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El Kaddouri

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Il Napoli non segna più. Da migliore attacco del campionato la squadra di Sarri sembra improvvisamente non riuscire più a inquadrare la porta, con un solo gol su azione nelle ultime quattro partite (quello di stasera di Insigne), e sono già ricominciate le chiacchiere su “eh, ma se si inceppa Higuaìn…”

La verità è che il Pipita non è certamente al massimo, ma con 24 gol ha decisamente già fatto il suo e qualche settimana di flessione è assolutamente tollerabile; e soprattutto il Milan è venuto al San Paolo a fare la provinciale, con Donnarumma ben istruito a perdere più tempo possibile su ogni rilancio e rinunciando completamente alla fase offensiva pur di intasare la zona centrale. La tattica è la stessa che adottò la Roma al San Paolo: nessun pressing, nessun tentativo di controllare la partita, soltanto difesa a pieno organico dell’area di rigore e, eventualmente, qualche contropiede di Niang. Forse non una strategia intelligentissima se speri di inseguire il terzo posto… 

C’è da dire comunque che la tattica di per sè ha funzionato: il Milan ha concesso sistematicamente le fasce, ma le statistiche e i fatti hanno ormai dimostrato che è molto più improbabile segnare con un cross che con un’azione centrale. Figuriamoci senza nessun colpitore di testa dal centrocampo in su… Higuaìn ha toccato pochissimi palloni (pur creando 3 occasioni), i tagli di Callejon sono sempre stati seguiti da ottime diagonali, Zapata è stato ovviamente il carneade di turno che ha estratto la cosiddetta “scienza” nella sua chance da titolare.

Questa strategia così attendista sembrava essere stata messa in crisi dal gol di Insigne su deviazione di Abate, che in teoria avrebbe dovuto permettere una tranquilla gestione; invece il Napoli, in forma fisica discutibile soprattutto a centrocampo, ha preso gol da Bonaventura su una dormita difensiva. Un Donnarumma fortunato ma anche sempre ben posizionato ha scongiurato tutte le occasioni del secondo tempo, in particolare quella clamorosa di El Kaddouri subentrato a Insigne; il palo di Mertens a portiere battuto avrebbe fatto jastemmare anche il Dalai Lama.

Sicuramente nel Napoli c’è un certo nervosismo, dimostrato dall’espulsione di Sarri; tuttavia siamo davanti all’ennesima partita in cui il Napoli ha avuto il dominio del pallone senza riuscire a concretizzare. Il palleggio è farraginoso, la condizione fisica palesemente in calo. Sono momento che possono capitare; l’importante è non perdere troppi punti per strada per continuare la corsa a due con la Juventus, che in fondo è ancora soltanto a +1.

Roberto Palmieri

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Tutto liscio per il Napoli contro l’ultima in classifica della serie A, battuta per tre a zero coi gol di El Kaddouri, Mertens (devastante, migliore in campo per distacco) e Callejon, nella giornata in cui due “grandi” boriose e arroganti si sono fatte sfanculare dalle onestissime ma non imbattibili Spezia e Carpi, dopo l’impresa dell’Alessandria con Genoa.

Sulla partita c’è poco da dire: il Napoli ha subito poco e gestito molto, forse a volte con troppa supponenza ma questo è un difetto che andrà limato, cercando in tutti i modi di mandare in gol il Pipita Higuaìn e sbagliando anche il primo rigore stagionale con Hamsik. Migliore in campo Dries Mertens, che ha fatto a pezzi Bianchetti con le sue accelerazioni; molto positivo anche Koulibaly, solito muro invalicabile che dopo aver distrutto Dzeko ha gioco facile contro Jankovic e Siligardi. Gli ospiti hanno concesso molto nel primo quarto d’ora, con un atteggiamento aggressivo (opera di Delneri) che potrebbe aprire uno spiraglio verso la salvezza ma deve ancora essere interiorizzato.

