fellaini o Kramer e poi prendi Allan, se punti a Darmian e poi prendi Hysaj, se tratti Skrtel e poi arriva Koulibaly… Che forse il Napoli non è poi così grande come si pensava. Si sono presi giocatori discreti, non si è ceduto nessun big per il momento, ma fenomeni non ne sono arrivati. Anche se il cuore ci spera.

Al di là del risultato, come abbiamo scritto a caldo sulla nostra pagina Facebook, lascia tante perplessità la prestazione balbettante degli uomini di Sarri. Il Napoli era andato in vantaggio con Hamsik e poi il buio totale. Pochissime le occasioni per impensierire il portiere del Sassuolo, mentre la squadra di Di Francesco ci ha graziato molte volte non concretizzando le tante palle-gol collezionate. Si ricorda persino una parata di tacco di Reina (finalmente un portiere!) su un tiro a colpo sicuro di Defrel.

Era solo la prima partita ufficiale, ma si sono visti errori vecchi e nuovi. La respinta centrale di Albiol sul primo gol è una specialità della casa: persino i ragazzini delle scuole calcio sanno che mai si rinvia un pallone centralmente, ma sempre sul lato. Vedere questo stesso errore riproposto per l’ennesima volta da un campione del mondo e d’Europa come Raul fa spavento. A questo c’è da aggiungere la solita imprecisione in fase di impostazione dei laterali: di Maggio ben sapevamo che su 10 cross ne indovina (forse) uno, su Hysaj possiamo dire al momento che ne è un degno erede.

Non ha funzionato il centrocampo: David Lopez non ha il passo e la personalità per reggere il confronto con Allan. A una settimana dalla chiusura del mercato sarebbe bene pensarci per tempo. Valdifiori ha offerto una prestazione di luci ed ombre, Hamsik ha fatto gol e poi ha balbettato (pur con tanto impegno) per l’intero match. In avanti Higuain non ha praticamente avuto un pallone giocabile, Mertens era invece troppo defilato sulla fascia per poter incidere nel fulcro del gioco. Insigne ha fatto tanta tanta confusione.

Tutte queste insufficienze sono aggravate dal fatto che il Napoli era andato in vantaggio e avrebbe potuto gestire meglio il match, invece si è fatto raggiungere e poi rimontare. Una squadra che vuole essere davvero grande queste partite le porta a casa. Resta la sensazione che i ragazzi di Sarri siano ancora un po’ impallati nella gambe dopo la sbandierata operazione “fatica&sudore” tanto a cuore a De Laurentiis in ritiro. Eppure questa squadra, per il modulo del tecnico toscano-partenopeo, presenta ancora qualche incongruenza. Qualcosina in fase di calciomercato bisognerà farla. Così come bisognerà comprendere come Sarri intenderà gestire l’abbondanza in attacco: ieri sono stati lasciati fuori Gabbiadini e Callejon. Il primo ha una media realizzativa importante, il secondo riesce a garantire spinta offensiva e tanto tanto sacrificio. Né Insigne nè Mertens sanno fare altrettanto, per adesso. E forse uno di questi è pure di troppo per gli attuali impegni del Napoli, come già scritto qualche giorno fa a proposito del belga.

Guardando altrove possiamo dire che se Sparta piange, Atene non ride. Alla prima ci sono state le prime importanti battute d’arresto. Oltre al Napoli è caduta in casa la Juventus, per i bianconeri l’attenuante è la mole di infortuni a centrocampo. Ieri tra i titolari, dopo le cessioni di Pirlo e Vidal e senza Marchisio e Kedhira, dei big c’era solo Pogba nella zona centrale. Il Milan ha imbarcato una brutta, anche se preventivabile sconfitta, a Firenze. La Roma ha pareggiato a Verona mostrando tanti tanti limiti, al pari del Napoli. L’Inter ha invece acciuffato la vittoria grazie ad un gol al novantesimo di Jovetic: un segnale, ma i segnali nel calcio contano tantissimo, chissà che… E poi la Lazio. I biancocelesti sono riusciti ad aver la meglio sul Bologna nonostante le assenze in attacco sia di Klose che di Djordjevic. Impresa non da poco. E si è confermato un ottimo acquisto Kishna, mi prendo l’antipatica licenza de l’avevo detto.

E’ un campionato che resta tutto da scrivere. I tre punti contano alla prima giornata come alle ultime, perdere altro terreno non è possibile se si vuole lottare per le prime posizioni. Non ci è piaciuto il Napoli, ma imbastire processi è prematuro. Il sottoscritto è convinto che il Napoli quest’anno faticherà davvero tanto, ma ribadiamo che è davvero presto per emettere giudizi. Il cuore vuole volare, la mente mi dice che questa squadra si è ridimensionata tantissimo a livello psicologico, più che tecnico, e che per calciatori di non eccelsa personalità si è messo alla guida un tecnico bravo, ma inesperto per le grandi piazze. Poi le alchimie giuste nel calcio possono sempre trovarsi, al momento un po’ di scetticismo da parte mia resta. Dalla prossima vorremmo cantare un altro evergreen dei Ricchi&Poveri… E vola vola si sa sempre più in alto si va… Speriamo. Anche perché col Sassuolo si è volati davvero bassi. Pure troppo.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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