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Di bestemmia in bestemmia

Non sono uno degli automobilisti più disciplinati: parcheggio spesso dove non si può (male comune di chi è costretto a guidare a Napoli), se non avessi comprato un auto che suona il cazzariello se non metti la cintura probabilmente non la indosserei il più delle volte (ma non fatelo a casa, mi raccomando!) e se sono nel traffico e becco la cosiddetta uallera (trovatemi miglior definizione) cerco di sopravanzarla in ogni modo. Però, pur non rispettando proprio per intero il codice della strada, cerco almeno di essere rispettoso degli altri automobilisti osservando poche semplici regole. Regole del vivere civile che però, soprattutto a Napoli, sono per molti una chimera. Il vecchio detto dice che se hai imparato a portare la macchina sotto il Vesuvio allora sarai capace di portarla ovunque. Spesso è una frase che alimenta anche un po’ di orgoglio nei napoletani, ma in realtà c’è proprio nulla da essere orgogliosi. I napoletani al volante, nella maggior parte dei casi, sono delle bestie a cui io ogni volta auguro di fare un incidente mortale dove siano coinvolti solo e soltanto loro senza danni per altre persone innocenti.

Come avrete capito sono un tipo nervoso alla guida, ma non lo sarei se le persone mostrassero un po’ di educazione, se non nel loro vivere quotidiano, almeno quando sono al volante. Ed è per questo che quando sono in macchina mi trasformo in una sorte di Hannibal Lecter e vorrei cannibalizzare tutti gli incivili che incontro. Divento un mostro da fare schifo per le parole che dico e per gli epiteti che uso. Si va dal più classico chitammuorto, al frequente augurio all’auto indisciplinata di sfracellarsi in un burrone o contro un tir. E non lo dico per dire. Io sarei l’uomo più felice del mondo se questa gente davvero morisse tra mille sofferenze in un bell’incidente che li facesse schiantare contro un muro, magari in una zona poco frequentata così che i soccorsi possano giungere il più tardi possibile o che non arrivino proprio.

Perché dico questo? E quando lo dico? Vi faccio pochi esempi e spero esaustivi. Se siete tra quanti guidate in questo modo non proseguite nella lettura perché la iastemma può sempre colpire.

1)L’OSPEDALIERO. Il guidatore che definisco ospedaliero è il seguente: è quello che sbuca all’improvviso da una traversa laterale, sfreccia velocissimo rischiando pure di finirvi addosso perché sembra mosso da una fretta che non ha pari. Proprio come se dovesse correre immediatamente verso l’ospedale urgentemente oppure se stesse fuggendo dall’eruzione del Vesuvio o da un attacco alieno. Ma l’ospedaliero, invece, non ha alcuna fretta. Lui vuole soltanto uscire dalla sua dannata traversa e piazzarsi dinanzi alla vostra auto senza nessun motivo specifico. Solo per superchiaria, perché deve passare per primo. Infatti, non appena vi si sarà piazzato davanti, tutta quella fretta da fine del mondo scompare e il tizio andrà a 20 all’ora (nel migliore dei casi), proprio come la uallera di cui scritto poc’anzi. All’ospedaliero io auguro ogni volta una corsa in ospedale per reali motivi, ma che non giunga a destinazione. E, poiché generalmente questo soggetto ti sta davanti per minuti e minuti, ho modo spesso di sbizzarrirmi nell’augurargli sempre nuove cose…

2)IL FRECCIAIOLO. Molti napoletani probabilmente non sono correttamente informati dell’evidenza che se si attivano gli indicatori di direzione (le cosiddette frecce) l’Enel non gli attribuirà un surplus nella bolletta. NON SI PAGA LA LUCE SE ACCENDETE LA SFACCIMMA DELLA FRECCIA QUANDO DOVETE GIRARE. Il frecciaiolo è probabilmente spesso persuaso che chi gli sta dietro abbia poteri di veggenza o di telepatia. Non è così e probabilmente il Comune dovrebbe attivare presto una campagna che informi la cittadinanza del contrario. In questi casi l’epiteto più efficace è comunque il chitemmuorto. Economico e commerciale.

