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I giocatori del Napoli scendono in campo per l'allenamento

Doppia seduta di allenamento per il Napoli. Sarri, considerato il giorno di riposo di lunedi’, ha deciso di aumentare il lavoro. Cosi’ come da programma pre-Europa, domani
mattina ci sara’ la rifinitura a Castelvolturno mentre la partenza per Bruges e’ prevista per le 14,30. Il tempo di arrivare in Belgio e subito di corsa allo stadio per la conferenza stampa prepartita. Le novita’ per questa quinta gara di Europa League sono quattro: Sarri ha scelto di non convocare Reina, Albiol, Jorginho e Higuain. I quattro leader azzurri non risultano nella lista che andra’ in Belgio. Sono stati integrati due ragazzi della Primavera. Precisamente Gionta e Negro. A quanto pare il tecnico toscano non vuole far stancare gli uomini chiave in vista di un match cosi’ importante come quello contro l’Inter. Il Pipita, poi, arrivava da due match con la Nazionale e un viaggio di ritorno molto lungo dalla Colombia. Naturalmente entrambi lavoreranno a
Castelvolturno aspettando la squadra venerdi’ pomeriggio. Per il resto il gruppo e’ al completo. Probabile formazione: Gabriel; Maggio, Chiriches, Koulibaly, Strinic; Allan, Valdifiori, David Lopez; El Kaddouri, Callejon, Insigne.

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Fonte: sscnapoli.it

Bruges – Napoli si giocherà, ma con una forte restrizione: i tifosi del Napoli non potranno recarsi a Bruges per assistere alla partita di Europa League di giovedì sera. Il sindaco della città belga ha infatti fermato la vendita dei biglietti e deciso la chiusura completa del settore ospiti. Lo comunica il Bruges sul suo sito ufficiale. La decisione di chiudere il settore ospiti dello stadio di Bruges è stata presa dal sindaco della
città belga Renaat Landuyt perché, a causa della minaccia terroristica in Belgio, non ci sono abbastanza agenti di polizia per controllare anche i tifosi avversari. Lo riferisce il sito del quotidiano belga “La Nouvelle Gazette”, citando fonti dell’amministrazione comunale di Bruges. Erano circa 1.300 i tifosi del Napoli che avevano acquistato
il biglietto per seguire il club azzurro in Belgio.

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Il dialogo tra tifosi

Maurizio De Giovanni

Doveva essere un’intervista, invece poi è diventato un lungo dialogo tra due tifosi, due innamorati pazzi del Napoli. Lui non era più il celebre Maurizio De Giovanni, scrittore e creatore di personaggi meravigliosi come Lojacono e Ricciardi. Io non ero più il giornalista che voleva conoscere fatti, dettagli e retroscena della querelle tra lui e Il Mattino di cui avevo scritto – non concordando con le posizioni dello scrittore partenopeo – due giorni fa. Eravamo due persone che volevano chiarirsi, parlare.

Squilla il telefono, De Giovanni risponde: “Ah signor Di Giacomo, se preferisce chiamarmi sul fisso, le do il numero di casa, 081…“. Gli chiedo subito se fosse riferito a Il Mattino quel post su Facebook scritto nel corso di Napoli – Lazio: “Non perdonerò mai chi non ha lasciato che scrivessi tutto questo. Mai”. “Io ero a Taormina per il festival, in albergo ad urlare come un pazzo per i gol del Napoli – racconta –  sull’onda dell’entusiasmo ho scritto quel post. Mi sarebbe piaciuto scrivere sul Mattino di Sarri, della sua umiltà nel rivedere le proprie scelte passando dal 4-3-1-2 al 4-3-3. Ma guardi – mi confessa – io uso i social network in maniera disinvolta. Non mi sento depositario di nessuna verità universale, non mi rendo conto che certe mie frasi messe su Facebook possano avere risalto. Io non mi sento un personaggio noto, lo sono semmai i miei personaggi, Ricciardi e Lojacono“.

