Tags Posts tagged with "buoni"

buoni

0 636
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

L’alcol è un grande amico.
Un bicchiere in più aiuta a distrarci a rilassarci, spesso ci fa chiarire le idee e tante volte ci scioglie un po’ a ci aiuta a superare i nostri freni inibitori, ci aiuta a digere quando mangiamo troppo, ci offre una scusa per le peggiori stronzate che abbiamo fatto nella vita… Insomma gli alcolici sono un compagno fedele su cui possiamo spesso contare.

Quando invitiamo una ragazza a bere qualcosa e vediamo che regge i nostri ritmi di bevuta di solito prevediamo un grande finale di serata, se una ragazza beve parecchio in nostra compagnia significa o che si fida parecchio del compagno di bevute (leggi friendzone) o che è pronta ad affrontare le conseguenze che di solito coincidono con le nostre speranze.

Ma l’alcool come tutti gli amici, anche i più sinceri, ci può tradire nel momento peggiore, quando meno ce lo aspettiamo. Un bicchiere per rompere il ghiaccio, un altro per creare l’atmosfera, uno ancora per stabilire il contatto… e si va avanti così finchè non arriva il bicchiere di troppo, quello che rovina la serata. Già, perchè bisogna sapere qual è il bicchiere giusto a cui fermarsi il letto in cui speravamo di finire la serata (o anche il sediolino ribaltabile della Panda, la frasca, lo scoglio a riv’e mare etc. etc.) si tramuterà in un letto di vomito, di mal di pancia e figure di merda.
Il Napoli a Genova sul 3 a uno si godeva una serata di brindisi, cicchetti e bagordi alcolici, finchè il Genoa non gli ha offerto il bicchiere di troppo, quello che ci avrebbe distrutto la serata, per fortuna il Napoli è stato bravo a non berlo e a fermarsi sul 3 a 2, finendo la serata come tutti noi speravamo… ed evitando di fenire nel vomito.

Cattivi: Koulibaly liscia il pallone sul primo goal del Genoa e commette il fallo della Punizione da cui parte il secondo, ma per il resto erige il solito muro e imposta spesso l’azione. Ghoulam ha un po’ di responsabilità sul goal di Izzo, ma anche lui è lontano dall’essere il peggiore in campo. Il cattivo della serata forse è Hysaj, non tanto per la prova in generale ma per i due tiri fatti quando poteva facilmente servire un compagno più libero, gli auguro di segnare e di togliersi lo sfizio, ma per noi tifosi anche gli assist vanno più che bene.

 

Buoni: Diawara in alcune partite sembra un giocatore di grande esperienza, uno che ha calcato i maggiori campi d’Europa e sa sempre cosa fare, stasera è stata una di quelle, il lancio per Mertens è una vera perla. Chiriches ha fatto una partita di altissimo livello e non ha fatto sentire la mancanza di Albiol, che affronta un periodo di grazia, ma il migliore in campo è ovviamente quello che ha risolto la partita: Mertens segna una splendida punizione e sul secondo goal scrive una poesia con una metrica di tre passi dove stop e tiro sono una rima baciata… meno male che era stanco.

Paolo Sindaco Russo

0 813
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Una cosa che mi ha sempre affascinato di noi uomini è l’illusione che le donne straniere, o anche semplicemente di un’altra città, siano più facili, disponibili e che passino la loro vita ad aspettare che un napoletano (o qualsiasi siano le vostre origini) arrivi a casa loro a sedurle solo con uno sguardo.

Fate un test è chiedete a un vostro amico “Como sono le ..?” e al posto dei puntini sospensivi inserite etnico o geografico qualsiasi e scoprire come Emiliane, Spanole, Svedesi, Latine, Svizere, Armene, Visigote, Marziane e via dicendo siano inevitabilmente “Zoccole“, al massimo “Bone” e solo in rari casi “Cesse“, i più esperti sono pronti ad argomentare la tesi raccontando di rocambolesche avventure sessuali in quelle terre di solite attribuite ad un amico. Vi ricordate il viaggio in Russia di Verdone con l’amico di Martucci? Diciamo che rispetto a quel periodo la nostra geografia si è allargata ma il nostro immaginario è rimasto in egual modo limitato.

