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Rivendichiamo di essere semplici tifosi

Curva A. Coreografia "autostrada" in Napoli - Dnipro

La Curva A si dissocia dalle contestazioni a De Laurentiis avvenute da parte di alcuni tifosi a Dimaro. Alcuni media avevano attribuito ai gruppi ultras della Curva A queste proteste nei confronti del presidente. Qui a Soldatoinnamorato.it avevamo deciso, così come facciamo per gran parte delle fanta-storie sul calciomercato, di ometterne la notizia. Non perché non fosse una notizia quella contestazione, ma per non dare ulteriore visibilità a certi professionisti della protesta che magari hanno pure rovinato il soggiorno di quei napoletani che con sacrificio erano giunti ad assistere al ritiro del Napoli a Dimaro con incondizionato amore.

Questo è il controverso comunicato emesso dagli ultras della Curva A: “La Curva A non era a Dimaro! Per l’ennesima volta, siamo stati tirati in ballo da media incompetenti e approssimativi, però, a differenza delle altre occasioni, ci sentiamo in dovere di chiarire, di nostro pugno, la questione. Ci teniamo a farlo, poiché vediamo intaccata la nostra Mentalità, ciò che abbiamo di più caro. La Curva “A” non va in ritiro a recapitare messaggi alla squadra o alla Società, non ha bisogno di farlo in maniera plateale e rumorosa, lo fa sobriamente e direttamente. I nostri palcoscenici sono ben altri, sono le gradinate, quelle dove solo i “veri” tifosi sono pronti ad esserci ad ogni costo. Trebisonda, Mosca, Kiev tanto per citare le ultime e più ostiche dove eravamo la quasi totalità delle presenze, dove abbiamo difeso ed elevato l’Onore della Napoli Ultras che è l’unica cosa che conta veramente per Noi. Concludiamo ricordando, qualora qualcuno l’avesse dimenticato, che gli Ultras vivono in Curva, negli altri settori ci sono solo semplici tifosi…tanto più al San Paolo. CURVA A, la differenza”.

Prendiamo atto della smentita di questi tifosi, eppure ci sono alcuni passaggi di questo comunicato che ci lasciano, se non stupiti perché ci siamo abituati, ma almeno scettici e disorientati. In questa nota i tifosi rivendicano di essere andati in trasferta ovunque, non per sostenere il Napoli, ma a detta loro per difendere ed elevare “l’Onore della Napoli Ultras che è l’unica cosa che conta veramente“. L’unica cosa, anche più del Napoli stesso? Ci chiediamo.

E poi alla fine quella distinzione: “negli altri settori ci sono solo semplici tifosi“. E, non ce ne vogliano questi ultras, ma il sottoscritto anche quando ha frequentato la Curva A, si è sempre sentito un “semplice tifoso”. Questa “MENTALITA'” di cui questi ultras tanto parlano non è che un modo per dividere ancor di più la tifoseria. Un perfetto racconto di quella Napoli che non sa unire forze ed energie, che si divide, che si separa a colpi di un inutile protagonismo senza saper fare sistema. Siamo già reduci da anni di “papponisti” contro “aurelisti”, “rafaeliti” contro “mazzarriani”. E da tempo accade anche allo stadio. Curva A contro Curva B, Curve contro Distinti, Distinti contro Tribune. Come se l’unica cosa che contasse fosse dividersi, rivendicare solo le proprie ragioni ottusamente. Come se non fossimo tutti tifosi del Napoli. Come se il Napoli fosse in secondo piano.

Così come, va riconosciuto, da anni ormai allo stadio questi stessi che rivendicano per sé onore e dignità non sono più capaci di trascinare il San Paolo in un sol coro per incitare i nostri ragazzi in campo. Si, in curva A si canta ancora fino a perdere la voce, peccato che i loro cori siano solo una sequela di ritornelli autoreferenziali che non sanno coinvolgere il resto dello stadio e NEMMENO DELLA STESSA CURVA. In fondo l’unica cosa che conta, per loro, non è il Napoli, ma è rendersi protagonisti attraverso il Napoli con quella mentalità ultras fatta per guardarsi allo specchio e credersi puri, crudi e duri. Che poi questo non serva a nulla e non porti benefici né alla squadra né alla città non è affar loro. Per questi conta solo la loro Napoli, quella che vive ogni 15 giorni al San Paolo e che il resto della città ormai trova insopportabile ed inutile. I napoletani, la maggioranza, vanno ancora allo stadio per divertirsi e fare il tifo per la loro irrinunciabile passione azzurra.

