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Napoletano di nazionalità, fede sportiva e religiosa, scelte in cucina e soprattutto di nascita, si dedica volentieri alla filosofia spicciola e all'antropologia da bar. Vive come se fosse un personaggio minore di "Così parlò Bellavista"

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Il Ragguaglio al Corso Europa – forse siamo di fronte a chi ha realmente riscritto il concetto di pizza, massima attenzione alle materie prime dalle farine alle acque degli impasti e a tutti i processi di lievitazione. I condimenti della pizza sono tutti ultra selezionati in base a stagionalità e km 0. Sono tutti prodotti DOP, DOCG e presidi slow food, in ogni pizza i sapori non sono mai affidati al caso ma studiati attentamente per garantire la massima esperienza di gusto al cliente. Comodissima anche la possibilità di rateizzare il costo della cena, anche senza busta paga.

“I Masnadieri” al Borgo Marinaro – pizzeria a tema che cerca di essere quanto più possibile fedele alla tradizione, la location accogliente, nella splendida cornice del borgo marinaro. Il menù è molto varie e scritto in Napoletano del di fine ‘800 offre una vasta scelta di pizza, anche complesso, ma che non si discostano mai dalla tradizione. Particolarmente interessanti sono le pizze di mare, che a molti fanno storcere il naso ma vi possiamo assicurare che un morso della Clandestina (Datteri di mare a crudo, bottarga di delfino e polpa di riccio della Gaiola) vi faranno ricredere, un morso ha il sapore del paradiso.

Rafiuluccio a Forcella – il menù più breve del mondo, da Rafiluccio, storico locale che non ha mai rinnovato dalla sua apertura, è infatti possibile chiedere solo ed esclusivamente la Marinara. non ci sono tavoli, non ci sono piatti, non ci sono posate, c’è solo l’ormai famosissimo bancone di tufo che trasforma il più semplice dei piatti in qualcosa di unico. La porosità del tufo su cui viene poggiata la pizza appena sfornata assorbe l’umidità in eccesso della pizza e regola immediatamente la temperatura, il bancone in tufo è carico poi del sapore delle decine di miliardi di pizze che ha sorretto negli anni e regala alla marinara di Fafiluccio un sapore unico.
Si racconta che nel dopoguerra gli scugnizzi del quartiere andassero a fare quella che è diventata la proverbiale zucata: non potendosi permettere la pizza appoggivana la bocca sul bancone di tufo e aspiravano forte, tornando a casa con il sapore di pizza in bocca, qualcuno, quando non c’è molto folla ancora adesso chiede a Carmeniello di farsi una bella zucata.

Pizzeria Storica “Frondi” ai Gradoni di Chiaia: immaginate un re che indossa abiti comuni ed esce di nascosto da una porta secondaria del palazzo reale, utilizzata di solito dalla servitù, e che senza farsi riconoscere ama andare in giro per la gloriosa e splendida capitale del suo regno. Questo re inizia a frequentare una pizzeria, ama l’ambiente, ama l’ammuina, ama ascoltare il popolo e si diverte a sentire i commenti su di lui. Il re diventa cliente fisso del pizzaiolo Ferdinando Frondi e un giorno decide di rivelargli la verità “Ferdinà, vi chiamate comm’a me, mercoledì venite a palazzo a cucinare per me e mia moglie. Il pizzaiolo, pensò a uno scherzo, ma cambiò idea quando quel mercoledì si trovò davanti un cocchio con gli stemmi Borbonici.
Nelle cucine gli misero a disposizione il meglio dei prodotti locali e così il buon pizzaiolo con le spogne di Tramonti (il famoso grano premiato all’Expo di Parigi), con il Jamon Cocido come omaggio alla spagna e la Panna fresca dei monti lattari creò la pizza Lucia, dedicata alla “Regina” (il virgolettato è d’obbligo). Oggi un pronipote di Ferdinando può raccontarvi questa storia indicando i documenti con tanto di sigillo borbonico incorniciati sulle pareti di pizzeria che testimoniano quanto sia tutto vero. La Lucia è forse la più napoletana delle pizze, anche se il revisionismo risorgimentale ha voluto ribattezzarla, mimosa. Un’esperienza che ogni Napoletano deve fare.