Dalle mie esperienza di vita, vacanza, studio e lavoro, fuori Napoli, come ho già raccontato, ho imparato una cosa: se sei imbranato a casa è difficile che fuori riesci a fare meglio e se all’estero, ma se sei forte del fatto che nessuno di conosce, puoi essere più sfacciato e diretto e magari ti metti meno vergogna e osi di più e riesci a ottenere risultati che a casa ti sogni. Bene, benissimo ma al ritorno a casa bisogna imparare anche come comportarsi qui e a fare risultato, altrimenti più che qualche sfizio non ci si può togliere.

Spalletti come l’Amico di Martucci è andato in Russia per vincere, ma una volta tornato ha iniziato a capire anche come funziona in Italia e ieri ne ha dato prova abbondantemente. Tatticamente ha impostato una partita perfetta per bloccare il Napoli e per sfruttare al meglio le ripartenze e non a caso ha, con il Napoli, la miglior difesa del campionato. L’allenatore che più ha sostenuto un certo tipo di calcio in Italia con un europeissimo 4 2 3 1 che in italia sembrava eretico ieri ha giocato la più Italiana delle partite contro il Napoli di Sarri che senza viaggiare troppo ha capito che anche senza rinunciare al bel gioco, allo spettacolo e agli scambi di prima bisogna puntare molto sulla solidità difensiva, che si piò ottenere anche con possesso palla e pressing alto. La maturità o semplicemente, se preferiamo, il guardare all’Europa senza dimenticarsi che si gioca in Italia si sintetizzano nello 0 a 0 di ieri sera, dove sostanzialmente hanno vinto entrambe le difese più forti del campionato.

Cattivi: secondo alcuni Hamsik dovrebbe stare qui, per l’imprecisione in alcuni passaggi ma è stato spesso pericolo e deciso nei contrasti, non era una partita facile e il centrocampo è stato messo a dura prova, lui tutto sommato ha retto. Anche Jorginho è un po’ nella stessa situzione. Dovendo però indicare un peggiore credo che, purtroppo, si debba fare il nome di Mertens, egoista e nervoso in troppe occasione va a sbattere, non solo in senso metaforico contro un ottimo Škriniar.

Buoni: Ounas diamogli la citazione di incoraggiamento, si vede che è acerbo ma si vede anche il talento, in partite del genere potrebbe essere risolutivo, Sarri GIUSTAMENTE prenderà più tempo per dargli responsabilità maggiori ma troverà il suo spazio. Koulibaly è ovunque, non si abbatte, anche quando sbaglia recupera da solo, è molto maturato e confidente nei propri mezzi, certo tirare di sinistro non è il suo forte… ma non è stato comprato per questo. Migliore in campo Albiol, è in un ottimo momento e si vede, il salvataggio è solo un episodio, ha giocato una partita di alto livello anche in fase di impostazione creando l’occasione per Callejon.

 

Paolo Sindaco Russo

0 620
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Lo ammetto, mettere Sasha Grey nel titolo è un modo subdolo per ottenere l’attenzione ma vi devo dire la verità? Per la prima volta dopo almeno 6 anni di buoni e cattivi non so che dire.

Di solito racconto di storie e storiacce sentimentali, sesso, rattusaggini, cibo, viaggi in cumana e altre cose che con il calcio non c’entrano nulla, ma per questa partita non serve. A cosa si può paragonare una partita in cui il Napoli costruisce la prima azione pericolosa su calcio di inizio, in cui il portiere non viene mai chiamato in causa se non per i retropassaggi, una partita dominata in quantità e qualità per tutti i novanta minuti, una partita che sarebbe potuta finire 15 a 0? A cosa la possiamo paragonare? L’unica cosa che mi viene in mente è tornare a casa, aprire la porta e trovarsi Sasha Gray a letto che dice “C’amma fa?” e poi non ti dà neanche il tempo di rispondere.

Cattivi: Mertens fa un goal e un assist e gioca una partita sontuosa ma quando cade a terra tenendosi la gamba nel primo tempo ci ha fatto letteralmente cacare sotto. NON SI FA! Mertens quando cadi devi subito far capire che non ti sei fatto nulla, non scherzare più! Scherzi a parte, nessun cattivo oggi per cui indichiamo come Cattivi del giorno i Vecchi Lions, grandissimo ritorno in curva A ed è stato bellissimo sentire di nuovo “Quando ero in Mozambico“, ma se è una bella cosa perchè vanno fra i cattivi? Perchè parliamo di ultras, saebbe un’offesa metterli fra i buoni.