La Roma, dopo aver giocato da provinciale per tutto l’ultimo mese, si è trovata a dover fare la partita ed è sbattuta contro l’organizzazione dello Spezia, undicesimo in classifica in Serie B. Evidentemente anche per Garcia sarebbe stato troppo vergognoso parcheggiare il bus contro una squadra di categoria inferiore… Con la miseria di sei tiri in porta in 120 minuti i giallorossi hanno confermato tutti i loro problemi di gioco, dall’assenza di pressing organizzato ai movimenti senza palla non pervenuti. La loro dimensione è, a quanto pare, quella di squadra incapace di imporre un gioco contro chiunque, nonostante le grandi qualità tecniche; e non solo non è capace di fare la partita, ma nemmeno di colpire in contropiede. Che con una rosa così piena di giocatori veloci e di qualità è semplicemente vergognoso.

Chi avrebbe molto da insegnare a Garcia su come si gioca da provinciali è Castori, che col suo Carpi ha eliminato una Fiorentina troppo rimaneggiata e troppo poco cinica. A causa della formula della Coppa Italia, questo turno ha offerto parecchi scontri tra squadre di livello diverso, favorendo situazioni di difensivismo costante da parte di una delle due in ogni partita; il fatto che in questi giorni soltanto Napoli e Inter (in attesa del risultato della Juventus) siano riuscite ad avere la meglio su squadre di livello inferiore la dice lunga su quali siano le reali prospettive e il reale livello di gioco e di personalità di certe presunte “grandi”. Che si raffigurano come lupi e invece, ancora una volta, sono solo conigli. 

Roberto Palmieri

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

La partita del San Paolo di stasera, anche se sempre molto sentita dalle due tifoserie, è sulla carta senza storia. La formula della Coppa Italia così com’è favorisce le squadre più importanti con scontri diretti sempre in casa e meno incontri da giocare; inoltre molte squadre attuano un pesante turnover in questa competizione, sbilanciando ancora di più le probabilità a favore di chi ha la panchina più profonda.

Tuttavia Sarri sa bene che non è il caso di rilassarsi. Negli ultimi anni la Coppa Italia ha sorriso al Napoli, con una vittoria per Mazzarri e una per Benitez, e la vittoria nella finale di Roma sarebbe un buon risultato per il primo anno del nuovo corso (anche se non ci sarebbe paragone, per dire, con un’Europa League); inoltre dopo il Bologna e la Roma gli azzurri hanno mostrato di dover migliorare contro le squadre chiuse, pertanto una partita contro un maestro del gioco all’italiana come Delneri non può che giovare. Infine, la vittoria di ieri dell’Alessandria sul Genoa e il Milan messo alle corde dal Crotone hanno dimostrato che negli scontri secchi non ci si può rilassare neanche contro squadre sulla carta molto inferiori.

Veniamo alle formazioni. Nel Napoli Reina giocherà tra i pali ma in difesa rientreranno Maggio, Chiriches e Strinic, col reparto completato probabilmente da Koulibaly. In regia Valdifiori affiancato sicuramente da Lopez e probabilmente da Hamsik (più che da Chalobah). In attacco è dato per probabile il tridente El Kaddouri-Higuaìn-Mertens; all’argentino potrebbe essere concesso un turno di riposo, in quel caso in attacco giocherebbe Insigne. Il Verona si schiererà col classico 4-4-2 con i giovani Winck e Fares in difesa e a centrocampo e Siligardi-Jankovic in attacco.

DA SEGUIRE: Jacopo Sala, polivalente di 24 anni, già seguito dal Napoli; farebbe comodissimo al Napoli con la sua capacità di giocare su tutta la catena laterale.

PROBABILI FORMAZIONI

NAPOLI (4-3-3): Reina, Maggio, Chiriches, Koulibaly, Strinic, Lopez, Valdifiori, Hamsik, El Kaddouri, Higuaìn, Mertens.

VERONA (4-4-2): Gollini, Winck, Helander, Bianchetti, Pisano, Sala, Checchin, Hallfredsson, Fares, SIligardi, Jankovic.