La Grotticcella a Cavalleggeri – I primi documenti sulla pizza parlano di lievitazioni estremamente lunghe in ambienti scuri e protetti, per questo l’equipe di pizzaioli della Groticella, forti della location estremamente suggestiva e con caratteristiche uniche, usano una vecchia cava di piperno sul costone della collina di Posillipo come camera di lievitazione. L’impasto, fatto con farine di grani antichi selezionati e miscelati in loco, viene fatto lievitare per circa 25 giorni (22 in estate) e i panetti per circa 35 giorni, sempre all’interno della cava. Il risultato ha qualcosa di magico, l’impasto diventa letteralmente una nuvola, nei 90 secondi di cottura il cornicione si alza “A canotto” creando un’alveolatura che si scioglie in bocca.

Da Ambrogio alla Sanità – “Milano è piena di napoletani che fanno le pizze, perchè non può esserci un milanese che fa le pizze a Napoli” provate a fare un gioco, andate alla Sanità e fermatevi a mangiare da Ambrogio, senza pregiudizi. Sfido chiunque a dire che quella pizza è stata fatta da un milanese, tanto bravo quanto ironico Ambrogio è diventato un vero talebano della tradizione Napoletana ed è forse il più fedele agli standard dei pizzaioli di Napoli. Da provare la “Pizza alla Milanese”, unica eccentricità di un rigorosissimo menù, una cotoletta alla milanese impanata nell’impasto della pizza cotta prima al forno e poi fritta, la testimonianza che Napoli e Milano insieme possono fare qualcosa di buono.

Sconciglio, Bauhaus della pizza ai decumani – 

 

 

 

 

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Saper fare i regali è un’arte, saperli fare a Natale un miracolo. Perchè diciamoci la verità, sono poche le donne che come regalo fanno i salti di gioia per i biglietti di Crotone Napoli e anche se ci metti i soldi della macchina pure fanno la faccia storta.

Di solito mogli e fidanzate iniziano da ottobre a dire “Mi servirebbero gli occhiali da sole nuovi” a fermarsi davanti alle vetrine, a cercare sul vostro pc o telefonino le cose su amazon, di modo che vi trovate ovunque le pubblicità del profumo, scarpe o qualsiasi altro collo di cazzo lei abbia cercato. Non è che la donna ci fa velatamente capire, ce lo dice proprio, ci martella in ogni modo dicendoci anche modello preciso e colore pur di non farci sbagliare.

Ma l’uomo spesso è scemo, se non l’uomo in generale io lo sono, e non molto… continuo a pensare che se le regalo quello che mi sta esplicitamente chiedendo ci resta male perchè poi vuole una sorpresa, non penso di essere l’unico, credo sicuramente che siamo in tanti a pensarlo e a scervellarci per trovare la cosa giusta, spesso quando siamo convinti di averla trovata, siamo sicuri di esaudire il suo desiderio se ne esce con frasi tipo “Non ti permettere di regalarmi qualcosa per la cucina” o “Marò che odio quelli che regalano i buoni nei negozi” voi rimanete come torzi di carcioffola a chiedervi come cazzo ha saputo che volevate comprare proprio quello e così bisogno ripartire da zero e trovare qualcosa di nuovo, un altro lampo di genio.

Dal momento in cui lo comprate alla mezzanotte del 24 è terrore puro, si trattiene il fiato, si stringono le pacche sperando che le piaccia, chiedendosi se si può cambiare o se è meglio di no, l’attesa interminabile si risolve alla fine con un sorriso, con un bacio o con un qualcosa in più se il regalo è realmente piaciuto, un momento di felicità che ripaga la tensione dell’attesa.

La Samp lo ha detto che veniva a giocare ce lo ha fatto capire che veniva per vincere, così ci siamo trovati almeno due volte a dover ripensare al regalo giusto, cioè no, a cercare di capire come ribaltare il risultato, alla fine siamo riusciti ad andare in vantaggio e da lì è stata tutta attesa che ci ha portato a un liberatorio momenti di felicità… ma quando abbiamo stretto le pacche in quell’attesa?

