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2016

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Sulle nostre pagine il cibo ha sempre trovato grande spazio, ma un po’ in controtendenza rispetto al resto del web lo abbiamo sempre affrontato in modo più umano e casereccio, preferendo la dimensione storico-culturale agli eccessi del #foodporn tanto di moda oggi.

Ed è per questo che abbiamo deciso, nel nostro piccolo, di promuovere e sostentere Leguminosa 2016, l’evento di slow food dedicato al mondo dei legumi che vedrà Napoli protagonista per tre giorni di cibo e cultura.

Da oggi abbiamo inoltre il piacere di avvalerci della collaborazione di Claudia, una bravissima cuoca Napoletana per scelta che a breve avremo modo di conoscere meglio sulle nostre pagine, per ora questa ricetta è il suo biglietto da visita.

ZUCCA DI LEGUMI

Ingredienti per 4 persone:
300 g legumi misti: fagioli, ceci, soia, piselli secchi
200 g zucca
150 g orzo
1 aglio
1 cipolla
1 costa di sedano
1 carota
Olio evo qb
Sale & pepe

Procedimento
Mettete in ammollo i legumi in acqua fredda per circa 10/12 h. Lessateli in abbondante acqua salata.

Fate appassire qualche spicchio di aglio con un filo di olio, aggiungete un trito di cipolla, sedano e carota e fate insaporire per qualche minuto. Versatevi i legumi già scolati e continuate a cuocere per 5/10 minuti. Intanto cuocete l’orzo in abbondante acqua salata. Scolatelo al dente.

Tagliate la zucca in modo da ottenerne un contenitore con il quale poi servirete la zuppa. La polpa della zucca invece tagliatela in piccoli pezzetti e aggiungetela ai legumi con dell’acqua o del brodo vegetale, in quantità sufficiente a ricoprire il tutto. Continuate a cuocere ed in ultimo versate anche l’orzo. Continuate a fuoco lento per altri 5/10 minuti. Aggiustate di sale e pepe. Trasferite nella zucca e servite con un filo d’olio a crudo.

Un consiglio per rimediare all’unico inconveniente riscontrabile dal consumo di legumi…. aggiungete in cottura semi di finocchio o alcune foglie di alloro!!!!

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Bunda
Foto flikr Carnaval.com Studios

Forse lo abbiamo pensato in tanti ma io non ho resistito e già nel titolo ho voluto sostituire il 16 con ciò che esso indica nella smorfia napoletana. Non è click baiting, non è titolo strappalike ma è un omaggio a un numero che potrebbe essere di buon auspicio per tutti noi.

Eh si, perchè il 16, o almeno il suo corrispettivo anatomico, è simbolo di fortuna, di buona sorte, e chi non ne ha bisogno al giorno d’oggi? E passare un anno intero all’insegna del mazzo non può fare che piacere! Ogni volta che scriveremo la data ci ricorderemo del valore apotropaico di questo numero e anche se non siamo scaramantici qualche speranza in un colpo di culo che ci possa aiutare ce la mettiamo.

Vorrei spendere anche due parole sul valore estetico del culo ma non voglio urtare la sensibilità di nessuno, per cui non mi resta che augurare a tutti voi lettori un anno pieno di fortuna e a tutti noi Napoletani qualche bella botta di mazzo che non guasta mai!

Paolo Sindaco Russo

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Foto di Daniele Pesaresi https://www.flickr.com/photos/danielepesaresi/3364269585/in/photolist-68hL92

Chi legge Paolo Fox e chi preferisce la vena poetica di Rob Brezsny, bene o male una sbirciata agli oroscopi la diamo tutti e a fine dicembre la curiosità di sapere come affrontare l’anno che verrà. Anche noi non ci tiriamo indietro e vi proponiamo un nuovo modo di fare l’oroscopo: abbiamo sostituito il moto degli astri con le canzoni di Nino D’Angelo associandole in modo random ai segni zodiacali, così ogni segno avrà una canzone, una frase e una nostra interpretazione che sarà il vostro oroscopo per il 2016.

Ariete: Compagna Di Viaggio –  duje parole e n’addio “io mi son diplomata spero tanto succeda per te”. Caro Ariete la canzone che ti accompagnerà in questo 2016 è triste, molto triste. Un amore non corrisposto che si trasforma in friendzone, e un diploma mancato… ma il finale è di speranza, per cui Ariete non ti abbattere e fai in modo che “Succeda anche a te!”

