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Favole metropolitane

“La vicenda Reina dimostra ancora una volta tutta l’assenza di programmazione e i problemi di gestione di De Laurentiis”. Su SoldatoInnamorato in questi giorni abbiamo provato a spiegare la vicenda Reina. Certo, non ci riteniamo depositari della verità assoluta, ma abbiamo voluto dimostrare un impegno nell’offrire degli spunti di riflessione. Alcuni commenti sul caso del portiere del Napoli mi hanno però fatto trasecolare. “Assenza di programmazione” hanno scritto alcuni. Molti hanno giudicato così la Ssc Napoli e a me non sembrava vero, tanto più se si parla dell’aspetto sportivo del club.

Commenti che fanno il pari con la convinzione tutta napoletana che De Laurentiis abbia culo. I risultati conseguiti fino ad ora non sarebbero quindi frutto di capacità, di programmazione, di talento. È tutto culo. Mazzo, se vogliamo dirla alla maniera nostra. Le scelte degli ultimi anni di allenatori validi, l’individuazione di calciatori potenzialmente forti, l’abilità di saper vendere e comprare bene sarebbe quindi solo il frutto di fortuna. L’esplosione di Lavezzi? L’investimento su Cavani? La scoperta di Hamsik? E Mertens, Insigne, Callejon, Higuain, Koulibaly? Tutto culo, mazzo. Oppure, nella migliore delle ipotesi, è merito del direttore sportivo o dell’allenatore. Come se il Ds e il mister non fossero stati scelti dalla società. Ma le scelte di De Laurentiis sono frutto del mazzo, quelle degli altri sono abili strategie di mercato e conoscenza calcistica. Come se gli altri non avessero mai sbagliato un colpo. Vogliamo ricordarci i Fideleff, i Chavez, i Navarro o i Datolo di Pierpaolo Marino? Vogliamo ricordarci del Britos espressamente richiesto da Mazzarri o del Michu di Rafa Benitez? Ma no, in quel caso gli errori sono da ascrivere al “Pappone”.

È mazzo portare un club di calcio, in soli 10 anni, dal 150esimo posto del ranking uefa al 14esimo. Culo nel disputare consecutivamente 8 volte coppe europee, culo fare 4 volte la Champions e essere eliminati due volte dai campioni finali e una con 12 punti ai gironi. Aspettiamo la Champions in corso come finirà, ma sarà sempre questione di culo comunque vada. Come se a Napoli negli ultimi dieci anni ne avessimo viste a migliaia di imprese che hanno fatto exploit del genere. Ma evidentemente gli imprenditori napoletani non hanno il culo di De Laurentiis perché questi risultati sono innegabilmente il frutto di “Assenza di programmazione”.

E poiché ormai è uno sport quasi piacevole andare contro al presidente, ci si beve pure la favoletta di Reina che ha rifiutato il Paris Saint Germain e un pacco di milioni di euro perché si è commosso dell’amore dei napoletani. La squadra che in un solo mercato ha fatto gli acquisti più costosi della storia con Neymar e Mbappé e vuole rinforzarsi ulteriormente comprando un portiere, fatalmente, si arrende all’AMORE di Pepe. Perché l’amore vince sempre. Che bella favola. Perfettamente in linea con tutta la narrazione oleografica del napoletano che tiene ‘o core bbuono. Nonostante tra la cricca di nati sotto il Vesuvio si annidino le persone più schifose del pianeta. Sono talmente di core bbuono alcuni napoletani che infatti sono persino capaci di avvelenare con i rifiuti industriali i terreni agricoli. Ma questo sfugge alla narrazione, si preferisce omettere.