Cattivi – Sole negli occhi? Errato posizionamento? troppi struffoli? Qualsiasi sia la causa, quella punizione il portiere di una grande squadra quella punizione la deve prendere, Poi Reina offre sempre sicurezza nelle uscite, ma per una sua disattenzione il Napoli è partito praticamente sotto di un goal. Hysaj riesce nella straordinaria impresa di fare due falli da rigore in una sola azione, piuttosto suicida. Il peggiore di oggi è comunque Mario Rui, soffre molto e in impostazione si vede solo per una grande azione personale, ma è spesso in ritardo e spesso nervoso in difesa, lascia il Napoli in 10 in un momento pessimo.

BuoniHamsik gioca più sereno e si vede, segna il goal decisivo (sempre perchè sparisce nei momenti importanti) ma non solo, grande prova del giocatore più prolifico della storia del Napoli. Mertens cerca tanto, troppo il goal, ma per il momento trova due assist preziosissimi, meno goleador e più rifinitore, ci piace anche così. So che anche Insigne e Callejon meritano di essere qui, ma oggi Allan è stato epocale, c’è il suo zampino nei tre goal per un semplice motivo: è ovunque, lotta, corre, ispira e segna pure per fare di meglio doveva solo parare il rigore… ma forse è un po’ bassino per giocare anche come portiere.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Non mai stato un grande ammiratore delle “femmine della televisione” ho sempre preferito quelle in carne ed ossa che conosco di persona.

Non che non mi piacciano, per carità ma non sono mai stato uno di quelli che, come si suol dire, arrattiava su veline, vallette, letterine e star varie della tv, ho sempre dedicato le mie attenzioni e i miei atti impuri in solitaria a donne che  avevo visto di persona. Ho sempre pensato, come pensano in tanti, che ci sono tante belle ragazze che non hanno nulla da invidiare a quelle famose, alle modelle o alle star del piccolo schermo, magari sono anche più simpatiche o intelligenti.

Lo credevo, non è un caso se uso l’imperfetto, lo credevo perchè quando a 18 anni mi ritrovai in giro per Cinecittà e mi trovai faccia a faccia con Rossella Brescia nei suoi panni (pochi centimetri quadrati) di scena e delle altre ballerine di canale 5 cambiai immediatamente idee… Non erano delle belle ragazze come ce ne sono tante, erano, ai miei occhi di inesperto tardo adolescente, ben oltre. Quelle non erano ragazze normali, erano l’evoluzione del genere femminile, fisici scolpiti nel marmo con forme perfette, un livello che raramente trovi alla fermata dell’R2.

Da quel momento ho capito che esistono le belle ragazze che affollano le nostre strade e le nostre vite e loro, quelle della tv (anche se a distanza di 20 le cose sono un po’ cambiate) che sono di un altro pianeta… Come Insigne e Mertens, non è che Ounas e Giaccherini siano scarsi, sono dei buoni giocatori, ma i due folletti sono di un altro livello e oggi con il loro ingresso risolutore lo hanno dimostrato che non sono di un altro pianeta rispetto ai due compagni oggi partiti tirolari.

CattiviOunas spreca una palla buona per portare in vantaggio il Napoli e segnare il suo primo goal in maglia azzurra, le qualità le ha ma è molto caoitco. Giaccherini non entra mai in partita, si muove pochissimo senza palla, vuole farsi vedere ma non gli riesce particolarmente. La cosa peggiore di stasera è però il San Paolo vuoto, stavolta non regge neanche la scusa dei soldi, con 15 euro si compravano i biglietti per due partite, 2 euro per gli abbonati, ma forse diecimila tifosi sono megli di sessantamila spettatori.