De Giovanni mi ribadisce il suo piacere nel poter condividere sul quotidiano più importante della città i propri sentimenti di tifoso. Io gli faccio notare che però un giornale ha codici e regole da rispettare e che forse quella sua frase finale in cui indicava Juliano e Ferlaino tifosi del Napoli, intendendo che probabilmente De Laurentiis non lo fosse, non poteva passare così facilmente. Soprattutto in un contesto in cui in città si respira un bruttissimo clima nei confronti del presidente del Napoli che viene costantemente minacciato. “Si, questo lo capisco – replica – però bisogna separare chi come me compie una critica da chi invece minaccia ed insulta, ad esempio, per l’incendio del suo yacht“. Concordiamo.

Ma è giustificato questo odio verso De Laurentiis? Gli chiedo. “Il tifoso deve fare il tifoso – mi risponde – deve sostenere la squadra fino al 90′, ma dal minuto successivo ha il diritto di criticare, certo, senza offendere. Io dico solo che De Laurentiis è un imprenditore che non rischia di suo, basti pensare che l’85% del bilancio della Filmauro è costituito dal Calcio Napoli. Nelle ultime due partite in casa – contro Bruges e Lazio – si sono registrati 12.000 e 20.000 spettatori. Un motivo per questa disaffezione ci sarà”.

 Si, ma non si può non considerare che negli ormai 90 anni di storia del club, De Laurentiis abbia raggiunto risultati straordinari: sei qualificazioni consecutive in Europa, tre trofei, una semifinale di Europa League Invece allo stadio, a differenza di qualche anno fa, si canta sempre quel “Devi vincere”, un coro che contrasta con la storia del club. “Su questo non c’è dubbio – e aggiunge – ormai in tutti i settori c’è questa triste convinzione che se non si vince si perde. Certo, bisogna sempre vedere in che modo si perde: perché perdere ottenendo un secondo o un terzo posto è completamente differente che farlo se si arriva più giù. Vi è una proporzionalità anche nelle sconfitte”.

 E quando De Laurentiis rivendica i successi del club, rispetto al declino della città? “Ma chi l’ha detto che Napoli sia una città in declino? Ma ora vorrei sapere quante volte lui è passato davanti alla 167 a Secondigliano o a Scampia, che ne sa lui della nostra città se non la vive? Il club non ha una sede in città, i calciatori sono rintanati in provincia di Caserta a Castelvolturno, non si consente mai ad un giocatore di essere ospite in qualche programma televisivo come accade altrove. È un discorso che non ha senso: De Laurentiis è presidente di una squadra che si chiama Napoli e che a Napoli viene solo a giocare due partite al mese, per il resto è totalmente avulso dalla città. Lui non può considerare la squadra di calcio come qualcosa di estraneo al contesto. Cosa fa il Napoli per la città? C’è qualche progetto o iniziativa sociale del club per migliorare il posto in cui opera? Io sono napoletano e, anche se mi converrebbe per lavoro vivere a Roma, non lascerò mai questa città. Allora potrei dire anch’io che sono tra i primi cinque scrittori italiani e che sono meglio del resto della città. Ma che razza di ragionamento è? Non riesco proprio a capirlo”.

 Cerco di riportare il dialogo sul calcio, ma secondo lei il Napoli dove si piazzerà quest’anno? “Roma, Juve e Inter sono più forti di noi, i nerazzurri hanno anche il vantaggio enorme di non giocare le coppe. Penso che potremmo arrivare dal terzo al sesto posto”. E allora gli confesso, ma le fa così schifo che il nostro Napoli parta ad inizio campionato per arrivare dal terzo al sesto posto? Sarebbe questo lo scandalo? Raccontandogli poi la mia storia di tifoso poco più che trentenne, di quelli che hanno visto Diego e poi tutto il declino fino alla serie C. E che quindi non mi fa così schifo la statura attuale del Napoli. “Ma lei su questo ha ragione, a me non fa assolutamente schifo la dimensione attuale del Napoli. Il calcio è qualcosa di effimero, eppure è quella cosa che ci fa ridere, piangere di gioia, ci fa urlare, disperare. Insomma il tifo ci fa emozionare e le emozioni sono una parte essenziale della nostra vita, non sono effimere. Io non posso ragionare solo parlando di soldi, bilanci ed essere razionale di fronte alla serietà delle emozioni. Il Napoli non è solo un’impresa è una realtà che ha a che fare con le emozioni della gente, è una passione collettiva e non si può consentire che qualcuno giochi con le nostre emozioni”. Non concordo completamente, però mi emoziono mentre dice queste cose. Tanto. Ci sono momenti in cui due persone non solo si conoscono, ma si riconoscono, magari non concordano. Però sintonizzano le anime su una stessa frequenza.

