Tags Posts tagged with "cessioni"

cessioni

0 780
Manolo Gabbiadini con la maglia del Napoli (foto da Facebook)

Madrid, Luglio 2016. Dopo due estati di mal di pancia, voci di sceicchi pronti a fare follie e una stagione fallimentare in cui Zidane con la sua inesperienza distrugge quanto di buono (neanche tantissimo) fatto da Benitez, Cristiano Ronaldo decide di abbandonare il Real Madrid dopo sette stagioni, un titolo nazionale, due coppe di lega, una Champions League, una Supercoppa spagnola, due Palloni d’oro di fila e un Mondiale per club. Con lui parte anche Benzema, sempre meno ben voluto dopo l’affare Valbuena. Perez decide di ricostruire la squadra daccapo per contrastare lo strapotere del Barça in Spagna, cede altri sei giocatori, riassume Mourinho con un contratto da far vergognare un consigliere della General Motors e riparte da due nuovi Galacticos: Eden Hazard, che solo dopo la partenza del portoghese ha capito di aver raggiunto con lui i massimi picchi del suo gioco, e Robert Lewandowski del Bayern Monaco. I due affiancano Gareth Bale nel nuovo spettacolare tridente che verrà chiamato semplicemente “il tridente del Real Madrid” perchè nessuna combinazione delle lettere BHL vuol dire un cazzo.

In Baviera i tifosi non si flagellano, sapendo di avere comunque dei grandi giocatori, ma Ancelotti chiede garanzie adeguate: dopo aver valutato Cavani (che rifiuta perchè finalmente tornato punta centrale per il pensionamento di Ibrahimovic, ma soprattutto perchè si è innamorato di una cassiera di Montmartre), Aguero (incedibile del nuovo allenatore Guardiola salvo poi essere venduto l’estate successiva perchè troppo alto) e Kane (nuova star dell’Arsenal), decide di puntare su Gonzalo Higuaìn, autore di un fottìo di gol che hanno portato il Napoli a vincere due titoli (scegliete voi quali) e ufficialmente erede di Maradona. Le manifestazioni di piazza e i sit-in davanti a casa sua non servono: il pagamento della clausola taglia fuori il presidente (che da lì in poi sarà solo “il pappone” per il resto dei suoi giorni), il contratto da quindici milioni l’anno convince il giocatore, e l’affare si conclude prima di agosto.

La strategia a quel punto è chiara: fare come la Juve post-Zidane e rifare la squadra con l’enorme budget a disposizione. L’arrivo del Difensore Definitivo è salutato dalla piazza con entusiasmo, l’Eccellente Esterno e il Magnifico Mediano fanno fare finalmente il salto di qualità; ma il centravanti? Quelli forti sono tutti presi, bolliti o incedibili. Quando sta per concretizzarsi l’acquisto di Radamel Falcao, però, Sarri ferma tutto: non prendiamo nessuno, abbiamo Gabbiadini. Tutti sono molto perplessi, ma il credito illimitato di cui gode l’allenatore toscano dopo l’ultima trionfale stagione (si dice passeggi per Napoli levitando a mezzo metro da terra) porta a fare come dice lui. Coi soldi rimasti Giuntoli compra Vecino e Tonelli come prime riserve di Koulibaly e Hamsik, i tre grandi acquisti di cui sopra alzano il livello, il Napoli arriva in semifinale di Champions, Gabbiadini fa 25 gol.

——————————

Ok, questo scenario è abbastanza fantasioso e tutti questi eventi, a partire dalle voci di mercato, sono pura invenzione. Ma con i costi dei giocatori di questi tempi e la liquidità delle grandi squadre, siamo proprio sicuri di poter trattenere Higuaìn un altro anno? E se così non fosse, non sarebbe meglio rinforzare la squadra piuttosto che provare a sostituire un giocatore insostituibile? Per questo è fondamentale tenerci Gabbiadini ancora a lungo: Manolo è il futuro del calcio italiano, e può esplodere per davvero se messo nelle giuste condizioni. In Manolo we trust.

Roberto Palmieri

0 820

Si è chiuso il calciomercato

Foto dal profilo Facebook della SSC Napoli

E’ finalmente finito il calciomercato, chiuso con la polemica per il mancato acquisto di Soriano da parte del Napoli. Su circa duecento nomi accostati alla maglia azzurra, alla fine ne sono arrivati nove, compresi i rientri alla casa madre di El Kaddouri e Dezi. L’ultimo arrivo in casa Napoli è il prestito del giovane britannico Chalobah. Molto intelligenti e apprezzabili le mosse di dare in prestito Zapata all’Udinese e Sepe alla Fiorentina.