Buoni – Togliamo da mezzo quei due, sarebbe troppo facile ed è giusto parlare di chi ha meno possibilità di apparire. Sepe, a parte l’insicurezza sul retropassaggio al novantesimo si è dimostrato di nuovo all’altezza del ruolo, in impostazione non offre la sicurezza di Reina e anche nei rilanci preferisce l’appoggio semplice al compagno vicino, ma anche si dimostra sicuro nelle uscite. Maksimovic nonostante la lunga assenza sembra essersi inserito bene nei meccanismi, manca forse di reattività ma sembra pronto per giocare più spesso. Rog è un animale, potente, arcigno ma con piedi da fenomeno e ottima visione di gioca, se impara a dosare la sua irruenza diventa destante, quando ha rubato palla a centrocampo e lanciato in porta Callejon ho rivisto il miglior Bagni… lui se fosse una femmina sarebbe abbondantemente pronta per la televisione, anche per la prima serata.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ci hanno provato i più grandi poeti, filosofi e a volte agli scienziati, non c’è anima pensante che almeno una volta in vita non si sia chiesto cosa sia effettivamente l’amore.

Da Gigi D’Alessio a Dante, da tuo cognato a Franco Battiato nessuno è mai riuscito a trovare una risposta soddisfacente a questa domanda perchè in fondo ognuno è convinto che il proprio amore sia speciale ed è difficile ammettere che esista un’amore univoersale.

Per alcuni ridere insieme di una scorreggia mefitica fatta sotto al piumone è amore, per altri è una schifezza.

Per qualcuno costringere la persona che si ama a non uscire con i propri amici è amore, per altri è comportamento da psicopatico.

Per qualcuno l’amore è guardare un film di merda insieme sotto al pumone, per altri l’amore è vivere insieme mille avventure in capo al mondo.

Per qualcuno è cedere la pasta che sta in fondo alla pentola perchè è la più condita, per altri è spronare il partner a fare la dieta.

Per qualcuno amare è fare al posto dell’altro quello che non riesce a fare, per altri e farlo insieme aiutandola a migliorare.

Potrei continuare per ore con gli esempi senza mai riuscire a dire cosa sia realmente l’amore, attenzione per altro, dedizione, cura o passione? Forse un po’ di tutto questo forse nulla di tutto questo, è così tremendante irrazionale lìamore che cercare di spiegarlo è inutile, ma è così tremendamenta emozionante che anche numeri e statistiche ci regalo un brivido.

115 per tutta Italia è il numero per chiamare i vigili del fuoco

115 è il numero con cui Napoli ricorda il suo Dio. 

115 è il numero con cui Marek dice a Napoli: Ti amo! 
Si, perchè quella fra Napoli è Hamsik è una storia d’amore, fatta come tutte le vere storie di amore, di gioie e lacrime, di risate e pianti, di alti e bassi, ma vissuti sempre insieme, con la voglia di correggerli e superarli, con la voglia di fare qualcosa di grande insieme. 

Hamsik è il giocatore ad avere segnato più goal con la maglia del Napoli, questa è la notizia per i giornalisti.
Napoli è Marek si amano, questo è quello che leggiamo noi che in fondo anche nel calcio viviamo d’amore, prima che di numeri.

CattiviAlbiol perde il rimpallo che permette a Belotti di tornare al goal dopo 3 mesi, ma di sicuro la sua non è una prova negativa. Reina meno brillante di altre volte, poco reattivo sul goal e non trattiene l’altro tiro nello specchio del gallo costringendosi al doppio intervento. Vogliamo cercare il peggiore di oggi nel Napoli? Non è facile, quando gioca così, per cui più che indicare qualcuno indico qualcosa e parlo dell‘incapacità di concretizzare le grandi occasione avute, lo sfizio della terza manita di seguito al Torino ce lo potevamo togliere!

BuoniCallejon merita di essere qui perchè ha giocato una partita di altissimo livello, recuperando palloni importanti e proponendosi in attacco, anche grazie un buon affiatamento con Hysaj, ma merita soprattutto di essere qui per l’assist a Mertens, poteva cercare il goal lui ma ha preferito cercato di far sbloccare il compagno che poi è stato anticipato, un gran be gesto che merita di essere citato. Koulibaly oggi segna e sblocca subito la partita, ma al di là del goal è realmente impeccabile, un vero muro e spesso imposta anche lìazione con intelligenza. Il migliore? Facciamo un gioco, immaginiamo che oggi Hamisk non avesse segnato. Molti lo avrebbero voluto fra i cattivi, molti si sarebbero lamentati che non è più decisivo, che non ha carattere, che oramai è una palla al piede etc. Però andavi a vedere il secondo goal del Napoli e capire perchè Zielinski si trova totalmente libero di entrare in area, capirete perchè senza goal, senza questo goal storico, oggi starebbe qui, perchè Marek è un grande anche quando molti non se ne accorgono, perchè l’amore è così, quello che fai per amore lo fai per non ricevere nulla in cambio, a volte neanche un grazie.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: twitter.com/Vivo_Azzurro