Roberto Palmieri

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

A prescindere dalle rivalità e dalla sacrosanta volontà di dare una lezione a una piazza dalla quale noi napoletani veniamo sistematicamente discriminati Verona-Napoli sarà comunque una partita dura su un campo difficile. Gli scaligeri sono sì ultimi in classifica a pari merito con il Carpi, terribilmente improduttivi in attacco senza Toni (solo 8 gol all’attivo, uno in meno di quelli segnati soltanto in campionato dal solo Higuaìn per intenderci) e abbastanza perforati in difesa, ma con la conferma di Mandorlini hanno bisogno di quella scossa caratteriale che generalmente sfocia in una di quelle partite “ammazzagrandi” tutte carattere, difesa e una singola irripetibile malatìa su calcio piazzato da parte di un difensore centrale che non segnava dalle giovanili. Noi tifosi del Napoli conosciamo bene questo tipo di partite: il Napoli dovrà prevalere nel possesso palla e soprattutto evitare di concentrarsi su uno sterile attacco all’ampiezza per forzare il blocco centrale degli avversari come un grimaldello.

VERONAMandorlini non può contare su diversi giocatori chiave: a parte Toni, che potrebbe farcela per la panchina, anche i titolari Sala, Rafa Marquez e Ionita sono fuori dai giochi. Il difensore messicano ex Barcellona in particolare è il vero perno della difesa scaligera e senza di lui sarà complicatissimo contrastare il gioco fra le linee di questo Higuaìn 2.0 che anzichè perdere tempo sulle fasce si sdoppia nei ruoli di centravanti e trequartista. Tatticamente la squadra si schiererà con un 4-3-3 che di fatto è un 4-5-1 con due linee molto compatte che cercheranno di difendere sia in ampiezza che centralmente, rimanendo chiuse nella propria metà campo per disinnescare le combinazioni offensive del Napoli ed eventualmente lanciare in contropiede Pazzini e i due esterni Siligardi e Gomez.

NAPOLI – A prova del fatto che la difesa del Napoli di quest’anno è di un altro livello rispetto agli anni precedenti, l’assenza (sulla carta pesantissima) di Koulibaly sarà compensata da Vlad Chiriches, reduce da un’ottima figura in Nazionale contro l’Italia. Le assenze di Gabbiadini e Mertens tolgono alternative a partita in corso, dunque Callejon e Higuaìn dovrebbero giocare tutti i novanta minuti con El Kaddouri eventualmente pronto a subentrare a Insigne. Per il resto confermata la formazione titolare. Tatticamente, sarà fondamentale il ruolo dell’esterno frattese: Insigne è l’unico playmaker offensivo del Napoli e sovraccaricando la fascia sinistra con l’aiuto di Hamsik e Ghoulam per poi sorprendere gli avversari sul lato debole con combinazioni in velocità.

PROBABILI FORMAZIONI

VERONA (4-3-3): Rafael, Pisano, Moras, Helander, Suprayen, Zaccagni, Greco, Hallfredsson, Siligardi, Pazzini

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Chiriches, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuaìn, Insigne

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Il Napoli batte per 4-1 il Midtyjlland nella terza giornata di Europa League e ipoteca il passaggio del turno. Anche con diversi ricambi in campo gli azzurri di Sarri sono riusciti per larga parte ad imporre il proprio fraseggio e la bellezza di un calcio davvero godibile. Delle “riserve” schierate oggi El Kaddouri, su tutti, ha davvero brillato, ma sono state positive anche le prove di Maggio, Chiriches, Valdifiori e David Lopez. Discorso a parte lo merita un incredibile Gabbiadini. Segna due gol ed esulta poco, comprensibile per chi deve stare in panchina, ma se davanti c’è Higuain questo è il destino.

Il Napoli, nel primo tempo a tratti sontuoso, ha trovato due reti meravigliose siglate da Callejon e, appunto, da Gabbiadini. Ma la partita non è stata sempre in discesa, nei primi 20 minuti i danesi sono riusciti ad avere una discreta padronanza territoriale pur senza mai essere realmente pericolosi. La svolta arriva al 19esimo quando su un lancio lungo di Koulibaly in area, Callejon riesce magicamente in acrobazia ad allungarsi e a superare il portiere in uscita con un pallonetto. Dieci minuti dopo tocca a Manolo Gabbiadini che al volo spinge in rete un cross di Allan dopo una bella azione manovrata. Ma Gabbiadini non è ancora sazio e al 39’ inventa un tiro incrociato verso il sette unendo potenza e precisione chirurgica, portando gli azzurri sul 3-0. Ma il Midtylland non ci sta e in una delle poche volte che riesce a mettere la testa fuori dalla propria area trova il gol con Pusic su un’azione di molti rimpalli. Finisce così il primo tempo e, potremmo dire anche la partita. Già, perché il secondo tempo il Napoli prova a congelare la partita facendo un prolungato possesso palla che non sempre è riuscito. I danesi, pur non sembrando mai veramente capaci di mettere in discussione il risultato, sono andati vicini al gol per più volte senza riuscirci. A pochi secondi dalla fine è invece il Napoli a trovare l’ennesimo poker della stagione con una rete di Higuain dopo un bello scambio con l’ottimo El Kaddouri. Una vittoria che equivale all’ipoteca del passaggio del turno, ma più facilmente del primo posto nel girone. Sarri ha molti elementi per potersi dire soddisfatto, anche in Europa il Napoli detta legge. Ora però Manolo ci regali un sorriso! Non pensi alle sirene dei suoi procuratori e ad altre sciocchezze, nell’arco della stagione troverà il suo spazio.

