BACCALA’ ‘E COPP”E QUARTIERE. SONG ‘E NOVE E NISCIUNO ME SFOTTE

BACCALA’ ‘E COPP”E QUARTIERE. SONG ‘E NOVE E NISCIUNO ME SFOTTE

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Fonte: sscnapoli.it

Baccalà era un personaggio popolarissimo nei Quartieri Spagnoli negli anni ’30. Era alto, magro come un palo,i capelli sempre scompigliati, vestito sempre in giacca e pantaloni strappati. Era lo zimbello del quartiere. Lo chiamavano da un vicolo all’altro: Baccalaaaà! E giù un pernacchio. Dopo qualche tempo il gioco stancò la gente ed il povero Baccalà si vide circondato della più assoluta indifferenza. Poiché la sua notorietà era dovuta agli sberleffi ,visto che non gliene propinavano più, disperato si metteva all’angolo dei vicoli gridando: “Uagliù!! Ccà sta Baccalà!”. Era il suo modo per attirare gli sberleffi.

Non sappiamo se il cultore dell’internazionalizzazione della napoletanità, il presidente Aurelio De Laurentiis, conosca la storia di Baccalà, ma gli consiglieremmo umilmente di leggerla e, magari, di interiorizzarla.
Ieri il presidente, ormai senza freni, ha persino spuntato in tv dicendo che il Napoli avrebbe perso per aver giocato con la difesa alta. Immancabili sono arrivati i sorrisini in studio da parte di chi, come Arrigo Sacchi, qualcosina di calcio ne capisce. Ma, al di là del merito delle cose dette e intese da Aurelio, resta da capire il motivo per cui, in un momento delicatissimo della stagione, abbia deciso di scatenare delle accuse nei confronti di Maurizio Sarri. Accuse che neppure lo stesso Sarri in realtà è riuscito a comprendere tanto che erano sconclusionate le invettive presidenziali.

Chi ci segue da tempo sa che qui su soldatoinnamorato abbiamo sempre elogiato l’operato del presidente, meno le sue dichiarazioni. Se il Napoli dopo quasi 30 anni è tornato a giocare al Bernabeu è un successo incontrovertibile del progetto di De Laurentiis. E quindi noi qui abbiamo sempre cercato di far capire – spesso attirandoci critiche e ancor di più insulti – che l’esperienza di De Laurentiis a Napoli ha portato innumerevoli luci rispetto a pochissime ombre. Insomma la bilancia pende dalla parte del presidente e non dalla parte di quei tifosi del “devi vincere” che non hanno ancora capito per quale club hanno deciso di fare il tifo.
Ma, allo stesso tempo, così come noi non siamo stupidamente severi con De Laurentiis per le mancate vittorie, lui non sia irragionevole nell’attaccare il miglior allenatore in novanta anni di storia del Napoli. Se il presidente ha potuto comprare i “giovani campioni” come Zielinski, Diawara, Rog o Milik deve ringraziare con la faccia a terra il suo allenatore che lo scorso anno, grazie al suo gioco, ha reso effettiva l’esplosione di Higuain. Un giocatore di 30 anni che il presidente ha potuto vendere per 90 milioni. Una cessione che ha potuto dare nuova sostanza al progetto di un club sempre più importante.

Commentare tutte le parole di De Laurentiis non avrebbe senso. Perché non hanno senso le sue parole.
Ora è il momento dell’unità, non dei contrasti. C’è un campionato da giocare che ancora ci dà qualche chance per giocarci le primissime posizioni e una gara di ritorno che non sarà così scontata.
Il Napoli negli ultimi mesi ha perso due volte: immeritatamente a Torino contro la Juve e ieri a Madrid. Si può ammettere che ci può stare prendere 3 gol a Madrid tenendo, tra l’altro, ancora qualche spiraglio di speranza per la qualificazione? Ha senso andare in tv e parlare inutilmente di cazzimma? Che per carità, nel calcio la cazzimma sarà pure un fattore, ma non ad un livello ultra-professionistico come una partita di Champions. Il Napoli ha perso, e questo fa rabbia, perché almeno 2 dei 3 gol se li è fatti da solo. La prestazione di Koulibaly, ad esempio, è stata ai limiti dell’indecenza. Ma lasciamo stare.

Comprendiamo che il presidente voglia mettersi l’abito buono nelle occasioni importanti e dare conto della propria stessa esistenza. Ma non parli di cose che non capisce, ad esempio non parli di calcio giocato. Se proprio volesse parlare condivida le sue idee sull’internazionalizzazione del calcio, della super lega europea, dello stadio da 16 posti adatto probabilmente ad ospitare lui e i suoi familiari…. Parli di ciò che vuole, ma non rischi di rompere il giocattolo. Perché per noi questo giocattolo che si chiama Napoli è la nostra stessa vita.
Ma, evidentemente, molti anni dopo, abbiamo trovato l’erede di Baccalà ‘e coppe ‘e quartiere. “Song ‘e nove e nisciuno me sfotte”. Baccalaaaaaa!!

Valentino Di Giacomo