Tags Posts tagged with "donadoni"

donadoni

0 528
Fonte: twitter.com/BfcOfficialPage

Una sconfitta pesante, che però Roberto Donadoni analizza in totale tranquillità, provando ad assumersi tutte le responsabilità per la pessima prestazione dei propri giocatori: “Siamo stati inferiori in tutto, il responsabile sono io ed è giusto che mi assuma questo ruolo. È una sconfitta pesante che ci deve far riflettere molto. È una sconfitta che, al di là del risultato, ci sta benissimo. Dobbiamo saper cogliere il significato di questo e ripartire”.

Il 6-0 rifilato dal Napoli è soltanto l’ultimo di una serie di risultati negativi del Bologna, che da quando si è tirato fuori dalla lotta per la retrocessione, si è adagiato su se stesso, rischiando, in queste ultime giornate, di dover fare nuovamente i conti con lo spettro della Serie B:

Tutto dipende da noi, se la prendiamo nella maniera giusta e non ci facciamo intimorire da quello che potrebbe accadere. Subito domenica abbiamo la possibilità per mettere la parola fine. Aver perso una partita al 93′ contro il Torino è chiaro che ci ha condizionato ulteriormente. Qualcuno si è caricato di qualche tensione eccessiva, poi se non hai la giusta aggressività contro una squadra come il Napoli diventa tutto più difficile. Se valutiamo la partita di qualche giorno fa contro il Torino, noi abbiamo corso di più e questo significa che c’è carburante. A livello mentale non c’è più quella determinazione feroce, l’atteggiamento è quello di una squadra impaurita che sa di perdere il contrasto ancor prima di andarci”.

Sono felice e contento per il Parma, si meritano quello che hanno fatto e mi auguro che continuino cosi”.

0 882

Il fardello del primato

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Andiamo a Bologna. Quelli del Vesuvio lavali col fuoco, mentre i napoletani onoravano il cantore bolognese di Caruso, Lucio Dalla. Ci sarebbero tanti elementi per “caricare” la partita con tanti di quei significati extra-sportivi che non la finiremmo più. Tanto più che già con Mandorlini noi napoletani ci siamo – come si suol dire – tolti i paccheri da faccia facendolo esonerare appena una settimana dopo la batosta rimediata contro il Napoli. Dopo Verona, non sarebbe male se Sarri continuasse la sua opera di “toglitore di paccheri”. Ce n’è bisogno.

E invece nella città delle Torri ci andiamo – per dirla invece con Totò – con un sentimento “a prescindere”. Perché siamo in testa alla classifica e vorremmo restarci. Stavolta le scaramucce tra le tifoserie passano quasi in secondo piano. Andiamo là perché ci servono i 3 punti. Tra l’altro sulla panchina dei rossoblu c’è uno degli allenatori meno amati che hanno guidato il Napoli: quel Roberto Donadoni, unico tecnico ad aver fatto male in azzurro nella gestione De Laurentiis. Se si esclude Ventura e i pur prevedibili problemi di essere stato il primo condottiero della squadra in serie C. Quel Roberto Donadoni che lo scorso anno a Parma fece probabilmente una delle peggiori figure di un allenatore nella massima serie dal punto di vista sportivo. Prima accusò i giocatori del Napoli di aver chiesto ai suoi di lasciargli i 3 punti, poi ritrattò tutto.

Avremmo tanti motivi per cui gridare vendetta. Ma in realtà non servono. I nostri azzurri sono chiamati a fare una grande partita perché il difficile viene adesso. Tutti i riflettori sono sul Napoli dopo la vittoria contro l’Inter. Dare una dimostrazione di solidità e continuità sarebbe la più bella risposta ad ogni tipo di polemica. Certo, se poi i bolognesi volessero pure risparmiarci quei soliti cori beceri sarebbe un’ulteriore ottima notizia.

vDG

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore, della fonte e del LINK, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 2053

Tra radio, figurine e La Domenica sportiva

Milan con corna: Il mio album

Mi sveglio per primo, in casa dormono ancora tutti. C’è silenzio intorno rispetto al resto della settimana, solo qualche imperterrito rumore di tapparelle sollevate. Nei palazzi non c’è frenesia come tutti gli altri giorni, discese di scale accelerate, urla di mamme e bambini. In strada non si sentono clacson. E’ una delle domeniche di quasi trent’anni fa.