Buoni: “ALLAN CHE CE TIEN’!” un urlo di uno sconosciuto in curva  spiega benissimo chi è Allan e cosa ha fatto oggi, onnipresente e sempre utile mai troppo lezioso anche quando il Napoli decide di divertirsi dopo aver mettere più che al sicuro il risultato. Hamsik è tornato e non solo per il goal, gran bella prova la sua ma il migliore del giorno è Koulibaly, il cagliari difficilmente supera il centrocampo e quando lo fa si scontra contro il muro umano del senegalese, il goal è una soddisfazione meritata ma anche senza contarlo la sua prova era assolutamente di altissimo livello.

 

Paolo Sindaco Russo 

0 599
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

So che sto per farmi odiare da tutte le donne che mi leggono (che sono almeno 6 o 7) ma quello che sto per dire è una verità assoluta, e come tutte le verità può fare male.

Le donne non sanno dare giudizi obiettivi, soprattutto quando parlano di altre donne.

Sarà capitato a tutti voi di passeggiare con la vostra ragazza/amica/fidanzata/moglie/qualsiasi altra cosa per strada e senza nessuna malizia alcuna incrociare una bella ragazza e, per quanto cerchiate di essere quanto più discreti possibile, farle una TAC totale con lo sguardo.
Nel preciso istante in cui il vostro sguardo torna sulla vostra accompagnatrice le vi chiederà “MA VERAMENTE TI PIACE QUELLA?” Con un tono disgustato come si avesse sorpreso a bere da una saettella con il coppino da brodo.
Magari la sconosciuta che avete appena incrociato non sarà una Top Model, ma è una bellissima ragazza, e alla vostra difesa d’ufficio “Bhe è una bellissima ragazza” vi sentirete rispondere frasi surrealiste tipo “Ma come fa a piacerti una con degli occhiali simili?” o assurdità al livello di “Ma hai visto l’attaccatura dei capelli?“, “No vabè, ti piacciono quelle con i gomiti a punta? Come fanno a piacerti?” o il capolavoro assoluto “Si vabè se le togli le tette grosse, un bel culo, gli occhi azzurri e le labbra carnose è un cesso!“.
Al contrario si lanciano in eroiche difese di loro amiche inequivocabilmente orrende e se per caso vi scappa una battuta atroce sui loro difetti fisici quando cercano di convincervi a presentarle un vostro amico è la fine “Ma che dici? è troppo carina! Ha un sorriso dolcissimo!

Il tifoso in generale è donna, il tifoso del Napoli in particolare è una donna mestruata… dopo una partita come quella con il Feyenoord stiamo guardando il goal subito come la nostra ragazza guarda i gomiti di Belen… poi magari siamo pronti a difendere partite pessime ed errori individuali. Ma in fondo è anche per questo che amo le donne, ed è anche per questo che amo essere tifoso del Napoli.

Cattivi: Per me la prova di Maksimovic non è stata particolarmente negativo, credo abbia bisogno di continuità ma stasera forse qualcosa in più poteva farla. Ghoulam un po’ ingenuo sul rigore e in un’altra occasione in cui è intervenuto fallosamente, ma a parte questo è in un momento di forma straordinario e anche oggi ha brillato. Peggiore della serata? Bella domanda, vorrei poter rispondere nessuno ma mi sa che bisogna rispondere tutti… ovviamente solo dopo il novantaduesimo.

Buoni: Callejon non è più un giocatore, è un ruolo: il Callejon è un terzino veloce, un esterno estremamente tecnico con straordinaria visione di gioco, un’ala con tempi di inserimento perfetti e freddezza sottoporta e forse anche un centravanti… è solo un caso che tutte queste caratteristiche le abbia solo il nostro José, oggi le ha mostrate tutte, sontuoso. Reina adora le critiche, si diverte così probabilmente sono la sua benzina “Non so parare una punizione sul mio palo? Allora paro i rigori, tiè!” ma a parte questo oggi ha regalato anche un intervento decisivo su un tiro deviato. Migliori di oggi? Zielinski! Lo scherzo a Insigne, credo sia stato uno scherzo, credo sia stato apprezzato da Milik più della stessa dedica, chi ha il coraggio e la forza di fare cazzate anche nei momenti di tensione ha vinto, sempre!

Paolo Sindaco Russo

0 635
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Quando ero piccolo adoravo andare a fare la spesa con mio nonno. Mia nonna gli dettava la lista della spesa con precisione e mio nonno la scriveva con grande attenzione, facendo attenzione a non dimenticare di riportare nulla perchè sulla spesa mia nonna era terribile: non c’era margine di errore. Come tutte le nonne mia nonna era la miglior cuoca del mondo e come tutti i grandi cuochi mia nonna era severissima sulle materie prime. Il ruolo di mio nonno era delicatissimo, doveva far quadrare il bilancio familiare accontentando però mia nonna.