vDG

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©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

GABRIEL 6: oggettivamente non è così impegnato, ma è sempre attento e pulito negli interventi. In mancanza di Reina va più che bene.

MAGGIO 5.5: ci eravamo abituati troppo bene con Hysaj. Corre tanto ma è deleterio in fase di possesso con i suoi limiti tecnici, rischia perfino l’autorete su un calcio d’angolo. Ha fatto il suo.

CHIRICHES 6: sempre lucido col pallone, elegante, rischia poco e tenta anche una conclusione da fuori.

KOULIBALY 6: gli avversari non sono ingestibili, la sua forza fisica basta e avanza. Non sempre pulitissimo ma efficace, anche e soprattutto sui calci piazzati.

GHOULAM 6.5: propositivo ma anche attento, concede pochissimo a Guilherme.

ALLAN 6: non mi sento di dargli l’insufficienza ma quelle due occasioni davanti a Kuciak non si possono sbagliare. In generale non brillantissimo, sembra un pò affaticato dalla partita con la Juve. (41′ st. CHALOBAH s.v.)

VALDIFIORI 6: la pressione inesistente degli avversari gli dà tutto il tempo per ragionare, ciononostante non è mai pericoloso coi suoi lanci. Tuttavia sembra verticalizzare meno freneticamente: adattarsi a un gioco più corto lo aiuterà in futuro a trovare più spazio.

LOPEZ 6.5: ottima prestazione dello spagnolo, che sopperisce ai suoi limiti tecnici con tanto dinamismo, palle recuperate e perfino inserimenti. Nel primo tempo è il più pericoloso degli azzurri, Pazdan gli toglie letteralmente dalla porta un gol fatto.

CALLEJON 7: in difesa si sbatte tantissimo come sempre, stupendo l’assist per Mertens. Tiene la difesa in costante apprensione con i suoi tagli. Con questo modulo è indispensabile. (33′ st. HIGUAIN 8: Sarri decide che è ora di vincerla, libera il kraken, quello entra, scass tutt cos e ci vediamo al ritorno. Il gol è roba da fenomeno. In queste condizioni è tra i primi cinque centravanti del mondo)

GABBIADINI 6.5: si muove tanto ma non benissimo, poco rapido sui tanti palloni che gli arrivano in area. Sfiora il gol con siluro pazzesco da fuori e prima ancora su un lancio di El Kaddouri. Positivo ma migliorabile.

MERTENS 6.5: il gol di testa è una finezza, ma nel primo tempo è parecchio fumoso. Nel secondo cresce, guadagna falli e sblocca la partita. (27′ st EL KADDOURI 7: entra benissimo in partita il marocchino. Lanci illuminanti, manda Gabbiadini a due passi dal gol e combina meravigliosamente in campo aperto con Higuaìn sul secondo gol. Si dimostra un giocatore davvero importante)

SARRI 7: cambia molti uomini e il risultato è una manovra un pò farraginosa nel primo tempo. La squadra tuttavia è paziente e finalmente riesce ad avere ragione di un avversario chiuso. Indovina totalmente i cambi e riesce anche a regalare l’esordio a Chalobah. Bene, benissimo.