Gli racconto il motivo per cui è nato soldatoinnamorato, un modo per cercare di ragionare su Napoli e sul Napoli senza eccessivi clamori. Perché resto convinto che il modo di presentare le notizie da parte dei tantissimi siti web e testate sia uno dei motivi della frenesia dei tifosi. Titoli eclatanti rispetto a minime notizie che raccontano di un accanimento che forse non ha diritto di esistere. E poi che soldatoinnamorato vuole raccontare la città a proprio modo. “Certo, purché non si pretenda di raccontare la “vera Napoli” – e qui il discorso lambisce il caso Bindi – perché la “vera Napoli” non esiste. C’è la Napoli di Saviano, quella di Erri De Luca, quella di Salvatore Di Giacomo, quella di Benedetto Croce, quella di Eduardo, di Pino Daniele, di Totò, la mia. Ma non esiste la vera Napoli, una città multiforme che sfugge a qualsiasi catalogazione”. Si, cerchiamo di raccontare anche questo gli dico. Un po’ come quando Paolo Sindaco Russo scrisse che il ragù è il Santo Graal dei napoletani perché in realtà non esiste una vera ricetta. Sorride. “Lo so lo so. E aggiungerei che il vero ragù è quello che deve bruciare lo stomaco per giorni. Perché una cosa tanto buona va pagata con qualche sacrificio”. Sorridiamo, io con qualche languore.

Ormai la conversazione, dimenticata la querelle sul Mattino, è in discesa. Gli chiedo allora a quale tradizione napoletana lui si sente più legato: “Il casatiello – risponde perentoriamente – una prova posteriore dell’esistenza di Dio – la crosta del casatiello…”. Lo fermo, gli chiedo se fosse disponibile a parlarne con l’esperto, Paolo Sindaco Russo, per la sua rubrica “Il pranzo della Domenica”. Ne è felice.

E invece, tornando al calcio, tra i mortali, a quale giocatore del Napoli è più legato. “Tra i mortali certamente Bruno Giordano, classe ribalda, scugnizza, follia del campione unita ad una situazione personale e familiare straziante. Lui in campo parlava la stessa lingua di Diego. Mentre tra i giocatori recenti mi sono innamorato di Lavezzi, della sua follia inutile. Quando segnò quel gol a Cagliari all’ultimo minuto provai emozioni che non sentivo da anni. Ho amato Lavezzi”.

Progetti futuri? “La Rai inizierà a girare il prossimo mese “I bastardi di Pizzofalcone” che andrà in onda il prossimo anno. E così avverrà più in là per Ricciardi e Lojacono. Ma per il momento il progetto più importante è battere sabato la Juventus!”.

Me l’ha raccontata come è andata con Il Mattino. Ma ormai è acqua passata. Parliamo della brutta vicenda che ha coinvolto Erri De Luca, processato per aver espresso un’opinione. Discutiamo di tanto altro mentre in sottofondo sento in casa sua un cane che abbaia. E poi, soprattutto, gli ho riconosciuto più volte nel corso della conversazione una signorilità d’animo e una galanteria poco comune nel concedermi un’intervista dopo che il sottoscritto lo aveva aspramente criticato per quella vicenda. Restiamo ognuno con le proprie ragioni, ma in fondo non interessava a nessuno dei due “tenere ragione”. Siamo due persone che per un’ora della loro vita hanno parlato di alcune passioni comuni: Napoli, il Napoli, la bellezza, il cibo, la scrittura e tanto altro. Lui però era Maurizio De Giovanni. Ed è un regalo raro poter trascorrere un’ora così con una persona bella. Al di là di qualsiasi notorietà. Grazie.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

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Le pagelle dei tifosi del gruppo Facebook “Didì Vavà Pelè site ‘a uallera ‘e Canè”. Questa settimana è toccato al mitico Carlo Pontorieri stilare le graduatorie. Ed ha portato più che bene…

NAPOLI – BRUGGE ovvero quella che tutti conoscono come BRUGES (il Belgio è diventato paese molto federale, dunque la città si presenta col nome ora in fiammingo, e bisogna essere precisi… e stasera è stata serata di gala, dunque anche noi saremo molto precisi).

