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In queste ore in tv e sui quotidiani non si parla d’altro che della possibile scissione del Partito democratico. Il solito, eterno, ricorrente tafazzismo di una sinistra che negli anni è sempre stata incapace di trovare una sintesi tra la sua anima democristiana e quella vetero-comunista. Oltre a tutta la ridda di personalismi. Atteggiamenti e modi di essere che in politica abbondano in tutto l’arco parlamentare senza escludere nemmeno il nuovismo dei 5 Stelle che passa da Di Maio a Di Battista.

E a me le dichiarazioni di De Laurentiis dopo Madrid hanno dato eguale impressione. Così come il Pd si getta INUTILMENTE nello sfascio, altrettanto fa De Laurentiis con il suo Napoli. INUTILI prese di posizione. E’ il gioco, come si dice a Napoli, di “o chi perde”. Vale a dire che non si gioca per vincere, ma a perdere. Come in una partita di tressette. Non si focalizzano le energie per vincere tutti insieme ma, come succede a certi bimbi che giocano in strada, si gioca a vincere da soli. “O io o niente”. E spesso è niente. Si mette nel conto la sconfitta di tutti per far vincere sé stessi.

aurelio e sarriDi tanto in tanto l’Aurelione da Torre Annunziata non manca di lanciare invettive contro la politica. La politica lassista che non sa fare, la questione stadio, Renzi, Meloni, Lotti, Alfano e via dicendo. Ne ha attaccati parecchi di politici De Laurentiis nel corso di questi anni. Alle ultime elezioni regionali in Campania ha lanciato persino non troppo velatamente il suo endorsement per De Luca sfavorendo Caldoro. Eppure De Laurentiis ha dimostrato con quelle parole dal Bernabeu di essere tale e quale ai politicanti che di tanto in tanto gli piace attaccare.

E, quel che è peggio, è che De Laurentiis è incapace di gestire i risvolti mediatici delle sue dichiarazioni. Ha visto la mala parata e subito si è involato per gli Stati Uniti imponendo ai tesserati della sua società un silenzio stampa che eufemisticamente definirei stucchevole. Un dispetto infantile contro chi, GIUSTAMENTE, ha criticato le sue dichiarazioni.

scissione pdPerò non vorrei addentrarmi troppo sulla personalità di De Laurentiis, uomo che non conosco. L’altro giorno, ad esempio, un noto giornalista di Repubblica, Maurizio Crosetti, ha scantonato di brutto su Twitter. Ha scritto: “Non c’era bisogno del Real per conoscere lo spessore tecnico, INTELLETTUALE E UMANO di De Laurentiis”. Ecco ci può stare, così come abbiamo fatto noi anche a mò di sfottò, criticare il presidente per la sua scarsa conoscenza tecnica del gioco, ma di più no. Scantonare sul lato Intellettuale e Umano ci sembra esagerato. Ma, al tempo dei social, va così. E spesso non nascondo che io stesso finisco con il farla fuori dal vaso.

Ad ogni modo il presidente ha fatto come un D’Alema o un Bersani qualsiasi. Una sorta di minacciata scissione. Ha messo in difficoltà davanti a milioni di persone il proprio allenatore generando articoli e articoloni sulla clausola rescissoria di Sarri. Chissà se siano o meno articoli direttamente “suggeriti” dalla società per dare un ulteriore avvertimento al mister natio di Bagnoli, una roba del tipo: “stai calmino perché se vuoi andar via ci devi 7 milioni di euro”.

stazione troisiNon sappiamo come si evolverà questa vicenda. Ma è tutto nato INUTILMENTE. Per personalismi, per portare acqua al proprio mulino, per vincere da soli. Il Napoli, per carità, andrà avanti pure senza Sarri. A mettere i soldini è De Laurentiis (che siano pochi o tanti non ha importanza). Resta l’inutilità del gesto. Come quel folle che entrò a San Pietro per sfregiare la Pietà di Michelangelo. Perché chi agisce da solo, senza pensare agli altri, è un ladro di bellezza. E Sarri, con il suo gioco, di bellezza ce ne ha regalata tanta.

Ecco, Lello Arena (alias Tonino), come in Scusate il Ritardo, avrebbe detto sia alla combriccola del Pd che ad Aurelio… “Non litigate”. Ma Aurelio rompe e paga, tanto i cocci sono sempre i suoi.