Duecento i nomi accostati al Napoli, per qualcuno di questi calciatori annunciati in azzurro vi era un reale interesse da parte del club (Rugani, Maksimovic, Romagnoli, Vrsaljko, Donsah, Saponara). Per tanti altri, la maggior parte si può parlare di vere e proprie invenzioni da parte della stampa pallonara. Ma se al pubblico piace leggere le favole c’é poco da fare, sono gusti. Qui su soldatoinnamorato abbiamo sempre evitato di dare molto spazio alle invenzioni, ma in generale al calciomercato. L’ultima storia degna di nota è stata quella di Palummella (al secolo Gennaro Montuori), che aveva annunciato un’imminente cessione del Napoli da parte di De Laurentiis per acquistare la Lazio…

Ad ogni modo, una volta che si è chiuso ufficialmente il mercato è possibile fare un bilancio. Il Napoli è probabilmente più forte dello scorso anno. E’ quasi una questione matematica. Reina sostituirà gli incerti Rafael e Andujar, in porta si ha di nuovo la certezza di avere un portiere. Chiriches è arrivato al posto di Britos, Valdifiori in luogo di Inler, Hysaj per Mesto. Si è aggiunto Allan (per Gargano andato via), va però detto che la nuova disposizione di Sarri contempla un centrocampista in più rispetto al modulo di Benitez. Domenica contro la Sampdoria, una volta uscito Allan è dovuto entrare David Lopez, il Napoli forse non per caso, ha preso i due gol subito dopo l’ingresso dello spagnolo. I titolari saranno Valdifiori, Allan e Hamsik, ma molte perplessità le lasciano i sostituti. Jorginho, anche contro la Samp, ha manifestato per l’ennesima volta di difettare in personalità, tanto più quando i palloni cominciano a scottare. David Lopez ha difficoltà a compiere il lavoro di Allan come mezz’ala destra. Hamsik non ha praticamente un sostituto, a meno che non si voglia adattare in quel ruolo El Kahddouri o De Guzman (che alla fine è rimasto in azzurro). Per sintetizzare: i titolari sono buoni, le riserve molto meno.

In attacco le note liete: il Napoli non ha venduto nessuno, eccetto Zapata. Mancherà una vera alternativa ad Higuain, ma Gabbiadini potrà cimentarsi nel ruolo che preferisce. Insigne è il trequartista. Callejon e Mertens si giocheranno, di volta in volta, il posto per affiancare El Pipita. Quattro giocatori sono tutti molto simili, nonostante le diverse peculiarità: Insigne, Mertens, Gabbiadini e Callejon. La cessione in prestito di Zapata toglie comunque l’alternativa di una punta “fisica” all’attacco azzurro. Ad ogni modo essere riusciti a trattenere i big è realmente un’impresa di De Laurentiis che non può essere sottaciuta.

Il Napoli è leggermente più forte sulla carta rispetto allo scorso anno. Ma il campionato italiano sarà più probante rispetto alla passata stagione. La Juve ha tolto certezze e ha aggiunto potenzialità con le cessioni di Pirlo, Vidal e Tevez e gli acquisti di Dybala, Rugani, Zaza, Mandzukic e, per ultimi, Hernanes e Lemina. La Roma si è decisamente rafforzata, e, come scritto un paio di settimane fa, è per il sottoscritto la favorita al titolo.

E poi ci sono le milanesi che si sono rafforzate davvero in maniera considerevole, l’Inter più del Milan probabilmente. E’ un Napoli leggermente più forte, ma che avrà avversarie assai più forti dello scorso anno. La zona Champions sembra più un miraggio che una possibilità. Entrare tra le prime cinque sarebbe un buon risultato per la squadra di Sarri. Poi sarà il campo a decidere. Ma il compito più difficile per il tecnico e la società sarà quello di non lasciarsi destabilizzare da un ambiente che è acceso più che mai, molto più degli anni scorsi.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

 