5-0. E’ cominciata oggi la stagione del Napoli di Sarri? Ed è questo il Napoli di quest’anno? Di certo stasera una vittoria che fa molto bene all’umore e all’autostima: della squadra, di qualche giocatore in particolare, della tifoseria, di Maurizio Sarri, e anche mio, se permettete.

Proviamo allora a vedere le singole prestazioni…

JOSÉ MANUEL REINA PÁEZ, più noto come PEPE REINA – Qualche uscita sfarfalleggiante nei primi minuti del primo tempo non offusca la valutazione della prestazione del portierone azzurro. Lanci di mano e soprattutto di piede da grande centrocampista, la solita sicurezza tra i pali, mai impegnato, se non nella parte finale del 2’ tempo, in una paratona giusto per ricordare a tutti chi è. Il Lìder Maximo della squadra azzurra, ora pure riconosciuto ufficialmente come vice-Capitano. 7

ELSEID HYSAJ – Il ragazzo sembra si trovi assai meglio sulla fascia destra che sulla sinistra. Copre, marca, va bene in pressing, effettua anche qualche buon cross, in altri si vede invece che deve ancora migliorare. È cmq uno dei protagonisti della Rinascita della Difesa. Bene così. 6,5

RAÚL ALBIOL TORTAJADA – Era aspettato il varco, essendo stato individuato dalla critica come il responsabile pressoché unico dei gol subiti nelle partite precedenti. Ma stasera al San Paolo è successo qualcosa di importante, anzi di straordinario. Si temeva che lo stadio potesse assumere quegli atteggiamenti da tifoseria bauscia, da San Paolo che imita San Siro, spocchiosamente mugugnando e rumoreggiando già ai primi interventi del difensore spagnolo. E invece, colpo di scena! Applausi e ovazioni di incoraggiamento ad personam a inizio partita, per un ragazzo che deve aver passato giorni non facili. Niente da fare, Napoli è sempre Napoli. Forse per la presenza sugli spalti dei veri appassionati azzurri, quelli che vanno a sostenere i propri colori anche nei momenti più difficili? Chissà. In ogni caso, un Albiol rinfrancato, grazie anche alle parole di Sarri in conferenza-stampa, un Albiol che ha ricambiato affetto & stima di allenatore e pubblico, offrendo in coppia con KK una prestazione maiuscola. 7

KALIDOU KOULIBALY – Anche a Kalidou forse hanno fatto bene le parole di Sarri in conferenza stampa. In effetti anche l’anno passato, prima di entrare in un kantiano “sonno dogmatico”, KK aveva offerto prestazioni sontuose. Ma stasera ha giocato semplicemente “a mostro”. Ha corso, lottato, anticipato di forza e di intelligenza, ricordando da queste parti un certo Cannavaro (nel senso di Fabio), con lanci che saranno piaciuti anche a chi ha ancora nel cuore Rudy Krol. Ok, sto esagerando. Ma stasera abbiamo rivisto quello che i tifosi avevano già soprannominato The Black Wall. Kalidou al Barcellona? Sì, forse, tra una decina d’anni. Però se gioca così, direi di no. 8

FAOUZI GHOULAM – Un po’ in difficoltà ad inizio partita nella fase difensiva, non proprio il suo forte, venendo messo in mezzo dagli avversari, anche a causa della latitanza dei colleghi di fascia Hamsik e Mertens, più votati al gioco d’attacco. Cresce durante la partita, prende le misure, si assesta meglio ed è uno dei protagonisti. Sempre belle le sue rimesse laterali, buona stavolta anche la sua tenuta di concentrazione. Anche lui tra i protagonisti della Rinascita della Difesa Azzurra. 6,5

DAVID LÓPEZ SILVA – E niente, anche stasera ne ha sbagliate troppe, sia come interdittore, sia nel lanci. Si vabbè, si impegna, fa massa, densità si dice oggi, copre pure gli spazi, il classico “lavoro oscuro”. Ma pure troppo oscuro, mai una luce. Dispiace mettere in una serata come questa un 5, ma la va così.

