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10 – L’indeciso / La uallera col cellulare. Cominciamo subito con un ex aequo. Freno o non freno? Mi fermo o non mi fermo? Parcheggio lì o là? La freccia a destra o a sinistra? L’indeciso è l’ulcera gastrica che c’è in ognuno di noi. Non sa che fare, dove andare, che marcia usare, se sorpassare o no. E noi, dietro di lui, non possiamo fare altro che elencare santi sparsi sperando che prima o poi prenda una sana decisione: quella di vendere l’auto. La “uallera col cellulare” è un nostalgico delle cabine SIP, costantemente al telefono, calma olimpionica da far invidia a un monaco tibetano. Lui non è che non se ne avvede… NON LO SA PROPRIO che dietro di lui si è formata una fila che parte da Milano fino a Hong Kong, passando per Londra, da Roma e fino a Casapulla, provincia di Bangkok.

9 – La ragazza avvenente nella simil-smart. Preda del tamarro (vedi nei punti più alti della classifica, più avanti) si accompagna spesso ad altre due innocenti amiche. La “ragazza avvenente nella simil-smart” conosce l’uso della vettura e dei segnali stradali come Luca Giurato conosce la sintassi. Distratta, svampita, gaudente come una pornostar in un campo di cetrioli, la “ragazza avvenente nella simil-smart” usa lo specchietto retrovisore interno come una trousse di Pupa; nel suo taschino interno ha tutto: fondotinta, ombretti, matite, pennelli, occorrente per la liposuzione, damigiane di silicone. Poco importa se, una volta fatta spegnere la vettura al semaforo, non sa più farla ripartire. Le sue amiche scoppieranno in grasse risate contagiose, coinvolgendo anche lei. Mentre dietro, in coda, si bestemmia. Impossibile farle notare che non si è fermata ad uno stop uccidendo un’intera famiglia che attraversava di diritto sulle strisce con semaforo pedonale verde: troppo intenta a fare strascìni telefonici.

8 – Il camionista mancato motociclista. Chi, da piccolo, non ha desiderato un trenino? E quanti di noi sono stati accontentati? E chi, adolescente, non ha chiesto a mamma e papà il motorino? E quanti di noi NON sono stati accontentati? Probabilmente i camionisti. Se provate a circolare sull’asse mediano nelle prime ore mattutine, potreste avere la fortuna di imbattervi in questi individui, eterni adolescenti convinti di portare un ciclomotore, un Sì, un Ciao, un vecchio Califfone, quando in realtà sotto al culo hanno una motrice che trasporta una cinquantina di tonnellate di carico. Il “camionista mancato motociclista” sorpassa con l’agilità di Valentino Rossi in fuga dal fisco; in autostrada usa la corsia di sorpasso come corsia da passeggio bucolico. Perciò, se intendete sorpassarlo, o lo arpionate con una balestra e vi fate trainare, o vi fate installare il “turbo boast” di Supercar.

7 – Il tassista. Diciamolo, con buona pace di quelli onesti e corretti: il tassista è il DOMINATORE DELLA STRADA. Più autorevoli della Stradale, più indispensabili di un’ambulanza a sirene spiegate, più intoccabili della papamobile, il tassista e la sua vettura dominano e vigilano sulla città con poteri, esenzioni e agevolazioni che solo il Padre Eterno gli dà. Mussoliniano D.O.C. (o al massimo salviniano D.O.C., ma quasi mai spostato oltre il centro-destra),  il tassista sfreccia per i vicoli senza porsi dubbi su quando dare o non dare la precedenza, e poi magicamente rallenta drasticamente, si ferma al verde quasi giallo e fa attraversare sulle strisce comitati di blatte quando a bordo ha un cliente. Chissà perché…

6 – L’esaurito. Sbraita. Parla da solo. Si incazza per un nonnulla. Sembra Michael Douglas nel film in cui fa il culo a tutti perché gli prude il suo di mazzo. Occupa il tuo posto auto tutti i giorni, e a momenti sei tu che devi chiedere scusa a lui. Non importa se ha torto, non importa neanche se tu hai torto e gli chiedi giuste scuse. Ormai è tardi, lo sbrocco è già partito; se la prende nell’ordine con il condominio, il Governo, tua moglie, la moglie del condominio, la moglie del Governo. E’ sempre costantemente …zzato come una bestia! (cit. Gioele Dix)

5 – L’esaurita. Mi spiace aprire questo capitolo, ma è doveroso per la nostra salute e magari catartico per il soggetto in questione. L’esaurita, di norma, occupa una fascia ventennale che va dai 30 a i 50 anni. Pretende la precedenza anche e soprattutto quando non ce l’ha, neanche fosse la principessa del Regno di Staceppa. Zitella acida, moglie o fidanzata sospettosa, vittima di un menarca da lazzaretto, l’esaurita non disdegna di trasformarsi da reginetta del ballo nel portiere Soviero che inveisce contro il guardalinee. E’ inutile: non ha mai ragione nel traffico, sbaglia tutto, ma la frustrazione è talmente forte che speronerebbe il più ragionevole degli automobilisti pur di salire sul podio dell’autocelebrazione.