0 964

Il ridimensionamento è psicologico

Che delusione, sarà perché ti amo“. Forse i Ricchi&Poveri più di tutti sanno raccontare i sentimenti dei tifosi del Napoli dopo il pessimo esordio in campionato contro il Sassuolo. Con la forza della razionalità ce lo si poteva aspettare questo inizio traballante degli azzurri, con la forza dell’amore ci si attendeva legittimamente qualcosina in più. E così ecco la delusione, oltre alla confusione. La razionalità impone di ricordare che se nel volgere di una sola stagione passi dal potere acquistare Gonalons o Mascherano e poi ti ritrovi Valdifiori, se tratti Fellaini o Kramer e poi prendi Allan, se punti a Darmian e poi prendi Hysaj, se tratti Skrtel e poi arriva Koulibaly… Che forse il Napoli non è poi così grande come si pensava. Si sono presi giocatori discreti, non si è ceduto nessun big per il momento, ma fenomeni non ne sono arrivati. Anche se il cuore ci spera.

Al di là del risultato, come abbiamo scritto a caldo sulla nostra pagina Facebook, lascia tante perplessità la prestazione balbettante degli uomini di Sarri. Il Napoli era andato in vantaggio con Hamsik e poi il buio totale. Pochissime le occasioni per impensierire il portiere del Sassuolo, mentre la squadra di Di Francesco ci ha graziato molte volte non concretizzando le tante palle-gol collezionate. Si ricorda persino una parata di tacco di Reina (finalmente un portiere!) su un tiro a colpo sicuro di Defrel.

Era solo la prima partita ufficiale, ma si sono visti errori vecchi e nuovi. La respinta centrale di Albiol sul primo gol è una specialità della casa: persino i ragazzini delle scuole calcio sanno che mai si rinvia un pallone centralmente, ma sempre sul lato. Vedere questo stesso errore riproposto per l’ennesima volta da un campione del mondo e d’Europa come Raul fa spavento. A questo c’è da aggiungere la solita imprecisione in fase di impostazione dei laterali: di Maggio ben sapevamo che su 10 cross ne indovina (forse) uno, su Hysaj possiamo dire al momento che ne è un degno erede.

Non ha funzionato il centrocampo: David Lopez non ha il passo e la personalità per reggere il confronto con Allan. A una settimana dalla chiusura del mercato sarebbe bene pensarci per tempo. Valdifiori ha offerto una prestazione di luci ed ombre, Hamsik ha fatto gol e poi ha balbettato (pur con tanto impegno) per l’intero match. In avanti Higuain non ha praticamente avuto un pallone giocabile, Mertens era invece troppo defilato sulla fascia per poter incidere nel fulcro del gioco. Insigne ha fatto tanta tanta confusione.

Tutte queste insufficienze sono aggravate dal fatto che il Napoli era andato in vantaggio e avrebbe potuto gestire meglio il match, invece si è fatto raggiungere e poi rimontare. Una squadra che vuole essere davvero grande queste partite le porta a casa. Resta la sensazione che i ragazzi di Sarri siano ancora un po’ impallati nella gambe dopo la sbandierata operazione “fatica&sudore” tanto a cuore a De Laurentiis in ritiro. Eppure questa squadra, per il modulo del tecnico toscano-partenopeo, presenta ancora qualche incongruenza. Qualcosina in fase di calciomercato bisognerà farla. Così come bisognerà comprendere come Sarri intenderà gestire l’abbondanza in attacco: ieri sono stati lasciati fuori Gabbiadini e Callejon. Il primo ha una media realizzativa importante, il secondo riesce a garantire spinta offensiva e tanto tanto sacrificio. Né Insigne nè Mertens sanno fare altrettanto, per adesso. E forse uno di questi è pure di troppo per gli attuali impegni del Napoli, come già scritto qualche giorno fa a proposito del belga.

Guardando altrove possiamo dire che se Sparta piange, Atene non ride. Alla prima ci sono state le prime importanti battute d’arresto. Oltre al Napoli è caduta in casa la Juventus, per i bianconeri l’attenuante è la mole di infortuni a centrocampo. Ieri tra i titolari, dopo le cessioni di Pirlo e Vidal e senza Marchisio e Kedhira, dei big c’era solo Pogba nella zona centrale. Il Milan ha imbarcato una brutta, anche se preventivabile sconfitta, a Firenze. La Roma ha pareggiato a Verona mostrando tanti tanti limiti, al pari del Napoli. L’Inter ha invece acciuffato la vittoria grazie ad un gol al novantesimo di Jovetic: un segnale, ma i segnali nel calcio contano tantissimo, chissà che… E poi la Lazio. I biancocelesti sono riusciti ad aver la meglio sul Bologna nonostante le assenze in attacco sia di Klose che di Djordjevic. Impresa non da poco. E si è confermato un ottimo acquisto Kishna, mi prendo l’antipatica licenza de l’avevo detto.

