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E lo scandalo Rai

Il calcio è fatto di episodi. Non è uno sport dove chi gioca meglio alla fine vince per forza. Gli episodi sono determinanti ai fini del risultato e chi ne mette insieme un po’ a favore la spunta quasi sempre. Della semifinale tra Juve e Napoli ci sarebbe da scrivere tanto, ma daremmo legittimità ad una gara che in realtà non si è mai svolta. Come se fosse già tutto deciso. E al minuto 68′ se ne sono accorti tutti. Quando Albiol viene atterrato in area procurandosi un rigore solare, ma l’arbitro non lo assegna. Sul capovolgimento di fronte si invola invece Cuadrado verso la porta, Reina tocca il pallone, ma l’arbitro assegna il tiro dal dischetto per i bianconeri. Dal 2-2 al 3-1. In Coppa Italia, in uno scontro diretto è come assegnare già il posto alla finalista.

Ci sarebbe tanto da parlare sulla partita. Ma avrebbe realmente senso parlare dell’uscita goffa di Reina sul secondo gol o degli altri dubbi episodi che hanno favorito la Juve? No, non avrebbe senso perché così facendo daremmo legittimità ad un risultato falso come una moneta da 3 euro. Qualche tifoso del Napoli sui social ha voluto per forza analizzare la prestazione degli azzurri. Ma perché? Vorrei solo sottolineare che se il Napoli nel secondo tempo non ha giocato una grande partita (vero fino a un certo punto), che bisognerebbe guardare il match anche soffermadosi sulla Juve. I bianconeri ci hanno messo paura? Sono stati una squadra schiacciasassi capace di ammutolire gli azzurri? Assolutamente no. Il Napoli ha giocato una signora partita allo Juventus Stadium, soprattutto se raffrontata alle pessime esibizioni di qualche anno fa. Ma non dobbiamo parlare di questo.

Dobbiamo invece parlare di episodi. Ancora una volta. Come sempre accade quando si gioca contro questi qui. Perché è vero che la Juve in campionato ha tanti punti più di noi, ma è facilissimo farlo così. Nei momenti di difficoltà arriva sempre la manina dell’arbitro ad aiutare. Sempre. E’ accaduto lo scorso anno nel derby con il Torino (quello del capa&capa impunito tra Bonucci e Rizzoli, quello della mancata espulsione di Alex Sandro, quello del gol annullato al Torino). E’ accaduto ancora quest’anno, contro l’Inter, quando una serie di decisioni arbitrali assurde hanno di fatto consegnato il match alla Juve.

Come sarebbe bello se nei momenti di difficoltà anche il Napoli venisse aiutato così. Che classifica avremmo? E invece no. Ci ritroviamo a tanti punti di distanza dai bianconeri anche per degli errori nostri, ma soprattutto per ingiuste decisioni arbitrali. Siamo partiti già dalla prima giornata penalizzati quando a Pescara l’arbitro di porta decise di annullare un rigore già assegnato su Zielinski. Un rigore enorme come una casa. E’ successo a Marassi contro il Genoa quando in una partita pareggiata per 0-0 non ci vennero concessi due rigori netti e solari. E abbiamo continuato ieri sera, quando Valeri ha deciso che il Napoli non può, proprio non può andare in finale. Succede sempre, sempre sempre. E’ sempre la stessa identica storia.

Sono cresciuto da bambino con un pallone tra i piedi. I ricordi più belli della mia vita sono legati a questo sport, dalle partitine con gli amici ai pomeriggi domenicali ad ascoltare alla radio con mio padre Tutto il Calcio minuto per minuto le imprese del Napoli. Di questo sport mi sono rimaste dentro emozioni magnifiche. Per non parlare del tifo per la maglia azzurra, lo stadio, gli amici: una malattia. Ma è una malattia di cui vorrei disintossicarmi. Mi sono stancato di guardare un campionato che in Italia è falsato peggio degli incontri di wrestling. Non ha senso seguire più questa passione. Lo dico con tristezza, ma davvero vorrei riuscire, come per le sigarette, a disintossicarmi da questa droga un po’ puttana. Vincono sempre loro. E se non lo meritano arriva l’aiutino. E l’aiutino arriva sempre a loro, come a Pechino, come sempre. Come quando, unico caso che ricordi, Hamsik segna un rigore e l’arbitro decide che deve essere ripetuto: e così Marek lo sbaglia. Succede sempre così.