Toro: Crisi d’amore – e conto ‘e juorne ca passe cu ‘a freve int”o core e ‘o stesso penziero: chissà si me penza. Caro Toro anche se il titolo di questa canzone non è rassicurante non ti devi preoccupare è una canzone che parla di come affrontare le difficoltà, anche quando queste diventano ossessioni. Caro Toro mi sento di dirti per questo 2016 che riflettere è importante ma sarà importante anche trovare il giusto modo di reagire

Gemelli: Un ragazzo e una ragazza – Un ragazzo e una ragazza Con la stessa idea Nelle mani un libro di poesie Due bagagli poca roba tanta fantasia Stanno già sul treno che va via. Caro Gemelli è il tuo anno, ti è capitata una delle canzoni più positive della discografia di Nino, in questo 2016  il coraggio dell’incoscienza porterà a realizzarti trovando la gioia anche nelle piccole cose.

Cancro: Aggio scigliuto a te – Mo nun me manca niente, me sento realizzato, cu te tutto é cagnato é semp’ azzurro ‘o cielo. Caro Cancro sono lieto di comunicarti, che questo sarà l’anno della tua realizzazione. Certo la canzone parla chiaro: devi fare delle scelte! Sa se le farai nel modo giusto e capendo quando dar retta alla ragione e quando al cuore allora si che avrei grandi soddisfazioni.

Leone: Fotoromanzo – Noi protagonisti di una favola vera, nuie che cc’ha strignemme pe telefono a sera. Caro Leone, la tua storia non è un fotoromanzo, è facile da capire. Questo 2016 sarà quindi l’occasione per tornare con i piedi per terra e affrontare la realtà, sarà per te l’occasione per scoprire, anche in modo non piacevole cosa è realmente importante per te.

Vergine: Luna Spiona – Nun bagna’ chist’uocchie nun tremma’ e paura ca’ te’ fa cchiu’ bella st’aria ‘e ‘na’ criatura. Caro Vergine, ironia della sorte ti tocca una canzone che parla di una prima volta, tema molto caro al nostro Nino. Questo per te sarà l’anno delle novità e delle scoperte, sarà l’anno buono per rompere dei tabù e fare quegli “sbagli” che hai sempre voluto fare, per renderti poi conto che non sono veri e proprio sbagli.

Bilancia: Uno scugnizzo a New York – ‘Nu’ scugnizze rire ma sta’ maschere’ busciarda S’accuntente tutto pure quanno tiempe’ brutt’. Caro Bilancia per te si prevedono cambiamenti importanti soprattutto in ambito lavorativo. Sarebbe facile dire, basandoci sulla canzone, che emigrarai, ma mi soffermerei più sulla frase scelta caro Bilancia. Ora devi fare buon viso a cattivo gioco e accettare qualche compromesso fra la tua vita privata e quella lavorativa.

Scorpione: Vedrai – Vedrai cosi sara’ gli spuntera’ un dentino sussurrandomi papa’. Caro Scorpione qui non possiamo girarci intorno, per te il 2016 è un anno di nuova vita! Maternità o paternità in vista? Non so, potrebbe essere anche un nipote o un animale domestico… ma di certo nel 2016 ci sarà una nascita

Sagittario: Pe mme tu si – Pe mme tu si… na vota Pe mme tu si…. pe sempe. Caro Sagittario, questo 2016 sarà per te un anno di trasizione, dovrai cercare di capire cosa è realmente importante per te e cosa vuoi fare. La canzone che ti è toccata in sorte è un ammonimento, non perdere tempo a cercare definizioni, lasciati andare ai sentimenti.

Capricorno: ‘O pate – ‘O pate nun se po’ rassignà si ‘o juorno è niro pe’ forza adda truvà nu piezze ‘e sole pe’ scarfà ‘a casa soja primma ‘e partì. Caro Capricorno, sei pronto per assumerti le tue responsabilità? Per capire che il tuo dovero va fatto anche se non riceverei in cambio neanche un grazie? Se sarai pronto a questo le soddisfazioni non mancheranno, ma non le cercare, aspettale.

Acquario – Mente-Cuore – Questa guerra mente-cuore quanto tempo durerà? Forse io l’ho persa mentre tu l’hai vinta già. Caro Acquario ho due notizie per te, una bella e una brutta. La brutta è che la guerra durerà ancora per tutto il 2016, la bella è che non ci sono ancora né vincitori né vinti, per cui sta te decidere quando razionalizzare e quando agire d’istinto per uscirne vincitore.