Roberto Palmieri

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

In conferenza stampa Sarri è stato molto chiaro: tutti i venti giocatori che ha portato con sè ( Reina, Rafael, Gabriel, Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Strinic, Chiriches, Luperto, Allan, Valdifiori, Jorginho, David Lopez, Chalobah, Callejon, Gabbiadini, Mertens, El Kaddouri e Higuain) potrebbero partire titolari. Si tratta di un modo per motivare il gruppo oppure l’allenatore è seriamente intenzionato a fare delle rotazioni più ampie del solito? Già in precedenza il tecnico toscano aveva fatto notare che alcuni giocatori avevano in effetti bisogno di rifiatare, ma venivano schierati lo stesso perchè la squadra aveva bisogno di certezze tecniche (ti dice niente Rafè?); dunque, considerata la quantità di partite ravvicinate in questa parte della stagione e l’impegno incombente contro il Milan, questa potrebbe essere l’occasione per dare spazio a qualche seconda linea. Caso per caso, proviamo a immaginare chi potrebbero essere le sorprese dell’undici iniziale.

CHI CI DOVREBBE ESSERE – Le prime riserve dei non convocati Hysaj, Insigne e Hamsik sono, come ha evidenziato la prima parte di stagione, Maggio, Mertens e Lopez. Il terzino italiano è stato scalzato dal collega albanese dopo aver iniziato la stagione da titolare e non è più nemmeno subentrato; il belga fa parte delle rotazioni per un posto da titolare e ovviamente è tenuto in grande considerazione, mentre Lopez è un’opzione alla quale Sarri ricorre spesso a partita in corso grazie alle sue doti difensive e nel gioco aereo (utilissime considerato che gli unici saltatori tra i titolari sono Albiol e Koulibaly). Loro tre saranno quasi sicuramente della partita.

CHI E’ IN CERCA DI SPAZIOChiriches, Gabbiadini, El Kaddouri e Valdifiori sono tutti giocatori stimati dal tecnico, ma che sono chiusi da compagni più forti o in forma: il rumeno è stato messo da parte a causa dell’exploit di Koulibaly, l’italiano ex-Samp è considerato il vice-Higuaìn e dunque non gioca mai titolare anche se subentra spesso con ottimi risultati, il marocchino ha perso spazio col cambio di modulo (anche se a Torino giocava spesso mezzala…), Valdifiori ha deluso parecchio per questioni prevalentemente tattiche (che approfondiremo nei prossimi giorni). In ogni caso si tratta di quattro buoni giocatori che non aspettano altro che un’occasione per mettersi in mostra, e che nel caso venissero schierati titolari stasera darebbero certamente il massimo. I due italiani, in particolare, hanno discrete possibilità di giocare dal primo minuto.

CHI IL CAMPO NON L’HA ANCORA VISTOStrinic sembrava uscito completamente dai radar a causa di problemi fisici nella preparazione, Gabriel non ha ancora giocato un minuto (oggettivamente il carisma e le abilità di Reina sono abbastanza grandi da occupare gli slot di primo, secondo e terzo portiere), Luperto ha ben figurato nel precampionato ma non è ancora abbastanza maturo da prendere in mano una difesa che sembra aver trovato dei delicati equilibri, Chalobah è ancora un oggetto misterioso. Per la verità, nessuno dei quattro sembra avere grandissime chances di giocare stasera; l’unico davvero papabile è il terzino croato, che potrebbe far rifiatare Ghoulam (e che per la verità, se sta bene, garantisce un equilibrio maggiore dell’algerino e potrebbe tornare dannatamente utile nelle rotazioni nel corso della stagione). Gabriel probabilmente sperava di avere spazio almeno in coppa, ma Sarri come il sottoscritto sembra considerare un’assurdità il turnover dei portieri (se ho due giocatori per lo stesso ruolo, un ruolo in cui di fatto si corre pochissimo, perchè non dovrei far giocare sempre il più forte?). Per quanto riguarda i due giovani, Sarri non è Mazzarri e a Empoli ha valorizzato vari ragazzi, da Rugani a Saponara passando per Vecino, Verdi e lo stesso Hysaj, ma evidentemente in questa fase non ritiene che sia il caso di rischiare. Contro il Brugge, a risultato acquisito, sono usciti Higuaìn e Hamsik per preservarne le forze; con lo slovacco indisponibile, se l’argentino non dovesse giocare e tutto andasse bene, sarebbe possibile giocarsi un cambio per l’esordio stagionale di uno dei due. 

