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ULTIMO AGGIORNAMENTO: Sono state ritrovate nel Napoletano, a Bacoli, le tre ragazze, una di 13 e due di 12 anni che erano scomparse dal pomeriggio di ieri a Giugliano senza comunicare più nulla ai genitori con i cellulari che risultavano spenti. I carabinieri della compagnia di Giugliano le hanno portate in caserma dove ora è atteso l’arrivo dei genitori

Si chiamano Marina Granata, Concetta Maione e Wanda Bonaparte, le tre ragazzine di 12 anni che da ieri pomeriggio sono scomparse nel nulla. Le tre amichette, secondo il racconto di Antonio Bonaparte padre di Wanda, sono “uscite alle 4 del pomeriggio per un giro in città e sarebbero dovute rientrare per le 19:30 le 20”. Di loro, però nessuna traccia.

Alle 23 di ieri – racconta il signor Bonaparte – insieme agli altri genitori abbiamo presentato la denuncia di scomparsa ai carabinieri di Giugliano e secondo alcune amiche sarebbero state avvistate nella zona della Metropolitana di Giugliano. I loro cellulari – conclude il padre di Wanda – sono spenti, aiutateci a trovarle”. Tutte indossavano dei jeans e delle scarpe ginniche.

Chi può condivida questo articolo sui social network e nel caso avesse qualche informazione a riguardo contatti al più presto le Forze dell’Ordine.

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Il controllo delle piazze di spaccio

“Ma dai, è solo una canna, non fa male a nessuno”. Si dice così. Ma non va esattamente in questo modo, perché quella che “è solo una canna” sta scatenando con ogni probabilità l’ennesima faida tra sistemi della camorra e sta lasciando a terra morti ammazzati e vittime innocenti. Secondo le ipotesi degli inquirenti anche le violenze accadute in Curva A l’altra domenica – tra il primo e il secondo tempo di Napoli Sampdoria – sono frutto del controllo dello spaccio di hashish e marijuana.

 

Ponticelli, Soccavo, Sanità, Forcella sono i punti cardinali degli smottamenti che stanno avvenendo all’interno dei clan per gestire lo spaccio di erba e dei mattoncini dello sballo. L’ultimo tragico episodio ha visto uccidere, probabilmente a causa di un proiettile vagante (ma le cause sono ancora tutte da verificare), un ragazzo di  17 anni, Genny. E servono a poco la commozione diffusa, i moniti della politica, le prediche del mondo ecclesiale o ricordare che in quelle stesse strade ci è cresciuto Totò. Gli inquirenti sono a lavoro per stabilire le cause di questa recrudescenza di morte che da qualche mese avviene in città e, se venisse confermato il movente del controllo dello spaccio di droghe “leggere”, ne sarebbe responsabile non solo chi vende, ma anche chi acquista.

Hashish e marijuana rappresentano per i sistemi criminali un giro milionario di euro, ma anche una prova di forza tra i vari sistemi criminali. “Chest’ è zona mia” è una frase che in certi quartieri vale per tutto: dal controllo dei parcheggiatori abusivi, al vecchio contrabbando di sigarette, alla droga. Un retaggio anche simbolico, non solo economico che stabilisce chi comanda e dove.

Ecco, senza falsi e facili moralismi, forse è il caso di riflettere per chi fa uso abituale di droghe “leggere”. Non è “solo una canna”, magari sarà così per gli effetti che queste sostanze provocano alla salute, probabilmente meno gravi di cocaina, eroina e persino delle sigarette, ma gli effetti che hashish e marijuana provocano alla città sono devastanti. Quando andate in un vicoletto stretto, inerpicandovi per i quartieri storici o i “casermoni” di Soccavo e Fuorigrotta e i “palazzoni” di Scampia per acquistare il vostro sballo, fate male alla vostra città.

Da qui si riparte l’eterna discussione se legalizzare queste sostanze per toglierne il controllo ai sistemi criminali. Potrebbe essere una soluzione. Ma cercare anche di limitare prima noi stessi, per amore della città, l’uso di queste sostanze sarebbe un atto responsabile. Non è “solo una canna”. In città e persino allo stadio i sistemi criminali non la pensano così. Soldi, controllo del territorio e dimostrazioni di potenza creano un mix che sta uccidendo tantissime persone. Chi ha ucciso Genny moralmente potrebbe essere anche il ragazzino un po’ fricchettone che per “farsi bello” arrotola del fumo o dell’erba in una cartina.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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