Cari ultras, potete fare tutti i comunicati che volete, sarete sempre la minoranza. Non sempre chi fa più rumore ha ragione, magari è solo più visibile. Lo stadio non è vostro, il Napoli non è vostro. La vostra mentalità tenetevela stretta, per il resto della città il vostro è solo un inutile protagonismo. Perché invece non ci fermiamo tutti: “semplici tifosi” e “ultras”, “curvaioli” e “tribunisti” e cominciamo a parlarne tra di noi su come migliorare l’intensità del nostro tifo, su come aiutare la squadra? Qui a Soldatoinnamorato faremo tutto il possibile per creare un tavolo di confronto fra le varie anime del tifo. Perchè, pensateci bene cari ultras, il resto del San Paolo ha bisogno di voi e voi avete bisogno del resto del San Paolo. Dovete riconoscerlo se ancora vi sta un po’ a cuore il nostro Napoli. C’era un tempo in cui il San Paolo era unito e trascinava i nostri ragazzi a dare oltre il massimo. Oggi invece sappiamo solo dividerci. E non conviene a nessuno. Rifletteteci amici ultras, riflettete.

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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Morale a corrente alternata

Il Napoli ha escluso le testate on line, e non solo, dalla presentazione di Maurizio Sarri. Una scelta originale che vedremo in futuro quali conseguenze porterà nel rapporto tra la stampa e il club di De Laurentiis, un rapporto che in questo nuovo corso comincia certamente in maniera burrascosa poichè la gran parte delle testate on line che parlano del Napoli hanno diramato e pubblicato sui propri siti web un comunicato ufficiale congiunto avverso alla decisione della società partenopea.

Nel comunicato, che personalmente trovo quantomeno risibile, c’è persino un richiamo all’articolo 21 della Costituzione e alla libertà di informazione. Una libertà di informazione (spiace doverlo constatare proprio io da iscritto all’ordine nazionale dei giornalisti professionisti) che viene però ridicolizzata e calpestata continuamente da comportamenti contrari alla deontologia da parte di molte di queste testate on line che oggi si lamentano.

Titoli sensazionalistici privi di qualsivoglia contenuto, notizie inventate, utilizzo dei social network per accalappiare lettori in maniera subdola. Ci si ricorda sempre dei diritti dell’informazione e mai dei doveri verso i lettori. Un bilanciamento indispensabile, necessario e troppe volte irrealizzato non soltanto nel giornalismo sportivo.

Per questo motivo ho deciso che Soldato Innamorato, nel suo piccolo, non aderirà al comunicato diramato da altre testate nè alle successive proteste che probabilmente seguiranno. Semplicemente perché questo sito internet vuole raccontare un’altra Napoli e creare un diverso rapporto con i propri lettori.

Aderire a questa protesta significherebbe per il nostro sito internet avallare anche i comportamenti indecorosi che certe testate hanno tenuto negli anni. Non ci piace la scelta del Napoli, ma non faremo comunella con persone che non stimiamo. Riteniamo che la dignità (di una persona o di una testata) si misuri prima con l’assolvimento dei propri doveri, poi dei propri diritti. Aggrapparsi persino all’articolo 21 della Costituzione per una conferenza stampa di una squadra di calcio ci sembra davvero una fuoriuscita da ogni realtà e uno spregio ai veri valori che la Carta costituzionale assegna all’informazione.

Soldato Innamorato è un sito web nato da pochi giorni ed è sorto proprio dall’esigenza irrinunciabile di offrire ai lettori un nuovo modo di fare informazione: magari con meno pseudo-notizie, ma con più rispetto verso i lettori. I nostri lettori avranno potuto notare che sul nostro sito sono pressocché assenti notizie di calciomercato che molto spesso risultano infondate. Non vogliamo essere pusher di notizie drogate che esaltano o deprimono la piazza, ma semplicemente raccontare la nostra passione verso la maglia azzurra. Non usiamo titoli ingannevoli solo per ottenere qualche click in più del tipo, solo per fare un esempio: “Ecco chi sta per vestire l’azzurro, un talento della Liga in viaggio per Napoli”. Insomma quei titoli usati giusto per accalappiare la curiosità dei lettori, in spregio ad ogni criterio giornalistico. Sbaglieremo certamente, ma lo faremo in buona fede e secondo una nostra coscienza.

Il Napoli sbaglia certamente nel non aprire le porte a tutti i giornalisti. In questo modo si presta a dei particolarismi che non sono consoni. Ma chi segue il Napoli si metta nelle condizioni di farsi rispettare e di farCi rispettare. Perchè se in città è presente un malumore nei confronti di De Laurentiis è pur vero che esiste da anni anche un’antipatia verso il giornalismo sportivo napoletano accusato spesso di essere o troppo compiacente o troppo critico, ma sempre finalizzato ad ottenere piccoli e miseri vantaggi personali. Un’antipatia che coinvolge TUTTI, buoni e cattivi, così come si è fatto con questo balzano comunicato.