Così come si preferisce omettere che le uniche offerte (chissà a questo punto quanto reali) sono giunte una volta dal compagniello di Reina, Pep Guardiola. Poi è stato il turno di due allenatori che hanno lo stesso procuratore del capopopolo azzurro… Sia Emery che Benitez hanno Quillon per agente. Ma anche qui sarà un caso, un caso fortuito. Forse si tratta di fortuna, di mazzo. Come il mazzo scassato di De Laurentiis che, in assenza di una programmazione, ha potuto inchiodare il signor Reina a rispettare un contratto firmato senza che nessuno gli avesse puntato una pistola alla tempia. È tutto mazzo, fortuna. E sarà sempre culo se questo portiere che il prossimo anno compirà anni 36 potrà essere rimpiazzato da un portiere più giovane e magari più capace. Chissà se pure quello avrà tutto questo AMORE per la maglia azzurra e il popolo “napolitano”. Chissà se pure lui avrà la moglie che posta su Instagram queste foto “eleganti” e piene d’amore…

Per inciso: a noi fa piacere che Reina sia rimasto. A pochi giorni dalla fine del mercato è la soluzione tecnica più idonea. Se però un po’ tutti cominciassero ad emanciparsi da questo tifo infantile ed entrassero in una fase più adulta forse ne gioveremmo tutti. Una domanda: ma tre anni fa quando il signore andò al Bayern pure era amore? Io pensavo fosse amore, invece era un calesse.

Valentino Di Giacomo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Sin dagli albori della civiltà i filosofi, i pensatori e gli intellettuali di ogni genere, anche quelli da bar, hanno cercato di dividere l’umanità in categorie: attitudini, vocazione o strato sociale poco importa, l’importante era trovare delle categorie che potessero dividere l’umanità. Tutto inutile, l’unica distinzione possibile per gli uomini è una: amanti delle tette e amanti del culo, tettisti e culisti, ogni altro tentativo di categorizzazione lascia il tempo che trova.

E le donne? Giustamente mi chiederete voi.

Le donne sono superiori, per loro non servono sti strunzat’, servono a noi uomini per trovare una nostra definizione, ma per il resto le possiamo solo inseguire… e inseguendo inseguendo buttiamo l’occhio.

Il tettista è puerile, superficiale, bada al sodo, non ha neanche bisogno di guardare la donna per intero, gli basta il davanti, e neanche tutto. Il tettista bada al sodo, pochi sentimenti molta carne, per lui la donna è trofeo, e preda damostrare è una passione che dura il tempo di essere consumata o poco più, è concreto, freddo e calcolatore. La caducità delle tette è il suo Carpe Diem, il continuo ricordargli che nulla è eterno, sopratutto la bellezza e lo costringe a cercare nuove prede, nuovi trofei fini a se stessi.

Il culista è l’esatto opposto, perchè se è vero che le tette te le trovi proprio davanti quando parli con qualcuno per il culo no, il culista deve necessariamente guardare le cose nel suo insieme, il suo obiettivo è più a portata di mano che di occhio, ma non lo può ovviamente toccare senza che si crei la situazione giusta. Il culista vive di emozioni e sentimenti perchè il suo obiettivo è lontano, nascosto, e il suo raggiungimento richiede, tempo dedizione  e passione, insomma, il culista vive di amore, perchè per toccare il suo obiettivo deve necessariamente guardare tutto il resto e amarne ogni dettaglio, e quindi si gode ogni momento, ogni passaggio, ogni piccolo passo che lo avvicina al suo obiettivo, il culista è fedele e si gode ogni singola emozione e anche la sofferenza e il dispiacere fanno parte del suo percorso d’amore ed è pronto ad affrontarle perchè in fondo vive per quello, vive per le emozioni più che per lo stesso obiettivo.

Noi tifosi del Napoli siamo storicamente culisti innamorati, come tutte le città che vivono il tifo in modo fortemente identitario, ma purtroppo il calcio moderno ha reso un po’ tutti tettisti, la litania del “vogliamo vincere” ha sporcato la fede pura che ci ha sempre accompagnato. Per cui questa stagione ai freddi occhi del tettista sembrerà fallimentare, inutile elencare i record e i numeri, non ci sono trofei ed è triste, il terzo posto una vergogna e i preliminari un’onta, perchè lui vuole godere subito e soprattutto vuole godere solo lui… bene, questo tipo tifoso farebbe bene a cambiare squadra.
Per il culista questa è una stagione indimenticabile, una stagione di sofferenza con l’infortunio di Milik e il nervosismo di Gabbiadini, con Sarri che trova la quadratura del cerchio inventandosi Mertens Centravanti, di quel sussulto di Insigne al Bernabeu, delle vittorie a Milano e Roma e dei pareggi a Sassuolo e Palermo. Quel bacio mancato che è stato il palo di Callejon con il Sassuolo per il culista è un ricordo che non si toglie dalla testa ma quella magica parabole di Insigne di ieri la racconteremo ancora per qualche anno. Il culista si godrà i preliminari, lentamente e con passione, assaporandone ogni momento… perchè siamo così, essere culisti ci insegna che quando si ama non c’è sconfitta, c’è il godere di ogni momento e per quanto agli altri sembri assurdo noi godiamo, e non poco!