Sono veramente pochi i Napoletani sotto i quarantanni che non hanno avuto un’esperienza di vita, per studio, lavoro o amore, all’estero. Se non all’estero almeno al nord ci siamo stati tutti e ovviamente e anche se per solo un paio di settimane si pone il problema del cibo.

Ci sappiamo adattare, questo va detto, molti di noi siamo curiosi anche a tavola e non ci facciamo grossi problemi, spesso scopriamo cucine fantastiche, come è successo a me in Portogallo e in Turchia, ma c’è da dire che quando abbiamo voglia di casa non c’è piatto che tenga, dobbiamo trovare gli ingredienti e prepararcelo da soli.

Quando hai voglia di farti un ragù, una parmigiana, una cianfotta o anche un semplice spaghetto con i pomodorini ti trovi però sempre davanti a un grandissimo problema: le materie prime.
Sia perchè alcune sono difficili, se non impossibili da reperire, sia perchè quando le trovi al supermercato nella migliore delle ipotesi non sanno di niente: una melanzana in Galles, un pomodoro in Norvegia, sono come una papaia per noi, pure se la trovi al banco della frutta ha forse solo vagamente un minimo lontano ricordo del sapore originale, per non parlare della consistenza.
Però la nostalgia canaglia che ti prende proprio quando non vuoi, ti convince che forse quei pomodori e quelle melanzane non sono tanto male… per cui li compri, passi la giornata ai fornelli, prepari tutto quello che devi preparare seguendo per filo e per segno la ricetta della nonna, quella che hai fatto mille volte e non hai mai sbagliato, e la fai alla perfezione, e tutto contento ti siedi a tavola per scoprire che non sa niente.

Non si distingue il sapore della verdura, il simpatico pizzicorio della melanzana non c’è, è solo una spugnosa poltiglia inzevata, il pomodoro ha un vago accenno di acidità e basta e i peperoni pagati un rene ricordano vagamente il polistirolo. Guardi il tuo piatto comm’a nu strunz’ sapendo che ci cascato di nuovo, ti sbatti, ti sbatti fai anche quello che devi fare però la parmigiana non sa di niente.

Oggi ho quella sensazione là, dopo il secondo tempo del Napoli giocato bene nonostante le assenze il Napoli ha giocato bene, hai la sensazione di non aver sbagliato nulla, un Napoli che nel secondo tempo è tornato ad essere se stesso non è riuscito a concretizzare le tante nitide palle goal create…ti sbatti ti sbatti ma ti ritrovi una parmigiana che non sa di niente.

 

Cattivi: Sarri decide di cambiare le cose e attacca da destra, anche per le assenze di Ghoulam e Insigne, Mario Rui è piuttosto spaesato, non spinge ma non è neanche brillante in copertura. Jorginho oggi sbaglia tanti passaggi facile e soffre molto il pressing, meglio nel secondo tempo ma comunque insufficiente. Il Peggiore è però Zielinski, spreca due occasioni in modo puerile, e non è da lui.

Buoni: Reina anche oggi ha fatto valere tecnica ed esperienza, ottima prova la sua. Allan non si ferma e costruisce molto, probabilmente il migliore del centrocampo di oggi ma il migliore del Napoli è sicuramente Koulibaly, insuperabile in difesa, si trasforma in regista e a tratti fa il terzino, oggi veramente ovunque.

 

Paolo Sindaco Russo

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Foto di Daniela Vladimirova https://www.flickr.com/photos/danielavladimirova/

Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da “palcoscenico” durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità.