Pesci – Sott’e stelle – Po si turnat ma nun si cchiu’ tu Il tuo viso da bambina l’hai truccato. Caro Pesci, il 2016 sarà l’anno giusto per capire chi sono le persone che vuoi veramente avere attorno. Sia in amicizia che in amore le cose cambiano, come le persone, e forse allontanarsi un po’ da qualcuno con cui hai trascorso momenti meravigliosi ma con cui oggi non hai più nulla da dire non è una tragedia, anzi potrebbe fare bene a entrambi.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Per noi tifosi cronici fare un bilancio dell’anno solare calcistico della propria squadra potrebbe risultare un’operazione sconclusionata e priva di senso: come suggerisce Nick Hornby in Febbre a 90°-un titolo che non può mancare sullo scaffale di un’appassionato di calcio-“i tifosi di calcio parlano in questo modo: i nostri anni, le nostre unità di tempo vanno da agosto a maggio(…) ci ubriachiamo l’ultimo dell’anno, come tutti, ma in realtà è dopo la finale di coppa, in maggio, che facciamo ripartire il nostro orologio interiore, e ci lasciamo andare alle promesse e ai rimpianti e agli impegni di rinnovamento che le persone normali si concedono alla fine dell’anno tradizionale”.

D’altronde quanti di noi si sono ritrovati, nel bel mezzo di un caldo pomeriggio di fine estate, a fare propositi e a strappare promesse a se stessi per la nuova “stagione” (professionale, scolastica o che sia) che di lì a poco sarebbe iniziata?
Analizzare il 2015 del Napoli, o di qualsiasi altra squadra, vuol dire prendere in considerazione due mezze stagioni; può darvi forse una sensazione di insensatezza e incompiutezza.
Ma dal momento che noi che la pensiamo così siamo una minoranza assoluta e totalmente avulsa dalla realtà che ci circonda, sarà bene adeguarsi al sentire comune: ecco allora il bilancio del calcio Napoli, i momenti migliori e quelli peggiori di questo 2015 che ci apprestiamo a salutare.

Gennaio, calciomercato: arrivano Strinic e Gabbiadini, che rappresenteranno alternative importanti a Ghoulam e Callejon. Proprio l’attaccante ex Samp mostra di essersi integrato subito nel 4-2-3-1 di Rafa Benitez andando in gol a ripetizione, spesso anche subentrando dalla panchina. Dopo la sconfitta in casa con la Juve, la prima dopo 14 anni, il Napoli riesce ad inanellare quattro vittorie consecutive. In mezzo il successo in coppa Italia contro l’udinese, soffertissimo; il Napoli la spunta solo ai rigori regalandosi l’Inter ai quarti.

A Febbraio torna di scena l’Europa League. Il Napoli ne fa 4 ai turchi del Trabzonspor ipotecando la qualificazione agli ottavi. Il secondo posto, occupato dalla Roma, è sempre a pochi punti.
In coppa, contro l’Inter, Higuain segna in pieno recupero trascinando la squadra in semifinale.

L’8 marzo c’è il remake in campionato. C’è ancora aria di festa a Fuorigrotta ma stavolta è solo un’illusione: dopo il doppio vantaggio firmato Hamsik e Higuain, il Napoli si addormenta, Palacio la riapre e Icardi fa 2-2 con un rigore all’88’.
Seguiranno tre partite in cui si colleziona un solo punto, prima contro le odiate Verona e Atalanta, poi nello scontro diretto con la Roma, che ne approfitta per allungare su un Napoli che intanto perde anche il terzo posto, a vantaggio della Lazio.

Maggiori gioie pare regalare l’Europa League: Il Napoli fa fuori Dinamo Mosca e Wolfsburg e va dritto in semifinale dopo 25 anni di attesa. Sembra il preludio di un finale di stagione esaltante, vincente. Ma ancora una volta è solo un’illusione.
Dopo aver perso nel doppio confronto con la Lazio in coppa, il Napoli perderà anche la semifinale europea con il modesto Dnipro, anche grazie ad un gol palesemente in fuorigioco.

C’è ancora tempo però per salvare la stagione.
Ultima giornata. Al San Paolo arriva la Lazio con tre punti di vantaggio sul Napoli. Con un successo si va in Champions grazie alla classifica avulsa. A segnare però sono i biancocelesti: Parolo e poi Candreva alla fine del primo tempo.
Sembra finita. Ma si sa, le squadre sanno trovare modi originali e sempre nuovi per fare soffrire i propri tifosi.
Gonzalo la riapre, poi trova anche il gol del 2-2. Mancano 25 minuti e ora tutto sembra possibile.
Ad un quarto d’ora dalla fine c’è un rigore per il Napoli. 11 metri separano Higuain e il Napoli da quella che ha tutta l’aria di essere un’impresa. Il pallone finisce alto, il Napoli perderà addirittura 4-2 rendendo vani i propri sogni di gloria.
Si chiude così il biennio di Rafa Benitez a Napoli: nel peggior modo possibile.