Cattivi:

A inizio stagione Hysaj sembrava la fotocopia sbiadita di se stesso, complice l’assenza di forzata di Albiol e Koulibaly si è trovato un po’ spaesato, sicuramente è migliorato nel girone di ritorno ma forse al secondo anno ci saremmo aspettati qualcosa di più.

Maksimovic è stata una grandissima delusione, ha giocato poco male, ha un grandissimo talento e sono abbastanza sicuro che l’anno prossimo si rivelerà determinante ma per il momento rimane indiscutibilmente fra i flop del campionato.

Vera delusione della stagione è sicuramente Gabbiadini, sono uno di quelli che lo ha difeso ma ha saputo realmente sprecare ogni occasione che gli è stata data, partito titolare si fa rubare il posto dal ben più convincente Milik, che dopo 9 goal in 9 partite si infortunia, Sarri cambia modulo per lui con il crotone, gioca praticamente con un 4 4 2 affiancandogli Mertens e niente… si fa espellere costringendo il Napoli a giocare con Juve e Roma senza punta, Mertens esploderà più avanti, ma la sua indolenza è costata parecchio al Napoli, anche se con il senno di poi si è rivelata una salvezza. Il non aver ricordato Sarri nei saluti è stata una cafonata, un non voler ammettere i proprio limiti più che oggettivi.

Buoni e Cattivi: Si, per la stagione inserisco questa categoria, dove metto persone che hanno enormi meriti e altrettante colpe. Il primo è il presidente, ha saputo reinvestire al meglio i soldi di Higuain, veramente un mercato intelligente, sfortunato per l’incidente di Milik, ma i tre ragazzi di centrocampo sono stati un colpo straordinario e la resa si è vista. Però io ancora non gli perdono una cosa, non tanto le piazzate con cui se ne esce a cui oramai sono assuefatto, ma trovo scandaloso che ancora non esista una scuola calcio del Napoli, trovo triste che a Napoli esistano scuole della Roma, dell’Udinese (frequentata dai figli di Hamsik), del Milan, anche della Juve, ma non del Napoli, io su questo non riesco a passarci su, mi fa troppo arrabbiare e non glielo perdonerò mai.

Pepe Reina, io continuo a dire che è il miglior centrocampista del Napoli, se il Napoli subisce pochissimi tiri in porta è merito suo, questo è un dato ineluttabile, ma tra i pali non offre grosse garanzie, io lo sogno come allenatore dei portieri, credo che al mondo siano pochissimi gli estremi difensori con le sue doti tattiche e con la sua visione di gioco, è un dono pretenzioso che il Napoli DEVE salvaguardare, l’idea di “imparare il mestiere” a ragazzi talentuosi, magari più reattivi e agili tra i pali potrebbe regalare al Napoli una scuola di portieri unica al mondo.

Buoni: difficile dirne solo tre per cui cercherò di Barare bassamente trovando il modo di dirne qualcuno in più.
Sarri è sicuramente uno dei protagonisti in positivo della stagione, è maturato moltissimo, soprattutto nella gestione del risultato, l’1 a 1 con la Juve e l’1 a 0 con l’Inter sono due partite chiave, per capire quanto si cambiato, ed è probabilmente da questa nuova capacità che ricomincerà il prossimo anno, ha superato tutte le grandissime difficoltà di inizio stagione trasformandole in risorse, la sua è una stagione straordinaria, sensa se e senza ma.