JORGE LUIZ FRELLO FILHO, meglio conosciuto come JORGINHO – Un altro che ha giocato divinamente. “Ma quante palle sono passate per il suo piede?” si è domandato a un certo punto il telecronista… Non si sa. Di certo è stato il Signore e Padrone del Centrocampo, mostrando intelligenza tattica da giocatore cresciuto in Italia e piede vellutato da nativo brasiliano. Si capisce che il suo ruolo naturale è quello appunto di centrocampista centrale in un centrocampo a tre, con due di fianco che ne mascherano la fragilità fisica e di tenuta atletica. Perfetta la realizzazione dello schema sarriano, con una magistrale pennellata che ha portato al 2’ gol di Mertens. Che cosa si vuole di più? 8

MAREK HAMŠÍK – Lui dice che vuole giocare così in quella posizione e Sarri lo fa giocare così in quella posizione. No, non voglio riaprire il dibattito sulle posizioni di Hamsik (il famoso Hamsikasutra…), ma non ci troveremo sempre di fronte un Brugge stroncato dal caldo dopo la mezz’ora e tutti a sinistra che possono infierire all’attacco, senza curarsi degli avversari. In ogni caso, bella partita anche del Capitano, uno che dà notoriamente del tu al pallone e mostra sempre notevole fiuto del gol. Ottimo in fase d’impostazione e di conclusione, belli i dialoghi con Mertens e Jorginho. Una prestazione coronata pure dal gol, che male non fa. 7,5

ALLAN MARQUES LOUREIRO – Se qualcuno aveva ancora dubbi… no, non è il nuovo “Gaggano”. Certo corre e copre come l’altro, ma mostra pure una potenza fisica e una facilità di tocco, sconosciute al vecchio giocatore uruguagio. Sembra un grande acquisto e non la solita sòla perpetrataci dall’Udinese. Subentrato ad Hamsik nel 2’ tempo, fa il suo alla stragrande innescando pure con un lancio millimetrico Callejon per il 5’ gol. 7,5

JOSÉ MARÍA CALLEJÓN BUENO – Un altro che aveva deciso stasera di “togliersi gli schiaffi dalla faccia”. E così abbiamo rivisto il Calle del primo anno beniteziano: un misto di corsa, tocchi e tagli impressionante: materia grigia a zeffune, pura intelligenza degli spazi che sovrasta costantemente gli avversari per la naturalezza del genio. I due gol sono stati il meritato premio. Sarà difficile per Sarri riportarlo in panchina. 8

GONZALO GERARDO PIPITA HIGUAÍN – Gli è mancato il gol. Solo quello. Per il resto prestazione notevole di Gonzalone nostro, con spunti da centravanti di razza, ma anche da falso nueve, da trequartista, e persino da difensore, andando non di rado in pressing sul portatore di palla avversario. Forse il 4-3-3 messo in campo da Sarri un po’ lo penalizza, cercandosi più spesso le due ali tra loro, e lui stesso cercando spesso di lanciare uno tra Calle e Mertens. Ma in fondo non si può dire su una singola partita. Di certo la sua sola presenza da quelle parti rinfranca i compagni e terrorizza gli avversari. A ben donde. Esce tra gli applausi convinti del San Paolo, 7.

MANOLO GABBIADINI – Non si è visto granchè nei 18 minuti in cui ha giocato. Ma a me sta simpatico. Ciò nonostante S.V.

