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di francesco

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L'ottovolante azzurro

Le belle giornate vanno vissute. Un giorno come questo, pieno di sole come se fosse ancora estate, va goduto. Così come bisogna godere di questo ottovolante azzurro che infila otto vittorie consecutive riuscendo ad imporsi per l’ennesima volta in due circostanze all’Olimpico: prima contro la Lazio e poi con la Roma. La Juve ha invece perduto in casa contro i biancocelesti nonostante ormai il Var sembra essere stato creato per dare ai bianconeri un rigore al 90esimo. Se quello di Bergamo era inesistente, quello di ieri era quantomeno dubbio perché lo scellerato Patric (che fossi in Inzaghi non farei più giocare da qui fino alla fine del mondo) era comunque sul pallone. Un intervento sconsiderato, ma non un fallo chiarissimo. E ricordiamo che il Var dovrebbe intervenire solo per le situazioni molto chiare, non per azioni dubbie. Ma Mazzoleni, che tra l’altro ha arbitrato l’intero match privilegiando sempre i bianconeri sui “mezzi falli” (come si dice in gergo), era lì apposta per dare quel rigore. Noi ce lo ricordiamo bene dai tempi di Pechino quando diede sfoggio persino di comprendere perfettamente il macedone di Pandev…  Poi quel Dybala, del quale quasi l’intera pletora di giornalisti italiani hanno scritto che Messi aveva sin da bambino il suo poster nella cameretta, ha sbagliato l’ennesimo tiro dagli 11 metri. Quello che ci piace è che sembra quasi che il Padreterno abbia voltato le spalle sul più bello ai bianconeri. Gli altri anni i non colorati sembravano 11 Ned Flanders (gli appassionati dei Simpson capiranno): bastava che invocassero l’aiuto divino e quell’aiuto arrivava puntuale. E’ forse la cosa più interessante di queste prime otto giornate.

Otto giornate sono però appena un quarto del campionato. Il Napoli non sta facendo né più né meno di quanto aveva fatto per tutta la seconda parte della scorsa stagione. Resta da capire se riusciranno a mantenere questa lucidità per l’intero arco del campionato. E non sarà semplice. Anche perché ieri ogni volta che Mertens era a terra dolorante eravamo in apprensione come quando si ha un figlio in sala operatoria ad operarsi di appendicite. Pensi sia una sciocchezza, ma poi vengono in mente mille brutti pensieri. 

L’infortunio di Milik può pesare. Così come potrà pesare non aver preso un esterno offensivo più incisivo di Giaccherini. Sul discorso del vice-Hysaj, che pure secondo noi era un ruolo da migliorare, faremo il tifo per Maggio che da quasi 10 anni veste la nostra maglia e ce ne faremo una ragione. Si tratta di particolari, ma con i particolari si vincono i campionati. Da un lato notiamo questi peccatucci veniali da parte della società, dall’altro non possiamo non notare che ieri, appena il Napoli è calato un po’ dopo il 70esimo, sono entrati giocatori come Diawara, Zielinski e Rog. Non proprio robetta. Ieri Allegri ha tolto Lichtesteiner per mettere Sturaro… Ah l’alternativa naturale sarebbe De Sciglio.. che però è infortunato. 

Otto vittorie in otto partite non significano molto. Sono un segnale. Come rappresenta un segnale il vantaggio di 5 punti sui bianconeri. Ma due anni fa i non colorati finirono persino a meno 11 da noi e poi sappiamo tutti come sia andata a finire. Dobbiamo godere di tutta questa bellezza, ma dobbiamo essere pure consapevoli che questo sole di ottobre presto potrà essere spazzato via dal freddo invernale. 

Resta, della partita di ieri, l’impressione di un Napoli che sa gestire i momenti. Di Francesco è stato quasi ridicolo davanti alle telecamere quando ha detto che la Roma ha fatto meglio del Napoli nel secondo tempo. Ricorderemmo al tecnico romanista che questo grande dominio giallorosso del secondo tempo contemplava un rigore per il Napoli nettissimo su Mertens (ma noi siamo fessi e non protestiamo, non fermiamo il gioco e quindi con noi il Var non si usa), un’occasione a tu per tu di Mertens con Allison scelleratamente sbagliata e un tiro di Hamsik dai 16 metri che per troppa fretta è stato calciato tra le mani del portiere. Noi non ricordiamo abbia fatto altrettanto la Roma nel primo tempo… Parlare di una partita a due volti non ha senso. Il Napoli ha dominato nel primo e nel secondo tempo. Soffrendo il giusto nella ripresa e concedendo occasioni alla Roma solo su calci piazzati. 

L’errore adesso sarebbe pensare però che di qui in avanti la pratica sia in discesa, non lo sarà. Come sarebbe un errore pensare che il Napoli debba vincere tutte le partite demolendo puntualmente gli avversari. Serviranno pure le vittorie sofferte, come quella con la Spal ad esempio. 