3)IL NO LOOK. Se sono dei maledetti quelli che la freccia non la usano, ci sono poi quegli imbecilli che la freccia la usano, ma ancora non hanno capito come farlo. Sono i fenomeni del “No Look”. Se nel calcio il no look è passare la palla nella direzione opposta in cui si gira la testa per guardare, fanno la stessa cosa in auto questi stramaledetti imbecilli. Loro infatti se devono girare a destra fanno la finta, come se fossero inseguiti dalla polizia e dovessero seminarli, così per girare a destra mettono la freccia a sinistra e viceversa. In casi del genere non scappa neppure il chitestramuorto, ma si attiva in noi una sorta di compiacimento per la scena appena osservata. Il Nolookista fa quasi simpatia perché manifesta una propria genialità a modo suo. Perché ci vuole del genio per portare la macchina così.

4)L’ABBAGLIANTISTA.  Sono frequenti, si moltiplicano a vista d’occhio e probabilmente va incaricato il Cnr di effettuare uno studio sulla fecondità di questi soggetti. Scopano come ricci evidentemente e si riproducono a macchia d’olio. L’abbagliantista lo si incontra molto spesso in tangenziale o in autostrada. Generalmente va a 2 all’ora, cammina indifferentemente sulla corsia di destra o di sinistra, ma anche al centro delle due corsie purché abbia rigorosamente i fari abbaglianti accesi. Lui non ha i fari normali, conosce solo gli abbaglianti e se ne fotte altamente se quando ti è dietro ti fa la lampada attraverso lo specchietto, oppure se lo incroci di fronte ti fa proseguire per scommessa perché i loro fari ti accecano. Generalmente vanno pure piano.

5)L’ABBAGLIANTISTA STRAFOTTENTE. Se la prima tipologia di abbagliantista è affetto da semplice stupidità, cecità o imbecillità, c’è un’altra specie che fa ancora più pena. E’ colui che porta una macchina a cui funziona soltanto un faro e quindi per guidare di notte utilizza gli abbaglianti sennò non riuscirebbe a guidare. Questo soggetto se ne fotte che una misera lampadina per i fari può costare anche solo 5 euro. Lui riesce a stare mesi con il suo faro rotto. Tanto se ne fotte degli altri perché lui può girare tranquillamente con i suoi potentissimi abbaglianti. In casi del genere solitamente si attiva una vera e propria sfida se incroci questi soggetti di fronte a te. Tu li abbagli per fargli capire che devono spegnere gli abbaglianti, loro spengono per un secondo gli abbaglianti per farti capire che non hanno un faro e quindi accendono immediatamente nuovamente gli abbaglianti. Qui il chitemmuorto può essere condito da “‘e meglie muort’ ‘e chitemmuort“. Se lo fate siete ampiamente giustificati, non sentitevi in colpa.

6)SCHUMACHER. Vi trovate in autostrada o in tangenziale sulla corsia di sorpasso ed ecco spuntare lui, Schumacher. Generalmente lo Schumacher ha una Golf, un’auto orrenda esteticamente (un cesso con le ruote per dirla più correttamente) ma di alte prestazioni. Tu sei in corsia di sorpasso, a destra c’è una fila di macchine interminabile e davanti a te pure quindi non puoi fare altro che adeguarti alla velocità di chi ti precede perché non puoi cambiare corsia. Ma ecco il fenomeno, Schumacher, che per tutto il tempo ti lampeggerà con gli abbaglianti perché lui DEVE passare. E, spesso ti ci trovi d’accordo con lui: infatti lui DEVE PASSARE, ma possibilmente un guaio. Gli fai cenno dallo specchietto che stai guidando una macchina e non un elicottero e che quindi non puoi librarti in aria per farlo passare. Non capisce. Allora cerchi di spiegargli a gesti che la tua è una semplice autovettura che non è dotata di alcun dispositivo di smaterializzazione. Ma lui non capisce. E allora, sempre attraverso lo specchietto retrovisore gli fai cenno che la madre è coinvolta in un losco giro di prostituzione e che è pratica di diverse discipline olimpiche circa lo stutacandela e il recepimento anale di grossi membri maschili che lui talvolta invidia perché cambierebbe spesso il suo posto con quello della di lui genitrice. E lui capisce. Di qui possono svilupparsi le più ampie controversie e tu, in questo caso, devi sperare solo che lo Schumacher nella Golf non sia una latrina di camorrista con la pistola. Quando finisce tutto gli auguri di realizzare il suo sogno, fare proprio la stessa identica fine di Micheal Schumacher.