Su alcuni prodotti era riuscito a convincere mia nonna ad accettare il casa prodotti meno blasonati, non esistevano ancora i discount con i loro prodotti dal marchio sconosciuto, ma su altri la nonna non transigeva: solo prodotti di qualità.
Su una cosa però mio nonno puntava i piedi: il prosciutto cotto. Perchè se serviva per imbottire mio nonno prendeva direttamente la spalla cotta mentre mia nonna pretendeva comunque il prosciutto.  Chi ha la mia età ricorderà il prosciutto cotto degli anni ’80, quello con riflessi verde fosforescente, bene la spalla era praticamente visibile anche al buio e anche se usata come ripieno chi aveva un palato non dico fine, ma anche minimamente sviluppato, si accorgeva della differenza e la cuoca non era disposta a rimetterci la faccia.
Insomma, la spalla cotta nella mia infanzia è stata sinonimo di pessima qualità, “Nun piglià ‘a spal’” era l’ammonimento principale della mia famiglia.

Recentemente la spalla di maiamale, non il salume ma la carne fresca, è diventata uno dei miei tagli preferiti, la preparo in vari modi, al forno, sfilacciata o anche al ragù, rimane un taglio povero ma se usato bene è gustosissimo, ho anche pubblicato una ricetta su questo blog.

Il Napoli oggi era convinto di avere davanti ‘a spal’, quella di mia nonna che non era buona neanche come ripieno… Invece si è trovata davanti una bella spalla al ragù, che certo non la troverete sui menù di Cracco e Vissani ma in una serata con gli amici è una vera goduria. Per fortuna il Napoli è riuscita a cuocerla a puntino nonostante le difficoltà, ma l’errore di valutazione poteva costarci il digiuno.

Cattivi: anche i Mertens sbagliano, dopo la settimana di paragoni eccessivi è tornato con i piedi per terra, ed è fondamentale. Mertens è Mertens, al massimo Ciruzzo, non ha bisogno di paragoni, è un campione e il termine di paragone deve essere lui non il contrario. Zielinski oggi in ombra, il Napoli è migliorato vertiginosamente con l’ingresso di Allan, oggi il polacco era in giornata no. Peggiore in campo: Reina, il tiro di Schiattarella è angolato ma non imprendibile, una parata non sarebbe stata un miracolo, ma sulla punizione ha tutta la colpa, Ghoulam lo salva dal linciaggio mediatico.

Buoni: Maksimovic nonostante i due goal subiti dal Napoli ha giocato bene ed è cresciuto nel corso della partita. Callejon è un mostro, partecipa all’azione del primo goal, anche se non si può parlare di assist e segna il due a uno con un piccolo capolavoro di astuzia tattica, non un goal bello ma un goal estremamente intelligente. Ghoulam è il man of match, assist goal decisivo di destro e tanta tanta corsa, urge rinnovo prima che possa diventare un rimpianto.

Paolo Sindaco Russo

0 904
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Se dico “Appuntamento Galante” voi probabilmente vi immaginate un uomo che va dal barbiere, si prepara, sceglie con cura abito e cravatta, prenota un tavolo per due con vista sul mare, prende la sua BMW appena lavata e va prendere lei, che si fa attendere un quarto d’ora, ed esce dal portone, salutata dal portiere in livrea, con un bellissimo abito lungo di velluto nero. Per questo mi vedo costretto a usare l’espressione “Appuntamento di vrachetta” per farvi capire bene di cosa stiamo parlando.

Primi anni di università, non era un vero e proprio appuntamento di vrachetta, avevo origliato a mensa che lei voleva sentire il concerto di un gruppo di scappati di casa che oggi chiameremmo gruppo indie e che non trovava nessuno con cui andare. Non la conoscevo, o meglio la conoscevo di vista e la posteggiavo da un po’ senza trovare appigli, così colsi la palla al balzo “Veramente? Pure io non trovo nessuno con cui andare”.
In un’epoca senza cellulari prendere appuntamento con una fuorisede più o meno che campava di schede telefoniche era come giocare alla roulette russa e contro ogni mia più rosea previsione non solo si presentò ma era anche quasi puntuale. 