Vedendola da un altro punto di vista, non dobbiamo neppure troppo soffermarci a guardarci l’ombelico e pensare troppo ai nostri punti deboli. Guardiamola pure dalla prospettiva dei nostri avversari. Siamo una squadra che, per giocarci contro, le altre devono fare una partita PERFETTA, non buona, PERFETTA. Ieri il Napoli ha punito l’unico grande errore dei giallorossi, quel tocco di De Rossi (che per decreto del Presidente della Repubblica, al pari di Montolivo, deve essere convocato in nazionale). 

Il resto dei miei pensieri li affido a Jorginho. Tre anni fa tremava ogni volta che gli passavano il pallone, ricordo la semifinale d’andata con il Dnipro quando era letteralmente terrorizzato ogni volta che doveva giocare la palla. Oggi è diventato leader dentro e fuori dal campo. Il miglior centrocampista, per distacco, del nostro campionato. Ha pure un nome straniero, i giornalisti di casa nostra dovrebbero celebrarlo. Tipo quelle robe di Caressa quando parla di “Juve illegale”… per quanto è forte… mica per altro… che vi aspettavate? Oggi il Napoli è cresciuto come Jorginho, grazie a Jorginho. Un giocatore specchio di questa squadra. E l’ultimo pensiero va al capitano che pure quando non si vede c’è. Bene fa Sarri a preservarcelo. Lui si che è un patrimonio Unesco. 

Ora però non esaltiamoci troppo. Una partita per volta. Cuoncio cuoncio. Però godiamo. 

Valentino Di Giacomo

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Tra tutti i gesti tecnici possibili nel gioco del calcio penso che niente faccia incazzare i tifosi più del retropassaggio al portiere. I tifosi del Napoli, per la verità, sono tra i più comprensivi in Italia, anche perchè tra i più preparati tatticamente. In effetti si tratta di una manovra fondamentale nel calcio moderno, che contro squadre molto aggressive come il Sassuolo può capovolgere la manovra a favore del Napoli. Vediamo nel dettaglio come.

Il Sassuolo di Di Francesco è una squadra di ispirazione zemaniana, che (come abbiamo potuto constatare ieri sera) gioca a ritmi altissimi e con un pressing asfissiante che parte dai tre attaccanti. Lo scopo di questo pressing alto (come del resto succede nel Napoli) è recuperare palla più in alto possibile: la differenza tra i neroverdi e i ragazzi di Sarri è che, mentre noi tendiamo a giocare di più il pallone, loro verticalizzano immediatamente attaccando la porta. Una squadra come il Napoli che tende a impostare la manovra da dietro è molto esposta a questo tipo di tattica. Guardate queste lavagne tattiche:

sassuolo1

In questa prima situazione le due ali avversarie marcano i terzini del Napoli, mentre la punta centrale, favorita dal fatto che i centrali del Napoli non tendono ad allargarsi in questa fase (come fanno ad esempio Pique e Mascherano al Barcellona), disturba entrambi i centrali. Il regista (che non compare) sarà marcato  da una mezzala. Reina, per non buttare via il pallone, è costretto a giocare corto e i difensori devono avventurarsi in un palleggio basso complicatissimo. Questa situazione si è verificata spesso ieri sera con diversi palloni persi in zona pericolosa.

sassuolo2Qui i tre attaccanti optano per lo scivolamento laterale, marcando a uomo i due centrali e un terzino. Lo scopo di questo tipo di pressing è “guidare” l’avversario sulle corsie, dove i confini del campo gli tolgono spazio per giocare forzandolo all’errore o al lancio alla cieca. Che si fa? Se solo ci fosse un terzo centrale…

Ah, aspetta un attimo.

sassuolo3

Ogni volta che il Napoli passava il pallone al portiere, con la difesa molto alta, il centravanti Falcinelli era costretto a uno scatto di venti metri per andarlo a pressare lasciando soli Politano e Sansone contro i quattro difensori del Napoli. I due interni non possono mollare Jorginho e Hamsik, i due giocatori di qualità del Napoli, e i terzini sono bloccati da Callejon e Insigne; a Reina basta giocare semplice su Chiriches, che avrà spazio per lanciare la catena di sinistra (il pallino azzurro più avanzato del Napoli rappresenta Insigne, sul quale sarà diretto il prossimo scambio). Scacco matto.

Se vi è piaciuta questa analisi, commentate o condividete!