Albiol e Koulibaly hanno dimostrato di essere una coppia quasi perfetta, quando manca uno dei due la differenza si vede e si sente ma l’esperienza dello spagnole la fisicità del senegalese unite all’intesa con il portiere danno una tranquillità in fase difensiva che non si vedeva da tempo.

Zieliński è la rivelazione del campionato, fisicità tecnica e visione di gioco, e con il margine di miglioramento che ha è destinato a diventare un campione vero, con Diawara e Rog, il centrocampo del Napoli può sperare in un grande Futuro.

Ma i migliori della stagione sono sicuramente i due nanetti: Mertens e Insigne dopo anni di ballottaggio Sarri è riuscito a farli giocare insieme e creare una macchina perfetta sfruttando le doti di entrambi. Insigne esterno a tutto campo grandi doti tattiche e tecnica campione, Mertens funambolo più indisciplinato, se la moria di attaccanti ha portato a questo allora consideriamola una benedizione, uno spettacolo nello spettacolo targato Na che ci ha accompagnato per 38 giornate… e speriamo prosegua per le prossime 38.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Anche quando  dorme in un letto matrimoniale, o addirittura in un king size,  un uomo che ama una donna l’abbraccerà da dietro romanticamante e le farà sentire per tutta la notte il suo puntello sul culo.

Perchè è così, non importa se avete appena finito di fare l’amore, non importa se condividete quel letto da anni, non importa se fa caldo, non importa nulla… un uomo che ama, e finchè la salute glielo permette, fa costantemente sapere alla sua donna di essere pronto a soddisfarla, che in ogni condizione lei lo eccita ancora e che anche se c’è spazio nel letto lui le sarà sempre vicino.

Puntellare il culo è uno di questi gesti che vanno oltre ogni parola, puntellare il culo è un atto animale e poetico allo stesso tempo, è possessivo ma romantico ma non importano le dimensioni, o meglio bastano i centimetri necessari a far sentire la presenza, perchè si, è vero che l’amore si fa con tutto il corpo, è vero che l’abbraccio, il calore dei corpi, le gambe che si intrecciano trasmettono lo stesso affetto,  ma è comunque il puntello a giocare il ruolo fondamentale e far sapere alla donna che c’è ed è pronto all’azione in qualsiasi momento è la base per tenere vivo un rapporto.

Anche nel Napoli le dimensioni del puntello non contano, anche se il nostro centravanti non è alto un metro è novanta e non pesa ottantacinque chili fa costantemente sentire la sua presenza, quando viene chiamato in causa è sempre pronto e anche se il Napoli è sempre pronto all’azione e che trasmette sicurezza e gioca bene comunque con tutte le sue componenti ma è comunque la punta a dover far sentire la minaccia costante e a dover far goal… e il buon Mertens mi perdoni il paragone poco felice, ma in questi giorni si è trasformato nel puntello di Rocco Siffredi e Sarri è il suo Viagra.

Cattivi: Forse l’unico che potremmo citare fra i cattivi dopo una partita del genere è  Reina caro, ogni tanto ti piace regalarci un brivido vero? Ti stavi annoiando in un primo tempo dove non ti arrivavano neanche i retropassaggi? Fatto sta che anche oggi ci hai regalato la tua paperella. Ma in realtà l’unica cosa negativa di questa partita è stato l’atteggiamento del secondo tempo, va bene i 3 goal di vantaggio ma il Napoli è sceso in campo con un po’ troppa sufficienza, ma in fondo so uagliun’ s’adda addivertì!

Buoni: direi che l’elenco è lungo, ma vorrei citare Jorginho che oggi ha rifatto una prova degna di nota, c’è chi merita di più ma mi fa piacere citarlo qui, come è giusto citare Chiriches, il romeno autore di una prova ottima e di un goal degno di un libero degli anni ’80. Migliore in campo? Quando hai uno che segna 4 goal, che fa il pazzo tutta la partita e che non si ferma neanche negli spogliatoi, direi che è proprio inutile parlarne: Mertens oggi una spanna sugli altri.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Avevamo un po’ di credito con la Fortuna e la dea Bendata ci ha aiutato spedendo sulla traversa i tiri di Kalinic e Tello, quest’ultimo in palese fuorigioco, il debito non è chiuso ma oggi dobbiamo senz’altro ringraziarla.