Arriva Mauizio Sarri e per molti, anche ragionevolmente, questa mossa sembra un clamoroso dietrofront, un importante ridimensionamento. Da un mister vincente, di caratura internazionale ad uno che viene dalla provincia e non sembra avere le carte in regola per allenare una grande squadra.
Torna il nostalgico Reina, c’è il colpo Allan a centrocampo. Arrivano Hysaj e Valdifiori dall’Empoli, Chiriches dal Tottenham.  Si passa al 4-3-1-2, con Insigne nel ruolo di trequartista.

La partenza è stentata. Un solo punto in tre partite.
Poi la svolta con il Brugge: Sarri rinuncia al trequartista; passa al 4-3-3 con un Jorginho rinato in cabina di regia e Insigne e Callejon sugli esterni. Proprio lo spagnolo, inizialmente sul piede di partenza, si rivela essenziale per gli equilibri della squadra grazie al suo sacrificio e alla sua disciplina tattica. In difesa si impone Koulibaly assieme ad Albiol.

Il Napoli inizia a carburare e non si ferma più: ne fa 5 alla Lazio, 2 alla Juve, 4 a San Siro contro il Milan.
Un Higuain rigenerato gioca ora divertendosi e divertendo con la mente sgombra da ansie e preoccupazioni.
Il giocatore nervoso, impreciso, sempre pronto a redarguire i compagni della scorsa stagione sembra ormai un lontano ricordo. Ancora tre vittorie con Fiorentina, Chievo e Palermo.

Il 30 novembre al San Paolo va di scena Napoli-Inter.
Una partita che per il Napoli può significare una cosa tanto semplice e per questo tanto potente: primo posto, solitario, in classifica. Sono venticinque anni che questa città aspetta di rivivere certe emozioni.
Un sontuoso Higuain la sblocca dopo nemmeno sessanta secondi. Nella ripresa troverà la doppietta personale.
Ljajic la riapre a 20′ dalla fine. Sembra l’ennesimo incubo, l’ennesima beffa per la squadra e i suoi tifosi.
Ma stavolta tutto va come deve andare. Due pali e la manona di Reina salvano il risultato nel finale.

Anche se per una sola settimana, il Napoli è primo da solo.
Chiuderà il 2015 secondo, a un solo punto dalla vetta.
Il girone di Europa League primo, a punteggio pieno.

Non sappiamo cosa il 2016 abbia in serbo per noi. Intanto ci godiamo una squadra capace di stupire e divertire.
Chi vivrà, vedrà. Tanti auguri Napoli!

Lorenzo Sorrentino

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Forza Napoli, squadra e città nel 2016

Senza Pino. E’ iniziato con uno dei maggiori lutti della storia di questa città il 2015 dei napoletani. Eppure, a distanza ormai di un anno, si può dire con certezza che in realtà Pino Daniele non è mai andato via. Certo, ci è mancato e ci mancherà che il nostro “Lazzaro felice” non potrà più regalarci nuove canzoni, nuovi album e nuovi concerti, ma ci siamo tutti accorti che Pino era già un pezzo di questa città e che continuerà ad esserlo. Chi prima aveva per sottofondo della propria vita le sue canzoni continuerà a riempirsi l’anima con le sue melodie. Il 6 Gennaio scorso la struggente Napul’è cantata da tutto il San Paolo in un brivido di emozione che ha fatto passare persino in secondo piano la sconfitta casalinga contro l’odiata Juventus. A Settembre una via del centro gli è stata dedicata tra immancabili polemiche di muri sporchi. Poco prima qui su soldatoinnamorato, insieme a NapoliEvviva, abbiamo organizzato un flash mob per Pino quando i fan si sono affacciati alla finestra facendo risuonare per le strade le sue melodie: sono giunti video da ogni parte del mondo, da Londra a Mosca, da New York a Caivano. Più di tutto il 2015 resterà l’anno senza Pino.

Il 2015 della città è stato invece un anno di recrudescenza di camorra. Soliti omicidi, solite storie, ma con una novità. A perdere la vita per mano della malavita è stato anche Genny, ragazzino di 17 anni della Sanità. Resta un omicidio che alimenta interrogativi e quando a cadere a terra è un ragazzino di quella età non è possibile perdere tempo a pensare se Genny avesse commesso qualche atto per attirare su di sé le attenzioni della camorra. A 17 anni uno Stato che fissa nella sua Costituzione determinati principi e valori non può consentire che la malavita strappi dal mondo un ragazzo di quella età che viveva a pochi passi dalla casa natia di Totò. E invece, attraverso la parlamentare Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, si è persino parlato di genetica criminale dei napoletani.  Intanto la camorra per rendersi più inafferrabile assolda sempre di più ragazzini come Genny condannati dal semplice fatto di vivere in quartieri dove è più semplice entrare in contatto con certi ambienti.