Non sono parole mie ma è come se le fossero, così l’unesco dichiara L’arte del pizzaiolo napoletano,  patrimonio culturale dell’Umanità, un riconoscimento importante per tanti motivi, un riconoscimento che sarebbe sbagliato, inutile e controproducente limitare alla pizza.

Ho sempre sostenuto l’importanza del cibo come metodo al pari di letteratura, lingua, musica e tutte le espressioni artistiche e intellettuali per comprendere e conoscere un popolo e al livello universale la pizza ne è un paradigma.

La pizza è stata codificata, studiata, la pizza è cresciuta, si è evoluta, è cambiata, la pizza si è diffuso in tutto il mondo, è stata stuprata, destrutturata, modificata e violentata in ogni modo eppure la pizza napoletana è sempre qua, è sempre la stessa e rimane oggi come ieri il lusso che chiunque si può permettere, lo sfizio che chiunque si può togliere, il comfort food per antonomasia, il complesso capolavoro che nella sua meravigliose semplicità e geniale equilibrio regala un sorriso a chiunque.

In un periodo di “guerra” fra pizzaioli che fra esagerazioni tecniche, studi su farine e impasti, guerra sui prodotti, in un periodo in cui tutto il mondo che racconta la pizza a volte si sofferma su dettagli da “piccolo chimico” più che sulla sostanza questo riconoscimento riporta “L’arte dei pizzaioli” al centro riporta la cultura della pizza un gradino sopra la ricetta e la preparazione. Canotti e ruote di carretta, bighe e licoli, idratazione eleveatissima e lievitazioni lunghissime per un momento passano in secondo piano, sono percorsi che raccontano un’arte unica, sono strade che tutti i meravigliosi artigiani della pizza decidono di percorrere a seconda della formazione, tradizione familiare, esperienza e sperimentazione per portarci un prodotto che come un pastore di San Gregorio Armeno, come una Porcellana di Capodimente è un’opera d’arte e di ingegno che solo qui, solo a Napoli e solo secondo quelle regole che la tradizione ha tramandato possono essere apprezzate.

Già, perchè l’arte del pizzaiolo, come giustamente specifica l’Unesco, è fatta di canzoni, è fatta di quel teatro che si crea dietro al bancone, è fatta di parole, è fatta di quella socialità che, mai come questa è il caso di dire, “solo a Napoli” si può trovare, e l’arte del pizzaiolo va oltre l’impasto, va oltre la pizza, l’arte del pizzaiolo comprende quella magia che trasforma trasforma la pizzeria da luogo di ristorazione a luogo di felicità, ed è sostanzialmente questo che la rende unica.

I nostri complimenti e tutti quei pizzaioli, che da oggi potremo ufficialmente chiamare artisti, che hanno regalato questo ulteriore momento di orgoglio a Napoli, un ulteriore elogio a chi ha dato a Napoli grande prestigio e al mondo la sua parola più famosa.

 

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

L’educazione la impari alle elementari, le nozioni fondamentali al liceo, all’università impari (o almeno dovresti) l’approccio critico… ma la vita la impari alle medie.
Perchè alle scuole medie c’è la frenesia della scoperta, c’è la voglia di giocare ma contemporaneamente di crescere, c’è la sfacciataggine e la spensieratezza di un bambino che si sente grande e di un ragazzino che non vuole più sentirsi bambini, le medie sono quei tre anni dove dovresti vivere di equilibri e invece ti ritrovi su un’altalena impazzita che ti porta in alto e poi ti sbatte giù quando meno te lo aspetti.

Quando sei in terza media senti già di avere un piede nella maggiore età: parli di femmine esci il sabato (pomeriggio) ascolti musica di merda scelta da te e non dai tuoi genitori e i più bucchinari si scelgono anche i vestiti.