E’ un campionato che resta tutto da scrivere. I tre punti contano alla prima giornata come alle ultime, perdere altro terreno non è possibile se si vuole lottare per le prime posizioni. Non ci è piaciuto il Napoli, ma imbastire processi è prematuro. Il sottoscritto è convinto che il Napoli quest’anno faticherà davvero tanto, ma ribadiamo che è davvero presto per emettere giudizi. Il cuore vuole volare, la mente mi dice che questa squadra si è ridimensionata tantissimo a livello psicologico, più che tecnico, e che per calciatori di non eccelsa personalità si è messo alla guida un tecnico bravo, ma inesperto per le grandi piazze. Poi le alchimie giuste nel calcio possono sempre trovarsi, al momento un po’ di scetticismo da parte mia resta. Dalla prossima vorremmo cantare un altro evergreen dei Ricchi&Poveri… E vola vola si sa sempre più in alto si va… Speriamo. Anche perché col Sassuolo si è volati davvero bassi. Pure troppo.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER @SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

 

0 742

Il calciomercato come piace a noi

Siamo degli inguaribili nostalgici. Per noi il calciomercato, più che la ridda di voci di siti internet e decine di trasmissioni tv dedicate alle trattative, è legato ancora a quelle belle tabelle che riportavano (e alcuni riportano ancora) i giornali sportivi.

Ecco quindi la situazione attuale del calciomercato del Napoli, perchè le chiacchiere proprio non ci piacciono… 

ACQUISTI: 

Jorginho (Cen, Verona, D)
Sepe (Por, Empoli, FP)
Fideleff (Dif, Ergotelis, FP)
Radosevic (Cen, Rijeka, FP)
El  Kaddouri (Cen, Torino, FP)
Vargas (Att, QPR, FP)
Valdifiori (Cen, Empoli, D)
Reina (Por, Bayern Monaco, D)
Dezi (Cen, Crotone, D)

CESSIONI: 

Colombo (Por, svincolato)
Mesto (Dif, svincolato)
Michu (Att, Swansea, FP)
Maiello (Cen, Crotone, D)
Gargano (Cen, Monterrey, D)

TRATTATIVE

Vrsaljko (Sassuolo, D)

Darmian (Torino, D)

Astori (Cagliari, D)

Allan (Udinese, C)

Soriano (Sampdoria, C)

Perotti (Genoa, M)

 

ROSA ATTUALE

PORTIERI: Reina, Rafael, Andujar, Sepe

DIFESA: Albiol, Koulibaly, Britos, Maggio, Zuniga, Ghoulam, Henrique, Strinic, Henrique, Luperto, Lasicki, Anastasio, Fideleff, Celiento, Allegra

CENTROCAMPO: Hamsik, Inler, Lopez, Valdifiori, Jorginho, De Guzman, Fornito, Dezi

ATTACCO: Callejon, Higuain, Insigne, Mertens, Gabbiadini, Tutino, Insigne jr, Novothny, Vargas

 

0 744
Empolizzazione o internazionalizzazione?
Empolizzazione o internazionalizzazione?

Il Napoli che sarà per adesso si muove, ancor di più che sul mercato, sul filo di alcune parole. Dall’internazionalizzazione all’empolizzazione, dalla squadra spagnoleggiante a quella tricolore, dal cosmopolita Benitez all’autarchico Sarri. La stampa e le Tv, quasi tutte, hanno deciso che questi devono essere i temi in agenda alla voce Napoli. Tutte parole che in fondo, a pensarci bene, significano quasi niente. Vogliamo davvero passare l’estate a martoriarci su queste discussioni che, saranno pur interessanti per certi versi, ma che sono per la gran parte filosofia?