A tutto questo si unisce poi l’inadeguatezza della tv pubblica, la tv di Stato, quella per cui il signor Matteo Renzi ci ha persino obbligato a pagare un canone recapitandoci nella bolletta della luce l’obolo per un servizio pubblico che è insoddisfacente su tutti i fronti. Ieri il signor Marco Mazzocchi ha lanciato persino un avvertimento quasi mafioso al Calcio Napoli. “Non si fa così, parliamone” ha detto rivolgendosi alla società azzurra dopo l’eccellentissimo tweet che ha spopolato con l’hastag #SeGuardateLePartiteSullaRaiFateloSenzaAudio. Finalmente una presa di posizione. Anche se troppo blanda. Perché mentre la tv di Stato, il servizio pubblico inveiva senza obiettività contro il Napoli, il resto del mondo la partita l’ha vista e ha potuto giudicare il livello miserrimo di questo calcio corrotto. Mi sono arrivati messaggi da ogni parte del mondo: dal Brasile alla Spagna. E tutti mi dicevano: “Che scandalo!”.

Forse anche questa bruttissima storia servirà al club per crescere. Intanto De Laurentiis è ancora negli Usa. Eppure, se volesse dare realmente un segnale, al ritorno dovrebbe far scendere in campo la squadra primavera. Non bisogna leggittimare lo schifo a cui stiamo assistendo da troppi anni. Se dobbiamo perdere, perché DOBBIAMO perdere, a questo punto non diamogli legittimità. Lo sport è un’altra cosa. Almeno quello che amiamo. La Juve è una squadra forte? Ok, lo ammettiamo. Ma lo dimostrino sul campo. Non, come accade sempre più spesso, perché in campo oltre agli undici titolari ci sono pure i giudici dalla loro parte. Al di là di qualisvoglia partigianeria vedere una squadra che vince in questo modo fa male a tutti, fa male al calcio italiano. Un campionato che è già ridicolo di suo dove il 70% delle squadre dopo 14/15 giornate già non aveva più nulla da giocarsi perché le prime e le ultime posizioni sono già assegnate. Ha senso anche per le pay tv pagare fior di miliardi per assicurarsi i diritti di un campionato di questo livello infimo? Ha senso per gli investitori esteri comprare i diritti per trasmettere una Coppa Italia che offre uno spettacolo indegno come quello di ieri? E ha senso per noi seguire ancora questo sport? La mia risposta, almeno per quanto mi riguarda, è no. No! E se riuscissi a disintossicarmi da tutto questo sarei la persona più felice del mondo. Lo sport è un’altra cosa. Il calcio è un’altra cosa. La bellezza di vincere è un’altra cosa. Ma tanto i tifosotti questo non lo capiscono. Che schifo!

Valentino Di Giacomo

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A Marassi al Napoli sono mancati due rigori non concessi. Non erano dubbi, non erano discrezionali. Erano due rigori grandi quanto una casa. Sul fallo di mano di Ocampos l’arbitro era a pochi metri dal calciatore rossoblu, in posizione perfetta. Perché non l’abbia concesso alimenta molte molte molte preoccupazioni. Nella seconda circostanza, per la trattenuta continuata su Milik, l’arbitro poteva non vederla. Era invece in posizione ottimale il cosiddetto giudice di linea. Era una decisione semplicissima. Ma gli arbitri di linea intervengono solo per annullarli i rigori al Napoli, non certo per assegnarli. Non ha giocato le sue migliori partite la squadra azzurra sia a Pescara che a Genova. Eppure, numeri alla mano, gli azzurri ora sarebbero a punteggio pieno in classifica se gli arbitri avessero fatto semplicemente il proprio dovere: dare i rigori in favore del Napoli quando c’era da darli. Ed erano falli evidenti sia a Pescara che a Marassi. Scriviamo questo perché LA NOTIZIA è questa: gli enormi torti arbitrali subiti dal Napoli. Punto.

