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Superare lo stallo

Prima o poi converrà a tutti trovare un accordo sull’ammodernamento dello stadio San Paolo. Innanzitutto converrà ai tifosi del Napoli che finalmente potranno usufruire di un impianto moderno, poi a De Laurentiis che potrà progettare il futuro del Napoli con un immobile in gestione per consolidare il bilancio del club. Converrebbe un accordo anche al sindaco di Napoli che farebbe così felici i napoletani su una questione di cui si dibatte da troppo tempo. Il San Paolo è patrimonio del Comune di Napoli, quindi di tutti i cittadini partenopei. E’ un impianto che certamente non può essere svenduto, il sindaco è tenuto anzi a valorizzarlo e cercare di mettere lo stadio a disposizione della comunità secondo criteri economici ben ponderati. Eppure non è possibile più continuare in questo scontro ad oltranza.

Tra De Magistriis e De Laurentiis, per il sottoscritto, ha tutte le ragioni il presidente azzurro. Vi spiego il perché.

– GESTIONE  ATTUALE Secondo l’attuale convenzione il Napoli è tenuto a preservare il manto erboso del San Paolo, al comune spetta quasi tutto il resto. Certo, è assai più difficile gestire un intero stadio che curare semplicemente l’erba verde del campo. Ma basta citare solo l’ultimo caso per comprendere quanto il Comune, per volontà, impossibilità o incapacità, non riesca a garantire la propria parte. Arrivare persino ad un big-match come Napoli – Juventus e creare un danno al club di non poter vendere i biglietti con largo anticipo a causa dei dispositivi di sicurezza non funzionanti è una figura oltremodo pessima. Il Comune ha costretto il Napoli a poter vendere i tagliandi per Napoli – Juve solo 48 ore prima della partita. Quanto alla gestione ordinaria basta osservare le condizioni dei bagni pubblici e degli spalti del San Paolo per rendersi conto dell’inefficienza del Comune. Non ci sono soldi? E allora, caro Comune, mettiti in condizione di venderlo questo impianto se non hai i mezzi per gestirlo.

– GESTIONE FUTURA Difficile capire se i 20 milioni messi a disposizione da De Laurentiis – come sostiene De Magistriis – siano pochi o molti. Tanto più se al progetto stadio si aggiunge la pedonalizzazione di Piazzale Tecchio e la creazione di un centro commerciale. Spesso si obietta che il San Paolo è utilizzato anche per le gare e gli allenamenti di atletica leggera. Ecco, vorrei innanzitutto sottolineare che con i soldi risparmiati dal Comune per gestire il San Paolo e con quelli che verserebbe il Calcio Napoli nelle casse comunali, di piste di atletica se ne potrebbero costruire a profusione.

Quanto a tutto il resto, senza addentrarsi in tecnicismi, sono certo che se si facesse un referendum se dare lo stadio in gestione al club, vincerebbe a larga maggioranza il Si. Persino un passaggio di consegne gratuito troverebbe l’appoggio dei napoletani. Ora, bene fa De Magistriis a cercare di tutelare il più possibile le casse del Comune, ma non si può continuare in questo battibecco perpetuo!

Lo stadio è patrimonio pubblico? E allora si organizzi un pubblico confronto tra il Club e il Comune che possano far comprendere a tutti le ragioni dell’uno e dell’altro, le richieste avanzate da una parte e dalla controparte. Così come si sta facendo nessuno ci sta capendo nulla e in pochi possono realmente formarsi un’opinione fondata su fatti concreti.

Resta l’evidenza che le parole di De Laurentiis e le accuse che il presidente lancia con frequenza al sindaco siano abbastanza fondate. Almeno per quanto concerne la situazione esistente. Per quello che accadrà in futuro se ne parli senza tatticismi che non servono né ai tifosi né ai cittadini di Napoli. E’ chiaro a tutti che, comunque, un accordo convenga assai più a De Laurentiis. Anche un successo sulla questione San Paolo difficilmente rimetterebbe in gioco De Magistriis alle future elezioni, ha pochissime chance il sindaco di essere rieletto. Al di là di come abbia gestito la città, è evidente a tutti che lui poté salire a Palazzo San Giacomo perché il Movimento 5 Stelle, che insiste su un elettorato concorrente al suo, non era ancora una forza parlamentare. Alle prossime elezioni, stadio o non stadio, avrà assai meno probabilità di essere rieletto.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

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