Il ragazzino bucchinaro di terza media vive il suo momento di gloria alla festa di diciotto anni del cugino in discoteca, o del fratello del migliore amico. Il ragazzino bucchinaro di terza media nasconde la sua espressione da Ciaula che guarda per la prima volta la luna perchè deve fare vedere che lui è bucchinaro e cerca di confondersi fra i grandi, si sbatte in pista quando ci sono i pezzi più commerciali del momento, beve coca cola con l’aria navigata di un cowboy che beve tequila liscia, guarda con l’aria da vecchio rattuso le ragazze e cerca di parlare con i più bucchinari della festa… all’inizio è anche simpatico, dopo un po’ inizia a capire di essere piuttosto fuori luogo e alla fine si addormenta su un divanetto, il sabato successivo tornerà a essere il re del gioco del bottiglia.

Oggi il Napoli si è addormentato sul divanetto, con il City aveva abbondantemente capito di essere fuori luogo quando in un paio di partite ha fatto pure il bucchinariello. Adesso torniamo in Europa league, quella che è la nostra vera dimensione in Europa, certo lo sfizio di arrivare agli ottavi e magari ai quarti te lo puoi anche togliere, ma la champions difficilmente vedrà una favola come quella dei Leicester, ed è difficile, forse impossibile confrontarsi con squadre di una categoria di molto superiore, soprattutto negli scontri diretti.

Cattivi – Albiol vogliamo parlare dei due goal? Probabilmente oggi è stato il primo a tirare i remi in barca, forse anche questa è l’esperienza: capire quando è il caso di non sbattersi troppo. Reina sui goal si sarebbe potuto buttare almeno per i fotografi. Stasera purtroppo il peggiore è Sarri, non tanto per la partita quanto per tutta la gestione della Champions, fatta così è stata uno spreco di energie.

BuoniMertens oggi ha corso tanto e ha preso parecchie mazzate, vuole il goal e forse lo meriterebbe. Rog nelle partite fisiche come questa dà il meglio di sé non teme le mazzate e oggi se ne sono date tante inoltre ha le qualità per fare bene. Il migliore è Zielinski, ci regala due minuti di piace illusione.

 

Paolo Sindaco Russo

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Piacere, Tonino! non mi piace la pasta con i semini le pellecchie!

Alle volte penso che a Napoli manchi più Troisi che Maradona.
Nessuno come lui l’ha saputa raccontare con tanta autoironia, con sarcasmo spietato e commosso che mai più si è ripetuto nella storia della comicità. Anche quando parlava di altro Massimo in realtà parlava di Napoli, parlava del modo di fare dei Napoletani e con poesia e delicatezza si prendeva in giro, ci prendeva in giro.

Tonino ne è un esempio, il ragazzo appena lasciato dalla fidanzata interpretato da Lello Arena è un esempio di come troppo spesso noi Napoletani perdiamo tempo a piangerci addosso, di quanto tante volte perdiamo tempo a cercare la causa di un problema che a volte suona più come una scusa , di quanto a volte ci piaccia lacerarci nel dolore più estremo con piglio neomelodico e voce a fronna di limone invece di reagire. Di fronte a questa attitudine per fortuna ne troviamo un’altra, quella interpretata in questa scena dallo stesso Troisi:un atteggiamento freddo, pragmatico e glaciale e la volontà di andare  “Scurdammoce o passato, simm’ e Napule paisà!“.

Troisi la fa facile con l’amico, sfrutta questa esperienza per il futuro e guarda avanti, impara dai tuoi errori e la tua prossima relazione sarà migliore di questa… ottimi consigli! Peccato che Troisi quando viene lasciato Anna sia il primo a commiserarsi e a farsi lacerare dalle pene d’amore.

Forse Troisi oggi avrebbe detto ai tifosi Napoletani di presentarsi alla prossima partita dicendo che non gli piace la salsa con le pellecchie, o forse starebbe lì a piangersi addosso da grande tifosi quale era… o molto più probabilmente si starebbe prendendo per il culo, ci starebbe prendendo per il culo, per il nostro piangerci addosso e tutto sarebbe finito in una grande risata.