Di questo 2015, ricordando sempre altre parole della parlamentare “sociologa”, ricorderemo anche il termine “impresentabile“. Tra questi è stato inserito anche il nuovo governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Sia a Napoli che in Regione il sindaco De Magistriis e lo “sceriffo di Salerno” hanno problemi con la Legge Severino, quella che ha già estromesso dall’attività parlamentare Silvio Berlusconi. Restando alla politica è stato anche l’anno del “mi candido” di Antonio Bassolino: l’ex sindaco e governatore si appresta a correre alle primarie del Pd per giocarsi la corsa alla poltrona di Palazzo San Giacomo. Nel 2016 capiremo se il Partito Democratico gli consentirà di farlo.

E restando sempre in tema con la politica il 2015 è stato anche l’anno della querelle tra De Magistriis e De Laurentiis per la questione stadio. Ma in realtà questa diatriba dura da anni e, purtroppo, crediamo che continuerà anche nel prossimo anno. Parlando di stadio è stato anche l’anno dove il tifo del San Paolo ha confermato di essere in una penosa involuzione. Se già non si tifava più come un tempo, con il folklore praticamente scomparso perché gli ultrà non lo accettano, alla prima di campionato contro la Sampdoria c’è stato anche un accoltellamento. Poi i cori contro De Laurentiis, le voci su Higuain puttaniere, l’empolizzazione che si stava materializzando per mano del nuovo tecnico Maurizio Sarri. Qui ci siamo detti sin dal primo giorno sarristi. E abbiamo tenuto duro anche quando i risultati non arrivavano contro Sassuolo, Empoli e Sampdoria. Oggi tutti sono innamorati di Sarri, quasi nessuno più critica De Laurentiis, Higuain non è più svogliato e incallito puttaniere. Sono spariti pure i rafaeliti, volatilizzati, visto che pure a Madrid il corpulento tecnico non se la passa bene. Finché i risultati terranno resterà così, ma siamo certi che gli sputa-rabbia e sputa-sentenze sono in agguato e ritorneranno ai primi passi falsi che speriamo non arriveranno.

Questo 2015 che si chiude è stato per noi quello della nascita di questo sito web, soldatoinnamorato. Lo abbiamo creato per passione, al momento non accettiamo – come potete constatare – nessun genere di pubblicità. Un sito creato per parlare della nostra città, con orgoglio, però senza quella insopportabile vena autocelebrativa che insiste immotivatamente da altre parti. Chi è orgoglioso è anche coraggioso: e coraggio oggi a Napoli vuol dire anche guardarsi allo specchio e ammettere i propri errori, senza nascondere sotto il tappeto i tanti problemi che pure ci stanno. Certo, la stampa e le tv ci dipingono spesso peggio di come siamo e di come è realmente la città. Dai Giletti, agli Abete come ben ha scritto Luca Delgado. Però non è con il vittimismo che si andrà avanti nel prossimo anno e in quelli a venire. Né è pensabile andare avanti con quelli di “Come era bello il Meridione prima dell’Unità d’Italia“, scaricando così responsabilità anche nostre esclusivamente su altri. Insomma questo è un sito di innamorati di Napoli, ma senza fondamentalismi inservibili, senza quella “superiorità razziale” che oggi abbonda in maniera impressionante sui social. Come se bastasse nascere a Napoli per essere e sentirsi migliori di altri. Semmai essere napoletani, proprio in virtù di questo amore irriducibile che ancora dura attraverso l’identità e l’orgoglio in tanti cittadini, implica una responsabilità maggiore: un cercare di essere migliori non solo per se stessi, ma proprio per rispetto di questo folle amore. In fondo, girando un po’ per il mondo e per l’Italia, la più grande ricchezza di questa città resta ed è proprio la sua identità che invece da altre parti scompare sotto le spinte lente e inesorabili della globalizzazione che qui attecchisce meno che altrove.

In questi mesi soldatoinnamorato è diventato un sito seguito. Niente di eccezionale perché è trascorso poco tempo dalla sua creazione, ma fa piacere che personaggi come Nino D’Angelo ci seguano. Così come Tony Tammaro, Radio Crc e Radio Marte, i maggiori quotidiani, sportivi e non, ci citano per le nostre iniziative. Oppure che un direttore e giornalista che ha fatto la storia, come Enrico Mentana, ci conceda in esclusiva delle interviste. Fa piacere poi essere diventati un punto di riferimento e una cassa di risonanza per la tanta buona musica che viene creata e prodotta in città attraverso i The Collettivo, i Gnut, Daniele Sepe, Capone e i Bungt e Bangt, Epo e tanti tanti altri.