La “fuffa” che poi fuffa non è, sta nella querelle a distanza tra Sarri e De Laurentiis. Il mister ha detto una cosa condivisibile e un’altra esecrabile. Di opportuno c’è la richiesta alla società di intervenire nelle sedi opportune. Perché queste robe le deve fare la società, l’allenatore deve allenare. Sarri vuole fare l’allenatore, non lo show-man. Insomma, il mister non è e non si sente Mourinho ed avrà pure il diritto di agire secondo le sue naturali predisposizioni. E’ censurabile Sarri, invece, quando parla di fatturati. In questo ci ricorda il peggior Mazzarri e l’insopportabile Benitez che ci facevano venir voglia di prenderli a cazzotti quando si presentavano in tv a piangere. Se si parla di fatturati e monte-ingaggi allora qualcuno avrebbe dovuto replicare a mister Sarri che il Napoli avrebbe dovuto strapazzare di gol sia il Pescara che il Genoa. E’ un ragionamento che ha la sua validità, ma tirarlo fuori dopo appena 4 giornate ci sembra abbastanza deleterio. Bene ha fatto De Laurentiis a ricordare a Sarri che il Napoli è una grande squadra e che ha investito oltre 100 milioni sul mercato. Che poi siano investimenti frutto anche della cessione di Higuain conta poco. Insomma il Napoli, in difesa e a centrocampo (sulla carta) è seconda solo alla Juve. In attacco c’è quella che dobbiamo per cautela definire una scommessa, Milik, che comunque sta dimostrando pure oltre le sue potenzialità.

Da censurare pure quell’uscita su Giuntoli: “Non so se sia autorizzato a parlare”. Sono panni sporchi e si lavano in famiglia. Eppure Sarri mostra un nervo scoperto della società calcio Napoli che nei fatti è una ditta a conduzione familiare. Lo abbiamo scritto pure in passato che al Napoli serve un uomo-immagine capace di fare da raccordo tra squadra, società e stampa. Pure se siamo spesso accusati di difendere spesso il “Pappone”, qui le critiche al presidente non le abbiamo mai fatte mancare. Ma devono essere, a nostro avviso, critiche figlie di un’analisi oggettiva, non preconcette o strumentali come l’imbecille storia del presidente-pappone buona per far fare la voce grossa a qualche tifoso un po’ frustrato e un po’ geneticamente juventino.

Al Napoli manca un direttore generale che va davanti alle telecamere e mette a tacere le polemiche, un uomo forte. Ma purtroppo il presidente è abile nel circondarsi solo di professionisti, seppur capacissimi, che però devono sottostare ai suoi diktat comunicativi. Parliamo spesso del salto qualitativo che deve fare il tifo partenopeo, il cosiddetto ambiente, ma poi il salto in avanti deve saperlo fare pure la società. Non esiste al mondo che davanti alle telecamere si esibisca Sarri in quel modo. Non esiste al mondo che il presidente replichi in pubblico al proprio allenatore con quelle frasi.

Intanto la polemica dai rigori non concessi si è spostata alla “fuffa”, quella che piace tanto alle tv e ai giornali. Tutto questo accade perché nel Napoli manca una personalità di spicco che sappia gestire momenti del genere. E la colpa è del presidente. Già era successo con l’espulsione assurda di Higuain a Udine lo scorso anno. La squadra era nella bufera e il presidente era beatamente, quanto meritatamente, alle Maldive a fare le sue vacanze. Mentre qui in Italia infuriava la polemica e il club era esposto al pubblico ludibrio di opinionisti e tv senza potersi difendere perché la linea la può dare solo Mast’Aurelio da Castelvolturno. Roba da squadretta di eccellenza o promozione. Altro che Champions League.

Ecco perché ha ragione Sarri. Ottimo allenatore, ma che forse un piccolo corso di comunicazione dovrebbe pur farlo se vuole allenare a certi livelli. Oggi il ruolo dell’allenatore è cambiato. Mourinho fa benissimo il suo mestiere. Sennò poi si fa la fine di Mazzarri che incautamente adduce i motivi di una sconfitta con una frase che ha fatto storia “A un certo punto si è messo pure a piovere”. Del resto, da secondo di Ulivieri a Napoli, il buon Walter aveva iniziato la sua carriera davanti alle telecamere dicendo di aver perso perché aveva “un giocatore con la diarrea” (cliccare per credere). Ecco, la diarrea non fatecela venire a noi. Perché queste polemiche – detto brutalmente – ci fanno un po’ cagare.

