Il caso Juve-Mafia fa il giro del mondo come Gomorra e la...

Sbagliano i napoletani ad essere autoreferenziali

Il caso Juve-Mafia fa il giro del mondo come Gomorra e la munnezza

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Napoli-Gomorra, Napoli-violenta, Napoli-munnezza. A Napoli siamo così esageratamente auto-referenziali che ogni volta qualche giornale italiano o straniero si occupa dei problemi della nostra città, noi tutti subito corriamo dietro alla notizia. E, ai tempi dei social, ai tempi del click che registra le visualizzazioni, magari una piccola notizia può assumere i contorni dell’evento di Stato. Lo abbiamo visto con la manifestazione di Salvini a Napoli. Probabilmente (ma con i se e con i ma purtroppo non si fa la storia) se i napoletani lo avessero ignorato si sarebbe davvero ottenuto l’effetto sperato: vale a dire l’irrilevanza della Lega Nord a Napoli, un partito che non esiste e che, credo e mi auguro, non esisterà mai a meno che non continuiamo ad essere così fessi da essere noi i vettori pubblicitari di questo partito che nella terra di Partenope non ha cittadinanza.

Perché scrivo di questo? Perché la nostra esagerata predisposizione alla auto-referenzialità non ci fa accorgere di quanto avviene nel mondo. E Napoli invece ha una sua vocazione cosmpopolita che è intrinseca da millenni. In questi giorni tanto si è parlato del caso-Juve e i rapporti tra i vertici del club bianconero e membri afferenti alla ‘ndrangheta calabrese.

Se in Italia la notizia è stata volutamente relegata in secondo piano da molti organi di informazione, non è accaduto altrettanto all’estero. Molti siti, televisioni e giornali si sono occupati dei rapporti tra la mafia e il più importante club italiano. Noi però non ce ne siamo accorti. Lontani i tempi di quando in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina venne ucciso un nostro tifoso per opera di un ultrà romanista e la notizia in primo piano era invece riservata a Genny ‘a Carogna. Oggi, a distanza di anni, possiamo ancor meglio analizzare e comprendere le ingiustizie mediatiche subite. Da aggrediti siamo diventati noi gli aggressori. Senza ritornare ai fatti dei celebri “treni devastati a Piazza Garibaldi dagli ultrà napoletani” che non sono mai esistiti.

Rifletto su questo e poi vado a fare un giro sul web. La notizia dei rapporti tra la Juve ed esponenti delle ‘ndrine è su molti dei maggiori siti internazionali. Sul britannico Guardian se ne parla in una lunga inchiesta,  su Fox Sports altrettanto. E persino in India su India Today o su Espn.com. Su Vanguard, sul tedesco Zeit online e per non farci mancare nemmeno la parlata francofona anche sul belga Dhnet.

Insomma vi basta cliccare sui link in azzurro per rendervi conto che molte volte si accusa Napoli di far fare brutta figura all’Italia intera a causa dei suoi problemi, ma che anche questa occasione è stata foriera di ciò. Come vedete c’è un club italiano che avrebbe intrattenuto rapporti con esponenti della mafia e la cosa fa fare una pessima figura al nostro calcio e al nostro Paese nel mondo intero. Ma i juventini almeno sono furbi. Loro, almeno loro, non inondano i social network di link del genere. In silenzio si fanno i fatti loro. Nel linguaggio mafioso si chiamerebbe omertà.

Valentino Di Giacomo

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