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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foto dalla pagina Facebook ufficiale Uefa Europa League

Il Napoli torna il campo stasera per l’esordio stagionale in Europa contro i belgi del Club Brugge. Va da sé che gli azzurri, dopo questo inizio di campionato non pessimo sul piano del gioco ma molto deludente se si guarda al risultato, sono obbligati a vincere con una buona prestazione per iniziare al meglio un cammino europeo che può dare grandi soddisfazioni.

PERCHE’ VINCERE IL GIRONE E’ OBBLIGATORIO. Il Napoli è nettamente la squadra più forte del lotto e affronterà, oltre al Brugge, il Legia Varsavia e il Mydtjylland, avversari assolutamente alla portata. Vincere il girone sarà fondamentale per evitare un difficile scontro con una retrocessa dalla Champions al prossimo turno, ma soprattutto per dare una dimostrazione di forza: già l’anno scorso la nostra squadra era una delle favorite per la vittoria finale, per valori tecnici non inferiore al Siviglia di Emery e Bacca che si è aggiudicato il torneo, salvo uscire in semifinale con un Dnipro sorprendentemente ostico. Quest’anno già dalla fase a gironi troviamo molte squadre fortissime: Liverpool, Borussia Dortmund, lo stesso Dnipro, Lazio, Monaco, Fiorentina e la nostra vecchia conoscenza Athletic Bilbao, per una competizione che con le escluse della Champions diventerà estremamente impegnativa e spettacolare, che il Napoli ha il dovere di onorare cercando di arrivare in fondo e affermarsi finalmente come un top club europeo. Un titolo continentale garantirebbe un posto in Champions League l’anno prossimo, con i conseguenti incassi, parecchio denaro in diritti televisivi per la campagna acquisti e un prestigio internazionale capace di attirare giocatori migliori. L’Atletico Madrid di Simeone, per citarne una, ha costruito il suo progetto vincente a partire dalla vittoria di questo trofeo.

CHI E’ IL BRUGGE. I belgi in questo momento sono settimi nel campionato nazionale dopo sette partite giocate, con tre vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Un dato interessante è che tutte e tre le vittorie sono arrivate nelle altrettante partite giocate in casa, mentre la squadra non ha ancora conquistato i tre punti fuori dalle mura amiche. L’ultima partita è terminata con una goleada al malcapitato Standard Liegi, umiliato per 7-1: il Napoli è certamente un avversario di categoria superiore, ma questo Brugge sa attaccare, è veloce e ha un tridente molto interessante, con la pericolossima punta di diamante Diaby, gli esterni Vazquez e Obbi Oulare e il giocatore dal maggior valore di mercato della squadra, il centrocampista offensivo Vanaken. Naturalmente non stiamo parlando di Aguero o Ibrahimovic, ma si tratta comunque di giocatori che non perdonano davanti alla porta e di una squadra che non ha paura ad alzare il baricentro per attaccare la linea difensiva: il Napoli, con le sue difficoltà in difesa, dovrà stare molto attento, attuare delle ottime chiusure preventive e soprattutto essere molto preciso e veloce nel palleggio per evitare di perdere palloni sanguinosi a centrocampo e scatenare ripartenze che chiaramente non sa gestire.

COME GIOCHERA’ IL NAPOLI. Con una lunga serie di partite ravvicinate in arrivo è probabile che il Napoli faccia qualche cambio. Il modulo di partenza dovrebbe essere ancora il rombo anche se contro l’Empoli Sarri ha provato il 4-3-3 negli ultimi venti minuti ed è verosimile che lo stia provando più sistematicamente come alternativa a partita in corso. Non sappiamo ancora come il mister, al debutto europeo, gestirà il turnover: dubito che si vedrà in campo una “squadra B” come accadeva con Mazzarri (e la cosa mi deluderebbe fortemente per la stima che ho di Sarri), ma verrà sicuramente dato spazio a giocatori che il mister apprezza ma vengono dietro nelle gerarchie, che dovranno essere pronti a sfruttare quest’occasione. Potremmo così vedere dal primo minuto Koulibaly, Jorginho, Ghoulam, ma anche El Kaddouri, chiuso da un Insigne strepitoso ma molto stimato dall’allenatore toscano. Dovrebbero essere confermati Hamsik e Higuaìn, mentre per il ruolo di seconda punta ci sarà la solita rotazione (probabilmente Callejon con Mertens pronto a subentrare, mentre Gabbiadini potrebbe sostituire Higuaìn una volta messo in ghiaccio -speriamo- il risultato).