Valentino Di Giacomo

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Coman affronta Bonucci. Foto dal profilo Facebook della FC Bayern Munchen

Noi di Soldato Innamorato vogliamo bene più o meno a tutti e di sicuro non critichiamo chi mercoledì sera ha tifato Juventus per motivi di ranking. Io però, personalmente, ho tifato fortissimo per il Bayern, un po’ per l’eterna venerazione verso Guardiola e Thomas Muller che mi porto dentro e soprattutto perchè vedere i bianconeri perdere è sempre un pò una goduria. Chiamatemi rosicone, ma quando il Napoli è uscito dall’EL non ho visto striscioni di solidarietà…

In ogni caso, spero che le parole di Marotta sull'”arbitraggio inaccettabile” abbiano fatto ricredere quei napoletani “sportivi” che il Europa tifano per le italiane. Il DS della Juventus ha perso un’ottima occasione per stare zitto. Vero, il terzo gol della Juve era regolare e avrebbe cambiato la partita; ma vogliamo parlare dell’andamento del match, dipinto come una partita mastodontica dei bianconeri dalla leggermente parziale stampa nazionale?

La Juventus ha pressato alto in varie occasioni, anche con una certa efficacia, ha difeso molto bene per 90 minuti e ha giocato bene in contropiede. Ma si è anche presentata all’Allianz giocando per larghi tratti un catenaccio imbarazzante, con un 5-4-1 bassissimo, palla lunga e pedalare, e ha segnato il secondo gol (quello dell'”impresa”) su un’azione solitaria di Morata, tralaltro irripetibile ed episodica, la classica giocata che ne dimostra la qualità in campo aperto (e solo lì), ma oggettivamente non gli riuscirà mai più. Non esattamente l’emblema del gioco di squadra nè una gran pubblicità per il calcio italiano, che una volta di più ha fatto la figura del gioco difensivista e antiestetico davanti a tutta Europa.

Non solo, la tattica difensiva non ha nemmeno funzionato. L’ingresso di Coman, che con Allegri giocava una partita su dieci (anche, va detto, per buoni motivi tattici) ha avuto l’impatto sul match di una colata di napalm sul bosco dei cento acri di Winnie the Pooh, facendo vedere i mostri ad Alex Sandro ed Evra; contro gente come Douglas Costa, Lewandowski e Muller è semplicemente impensabile difendere per sempre, perchè anche il sistema difensivo più chiuso e attento concede quel paio di errori a partita. Persa per persa, considerata anche la tenuta difensiva non esattamente impeccabile del Bayern, sarebbe stato così male provare a controllare il pallone per qualche minuto, anche solo per evitare di subire la tecnica degli avversari? No, meglio fare i “soliti italiani” e appendersi alla traversa. Poi alla lunga si prende gol, che strano.

Quanto all’alibi infortuni, non c’è niente di più ridicolo. Chiaro che le assenze di Dybala, Caceres, Marchisio e Chiellini non sono da poco; nessuno però dice che il Bayern ha giocato l’andata senza difensori centrali perchè TUTTI infortunati, e parliamo di gente del calibro di Benatia, Boateng, Javi Martinez e Badstuber, e il ritorno con il solo marocchino ex-Roma, tralaltro in condizioni imbarazzanti, al punto da dover adattare il minuto Kimmich. Inoltre un certo Ribery, che se mi concedete vale qualcosa di più di Mandzukic, era forse al 50% fisicamente; e se l’assenza di Dybala è stata accolta come se mancasse Maradona, il Bayern non poteva contare su Arjen Robben, che magari nel contesto tattico avrebbe potuto avere difficoltà, ma in carriera ha dimostrato qualcosa di più e segnato qualche gol in più dello sbarbatello bianconero alla seconda stagione da titolare in Serie A. Che tralaltro, sottolineo, è stato appena doppiato da Higuaìn nelle marcature stagionali, e in questa “fenomenale” stagione ha segnato molto meno di Muller, figuriamoci di Lewandowski. I suoi numeri sono molto più vicini a quelli di Insigne, che però la stampa nazionale non ha considera nemmeno…

I commenti sull’arbitraggio da una società che appena dieci anni fa è stata condannata per illeciti sportivi così gravi da essere retrocessa d’ufficio sono semplicemente incommentabili. La Juve ha giocato la sua sporca partita, ha perso contro una squadra più forte, avrebbe potuto vincere ma non l’ha fatto, e ha fatto fare soltanto una gran brutta figura al calcio italiano confermando tutti gli stereotipi di chiagnazzari e catenacciari che ci portiamo appresso. Sinceramente, se ne faceva volentieri a meno.

Roberto Palmieri

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Adoro la commedia all’Italiana, la peggiore, quella scollacciata e grottesca, quella fatta di doppi sensi e battute scontate, di  guardoni e professoresse, sergentesse, infermiere e badanti spiate sotto la doccia… Insomma avete capito il genere e probabilmente lo amate anche voi.