DRIES MERTENS -“Adesso ci capisciamo” ha affermato convinto nell’intervista a fine partita. E direi proprio di sì. Dribbling ubriacanti, visione di gioco, tocchi di prima e due gol: uno dei leader in campo. Belle entrambe le reti segnate dal belga, nel suo personalissimo derby con i fiamminghi del Brugge. Uno dei protagonisti assoluti di questa partita. 8

LORENZO LORENZINHO INSIGNE – Entra a partita già moralmente conclusa, si ricorda solo un suo calcio di punizione. Ma non era questa la sua serata. S.V.

ALL. MAURIZIO SARRI – Si temeva per questo suo esordio assoluto in Europa. E questo invece ha coinciso con la vittoria più larga della storia del Napoli nelle competizioni europee.
Lo confesso: a me piace molto. Come persona e come tecnico. Mi piacciono i modi, le cose che dice (la conferenza-stampa di ieri dovrebbe essere proiettata a Coverciano per mostrare come un trainer deve difendere squadra e singoli giocatori in un momento difficile), ma anche la sfrontatezza e l’ostinazione nel “portare avanti un discorso”. È notoriamente uno degli allenatori più preparati in Italia, e solo in un paese come l’Italia poteva arrivare in una grande squadra a 57 anni. Forse troppa sostanza e troppo poca apparenza nel Paese dei Fighetti. Onore perciò per una volta al merito di ADL nell’averlo scelto come nostra guida tecnica. Speriamo continui a difenderlo in giornate diverse da questa.
La partita di stasera. Evidentemente uno suo schema il gol da calcio piazzato, con Mertens a fare il Maccarone della situescion e gli altri a fare i blocchi: il portiere belga si starà ancora domandando da dove è sbucato fuori quel suo connazionale e cosa facessero in quel momento i suoi compagni. Per il resto, si capisce che la squadra sta assimilando i suoi schemi (cfr. la dichiarazione di Mertens supra) e sta crescendo di condizione atletica. Piuttosto, stasera si è partiti fin dall’inizio con un bel 4-3-3, con Jorginho, Callejon e Mertens e non l’usuale 4-3-1-2 con Van der Flower e Insigne trequartista. Cosa farà da domani il Tosco-Napoletano? Ci saranno nuove gerarchie e nuove priorità tattiche? Chissà. Di certo, continuasse così, davvero potrebbe meritare il titolo di “Zio di Maradona”, quello giusto un po’ più anziano, quello che per questo va in panchina. Ma insomma, sempre parente di quello là… 7,5.

Carlo Pontorieri

 

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Tutti sopra la sufficienza

Manita partenopea in Europa League, gli azzurri ne fanno 5 al Bruges che pure era annunciata come la squadra più temibile del girone dei partenopei. 5-0 e casa, prima vittoria azzurra in partite ufficiali e polemiche sedate per qualche giorno. All’appello è mancata solo una rete di Higuain, ma gli altri hanno fatto vedere grandi cose. Sarri ha optato per giocare con il 4-3-3. Un insegnamento, ci è sembrato, a chi in passato ottusamente giocava solo e soltanto con uno schema. Ecco le pagelle.

REINA 6 Non deve fare praticamente nulla.

Hysaj 6,5 A destra. Questo è il suo ruolo! Non fa nulla di eccezionale, ma appare assai più a suo agio posizionato sulla fascia prediletta dal suo piede.

Koulibaly 7 Stasera ha rubato la scena. Lo conosciamo, fa queste partite da mostro. Speriamo prima o poi trovi pure la continuità.

Albiol 6,5 Il Napoli non prende gol, lui non fa errori.

Ghoulam 6,5 Dalla sua parte il Bruges attacca con maggiore costanza, ma lui non perde la bussola. Semmai avanza il giusto per non lasciare sguarnita la retroguardia.

Jorginho 7 Ho diversi preconcetti su di lui. Per me non ha la personalità giusta per giocare con la maglia azzurra. Mi ha smentito e spero con tutto il cuore che lo faccia sempre più spesso.

David Lopez 6,5 Recupera palloni, il suo mestiere. Se deve proporre è come chiedere ad un fabbro di aggiustare i rubinetti. Ma il suo sporco dignitoso lavoro lo sa fare.