7)L’INDECISO. Anche l’indeciso ha un’intensa attività sessuale e si riproduce più delle zoccole e dei conigli. Sono a migliaia. Loro in tangenziale o in autostrada non guidano sulla corsia di destra o di sinistra, ma esattamente al centro. Sono campioni olimpici nel guidare esattamente con il centro dell’auto sulla striscia centrale tratteggiata della corsia, probabilmente hanno un sensore geometrico che gli indica l’esatta posizione per restare così perfettamente centrali. Anche qui è difficile voler male all’indeciso, perché dentro di noi matura una sorta di stima per questo guidatore così preciso nel mettersi così perfettamente davanti alle palle. Anche lui, a modo suo, manifesta una forma di diabolica genialità. Ma un chitemmuorto anche qui è consigliato.

8)L’HOMO COMMUNICANS. L’uomo ormai non è più solamente un essere umano in quanto essere umano. Secondo alcune teorie evoluzioniste, l’uomo, raggiunto l’apice della sua evoluzione fisica, ha aggiunto ulteriori propaggini al proprio corpo perfettamente integrate al suo organismo: sono gli oggetti tecnologici di cui facciamo uso ogni giorno come pc, telefonini, orologi computerizzati, auricolari, visori ecc. Tendenzialmente tutti questi oggetti dovrebbero essere adoperati quando non si sta guidando, ma non sempre accade. C’è chi guida e parla tranquillamente a telefono, spesso non avendo alcun tipo di incidenza sulla propria guida, ma c’è pure chi può fare solamente una delle due cose: o parla o guida. In tal caso il telefonatore raggiunge una grado superiore della specie evolutiva: L’INTALLIATO. L’intalliato infatti se ne fotte se voi gli siete dietro e gli state bestemmiando i meglio morti, lui continuerà compiaciuto a parlare a telefono o, peggio ancora, continuando a mandare messaggi su whatsapp a quella grandissima zoccola della sua ragazza. Ad ogni modo l’intalliato da telefono non va offeso. Lo ha già offeso la natura non lasciandogli modo di trovare agevoli soluzioni per parlare e guidare allo stesso tempo. Si ricorda che un paio di auricolari può costare anche meno di due euro. Perecchius!

9)IL DISCESISTA. Questo genere di guidatore ha un grave problema: proprio non ha capito come chigliestramorto funziona un’automobile. Lo si incontra frequentemente sulla discesa di San Gennaro (quella che collega la Pozzuoli alta con Agnano), al Corso Vittorio Emanuele, a via Caravaggio e a via Posillipo. Egli non sa che un’autovettura è dotata del cosiddetto “freno motore” e che quindi non c’è l’assoluta necessità di guidare in discesa con lo sfaccimma del freno pigiato per l’intero tratto stradale in dislivello. Non sa che basta mettere una marcia media e frenare solo di tanto in tanto quando ce n’è la necessità. No, lui invece è capace di percorrere chilometri su chilometri con il piede sul freno anche se non ha nessuno davanti. Le strade sopracitate hanno una sola unica corsia per senso di marcia, ci sono molte curve e quindi il più delle volte non hai la possibilità di superare questi geni del male. Questa andatura da uallera causerà quindi inevitabilmente uno sfaccimma di traffico. Io infatti resto convinto che nella maggior parte delle strade non esiste il traffico, ma questo viene creato ad arte da queste uallere supersoniche.