La serata procedeva più o meno bene per essere un primo appuntamento dove per prima cosa proponi di smezzarsi una Peroni da 66. Ero lì per conoscerla meglio e per vedere se c’era materiale su cui lavorare con molte speranze ma nessuna evidente ottimistica ambizione. Dopo il classico concerto di chitarre distorte e voci gracchianti su improbabili impianti di amplificazione tipico della fine degli anni ’90  la accompagno a casa sperando almeno di rivederci a mensa il giorno dopo… Ma con mia grossa sorpresa mi chiede di salire, a casa sua mi rendo conto che il mio pessimismo mi stava per rovinare la serata: non mi ero portato i preservativi, e quando era ormai palese che sarebbero serviti, mentre cerco di fare mente locale per ricordarmi dove potesse essere un distributore lei apre un cassetto è prende i suoi!

Diciamoci la verità Il Napoli di oggi ha iniziato la partita senza troppe ambizioni ma con grosse speranze, nel primo tempo in molti avrebbero sperato almeno nel pareggio e quando il Napoli cercava come dare la svolta alla partita gli infortuni della Lazio hanno sicuramente offerto la possibilità ai partenopei di stravincere oltre ogni più rosea previsione. Probabilmente se lei non avesse avuto i preservativi avremmo trovato un’altra soluzione, ci saremmo inventati qualcosa e comunque sarebbe andata come doveva andare, nonostante la mia leggerezza… Lo stesso credo si possa dire per il Napoli. Senza infortuni avremmo vinto? Non faccio l’indovino ma sicuramente, come è stato con Atalanta e Bologna Sarri avrebbe inventato qualcosa per risolverla. Alla fine godiamo tutti perchè ciò che deve accadere accade, io ho imparato che almeno uno di scorta lo devi sempre tenere e probabilmente anche il Napoli farà tesoro di questa vittoria.

Cattivi: il solito discorso, vinci 4 a 1 all’Olimpico e vuoi parlare di Cattivi? Molti danno la colpa a Reina sul goal ma non era un tiro facile, è uno di quelli dove i meriti nel pararlo sono superiori ai demeriti nel subirlo. Koulibaly meno lucido che in altre occasioni ma sostanzialmente va a comprare lui i preservativi xxl con il goal del pareggio che galvanizza gli azzurri. Il peggiore stasera? Io che ho esaltato troppo Allan, con il Benevento ho magnificato le sue doti e oggi si è fatto saltare da immobile regalando di fatto il vantaggio alla Lazio.

Buoni: Maggio a fine partita si è tolto le scarpe e fatto cadere qualche chilo di ghiaia, forse dei macigni! Molti, fra cui me, lo considerano l’anello debole della rosa azzurra però in due occasioni su due ha offerto una dignitosissima prova. Mertens oggi ha fatto la partita del Campione, si è visto poco e poi con una fiammata improvvisa regala il goal capolavoro che chiude la partita. Migliore di stasera però io dico Hamsik, c’è chi ha giocato meglio di lui certo,  ma l’assist che porta il Napoli in vantaggio la costante presenza nel palleggio e anche il palo del primo tempo sono un segnale che ci fa ben sperare!

 

Paolo Sindaco Russo

0 1114
Quando il San Paolo è una bolgia

Vien’ aropp’ o pireto!
Fra i tanti modi di dire a scopo offensivo della nostra lingua vien’ aropp’ o pireto è uno di quelli che mi ha sempre affascinato di più. Perchè, sarà la mia formazione accademica, ma adoro riflettere bene sul significato delle parole e su tutte le infinite possibilità che una parola, un’espressione, una frase può avere.
Vieni dopo il peto, non è difficile capire cosa si intende, mediamente viene dopo in ordine di digestione: dopo lo stato gassoso c’è quello solido e insomma  dopo se vieni dopo il pireto sei una merda, detto in modo un po’ più elegante ma sei una merda… ma non sempre, ed è un grande poeta come Ferdinando Russo a dircelo.

Si uno, per esempio,
tene delure ‘e panza,
facenne quatto pérete
fernesce ogne lagnanza.

Il mio cognonimo da bravo poeta rende meravigliosa la normalità e ci ricorda come alle volte, dopo il pireto, viene un meraviglioso stato di rilassatezza e benessere, il pireto è liberatorio, un bella scoreggia alle volte porta via i dolori, i malesseri e si ricomincia da zero in splendida forma.