Valentino Di Giacomo

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Manca meno di una settimana alle elezioni e, per poter compiere al meglio il mio dovere di cittadino, ho cercato on line il programma dei candidati, almeno quello dei 4 principali. Come ho fatto a cercarli? Come farebbero tutti: sono andato su google e ho cercato il cognome del sindaco seguito dalla parola programma. Sembrava così semplice… Invece c’è stata qualche sorpresa. Non voglio assolutamente entrare nel merito dei contenuti delle proposte, mi limito a raccontare l’avventurosa ricerca di quello che dovrebbe essere la base di una campagna elettorale.

Con Brambilla escono articoli di giornale anche piuttosto vecchi e la sua pagina FB come quarto risultato. Riesci ad arrivare al programma solo dopo un po’ di ricerche, peccato perchè “I 20 Passi per Napoli” sono ben presentati e abbastanza dettagliati,ma ci si arriva solo cercando il nome del partito, non del candidato.

Cercando con Valente programma, il primo link che trovi è il suo sito, e in home in bella vista ti trovi il programma sia da leggere online che da scaricare in PDF. Il programma è ben sviluppato e parecchio lungo ma per facilitarne la lettura i punti sul sito sono stati sintetizzati e possono essere espansi. Sotto questo aspetto la migliore in assoluto.

Lettieri programma ci riporta subito al suo sito dove non c’è una voce esplicita “programma” ma “I 10 obiettivi comuni per Napoli” sono immagini, tipo manifesti elettorali che devono essere aperte una per volta, non si può neanche fare uno slideshow, i titoli sono hashtag scelti a caso e la scelta di usare come forma il manifesto elettorale limita molto i contenuti.

Con De Magistris arriva il capolavoro, il primo link è il suo blog, l’ultimo articolo è del 18 maggio, non c’è nessuna voce che indichi chiaramente dove è il programma. su Google come terzo risultato esce il programma del 2011. La cosa più simile a un programma che sono riuscito a trovare l’ho trovata attraverso un giornale online (formiche.net) che rimanda a un documento su sindacopernapoli.it (sito che non compare facendo le ricerche di cui sopra) il pdf è su due pagine, sembra il volantino con le offerte di un supermercato, è praticamente illegibile per me come è costruito. A questo punto ho pensato bene di andare nella home dello stesso sito e qui ho trovato la voce “Cosa vogliamo fare con il programma anche qui abbastanza ben organizzato e diviso in punti sintetici che si possono approfondire nel dettaglio cliccando.

Provate adesso a cercare “Domenico Esposito Programma“, qui addirittura si parte da preambolo.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

6691 candidati.

46 liste.

11 Candidati a sindaco, praticamente una squadra di Pallone.

Non voglio pensare che lo si faccia per clientelismo, per strategia, per i voti dei parenti. Sarebbe abbastanza triste pensare che le elezioni le vinca chi ha la famiglia più grande. Preferisco pensare che si sia voglia di partecipare, il cittadino medio sente la necessità di dire la propria, perchè lui lo sa quello che ci vuole e l’anna sta a sentì!
Ma se ci sono 6691 persone da stare a sentire si crea un bordello di pazzi, se di queste persone solo 48 diventano consiglieri, le altre 6643 stanno con il sangue agli occhi e non attenderanno altro che un falso passo per dire la loro, per lamentarsi, per dire che loro sapevano quello che ci vuole… e l’avevano sta a sentì!

Ora sostituite ai candidati i tifosi, i calciatori mancati, i commentatori da bar, gli opinionisti delle trasmissioni locali, i procuratori di ex calciatori del Napoli e pensate a quanto ci avrebbero sfasteriato e fatto due palle tante se oggi il Napoli non avesse vinto.
Temevo più le loro lamentale che gli sfottò dei tifosi avversari. Per grazia di Dio Sarri è stato un ottimo sindaco e gli 11 in campo hanno portato a casa i 3 punti, fondamentali, da Torino.

Cattivi: El Kaddouri in 10 minuti ha perso due palloni ottimi, certo non si può considerare peggiore in campo chi ha giocato così poco. Insigne si sacrifica parecchio e mette lo zampino ne secondo goal, ma sicuramente da lui ci si aspetta di più. Peggiore di oggi però è Ghoulam, a parte che le sue punizioni sono la nobile eredità di quelle di Gargano, ma oggi in copertura si è fatto saltare spesso e facilmente dalle sue parti arrivano vari cross, per fortuna tutti innoqui.

Buoni: Allan oggi era in giornata si, non lascia ragionare nessuno, riece ad stare con il fiato sul collo di tutti i granata e ha ancora fiato per farsi vedere in avanti. Su Higuain non sappiamo più cosa dire, segna, costrusce crea e libera Callejon, su secondo goal fermando la corsa e ingannando i difensori che perdono l’attimo per intervenire. Migliore in campo è di nuovo Hamsik, sbaglia un passaggio ne primo tempo ma i due goal partono dai suoi piedi e, anche se non segna da un po’, è arrivato ad 11 e non è cosa da poco.