Roberto Palmieri

(Le lavagne tattiche sono state fatte con l’app Football Coach)

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ammettiamolo, dopo l’andata alla prima giornata eravamo tutti parecchio dubbiosi sul progetto Sarri-Napoli. Il Napoli quel pomeriggio d’agosto giocò molto bene per venti minuti e passò anche in vantaggio, salvo poi perdersi completamente per l’intensità dei neroverdi e finire sconfitto. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia nelle successive diciotto giornate: il Napoli deve difendere il primo posto dalle inseguitrici che rincorrono con la bava alla bocca, mentre il Sassuolo è ormai ufficialmente una realtà importante del campionato italiano ed è addirittura in lizza per un posto in Europa League.

GLI AZZURRI – Per il Napoli solita formazione, con Ghoulam e Insigne al rientro per ricomporre la catena di sinistra titolare con un Hamsik in forma smagliante dal punto di vista realizzativo. Gabbiadini, pienamente recuperato, parte dalla panchina. Higuaìn, che non segna in casa da due partite, non vede l’ora di allungare una classifica cannonieri che lo vede in testa di ben sette gol (!!!) sul secondo, Eder.

SASSUOLO – La squadra di Di Francesco è penalizzata da due squalifiche pesantissime, quella dei gioiello Berardi e del grande ex Cannavaro. I tagli verso l’interno del nazionale Under 21 e il suo grande dinamismo sono fondamentali per la fase offensiva e l’esperienza dell’ex capitano del Napoli è quella che dà qualità a una difesa sempre molto alta e aggressiva. Se queste due assenze ridimensionano parzialmente il Sassuolo, non bisogna pensare che la partita sia per questo facile: il Sassuolo è ancora considerato una “piccola” ma in realtà gode di una rosa sorprendentemente lunga e con giocatori di qualità, e i sostituti Politano e Ariaudo non sono certo scarsi. Per il resto confermata la formazione titolare, con Defrel che dovrebbe essere preferito a Falcinelli fresco di rinnovo per la sua migliore progressione che potrebbe attaccare la linea alta azzurra.

DA TENERE D’OCCHIO – Da giovani di assoluto livello come Vrsaljko a giocatori d’esperienza come Magnanelli e Missiroli non è facile trovare un solo giocatore da seguire con attenzione in questo Sassuolo; alla fine ho deciso di segnalarvi il nome di Alfred Duncan, ventiduenne ghanese, centrocampista di quantità apparso semplicemente incontenibile contro l’Inter al punto da costringere Mancini a cambiare fascia a Brozovic per opporgli la forza fisica di Kondogbia.

PROBABILI FORMAZIONI

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon, Higuain, Insigne.

SASSUOLO (4-3-3): Consigli, Vrsaljko, Ariaudo, Acerbi, Peluso, Missiroli, Magnanelli, Duncan, Politano, Defrel, Sansone.

Roberto Palmieri

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E' sempre andata così

Il Sassuolo, dopo il Napoli, ha battuto anche il Bologna al Dall’Ara ed ora è in vetta alla Serie A. Sei punti, punteggio pieno. Anche contro i rossoblu il giustiziere è stato il napoletano Antonio Floro Flores che per fortuna non segna soltanto contro di noi…

Ma il Sassuolo potrebbe anche vincere il campionato. Magari sulla carta non è proprio tra le squadre maggiormente favorite, ma per un’ormai consolidata consuetudine potrebbe accadere.

Si tratta del celebre Trofeo Tim che si disputa ogni anno nel mese di Agosto. Quest’anno il Sassuolo è arrivato secondo alle spalle del Milan e precedendo l’Inter. Dal 2009 la squadra che arriva seconda nel Trofeo Tim vince puntualmente il campionato. E’ una verità quasi tautologica.

E’ accaduto negli anni all’Inter di Mourinho, al Milan di Allegri e, da quattro anni alla Juventus. Quest’anno è stato il Sassuolo ad arrivare secondo. Attualmente la squadra di Di Francesco è in testa alla classifica. Ci resterà? Non è vero ma ci credo…

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Il ridimensionamento è psicologico

Che delusione, sarà perché ti amo“. Forse i Ricchi&Poveri più di tutti sanno raccontare i sentimenti dei tifosi del Napoli dopo il pessimo esordio in campionato contro il Sassuolo. Con la forza della razionalità ce lo si poteva aspettare questo inizio traballante degli azzurri, con la forza dell’amore ci si attendeva legittimamente qualcosina in più. E così ecco la delusione, oltre alla confusione. La razionalità impone di ricordare che se nel volgere di una sola stagione passi dal potere acquistare Gonalons o Mascherano e poi ti ritrovi Valdifiori, se tratti Fellaini o Kramer e poi prendi Allan, se punti a Darmian e poi prendi Hysaj, se tratti Skrtel e poi arriva Koulibaly… Che forse il Napoli non è poi così grande come si pensava. Si sono presi giocatori discreti, non si è ceduto nessun big per il momento, ma fenomeni non ne sono arrivati. Anche se il cuore ci spera.