Il Napoli stasera è stato un grandissimo pireto, anzi a tratti è sembrato proprio una loffa, hanno sbagliato in tanti, non c’è stato un unico colpevole è stata una grande orchestra di sfinteri che appestato di mefitici gas intestinali la nostra serata Champions... dopo un po’ di avvisaglie è accaduto quello che doveva accadere, adesso tutto sta nel capire cosa viene aropp’ o pireto, io credo che possa avere ragione Ferdinando Russo nel frattempo però è bene arieggiare un po il locale.

Cattivi: Io stravedo per Milik, credo che abbia qualità importanti e spero di non secciarlo con queste affermazioni ma oggi ha sbagliato tanto, bravissimo nel trasformare il rigore un po” meno a sfruttare l’occasione per pareggiare sul finale. Hamsik è ancora nella sua fase grigia, oggi un suo errore poteva costarci carissimo, ha bisogna di fiducia e tornerà con i suoi numeri sempre decisivi. Reina? un paio di partite e oggi inevitabilmente qui, forse qualcuno non sarà d’accordo ma io penso meglio che certe cose le faccia in Champions che in campionato.

Buoni: i miei complimenti più grandi vanno ai tifosi del “Te l’avevo detto” quello che passano l’estate a dire che Hamsik non è decisivo, che Reina non va bene, che Koulibaly per 60 milioni lo porto io in braccio al Chelsea, quelli che il presidente non compra un terzino destro quelli che Il Napoli gioca però non vince ma se poi vince non ha giocato, quelli che se vanno allo stadio cantano solo quando il Napoli è in vantaggio e fischiano gli errori… Insomma quelli che provano un piacere sessuale nel dire “io ve l’avevo detto”, godono più di questo che della vittoria del Napoli, sono quelli che stasera per l’eccitazione stanno scrivendo sui social con una sola mano… Bravi, voi siete veramente Buoni! Voi veramente venite aropp’ o pireto… e non secondo Ferdinando Russo!

Paolo Sindaco Russo (non parente di Ferdinando)

0 912
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Quando l’età (ma non certo la maturità) e un minimo di indipendenza economica ti permettono di fare i primi viaggi la scelta della meta non è mai semplice, non ci sono i soliti dubbi che accompagneranno le tu future vacanze, mare o montagna? Città d’arte o luogo tranquillo? No, la priorità è una, sola, unica e irrinunciabile: ‘amma chiavà!

Mi si perdoni il francesismo ma è così, c’è poco da fare, e chi lo nega è solo un bugiardo. Per la mia generazione l’aereo era un lusso per pochi e spostarsi non era mai economico, se a questo aggiungiamo che la maggior parte delle informazioni, senza internet, si basavano sulla mitologia del passaparola la scelta era una roulette che girava intorno a un solido perno: là so’ zoccol’!

Che fosse vero o meno era tutto da scoprire ma il nostro immaginario era pieno di luoghi come l’Emilia Romagna, la Spagna, la Svezia, alcune isole della Grecia (non tutte perchè in alcune ci andavano solo i ricchioni) dove tutte le donne erano zoccole. Questa convinzione di solito aveva basi scientifiche più infondate di quelle di una qualsiasi religione ma spesso noi ci credevamo e arrivati lì ci trovavamo davanti a un’amara costatazione: se non sei buono qua non sei buono neanche là, se anche le ragazze in certi posti sono più disponibili che a casa tua non è che ti fermano in mezza alla strada e ti portano a casa loro all’improvviso, devi ovviamente approcciarle, dire qualcosa, cercare di colpirle e di piacerle… insomma un baccalà che cambia città rimane sempre un baccalà.
Anche quelli che andavano in Polonia nei primi anni ’80 si portavano le calze di nylon, per cui per degli sbarbatelli alle prime esperienze un approccio collaudato, una battuta di sicura riuscita, era fondamentale, anche se a casa tua l’avevi usata con chiunque ed era più prevedibile del finale di una puntata di Dytarn 3, un modo per rompere il ghiaccio serve sempre, dopo ti puoi sparare il pezzo.

Bologna è uno di quei luoghi mitologici dove le ragazze sarebbero più facili del normale, l’anno scorso il Napoli si è divertito parecchio ma quest’anno arrivato lì sembrava che tutto gli fosse dovuto e per un’ora è rimasto come il baccalà di cui sopra senza sapere bene cosa fare… per rompere il ghiaccio è bastato il più banale degli approcci, lo “Scusa ma tuo padre era un ladro…” degli schemi di Sarri: lancio di Insigne per il taglio di Callejon. La prima botta è data, poi tutta discesa e ci siamo divertiti parecchio con la giocata da campione di Mertens e l’azione alla Guardiola che ha portato il Napoli al terzo goal.

