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La risposta sul pessimo servizio dell'inviato

E Luca Delgado, scrittore napoletano di successo, con un post su Facebook mette, è il caso di dire, a figura di merda Luca Abete. Mai parole usate meglio. Qui a Soldatoinnamorato non possiamo far altro che condividerle!

Caro Luca Abete,
forse ti ricorderai di me. Sono quello che un po’ di tempo fa raccontò cosa ci fosse dietro quel servizio sul casco girato a Napoli. Il tuo staff mi contattò dicendomi che non era molto carino quello che facevo, io risposi che dovevano semplicemente dirmi quale fosse la verità. Non ho mai ricevuto risposta. Per chi non ricordasse la vicenda, lo staff di Striscia chiedeva ad alcuni napoletani in moto CON il casco, di toglierselo mentre erano alla guida, perché avrebbero contribuito a “sensibilizzare” sulla questione della sicurezza. Così il servizio andò in onda e la tua trasmissione mostrò quei napoletani senza casco, ai quali avevate chiesto di toglierlo. Una cosa montata ad arte per infangare ancora una volta la nostra città. Per chi avesse voglia di leggere tutta la storia, bene questi sono i link

Ora, ho guardato come tanti il servizio su quelle persone che nella stazione di Montesanto (ce l’avete proprio a morte con le stazioni di Napoli, tu e i tanti paladini della giustizia come Giletti) si infilavano dietro i passeggeri muniti di biglietto per evitare di pagare. Una cosa che ho visto fare a Milano, a Roma, a Londra, a New York, a Los Angeles, a Parigi, a Budapest, a Berlino, a Dublino, a Monaco e a Napoli appunto. Dio mio che scoop il tuo!
Vedi, quel tizio che ti gridava contro, dicendo che ne abbiamo le scatole piene ha perfettamente ragione. Non sono d’accordo con lui sull’accostamento a Saviano, le inchieste sulla camorra sono ben altra cosa, sia chiaro.
Ma quell’uomo ha ragione, davvero non ne possiamo più. Alimenti un’immagine stereotipata del napoletano “furbo” che noi stessi napoletani combattiamo tutti i giorni. Ti guadagni lo stipendio mettendoti in giro a raccontare cose che accadono in tutte le metropoli del mondo, spacciandole come super scoop di questa ceppa. A Londra hanno calcolato che ogni giorno fermano 190 persone perché provano a passare senza biglietto, e queste sono solo quelle che fermano. Sai cosa hanno fatto i giornalisti, quelli seri? Sono andati a parlare con i responsabili dei trasporti, chiedendo spiegazioni sulla mancanza dei controlli. Perché caro Abete, il problema è che i furbi ci sono in tutto il mondo, non solo a Napoli. A Londra infatti, non è che hanno sparato ai furbi: dopo la denuncia hanno potenziato i controlli ed hanno progettato un nuovo tipo di tornello (guardati un servizio fatto per bene come quello che segue, un servizio fatto da giornalisti che davvero affrontano i problemi. È in inglese, non so se lo parli, ma c’è questa cosa fastidiosa che in Inghilterra non parlano l’italiano. Guarda qui!
Allora tu che ami Napoli (pernacchia di Eduardo) perché non sei andato a parlare con i responsabili di quella Ferrovia (EAV), che già da qualche anno per colpa delle nostre amministrazioni REGIONALI versa in uno stato pietoso, con corse dimezzate, treni fatiscenti e servizi scadenti? Senza parlare del personale ridotto e che veniva pagato spesso in ritardo? Tu che difendi Napoli (seconda pernacchia di Eduardo), perché non te la prendi con chi di dovere che dovrebbe assumere più persone per i controlli? Io quei napoletani che non pagano il biglietto li disprezzo, come disprezzo i londinesi, i tedeschi e i parigini che lo fanno, perché disprezzo i furbi o presunti tali a prescindere. Se davvero hai a cuore la nostra città (terza pernacchia di Eduardo), perché non provi a fare un servizio su come aumentare i controlli anziché dire che a Napoli abbiamo inventato uno stratagemma che tu chiami “trenino”, che invece esiste in tutto il mondo? Forse perché è più facile mettersi lì con il telefonino come un ragazzino senza affrontare il problema alla radice (ironico per un Abete)? Forse perché faresti meno ascolti? Lo vedi allora che vuoi fare il furbo pure tu?

Luca Delgado

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“L’Amministrazione comunale di Napoli si vede costretta per l’ennesima volta a chiarire la questione relativa al manto erboso dello stadio San Paolo in vista dei due importanti appuntamenti musicali di Luglio, attesi da decine e decine di migliaia di appassionati di musica ed avviati da questa Amministrazione fin dal Novembre 2014 con la SSC Naspoli puntualmente informata”. E’ quanto si legge in una nota di precisazione del comune partenopeo. “Vale solo la pena di ricordare che il Comune di Napoli, e quindi la Citta’ con i suoi abitanti, e’ proprietario dell’impianto di Fuorigrotta e che lo sono quindi anche tutti coloro che non amano in modo particolare il calcio e che attendono da anni un concerto come quello di Vasco o di Jovanotti, un concerto che certo sarebbe stato oltremodo difficoltoso ospitare, vista l’enorme affluenza attesa allo Stadio, in una piazza cittadina – continua il Comune – Detto cio’ l’Amministrazione vuole sgomberare il campo da inutili allarmismi e correggere le molte imprecisioni che stanno purtroppo circolando da giorni ed in ultimo con il comunicato del Napoli di poche ore fa. L’Amministrazione comunale e’ impegnata a mantenere la qualita’ del manto erboso dello Stadio che ha raggiunto in questi anni livelli di eccellenza e sono state adottate tutte le cautele sostanziali e giuridiche per non alterare questo livello”.

“Inoltre – prosegue la nota del comune di Napoli – e’ stato chiesto agli organizzatori dei concerti di provvedere al pagamento degli interventi eventualmente necessari per il ripristino della piena e corretta funzionalita’ del manto erboso dopo lo svolgimento degli eventi e la garanzia della disponibilita’ dei metri quadrati di manto erboso necessari all’eventuale suo ripristino, attraverso la disponibilita’ di una prelazione rilasciata dal fornitore delle zolle.

Va inoltre puntualizzato che si e’ scelto un sistema di protezione del manto erboso denominato TERRA FLOOR, un tappetino plastico microforato di ultimissima generazione che consente la traspirazione del manto erboso; un prodotto che viene usato in tutti i tour nazionali ed internazionali (compreso quello di Vasco e Jovanotti ) e che, a differenza delle coperture in alluminio che creano condensa e che in alcuni casi hanno ” bruciato” l’erba, non hanno mai dato problemi di sorta. Una protezione che tutti gli addetti ai lavori – musicali e sportivi – conoscono bene. Infine prima e dopo gli eventi sono stati gia’ previsti sopralluoghi sul manto erboso con gli agronomi della SSC Napoli, del Comune e degli organizzatori per valutare lo stato dei luoghi. Nessun problema, quindi, e nessun timore. Tutti i passaggi sono stati portati a conoscenza della societa’ nel corso degli innumerevoli contatti con lo staff dirigenziale del Presidente e con lo stesso De Laurentiis. Ribadiamo che lo stadio e’ di tutti: di chi ama il calcio e di chi ama la musica e che l’Amministrazione comunale non azzarderebbe mai un rischio per la societa’ sportiva e che quindi si e’ cautelata nel migliore dei modi. Ma l’Amministrazione non puo’ e non deve dimenticare di essere la proprietaria dell’impianto e di dover rispondere alle legittime richieste di chi vuole trascorre una magica serata di musica”.