Per chi come me è cresciuto con questo tipo di film il Pierino di Alvaro Vitali è un mito assoluto, protagonista di mille barzellette, di battute che abbiamo sognato di emulare, Pierino è il compagno di classe che tutti avremmo voluto avere ma che soprattutto avremmo voluto essere. Fra tutte le battute, le gag e gli skatch dell’irriverente studente pluribocciato adoravo il suo tormentone: “Cor fischio o senza?, una domanda improbabile che poneva a chiunque gli intimasse di andare via, per poi girarsi di scatto con un sonoro fischio e andarsene.
La battuta era totalmente priva di senso, completamente surreale, il risultato era ovviamente comico anche se purtroppo alla lunga diventava prevedibile e ripetitivo.

Oggi Garcia si è trovato un po’ nei panni di Pierino, sul cross di Rudiger il fischio c’è, il pallone è fuori e De Rossi segna a gioco fermo, e per quanto possa lamentarsi del goal annullato (che non è annullato perchè segnato a gioco fermo) sarebbe anche il caso che se vada cor fischio o senza è indifferente.

I fischi e la loro assenza iniziano però a essere un problema per il Napoli, non sono uno che ama lamentarsi degli arbitri, proprio la settimana scorsa ho scritto che l’arbitraggio non è una scusa, ma se alla sedicesima giornata i rigori sono ancora a zero e probabilmente ci avrebbero risolto la partita oggi e contro il Genoa. Quindi cor fischio o senza non è proprio la stessa cosa, insomma l’assenza di fischio in nostro favore sta diventando prevedibile e ripetitiva.

Cattivi – Garcia schiera un vergognoso 6 3 1 che spaccia per 4 3 3, i due centrali sono messi a uomo su Higuain e il Pipita oggi non è riuscito a fare molto. Jorginho regala un’altra prestazione opaca, si vede che aspetta il riposo natalizio. Ma forse oggi il peggiore è stato Callejon, oggi non c’è stato grande bisogno di coprire visto che Roma giocava all’Italiana, era una buona occasione per tornare a fare l’attaccante puro, rimane una pedina fondamentale dello scacchiere azzurro, ma oggi poteva fare qualcosina in più.

BuoniHamsik si è divorato due goal ma ha giocato una partita incredibile per qualità e intensità, se avesse anche segnato era da 9. Hysaj è andato ben oltre la sufficienza, partita ottima nelle due fasi, bellissimi cross e in chiusura risolve un paio di situazioni difficili. Il migliore della serata è Koulibaly, credo abbia una questione personale contro la roma perchè sfodera sempre prestazioni di livello eccelso, oggi Dzeko non ha visto palla, l’azione è sempre partita dai suoi piedi e ha regalato una spettacolare veronica a centrocampo ciliegina sulla torta di una partita fantastica.

Paolo Sindaco Russo

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Mancanza di uniformità

TURIN, ITALY - JANUARY 15: Referee Marco Guida looks on during the Serie A match between Juventus FC and Cagliari Calcio at Juventus Arena on January 15, 2012 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Marotta: “Per un arbitro come Guida di Torre Annunziata ci sono difficoltà a venire ad arbitrare la Juventus; non parlo di malafede ma di difficoltà … così come è consigliabile che un arbitro di Novara non arbitri la Juventus, così una arbitro napoletano non deve venire ad arbitrare la Juventus“. Juve-Genoa 26/11/2013. A ricordarmi questo episodio è Mimmo Taglialatela, gestore dell’istrionico gruppo Facebook, “Didì Vavà Pelè site ‘a uallera ‘e Canè”.

Ad arbitrare Juve-Chievo c’era infatti l’arbitro Guida di Torre Annunziata ieri sera. E gli episodi dubbi non sono mancati. I soliti cattivi pensieri su come un arbitro possa andare ad arbitrare una squadra dopo che il massimo dirigente di quel club lo ha vilipeso non solo nell’operato, ma anche nell’onore e nella dignità che ogni giudice dovrebbe preservare. Di episodi ce ne sono stati sia nella vittoria della Roma che nel pareggio casalingo della Juve. Analizzandoli vedremo come manca anche quest’anno uniformità di giudizio, sempre a svantaggio delle cosiddette “piccole”.