Al di là del risultato, come abbiamo scritto a caldo sulla nostra pagina Facebook, lascia tante perplessità la prestazione balbettante degli uomini di Sarri. Il Napoli era andato in vantaggio con Hamsik e poi il buio totale. Pochissime le occasioni per impensierire il portiere del Sassuolo, mentre la squadra di Di Francesco ci ha graziato molte volte non concretizzando le tante palle-gol collezionate. Si ricorda persino una parata di tacco di Reina (finalmente un portiere!) su un tiro a colpo sicuro di Defrel.

Era solo la prima partita ufficiale, ma si sono visti errori vecchi e nuovi. La respinta centrale di Albiol sul primo gol è una specialità della casa: persino i ragazzini delle scuole calcio sanno che mai si rinvia un pallone centralmente, ma sempre sul lato. Vedere questo stesso errore riproposto per l’ennesima volta da un campione del mondo e d’Europa come Raul fa spavento. A questo c’è da aggiungere la solita imprecisione in fase di impostazione dei laterali: di Maggio ben sapevamo che su 10 cross ne indovina (forse) uno, su Hysaj possiamo dire al momento che ne è un degno erede.

Non ha funzionato il centrocampo: David Lopez non ha il passo e la personalità per reggere il confronto con Allan. A una settimana dalla chiusura del mercato sarebbe bene pensarci per tempo. Valdifiori ha offerto una prestazione di luci ed ombre, Hamsik ha fatto gol e poi ha balbettato (pur con tanto impegno) per l’intero match. In avanti Higuain non ha praticamente avuto un pallone giocabile, Mertens era invece troppo defilato sulla fascia per poter incidere nel fulcro del gioco. Insigne ha fatto tanta tanta confusione.

Tutte queste insufficienze sono aggravate dal fatto che il Napoli era andato in vantaggio e avrebbe potuto gestire meglio il match, invece si è fatto raggiungere e poi rimontare. Una squadra che vuole essere davvero grande queste partite le porta a casa. Resta la sensazione che i ragazzi di Sarri siano ancora un po’ impallati nella gambe dopo la sbandierata operazione “fatica&sudore” tanto a cuore a De Laurentiis in ritiro. Eppure questa squadra, per il modulo del tecnico toscano-partenopeo, presenta ancora qualche incongruenza. Qualcosina in fase di calciomercato bisognerà farla. Così come bisognerà comprendere come Sarri intenderà gestire l’abbondanza in attacco: ieri sono stati lasciati fuori Gabbiadini e Callejon. Il primo ha una media realizzativa importante, il secondo riesce a garantire spinta offensiva e tanto tanto sacrificio. Né Insigne nè Mertens sanno fare altrettanto, per adesso. E forse uno di questi è pure di troppo per gli attuali impegni del Napoli, come già scritto qualche giorno fa a proposito del belga.

Guardando altrove possiamo dire che se Sparta piange, Atene non ride. Alla prima ci sono state le prime importanti battute d’arresto. Oltre al Napoli è caduta in casa la Juventus, per i bianconeri l’attenuante è la mole di infortuni a centrocampo. Ieri tra i titolari, dopo le cessioni di Pirlo e Vidal e senza Marchisio e Kedhira, dei big c’era solo Pogba nella zona centrale. Il Milan ha imbarcato una brutta, anche se preventivabile sconfitta, a Firenze. La Roma ha pareggiato a Verona mostrando tanti tanti limiti, al pari del Napoli. L’Inter ha invece acciuffato la vittoria grazie ad un gol al novantesimo di Jovetic: un segnale, ma i segnali nel calcio contano tantissimo, chissà che… E poi la Lazio. I biancocelesti sono riusciti ad aver la meglio sul Bologna nonostante le assenze in attacco sia di Klose che di Djordjevic. Impresa non da poco. E si è confermato un ottimo acquisto Kishna, mi prendo l’antipatica licenza de l’avevo detto.

E’ un campionato che resta tutto da scrivere. I tre punti contano alla prima giornata come alle ultime, perdere altro terreno non è possibile se si vuole lottare per le prime posizioni. Non ci è piaciuto il Napoli, ma imbastire processi è prematuro. Il sottoscritto è convinto che il Napoli quest’anno faticherà davvero tanto, ma ribadiamo che è davvero presto per emettere giudizi. Il cuore vuole volare, la mente mi dice che questa squadra si è ridimensionata tantissimo a livello psicologico, più che tecnico, e che per calciatori di non eccelsa personalità si è messo alla guida un tecnico bravo, ma inesperto per le grandi piazze. Poi le alchimie giuste nel calcio possono sempre trovarsi, al momento un po’ di scetticismo da parte mia resta. Dalla prossima vorremmo cantare un altro evergreen dei Ricchi&Poveri… E vola vola si sa sempre più in alto si va… Speriamo. Anche perché col Sassuolo si è volati davvero bassi. Pure troppo.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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