Hamsik 6,5 E’ Marek Hamsik, lecito aspettarsi di più in partite del genere. Trova anche il gol e compie delle belle giocate. Ma è Marek Hamsik e io per adorazione vorrei dipingesse sempre il sole a mezzanotte. (DAL 62′ ALLAN 6,5 Entra, compie un altro assist dopo quello contro la Sampdoria. Si conferma sui suoi livelli)

Callejon 7 Segna un gol spaziale, chissà quanto voluto. Gioca nel suo ruolo naturale, si trova come un pesce nel mare a fare quello che lui sa fare. Un pesce nel suo habitat naturale che non va mai in apnea. Solita corsa, solita grinta e giocate preziose. E poi una doppietta per tornare tra i marcatori azzurri.

Higuain 6 Manca il gol. Anche clamorosamente quando a due passi dalla porta e portiere alle spalle coglie il palo. Però è meno nervoso del solito. E poi Higuain è sempre Higuain. Speriamo tanto che quel rigore sbagliato con la Lazio lo scorso anno gli sia – come si suol dire dalle nostre parti – “rimasto in ganna” e che quindi si sia conservato per i biancocelesti dell’altra Roma. (DAL 72′ GABBIADINI S.V. Non fa in tempo a fare qualcuna delle sue giocate di repertorio)

Mertens 7,5 Gioca contro una squadra del suo Paese, sente la partita fino al midollo e la fa vedere al mondo intero. Quando è in queste serate di grazia Driees è imprendibile. Due gol e un assist. (DAL 75′ INSIGNE S.V. Anche lui non pervenuto se non per qualche pallone toccato).

Sarri 7 Ha il merito di non intestardirsi con un solo modulo, in Europa cala il tridente con Callejon e Mertens ad affiancare Higuain. Impossibile stabilire se i 5 gol siano arrivati per meriti partenopei o per demeriti altrui. Resta la prestazione positiva di tutti gli azzurri e un gioco che comincia a dare i suoi frutti. Per di più senza subire gol.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

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Diramate le liste ufficiali per le due competizioni

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Tempo di diramare le liste per il campionato e l’Europa League anche per il Napoli.Da quest’anno è obbligatorio per le squadre che militano in Serie A di fornire una lista di soli 24 calciatori che potranno disputare il torneo, tra questi è previsto ci siano otto calciatori formati in Italia. I calciatori Under 21, come ad esempio Hysaj, sono considerati in una lista a parte.

Per quanto concerne la lista Uefa i calciatori devono essere invece 22. Alla diramazione della distinta presentata dal Napoli spiccano le assenze di Henrique, De Guzman e Zuniga. L’esclusione del colombiano non fa presagire il meglio per un suo completo recupero in maglia azzurra dopo la mancata cessione in prestito alla Samp nell’affare Soriano saltato clamorosamente.

Di seguito le liste presentate dagli azzurri a Lega Calcio e Uefa

LISTA SERIE A 

Lista Over 21 

Portieri: Rafael, Gabriel, Reina.

Difensori: Strinic, Henrique, Zuniga, Chiriches, Koulibaly, Ghoulam, Albiol,

Centrocampisti: Allan, David Lopez, De Guzman

Attaccanti: Mertens, Callejon, Higuain

Lista Over 21 formati in Italia : Maggio, Valdifiori, Jorginho, Hamsik, Dezi, El Kaddouri, Gabbiadini, Insigne

Lista Under 21: A parte quindi, Elseid Hysaj, Nathaniel Chalobah e Sebastiano Luperto.

LISTA UEFA

Portieri: 25 Reina, 1 Rafael, 22 Gabriel

Difensori: 33 Albiol, 21 Chiriches, 31 Ghoulam, 2 Hysaj, 26 Koulibaly, 11 Maggio, 3 Strinic

Centrocampisti: 5 Allan, 94 Chalobah, 77 El Kaddouri, 17 Hamsik, 8 Jorginho, 19 David Lopez, 6 Valdifiori

Attaccanti: 7 Callejon, 23 Gabbiadini, 9 Higuain, 24 Insigne, 14 Mertens.

Il Napoli debutterà in Europa League il 17 settembre con il Bruges al San Paolo.