 

Cattivi: Jorginho in certe partite non riesce a dare il meglio di sé, a volte come oggi soffre un po’ la densità ma comunque è riuscito spesso a dare il suo contributo. Chiriches non benissimo fino all’infortunio ma comunque resta un giocatore abbastanza affidabile quando viene chiamata in causa. Hamsik ha giocato meglio che con l’Atalanta ma rimane il dato che quando esce la partita decisamente cambia.

Buoni: Reina non solo ha salvato due volte la porta ma nel primo tempo è forse quello che ha giocato più palloni nel Napoli, quando ogni via era chiusa il pallone tornava sempre a lui per ripartire, oggi il suo essere un centrocampista con i guanti è stato più che mai fondamentale. Allan oggi è stato praticamente ovunque, è fisicamente il più in forma degli azzurri e si vede, se il Napoli ha retto buona parte del merito è suo. Migliore di stasera è Callejon, si rialza da tentato omicidio di Palacio e decide la partita con un goal carico di cazzimma (schiacciarla sotto le cosce del portiere a un metro di distanza è una finezza per pochi) e con l’assist che chiuderà la partita… sempre più prezioso.

 

Paolo Sindaco Russo

 

0 687
Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Chill’ ha mis’ ‘e mamm’ miez’!

Da ragazzi bastava dire questo per essere assolti con formula piena dopo aver fatto partire una rissa, anche in situazioni tranquille, pacifiche, fra amici… nominare una mamma era come inviare un ambasciatore con atto di guerra, dovevi aspettarti una reazione violenta, rabbiosa e disorganizzata, e spesso chi aveva messo per primo le mamme in mezzo aveva anche la meglio a mazzate, lasciando così il povero figlio della mammeta tirata in ballo cornuto e mazziato.
Poi crescendo si smette di difendere con i paccheri l’onore della genetrice, ma con il tempo si impara a rispondere a tono e a cercare di capire bene se l’aggressione fisica è necessaria o se c’è un’altra soluzione, tipo rispondere tirando in ballo i megli defunti di chi gli è stradefunto, far salire un po’ la tensione ma evitare comunque la rissa, senza perdere la rispettabilità.
Poi finalmente si matura, e tendenzialmente si evita di mettere le mamme in mezzo, ma se capita dobbiamo essere bravi a non cedere alla provocazione, a rimanere lucidi e capire cosa realmente vuole lo sfidante e come offenderlo nel miglior modo possibile. Colpendo magari con sarcasmo su argomenti dove sappiamo che il nostro avversario è sensibile, un classico “Muglieret’ se ten’a nat“, o magari ricordargli che in giro si dice che abbia le pacche chiacchierate, sono strategie vincenti che ci portano ad ottenere anche i favori del pubblico circostante, sottolineando la differenza di classe fra noi e chi mette ancora le mamme in mezzo.

L’Atalanta storicamente mette le mamme in mezzo con il Napoli, e spesso ci siamo trovati davanti a reazioni tanto rabbiose quanto disorganizzate degli azzurri che finiva sempre con l’avere la peggio… lo scorso anno ben due volte la fredda e organizzata Atalanta sia a Bergamo che al San Paolo ha avuto la meglio su un Napoli che ha finito la partita cornuto e mazziato.

Si può maturare in un solo anno? Forse si, almeno il Napoli stasera ne ha dato prova, in una situazione che sembrava la fotocopia dello scorso anno ha saputo riorganizzarsi e trovare i colpi giusti per riconquistare il pubblico e deridere un avversario che stava nettamente avendo la meglio. Salvo l’onore della mamma, le offese tornano tutte al destinatario e il Napoli festeggia i tre punti e la maturità, avendo finalmente, forse, imparato a reagire con lucidità.

Cattivi: Callejon anche quando sbaglia qualcosa è sempre fondamentale al gioco della squadra e per generosità non merita mai l’insufficienza, oggi è uno di quei giorni in cui sbaglia qualcosa ma da qui ad essere fra i cattivi ce ne vuole. Jorginho oggi ha sofferto parecchio la fisicità e la densità del centrocampo atalantino, poco lucido non riesce mai a trovare la giusta giocata. Capita raramente e quando capita soffro moltissimo, Hamsik fra i cattivi è una sofferenza per ogni tifoso, purtroppo oggi ha sbagliato tantissimo, spesso anche i passaggi più semplici… succede a tutti, oggi possiamo perdonarlo.