Qualche anno fa quando iniziava il calciomercato si faceva la corsa in edicola per controllare quelle tabelle con “ACQUISTI, CESSIONI, TRATTATIVE“. Era da lì che si partiva per iniziare a comprendere se il nostro Napoli poteva essere competitivo oppure no. Magari ci facevamo suggestionare, grazie a qualche articolo compiacente, sulla straordinarietà dei nuovi acquisti: Rossitto era un fenomeno della nazionale, Caccia o Agostini dei bomber micidiali, Protti un killer da area di rigore che avrebbe certamente ripetuto a Napoli le gesta di Bari. E potremmo continuare per pagine e pagine…

Al di là delle parole, venendo al campo, il Napoli riparte per adesso da tre pilastri: Sarri in panchina, Valdifiori in regia di centrocampo e Reina in porta. Al momento più che un ridimensionamento sembra un rafforzamento. Ci sarà poi tempo per giudicare fino a fine Agosto quando anche alla voce “cessioni” inizierà a muoversi qualcosa.

È vero, Sarri e Valdifiori scontano il pedaggio di aver militato soltanto un anno in Serie A ed entrambi sono arrivati tardi nella massima serie. Bisogna lasciare loro il tempo di lavorare ed ambientarsi. Non si può bocciare o promuovere senza che sia neppure iniziato il primo giorno di scuola. Per certo l’arrivo di Reina sarà un enorme valore aggiunto, quanti punti in più avrebbe avuto il Napoli con lo spagnolo in porta? La Champions ci sarebbe sfuggita?

L’evoluzione o il possibile ridimensionamento del Napoli passano semmai dalla permanenza in azzurro di alcuni calciatori, Higuain su tutti. È El Pipita l’unico vero top player di questa rosa, mettendo da parte i giustificatissimi sentimentalismi verso Hamsik.

È chiaro che tanti tifosi, tramutandosi con la fantasia nei panni del nuovo Ds Giuntoli, qualche ragionamento sulle opportunità di una cessione di Higuain lo stanno facendo. Ad esempio se il Napoli incassasse dalla vendita di Higuain una cifra vicina ai 50 milioni di euro da reinvestire su Immobile, Rugani e Darmian sarebbe davvero un ridimensionamento? O un modo per rafforzare l’organico in maniera più omogenea?

Strano a dirsi, ma in fondo il mercato azzurro dovrà essere valutato molto più dalla capacità di saper vendere gli esuberi o i calciatori che meno hanno espresso il proprio potenziale con la maglia del Napoli. Una lista abbastanza lunga: Rafael, Andujar, Britos, Zuniga, Inler, Gargano, Jorginho, De Guzman, Callejon, Zapata.  Non tutti da cedere per forza, ma che sicuramente non lascerebbero troppi rimpianti e che consentirebbero al Napoli di poter ben investire su giocatori più idonei al modulo di Sarri. Non sarà un compito semplice quello che attende Giuntoli, ma dalle buone cessioni di questi calciatori potremo giudicare il suo lavoro.

In città vi è uno strisciante malcontento nei confronti di De Laurentiis. Striscioni, cartelli affissi, persino camion pubblicitari itineranti sono stati usati per delegittimare il lavoro del presidente. Eppure, a dirla tutta, Aurelio ci aveva provato. Benitez, Higuain, Callejon, Albiol dovevano portare il Napoli ad una dimensione più europea. Il progetto non è fallito del tutto, ma alla voce “entrate” il bilancio azzurro ha segnato il segno meno. Due anni di “europeo” Benitez hanno lasciato  gli azzurri fuori dalla Champions League, prima con lo sciagurato preliminare contro l’Atletic Bilbao e poi con il disastroso girone di ritorno dell’ultimo campionato che hanno relegato i partenopei al quinto posto in classifica. In soldoni è stata una perdita per il club quantificabile intorno ai 50-60 milioni di euro.

A quanto pare le “menate” su europeizzazione o italianizzazione lasciano il tempo che trovano. Questo Napoli lo giudicheremo dal campo, dai calciatori che saranno acquistati e quelli venduti. Nell’era di Moratti l’Inter ogni anno era la squadra più forte “sulla carta”, tanto che andava di voga la battuta che il presidente nerazzurro avrebbe dovuto far tappezzare San Siro di giornali. Ecco, sulla carta, a leggere alcuni giornali, sembra che Inter e Milan si stiano rafforzando più di noi. Sulla carta. Poi però a parlare sarà il campo. Ascoltare tutte queste cassandre e riempirci di un immotivato pessimismo serve solo a destabilizzare ulteriormente l’ambiente. E invece dovremmo restare uniti. Bisogna accettare le decisioni societarie non per resa, ma per amore. E, soprattutto, perché non è possibile altrimenti.

Valentino Di Giacomo    

(no grazie, il caffè mi rende tifoso)