Il nostro sito internet, nato da pochi giorni, non avrebbe comunque partecipato alla conferenza stampa perchè diventeremo una testata giornalistica solo tra qualche tempo. Non ci sentiamo esclusi dalla Società, ma se avessimo considerato fondate le ragioni della protesta delle altre testate ci saremmo certamente uniti alla battaglia e avremmo aspramente criticato tale decisione. Non è una questione di viltà, ma di giustizia e di rispetto prima verso noi stessi.

A chi ha diramato quel comunicato facciamo noi un contro-appello: ricordatevi di essere giornalisti ogni giorno, non solo quando conviene. La dignità esiste tutti i giorni, non solo quando fa comodo. Ricordatevene verificando le notizie senza spararle come oro colato in cerca di una effimera visibilità.

Al momento l’Ordine dei Giornalisti è riuscito a determinare soltanto uno scarno codice di autoregolamentazione per quanto concerne il giornalismo sportivo. Auspichiamo che presto ci si possa confrontare per un codice che abbia per oggetto anche il giornalismo on line che troppo spesso agisce in spregio ad ogni deontologia.

Ben sappiamo che questa scelta ci porterà antipatie. Ma non ci importa. Non si può essere moralisti a corrente alternata. Troppo facile. Tanto già sappiamo che questa protesta di non riportare le dichiarazioni dei tesserati del Napoli durerà il tempo di un battito di ciglia. Poi tutto ritornerà come prima. Si continuerà quell’opera di bombardamento emozionale in cerca di qualche click in più. Spiace constatare che anche testate solitamente corrette si siano unite a chi invece non rende onore al nostro mestiere.

Siamo piccoli, non conteremo nulla, ma la nostra idea è forte e la porteremo avanti nel solo interesse dei nostri lettori e rispettando la nostra dignità personale e di questa professione ormai alla mercè di comportamenti che non sopportiamo.

Valentino Di Giacomo

DI SEGUITO IL COMUNICATO DELLE ALTRE TESTATE ON LINE AL QUALE NON ADERIAMO:

Il Napoli ha iniziato un nuovo corso, i tifosi aspettano con ansia di conoscere attraverso le loro parole soprattutto il nuovo allenatore per tuffarsi nella prossima stagione. Con loro anche i giornalisti, animati dalla volontà di scoprire a suon di domande Maurizio Sarri e la sua storia. Il Napoli, però, ha deciso di fare una presentazione “a puntate” come se fosse una serie televisiva. Non ci sarà la conferenza stampa per tutti ma un meccanismo particolare diviso in tre appuntamenti. Il privilegio del primo incontro toccherà ad alcuni giornali scelti in maniera arbitraria dalla società, poi toccherà a qualche televisione nazionale mentre per tutti gli altri “comuni mortali” se ne parla a Dimaro. Il cuore dell’informazione, i giornali on-line, le TV  e radio locali, che rappresentano gli strumenti più seguiti dai sostenitori del Napoli, viene privato della possibilità di raccogliere le prime dichiarazioni di Maurizio Sarri e magari d’interagire con lo stesso. Una scelta che presuppone un’idea medievale della comunicazione e un metodo antidemocratico. Il Napoli è un’azienda e sceglie nella propria autonomia come impostare la comunicazione delle sue attività ma la libertà d’informazione è stabilita dalla Costituzione della Repubblica Italiana, dall’articolo 21. Tale scelta rappresenta un attacco intollerabile ai nostri diritti e, dopo tante altre scelte inaccettabili, siamo costretti a farci sentire. Non riporteremo una parola delle interviste di Maurizio Sarri a giornali e TV, stavolta non faremo da cassa di risonanza alle interviste esclusive concesse dal Napoli prima della presentazione ufficiale. Ci dispiace per i nostri lettori ma siamo sicuri che capiranno il valore della nostra posizione. Non possiamo accettare che le nostre testate che vanno avanti senza i finanziamenti statali ma solo con la forza, l’intraprendenza e la passione di seri professionisti possano essere trattate come realtà di serie B. “Vengono prima gli invitati del presidente De Laurentiis”, è il messaggio inviato a tutti noi “comuni mortali” ma stavolta non ci siamo, nei nostri portali non trovate spazio.

 

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Il comunicato del Napoli

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Scarno, ma significativo comunicato del Napoli che arriva nella tarda serata di ieri attraverso il sito web della società azzurra e il proprio profilo Twitter.

Oggi  la SSC Napoli ha presentato al Comune di Napoli il progetto e i relativi elaborati tecnici per la ristrutturazione e l’ammodernamento dello stadio San Paolo ai sensi della legge n. 147 del 27 dicembre 2013“.

Era un passo necessario, oltre che obbligato, dalle prescrizioni della legge e dagli accordi sottoscritti in passato tra il club e il Comune di Napoli.

Dopo i concerti, le liti e la guerra di interviste e comunicati, la telenovela San Paolo aggiunge una puntata ulteriore. Il prossimo passo sarà l’accettazione da parte del Comune di Napoli del progetto elaborato dal Napoli. Chi vivrà vedrà…