Il primo tempo inizia su ritmi altissimi, sembrava di non essere in Italia e la Fiorentina si procura un angolo su un’ingenuità di Callejon, e Alonso sugli sviluppi segna con un preciso colpo di testa, con la complicità di Albiol e Hysay.
Neanche il tempo di esultare che Higuain segna il suo 25esimo goal in campionato, Tatarusanu non si capisce con la difesa e il Pipita punisce tutti con un preciso destro da fuori.

Nel primo tempo domina la Fiorentina il pressing assuissiante impedisce letteralmente al Napoli di giocare, gli azzurri difficilmente indovinano più di un passaggio di seguito e i viola sono costantemente pericolosi e colgono le due sopracitate traverse.

Nel secondo tempo la situazione cambia, il Napoli più padrone del gioco nonostante il pressing, Sarri riesce a reimpostare la difesa alta e  nonostante la Fiorentina sia sempre padrona del campo il Napoli si rende pericoloso. Il portiere romeno della fiorentina nega il vantaggio al Napoli compiendo un miracolo sul Pipita. Più avanti saranno i giudici di gara ad annullare il secondo goal del Napoli, sempre del Pipita per  fuorigioco su assist di Mertens.

Certo avremmo desiderato la vittoria ma contro una squadra come la Fiorentina di stasera il pareggio va più che bene, considerando anche che vincendo si sarebbe avvicinata parecchio.

Ora testa alla partita con il Chievo e attenti a non lasciare altri punti per strada.

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Poco da dire, ha vinto la Juve e ha perso il Napoli.
Inutile tirare in ballo il possesso palla, i numeri o altre statistiche, ai fini di punteggio e classifica contano i goal e la Juve ne ha fatto 1 il Napoli 0.

Come ogni sconfitta ora servirà a rialzarsi, ad analizzare gli errori e a capire come proseguire in questo cammino esaltate. Cosa è mancato al Napoli?

Bè oltre al goal e a un pizzico di fortuna senza dubbio è mancato il coraggio, il Napoli ha fatto possesso, la Juve densità, con Higuain marcato a vista e senza lasciare troppi spazi agli azzurri. E forse qui si è vista l’inespierenza di Sarri, forse paghi di un possibile pareggio ecco che il Napoli gli ultimi 10 minuti si accontenta di conservare il risultato, senza cercare il coraggio di affondare e chiudere la partita.

La Juve ha avuto paura di perdere e non si è mai sbagliato, il Napoli ha avuto paura di vincerla e questo è il risultato.

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Il culo di Mancini

Perdete ogni speranza, cari amici tifosi del Napoli. Lo scudetto lo ha vinto già l’Inter e non conta nulla se gli azzurri hanno battuto la squadra di Mancini al San Paolo dominando per quasi l’intera partita. Non c’è nulla da fare. Ci sono episodi, momenti nel calcio in cui una squadra gioca in discesa, sospinta da forze che non oserei definire sovrannaturali. Si potrebbe finanche scomodare la parola “culo”, una delle componenti più sottovalutate nel calcio.

Chi ha potuto assistere ieri sera al match tra Udinese e Inter ha potuto rendersene conto in pieno di quanto sto dicendo. I friulani nel primo tempo hanno dominato, tirato in porta, costretto Handanovic a parate complesse. Ma non c’è stato nulla da fare contro quelle forze invisibili che agiscono in maniera ignota.

L’Inter al Friuli ha vinto per 4-0. Sui primi tre gol gli assist al bacio per i gol di Icardi e Jovetic portano tutti la firma di calciatori dell’Udinese. Un mirabile passaggio filtrante di Bruno Fernandes per Icardi sul primo gol, un fantastico passaggio di Domizzi per Jovetic sul secondo gol e un altro pregevole assist di Lodi per Icardi sul terzo gol. L’unico gol buono, quello più inutile, lo ha segnato Brozovic all’86esimo.