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Superare lo stallo

Prima o poi converrà a tutti trovare un accordo sull’ammodernamento dello stadio San Paolo. Innanzitutto converrà ai tifosi del Napoli che finalmente potranno usufruire di un impianto moderno, poi a De Laurentiis che potrà progettare il futuro del Napoli con un immobile in gestione per consolidare il bilancio del club. Converrebbe un accordo anche al sindaco di Napoli che farebbe così felici i napoletani su una questione di cui si dibatte da troppo tempo. Il San Paolo è patrimonio del Comune di Napoli, quindi di tutti i cittadini partenopei. E’ un impianto che certamente non può essere svenduto, il sindaco è tenuto anzi a valorizzarlo e cercare di mettere lo stadio a disposizione della comunità secondo criteri economici ben ponderati. Eppure non è possibile più continuare in questo scontro ad oltranza.

Tra De Magistriis e De Laurentiis, per il sottoscritto, ha tutte le ragioni il presidente azzurro. Vi spiego il perché.

– GESTIONE  ATTUALE Secondo l’attuale convenzione il Napoli è tenuto a preservare il manto erboso del San Paolo, al comune spetta quasi tutto il resto. Certo, è assai più difficile gestire un intero stadio che curare semplicemente l’erba verde del campo. Ma basta citare solo l’ultimo caso per comprendere quanto il Comune, per volontà, impossibilità o incapacità, non riesca a garantire la propria parte. Arrivare persino ad un big-match come Napoli – Juventus e creare un danno al club di non poter vendere i biglietti con largo anticipo a causa dei dispositivi di sicurezza non funzionanti è una figura oltremodo pessima. Il Comune ha costretto il Napoli a poter vendere i tagliandi per Napoli – Juve solo 48 ore prima della partita. Quanto alla gestione ordinaria basta osservare le condizioni dei bagni pubblici e degli spalti del San Paolo per rendersi conto dell’inefficienza del Comune. Non ci sono soldi? E allora, caro Comune, mettiti in condizione di venderlo questo impianto se non hai i mezzi per gestirlo.

– GESTIONE FUTURA Difficile capire se i 20 milioni messi a disposizione da De Laurentiis – come sostiene De Magistriis – siano pochi o molti. Tanto più se al progetto stadio si aggiunge la pedonalizzazione di Piazzale Tecchio e la creazione di un centro commerciale. Spesso si obietta che il San Paolo è utilizzato anche per le gare e gli allenamenti di atletica leggera. Ecco, vorrei innanzitutto sottolineare che con i soldi risparmiati dal Comune per gestire il San Paolo e con quelli che verserebbe il Calcio Napoli nelle casse comunali, di piste di atletica se ne potrebbero costruire a profusione.

Quanto a tutto il resto, senza addentrarsi in tecnicismi, sono certo che se si facesse un referendum se dare lo stadio in gestione al club, vincerebbe a larga maggioranza il Si. Persino un passaggio di consegne gratuito troverebbe l’appoggio dei napoletani. Ora, bene fa De Magistriis a cercare di tutelare il più possibile le casse del Comune, ma non si può continuare in questo battibecco perpetuo!

Lo stadio è patrimonio pubblico? E allora si organizzi un pubblico confronto tra il Club e il Comune che possano far comprendere a tutti le ragioni dell’uno e dell’altro, le richieste avanzate da una parte e dalla controparte. Così come si sta facendo nessuno ci sta capendo nulla e in pochi possono realmente formarsi un’opinione fondata su fatti concreti.

Resta l’evidenza che le parole di De Laurentiis e le accuse che il presidente lancia con frequenza al sindaco siano abbastanza fondate. Almeno per quanto concerne la situazione esistente. Per quello che accadrà in futuro se ne parli senza tatticismi che non servono né ai tifosi né ai cittadini di Napoli. E’ chiaro a tutti che, comunque, un accordo convenga assai più a De Laurentiis. Anche un successo sulla questione San Paolo difficilmente rimetterebbe in gioco De Magistriis alle future elezioni, ha pochissime chance il sindaco di essere rieletto. Al di là di come abbia gestito la città, è evidente a tutti che lui poté salire a Palazzo San Giacomo perché il Movimento 5 Stelle, che insiste su un elettorato concorrente al suo, non era ancora una forza parlamentare. Alle prossime elezioni, stadio o non stadio, avrà assai meno probabilità di essere rieletto.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

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