Anche il prossimo anno cercheremo di rispettare la fiducia dei nostri lettori, evitando titoli sensazionalistici per notizie inesistenti (come purtroppo accade sempre più spesso da altre parti) e restando fedeli ad una linea editoriale libera e scevra da catalogazioni. Continueremo ad esprimere le nostre opinioni, spesso differenti anche all’interno della nostra stessa redazione, ma pubblicheremo tutto, senza censure di sorta. Perché leggere opinioni differenti, anche divergenti, è la vera ricchezza dell’informazione.

E a questa città che amiamo, a voi che ci leggete, a Pino che resta nei nostri cuori dedichiamo questo sole magnifico di fine dicembre. Un sole che speriamo riesca ad illuminare sempre di più le ricchezze uniche e veraci che ancora vivono in questa terra nostra così piena di contraddizioni, di vita sfacciata, di emozioni continue. Buon anno soldati! Forza Napoli Sempre, città e squadra! Tanti auguri guagliù.

vDG

Twitter: @valdigiacomo

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Qualche anno addietro viaggiavo molto spesso in aereo e, trovandomi di solito con largo anticipo in aeroporto, avevo molte ore di attesa da riempire, quindi finivo inevitabilmente per acquistare un libro. A volte romanzi, altre volte saggi; in uno di questi ultimi casi mi ritrovai ad appassionarmi di un libro molto affascinante, Civiltà sepolte di C. W. Ceram, un bel saggio un po’ romanzato sulla storia dell’archeologia. Il primo capitolo, che si intitola “Preludio su suolo classico”, tratta proprio della nascita dell’archeologia moderna, e non vi nascondo che non sono riuscito a trattenere le lacrime nel momento in cui, leggendo, mi resi conto di quanto quelle origini fossero vicine a me. Nel 1738, partendo dai primi ritrovamenti fatti dal generale d’Elbœuf, ai piedi del Vesuvio la corte dei Borbone, soprattutto sotto la spinta di Maria Amalia Cristina di Sassonia, ritrova una serie di resti, statue, un teatro. E dove c’era un teatro doveva esserci stata una città. Infatti, nel teatro viene ritrovata un’iscrizione che riportava il nome della città: Ercolano.

E’ notizia di questi giorni la mancata scelta della città di Ercolano come Capitale della Cultura 2016, le è stata preferita la lombarda Mantova. Per qualcuno è stata una delusione, sicuramente la scelta rispecchia molto un certo tipo di orientamento politico ed economico, ma personalmente trovo che si tratta di una visione oggettiva e sostanzialmente ragionata rispetto ad uno stato delle cose che non si può certo nascondere dietro proclami o buone intenzioni.

Vediamo un po’ le cose come stanno nella realtà.
Ercolano è una città di più di cinquantamila abitanti distribuiti in maniera diseguale su diciannove chilometri quadrati – un sesto della superficie di Napoli con meno di un quindicesimo della popolazione. Si estende dal golfo di Napoli fino alla sommità del Vesuvio, in una forma grosso modo triangolare. A Ercolano non c’è una libreria. In una delle piazze principali campeggiano due negozi di telefonia circondati da qualche sparuto negozio di abbigliamento. Sopravvivono molti bar, ma non ce ne sono di accoglienti per i turisti che si ostinano a venire a visitare gli scavi. E’ stato aperto da poco un “caffè letterario” che di letterario ha ben poco, ma ha molto dell’aperitivo con
spritz. Per lo shopping sono molto più gettonate le confinanti Portici e Torre del Greco, quindi anche il piccolo commercio langue, rimane giusto la memoria del mercato degli stracci (ai più conosciuto come Resina, ma che sarebbe la zona mercatale di Pugliano).
Esiste a Ercolano una guardia medica in una delle posizioni più scomode e irraggiungibili che si possano immaginare, in un vicoletto lato mare che praticamente rende inutile la sua presenza a buona parte della popolazione. Da anni si susseguono senza soluzione di continuità delle giunte di centrosinistra che hanno avuto il merito fondamentale di cambiare il nome storico di una strada antica, via 4 Orologi, affibbiandogli quello dello zio del presidente del consiglio comunale. Uno degli ex sindaci è stato responsabile di uno scempio colossale ai danni del territorio del Vesuvio tentando di costruire una nuova funicolare, con delle enormi e visibilissime colate di cemento, sbagliando però i calcoli (e meno male…) perché la stava costruendo nel territorio del comune di Torre del Greco; altri scempi memorabili sono la caserma dei carabinieri, i cui lavori sono stati interrotti da decenni perché abusiva, e il tentativo di ricostruire (o inventare?) il molo borbonico sul litorale della Favorita.

Questo è giusto quello che salta agli occhi e riecheggia nella memoria.