 

BuoniZieliński nel primo tempo era fra i non pervenuti del centrocampo azzurro, poi si è inventato il goal della vita sostanzialmente risolvendo la partita, il talento che fa la differenza in partite che sembrano bloccate è quello che fa fare il salto di qualità. Ghoulam continua il suo periodo di forma straordinaria, nel primo tempo è stato forse il più pericoloso del Napoli nonostante la catena di sinistra fosse in giornata no. Migliore di stasera è Allan, ha cambiato letteralmente la partita, il suo inserimento è stato preziosissimo e ha di fatto regalato i tre punti al Napoli.

 

Paolo Sindaco Russo

0 548

Per noi maschietti, parlare di uomini potrebbe essere troppo autocelebrativo, è sempre difficile venire fuori dall’adolescenza, una certa visione del mondo rimane, e forse rimarrà per sempre, ancorata alle scuole medie. Il cervello ragiona troppo spesso in modo semplice e parlando di donne le descrizioni, le analisi, le osservazioni e i ragionamenti spesso si limitano a due dettagli molto semplice e appariscenti: le zizze e il culo.
Non è questione di superficialità, ma è un po’ come quando fai zapping e vedi la televendita delle fasce vibranti di Monicasport e la modella con le chiappe che vibrano, non puoi fare a meno di fermarti qualche secondo e poi proseguire sugli altri canali. Sarà un discorso maschilista, forse anche meschino, ma per l’uomo guardare una donna può semplicemente ridursi a guardare qualcosa di bello, è per chi non vuole applicarsi più di tanto zizze e culo vanno più che bene.
Ma è un peccato, un vero peccato perchè spesso ci perdiamo il meglio. Ci perdiamo l’armonia di un corpo, il brillare di un sorriso, tutte le sfumature dei colori degli occhi, parti sensuali come spalle e collo… insomma come citando Sabrina Salerno e Jo Squillo “oltre le gambe c’è di più”.

Gli uomini quando non guardano le donne, o meglio il culo e le zizze, guardano il calcio, o meglio i goal. Guardiamo troppo spesso gli highlight, i numeri e i goal di giocatori di mezzo mondo e ci limitiamo a pensare che il calcio sia una rabona, una punizione d’esterno e altri capolavori che oramai abbondano sulle nostre bachece… Ma è solo una parte del calcio, chi guarda solo questo si perde l’armonia di una diagonale difensiva, la meraviglia del pressing alto, le sovrapposizioni dei terzini con le mezze ali, i tagli dell’ala… insomma ci perdiamo il meglio, è il Napoli oramai è questo, forse non ha la quinta di reggiseno e il culo a mandolino… ma è na dia e femmena! Insomma in un mondo che si eccita con Belen Napoli è Audrey Hepburn, e stasera lo è stato più che mai.

 

Cattivi: Albiol ha perso una volta Balotelli, dopo il primo goal la difesa si è comprensibilmente rilassata un attimo, ma la sua prova non è stata negativa, parliamo sempre di una partita senza grossi pensieri per Reina. Tutti gli attacchi del Nizza però sono arrivati dalle parti di Hysaj, forse l’unico la sufficienza per stasera è in dubbio, ha anche sprecato una buona palla in avanti. Ma la cosa peggiore della serata non è da cercare fra i giocatori, ma sulle poltrone della UEFA, negare la possibilità di portare sciarpe e bandiere ai tifosi del Napoli è una di quelle cose che fa male al calcio… ma non permettere al Napoli di portare il lutto al braccio è una cosa totalmente priva di senso.

 

Buoni: a me piace ricorda che Hamsik sparisce nelle partite importanti, poco importa che la partita si risolva grazie a una sua giocata, il suo assist perfetto a Callejon. Anche lo spagnolo gioca la sua partita generosa e ritrova un goal incredibilmente importante. Ma a Nizza in tanti hanno meritato ben più della sufficienza e dovendo scegliere il migliore in campo credo che molti di voi saranno d’accordo con me se dico Jorginho, sempre più maturo e sicuro di sé vederlo palla al piede in fase di disimpegno fa amare il calcio, ricorda un libero degli anni ’80, quelli coi piedi buoni, come i suoi d’altronde.

 

Paolo “Sindaco” Russo