PROBABILI FORMAZIONI

NAPOLI (4-3-1-2): Gabriel, Hysaj, Koulibaly, Chiriches, Ghoulam, Lopez, Jorginho, Hamsik, El Kaddouri, Callejon, Higuaìn.

BRUGGE (4-3-3): Bolat, Meunier, Mechele, Duarte, De Bock, Vormer, Claudemir, Vanaken, Vazquez, Diaby, Obbi Oulare.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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I giocatori del Napoli scendono in campo per l'allenamento

Analizziamo la rosa del Napoli con gli ultimi acquisti e le ultime cessioni, provando a identificare per ciascun giocatore i possibili ruoli e l’uso che ne farà Mister Sarri, nel giorno della prima amchevole contro l’Anaune Val di Non.

RAFAEL – Portiere. Non ha nessuna intenzione di fare il vice-Reina; il prestito di Gabriel è un chiaro segnale del fatto che il brasiliano, dopo la pessima scorsa annata, andrà via da Napoli.

PEPE REINA (definitivo, Bayern Monaco) – Portiere. Pepe è un graditissimo ritorno e sarà sicuramente titolare inamovibile fra i pali: il suo carattere, la sua leadership e le sue abilità tecniche saranno fondamentali per mettere a posto un reparto arretrato quantomeno barcollante. Tuttavia, ricordiamoci che nell’ultima stagione ha giocato pochissimo: potrebbe non ingranare subito. Bentornato Josè.

MARIANO ANDUJAR – Portiere. Vale lo stesso discorso di Rafael: non farà il secondo di Reina, e non è abbastanza bravo per togliergli il posto.

GABRIEL (prestito, AC Milan) – Portiere. Prelevato esplicitamente per fare la riserva. Avrà spazio in coppa Italia ma eventuali problemi fisici di Reina potrebbero regalargli minuti in più: speriamo bene.

KALIDOU KOULIBALY – Difensore centrale. All’occorrenza l’anno scorso ha giocato terzino destro con discreti risultati. Ha bisogno di maggiore concentrazione, ma è un potenziale titolare.

RAUL ALBIOL – Difensore centrale. Anche lui può eventualmente giocare da terzino destro. È il difensore di maggiore esperienza, e dovrebbe essere sicuro di un posto da titolare, considerato che ci sarà molto meno turnover con Sarri.

HENRIQUE – Difensore centrale, terzino destro o mediano. Il ruolo in cui si è fatto preferire in questi anni è probabilmente quello di esterno basso, ma non è affatto sicuro che rimanga; nel caso, sarebbe una utile riserva “duttile”.

SEBASTIANO LUPERTO – Difensore centrale. Giovanissimo, classe ’96, era osservato con interesse già da Rafa. Probabilmente andrà in prestito, ma se dovesse rimanere a Napoli ci piace immaginarlo in prima squadra piuttosto che in Primavera.

FAOUZI GHOULAM – Terzino sinistro. Uno dei migliori della Serie A quando si tratta di spingere, meno in fase difensiva: si spera che le correzioni di reparto di Sarri gli facciano bene. Titolare quasi certo.

IVAN STRINIC – Terzino sinistro. Probabilmente prima alternativa a Ghoulam. Qualche problema fisico di troppo, ma sulla carta con loro due sulla fascia sinistra siamo a posto.

CAMILO ZUNIGA – Terzino. Se guarisse dal suo male oscuro, sarebbe un potenziale titolare su entrambe le fasce; il problema serio è che non ci sono garanzie di vederlo in campo. Se gioca come in Coppa America, è un terzino da scudetto.

CHRISTIAN MAGGIO – Terzino destro. Anche lui probabile titolare per la sua velocità straordinaria, dovrà fare da chioccia a un giovane (Vrsaljko?). Esperienza e sostanza, ma non è mai troppo tardi per imparare a crossare.