Tutti questi regali seguono la scia di un Inter che dall’inizio del campionato gioca il peggior calcio della Serie A e riesce lo stesso a vincere partite su partite. Nove vittorie su undici sono arrivate con il minimo scarto: tutti 1-0 e un 2-1 al Carpi. Spesso con gol giunti al novantesimo ed oltre mostrando di frequente un calcio senza picchi di bel gioco. Ieri Sarri in conferenza stampa diceva che il Napoli difficilmente può vincere “partite sporche”. L’Inter le vince tutte così. E pensare che Mancini aveva persino recriminato nella partita contro gli azzurri per i due pali presi: l’unica gara dove la Dea bendata si è distratta per qualche minuto e si è voltata dall’altra parte.

Oggi tutti incoronano l’Inter ed è giusto così. Del resto solo contro il Napoli i vari Cigarini, Lodi, Domizzi giocano le partite della vita. Anche Bruno Fernandes sapete contro chi ha segnato il suo primo (di appena 7) gol in Seria A? Eh, contro il Napoli. Perché contro le altre si possono regalare impunemente gol regalando così la vittoria del campionato ad una delle squadre più brutte che abbiano calcato il palcoscenico della nostra Serie A. Mettetevi l’anima in pace! Contro il cul ragion non vale.

vDG

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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Attenti alla zoccola

Chella s’è tenuta ‘a mano ‘nculo!“. Da ragazzino bastava una frase così, perentoria, per dare un giudizio modello Cassazione che riusciva, per i secoli nei secoli a venire, nello stabilire che tale generosa piccerella fosse irrimediabilmente una zoccola. E chi diceva quella frase, solitamente, era riuscito magari a sfiorare le terga della ragazzina senza farsene accorgere con movimenti abili e vellutati tipo scassinatore di cassaforte. A volte la ragazza in questione manco se ne accorgeva. Ma da quel momento ormai il giudizio era già bello che formulato.

Mi tornano alla mente questi ricordi leggendo che oggi per migliaia di bambini e ragazzi napoletani è ricominciata la scuola. Sveglia, acquisto libri, cartelle, compiti, tarantelle con genitori e professori torneranno ad essere abitudine quotidiana da qui ai prossimi mesi. Ma, oltre alle routine, torneranno pure i compagni e le compagne di classe. Litigi, inciuci, amori incofessati e tutto quello che si vive a certe età.

Non so come funzioni ora, credo però che i ragazzini di oggi siano assai più smaliziati di quanto lo ero io fino a quasi 15 anni fa, quando anche io diedi finalmente addio alle aule di scuola per andare all’università.

Era tutto un superare limiti a quelle età: dal bacio a timbro, alla “sola in ganna”, alle mani piazzate con cautela e circospezione per non perdere i primi due vantaggi. Il codice determinava che alle prime battute, se tu cercavi di sfiorare certe parti, la ragazza doveva guardarti schifato e con aria arrabbiata nemmeno se gli avessi ucciso un parente. E però non bisognava lasciarsi intimidire. Si doveva insistere fino a quando la guagliona, avendo dimostrato la propria serietà, cedeva e lasciava passare senza troppe storie una mano in culo o sulla zizza. Questo era essere adolescenti al sud fino a qualche tempo fa.

Eppure oggi le cose non sono cambiate così tanto. Anche ad età maggiori. Una ragazza che ci si concede subito diventa anche nel 2015 irrimediabilmente una “zoccola”. Non so se esista ancora la regola della terza uscita… Ma io non ho mai capito il motivo per cui se una ragazza ha piacere di fare certe cose, come accade a noi uomini, debba essere considerata in maniera negativa.

Credo che gli uomini debbano cambiare completamente impostazione. E’ sbagliato ragionare così, oltre che antiquato. Ma, soprattutto, ed è quello che più mi interessa, se non cambia questo tipo di mentalità mi troverò sempre costretto a dover aspettare più appuntamenti per raggiungere “l’agognata”. Mettiamo nelle condizioni culturali le donne di darla a piacimento senza essere considerate zoccole. Si evitano spese di uscite inutili e si raggiunge prima l’obiettivo. Meditate gente, meditate! W le donne!

vDG

P.S. Il contenuto di questo articolo è riflessivamente ironico. 