10)IL TROMBETTIERE. C’è del genio in questo garrulo essere umano. Sei al semaforo rosso, magari sulla strada fuori il parco San Paolo a Fuorigrotta, quella che dall’uscita della tangenziale porta sotto i 2 tunnel che passano sotto lo stadio. C’è una fila disumana. Scatta il verde, ma chiaramente prima che si muovano tutte le auto davanti c’è bisogno del tempo materiale per avviarle. Lui, il trombettiere, però anche se è distante 500 metri dal semaforo comincia a suonare il clacson come un ossesso solo perché ha visto la luce verde in lontananza. E’ come quei topi da laboratorio (ma si può utilizzare in questo caso anche il termine zoccola) che reagiscono sempre allo stesso modo ad uno stimolo eguale. Loro vedono il verde e bussano. Pure se non serve a niente. Ma a qualcosa pur serve, perché tu invece puoi liberarti l’anima con tutti i peggiori vocaboli che hai in corpo urlandogli addosso qualsiasi genere di improperio.

Napoli non sarà una città a misura di guidatore, ma a misura di chitammuorto certamente si.

Valentino Di Giacomo

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©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 P.S.  Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore:

5fecemi la divina podestate,

la somma sapienza e ‘l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create

se non etterne, e io etterno duro.

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”.

 

 

 

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Noleggiare un’auto è un metodo sempre più diffuso di viaggiare, non solo per i turisti ma anche per chi viaggia per lavoro. Un giovane Avvocato, Arturo Cola, ha usufruito dei servizi di un autonoleggio a Roma e al momento della firma ha scoperto, suo malgrado, quella che ha tutta l’aria di essere una discriminazione piuttosto arbitraria ai danni di Puglia, Campania e provincia di Messina.

Europcar si premura di avvertire turisti e viaggiatori in genere che in queste zone l’incidenza dei furti è particolarmente elevata e che pertanto in queste province “non trovano applicazione le esclusioni di responsabilità eventualmente sottoscritte”, insomma se ti rubano la macchina a Bari, Messina, Napoli, Brindisi o Caserta… problemi tuoi, io te l’ho detto!

A parte la pessima qualità di un servizio non disponibile al 100% che penalizza i clienti, che ci auguriamo siano sempre meno, qualora questa situazione non cambi, si presentano due questioni piuttosto importanti:

1) Possibile che un’azienda internazionale, che offre servizi ovunque, non riesca ad assorbire i rischi delle zone più pericolose con il margine delle zone meno rischiose? Ha senso questa scelta di un servizio che discrimina due delle aree turistiche più visitate d’Italia?

2) Senza ricorrere a facili campanilismi, sappiamo che la Campania è la regione dove si sono rubate più auto nel 2015 (dati del Viminale), ma al secondo posto c’è il Lazio, non la Puglia, e soprattutto, sempre attenendoci alla stessa fonte, in Puglia e Campania c’è più possibilità di recuperare l’auto: 36% e 45% rispettivamente. Parlando di città infine, nella classifica dei furti d’auto dello scorso anno, dopo Napoli figurano Roma (seconda per un centinaio, nel capoluogo campano infatti si sono rubate 17290 auto e nella capitale 17194) e Milano, perché deve figurare Messina?

Senza voler tirare in ballo il razzismo, chiediamo ad Europcar a quali fonti e quali statistiche si appiglia per questa scelta, e soprattutto se non è il caso di cambiare politica. Altrimenti per molti sarà sicuramente più conveniente rivolgersi ad altri, cosa che probabilmente inizieremo a fare già da subito.

Paolo Sindaco Russo