DAVID LOPEZ – Mediano, interno. Dovrebbe essere un’alternativa ai due interni di centrocampo, visto che Sarri non gradisce i giocatori di pura rottura davanti alla difesa. Non è certo un fenomeno, ma potrebbe essere utile nel gioco del mister: forza fisica e preferenza per il gioco corto. Inoltre potrebbe essere l’ariete giusto per gli schemi su calcio da fermo.

GOKHAN INLER – Mediano. Partente quasi sicuro: le sue caratteristiche non si conciliano col gioco di Sarri, in cui il centrocampo deve giocare il pallone più velocemente possibile.

MIRKO VALDIFIORI (definitivo, Empoli) – Mediano. Vero regista basso. Sicuro titolare, conosce già alla perfezione il gioco di Sarri ed è perfetto nel dettare i tempi con i suoi lanci e la sua visione di gioco.

JORGINHO – Mediano, interno. Riportato nel ruolo in cui aveva brillato a Verona potrebbe tornare il giocatore che era, divenendo un’alternativa di lusso a Valdifiori.

ALLAN – Interno, mediano. Il nuovo acquisto assicurerà il dinamismo che manca al nostro nuovo centrocampo tutto tecnica, ma non è affatto il classico mastino incapace col pallone. “Garra” e tecnica brasiliana, un recuperapalloni di prim’ordine. Titolare inamovibile.

OMAR EL KADDOURI (fine prestito, Torino) – Interno, trequartista. Forse Raiola esagerò un filo vendendocelo come “il nuovo Zidane”, ma è un buon giocatore e potrebbe essere utile come riserva di Hamsik e Insigne; comunque con ogni probabilità verrà ceduto.

JACOPO DEZI (riscattato, Crotone) – Interno. Il presidente stavolta non ha voluto ripetere l’errore fatto con Izzo e ha riscattato il ragazzo ex Primavera. Speriamo che venga mandato in prestito, stavolta in Serie A, per mettersi in mostra: lo aspettiamo.

MAREK HAMSIK – Interno, trequartista. Il nostro Capitano è finalmente tornato nel suo ruolo naturale dove potrà tornare a fare a pezzi le difese con i suoi inserimenti da dietro. Più titolare di così non si può. Bentornato.

JONATHAN DE GUZMAN – Interno, trequartista. Se rimarrà, sarà la prima riserva di Hamsik: ha dinamismo e tecnica, anche se ha deluso con Rafa si tratta di un giocatore utilissimo. Certo, preferirlo ad Hamsik è un crimine.

DRIES MERTENS – Trequartista, ala sinistra, seconda punta. Mertens sarà il vero jolly dell’attacco napoletano, potendo adattarsi a tanti ruoli. Contro le difese chiuse saranno fondamentali le sue capacità nello stretto: quando si tratta di saltare l’uomo, è il migliore della rosa. Si alternerà con Insigne, ma la sensazione è che il suo impiego possa essere “dinamico” e riguardare vari ruoli.

LORENZO INSIGNE – Trequartista, ala sinistra, seconda punta. Spesso è stato definito un doppione di Mertens, ma potenzialmente è meno ala e più numero 10. Lo aspettiamo dietro le punte. Forza Lorenzo.

JOSE’ CALLEJON – Ala destra, seconda punta. Non è detto che rimanga: probabilmente nell’attacco a due gli verrebbe preferito Gabbiadini. Nel tridente probabilmente avrebbe più probabilità di essere impiegato, anche per la grande applicazione difensiva.

MANOLO GABBIADINI – Seconda punta, ala destra, centravanti. Manolo ci piace assai. In tandem con Higuaìn forma una coppia d’attacco senza pari in Italia. Probabilissimo titolare, anche perchè sui calci piazzati è fenomenale.

EDUARDO VARGAS (fine prestito, QPR) – Seconda punta, centravanti. Ormai è chiaro: è un fenomeno solo quando in panchina c’è Sampaoli. Andrà quasi sicuramente altrove.

GONZALO HIGUAIN – Seconda punta, centravanti. In attacco sarà lui il punto fermo. In una squadra che oltre alla qualità in attacco ha anche schemi e regia, lo aspettiamo in vetta alla classifica marcatori. Gonzalo è pronto a tornare nel posto che gli spetta: in cima.

Roberto Palmieri

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