 

Cattivi – Possibile vedere qui Koulibaly? Oggi ha avuto una sola piccola disattenzione, ma quando una partita finisce 1 a 0 non devi avere neanche quella… Mario Rui è complice del Senegalese, in più spesso l’azione finisce sul suo piede e, complice un attacco poco ispirato si trova spesso a dover crossare a vuoto o a ridarla dietro. La cosa peggiore della partita è stata però il trio d’attacco, come con il City abbiamo perso la partita per una palla persa dal limite, in più stavolta il Napoli non è riuscito a sfruttare nessuna occasione, Callejon lavora tanto ma manca di lucidità, Mertens non trova più spazi e Insigne… Insigne ha provato un pallonetto sul difensore totalmente inutile…

BuoniAllan come sempre generoso, sbaglia un passaggio facile che poteva mandare in porta Hamsik ma per il resto è il solito Leone, Albiol è il più lucido della difesa o almeno non ha responsabilità sul goal. Il migliore di stasera è Reina, due parate fondamentali e va anche a saltare su calcio d’angolo, sfortunato sul goal ma bravo nelle altre occasioni.

 

Paolo Sindaco Russo

 

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ma se Rambo fa a mazzate con Commando chi vince?

Sono cresciuto guardando i film di mazzate, non i film d’azione, non i supereroi, non i thriller o i film di fantascienza… proprio i film di mazzate. Quelli dove gli attori senza troppe coreografie complesse e senza strizzare l’occhio alle arti marziali, si pigliavano a paccheri, pugni, calci e capate, ricorrendo alle armi solo se necessario.
Da Mario Merola e Bud Spencer fino a Stallone e Schwarzenegger nei miei film preferiti il bene era sempre pronto a trionfare a suon di paccheri e soprattutto il bene e il male erano ben divisi: da una parte i buoni e dall’altra i cattivi, da una parte il male e dall’altra il bene che avrebbe trionfato al finale, con l’ultimo pacchero dato al capo dei cattivi, senza finali aperti, senza doppiogioco, senza insinuarti un dubbio… il bene vinceva sempre.
Poi sul finale degli anni ’90 i film di mazzate si sono evoluti, si cerca sempre di dare un intreccio più complesso, le mazzate sono sempre più coreografate e sfiorano la danza, e trame che strizzano l’occhi a Shakespeare per la complessità hanno paradossalmente reso più noioso il cinema di mazzate, rendendolo un po’ più impegnativo e tradendo un po’ le sue origini di esaltazione della rissa e della scazzotata a volte fine a se stessa.
A parte Jason Statham, ultimo vero eroe del genere, per riportare alla sua reale dimensione i film di mazzate si sono dovuti riunire un bel po’ di vecchietti e lanciare la serie de “I Mercenari” una serie di film degna dei primi anni ’90 che non ha nulla a pretendere se non le mazzate, come è giusto che sia. Per farlo c’è voluta una Reunion di sessantenni, vecchie glorie che secondo molti non avevano più molto da dire e invece hanno realizzato il più classico dei film di mazzate come da tempo non se ne vedevano in giro. Perchè nel cinema come nella vita è così: quando si fa a mazzate l’esperienza conta più della forza e quel cast di esperienza ne ha da vendere.
Anche Cristian Maggio di esperienza ne ha da vendere, così oggi in una partita dove si è letteralmente fatto a mazzate, la differenza l’ha fatta lui, il vecchietto che secondo molti non aveva più molto da dire.

CattiviCallejon è qui non tanto per la prova che comunque merita la sufficienza, ma per il 2 a 0 divorato. Hamsik nelle partite troppo fisiche ha qualche difficoltà e oggi non ha brillato anche se ha comunque tenuto botta. Insigne oggi è qui per due semplici motivi: primo perchè non ha risolto lui la partita come spesso accade in questi casi e secondo per ritornare un po’ con i piedi per terra che non fa mai male.

BuoniJorginho in meno di un secondo è passato dal Chi t’è muort’ all’eroe e nonstante il rigore tirato male riesce con caparbietà a risolvere la partita, non è cosa da poco. Chiriches un’altra partita di ottimo livello, l’udinese non si rende mai realmente pericolosa anche perchè lui è sempre presente. Il migliore lo abbiamo già detto ma lo ribadiamo volentieri: cuore, polmoni e cervello sono state le armi in più di Maggio in questa domenica pomeriggio.

Paolo Sindaco Russo