FROSINONE – ROMA 

La Roma è in vantaggio per 1 a 0 grazie ad un gol rocambolesco di Iago Falque. Al 61′, con il risultato ancora in bilico, Rosi crossa in area, il terzino giallorosso Digne compie praticamente una parata a mani unite, ma l’arbitro giudica “protezione del corpo” nonostante le mani fossero ben al di sopra del viso.

Al 76′ sempre Rosi chiede un calcio di rigore: il terzino del Frosinone entra in area e cerca lui il contatto con il piede del difensore giallorosso. Giusto non dare rigore e ammonizione per simulazione. Peccato che la sera…

JUVENTUS – CHIEVO

Peccato che in Juventus – Chievo il rigore concesso a Cuadrado è assai simile nella dinamica a quello non concesso al Frosinone. Meno netta la sensazione di simulazione rispetto all’azione di Rosi, ma anche Cuadrado cerca lui il piede di Cesar per farsi assegnare un rigore che regalerà alla Juve un pareggio insperato.

Prima del rigore assegnato alla Juve, viene però annullato un gol al Chievo. E’ ancora Cesar protagonista. Il difensore clivense segna nel mentre viene trattenuto e trattiene Bonucci, ma dalle immagini sembra un gol che plausibilmente si possa concedere. Invece l’arbitro Guida annulla.

Anche alla Juventus manca probabilmente un rigore per una trattenuta in area su Pogba. Dainelli trattiene a lungo il centrocampista bianconero, anche in questo caso emerge poca uniformità di giudizio.

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La sentenza definitiva contro Giraudo

La rosa della Juventus in serie B

Da oggi in poi quando un tifoso juventino vi rivendicherà gli scudetti di Calciopoli rispondetegli con un pernacchio. Oggi la Cassazione (ULTIMO GRADO DI GIUDIZIO DELLA GIUSTIZIA ITALIANA, quindi DEFINITIVO) ha infatti dovuto prescrivere Antonio Giraudo per i fatti di calciopoli, ma non ha potuto far altro che rilevare – usando le seguenti parole: “UN PROVATO COMPLESSIVO INQUINAMENTO DEL SISTEMA“.

Insomma Giraudo non sconterà un giorno di condanna per colpa dei tempi elefantiaci della giustizia italiana, ma la sua prescrizione non equivale ad una assoluzione. Tanto più quando la Cassazione tiene a precisare alcuni elementi su come si sono svolti i FATTI.

Ad esempio, cari tifosi amanti del vero calcio, anche juventini (speriamo), la Cassazione dice questo sulla predisposizione delle griglie dei sorteggi arbitrali, manovra “non soltanto propedeutica all’assegnazione delle gare a determinati arbitri, e, dunque, ad un possibile loro condizionamento da parte dei vertici dirigenziali di determinate società (…) in combutta coi vertici arbitrali“, ma come “dimostrativa della vicinanza dell’arbitro di volta in volta designato, ai soggetti attivi nell’ipotizzato gruppo associativo“.

Continua poi la Corte di Cassazione. “Sono proprio i diretti contatti tra gli emissari della società che avevano concorso a predisporre le griglie arbitrali e l’arbitro definitivamente sorteggiato, a costituire la prova dell’inquinamento complessivo del sistema” iniziato con la predisposizione delle griglie e dunque, “della piena operatività di un sistema ben organizzato costituito da soggetti a vario titolo e con vari ruoli, intenzionati a porre in essere condotte penalmente illecite dirette a influire sul campionato di calcio di serie A 2004-2005“. In relazione all’associazione, la Corte osserva che la sua esistenza e “l’intraneità di Giraudo nel sistema illecito facente capo a detta struttura è dimostrato anche dalle schede estere comprate in Svizzera e in grado di neutralizzare tentativi di intrusione da parte di estranei” da distribuire “a quei soggetti con i quali avrebbe dovuto, di volta in volta, interfacciarsi per il perseguimento di determinate esigenze (…) ponendosi al riparo di occhi ed orecchie indiscrete: tale sistema inusitato e per certi versi ingegnoso” costituisce “la base fondante del funzionamento dell’associazione come esattamente ritenuto dalla Corte di appello“.   Ci sono poi gli incontri e le riunioni “di carattere programmatico e destinate ad una cerchia di persone (Giraudo, Moggi, Pairetto e Bergamo) spesso tenute a ridosso di determinati incontri calcistici“.

Insomma, cari juventini che vi ostinate a difendere chi ha inquinato il nostro sport preferito, prima di parlare leggetevi queste carte. E magari restate in silenzio!

Twitter: @valdigiacomo

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