Io a Ercolano ci sono cresciuto. Non ci sono nato, ma dall’età di tre mesi fino ai diciott’anni ho trascorso la mia esistenza qui, e continuo ad abitarvi, a volte dico a dormirci, visto che la mia “vita” la vivo altrove. A Ercolano ho avuto una serie di fortune, però. Ho passato l’infanzia all’ombra di una villa dei primi del ‘900 dallo stile eclettico e sovrastata da una torre merlata che la faceva apparire come un castello medievale. Quell’edificio, Villa Maiuri, ospitava almeno fino al 1980 una scuola di archeologia per stranieri, e infatti ricordo questo via vai di giovani nordici un po’ hippy. Qui a Ercolano a fine ‘800 c’è stata una fioritura del Verismo, con la Scuola di Resina, che ha visto la presenza di pittori come Giuseppe De Nittis, Marco De Gregorio e Nicola Palizzi.
All’angolo della strada dove sono cresciuto si erge una delle più belle ville del ‘700 della zona,
Villa Campolieto. La strada dove si affaccia, quel tratto della Regia strada delle Calabrie che dalla Reggia di Portici scende a sud verso Torre del Greco, prende il nome di Miglio d’oro, proprio perché era la zona più bella e prestigiosa di tutto il Regno delle Due Sicilie, costellata da una serie di residenze nobiliari sfarzose e spettacolari. A Villa Campolieto, all’epoca appena restaurata, nei primi anni ’80 ebbi la fortuna di partecipare all’inaugurazione della mostra Terrae Motus, voluta da Lucio Amelio e comprendente opere di personaggi come Robert Mapplethorpe e Andy Warhol; quest’ultimo ricordo di averlo visto passeggiare per l’atrio della villa, sono cose che rimangono impresse… Sempre nello stesso luogo negli anni ’80 passavano personaggi come Rudolf Nureyev e Severino Gazzelloni, nel Festival delle Ville Vesuviane che attirava spettatori anche dal Giappone e dagli Stati Uniti, ma che faticava a entrare nel cuore della gente del luogo. A Villa Campolieto erano conservate alcune carrozze che erano state usate in Via col vento, peccato che un ex custode abbia avuto la bella idea di dare loro fuoco per vendetta… Più di recente ho avuto il piacere di trovarci Alejandro Jodorowski… mi fermo qui perché potrei continuare con questo elenco a lungo.

Ercolano vive di rendita – non sapendo forse nemmeno che farsene di questa rendita – di una serie di lasciti meravigliosi dati dalla natura e dalla Storia. Tra scavi, Parco Nazionale del Vesuvio e le settecentesche Ville Vesuviane, ce n’è abbastanza per campare davvero di rendita per secoli. Ma tutto questo bastava per far sì che la città fosse scelta come capitale della cultura?
A Ercolano ci sono gli scavi archeologici forse più interessanti di tutta Italia, ma attorno c’è un vuoto. Un vuoto culturale, istituzionale, un vuoto, mi duole dirlo, umano. Se c’è chi si lamenta dell’incapacità di Napoli di far fruttare davvero le risorse turistiche, dovrebbe gioire rispetto a quello che accade qui. Non parlo solo dei politici locali, tra l’altro sempre asserviti a dei giochi di potere locali senza via di uscita, ma la popolazione stessa a volte mi spaventa per l’ignoranza e l’inconsistenza. Si voleva far fruttare un patrimonio immenso, ma sarebbe stato come voler costruire un edificio senza prima aver scavato le fondamenta.
Non sono mai stato a Mantova, ma dopo aver visto un servizio televisivo parecchi anni fa m’è rimasta una gran voglia di andarci. Non so se da forestiero, guardando un servizio su Ercolano, avrei la stessa voglia di venirci, a giudicare dal ruolo che svolge la mia città nella cronaca e nelle notizie di attualità. Io ho un po’ rinunciato negli anni a cercare di fare qualcosa per questo mio territorio fortunato e disgraziato al contempo, quello che posso fare è accompagnare a visitare gli scavi e il Vesuvio agli amici che me lo chiedono, e sono tanti. Ma non riesco mai a trovare un luogo decente dove far loro mangiare qualcosa, e a volte nemmeno a fargli prendere un caffè.

Probabilmente Ercolano avrebbe avuto delle chance in più se, invece di essere candidata come Capitale della Cultura, fosse stata in lizza come luogo emblematico dell’Italia attuale.

Gianfranco Irlanda

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Sorteggiati i calendari per la prossima stagione

La prima giornata

Certo, prima o poi bisogna incontrarle tutte: da sempre uno dei commenti più gettonati quando si sorteggiano i calendari. Un dato interessante però c’è: gli azzurri nel girone di andata saranno impegnati contro le grandi sempre in casa, fatta eccezione per il Milan. Vuol dire che nel girone di ritorno il Napoli dovrà affrontare gli scontri diretti lontano dal San Paolo. Un’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno quando l’unico big match fuori casa nel girone di ritorno lo giocammo contro la Roma.