Napoli. Il mio album
Napoli. Il mio album

Prendo l’album delle figurine, leggo le statistiche di alcuni calciatori, dove sono nati, in che anno. Poi sfoglio i doppioni, saranno più di duecento figurine, alcune vinte a “mignolino”, gioco in cui sono davvero bravo. Poi seleziono due squadre, ventidue faccioni in scala ridotta. Le dispongo a terra secondo i ruoli: un portiere, quattro difensori, quattro centrocampisti e due attaccanti per squadra. Due figurine capovolte da un lato e altre due dall’altro formano le porte. Con un pezzetto di carta e un po’ di saliva fabbrico una pallina e creo una partita immaginaria in cui i faccioni, se messi in piedi verticalmente, diventano veri e propri calciatori che possono passarsi la palla e tirare. Mormoro una telecronaca, immagino giocate che delle figurine non potrebbero mai creare: falli, rovesciate, tiri al volo. Quando segnano non posso urlare “goool” come faccio di solito, dormono ancora tutti in casa.

Il mio quaderno...
Il mio quaderno…

Piove e fuori non si può andare a giocare. Intanto a poco a poco la famiglia inizia a svegliarsi. Prendo dei fogli di giornale del giorno prima, li arrotolo e con del nastro adesivo fabbrico una palla. Nel salone, quella d’ingresso, diventa una porta di calcio e una cassettiera la porta opposta. Alle 14.30 inizia Milan – Napoli e io inizio a giocarla in un salotto nella convinzione che le azioni che compierò nel salotto si ripeteranno poche ore dopo a San Siro. “Maradona passa a Careca, all’indietro per Alemao; Riijkaard imposta, mette sulla fascia per Donadoni e cross per Van Basten“. E via così per più di un’ora.

Mangiamo. Tra un boccone e l’altro mi alzo e calcio ancora la pallina verso una porta. Più si avvicina il tempo della partita e il Maradona nella mia testa ha già segnato almeno cinquanta gol verso la porta d’ingresso. Papà e io ci mettiamo su un divano, sintonizziamo la radiolina. Lui predispone il cruciverba, la schedina giocata e un mucchio di altre non giocate dove con la penna segna l’evoluzione dei risultati. Ammiro la perfezione e la precisione della grafia dei suoi numeri: quello che scrive lui è davvero un 8, non come me che faccio due palloni messi uno sopra l’altro.

Radio anni 80
Radio anni 80

Qui Olimpico; scusa intervengo da Cremona; Pisa in vantaggio; intanto diamo conto dei risultati del girone 2 della serie C1; attimi concitati a San Siro, il fluente calcio della squadra di Sacchi“. E’ “Tutto il calcio minuto per minuto“. La partita finisce, io sono con la mia delusione che abbiamo perso. Alle 18.10 rivedo tutto quello che ho immaginato ascoltando la radio a “90° Minuto“. Senza alcun commento superfluo Paolo Valenti legge i risultati delle partite in schedina, il montepremi del Totocalcio, poi la classifica. Non c’è clamore eccessivo nei commenti delle partite, non ci sono iperboli continue. E’ Domenica, tutto deve restare dentro una patina di tranquillità e di moderazione. Alla tv si sta come si dovrebbe stare in famiglia nel giorno di festa.

paolo valentiAlla sera c’è “La Domenica sportiva“. I servizi sulle partite sono più ricchi, ci sono le interviste dei calciatori prima, durante e dopo il match. Il cronista alla fine del primo tempo ferma i calciatori prima di rientrare negli spogliatoi. I giocatori che hanno segnato raccontano, assai banalmente, come sono riusciti a fare gol. “Ho ricevuto un cross dalla destra, mi sono smarcato e ho calciato sul palo opposto“.  Residui di un vecchio giornalismo radiofonico che cercava di raccontare tutto quello che la gente a casa non aveva potuto vedere. E allora io penso che se proprio non riuscissi a fare il calciatore allora vorrei fare il giornalista sportivo.Tra un servizio e l’altro ci sono gli altri sport: cannottaggio, pugilato, motori, tennis, basket, pallanuoto. Li conosco meno, faccio domande a papà che mi spiega le gesta di grandi campioni, storie di vita sua mischiate ad uno di questi sport “minori”.

Anche oggi è Domenica, la partita però si gioca alle 20.45. La Gazzetta titola in prima: “Milan – Napoli. Duello crudele“, sui quotidiani e in tv tutto viene raccontato come se non fosse una partita di calcio, ma una guerra campale dove chi perde resta senza dignità. “Crisi; sfida sull’orlo del baratro; partita della vita“. Tutto viene predisposto alla tensione, ad un pathos distribuito a pagamento come fanno i pusher con i pallini di coca, c’è un’atmosfera elettrica come il giorno precedente alla fine del mondo. Non è più Domenica, non c’è relax. Tutti indaffarati a procurarsi emozioni artificiali ad ogni costo. Di sicuro c’è solo che domani è lunedì. E qualche bimbo, forse, proprio come me di allora, stasera dopo la partita preparerà la cartella per andare a scuola. Ma per l’album delle figurine non ci sarà posto.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it