4 – L’anziana in utilitaria. Avete presente quelle simpatiche signore che incontrate nel parco, quelle che leggono le favolette al nipotino, quelle che in cucina farebbero diventare docile persino il Materazzi di turno? Ecco, sono le stesse che mandate affanculo al centro di un incrocio quando vi tagliano la strada senza minimamente controllare specchietti, precedenza, frecce, stop, semafori. L’anziana in utilitaria è pericolosa per gli altri e per se stessa, essendo completamente rapita ed ipnotizzata da un unico pensiero: arriverò in tempo a casa per L’Eredità?

3 – Il tamarro. Il tamarro è tamarro sempre, a prescindere dall’auto che guida. Il non plus ultra della tamarraggine molesta la raggiunge sfoggiando l’auto nuova a led blu con i 4 finestrini abbassati che consentono la fuoriuscita di pregevoli colonne sonore puntualmente “cantate” a squarciagola dal tamarro stesso e dai suoi 4 amici. Il tamarro usa fermarsi improvvisamente a centro strada per due motivi: affiancare la vettura dell’amico collega di tamarrità per discorrere amabilmente –  probabilmente di politica estera – oppure tentare il rimorchio delle 3 elegantissime damigelle nella Smart (vedi nona posizione). Solitamente il tamarro è neo patentato, gli amici che ha in macchina gli “parèano in cuollo” con sghignazzi leggermente meno fini della risata della Carrà, ed è solito rubare la precedenza a tutti emettendo un “OOOOOOOOOOOOOOOOOOOO”, onomatopea dell’urlo di battaglia di Mel Gibson in “Braveheart”. Aneddoto, giuro, vero: un bel giorno un tamarro, adocchiando una bella ragazza, le si accosta con l’auto, abbassa il finestrino e le dice: “Bella! Ma lo sai che io e te abbiamo una cosa in comune?”, risposta di lei: “Ah sì? Anche a te ti piace il c***o?”

2 – Il portatore di SUV bianco. Non è una malattia. Ma chi porta il SUV si ammala di prepotenza. A parte il fatto che il SUV, di qualsiasi colore esso sia, è BRUTTO, è inutile che dite “sì, però… sì, ma…”… NO. E’ brutto, inutile e non si discute.; inoltre è ingombrante come un pachiderma in una gabbietta per criceti; a Napoli non te ne fai nulla, a meno che tu non voglia passare sulle altre vetture come un mattarello sulla pasta sfoglia. Se sei nei pressi dell’Uscita Caianello, il portatore di SUV bianco comincia a lampeggiarti per sorpassare quando è ancora al casello di Caserta Nord.

1 – Il padrino. A descrivere questa categoria occorre citare un annedoto realmente accaduto al sottoscritto. Un bel giorno, mentre ero fermo in coda nel traffico, un’auto con dentro ben 2 padrini (il padrino non è mai solo) mi entra nel paraurti posteriore con la delicatezza di Platinette sui pattini a rotelle, in discesa. Confuso e smarrito come Cristiano Malgioglio  a un convegno di conigliette di Playboy, scesi dall’auto per controllare i danni. Anche i due padrini scesero dall’auto, e con l’eleganza di Cary Grant mi dissero dolcemente: “Nun te si’ fatt’ nient’, tras’ dint’a macchina”.  Abbozzando un timidissimo coraggio risposi: “Aspettate, fatemi controllare…” ma in mente mia già si palesava l’immagine del camorrista vestito di bianco in “Così parlò Bellavista”, quando dice al figlio mariuòlo che ha appena perso la collanina mentre ruba nell’auto di Pazzaglia: “Vàtt’a piglià ‘catenina, Ciccì, che ‘o dottò è cosa nostra!” .

Ed ora un fuori concorso:

F.C.) Il 14enne in minicar. Non è certo colpa sua del perché sia qui citato. Ma di chi legifera. La minicar, o microcar può essere guidata da un 14enne col patentino del ciclomotore. Siamo riusciti a fare peggio degli Americani. E’ vero che tali vetture non superano i 50 km/h (FORTUNATAMENTE!) ma è anche vero che sono troppo leggere, compromettendone la sicurezza. Un po’ come dare un violino a Ligabue: uno strumento fragile, ma con una eccessiva potenzialità per uno che conosce a malapena 3 note.

Giorgio Molfini