Ma veniamo al calendario. Si parte fuori casa per giocare nel Mapei Stadium del Sassuolo, la prima in casa sarà contro la Sampdoria orfana di Mihajlovhic ed Eto’o. Poi Maurizio Sarri sarà chiamato al derby del cuore: il Napoli andrà ad Empoli ad affrontare la sua ex squadra.

Il primo big-match per gli azzurri sarà già alla quarta giornata in casa contro la Lazio, un’occasione per riscattare quella sciagurata ultima partita dello scorso anno che vide il Napoli fuori dalla Champions. Dopo il Carpi ci sarà invece alla sesta giornata il match più sentito dai tifosi azzurri, al San Paolo arriveranno i campioni d’Italia della Juventus ad inaugurare un terzetto di partite difficili. A seguire, alla settima, si andrà a San Siro per affrontare il Milan mentre all’ottava ospiteremo la Fiorentina.

Alla quattordicesima di scena al San Paolo ci sarà invece la rafforzatissima (sulla carta) Inter di Mancini. Alla sedicesima un altro match molto sentito contro la Roma in casa. Si chiuderà nell’ultima giornata di ritorno contro il Frosinone dell’ex Roberto Stellone.

E’ davvero molto presto per dare giudizi su chi sarà la favorita per la vittoria e quali squadre si contenderanno il titolo. Inter e Milan appaiono certamente rinforzate, non saranno squadre fenomenali, ma soprattutto i nerazzurri (tanto più se acquistassero Jovetic) sembrano davvero un’ottima squadra. Il Milan con Luiz Adriano e Bacca non è però da meno, anche se nel pacchetto arretrato manca ancora qualcosa.

La Fiorentina può ritrovare Giuseppe Rossi, al momento può essere lui il vero acquisto dei viola. Fatta eccezione per Mario Suarez, centrocampista che Benitez lo scorso anno voleva portare in azzurro. La Roma è un’incognita: recupera Castan in difesa, ma in attacco sono davvero sguarniti. Urge attaccante, se arriva Dzeko comprano un campione che in Italia può fare sfaceli. La Lazio è praticamente la stessa dello scorso anno, ma senza Mauri e i suoi guai giudiziari.

La Juve è sempre, di diritto la favorita. Coraggiosamente i bianconeri hanno ringiovanito parecchio la squadra. Fuori Tevez, Vidal e Pirlo. Dentro Dybala, Mandzukic, Rugani e Zaza. In attesa del colpo sulla trequarti richiesto da Allegri. Perdere tre fenomeni e acquistare dei prospetti potrebbe essere un azzardo, ma alla lunga Dybala e Rugani sembrano i migliori acquisti di questa sessione di mercato.

E il Napoli? Gli azzurri sono, al momento, sicuramente più forti dello scorso anno. Non è un’opinione, ma un’evidenza quasi matematica. Sono stati acquistati Reina, Valdifiori e Allan senza vendere nessun campione. Di Britos e Zapata (tra l’altro intelligentemente dato solo in prestito) si potrà fare a meno. Manca un difensore di livello e un terzino destro per far rifiatare Maggio. Certo, vorremmo pure capire Zuniga che fine ha fatto… Gli azzurri ci sembrano una squadra simile a quelle belle Fiorentina degli anni ’90, quelle con Batistuta davanti. Insomma potenzialmente devastanti oppure da campionato anonimo. Il pallino nelle mani ce l’ha soprattutto Higuain.

Vedremo come proseguirà il mercato. Un’altra evidenza però non è da trascurare. Roma, Inter, Lazio e Juve hanno tenuto una continuità tecnica confermano rispettivamente Garcia, Mancini, Pioli e Allegri. Le novità le propongono Napoli e Fiorentina con Sarri e la new entry Paulo Sousa. Vedremo se avrà la meglio l’innovazione o la tradizione.

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

Questo il calendario completo:

1 SASSUOLO-NAPOLI
2 NAPOLI-SAMPDORIA
3 EMPOLI-NAPOLI
4 NAPOLI-LAZIO
5 CARPI-NAPOLI
6 NAPOLI-JUVENTUS
7 MILAN-NAPOLI
8 NAPOLI-FIORENTINA
9 CHIEVO-NAPOLI
10 NAPOLI-PALERMO
11 GENOA-NAPOLI
12 NAPOLI-UDINESE
13 VERONA-NAPOLI
14 NAPOLI-INTER
15 BOLOGNA-NAPOLI
16 NAPOLI-ROMA
17 ATALANTA-NAPOLI
18 NAPOLI-TORINO
19 FROSINONE-NAPOLI