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Panorama con dettaglio

Viviamo in un’epoca in cui vengono scoperti nuovi pianeti, sistemi solari, o semplicemente ogni essere umano vive in un universo proprio, cercando dentro se stesso, il proprio “centro di gravità permante”.

Beh, a volte questa ricerca è molto più semplice di quanto sembri, non occorre guardarci dentro, ma dietro.

Un bel culo, è, almeno per me, l’astro principe di un sistema solare umano e sfavillante. Pensando ad un bel culo mi assalgono nitidi, turgidi, vellutati ricordi: i primi sguardi, i primi perizoma nelle pubblicità, i primi sorrisi (verticali) nei film di Pierino.

La prima affettuosa pacca sulla spalla, fu quella tosta e alta di Irene (nome di fantasia) che appoggiandosi per sbaglio mentre copiava il compito in classe in seconda media, mi iniziava inconsapevolmente al culismo.
Eppure, pensando ai vari modi di chiamare il culo nella nostra lingua mi assale una strana malinconia, ma andiamo per gradi.

Facciamo un piccolo gioco di figure retoriche. In napoletano esistono vari modi di dire culo, e ognuno di essi può essere diviso per figure retoriche, ricordate l’onomatopea e la pucchiacca?

Bene, bravi amanuensi!

Abbiamo, per esempio, la sineddoche, la parte per il tutto, con due esempi:
pacca, pacche (dal longobardo-si, gli antenati dei lombardi- “pakke“, termine che indicava le natiche come unico elemento diviso in modo simmetrico-come due gemelle siamesi) e fetillo, vero centro di gravità, la rai 2 ante litteram (sfintere, ano dal latino foetíre= puzzare).

Frasi come: “Chella tene ‘na bella pacca” (quella ha una bel culo) “Uà che fetill che hai tenuto’ (che colpo di fortuna ti è capitato) etc… sono espressioni molto comuni.
Abbiamo, poi la regina delle figure retoriche, la metafora, e qui la fantasia va, come sempre in questi casi, al potere:
Portammerda (non serve la traduzione) Mandulino (visto la tipica dieta da spiagga nostrana, esemplare raro.) Quarto e arret’ (retrotreno) Sua Santità (blasfemia) Retroputeca, Pitoffio (da pataffio= uomo grasso, dal culo grosso) usato principalmente nella locuzione “mettere a pitoffio”, Retroputeca (la quale evoca sguardi “penetranti”, amori fugaci e furtivi tra gli scaffali polverosi di un negozio) etc…
Vedete quante cose ci dice un culo, quanta poesia “appusata” in quelle due semisfere…?
Torniamo alla malinconia. Esiste una parola stupenda per dire culo in napoletano, la parola è: MAZZO.

Il mazzo ha anche esso origini nobili, deriva, infatti dal latino medievale matea ( parte posteriore).
Ci capita, ahi noi , di sentire sempre meno usare mazzo nel senso stretto di culo. Questo perché, con ogni probabilità, culo è diventato esso stesso metafora: di fortuna, o sforzo fisico legato alla fatica: “ Gol a mazzo” “Mazzo tanto in ufficio” etc.

Nonostante non mi opponga alla trasformazione linguistica, da amante del napoletano soffro davanti a questa lenta estinzione del mazzo.

Vi invito dunque, ad adottare questa parola, a tutelarla affinché non sparisca nel suo significato originale! Nominare le cose, significa dominare il mondo.

Vogliamo lasciare da solo il nostro carramatino del Risiko a difendere il culo?

Riprendiamoci il nostro deretano, salviamolo dall’estinzione, salviamoci il mazzo!
Quando finite di leggere l’articolo, andate a casa e date una carezza al mazzo della vostra compagna, e ditele: “Questa è la carezza del soldatoinnamorato.it”.

Gennaro Prezioso.

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